venerdì 25 settembre 2026

La crisi agricola e la lezione etica del comune di Santa Ninfa TP

 

La Festa dell’Agricoltura di Santa Ninfa, comune del profondo sud nella provincia di Trapani,  quest’anno non si farà. La decisione è stata assunta dall’Amministrazione comunale dopo un confronto con gli agricoltori .

E' stata compiuta una scelta di solidarietà pura e consapevole. L'Amministrazione di Santa Ninfa ha dimostrato che la vera autorevolezza non consiste nel mostrare una piazza piena di gente distratta, ma nell'avere il coraggio di spegnere i riflettori quando la comunità attraversa il buio.

 

 


                        C’è una differenza sostanziale tra governare una comunità e allestire una sagra paesana La decisione dell'Amministrazione comunale di Santa Ninfa — condivisa rigorosamente con gli agricoltori, il Partito Agricolo locale e la Cia Sicilia Occidentale — di annullare la storica Festa dell’Agricoltura non è una semplice delibera burocratica: è un atto etico di rara levatura, una rottura drastica con una prassi politica ormai desolante.

                   Di fronte a un comparto primario in ginocchio, travolto da una crisi strutturale che strozza le aziende e mortifica il lavoro della terra, Santa Ninfa ha scelto di fare silenzio. Un silenzio attivo, solidale, coraggioso. Perché quando chi produce il cibo vive un’emergenza drammatica, trasformare quella stessa produzione in una passerella folkloristica con degustazioni, spettacoli e nastri da tagliare non è promozione: è un’offesa.

Eppure, questa scelta evidenzia per contrasto l'insensibilità di tanti altri, che, davanti al malessere dei propri territori, continuano a preferire le luminarie alla realtà, pur di non intaccare la «quiete pubblica» e difendere una facciata di irreale serenità. Un atteggiamento che ha radici storiche profonde e inquietanti.

 

La rivoluzione etica di Santa Ninfa  assume il valore di una rottura rivoluzionaria. Rinunciare alla Festa dell’Agricoltura significa rifiutare il modello imperiale del "va tutto bene". È un gesto che restituisce alla politica la sua funzione più alta: l'empatia, l'ascolto e la condivisione del destino della propria gente,  affermano dall' European Rural Parliament Italy e per questo sosteniamo e condividiamo la scelta degli amministratori locali



Il riflesso condizionato di Roma antica: la festa come anestetico

Per comprendere l'atteggiamento di chi  rifiutano di fermare le festività di fronte al dramma sociale, occorre riavvolgere il nastro della storia fino alla Roma imperiale. Già nell'antichità, la gestione della inopia o caritas annonae (le drammatiche carestie) rivelava la vera natura del potere: la conservazione di se stesso attraverso la distrazione di massa.

Nelle fasi di acuta scarsità alimentare, quando la fame minacciava la stabilità delle istituzioni, lo Stato romano non sospendeva la macchina festiva; al contrario, la blindava o persino la potenziava. La motivazione ufficiale era la difesa della pax deorum: interrompere i ludi — come i Ludi Ceriales dedicati a Cerere, dea del grano — sarebbe stato letto come un sacrilegio in grado di attirare ulteriore ira divina. Ma dietro la facciata religiosa si celava un gelido pragmatismo politico: il cibo scarseggiava, ma lo spettacolo (circenses) doveva continuare ad ogni costo per canalizzare la rabbia della plebs urbana, anestetizzarla e chiuderla dentro gli anfiteatri, lontano dai palazzi del potere.

Le cronache dell'epoca restituiscono un quadro di surreale cinismo, sorprendentemente simile alle storture comunicative odierne.
La costante romana era chiara: la festa non si tocca, perché la festa è lo scudo del potere contro la contestazione.

 

Il parallelo con l'attualità si impone con violenza. Molti   contemporanei agiscono esattamente con la stessa logica dei politici romani dell'epoca: di fronte alle proteste dei trattori, al rincaro dei costi di produzione, alla siccità e al tracollo dei redditi agricoli, scelgono di "non turbare la quiete pubblica". Tirano dritto, confermano sagre e manifestazioni, ballerine e giocolieri, offrono panem et circenses su scala locale pur di stendere un velo pietoso sulle sofferenze del proprio tessuto produttivo.

  Continuare a festeggiare quando gli agricoltori — veri protagonisti e custodi del territorio — non hanno nulla da festeggiare significa ridurre le comunità a figuranti di un teatrino di propaganda. Significa dire ai lavoratori:
"Soffrite pure, ma fatelo in silenzio, senza rovinare l'immagine del paese e il nostro calendario politico". È il mito dell'efficienza a tutti i costi, della festa che deve nascondere la polvere sotto il tappeto.

La rivoluzione etica di Santa Ninfa  assume il valore di una rottura rivoluzionaria. Rinunciare alla Festa dell’Agricoltura significa rifiutare il modello imperiale del "va tutto bene". È un gesto che restituisce alla politica la sua funzione più alta: l'empatia, l'ascolto e la condivisione del destino della propria gente.

  La gestione della cosa pubblica non si misura dal numero di spettacoli messi in cartellone per placare gli animi, ma dalla capacità di stare al fianco di chi lavora quando il lavoro diventa un calvario. Santa Ninfa ha tracciato una strada; resta da vedere quanti ....

EnoEtna 2026, la Piazza delle Eccellenze della Sicilia e dell’Etna

 


 

Dal 25 al 27 settembre a Santa Venerina la XXIX edizione della manifestazione dedicata alle eccellenze enogastronomiche, artigianali e culturali del territorio.

 

Si è svolta giovedì 17 settembre 2026, alle ore 16.30, presso la Casa del Vendemmiatore di via Trieste a Santa Venerina, la conferenza stampa di presentazione di EnoEtna 2026 – La Piazza delle Eccellenze della Sicilia e dell’Etna, manifestazione giunta alla sua XXIX edizione, in programma a Santa Venerina nelle giornate del 25, 26 e 27 settembre 2026.

 

EnoEtna si conferma una importante vetrina dedicata principalmente ai produttori vitivinicoli dell’area jonico-etnea, ma capace di valorizzare, più in generale, l’ampio patrimonio di eccellenze del territorio. Accanto ai vini dell’Etna, infatti, saranno protagonisti l’artigianato, i prodotti tipici e le produzioni agroalimentari di qualità, offrendo ai visitatori una panoramica delle realtà produttive che caratterizzano la Sicilia orientale e il territorio etneo.

 

Il programma della XXIX edizione propone un calendario articolato di iniziative pensate per coniugare promozione del territorio, cultura, enogastronomia, tradizione e spettacolo. Tra gli appuntamenti sono previste masterclass, degustazioni guidate, mostre, spettacoli, visite guidate e cene tematiche, occasioni per conoscere e apprezzare le produzioni e le peculiarità del territorio.

 

Particolare rilievo avrà anche la tradizione legata al mondo del vino con una tappa del Palio Nazionale delle Botti delle Città del Vino, manifestazione che coinvolge realtà vitivinicole e città italiane attraverso una singolare competizione dedicata alle botti.

 

Spazio inoltre al Palio delle Contrade, che vedrà confrontarsi i diversi quartieri di Santa Venerina, alla Via dell’Arte e alla suggestiva sfilata dei carretti siciliani, espressione di una tradizione che continua a rappresentare uno degli elementi identitari della cultura siciliana.

 

EnoEtna coinvolgerà anche il mondo della scuola e, in particolare, l’Istituto Alberghiero “Giovanni Falcone” di Giarre, sottolineando il valore della partecipazione delle nuove generazioni alla promozione della cultura dell’accoglienza, dell’enogastronomia e delle produzioni del territorio.

 

 

 

 

Non mancheranno i momenti dedicati allo spettacolo. Tra gli appuntamenti più attesi figura l’esibizione di Gianmarco Carroccia, protagonista di un viaggio musicale nelle canzoni di Lucio Battisti e Mogol, che arricchirà il programma della manifestazione con un omaggio a uno dei più importanti patrimoni della musica italiana.

 

EnoEtna 2026 si presenta dunque come un appuntamento capace di mettere in rete produttori, istituzioni, scuole, associazioni e realtà del territorio, attraverso un percorso che unisce promozione delle eccellenze, valorizzazione delle tradizioni e intrattenimento.


La realizzazione della manifestazione è resa possibile anche grazie al fondamentale contributo della Regione Siciliana – Assessorato Regionale dell’Agricoltura, dello Sviluppo Rurale e della Pesca Mediterranea – Dipartimento Regionale dell’Agricoltura, a sostegno delle iniziative di valorizzazione delle produzioni agricole e delle eccellenze del territorio siciliano.

Appuntamento, dunque, a Santa Venerina dal 25 al 27 settembre 2026 per la XXIX edizione di EnoEtna, la Piazza delle Eccellenze della Sicilia e dell’Etna.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

giovedì 24 settembre 2026

“HE 28 CAP Strategic Plans Underway – Summary of implementation in 2023-2024, facts and figures”

  Antonella Petix     

I sistemi di conoscenza e innovazione agricola (AKIS) in tutta Europa si stanno evolvendo, con progetti correlati che svolgono un ruolo chiave nel rafforzare i flussi di conoscenza e promuovere la collaborazione. Garantire che informazioni preziose raggiungano in modo efficiente agricoltori, silvicoltori e consulenti è essenziale per guidare l'innovazione e la resilienza.

 

In Sicilia, l’Assessorato all’Agricoltura ha istituto con DDG n 2639   del 17-7-2021 la Rete Regionale Sistema della Conoscenza e dell’Innovazione in Agricoltura, coordinata dall'Osservatorio Neorurale  

 

 




In Sicilia la migliore stagione è datata dalla L.R 73/77 che istituiva le SOAT  supportata dal Reg 270/79 che prevedeva il ruolo strategico dei Divulgatori Agricoli Polivalenti e/o Specializzati, coordinati dall'Assessorato Regionale all'Agricoltura.
 
Altri esempi, non hanno mai inciso sulle necessità del mondo agricolo, sia quelle etichettate dalla politica   come immortale carrozzone  sia quelle con strade diverse dal  ruolo pubblico e fuori del tempo in cui viviamo

          

Abbiamo incontrato NinoSutera Responsabile dell'Osservatorio Neorurale  e della Rete Regionale del Sistema della conoscenza e dell'Innovazione in Agricoltura

  


Nino  Sutera,   Diploma di Laurea in Scienze e Tecnologie Agrarie, Funzionario Direttivo della Regione Siciliana, Divulgatore Agricolo, responsabile dell'Osservatorio Neorurale,  “Formatore Consulente” del Formez,  Componente del Gruppo di lavoro  del MIPAF, Referente della rete interregionale sulla ricerca e servizi allo sviluppo, Iscritto all’Albo regionale dei Formatori interni presso il Dipartimento della Funzione Pubblica della Regione Sicilia ,Consulente Formatore del PAN fitofarmaci,  Ideologo dei Borghi GeniusLoci De.Co.  e del Percorso informativo di sviluppo locale “Un Villaggio di idee” è stato Coordinatore  del  G.I.T (Gruppi d’interesse territoriale del MIUR)   Ideologo della Libera Università Rurale, componente della  task force nazionale per le De.Co. autore di diverse pubblicazioni e relatore a tanti eventi divulgativi, blogger, Coordinatore per l'Italia del Parlamento Rurale Europeo.


Allora Dr Sutera  o  Nino come preferisce?

 Nino, chiaramente.

La Direzione Generale dell’Agricoltura e dello Sviluppo Rurale della Commissione Europea (Unità B.2) ha recentemente pubblicato il documento “HE 28 CAP Strategic Plans Underway – Summary of implementation in 2023-2024, facts and figures”, una sintesi dello stato di avanzamento dei Piani Strategici della PAC nei diversi Stati membri. All’interno della relazione, l’Italia è rappresentata da due Regioni, tra cui la Sicilia, citata espressamente per le iniziative considerate esempi di buone pratiche.  La pubblicazione ha messo in evidenza il lavoro svolto dal Dipartimento Agricoltura della Regione Siciliana, e nello specifico dall’Unità di Staff – Osservatorio Neorurale e dalla Rete Regionale del Sistema della Conoscenza e dell’Innovazione in Agricoltura  2021-2024. 

E’ sorpreso?

Sinceramente quando il collega della regione Veneto, mi ha inviato il documento, con allegati i complimenti, pensavo che aveva voglia di scherzare...

…mentre?

L’attività portata avanti negli anni 2021-2024 ha avuto come finalità la valorizzazione delle competenze, la diffusione di conoscenze e l’implementazione di processi innovativi a supporto delle imprese agricole e rurali.

L’esperienza dell’Osservatorio Neorurale  per la verità nasce nella precedente esperienza lavorativa ed è stata concepita come un laboratorio permanente di analisi e sperimentazione sui nuovi modelli di sviluppo rurale.  

Un percorso riconosciuto come buona pratica?

Il riconoscimento europeo riguarda, in modo particolare, il ricco programma di iniziative realizzate nel passato. Tra queste, spiccano i numerosi webinar tematici, organizzati in collaborazione con gruppi di lavoro specializzati, che hanno favorito l’ampio coinvolgimento degli stakeholder regionali, con le forme nuove dell’ITC      La partecipazione attiva di enti, associazioni, imprese agricole, ricercatori e portatori di interesse ha confermato la centralità della rete nel creare un dialogo costante  

L’inserimento della Sicilia nel report europeo non rappresenta soltanto un riconoscimento formale, ma la conferma della bontà di un percorso avviato con determinazione 

Qual è il punto di forza dell’ iniziativa?

E’ il collegamento tra il blog e il gruppo tematico di whatsapp,   in questo spazio virtuale dove entità diverse, con esperienze diverse s’incontrano si confrontano ed elaborano nuove idee e nuove proposte.
Noi   siamo riusciti, e ne siamo orgogliosi, a tramutare un’iniziativa in un metodo, non abbiamo seguito un modello, ma l’abbiamo creato, sperimentato e a quanto pare piace. Non è qualcosa che capita a tutti, né tutti i giorni. Ricevere poi i complimenti di colleghi di altre regioni fa sempre piacere, perché sono apprezzamenti genuini e spontanei, di addetti ai lavori qualificati

Tutto qui?

No, c’è la cosa più importante

Prego

Questi risultati sono stati possibili, per essere precisi, grazie alla collaborazione di tanti, e in particolare dell’Agr. Paolo Salanitro, Consulente Fitosanitario, Assistente Tecnico di Chimica presso il Liceo Lucio Piccolo di Capo d’Orlando, collaboratore instancabile che ha operato a titolo gratuito, con dedizione e passione  

 

Grazie

Grazie a lei

martedì 22 settembre 2026

Licata avvia il percorso per la DeCo

 La Giunta Comunale di Licata, presieduta dal Sindaco Angelo Balsamo, ha formalmente approvato la delibera N° 202 del 22/09/2026  per l'avvio del percorso culturale per la  DeCo. (Denominazione Comunale) La decisione segna una tappa fondamentale per la promozione del patrimonio immateriale e identitario della città, ponendo le basi per la salvaguardia e il rilancio delle produzioni tipiche e delle tradizioni storiche del territorio.



«Licata possiede un patrimonio straordinario di saperi, ricette della tradizione marittima e contadina, ed eccellenze agroalimentari che meritano di essere protetti e valorizzati con strumenti concreti» dichiara il Sindaco Angelo Balsamo. «L'adesione a questo circuito nazionale e l'avvio dell'iter De.Co. rappresentano una scelta strategica mirata a costruire un vero e proprio brand di destinazione. Vogliamo sostenere i nostri produttori, i nostri ristoratori e le nostre maestranze, trasformando le nostre tipicità identitaria in un potente fattore di attrattività turistica ed economica.»

La De.Co. (Denominazione Comunale) nasce da un’idea semplice e geniale di Luigi Veronelli, il quale affermava che «attraverso la De.Co. il “prodotto” del territorio acquista una sua identità, rappresenta un concreto e soprattutto, un’importante opportunità per il recupero e la valorizzazione delle identità e le unicità locali» afferma NinoSutera Coordinatore della Rete Nazionale dei Borghi GeniusLoci DeCo.  Al fine di valorizzare i prodotti identitari e i loro territori meritevoli della Denominazione Comunale (De.Co.), è nata la Rete dei Borghi Genius Loci De.Co., un’iniziativa rivolta ai Comuni che hanno adottato il percorso per la De.Co. o che hanno i requisiti per farlo,e di sicuro Licata è uno di questi

La Denominazione Comunale (De.Co.) è un atto politico, nelle prerogative del Sindaco, che afferma il suo primato nel territorio, che presuppone una conoscenza del passato, un’analisi del presente ed una progettualità riferita al futuro. Il tutto nell’ottica del turismo enogastronomico che, se ben congegnato e gestito, costituisce una vera e grande opportunità per lo sviluppo dell’economia locale, che nei rispettivi prodotti alimentari e piatti identitari hanno un formidabile punto di forza attrattiva nei confronti del visitatore. 

Il percorso per la  DeCo è un percorso culturale della città. Nei prossimi giorni si lavora ad organizzare  il programma  




A Filaga torna “Borgo del Gusto”

 

 3 ottobre l’Oro Verde dei Sicani protagonista della seconda edizione

 Torna a Filaga, frazione del Comune di Prizzi, “Borgo del Gusto”, la manifestazione promossa dall’Associazione socio-culturale Phylakè e dedicata alla valorizzazione delle eccellenze agroalimentari, culturali e identitarie del territorio.

 


La seconda edizione si svolgerà sabato 3 ottobre 2026, in Piazza Padre Ennio Pitacuda, con una giornata dedicata ai sapori, alle tradizioni e alle produzioni del territorio dei Sicani.

L’evento, inizialmente programmato per le giornate del 27, 28 e 29 settembre, è stato spostato al 3 ottobre per esigenze inderogabili del Comune di Prizzi. L’Associazione Phylakè ringrazia tutti coloro che hanno collaborato alla riorganizzazione dell’iniziativa e conferma il proprio impegno nella realizzazione della manifestazione.

Dopo la prima edizione, quest’anno il protagonista assoluto sarà l’olio extravergine d’oliva, l’“Oro Verde dei Sicani”, eccellenza agroalimentare che racchiude storia, cultura, tradizione e identità e che rappresenta una risorsa importante per il presente e il futuro del territorio.

L’iniziativa nasce con l’obiettivo di valorizzare il patrimonio olivicolo e agroalimentare dell’area, ponendo l’attenzione sul lavoro dei produttori e sull’importanza di una filiera profondamente legata alla cultura rurale siciliana.

Ad arricchire la manifestazione sarà la presenza di relatori, docenti universitari, presidenti di associazioni locali, ricercatori e rappresentanti degli istituti tecnici della zona, che offriranno momenti di approfondimento e confronto sulla coltivazione dell’olivo, sulla produzione dell’olio, sulla ricerca, sull’innovazione e sulla valorizzazione delle produzioni locali.

Non mancheranno momenti di degustazione dedicati ai prodotti tipici del territorio e alle specialità realizzate con l’Oro Verde dei Monti Sicani. Un percorso di sapori permetterà ai visitatori di conoscere e apprezzare le produzioni locali, con l’olio extravergine d’oliva al centro dell’esperienza gastronomica.

La manifestazione accompagnerà il pubblico alla scoperta del mondo dell’olio, dalla coltivazione degli ulivi alla raccolta delle olive, dalla molitura fino alle caratteristiche organolettiche e all’utilizzo in cucina, attraverso il contributo di esperti e operatori del settore.

Per l’Associazione Phylakè, “Borgo del Gusto” rappresenta anche un’occasione per promuovere Filaga e il territorio dei Sicani, mettendo in relazione enogastronomia, cultura, tradizione e comunità. Il gusto diventa così uno strumento per raccontare un territorio e le persone che, attraverso il proprio lavoro, ne custodiscono e tramandano il patrimonio.

La manifestazione vuole inoltre essere un momento di aggregazione e partecipazione, coinvolgendo cittadini, produttori, operatori del settore, visitatori e appassionati e trasformando il borgo in uno spazio di incontro e condivisione.

Il filo conduttore della seconda edizione sarà dunque l’Oro Verde dei Sicani, simbolo di una terra nella quale la coltivazione dell’olivo affonda le proprie radici nella tradizione.

L’appuntamento è per sabato 3 ottobre 2026, a Filaga, in Piazza Padre Ennio Pitacuda, per una giornata all’insegna del gusto, della cultura, della tradizione e della scoperta dell’olio extravergine d’oliva dei Sicani.

QUESTA INIZIATIVA È FINANZIATA DALL'ASSESSORATO REGIONALE DELL'AGRICOLTURA, DELLO SVILUPPO RURALE E DELLA PESCA MEDITERRANEA - DIPARTIMENTO REGIONALE DELL'AGRICOLTURA.

Associazione socio-culturale Phylakè
Filaga – Prizzi (PA)

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