mercoledì 8 luglio 2026

Vitivinicolo una crisi annunciata

 

 
Crisi strutturale e riconfigurazione del sistema vitivinicolo italiano: dinamiche di mercato, declassamenti e strategie di adattamento

 


Abstract
Il contributo analizza la fase di trasformazione del settore vitivinicolo italiano alla luce dei dati dell’Osservatorio dell’Unione Italiana Vini. L’indagine evidenzia criticità strutturali legate al calo della domanda, all’aumento delle giacenze e al fenomeno dei declassamenti, con rilevanti implicazioni economiche e sistemiche. L’obiettivo è interpretare tali dinamiche e individuare possibili traiettorie di riorganizzazione dell’offerta, in un contesto globale caratterizzato da instabilità geopolitica e mutamento dei modelli di consumo.

1. Introduzione
Negli ultimi decenni il settore vitivinicolo italiano ha rappresentato uno degli assi portanti dell’agroalimentare nazionale, con una forte proiezione internazionale e un ruolo strategico nella valorizzazione dei territori. Tuttavia, l’attuale fase congiunturale evidenzia un passaggio critico: la transizione da un modello espansivo a uno caratterizzato da vincoli strutturali. Il rallentamento della domanda globale, unito a fattori geopolitici e a cambiamenti socio-culturali nei consumi, impone una riflessione sistemica sull’equilibrio tra produzione e mercato.

2. Metodologia e fonti
L’analisi si basa sui dati elaborati dall’Osservatorio dell’Unione Italiana Vini (Uiv), con riferimento alle dinamiche di export, giacenze e struttura qualitativa dell’offerta. I dati quantitativi sono interpretati attraverso una chiave economico-strutturale, finalizzata a evidenziare le relazioni tra volumi produttivi, valore di mercato e dinamiche della domanda.

3. Risultati

3.1 Contrazione dell’export e mutamento della domanda
Il primo elemento emerso riguarda la contrazione dell’export, con una riduzione significativa sia in valore sia in volume. Particolarmente rilevante è il calo del mercato statunitense, tradizionalmente principale sbocco del vino italiano. Le cause risultano plurime: dazi commerciali, svalutazione del dollaro, inflazione e, soprattutto, un cambiamento strutturale nei modelli di consumo. Si registra infatti una progressiva riduzione dell’interesse per il vino da parte delle nuove generazioni, segnalando una trasformazione culturale che incide direttamente sulla domanda.

3.2 Eccesso di offerta e accumulo delle giacenze
Un secondo elemento critico è rappresentato dall’accumulo delle giacenze, che superano i 53 milioni di ettolitri. Tale dato evidenzia un disallineamento tra produzione e capacità di assorbimento del mercato. Anche in presenza di vendemmie meno abbondanti rispetto al passato, la riduzione della domanda non consente lo smaltimento delle scorte, determinando una pressione crescente sui prezzi e sulla sostenibilità economica delle imprese.

3.3 Il fenomeno dei declassamenti e la perdita di valore
Tra le dinamiche più rilevanti si colloca il fenomeno dei declassamenti, ovvero il passaggio di vini da categorie superiori (Dop/Docg/Doc) a inferiori (Igp o vino comune). Questo processo, che interessa circa una bottiglia su cinque, comporta una significativa perdita di valore economico, stimata in oltre 500 milioni di euro. Il declassamento non riduce i volumi complessivi, ma ne modifica la distribuzione lungo la piramide qualitativa, con effetti depressivi sui prezzi e rischi di destabilizzazione dell’intero sistema delle denominazioni.

3.4 Limiti del mercato europeo e frammentazione normativa
Nonostante il mercato europeo rappresenti un’area relativamente stabile per l’export, persistono criticità legate alla frammentazione normativa e alle barriere tecniche interne. La mancata piena integrazione del mercato unico comporta costi aggiuntivi per le imprese, riducendo la competitività complessiva del sistema vitivinicolo europeo rispetto ai competitor globali.

4. Discussione
I risultati evidenziano come la crisi del settore non sia riconducibile a fattori congiunturali, ma a un cambiamento strutturale del contesto competitivo. Il modello basato sulla crescita dei volumi si rivela non più sostenibile. In tale prospettiva, emerge la necessità di una riorganizzazione dell’offerta, orientata alla qualità, alla programmazione produttiva e a una maggiore integrazione tra attori della filiera.

Il rafforzamento dei consorzi di tutela e l’adozione di strumenti di governance più efficaci appaiono elementi chiave per ristabilire l’equilibrio tra produzione e domanda. Parallelamente, diventa fondamentale sviluppare strategie di diversificazione dei mercati e di innovazione nella comunicazione, al fine di intercettare nuovi segmenti di consumatori.

5. Conclusioni
Il settore vitivinicolo italiano si trova di fronte a una sfida cruciale: preservare il valore economico e culturale del prodotto in un contesto globale instabile. Ciò richiede un cambio di paradigma, passando da un approccio quantitativo a uno qualitativo, in cui la competitività sia fondata sulla valorizzazione delle denominazioni, sulla sostenibilità e sulla capacità di adattamento alle nuove dinamiche della domanda.

In definitiva, il futuro del vino italiano dipenderà dalla capacità di attuare scelte strategiche tempestive e coordinate, superando l’attuale frammentazione e orientando il sistema verso modelli più resilienti e orientati al valore.

 

Festa dell'Emigrato 2026: ad Aragona nasce la Prima Fiera delle Produzioni Agricole Locali – Grano, Olio e Origano



L'APS Zorba ASD organizza la seconda edizione della Festa dell'Emigrato, una manifestazione nata per rafforzare il legame tra Aragona e i suoi emigrati, trasformando il ritorno alle proprie radici in un'occasione di incontro, memoria e sviluppo del territorio.

 


L'edizione 2026 sarà arricchita dalla Prima Fiera delle Produzioni Agricole Locali – Grano, Olio e Origano, uno spazio dedicato alla valorizzazione delle tre produzioni simbolo del territorio: grano duro, olio extravergine di oliva e origano.
La fiera rappresenta il primo passo di un percorso che mira a creare collaborazione tra produttori, operatori e comunità locale, promuovendo la cultura delle filiere agricole e favorendo nuove opportunità di sviluppo economico e turistico.
Durante le due serate saranno presenti aree espositive, momenti divulgativi, degustazioni guidate e dimostrazioni di panificazione tradizionale con forno a legna. I visitatori potranno assistere alla preparazione dei Cudriruna di casa e degustare il tradizionale pane cunzato, realizzato con pane caldo, olio extravergine locale e origano del territorio.
Accanto alla valorizzazione delle produzioni agricole, la manifestazione propone un modello di turismo del ritorno, invitando gli emigrati e i loro discendenti a riscoprire non soltanto i luoghi d'origine delle proprie famiglie, ma anche il patrimonio agricolo, culturale e umano di Aragona.
La Festa dell'Emigrato offrirà inoltre spettacoli musicali, iniziative culturali, attività per le famiglie e momenti di incontro tra cittadini, produttori agricoli, istituzioni e visitatori, con l'obiettivo di trasformare una festa in un'occasione concreta di promozione del territorio.
L'APS Zorba ASD ringrazia tutti i produttori, i volontari, gli enti e le istituzioni che hanno contribuito alla realizzazione dell'iniziativa, con l'auspicio che questa prima edizione della Fiera diventi un appuntamento stabile per la valorizzazione dell'agricoltura locale.
«Quando un emigrato ritorna, non ritrova soltanto la propria casa: ritrova una comunità, la propria storia e i sapori che hanno reso unica la sua terra.»
Questa iniziativa è finanziata dall'Assessorato Regionale dell'Agricoltura, dello Sviluppo Rurale e della Pesca Mediterranea – Dipartimento Regionale dell'Agricoltura.
     

martedì 7 luglio 2026

al via il Lab “INNSULA” sul lancio delle Startup con l'approccio Lean

   


 
Il futuro delle imprese parte dal Belìce: al via il Lab “INNSULA” sul lancio delle Startup con l'approccio Lean
 
PARTANNA (TP) – A pochissimi giorni dalla conclusione del progetto di alfabetizzazione “Dritto al Punto”, il GAL Valle del Belìce accelera il passo e apre ufficialmente la nuova stagione dell’alta formazione tecnologica e imprenditoriale del territorio. Come annunciato nel corso del recente summit conclusivo di Partanna, prende il via INNSULA, il Polo di innovazione della Sicilia Occidentale nato in perfetta continuità con le attività di inclusione digitale appena terminate. INNsula si propone come infrastruttura territoriale che mette in rete luoghi, persone, competenze e opportunità per far nascere e crescere progetti concreti ad alto valore innovativo. 
 
Il progetto è sostenuto da un partenariato d’eccellenza che unisce l'autorevolezza del GAL Valle del Belìce a partner strategici dell'innovazione e del sociale come GATE REI, il CRESM e il Comune di Partanna. L'obiettivo è chiaro: innalzare il livello delle competenze digitali del territorio, offrendo strumenti avanzati e altamente spendibili nel mondo del business, delle startup e delle imprese che vogliono competere su scala globale rendendo il Belìce e la Sicilia occidentale un territorio capace di trasformare i  bisogni locali in opportunità di sviluppo imprenditoriale, sociale e istituzionale.
 
Il prossimo, attesissimo appuntamento si terrà l’ 8 luglio 2026, dalle ore 10:00 alle 13:00, con il modulo pratico “Approccio Lean per il lancio di un’impresa”. Il workshop si concentrerà su come testare le proprie ipotesi di business, ridurre gli sprechi e arrivare sul mercato in modo rapido ed efficace attraverso i cicli di Build - Measure - Learn. A guidare il laboratorio sarà un formatore di altissimo profilo: Carlo Piccinini, Portfolio Manager e Partner AVM, forte di oltre 15 anni di esperienza internazionale nel settore del Private Equity.
 
L’incontro, a partecipazione totalmente gratuita, è aperto a tutti gli interessati: imprenditori, aspiranti founder, professionisti, studenti e innovatori del territorio rurale belicino. Per garantire la massima accessibilità e superare ogni barriera geografica, i lavori saranno fruibili sia in presenza, presso la sede di Via Garibaldi 43 a Partanna, sia online in modalità phygital. 
 
Per ricevere il link di collegamento o richiedere informazioni, è possibile scrivere alla mail ufficiale: info@innsula.it
Info su  www.innsula.it
GAL Valle del Belice

 
L’Ufficio Stampa
Rosy Abruzzo
 
 
 
  
 
   
 
   
 

VUCCIRIA BEER FESTIVAL TORNA A GERACI SICULO

 


Tre giorni di birra artigianale, gastronomia e musica: 17, 18 e 19 luglio 2026

Torna per la sua settima edizione il Vucciria Beer Festival, la manifestazione che unisce birra artigianale, prodotti della terra e spettacolo dal vivo nel cuore delle Madonie. L'appuntamento è per venerdì 17, sabato 18 e domenica 19 luglio 2026 su corso Vittorio Emanuele, a Geraci Siculo.

Organizzata dall'Associazione Culturale V.B.F., la manifestazione cresce e si consolida grazie al finanziamento dell'Assessorato Regionale dell'Agricoltura, dello Sviluppo Rurale e della Pesca Mediterranea – Dipartimento Regionale dell'Agricoltura, al patrocinio del Comune di Geraci Siculo e, per la prima volta, al contributo della Città Metropolitana di Palermo. Una rete istituzionale che riconosce il valore del festival come motore di promozione del territorio e delle sue eccellenze agroalimentari.

 


Il progetto: dal bando regionale alla riscoperta dei grani antichi

Il festival nasce dalla partecipazione al bando dell'Assessorato Regionale per la "Promozione di iniziative rivolte alla valorizzazione dei prodotti agricoli, alimentari ed eno-gastronomici", con un obiettivo preciso: portare al grande pubblico la cultura della birra artigianale prodotta con grani e malti antichi del territorio madonita.

<<Non si tratta solo di una festa — spiega Coco Fabrizio, Vice Presidente dell'Associazione e curatore del progetto — ma di un'occasione per riscoprire l'identità più autentica del nostro borgo. I grani antichi, i malti locali, le carni dei nostri allevamenti, i formaggi e la ricotta di pecora, mucca e capra: tutto parla di una cultura agro-pastorale che vogliamo raccontare e valorizzare, anche attraverso esperienze come la sessione di brassatura dal vivo>>.

Ed è proprio la brassatura della birra, in programma domenica 19 nel pomeriggio a cura del birrificio The Brews Brothers, il Team Gusca ed il Dott.  Gugino uno dei momenti centrali di questa edizione: un laboratorio aperto per mostrare dal vivo il processo produttivo, dalla scelta dei malti alla fermentazione, e avvicinare il pubblico a un'arte antica che il territorio sta riscoprendo con forza.

I sapori del borgo

Lungo corso Vittorio Emanuele troveranno spazio gli stands gastronomici gestiti da imprenditori locali e madoniti. I visitatori potranno degustare birre artigianali in abbinamento a carni ovine, bovine, equine e suine di allevamenti del comprensorio, formaggi e ricotta fresca, in un percorso che esalta la filiera corta e la qualità delle produzioni locali.

Presente anche la Consulta Giovanile di Geraci Siculo, che per tutti e tre i giorni della manifestazione animerà un proprio stand per far conoscere le attività associative e coinvolgere i più giovani nella vita culturale del paese.

Musica e spettacolo: il programma

La proposta artistica affianca nomi affermati del panorama siciliano e intrattenimento per famiglie.

  • Venerdì 17 luglio — Dalle ore 22.00, i migliori dj madoniti si alternano sul palco per la serata d'apertura con il III contest
  • Sabato 18 luglio — Alle 22.00 omaggio a Vasco Rossi con la band Tribute Colpa di Alfredo. A seguire, dj set fino a tarda serata.
  • Domenica 19 luglio — Pomeriggio dedicato alla brassatura della birrra con The Brews Brothers, il team Gusca ed il Dott. Gugino. Dalle 19.00, spazio alle famiglie con lo spettacolo di Mago Magnum. Chiusura alle 23.00 con musica anni 90 con la Tribute Band Fear ’90.

Un weekend che punta a coniugare divertimento, cultura enogastronomica e identità territoriale, confermando Geraci Siculo come tappa imprescindibile dell'estate madonita.

 

6 luglio la giornata mondiale del bacio. Dalla Via del bacio al bacio pantesco

 

 

In Toscana esiste infatti quella che è una delle strade più romantiche d'Italia, la 'Via del Bacio' appunto a Pienza è senz'altro una tappa da non perdere.

Una delle forme più semplici e al tempo stesso preziose che esistano per dimostrarsi affetto: è per questo che dal 1990 in Gran Bretagna si celebra il 6 luglio la giornata mondiale del bacio. Ma baciarsi è anche un toccasana per la salute. Con un bacio alla francese in 10 secondi ci si può trasmettere 80 milioni di batteri, secondo gli esperti della Netherlands Organisation for Applied Scientific Research, ma tutto questo non fa male, anzi rinforza le nostre difese immunitarie.

Il bacio è anche un dolce identitario della splendida isola di Pantelleria


La presenza dei baci panteschi nell’Atlante del Cibo Locale ne conferma il ruolo non solo gastronomico ma narrativo: il dolce diventa strumento di racconto territoriale, capace di trasmettere la storia, le pratiche e il Genius Loci dell’isola.

 Sull’isola di Pantelleria il cibo è memoria, identità e resistenza culturale. Tra i suoi simboli più evocativi emergono i baci panteschi, dolci che raccontano storie di mare, vento e mani sapienti. Negli ultimi anni questa eredità gastronomica è stata al centro di un percorso istituzionale e culturale che ha portato Pantelleria a entrare nella Rete Nazionale dei Borghi Genius Loci De.Co., un progetto che mira a riconoscere e valorizzare i prodotti identitari come presìdi di cultura locale.

I baci panteschi: un dolce identitario

I baci panteschi: un dolce che racconta Pantelleria. Queste parole sintetizzano il valore simbolico del prodotto: una cialda dorata, ottenuta con il caratteristico ferro a fiore, accoppiata a una farcitura di ricotta aromatizzata, che unisce croccantezza e morbidezza in un gesto che evoca comunità e affetto. Ogni famiglia custodisce varianti e segreti   e proprio questa pluralità rafforza la natura identitaria del bacio pantesco.


La Denominazione Comunale (De.Co.)   è un atto politico e culturale che riconosce la storicità, l’unicità e l’interesse collettivo di un prodotto. Le De.Co. servono a distinguere ciò che è autenticamente radicato nel territorio da ciò che può essere replicato ovunque.   “L’identità è valore incommensurabile, il prodotto può essere copiato, l’identità di un territorio no”: questa affermazione guida l’intero progetto di tutela e promozione.

L’avvio ufficiale del percorso e i momenti formali

L’Audizione pubblica ha seguito un percorso articolato e rigoroso, culminando nei momenti formali di maggiore intensità: la proclamazione ufficiale, la sottoscrizione del Memorandum del GeniusLoci De.Co. e la consegna della Bandiera del Borgo De.Co., segni tangibili dell’ingresso di Pantelleria nella rete nazionale. Alla cerimonia, ospitata presso il Qalea Hotel di Suvaki, hanno partecipato istituzioni locali e nazionali, tecnici e rappresentanti del mondo associativo, segnando così l’avvio concreto del percorso di riconoscimento.

La consegna del riconoscimento di “Custode dell’Identità Territoriale” alla comunità pantesca è stata particolarmente significativa: un riconoscimento che premia il ruolo attivo della comunità nella salvaguardia e trasmissione del proprio patrimonio immateriale.

Ruolo della Rete Nazionale Borghi Genius Loci De.Co.

Ideata da Nino Sutera, la Rete Nazionale dei Borghi Genius Loci De.Co. si propone come modello di governance identitaria: non solo tutela, ma anche promozione e comunicazione. I Custodi e gli Ambasciatori dell’identità territoriale sono chiamati a raccontare il territorio, a valorizzare pratiche e prodotti, e a trasformare l’identità locale in leva culturale ed economica sostenibile.

Pantelleria, con la sua vite ad alberello riconosciuta dall’UNESCO e i dammusi che punteggiano il paesaggio lavico, diventa così laboratorio identitario mediterraneo: un luogo dove storicità, paesaggio e saperi si intrecciano e generano sviluppo senza perdere radici.

Oltre il turismo: enogastronomia come infrastruttura culturale

La prima edizione di Genius Loci dell’Elaio-Enogastronomia di Pantelleria è nata con l’obiettivo di mettere l’enogastronomia al centro non come semplice attrattore turistico, ma come infrastruttura culturale. Il progetto, sostenuto da Regione, Comune, Parco Nazionale, UNPLI e  Pro Loco, interpreta il cibo come veicolo di identità e come elemento strategico nella candidatura della cucina italiana a patrimonio UNESCO.

Custodia, trasmissione e futuro

Difendere i prodotti identitari è un atto di resistenza culturale: non si tratta solo di conservare ricette, ma di mantenere vivi saperi, pratiche e memorie collettive. I baci panteschi, insieme a capperi e zibibbo, sono esempi di come un prodotto possa diventare racconto vivente di una comunità.  

L’ingresso di Pantelleria nella Rete Nazionale dei Borghi Genius Loci De.Co. non è un punto d’arrivo, ma l’inizio di un percorso che mette al centro la comunità, il paesaggio e la memoria. I baci panteschi, dolce e gesto d’amore mediterraneo, diventano simbolo di una strategia più ampia: custodire l’identità per trasformarla in sviluppo sostenibile, cultura condivisa e attrazione autentica. In un mondo che corre verso l’omologazione, la scelta di Pantelleria è chiara: custodire, raccontare e tramandare il proprio Genius Loci.

In uno scenario di straordinaria suggestione, sospeso tra mare, vento e pietra lavica, l’isola di Pantelleria ha ospitato una significativa cerimonia pubblica dedicata alla valorizzazione dell’identità territoriale.

Nel corso dell’Audizione Pubblica è stato conferito al giornalista Italo Cucci il prestigioso riconoscimento di “Ambasciatore dell’Identità Territoriale”.

L’onorificenza, promossa nell’ambito delle iniziative della Rete Nazionale  dei Borghi Genius Loci DeCo, intende rendere omaggio a personalità che, attraverso il proprio impegno professionale e culturale, contribuiscono alla diffusione e alla tutela dei valori identitari dei territori italiani.

La scelta di Cucci si inserisce in un percorso di riconoscimento rivolto a figure autorevoli capaci di raccontare l’Italia autentica, fatta di comunità, tradizioni e patrimoni immateriali.

Il prossimo step? La presentazione della Banca del GeniusLoci DeCo













lunedì 6 luglio 2026

Prizzi Street Food

 

A Prizzi la seconda edizione della manifestazione “Prizzi Street Food “dedicato alle eccellenze agricole e agroalimentari siciliane.

Dopo il successo della prima edizione, Prizzi si prepara a ospitare la seconda edizione della manifestazione "Prizzi Street Food”, in programma il 10, 11 e 12 luglio 2026. Tre giornate dedicate alla promozione delle produzioni locali, delle tradizioni enogastronomiche e delle aziende agricole che rappresentano un patrimonio di valore per il territorio.

 


“Questa iniziativa è finanziata dall'Assessorato Regionale dell'Agricoltura, dello Sviluppo Rurale e della Pesca MediterraneaDipartimento Regionale dell'Agricoltura, nell'ambito delle azioni volte a valorizzare le produzioni agroalimentari siciliane e sostenere la promozione dei territori attraverso eventi capaci di coniugare cultura, turismo e sviluppo locale.

Per tre giorni il centro di Prizzi si trasformerà in un percorso dedicato ai sapori della tradizione, con stand gastronomici, degustazioni, prodotti tipici, aziende agricole, produttori e artigiani del gusto che offriranno ai visitatori l'opportunità di conoscere e apprezzare le eccellenze del territorio. Ad arricchire il programma saranno momenti di intrattenimento musicale e spettacoli pensati per coinvolgere famiglie, giovani e visitatori.

L'evento punta a promuovere le produzioni agricole e agroalimentari locali, sostenere le imprese del settore e rafforzare l'immagine di Prizzi come luogo di tradizioni, qualità e ospitalità. Un'occasione per valorizzare il lavoro delle aziende del territorio e favorire nuove opportunità di sviluppo economico e turistico.

«La prima edizione – dichiara il Sindaco Luigi Vallone – ha riscosso un successo che è andato oltre le aspettative, con una grande partecipazione di cittadini e visitatori che hanno saputo apprezzare la qualità delle nostre produzioni e l'impegno degli operatori coinvolti. Questo risultato ci ha spinto a riproporre l'iniziativa, convinti che rappresenti uno strumento efficace per promuovere il territorio e sostenere il comparto agricolo e agroalimentare.

Desidero rivolgere un sentito ringraziamento all'Assessorato Regionale dell'Agricoltura, dello Sviluppo Rurale e della Pesca Mediterranea e al Dipartimento Regionale dell'Agricoltura per il finanziamento concesso, che ha reso possibile la realizzazione della seconda edizione della manifestazione. La collaborazione tra istituzioni rappresenta un elemento fondamentale per valorizzare le nostre eccellenze e offrire alle aziende locali un'importante occasione di promozione.

Invito cittadini e visitatori a partecipare numerosi a questa iniziativa, che non è soltanto una festa del gusto, ma un momento di valorizzazione della nostra identità, delle nostre tradizioni e del lavoro di quanti ogni giorno contribuiscono a rendere grande l'agricoltura del nostro territorio.»

La seconda edizione dello Street Food si conferma così un appuntamento dedicato alla promozione delle eccellenze siciliane e alla riscoperta dei sapori autentici della tradizione, contribuendo a rafforzare il legame tra territorio, produzioni di qualità e sviluppo sostenibile.

L'appuntamento è a Prizzi il 10, 11 e 12 luglio 2026, per tre giornate di gusto, cultura e convivialità nel cuore della Sicilia.

 

domenica 5 luglio 2026

I I Sindaci protagonisti dei territori amministrati

  Dall'Audizione Pubblica   alla patrimonializzazione della Banca GeniusLoci DeCo  

L’Audizione segue un percorso articolato e rigoroso,  culminando nei momenti formali di maggiore intensità: la proclamazione ufficiale, la sottoscrizione del Memorandum del GeniusLoci De.Co. e la consegna della Bandiera del Borgo De.Co., segni tangibili dell’ingresso di un comune nella  rete nazionale che riconosce nei borghi i veri presìdi della cultura italiana, così come  nell’Atlante del Cibo Locale che ne rafforza il valore quale simbolo identitario e strumento di narrazione territoriale.

Particolarmente significativa il conferimento  del riconoscimento di “Custode dell’Identità Territoriale” e di Ambasciatore dell'Identità Territoriale   quale attestazione del ruolo attivo svolto nella salvaguardia e nella trasmissione del proprio patrimonio culturale, che precede la nascita della banca del GeniusLoci DeCo


 Ma che cos'è la "Banca"? 


Ne parliamo con Nino Sutera Ideologo nel 2015 del format Borghi GeniusLoci DeCo.

Dottor Sutera, partiamo da una provocazione. In un’epoca di crisi finanziarie e algoritmi bancari, voi fondate la "Banca del GeniusLoci DeCo". Ma qui non si parla di euro. Cosa si deposita nei vostri caveau?

«È esattamente così. La nostra Banca non custodisce né oro né valuta corrente, perché abbiamo capito che la vera ricchezza dei nostri borghi è altrove. Il nostro capitale è costituito dal patrimonio materiale e immateriale: una ricetta che rischia di sparire, la tecnica di un artigiano, un seme antico salvato dall’oblio, o quella leggenda che i vecchi raccontano ancora in piazza. Il nostro "tasso di interesse" non è una percentuale monetaria, ma il grado di felicità pubblica e la persistenza di un racconto tramandato. Il Genius Loci è l'anima del luogo: se lo perdi, il borgo diventa un guscio vuoto. Luigi Veronelli ideologo delle De.Co. ha definito il “genius loci”: “l’intimo e imprescindibile legame fra uomo, ambiente, clima e cultura produttiva”.»

 Lei scrive, lo "Spread" della Banca GeniusLoci De.Co. richiede di abbandonare le logiche puramente finanziarie per abbracciare quelle dell'economia dell'autenticità, in che senso ?

«In questo contesto, lo spread non è un differenziale di rischio di insolvenza, ma un differenziale di valore identitario. È la distanza incolmabile tra un territorio che "consuma" il proprio patrimonio e una comunità che lo "abita" e lo rigenera.

Lo Spread della Banca GeniusLoci è il valore aggiunto che scaturisce dalla capacità di un Comune di trasformare la propria eredità storica e culturale in un asset non replicabile.

Mentre lo spread finanziario misura la paura dei mercati, lo spread De.Co. misura la resistenza di una comunità alla standardizzazione. Più i requisiti sono alti, più lo spread è elevato, aumentando il "rating" di dignità e prestigio del territorio.

Nello Statuto lei parla di un cambio di paradigma: dal "Tipico" all' "Identitario". Qual è la differenza sostanziale?

«Questa è la nostra battaglia culturale. Il "tipico" è diventato un concetto inflazionato, spesso legato a marchi industriali o a produzioni diffuse che si ripetono. L’identitario, invece, è ciò che appartiene solo a quel luogo, frutto di un microclima, di una storia e di una comunità specifica. Un prodotto tipico può essere ottimo ma "senza anima". Un prodotto DeCo (Denominazione Comunale) porta con sé il Genius Loci. Noi non vendiamo cibo, offriamo un’esperienza multisensoriale dove la tavola diventa uno spazio narrativo.»

La struttura della Banca è curiosa: il Sindaco è il "Presidente" e la ProLoco la "Direzione Generale". Che ruoli hanno in questa visione?

«Il Sindaco non deve agire come un mero amministratore, ma come il Custode dell'Identità Territoriale. È il garante politico della sovranità del borgo. Il Presidente della ProLoco, invece, è il motore della comunità: coordina la "tesoreria dei volontari" e gestisce l’accoglienza. È il ponte tra l'istituzione e la piazza. Insieme, proteggono il perimetro dei saperi locali dalle speculazioni commerciali.»

Chi sono gli "Azionisti" di questa banca?

«Tutti coloro che hanno un talento da conferire. Gli agricoltori e gli artigiani sono i nostri "Caveau viventi". Ma abbiamo anche azionisti non residenti: scrittori, giornalisti, chef e operatori culturali. Li chiamiamo "Alchimisti" e "Narratori". Il loro compito è coniare il linguaggio del Genius Loci, trasformando i depositi di memoria in valore percepibile dal mondo esterno. È un azionariato basato sulle competenze, non sul conto in banca.»

Un punto centrale del vostro Statuto riguarda i giovani, definiti "Sentinelle del Futuro". Come si evita che i borghi diventino dei musei statici?

«Consideriamo i giovani il nostro "Fondo di Garanzia". La Banca finanzia il passaggio generazionale. Quando un "vecchio saggio" insegna un'arte antica a un ragazzo, sta compiendo un investimento ad alto rendimento sociale. Per questo abbiamo istituito il premio "Radici & Ali" all'interno del Premio TERR@. Vogliamo che i giovani siano eredi attivi: devono avere le radici ben piantate nella storia, ma le ali per tradurre quei saperi nei linguaggi tecnologici di oggi. Il borgo non è un museo, è un giacimento di energia.»

C’è un articolo dello Statuto che recita: "Il Genius Loci non si vende, si abita". È un monito contro il turismo di massa?

«Assolutamente. È la nostra Clausola di Autenticità. Rifiutiamo qualsiasi operazione che trasformi l'identità in folklore commerciale per turisti distratti. Il nostro obiettivo è il "viaggiatore dello spirito", colui che cerca la verità storica e la dignità del lavoro. Chi viene nei Borghi GeniusLoci DeCo deve percepire l'anima del luogo, non comprare un souvenir fatto in serie, magari prodotto a qualche migliaio di chilometri di distanza»

Ogni anno presenterete un bilancio. Cosa dobbiamo aspettarci di leggere?

«Non troverete colonne di entrate e uscite finanziarie, ma una "Mappa del GeniusLoci rigenerato". Misureremo quanta identità abbiamo salvato, quanti giovani sono rimasti a lavorare nel territorio e quanto è aumentato il benessere relazionale della comunità. Questo è il vero dividendo che la nostra Banca distribuisce ogni giorno.»

Nino Sutera chiude l'intervista con un sorriso: "In fondo, siamo solo dei "banchieri" che preferiscono il profumo del pane appena sfornato e il racconto di un contadino ai grafici di borsa. E mi creda, il nostro capitale non svaluta mai".

 A proposito è per quanto riguarda l’accesso? Come si entra in questa banca? Qual è il PIN?

   Dimenticate la plastica e le app. Il nostro PIN è un codice analogico, quello che i nostri anziani usavano nei campi. Si compone di tre fattori di autenticazione: guardarsi negli occhi, una stretta di mano e un abbraccio.

 Sembra un linguaggio poco "bancario"

      Infatti, ma è il più sicuro al mondo.

Guardarsi negli occhi è la nostra biometria: se non c’è trasparenza e sincerità, l’operazione fallisce subito.La stretta di mano è lo smart contract contadino: vale più di mille firme burocratiche perché mette in gioco l’onore dell’uomo. L’abbraccio è il sigillo finale: è la coesione di una comunità che decide di proteggere un bene collettivo, assicurandosi che il vantaggio vada a tutti e mai a una singola azienda.

 

sabato 4 luglio 2026

La Regione Siciliana e l’URCS a Sarajevo

 

per valorizzare l’agroalimentare dell’Isola

L’Unione Regionale Cuochi Siciliani protagonista di un progetto prestigioso che mira a rilanciare e consolidare materie prime, professionalità e l’intero “Brand Sicilia” nel contesto mediterraneo e dell’Europa sud-orientale



La Sicilia come crocevia del Mediterraneo della qualità agroalimentare. C’è anche questa importante visione e valorizzazione dell’Isola nel progetto “Sicilia a Sarajevo 2026”, della Regione Siciliana con l’Assessorato dell’Agricoltura, dello Sviluppo rurale e della Pesca mediterranea, che vede protagonisti i professionisti dell’Unione Regionale Cuochi Siciliani.

“Diplomazia del gusto, promozione territoriale e internazionalizzazione delle filiere agroalimentari siciliane” è il sottotitolo significativo del documento con cui la Regione e URCS hanno dato il via al progetto, con partner il Consorzio di Ricerca “Gian Pietro Ballatore”, IRVO (Istituto Regionale del Vino e dell’Olio) in collaborazione con l’Ambasciata d’Italia a Sarajevo e con prestigiose aziende siciliane.

Non, quindi, la semplice presentazione di materie prime, già di per sé eccellenti, ma dell’intero sistema integrato siciliano e di un’Isola capace di fare squadra e sistema proprio attraverso le note dell’agroalimentare di altissima qualità, in un contesto centrale come quello del Mare Nostrum.

L’intervento in Bosnia Erzegovina si inserisce nel più ampio progetto, già di grande successo, della Settimana della Cucina Italiana nel Mondo, celebrata ogni anno in tutti i continenti e che vede proprio la Federazione Italiana Cuochi (di cui URCS è espressione ufficiale nell’Isola) come grande protagonista.

Saranno cinque le giornate dedicate al prestigioso progetto, da domenica 5 a venerdì 10 luglio, durante le quali si svolgeranno incontri istituzionali, workshop, cooking show, degustazioni, presentazioni di vini e oli siciliani e di altri prodotti (farine, prodotti da forno, formaggi…), incontri B2B e con le scuole alberghiere, rafforzamento di azioni commerciali, presentazione del “Brand Sicilia”, masterclass per Chef e operatori di settore Ho.Re.Ca.

A rappresentare l’URCS saranno il presidente Rosario Seidita, il presidente dell’Associazione Cuochi e Pasticceri di Palermo, Mario Puccio, e altri componenti del Direttivo regionale FIC.



“Si tratta di un appuntamento dal grande valore strategico, oltre che culturale e gastronomico – dichiara il presidente di URCS, Rosario Seidita – e che sottolinea, ancora una volta, la stretta collaborazione che i nostri professionisti FIC hanno con la Regione Siciliana e con le istituzioni. Il Brand Sicilia ha espresso, da sempre e soprattutto negli ultimi anni, tutte le sue grandi potenzialità sul fronte della cucina, della ristorazione e dei prodotti agroalimentari. Puntare su questi aspetti, prestigiosi e solidi, anche all’estero e in un contesto importante come l’Europa sud-orientale, è certamente una sfida altrettanto importante e lungimirante, alla quale siamo orgogliosi di prendere parte”. 

Questa iniziativa è finanziata dall’Assessorato Regionale dell’Agricoltura, dello Sviluppo Rurale e della Pesca Mediterranea – Dipartimento Regionale dell’Agricoltura.

L’Ufficio Stampa URCS

venerdì 3 luglio 2026

Webinar Politiche Locali del Cibo

 

WEBINAR Tavolo PLC e transizione agroecologica in data 8 luglio

 


Segnaliamo il primo di una serie di webinar organizzati all’interno del Tavolo “Politiche Locali del Cibo e Transizione Agroecologica” della Rete Italiana PLC.

A seguito dell’incontro dell’8 aprile scorso, la ricchezza di contributi proposti è stata sistematizzata e si è individuato alcune aree tematiche principali in cui i vari input ricadono. Su queste le coordinatrici del tavolo hanno costruito il programma di 3 webinar, pensando anche ad un ultimo webinar di co-produzione di punti da portare al prossimo incontro nazionale.

I webinar focalizzeranno sulle seguenti tematiche: 

  • dimensione politica dell’agroecologia e politiche locali del cibo
  • adozione di un approccio transdisciplinare e agroecologico nel fare politiche locali del cibo
  • esperienze territoriali di politiche del cibo secondo un approccio agroecologico

Il primo webinar si svolgerà l’8 luglio, dalle 17 alle 18.30.

Vedrà la partecipazione di:

  • Isabella Giunta – sociologa, Università di Padova
  • Federica Luoni – Lipu, AIDA
  • Matteo Metta – Agroecology Europe
  • Francesca Gamberini – Rete informale per il diritto al cibo e la transizione agroecologica di Bologna. 

Si dedicherà circa un’ora ad ascoltare e discutere i contributi dei relatori e poi avremo mezz’ora di dibattito.

Per partecipare al webinar, vi invitiamo a iscrivervi tramite il seguente link: https://forms.gle/Er17LsXr3EFVXHLW8

giovedì 2 luglio 2026

Ddl caccia: approvazione al Senato

 

Il disegno di legge approvato in Senato è arrivato il 30 giugno alla Camera. Netti gli schieramenti favorevoli (le associazioni venatorie) e contrari (il mondo scientifico e l’associazionismo animalista e ambientalista)

Il disegno di legge sulla caccia proposto da Lucio Malan (FdI) è stato approvato dal Senato il 23 giugno con 80 voti favorevoli, 56 contrari e 2 astenuti; risultano inoltre numerose assenze. Nonostante sondaggi ripetuti — tra cui un’indagine Ipsos del 2025 — mostrino una netta contrarietà dell’opinione pubblica verso la caccia, il testo procede spinto dalla maggioranza parlamentare. L’esame alla Camera è iniziato il 30 giugno in Commissione agricoltura; alcune associazioni chiedono anche il coinvolgimento della Commissione ambiente.

 


Contenziosi europei e istituzionali

La Commissione europea aveva già segnalato, in una lettera di dicembre, possibili conflitti del provvedimento con il diritto comunitario, in particolare con le direttive Uccelli e Habitat. Restano possibili interventi a livello europeo o un approfondimento da parte del Quirinale, che potrebbero influire sull’iter. Senza tali interventi, il Ddl potrebbe diventare legge entro l’autunno.

Contenuti principali del provvedimento

Il testo introduce modifiche rilevanti alla legge 157/1992. Tra le novità più significative:

  • Aumento dei richiami vivi e possibilità che siano nati e allevati in cattività (art. 5).

  • Estensione delle aree di caccia, con delega alle Regioni per definire aree demaniali idonee (art. 6).

  • Autorizzazione alle Regioni per istituire aziende faunistico‑venatorie in forma di impresa (art. 10).

  • Discrezionalità regionale nel posticipare la chiusura della stagione venatoria oltre il 10 febbraio e nell’ampliare l’elenco delle specie cacciabili (art. 11).

  • Sanzioni pecuniarie da 150 a 900 euro per chi mette in pericolo l’incolumità pubblica (art. 17).

Punto centrale della disputa: biodiversità e ruolo della scienza

Il nodo del dibattito è la gestione della biodiversità. I sostenitori del Ddl presentano i cacciatori come operatori di bioregolazione per specie sovrannumerarie, come i cinghiali, che causerebbero danni all’agricoltura e rischi per la sicurezza. I critici replicano che l’attività venatoria non equivale a una gestione scientifica degli ecosistemi e che le decisioni sulla conservazione dovrebbero basarsi su competenze e strumenti diversi dal fucile. L’Associazione teriologica italiana ha dichiarato che non esistono evidenze scientifiche a sostegno dell’affermazione che la caccia, così come disciplinata dal Ddl, contribuisca alla tutela della biodiversità. Il testo inoltre riduce il carattere vincolante del parere dell’ISPRA, l’istituto scientifico di riferimento per la protezione ambientale.

Posizioni delle parti sociali

Le associazioni ambientaliste definiscono il provvedimento un passo indietro nella tutela della natura e una resa alle lobby venatorie. La “Cabina di regia” delle associazioni venatorie sostiene che l’aggiornamento della legge quadro è necessario per adeguare la normativa a cambiamenti territoriali, alla distribuzione delle specie e al ruolo delle Regioni, e che non è prevista una riduzione generalizzata delle aree protette. Sul piano sociale, i cacciatori in Italia sono stimati intorno a mezzo milione, con età media elevata; per alcuni osservatori questo spiega l’influenza politica del settore.

Prospettive e questioni aperte

Le principali incognite restano: l’esito delle modifiche alla Camera, l’eventuale intervento dell’Unione europea e il possibile pronunciamento del Quirinale. Rimane aperta la domanda su chi beneficierebbe dell’urgenza con cui il provvedimento è stato portato avanti, soprattutto alla luce del forte dissenso dell’opinione pubblica e dei rilievi scientifici. Il confronto tra scienza, politica e interessi locali continuerà a essere decisivo per il futuro della legge.

Conclusione

Il Ddl caccia riapre un confronto che tocca aspetti ambientali, istituzionali e sociali: dalla gestione della fauna selvatica alla competenza delle Regioni, dal ruolo degli enti scientifici alla percezione pubblica della sicurezza nei boschi. Il dibattito rimane acceso e le prossime settimane saranno decisive per capire se il testo sarà modificato o confermato nella sua sostanza.

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