giovedì 22 ottobre 2026

Legge (n. 30/2022) per la valorizzazione delle piccole produzioni agroalimentari di origine locale (PPL)


                Il nostro Paese si caratterizza per la varietà e la bellezza del territorio e per la presenza di numerose piccole produzioni alimentari tipiche e di qualità che rappresentano una vera e propria miniera a disposizione del consumatore e del turista. I consumatori manifestano sempre maggiore interesse per i prodotti locali provenienti da filiere produttive corte o cortissime e quello delle piccole produzioni locali (PPL) è una proposta che permette esclusivamente agli imprenditori agricoli e alle loro associazioni di trasformare alcuni prodotti primari ottenuti presso la propria azienda agricola.

Nel corso degli ultimi anni sono aumentate le piccole produzioni, tipiche e di qualità, che caratterizzano alcuni ambiti territoriali e a cui sono spesso dedicate manifestazioni.

Le «PPL – piccole produzioni locali» sono molto apprezzate dal consumatore che ha la possibilità di testare un prodotto genuino, sotto casa.

Ora con la Legge 1° aprile 2022, n. 30, recante: «Norme per la valorizzazione delle piccole produzioni agroalimentari di origine locale», pubblicata in Gazzetta Ufficiale n. 94 del 22 aprile 2022 (in vigore da 23 aprile 2022) prevista la possibilità di valorizzare ulteriormente il prodotto della tradizione contadina locale tracciando un percorso semplice per la commercializzazione dei prodotti agricoli dal produttore primario al consumatore finale.

La Legge n. 30/2022, composta di 14 articoli, reca, come anticipato, disposizioni in materia di valorizzazione e promozione delle piccole produzioni agroalimentari di origine locale.

L’articolo 1 (Finalità e princìpi), indica, al comma 1, le finalità ed i principi ai quali è ispirata la Legge n. 30/2022. Nel corso dell’esame parlamentare, relativamente al principio della salubrità, è stato specificato come tale principio vada comunque inteso nel rispetto delle disposizioni in materia igienico sanitaria e di controlli da parte delle aziende sanitarie locali. Il comma 2, contiene la definizione di «PPL – piccole produzioni locali» ossia di quei prodotti agricoli di origine animale o vegetale (primari od ottenuti dalla trasformazione di materie prime derivanti da coltivazione o allevamento svolti esclusivamente sui terreni di pertinenza dell’azienda) destinati all’alimentazione umana, ottenuti presso un’azienda agricola o ittica, diretti, in limitate quantità, al consumo immediato e alla vendita diretta al consumatore finale, nell’ambito della provincia in cui si trova la sede di produzione o in quelle contigue. Il comma 3 precisa che per la fornitura diretta di piccoli quantitativi di alcune tipologie di carni i relativi prodotti provenienti dall’azienda agricola devono derivare da animali regolarmente macellati in un macello registrato o riconosciuto che abbia la propria sede nell’ambito della provincia in cui si trova la sede di produzione o in quelle contigue.

L’articolo 2 (Ambito di applicazione), indica l’ambito soggettivo di applicazione della Legge, che comprende gli imprenditori agricoli, quelli apistici e quelli ittici.

L’articolo 3 (Etichettatura), reca disposizioni in materia di etichettatura stabilendo, al comma 1 che i prodotti PPL sono venduti nel rispetto delle vigenti disposizioni europee e nazionali concernenti l’etichettatura, la presentazione e la pubblicità dei prodotti alimentari. La stessa disposizione chiarisce, inoltre, le indicazioni che possono essere riportate nelle etichette dei prodotti. Il comma 2 indica le disposizioni che si intendono fare salve in materia sia in ambito europeo che in ambito nazionale, mentre il comma 3 stabilisce che gli operatori provvedano alla conservazione della documentazione necessaria.

L’articolo 4 (Logo PPL), reca disposizioni in materia di logo «PPL – piccole produzioni locali». In particolare, il comma 1 demanda l’istituzione del suddetto logo ad un apposito decreto del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali da adottarsi di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze e con il Ministro dello sviluppo economico, sentita la Conferenza unificata. Con tale decreto sono stabilite, tra l’altro, le condizioni e le modalità di attribuzione del logo (la cui forma verrà scelta mediante svolgimento di un concorso di idee), nonché gli adempimenti relativi alla tracciabilità e alle modalità con cui fornire una corretta informazione al consumatore. Il comma 2 individua i diversi luoghi in cui è esposto il logo dei prodotti PPL, mentre il comma 3 prevede che le amministrazioni pubbliche interessate debbano dare attuazione al presente articolo senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.

L’articolo 5 (Consumo immediato e vendita diretta), reca disposizioni in materia di consumo immediato e vendita diretta. In particolare, al comma 1, sono descritte le modalità ed i diversi luoghi nei quali può avvenire il consumo immediato e la vendita diretta al consumatore dei prodotti PPL nell’ambito della provincia in cui ha sede l’azienda o in quelle contermini, all’interno dello stesso territorio regionale. Il comma 2 prevede la facoltà – da parte dei comuni – di riservare spazi adeguati agli imprenditori agricoli o ittici esercenti la vendita diretta dei prodotti PPL nell’area destinata al mercato, mentre il comma 3 stabilisce che gli esercizi commerciali possono dedicare ai prodotti PPL appositi spazi di vendita.

L’articolo 6 (Requisiti generali applicabili ai locali e alle attrezzature), reca disposizioni concernenti i requisiti generali applicabili ai locali e alle attrezzature.

L’articolo 7 (Semplificazione delle norme in materia di requisiti strutturali dei locali destinati alle attività), reca disposizioni in materia di semplificazione delle norme sui requisiti strutturali dei locali destinati alle attività. Il comma 1, prevede che le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore del provvedimento – nel rispetto dei regolamenti (CE) n. 852/2004 in materia di igiene dei prodotti alimentari e n. 853/2004 in materia di igiene per gli alimenti di origine animale – possono stabilire, al fine di semplificare la normativa in materia, i requisiti strutturali dei locali destinati alle attività di lavorazione, produzione e vendita dei prodotti PPL, anche allo scopo di preservare le caratteristiche e le tradizioni territoriali degli stessi.

L’articolo 8 (Sezione internet per le piccole produzioni locali), istituisce, al comma 1, all’interno del sito internet del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, un’apposita sezione per la raccolta di tutte le informazioni utili ai fini della valorizzazione dei prodotti PPL. Al comma 2, si prevede che le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano forniscano, nell’ambito delle loro competenze e per i prodotti dei rispettivi territori, tutte le informazioni utili ai fini dell’aggiornamento della suddetta sezione internet, mentre al comma 3 è prevista la clausola di invarianza finanziaria.

L’articolo 9 (Corsi di formazione), prevede che le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano possano istituire corsi di formazione per il personale addetto alla lavorazione, alla preparazione, alla trasformazione, al confezionamento, al trasporto e alla vendita dei prodotti PPL.

Anche l’articolo 10 (Attività di controllo), recante disposizioni in materia di attività di controllo.

L’articolo 11 (Disposizioni applicative), reca una serie di disposizioni applicative. Nell’articolo chiarito che ai prodotti PPL offerti in vendita diretta si applicano le vigenti disposizioni di carattere fiscale.

L’articolo 12 (Sanzioni), recante norme in materia di sanzioni. Ai sensi del comma 1 è soggetto alla sanzione amministrativa pecuniaria da 1.600 euro a 9.500 euro colui che: violi le disposizioni di cui all’articolo 1, utilizzi un’etichettatura (art. 3) o il logo (art. 4) in assenza dei requisiti di cui all’art.1. Nel dettaglio, salvo che il fatto costituisca reato, l’operatore che immetta sul mercato prodotti agricoli o alimentari qualificandoli come prodotti PPL, in violazione delle disposizioni di cui all’articolo 1, o utilizzi l’etichettatura di cui all’articolo 3 o il logo di cui all’articolo 4 in assenza dei requisiti di cui all’articolo 1 è soggetto alla sanzione amministrativa pecuniaria del pagamento di una somma da 1.600 euro a 9.500 euro. Nel caso del logo è prevista, altresì, la sanzione accessoria della sospensione della licenza d’uso del logo per un periodo da uno a tre mesi; in caso di reiterazione è disposta la revoca della licenza d’uso del logo. Il Dipartimento dell’Ispettorato centrale della tutela della qualità e repressione frodi dei prodotti agroalimentari del Mipaaf è designato quale autorità competente all’irrogazione delle sanzioni amministrative pecuniarie previste dall’ articolo in esame.

L’articolo 13 (Clausola di invarianza finanziaria), reca le disposizioni finanziarie, statuendo che dall’attuazione della legge non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.

L’articolo 14 (Entrata in vigore) dispone infine che il provvedimento entri in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale (23 aprile 2022).

Link al testo della Legge 1° aprile 2022, n. 30, recante: «Norme per la valorizzazione delle piccole produzioni agroalimentari di origine locale», pubblicata in Gazzetta Ufficiale n. 94 del 22 aprile 2022 (in vigore da 23 aprile 2022)

mercoledì 21 ottobre 2026

Funghi Fest, Castelbuono celebra 20 anni di gusto e tradizioni con musica, arte e degustazioni

 


Nel fine settimana la ventesima edizione di uno degli appuntamenti autunnali più attesi delle Madonie e della Sicilia.

Tre giorni dedicati ai sapori dell’autunno, alle eccellenze gastronomiche del territorio, alla musica e alla cultura. Dal 23 al 25 ottobre Castelbuono torna a ospitare il Funghi Fest. La manifestazione, che ogni anno richiama nel suggestivo borgo madonita migliaia di visitatori e turisti, quest’anno spegne le sue prime venti candeline, confermandosi tra gli appuntamenti più attesi della stagione autunnale in Sicilia.

Organizzata dall’Associazione Culturale Promomadonie Sicilia, la manifestazione propone un ricco calendario di iniziative che animeranno il centro storico di Castelbuono, trasformandolo in un grande palcoscenico a cielo aperto tra degustazioni, show cooking, spettacoli musicali, intrattenimento, arte e tradizioni. Protagonisti assoluti saranno naturalmente i funghi, ingrediente simbolo della cucina autunnale madonita, insieme alle numerose eccellenze agroalimentari del territorio.

“Il Funghi Fest è diventato negli anni un appuntamento capace di coniugare la valorizzazione delle nostre produzioni gastronomiche con la promozione turistica e culturale delle Madonie – dichiara Giovanni La Grua, presidente dell’Associazione Promomadonie Sicilia–. Anche quest’anno abbiamo lavorato per offrire un programma ricco e variegato, pensato per coinvolgere famiglie, giovani e visitatori di tutte le età. Il nostro obiettivo è quello di far vivere Castelbuono attraverso i suoi sapori, le sue tradizioni e la sua straordinaria capacità di accoglienza, creando occasioni di incontro e contribuendo a sostenere le attività economiche del territorio”.

Il programma prenderà il via venerdì 23 ottobre alle 17.30 con l’inaugurazione ufficiale e l’apertura degli stand espositivi e gastronomici, a seguire in piazza castello flash mob a cura della scuola di danza Arte in Movimento darà il via al fine settimana di festa. Sabato 24 ottobre, a partire dalle 10,00 riapriranno gli stand, mentre i visitatori potranno approfittare dell’occasione per scoprire il patrimonio culturale del borgo attraverso le mostre ospitate al Museo Civico e al Museo Naturalistico Francesco Minà Palumbo. Alle 12 e alle 18, in Piazza Castello, spazio alle degustazioni di piatti a base di funghi e delle eccellenze gastronomiche locali.

Particolare attenzione sarà riservata anche ai più piccoli con il Karlotta Live Show, in programma alle ore 8 in Piazza Castello. Mentre alle 21,00 si terrà uno dei momenti più significativi della manifestazione: il Premio Internazionale della Cultura e del Gusto, con la consegna di riconoscimenti a personalità che si sono distinte in ambito nazionale e internazionale. A condurre la cerimonia sarà la giornalista Nadia La Malfa. Grande attesa per l’appuntamento musicale delle 22.30 con Tony Esposito, protagonista di uno spettacolo che accompagnerà il pubblico in un viaggio musicale da Pino Daniele alla world music, tra sonorità mediterranee, ritmi coinvolgenti e contaminazioni artistiche. La serata proseguirà con i dj set di EXES Hit Dance 90 e Sol Fuego.

Domenica 25 ottobre il Funghi Fest entrerà nel vivo già dalle prime ore del mattino. Dalle ore 9 alle 18, lungo Viale Castello, si svolgerà Artisti a Corte, mostra mercato d’arte curata dall’Associazione Pittamu di Castelbuono. Alle 10 riapriranno gli stand e, dalle 10.30, le vie del centro saranno animate dalla sfilata itinerante del gruppo Viginti Millys. Alle 12 torneranno le degustazioni in Piazza Castello, mentre nel pomeriggio la festa proseguirà con la sfilata della Sud Street Band, prevista alle 16 e con l’esibizione degli artisti di strada. Alle 18 nuovo appuntamento con le degustazioni e alle 18.30 in Piazza Castello, intrattenimento musicale con Adrian Band Celentano Tribute Show per accompagnare la conclusione della manifestazione.

“Il Funghi Fest rappresenta una straordinaria occasione di promozione per Castelbuono e per l’intero comprensorio madonita – sottolinea il sindaco Mario Cicero –. Manifestazioni come questa dimostrano quanto sia importante investire nella valorizzazione delle nostre identità, mettendo insieme gastronomia, cultura , tradizioni e accoglienza. Castelbuono possiede un patrimonio di bellezze, produzioni e professionalità che merita di essere conosciuto e apprezzato. Ringrazio l’associazione Promomadonie Sicilia e tutti coloro che contribuiscono alla realizzazione di questa importante iniziativa”. L’iniziativa è organizzata dall’Associazione Culturale PromoMadonie-Sicilia APS con il patrocinio del Comune di Castelbuono ed è promossa con il sostegno della Regione Siciliana. Questa iniziativa è finanziata dall'Assessorato Regionale dell'Agricoltura, dello Sviluppo Rurale e della Pesca Mediterranea - Dipartimento Regionale dell'Agricoltura. L’evento è finalizzato alla valorizzazione del patrimonio culturale materiale e immateriale della Sicilia e mira, nello specifico, a promuovere il territorio e la ricchezza delle sue eccellenze enogastronomiche. Il Funghi Fest si conferma così non soltanto un festival dedicato alla gastronomia, ma anche un’occasione per scoprire Castelbuono, il suo centro storico, i monumenti, i musei e le tradizioni e le eccellenze di uno dei borghi più belli della Sicilia. Un fine settimana che punta a valorizzare il legame tra turismo, cultura ed enogastronomia, offrendo ai visitatori un’esperienza all’insegna dei sapori e dell’identità del territorio.

 

 









martedì 20 ottobre 2026

Una narrazione alternativa della realtà

Riceviamo e pubblichiamo , la crisi del settore agricolo ha radici lontane, ma è nel quotidiano che produce danni catastrofici 

Sembrerebbe un paradosso, ma le aziende che non utilizzano le risorse del PSR sono le meno indebitate, sia a breve che medio-lungo termine. 

  Analizzare l'Indice di Indebitamento (espresso generalmente dal rapporto  o ) del settore agricolo italiano dopo gli 

investimenti del PSR (particolarmente tramite la Misura 4 "Investimenti in immobilizzazioni materiali") rivela un paradosso strutturale: il contributo a fondo perduto del PSR  ha aumentato l'esposizione debitoria e generato un forte effetto leva sul debito privato, accentuando le sperequazioni finanziarie fra Nord e Sud.

Si perché  il PSR cofinanzia generalmente dal 40% all'60% della spesa ammissibile, al netto dell’IVA,  il restante capitale deve essere anticipato o coperto dall'agricoltore attraverso l'autofinanziamento o il ricorso al credito bancario.

Un discorso a parte meriterebbero le azioni finanziate al 100%  per accrescere il capitale immateriale.

 


1. Mappa dell'Indebitamento Post-PSR: Differenze Regionali

Secondo i dati di contabilità agraria (RICA/CREA) e i report dell'Osservatorio Credito Agricolo di ISMEA, l'indice di indebitamento delle aziende che hanno partecipato ai bandi PSR si presenta profondamente variegato lungo la penisola:

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A. Nord Italia (Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto, Piemonte)

  • Indice di Indebitamento Medio: 25% – 35%

 

  • Tipologia del debito: Debito bancario a medio-lungo termine (mutui ipotecari, leasing strumentale per macchinari 4.0 e impianti tecnologici).

 

  • Valutazione Economica: È un indebitamento "sano" e strutturato. Le aziende agricole del Nord utilizzano il PSR come co-finanziamento per progetti di espansione. A fronte di un aumento del debito, corrisponde un effettivo incremento del fatturato e della PLV, garantendo un indice di copertura finanziaria (DSCR) sostenibile. 

B. Centro Italia (Toscana, Umbria, Marche, Abruzzo)

  • Indice di Indebitamento Medio: 25% – 30%

 

  • Tipologia del debito: Debito misto, fortemente ancorato alle garanzie patrimoniali e fondiarie dell'azienda.

 

  • Valutazione Economica: Approccio conservativo. Le aziende investono importi proporzionati alla loro capacità di cassa, limitando il ricorso a prestiti rischiosi. L'impatto sui bilanci è stabile e il livello di insolvenza rimane tra i più bassi del settore. 

C. Mezzogiorno e Isole (Sicilia, Calabria, Puglia, Campania, Sardegna)

  • Indice di Indebitamento Medio: 35% – 55%+ (con picchi critici tra le micro-imprese)

 

  • Tipologia del debito: Debito sbilanciato a breve termine (scoperti di conto corrente, anticipi PAC, debito verso i fornitori di input come fertilizzanti e carburanti).

 

  • Valutazione Economica: È un indebitamento "patologico" e di liquidità. La combinazione tra i ritardi burocratici della Regione nell'erogazione dei saldi PSR e la mancanza di capitale proprio ha costretto gli agricoltori a indebitarsi a tassi elevati per "poter iniziare o completare i lavori". 

2. Il Meccanismo della "Trappola del Co-finanziamento" al Sud

Il motivo per cui gli investimenti PSR hanno peggiorato l'indice di indebitamento in molte regioni del Sud (es. Sicilia e Calabria) si riassume in tre fasi:

  1. Il Collo di Bottiglia Burocratico (Prequetamento): Per accedere al contributo del PSR, l'azienda deve rendicontare la spesa effettivamente sostenuta. I tempi della burocrazia   per l'istruttoria delle domande di pagamento variano spesso dai 12 ai 36 mesi. Per non perdere la graduatoria, l'agricoltore spalanca le linee di credito bancario a breve termine (molto costose).

 

  1. Il Rincaro dei Tassi d'Interesse: La stretta monetaria ed il rialzo dei tassi d'interesse da parte della BCE registrati negli ultimi anni hanno trasformato i prestiti ponte in un'idra finanziaria: gli interessi passivi hanno azzerato i benefici del contributo pubblico.

 

  1. Mancato Ritorno sulla PLV: A differenza del Nord, dove l'investimento produce subito un aumento di ricavi che ripaga la rata del mutuo, al Sud il prezzo della materia prima al campo è rimasto stagnante o in calo. L'agricoltore si ritrova quindi con:
    • Lo stesso fatturato di prima (o inferiore).

 

    • Un debito finanziario raddoppiato per coprire la quota non a fondo perduto del PSR e gli interessi di mora.

 

3. Sintesi degli Indicatori Finanziari Post-PSR

Indicatore Finanziario

Regioni Virtuose (Nord)

Regioni ad Alta Criticità (Mezzogiorno)

Composizione del Debito

> 70% Medio-Lungo Termine

> 60% Breve Termine / Esposizione Banche e Fornitori

Cost of Debt (Costo del Credito)

Più basso (grazie a maggiori garanzie e rating aziendali)

Più alto (maggior rischio percepito dagli istituti bancari)

Rapporto Oneri Finanziari / PLV

< 5% (Sostenibile)

> 15% - 28% (Insostenibile, prosciuga il Reddito Netto)

Tasso di Default/Insolvenza sui Progetti PSR

Molto Basso (< 2%)

In Aumento (con revoche dei contributi per impossibilità di concludere le opere)

Conclusioni

Il Piano di Sviluppo Rurale, concepito come strumento di modernizzazione, si è rivelato un arma a doppio taglio:


  • Nelle regioni strutturate ha funzionato da volano, portando a un indebitamento virtuosamente sostenuto dalla crescita dell'impresa.
  • Nelle regioni deboli la rigidità del sistema bancario e alla stasi dei prezzi agricoli, ha trasformato i contributi europei in una trappola di liquidità, portando molte aziende agricole a un indice di indebitamento critico e vicino alla soglia del dissesto finanziario.

La crisi raccontata da un imprenditore agricolo


 riceviamo e pubblichiamo un analisi  dettagliata  

di un imprenditore agricolo. 

1. Premessa

Il sistema agricolo siciliano presenta una struttura profondamente eterogenea, caratterizzata da una polarizzazione crescente tra un numero limitato di grandi imprese ad alta capacità finanziaria e una vasta platea di micro e piccole aziende familiari che costituiscono la base produttiva reale del territorio. Questa nota intende evidenziare, con dati e analisi, alcune criticità strutturali che incidono sull’equità degli aiuti e sulla capacità delle piccole aziende di accedere agli strumenti regionali, nazionali ed europei.



2. La composizione del tessuto agricolo siciliano

In Sicilia operano:

  • circa 40 aziende con fatturati superiori ai 5 milioni di euro, per un totale stimato di oltre 210 milioni di euro;

  • circa 60.000 aziende agricole iscritte all’UMA e alla Camera di Commercio, con partita IVA agricola, tutte sotto il milione di euro di fatturato e, nella maggior parte dei casi, sotto i 200.000 euro.

Queste 60.000 aziende rappresentano un universo di circa 250.000 persone, senza considerare l’indotto. Sono imprese familiari che producono cibo, cereali, uva, foraggi e beni primari, ma che incontrano difficoltà significative nell’accesso agli strumenti PAC, PSR, credito d’imposta e agevolazioni fiscali.

3. Il tema dell’aiuto carburante UMA

Ogni anno, da marzo a ottobre, l’UMA assegna in Sicilia circa 100 milioni di litri di gasolio agricolo. La misura di sostegno prevista dalla Regione ammonta a 20 milioni di euro, equivalenti a 0,20 euro per litro.

3.1 Impatto sulle grandi aziende

Una grande azienda vitivinicola con 600 ettari di vigneto riceve mediamente:

  • 600 ettari × 400 litri/ettaro = 240.000 litri di gasolio UMA

  • Aiuto regionale: 240.000 × 0,20 = 48.000 euro

Queste imprese, già beneficiarie di PSR, PAC, ZES, credito d’imposta e bandi con soglie elevate, ricevono un ulteriore sostegno senza necessità di partecipare a manifestazioni, iniziative o procedure complesse.

3.2 Impatto sulle piccole aziende

Una piccola azienda con 10 ettari di vigneto riceve:

  • 10 ettari × 400 litri/ettaro = 4.000 litri

Con l’aumento del prezzo del gasolio da 1,00 €/l (2025) a 1,50 €/l (2026), il costo aggiuntivo è:

  • 4.000 litri × 0,50 €/l = 2.000 euro di costi in più

L’aiuto regionale è:

  • 4.000 × 0,20 = 800 euro

Il sostegno copre dunque meno della metà dell’aumento dei costi, senza considerare che il prezzo del gasolio ha raggiunto punte di 1,70 €/l.

4. Accesso agli strumenti di sviluppo rurale

Le piccole aziende agricole siciliane incontrano ostacoli significativi nell’accesso ai bandi PSR e alle misure di sostegno:

  • soglia minima dei progetti PSR in Sicilia: 250.000 euro + IVA

  • soglia minima in Lombardia ed Emilia-Romagna: 25.000–50.000 euro

La soglia siciliana costituisce un muro di sbarramento che esclude di fatto la quasi totalità delle micro-aziende, prive della liquidità necessaria per anticipare investimenti o per sostenere le spese di progettazione.

Le piccole aziende, inoltre, acquistano spesso macchinari usati tramite scritture private, non potendo accedere a credito d’imposta, ZES o agevolazioni fiscali riservate a investimenti nuovi e certificati.

5. Questione di equità

L’attuale modello di distribuzione degli aiuti, basato su criteri uniformi, produce effetti diseguali. La Costituzione italiana stabilisce che la fiscalità debba essere proporzionale e progressiva: un principio che dovrebbe valere anche per la distribuzione degli aiuti pubblici.

L’analogia è chiara: dare lo stesso “scalino” di 2 metri a chi è alto 1 metro e a chi è alto 10 metri non produce equità. Il primo non vedrà mai l’orizzonte; il secondo lo vede già senza scalino.

6. Raccomandazioni politiche

Alla luce dei dati esposti, si ritiene opportuno valutare:

  1. Incremento della quota di aiuto carburante per le micro e piccole aziende, con riduzione proporzionale per le imprese con fatturati superiori a determinate soglie.

  2. Introduzione di misure parallele dedicate alle micro-aziende, con bandi specifici e soglie di accesso compatibili con la loro capacità finanziaria.

  3. Semplificazione amministrativa radicale, sfruttando strumenti digitali e intelligenza artificiale per la gestione automatizzata delle pratiche UMA, PAC e PSR.

  4. Alternanza programmata nell’accesso ai fondi PAC e PSR, garantendo cicli dedicati alle piccole aziende.

  5. Monitoraggio pubblico dei dati UMA, dei consumi, delle assegnazioni e degli aiuti, per assicurare trasparenza e valutazioni basate su evidenze.

7. Conclusioni

I dati disponibili mostrano che l’attuale modello di sostegno non risponde pienamente ai principi di equità e proporzionalità. Le micro e piccole aziende agricole siciliane — che rappresentano la spina dorsale del sistema produttivo regionale — risultano penalizzate da criteri uniformi che favoriscono, di fatto, le imprese con maggiore capacità finanziaria.

Una revisione delle politiche di sostegno, orientata alla progressività e alla differenziazione, appare necessaria per garantire pari opportunità, sostenibilità economica e tutela del tessuto agricolo diffuso che caratterizza la Sicilia.

 

lunedì 19 ottobre 2026

primo Atlante delle Donne in agricoltura

 

 

Giornata internazionale donne rurali 

Dalla crescita delle competenze alla diversificazione delle attività, le donne sono protagoniste di un'agricoltura che cambia, pur dovendo ancora affrontare significativi divari occupazionali ed economici. In occasione della Giornata internazionale delle donne rurali e nell'ambito del 2026, Anno internazionale delle agricoltrici promosso dalle Nazioni Unite, il CREA pubblica L'Atlante delle donne nel settore primario. Dati statistici a servizio degli approcci di genere: la prima mappa organica della presenza femminile nell'agricoltura, nelle foreste, nella pesca e nelle aree rurali italiane. Il volume riunisce dati finora sparsi e avvia un percorso di ricerca destinato ad ampliarsi lungo l'intera filiera agroalimentare, dal campo alla tavola.
I numeri raccontano un protagonismo significativo. Le aziende agricole condotte da donne sono 355.762, pari al 31,4% del totale nazionale, una quota che nel Mezzogiorno sale al 35,9%. Tra il 2010 e il 2020, la superficie agricola gestita dalle imprenditrici è cresciuta del 2,8%, mentre quella delle aziende maschili si è ridotta. La dimensione media delle aziende femminili è passata da 5,3 a 7,7 ettari. Pur restando mediamente più piccole rispetto a quelle maschili, le aziende guidate da donne mostrano segnali di consolidamento strutturale e una forte propensione alla diversificazione. Agriturismo, trasformazione dei prodotti, attività educative e servizi connessi all'agricoltura contribuiscono a sviluppare modelli rurali multifunzionali: nelle aziende femminili diversificate, l'agriturismo rappresenta il 57% delle attività connesse (Fonte: ISTAT, elaborazioni CREA).

Cambia anche il profilo delle imprenditrici. Le donne alla guida delle aziende agricole risultano mediamente più istruite degli uomini: il 10,3% possiede una laurea, contro il 9% dei colleghi. Tra le giovani imprenditrici, oltre il 42% è diplomata e circa una su quattro è laureata (Fonte: ISTAT e RICA). Le nuove generazioni mostrano, inoltre, una maggiore apertura all'innovazione, alle tecnologie digitali e al biologico, puntando anche sulla diversificazione per rinnovare i modelli produttivi e le attività delle imprese agricole.

La crescita delle competenze, tuttavia, non si traduce ancora in un superamento dei divari occupazionali. Tra il 2015 e il 2024, le lavoratrici agricole sono diminuite del 17%, mentre la componente maschile è rimasta sostanzialmente stabile. Nello stesso periodo le lavoratrici a tempo indeterminato sono aumentate del 31%, segnalando una crescita dell'occupazione più stabile (Fonte: INPS). Le donne continuano, inoltre, a registrare livelli retributivi inferiori rispetto agli uomini.
Resta aperta anche la sfida del ricambio generazionale. Nel 2025 le imprese agricole femminili registrate presso le Camere di Commercio erano 185.406, pari al 27,4% del totale, ma nell'arco di dieci anni si sono ridotte del 14,7% (Fonte: Unioncamere-Movimprese). Un dato che sottolinea l'importanza di sostenere l'ingresso delle giovani donne nel settore e creare condizioni favorevoli alla continuità delle imprese.
L'Atlante allarga lo sguardo anche alle foreste e alla pesca, comparti nei quali la presenza femminile resta più contenuta. Le imprese femminili, infatti, rappresentano l'11,7% delle imprese boschive e il 12,9% del settore ittico.
Realizzato dall'Osservatorio sulle Differenze di Genere nel Settore Primario e nei Territori Rurali (ODGPR) del CREA, il volume integra dati statistici e amministrativi nazionali ed europei provenienti da fonti quali ISTAT, INPS, RICA, Camere di Commercio, SINFor e FAO. Grafici, mappe, infografiche e tabelle offrono una lettura articolata del ruolo delle donne nel settore primario italiano e strumenti di consultazione per decisori pubblici, amministrazioni, organizzazioni professionali, associazioni, ricercatori e cittadini.
L'Atlante è uno strumento per rendere visibile il contributo delle donne, misurare i divari e orientare politiche più efficaci e inclusive. Una base conoscitiva per comprendere le trasformazioni in corso e sostenere la piena partecipazione femminile allo sviluppo del sistema agroalimentare e delle aree rurali.

«Il futuro dell'agricoltura italiana passa sempre più dalle donne. L'Atlante fotografa una realtà dinamica, qualificata e innovativa e ci indica una priorità: creare le condizioni perché sempre più giovani donne scelgano l'agricoltura e ne diventino protagoniste. Una sfida decisiva per la crescita del settore e la vitalità dei territori rurali», afferma Maria Chiara Zaganelli, Direttore Generale del CREA.


 

 

venerdì 16 ottobre 2026

Rivista Usa premia biodiversità, vitigni autoctoni e sostenibilità della Sicilia

 NinoSutera

Sicilia Regione Vinicola Internazionale 2026 — un riconoscimento che completa un percorso

La Sicilia è stata eletta Regione Vinicola Internazionale dell’Anno 2026 da Wine Enthusiast. Il premio arriva in un momento di grande visibilità per l’isola, che nel 2025 era già stata riconosciuta Regione Enogastronomica Europea e che vede la cucina italiana iscritta tra i patrimoni immateriali dell’UNESCO. Questi riconoscimenti, letti insieme, raccontano una storia di qualità, identità e capacità di mettere in rete prodotti, territori e comunità.

Un patrimonio vitivinicolo plurimillenario e in trasformazione

La motivazione del premio sottolinea la crescita qualitativa della viticoltura siciliana, la valorizzazione dei vitigni autoctoni e l’attenzione alla sostenibilità. La Sicilia conserva oltre 70 varietà autoctone — da Grillo e Catarratto a Nero d’Avola e Nerello Mascalese — distribuite su territori molto diversi: coste, colline interne e i versanti dell’Etna. Questo mosaico di terroir, unito a pratiche agronomiche rinnovate e a scelte enologiche attente, ha permesso all’isola di affermarsi su mercati internazionali senza rinnegare la propria storia.

Sostenibilità e innovazione come fattori chiave

Il riconoscimento evidenzia anche l’impegno ambientale della regione. La diffusione della viticoltura biologica e iniziative come SOStain Sicilia dimostrano che qualità e responsabilità ambientale possono procedere insieme. La Denominazione Sicilia DOC, nata nel 2011, ha svolto un ruolo centrale nel rinnovamento del settore, contribuendo a tutelare le produzioni e a promuovere varietà autoctone sui mercati esteri.

 


 

Borghi, GeniusLoci e De.Co: il ruolo delle comunità locali

I riconoscimenti internazionali trovano radicamento nelle comunità locali. I Borghi GeniusLoci e le De.Co. (Denominazioni Comunali) sono strumenti fondamentali per tradurre patrimonio culturale e gastronomico in valore concreto.

  • Borghi GeniusLoci: promuovono l’identità locale attraverso percorsi enogastronomici, eventi e ospitalità diffusa, creando esperienze autentiche che collegano vino, cibo e paesaggio.

  • De.Co.: certificano prodotti e ricette legate a un territorio, rafforzando la tracciabilità e la narrazione dei sapori locali.

Queste reti di comunità favoriscono l’enoturismo di qualità, sostengono piccole produzioni e mantengono vive pratiche tradizionali, rendendo la Sicilia non solo un luogo di produzione ma anche una destinazione culturale ed esperienziale.

Enogastronomia, UNESCO e impatto sul territorio

L’accostamento tra il titolo di Regione Enogastronomica Europea 2025, l’iscrizione della cucina italiana nel patrimonio UNESCO e il premio di Wine Enthusiast crea una sinergia potente. La cucina come patrimonio immateriale valorizza le pratiche collettive, mentre il riconoscimento enogastronomico europeo mette in luce la capacità della Sicilia di raccontare il territorio attraverso i suoi prodotti. In questo quadro, il vino diventa ambasciatore di paesaggi, saperi e comunità.

Opportunità e prospettive

Il premio internazionale rafforza la visibilità globale della Sicilia e apre nuove opportunità per export, turismo e investimenti sostenibili. Per i produttori locali e per i borghi che custodiscono tradizioni e prodotti De.Co., si tratta di un’occasione per consolidare filiere corte, promuovere percorsi esperienziali e attrarre un turismo più consapevole e di qualità. La cerimonia di premiazione, prevista per il 25 gennaio 2027 al Fairmont Hotel di San Francisco, sarà un momento simbolico per proiettare la Sicilia verso nuovi mercati.

Conclusione

Il riconoscimento di Wine Enthusiast non è un punto d’arrivo ma una conferma: la Sicilia sta costruendo un modello in cui biodiversità viticola, sostenibilità, patrimonio gastronomico e comunità locali dialogano e si rafforzano a vicenda. I Borghi GeniusLoci e le De.Co. sono il tessuto connettivo che trasforma questi elementi in esperienze concrete, capaci di raccontare al mondo l’identità profonda dell’isola.

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