lunedì 30 marzo 2026

CiokoWine Fest: successo record con oltre 14.000 presenze

 



 

Il bilancio degli organizzatori: “Questa quarta edizione ha confermato il festival come piattaforma di scoperta delle eccellenze enogastronomiche, laboratorio di formazione e luogo di dialogo tra imprese e comunità, unendo enogastronomia, arte e cultura del territorio”.

 

Alcamo (TP), marzo 2026 - Si chiude con numeri importanti e un entusiasmo crescente la quarta edizione del CiokoWine Fest, che dal 19 al 22 marzo ha animato il centro storico di Alcamo, confermandosi come un appuntamento di rilievo nel panorama enogastronomico siciliano. Quattro giorni di festa, incontri e degustazioni che hanno registrato più di 14.000 presenze, con un pubblico sempre più attento alle eccellenze del territorio.

 

Eccellenze in degustazione: vino, cioccolato e prelibatezze del territorio

L’area espositiva del CiokoWine Fest ha registrato una forte affluenza, offrendo ai visitatori un’esperienza sensoriale completa. Le 16 cantine presenti, provenienti da tutta Italia – tra cui Adamo Bio, Augustali Wines, Az. Agr. Al Cantara, Cantina Chitarra, Dilegami, Ferreri, Gazze Rosse, Kaggera, La Collina del Casale, Manisca, Megaride Cantine Sommerse, Pizzitola, Sant’Antonio, Cantina Sartori di Verona, Tenute Maltese e Tonnino – hanno proposto in mescita circa 90 etichette, permettendo di assaporare il meglio della produzione vitivinicola nazionale.

Accanto al vino, diverse cioccolaterie provenienti da Modica, Catania, Barletta, Torino e persino dalla Costa d’Avorio hanno incantato il pubblico con barrette, cioccolatini, confetti, cubetti e dolci di ogni forma e dimensione, esaltando la versatilità del cioccolato come ingrediente d’eccellenza.

Non sono mancate le eccellenze agroalimentari siciliane: olio, marmellate, creme di nocciola, liquori artigianali, pasta, tartufi, salumi dei Nebrodi, formaggi tipici e dolci della tradizione, tra cui cannoli, cassate e sfince. Completavano l’offerta gli artigiani locali, impegnati nella lavorazione di pellame, ceramica e bigiotteria, per un totale di circa 80 espositori, trasformando l’area in un vero e proprio viaggio tra gusto, cultura e tradizione.

 

Masterclass e Show Cooking d’autore

Tra gli appuntamenti più apprezzati della manifestazione, le sei Masterclass e gli otto Show Cooking hanno registrato il tutto esaurito in pochi giorni, totalizzando circa 400 prenotazioni e confermando il forte interesse del pubblico per i contenuti esperienziali e formativi del festival.

Le masterclass, coordinate dal wine lover Gabriele Fiore, hanno visto alternarsi relatori e professionisti di primo piano del panorama enogastronomico: Enrico Grimaldi, sommelier FISAR; Francesca La Monica, rappresentante di Donne del Vino; Giovanni Di Giovanna, rappresentante di DOC Sicilia ed enologo di Cantine Cellaro; Christian Stanzial, sommelier AIS; Glenda Lo Giudice, sommelier FISAR; Elio Casley, bartender e docente dell’IISS “Danilo Dolci” di Partinico; Innocenzo Pluchino di CIOMOD; Paolo Chiavetta dell’Azienda Agricola Il Dono; Peppe Martinez del Panificio Martinez.

Straordinario successo anche per gli show cooking, coordinati dall’istrionico Peppe Giuffrè, interprete e ambasciatore dell’enogastronomia siciliana, che hanno portato sul palco tecnica, racconto e creatività attraverso il talento di Rosi Napoli de La Caupona di Trapani, Giuseppe Sole del Grand Hotel et Des Palmes di Palermo, Nicola Bandi dell’Osteria Il Moro di Trapani, Peppe Agliano de La Corte dei Mangioni di Marsala, Francesca Lombardo del Ristorante Timo – Cucina Mediterranea di Alcamo, Fabio Potenzano, chef e volto noto di È sempre mezzogiorno su Rai 1, e Santi Palazzolo, maestro pasticcere e ambasciatore dell’alta tradizione dolciaria siciliana.

Un programma che ha saputo coniugare divulgazione e valorizzazione delle eccellenze, rafforzando ulteriormente il ruolo del CiokoWine Fest come spazio di incontro tra pubblico e professionisti.

 

Formazione, Arte e Cultura

Il CiokoWine Fest ha rivelato in questa edizione la propria vocazione a essere non solo un evento enogastronomico, ma un contenitore di cultura e tutela del patrimonio territoriale.

Tra i momenti più significativi dell’edizione 2026, il rinnovo del gemellaggio tra Alcamo e Modica, città storicamente unite sotto la Contea dei Conti di Modica. L’incontro istituzionale “Alcamo e Modica: territori a confronto” ha visto la partecipazione del Sindaco di Alcamo Domenico Surdi e della Sindaca di Modica Maria Monisteri Caschetto, insieme agli organizzatori e allo storico Prof. Francesco Melia, che ha ripercorso le radici comuni e il legame tra i due territori. Presenti anche Domenica Ficano, già commissaria straordinaria del Comune di Modica, e il Presidente del Consiglio Comunale di Alcamo Saverio Messana.

Nella stessa mattinata è stata inaugurata al MACA la mostra Nicola Rubino. Armonia della forma tra Roma e Alcamo, curata dall’Ufficio Cultura, dedicata all’artista alcamese tra i protagonisti dell’arte italiana del Novecento. Un’esposizione che ha offerto al pubblico l’occasione di riscoprire il valore della produzione artistica del Maestro e il profondo legame con la città, testimoniato anche dai celebri bassorilievi in bronzo della settecentesca Porta Palermo, in piazza Bagolino.

A suggellare il dialogo tra arte, memoria e territorio, anche lo svelamento della nuova opera in cioccolato realizzata dal vivo dall’artista Elisa Corallo: una scultura di 36 kg di cioccolato fondente dedicata alla Chiesa del Collegio dei Gesuiti, che completa la trilogia artistica ispirata ai simboli identitari di Alcamo, dopo il Castello dei Conti di Modica e lo stemma cittadino, e che è stata donata alla città.

 

Convegni, formazione e giovani talenti

L’edizione 2026 del CiokoWine Fest ha dimostrato il suo ruolo di promotore di cultura e formazione ospitando due momenti di dibattito di grande rilevanza: i convegni “Oltre Stagione” e “Lex et Gustus”.

Il convegno “Oltre Stagione”, dedicato alla destagionalizzazione turistica, ha visto confrontarsi rappresentanti delle istituzioni, del mondo imprenditoriale e delle associazioni di categoria, tra cui l’Assessore regionale alle Attività Produttive Edy Tamajo, la Presidente del Movimento Turismo del Vino Sicilia Federica Fina, Maria Elena Bello per le Cantine Duca di Salaparuta e Florio e Salvatore Ombra, Presidente di Airgest.

Il convegno giuridico “Lex et Gustus”, realizzato in collaborazione con AIGA e incentrato sulla tutela delle eccellenze agroalimentari, ha ospitato esponenti dell’avvocatura trapanese come Franco Messina (Presidente onorario della Camera Penale di Marsala), Ivana Spina (Tesoriere del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati), Paolo Visco (Presidente AIGA), Giuseppe Coraci (Membro del Direttivo AIGA), Dario Genovese (Consigliere della Camera Civile), insieme alla delegata IRVO Francesca Salvia. Al dibattito hanno contribuito anche esperti del settore enogastronomico come Peppe Giuffrè, ambasciatore dell’enogastronomia siciliana, e Innocenzo Pluchino, fondatore di Ciomod e produttore di Cioccolato di Modica e liquori artigianali siciliani.

 

Particolarmente significativa è stata la presenza delle scuole, protagoniste sia nei momenti formativi che nell’organizzazione del festival, con un ruolo attivo in masterclass, show cooking e workshop: PSPM Polo Scolastico “Piersanti Mattarella” di Castellammare del Golfo, IISS “Danilo Dolci” di Partinico, ITET “Girolamo Caruso” di Alcamo, Istituto Superiore “F. Ferrara” di Mazara del Vallo e ISISS “Abele Damiani” di Marsala. Questo coinvolgimento testimonia il valore educativo del CiokoWine Fest e l’attenzione rivolta alle nuove generazioni.

Un esempio concreto di sostegno ai giovani è arrivato dalla Cantina Sartori di Verona, che ha devoluto l’intero ricavato delle degustazioni dei quattro giorni di manifestazione a favore degli studenti delle scuole alberghiere presenti. “Essere accanto ai giovani per noi significa non solo trasmettere valori, ma poterli accompagnare in un percorso che possa permettere loro di sentirsi concretamente appoggiati”, hanno dichiarato i rappresentanti dell’azienda.

 

Notevole impegno profuso durante il concorso “Miglior Piatto CiokoWine” realizzato con il supporto della Federazione Italiana Cuochi, confermando l’importanza della formazione come leva strategica per il territorio. A vincere è stato l’IISS “Danilo Dolci” di Partinico con il piatto “Pera in rosso, tra contrasti e consistenze”, realizzato dall’allieva Alessia Groppuso, 17 anni, guidata dai professori Salvatore Sanfilippo e Patrizia Inzerillo. Eleganza, creatività e equilibrio tecnico hanno reso questo piatto il simbolo del talento emergente nel panorama enogastronomico siciliano.

 

Famiglie, bambini e attività esperienziali

Grande partecipazione anche da parte delle famiglie e dei più piccoli, protagonisti di un ricco programma di attività pensate per rendere il festival ancora più inclusivo. Molto apprezzato il CiokoGame Village, lo spazio di intrattenimento sicuro e creativo curato da Frappè Animazione, che ha accolto bambini e famiglie con laboratori, giochi e attività interattive per tutta la durata della manifestazione. A coinvolgere il pubblico anche la colorata CiokoParade, momento di festa e animazione diffusa che ha contribuito ad accendere il centro storico con energia.

Particolarmente significativo anche il successo dei CiokoLab, i laboratori dedicati ai più piccoli, che hanno unito divertimento e scoperta, avvicinando i bambini al mondo del cioccolato in chiave educativa e creativa. Tra i momenti più emozionanti, la partecipazione attiva dei bambini alla realizzazione di “Costruiamo il Castello del CiokoWine”, iniziativa simbolica che ha trasformato il gioco in esperienza condivisa, rafforzando il legame tra fantasia, territorio e spirito della manifestazione.

 

Visibilità mediatica di rilievo

L’edizione 2026 del CiokoWine Fest ha ottenuto ampia visibilità online, con uscite su testate giornalistiche regionali e nazionali, portali di settore e media territoriali, dirette radio.

Sul fronte digitale, l’edizione 2026 ha registrato risultati record: oltre 1,6 milioni di visualizzazioni complessive tra Facebook e Instagram e più di 12.000 interazioni, tra like, commenti, condivisioni e reazioni. Facebook si conferma il canale principale per traffico e scoperta dell’evento, con 1,1 milioni di visualizzazioni, una copertura di oltre 371.000 persone, quasi 10.000 click sui link e 1.324 nuovi follower. Ottime performance anche per Instagram, che ha superato le 537.000 visualizzazioni, con una copertura in crescita del 95%, 6.281 interazioni e 616 nuovi follower, confermandosi motore di coinvolgimento emotivo e di racconto live del festival.  Complessivamente, la community social del CiokoWine Fest è cresciuta di oltre 1.900 follower nel solo periodo evento, con picchi di attenzione registrati negli ultimi giorni grazie a reel, contenuti live e storytelling territoriale.

 

Il CiokoWine Fest si conferma come progetto culturale e territoriale capace di unire tradizione e innovazione, rafforzando il posizionamento della Sicilia occidentale come destinazione enogastronomica di qualità, anche al di fuori dei periodi di alta stagione.

Un ringraziamento speciale va agli sponsor, ai partner istituzionali, agli espositori, ai relatori, agli chef, alle scuole e a tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione di questa quarta edizione, rendendo possibile un’esperienza condivisa di valore per il territorio, partendo dalla Regione Siciliana attraverso gli Assessorati del Turismo, Sport e Spettacolo, dell’Istruzione e della Formazione Professionale, delle Attività Produttive e dall'Assessorato Regionale dell'Agricoltura, dello Sviluppo Rurale e della Pesca Mediterranea - Dipartimento Regionale dell'Agricoltura, Comune di Alcamo, Libero Consorzio Comunale di Trapani, IRVO – Istituto Regionale Vino e Olio, Unioncamere Sicilia, Camera di Commercio di Trapani, Garonna Service and Cash&Carry, Jcom Telecomunicazioni, Pasta & Conza, Terra del Sole – Sicilia Incoming, Facile.it, Edil Sider, Dara Sinergy, Airgest e Banca Don Rizzo.

 

Nella foto, lo staff di CiokoWine Fest 2026.

 

In piedi, da sinistra: Girolamo Elios Turano (videomaker), Peppe Giuffrè (coordinamento cooking show), Martina Romeo (ufficio stampa), Nadia Mulè (social media manager), Giuseppe Coraci (direttore operativo), Erasmo Antonio Longo (organizzatore), Giuseppe Fiore (organizzatore), Martina Russo (accoglienza ospiti), Marcella Ruggeri (moderatrice).

Seduti, da sinistra: Marco Cangelosi (fotografo), Dino Di Bona (responsabile cassa), Gabriele Fiore (coordinamento masterclass), Vincenzo Barbiera (capo servizio masterclass), Anna Paternostro (supporto servizio masterclass).


Associazione STS

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FB: @associazionests

IG: @associazionests

CiokoWine Fest

https://www.ciokowine.it/

FB: @ciokowinefest

IG: @ciokowine_fest

 

Ufficio Stampa CiokoWineFest

Martina Romeo

Mail: press@ciokowine.it

M: +39 3401580828

 

Ufficio Stampa Comune di Alcamo

Paola Lombardo

Mail: ufficiostampa@comune.alcamo.tp.it

M: + 39 3334734146

Aver Cura è un habitus...

 

Applicato in agricoltura, alle aziende, alle persone, al territorio, alle risorse e agli strumenti

          Nelle pratiche di coltivazione e di allevamento, nella gestione delle attività aziendali, delle persone e dei relativi rapporti, della organizzazione delle attività, della sicurezza, della verifica della qualità del lavoro, della attenzione al territorio ed all’ambiente, del buon uso di macchine e strumenti, si adottano prassi, procedure, norme e regole che rischiano di rimanere vincoli scomposti, non sempre compresi e quindi non pienamente efficaci. A fondamento di tutto è necessario rigenerare costantemente una visione di insieme, un tendere ad armonizzare, che si matura in una postura basata sul principio dell’ “Aver Cura”.
L’Aver Cura è un habitus che è alla base di tutte le buone prassi e che la formazione di ogni dirigente, ogni collaboratore, ogni dipendente, ogni operatore deve perseguire.
La tavola rotonda si avvarrà di testimonianze significative di esempi di “aver cura” nella costruzione di rapporti positivi fra le persone, nelle aziende e nel territorio, oltre agli aspetti propri nella gestione delle degli strumenti e delle risorse: quattro imprenditori, una dirigente regionale dell’innovazione e formazione e una autorevole ricercatrice dell’economia e delle politiche agrarie.
Sul tema, prezioso sarà il messaggio di Sua Eminenza Cardinale Matteo Maria Zuppi.

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Piante industriali. Dal laboratorio al piatto

 


  


Il settore agroindustriale si trova oggi di fronte a una sfida senza precedenti: incrementare la biomassa edibile e la qualità dei prodotti ottenuti in campo in un contesto di crisi climatica e sostenibilità ambientale. Per rispondere a questa esigenza, la fisiologia vegetale compie un salto di paradigma, poiché non si limita a studiare il metabolismo dello sviluppo delle piante, ma cerca di implementare le loro risposte fisiologiche per allinearle alle necessità della filiera industriale.
Come avevamo anticipato in occasione del primo evento, centrato sulla produzione in campo, in questa seconda Giornata, l'obiettivo è - oltre all'inquadramento della fotosintesi, come fattore primario del metabolismo nei vegetali - mettere a fuoco tutti gli altri fenomeni metabolici utili al conseguimento di una produzione di qualità che giunga sino al tavolo del consumatore, salvaguardando la sua salute mediante una alimentazione adeguata.

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venerdì 27 marzo 2026

dall' UE

 

 E' stato appena pubblicato  nella GUUE il regolamento delegato Ue 2026/174 quale integra il regolamento (UE) 2021/2115 del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda le procedure e i termini di presentazione delle domande di modifica strategica e delle notifiche delle altre modifiche dei piani strategici della PAC da parte degli Stati membri.


SCARICA IL REG.CEE 

martedì 24 marzo 2026

SISTEMI DELLA CONOSCENZA E POLITICHE IN AMBITO AKIS

  

Premessa

Nel processo di cambiamento che sta interessando il mondo agricolo e rurale, la conoscenza e l’innovazione rivestono un ruolo preponderante quale strategia trasversale nei percorsi di sviluppo futuro. In particolare, la digitalizzazione viene indicata come lo strumento che meglio potrà sviluppare la resilienza e la sostenibilità di tutto il settore agricolo e rurale (Veronique et al., 2022). Inoltre, la necessità di dare risposta ai Grand Challenges richiede che l’’innovazione sia non solo di carattere tecnologico ma anche sociale ed istituzionale (Kok and Klerks, 2023, Herrero et al., 2020), insomma una transizione di regime sociotecnico (Arcuri et al., 2023). Tale multidimensionalità può essere perseguita solo attraverso una visione sistemica, che analizzi i complessi meccanismi di trasferimento e di ancoraggio territoriale di conoscenza “pertinente” (Crevoisier, 2011)

In tale ottica, l’approccio sistemico è maggiormente adeguato all’analisi e alla creazione di networks ai quali dovrebbero appartenere esponenti del mondo produttivo, della consulenza, della ricerca, delle Istituzioni e della società civile al fine di co-produrre ricerca, innovazione e politiche di intervento ritagliate su fabbisogni sempre più complessi (Annosi et al., 2022; Klerkx et al., 2012; Pigford et al., 2018). Tale ruolo di primo piano è presente anche nella visione e nell’implementazione dell’intervento pubblico europeo dove l’AKIS (Agricultural Knowledge and Innovation System) è diventato il modello operativo e teorico per la strutturazione delle politiche relative proprio a conoscenza e innovazione.

Nel dibattito scientifico recente, la prospettiva sistemica è stata superata da quella ecosistemica, dove l’innovazione è vista come un processo co-evolutivo (Pigford et al., 2018) anche in relazione all’evidenza che, in scenari caratterizzati da elevata incertezza e dinamicità, le politiche debbano avere un’alta capacità adattativa (Folke et al., 2011). Gli approcci ecosistemici si riferiscono ad una rete complessa o ad un sistema interconnesso di attori (Wolfert et al., 2023). In sintesi, i sistemi di innovazione analizzano l'interazione e i meccanismi di governance tra gli attori coinvolti nell'estrazione del valore dall'innovazione, mentre la prospettiva dell'ecosistema sottolinea la co-evoluzione dell'innovazione e la co-creazione di valore (Lioutas et al., 2021; Autio, Thomas 2014). L’aver introdotto la dinamicità nel framework teorico, rende l’ecosistema uno strumento utile per analizzare la transizione ecologica e digitale, e in generale l’innovazione nel mondo agricolo e rurale e per approfondire i caratteri di sinergia o di contrapposizione che l’interazione fra i processi potrebbe mostrare (Bellon-Maurel and Huyghe, 2017; Wittman et al., 2020; Schnebelin et al., 2021; Fraser, 2021; Ditzler and Driessen, 2022). Fra le definizioni che meglio rappresentano quanto descritto e che evidenziano forti potenzialità anche nei possibili risvolti empirici di analisi e quella proposta da Granstrand e Holgersson (2020): “Un ecosistema dell'innovazione è l'insieme in evoluzione di attori, attività e artefatti e delle istituzioni e delle relazioni, comprese le relazioni complementari e sostitutive, che sono importanti per la performance innovativa di un attore o di una popolazione di attori”.

Nello scenario descritto, gli economisti agrari possono e devono assumere un ruolo di riferimento sia per indirizzare e sviluppare nuove linee di ricerca sia per supportare la creazione di un sistema della conoscenza adeguato e vitale. A tal fine, il gruppo di lavoro, oltre a favorire la sinergia fra i diversi interessi di ricerca dei partecipanti, si interroga sull’efficacia degli strumenti di conoscenza disponibili e sulla eventuale necessità di adeguare la “cassetta degli attrezzi”. Pertanto, il gruppo avrà un duplice obiettivo. Il primo riguarderà l’individuazione e l’approfondimento dei gap di conoscenza relativi agli aspetti teorici degli ecosistemi della conoscenza. Il secondo, invece, sarà dedicato alla creazione di relazioni con i diversi attori che compongono l’AKIS nazionale al fine di fornire un contributo nei processi di implementazione del network e dei flussi di conoscenza.

 

Fabbisogni di Ricerca

Per quanto detto, di seguito vengono elencati possibili argomenti di ricerca da approfondire che saranno integrati o modificati in base agli interessi dei partecipanti.

  1. Stakeholder ed ecosistemi – approfondire la conoscenza delle tipologie di stakeholder e dei sistemi a cui danno vita, analizzare la cooperazione e i conflitti che si sviluppano nonché la distribuzione del potere
  2. Governance – caratteristiche della governance e efficacia delle politiche; come le politiche possono migliorare la governance degli ecosistemi
  3. Modelli di sviluppo – esogeno, neo-endogeno o vi è un modello alternativo che sta emergendo?
  4. Identificazione delle fonti di conoscenza delle imprese agricole, il cosiddetto micro-AKIS, in particolare, se e come esso si modifica nelle dinamiche di adozione delle innovazioni
  5. Trasferimento delle innovazioni tecnologiche, organizzative e sociali
  6. Adozione delle innovazioni
  7. Modelli per advisory and extension services che tengano conto della natura pubblica/privata degli attori

 


Linee operative del gruppo di lavoro

 

Il gruppo organizzerà seminari di approfondimento di diverse tipologie. La messa a comune delle linee di ricerca e dei possibili progetti strategici dei partecipanti rappresenterà la prima tipologia di incontri. Altri momenti di confronto saranno realizzati con colleghi italiani o stranieri utili per approfondire specifici argomenti o ampliare le domande di ricerca. Infine, saranno organizzati confronti con altri gruppi di lavoro SIDEA affini (es. Gruppo Politiche e Gruppo Internazionalizzazione).

 

Science-Policy Interface

Nello scenario descritto, il gruppo di lavoro lavorerà per la creazione di connessioni più forti fra ricerca, politiche e società. Il dialogo tra scienza e politica è divenuto recentemente più complesso e le categorie di attori coinvolti non sempre chiare; soprattutto: “scientists and policy makers have different rules and rhythms, and different kinds of accountability to society” (Hainzelin et al., 2023, p.878). Pertanto, la transazione ecologica, digitale e, soprattutto, sociale richiede necessariamente una nuova science-policy-society interface. Nella letteratura grande spazio è stato dato alla Science-policy interface capace di supportare i policy makers nell’implementazione di politiche nuove e complesse. Tuttavia, per quanto complesso, il legame science-policy non è sufficiente: il ruolo fondamentale che la società riveste e la sua capacità di spostare l’epicentro delle innovazioni va riconosciuto all’interno di una visione ecosistemica, fortemente collegata con il mondo della ricerca, delle istituzioni e della produzione. La Science-policy-society interface, al fine di poter affrontare le sfide connesse al disegno e all’implementazioni di politiche complesse deve favorire un dialogo tra scienziati, policymakers e altri stakeholders a supporto di una azione politica coerente sostenuta dall’evidenza scientifica, frutto di un meccanismo di azione collettiva (FAO, 2024).

Deve, infine, permettere l’integrazione fra i fabbisogni di diversi attori posti a diversi livelli decisionali con indipendenza e rigore, mantenendo l’attenzione permanente alla misurazione dei risultati.

L’importanza di un’interfaccia costruttiva fra scienza, politica, istituzioni e società a livello nazionale, regionale, locale riveste un valore strategico per migliorare la performance del mondo della ricerca nella co-creazione di conoscenza maggiormente ritagliata sui fabbisogni sociali e nella comunicazione dei risultati e delle relative possibile strategie. Co-produrre conoscenza con tutti gli attori dell’ecosistema agricolo e rurale, attraverso un approccio multidisciplinare, è, oggi, una scelta richiesta nei nuovi piani di intervento, quali ad esempio la Politica Agricola Europea, le Politiche destinate al comparto energetico o di sviluppo di aree rurali. Questa sfida viene colta interamente dal modello che la Commissione Europea ha disegnato in contrapposizione al modello lineare di diffusione della conoscenza, denominato “Science for Policy 2.0” (Joint Research Centre, 2020). In tale visione, la scienza deve fornire risposte utili per l’implementazione di politiche di intervento, uscendo dalle “comfortable, well-defined, scientific boxes”.

 

Linee operative del gruppo di lavoro

Il gruppo di lavoro si inserisce in questo processo di cambiamento volendo costruire non solo connessioni con gli altri attori ma rappresentare anche un possibile modello per quei giovani ricercatori che volessero interpretare in maniera maggiormente sistemica la loro figura professionale.

A tal fine, saranno favorite attività che coinvolgeranno tutti gli attori del sistema della conoscenza in agricoltura, del costituendo Coordinamento Nazionale dell’AKIS presso il MASAF, dei Coordinamenti AKIS di altri Paesi europei, della Rete Interregionale per la ricerca agraria, forestale, acquacoltura e pesca, del PEI-Agri e di altre reti europee.

Il gruppo, inoltre, cercherà di sviluppare quanto detto per l’agricoltura e il mondo rurale anche per il settore pesca e acquacoltura che, sempre più, sembra interessato a seguire la formazione di un sistema della conoscenza. Tale necessità è fortemente espressa dagli attori e dai policy maker del settore che, al momento vede attiva, quasi unicamente, la direzione centrale del MASAF.

Seguendo la necessità di un approccio ampio e sistemico alla conoscenza e alle politiche di intervento, il gruppo svilupperà sinergie anche con eventuali altri gruppi SIDEA che possano dar vita a percorsi sinergici sia in ambito di ricerca che di supporto al sistema AKIS.

giovedì 19 marzo 2026

Giornata mondiale dell'acqua

 

 le sfide del progetto AQUAGRI-KNOW

22 marzo 2026 - Costruire un'agricoltura più resiliente e sostenibile

Nel contesto dei cambiamenti climatici e della crescente scarsità idrica, promuovere un uso efficiente e circolare dell'acqua è una sfida centrale per l'agricoltura europea. È da questa esigenza che nasce AQUAGRI-KNOW, il progetto Horizon Europe che punta a migliorare la gestione della risorsa idrica in agricoltura, valorizzando le pratiche innovative e il dialogo tra ricerca e applicazione sul campo.



AQUAGRI-KNOW coinvolge 12 Gruppi Operativi PEI-AGRI in 5 Paesi (Spagna, Belgio, Italia, Polonia e Cipro) e si sviluppa lungo la catena di valore dell'acqua circolare, con un focus su uso dell'acqua, water smart crops, interfaccia acqua-suolo e riutilizzo dell'acqua. Un ruolo importante è affidato ai Regional Social Labs, che aiutano a raccogliere i bisogni dei territori, individuare ostacoli all'innovazione e orientare strumenti e risorse future.

In Italia partecipano i Gruppi Operativi INNOVARE, INNOVALEGUMI e NITRATI FERRARA, contribuendo a costruire un'agricoltura più resiliente, sostenibile e capace di affrontare in modo concreto le sfide legate all'acqua.




lunedì 16 marzo 2026

“Comprendere, misurare e contrastare la povertà alimentare in adolescenza. Strumenti, pratiche e politiche”

Il  convegno   si terrà il 31 marzo 2026 presso la Sala Lauree della Facoltà di Scienze Politiche, Economiche e Sociali dell’Università degli Studi di Milano.



L’iniziativa rappresenta l’evento conclusivo del progetto DisPARI – Disentangling Inequality and Food Poverty amongst Adolescents: Concepts, Measures and Local Action Strategies, promosso dall’Università degli Studi di Milano in collaborazione con ActionAid Italia e Percorsi di Secondo Welfare, con il sostegno di Fondazione Cariplo.

Il convegno sarà l’occasione per presentare i principali risultati della ricerca e discutere alcune questioni chiave legate alla povertà alimentare tra gli adolescenti nei paesi ad alto reddito. In particolare, il progetto ha lavorato su quattro ambiti principali:

  • l’analisi e la definizione dell’esperienza  povertà alimentare in adolescenza e delle sue conseguenze sul benessere emotivo;
  • lo sviluppo di FoPED-A, uno strumento statistico per misurare l’intensità del disagio emotivo  causato dalla condizione di insicurezza alimentare;  
  • il ruolo delle politiche locali e delle reti territoriali nel contrasto alla povertà alimentare;
  • l’analisi di pratiche e modelli di intervento sviluppati da istituzioni, scuole e organizzazioni del terzo settore.

La giornata proseguirà con momenti di confronto e tavole rotonde dedicate al rapporto tra adolescenti, cibo e benessere, nonché al ruolo degli attori territoriali nello sviluppo di pratiche e strategie di contrasto alla povertà alimentare.

Il convegno riunirà rappresentanti del mondo della ricerca, delle istituzioni e delle organizzazioni sociali impegnate sul tema, con l’obiettivo di favorire un dialogo tra evidenze scientifiche, politiche pubbliche e pratiche di intervento.

Data: 31 marzo 2026
Orario: 9:30 – 16:30
Luogo: Università degli Studi di Milano
Facoltà di Scienze Politiche, Economiche e Sociali
Via Conservatorio 7, Milano

E possibile seguire l’evento in presenza o da remoto registrandosi qua: https://lnkd.in/dBAT-6hn

 

domenica 15 marzo 2026

Canna da Zucchero (cannamele - sugarcane)

 

Nell'ambito delle attività di competenza della Rete regionale Sistema della conoscenza e dell'Innovazione in Agricoltura nasce il gruppo tematico Cannamele finalizzato alla costituzione della strada della canna da zucchero Born in Sicily con un format a zero burocrazia e molto semplice e snello. Gruppo di esperti, appassionati, tecnici agrari, imprenditori che raccolgono informazioni storico, culturali, botaniche, agro-industriali per una maggiore consapevolezza del valore aggiunto di coltivare la Canna da Zucchero ovvero la Cannamele nel bacino del Mediterraneo specialmente in regioni vocate come la Sicilia


La canna da zucchero si ritiene sia originaria dell'Asia orientale e delle isole del Pacifico meridionale; l'inizio della sua coltivazione è estremamente antico e si perde nelle leggende della mitologia indiana. I Cinesi la ricevettero dall'Ovest in epoca non molto remota. I soldati di Alessandro Magno furono i primi Europei che videro questa pianta; il mondo greco-romano aveva di essa una nozione approssimativa. Erodoto e Teofasto parlano di un miele di canna, di un miele fatto dalla mano dell'uomo, diverso da quello delle api; Dioscoride (II, 104) menziona una specie di miele solido, che chiama σάκχαρον, che nell'India e nell'Arabia si trova sulle canne (εὑριςκόμενον ἐπὶ τῶν καλάμων); Plinio (XII, ne parla negli stessi termini. Gli Arabi, nell'epoca in cui s'insediarono nel Mediterraneo, importarono qui la canna da zucchero, e la coltura di essa fu fiorente, e continuò a esserlo per molti secoli, in Egitto, nella Spagna, in Sicilia. I Portoghesi nel 1420 la portarono in Madera e susseguentemente nelle Azzorre, nelle Canarie, nelle Isole del Capo Verde e nell'Africa occidentale. Colombo nel suo secondo viaggio la trasportò a San Domingo; nella prima metà del sec. XVI fu introdotta nel Messico, nel Brasile, nel Perù e in altri paesi americani. L'introduzione della canna nel Nuovo Mondo segna la decadenza della coltura di essa nel Mediterraneo, dove tuttora sussiste in piccola quantità nella Spagna in provincia di Granata; in Sicilia era ancora di una certa importanza sino alla seconda metà del sec. XVIII.
Oggi la coltivazione della canna è di grande importanza nei seguenti paesi. In Asia: Indie inglesi, Giava, Filippine, Formosa, Cina meridionale ed isole meridionali dell'arcipelago del Giappone. In Africa: Madera, Egitto, Natal e Zululand, Africa Orientale Portoghese, Maurizio e Riunione. In America: Stati Uniti (Luisiana principalmente, e qualche contrada in Arizona, Texas e Georgia), Messico e repubbliche dell'America Centrale, Antille, Guiana inglese e olandese, Venezuela, Brasile, Perù, Argentina, Paraguay. In Australia: Nuova Galles del Sud e Queensland, isole Figi e Hawaii. (bibliografia https://www.treccani.it/.../canna-da-zucchero.../)

giovedì 12 marzo 2026

Tutela degli impollinatori, strumenti e pratiche Webinar

 

 quali le possibili azioni?

SAVE THE DATE| Mercoledì 6 maggio 2026| Online su piattaforma Teams

cover locandina evento
 

Il CREA, Centro di politiche e bioeconomia, nell'ambito delle attività della Rete Nazionale della PAC 2025-2027, progetto CR04.02 - Interventi a supporto di pratiche benefiche per api, impollinatori e biodiversità - BOMBO, organizza un Workshop e Focus Group Online, su piattaforma Teams. Un evento finalizzato a rafforzare le sinergie tra strumenti e pratiche delle diverse politiche a favore della tutela degli impollinatori. L'attività è proposta in collaborazione con la Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile e si inserisce nell'ambito delle attività sviluppate dal progetto LIFE BEEadapt - a pact for pollinator adaptation to climate change. L'iniziativa, attraverso il coinvolgimento di rappresentanti del mondo istituzionale, produttivo e ambientale e della ricerca, partendo dai risultati del LIFE BEEadapt e dagli strumenti della PAC attualmente in essere a favore degli impollinatori, intende favorire il dibattito sulla diffusione di buone pratiche e le sinergie che è possibile sviluppare per mettere in atto azioni di interesse per la tutela degli impollinatori.
Per ricevere il link per la partecipazione al workshop è necessario iscriversi QUI

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