lunedì 15 giugno 2026

DIVINO FESTIVAL DI CASTELBUONO XX EDIZIONE · 19 – 21 GIUGNO 2026

 

DiVino Festival Castelbuono  |  XX Edizione  19 – 21 Giugno 2026  Castelbuono (PA)

 


Vent’anni di cultura, gusto e spettacolo nel cuore delle Madonie

Vent’anni non si celebrano, si dimostrano. E il DiVino Festival di Castelbuono — giunto alla sua ventesima edizione — dal 19 al 21 giugno 2026 sceglie di farlo con un ambizioso programma: tre giorni in cui il vino torna ad essere ciò che è sempre stato, almeno in questo angolo di Madonie, ovvero il filo rosso che unisce territorio, identità e comunità. L’evento è promosso dal Comune di Castelbuono e organizzato dall’Associazione Baz’art Sicilia, da anni custode di una formula capace di parlare insieme a professionisti del settore, appassionati e semplici curiosi.

 





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Il cuore pulsante della ventesima edizione è il Salone del DiVino, in programma domenica 21 giugno nel Chiostro di San Francesco: oltre 700 etichette proposte da circa 200 cantine provenienti da tutta Italia e dall’Europa in degustazione libera, dalle 16:30 alle 20:30 (ultimo ingresso ore 19:00). Non una fiera, ma un incontro autentico tra produttori e appassionati, tra terroir lontani che nel calice trovano un terreno comune. Le cantine presenti spaziano dalle piccole realtà artigianali siciliane ai grandi nomi della viticoltura nazionale e internazionale, offrendo uno spaccato della biodiversità ampelografica che rende il vino italiano un patrimonio vivente. Durante la sessione, una grande sorpresa musicale per tutti i presenti. Prenotazione obbligatoria su www.divinofestival.it.

Accanto al Salone, il festival propone un percorso di approfondimento enologico con il divulgatore e formatore Francesco Saverio Russo. Venerdì 19 giugno (ore 17:00): masterclass dedicata al Mandrolisai, areale della Sardegna centrale dove l’altitudine modella Cannonau, Muristellu e Monica in blend di rara complessità. Sala Degustazioni del Ristorante Palazzaccio. Sabato 20 giugno: alle 11:00 l’entroterra fiorentino di Gambassi Terme e Montaione, con 7 etichette sorprendenti che stanno riscrivendo la contemporaneità del vino toscano; alle 17:00 le Strade dei Vini della Targa Florio con una masterclass su Grillo e Catarratto: cinque cantine madonite a confronto per scoprire i vini semiaromatici del terroir delle Madonie. La mattina di domenica 21 giugno è dedicata a Generazione Next: i giovani produttori siciliani che portano a colazione il futuro del vino dell’isola, con food pairing e la fresca irriverenza di chi ha ancora tutto da raccontare. Tutte le masterclass sono a numero chiuso: prenotazione obbligatoria su www.divinofestival.it.

Sabato 20 giugno, Piazza Castello ospita la cerimonia di premiazione «Gusto DiVino 2026», presentata da Daniele Lucca (voce di Terra Madre), che celebra Giusina Battaglia (“Giusina in Cucina”, cuoca e conduttrice TV), Cristiano Tomei (chef stellato), Slow Food (40 anni di rivoluzione culturale del gusto), Johnson Righeira (cantante e produttore di vino), Jacopo Fo (regista, giornalista, attore e artista figlio del Dario Fo) e Dario Dainelli (ex capitano della Fiorentina, vignaiolo a Cerreto Guidi FI). Ingresso libero.

Le serate di Piazza Castello completano il programma con tre grandi appuntamenti. Venerdì 19 giugno apre Danilo Sacco con il suo Hold Fast Tour. Sabato 20 è la volta di Lello Analfino & T-ORKESTAR con lo Zero Stress Tour, pura energia siciliana da ballare fino a tardi. Domenica 21 giugno chiude Cosmin Tiberio (Senza Filtro, Golden Buzzer di Italia’s Got Talent) e Samuel, il più grande ventriloquo del mondo. Tutti gli spettacoli sono a ingresso libero. Nella notte del 20, il Ristorante Antico Baglio accoglie una conviviale degustazione di formaggi tipici siciliani, carni e salumi del territorio.

Il DiVino Festival di Castelbuono è molto più di una kermesse enogastronomica: è un atto d’amore verso le Madonie, verso il vino come linguaggio universale, verso una comunità che da vent’anni sceglie di raccontarsi attraverso il calice. Per il suo ventesimo compleanno, l’edizione 2026 promette di essere la più ricca, la più emozionante e — ci si augura — la più memorabile di sempre.

Questa iniziativa è finanziata dall’Assessorato Regionale dell’Agricoltura, dello Sviluppo Rurale e della Pesca Mediterranea — Dipartimento Regionale dell’Agricoltura.

INFORMAZIONI

Evento: DiVino Festival di Castelbuono – XX Edizione

Date: 19 – 21 giugno 2026

Luogo: Centro storico di Castelbuono (PA)

Sedi: Piazza Castello  |  Chiostro di San Francesco  |  Ristorante Palazzaccio  |  Ristorante Antico Baglio

Organizzazione: Comune di Castelbuono  /  Associazione Baz’art Sicilia

Sito: www.divinofestival.it

WhatsApp: +39 347 70 17 847 (solo messaggi)

Email: segreteriadivino@gmail.com

 

Villarosa, l'Audizione Pubblica il prossimo 26 giugno

 

 

Il Comune di Villarosa guidato dal Sindaco Costanza Francesco Antonio, su proposta dell'Assessore   Michelangelo Taravella ,  ha adottato il percorso per la valorizzazione dell'identità territoriale, attraverso il percorso dei Borghi GeniusLoci DeCo.

L’Audizione Pubblica di Villarosa segna un momento di straordinaria rilevanza nel percorso di valorizzazione dei territori italiani che si riconoscono nei principi del GeniusLoci De.Co., un modello culturale e operativo che mette al centro l’identità, la memoria e il patrimonio immateriale delle comunità locali. In questo contesto, il borgo siciliano si propone come laboratorio vivo di una nuova visione dello sviluppo territoriale, capace di coniugare tradizione e innovazione, partecipazione civica e progettualità istituzionale.



L’iniziativa rappresenta non solo un evento pubblico, ma un vero e proprio processo di ascolto e condivisione, in cui cittadini, amministratori, studiosi e operatori culturali sono chiamati a contribuire alla costruzione di un modello di governance identitaria. L’Audizione Pubblica si configura infatti come uno spazio democratico e inclusivo, in cui il sapere diffuso delle comunità si intreccia con le competenze tecniche e le strategie di sviluppo, generando un patrimonio comune di idee, visioni e proposte.

L’esperienza di Villarosa assume quindi un valore emblematico, ponendosi come modello replicabile per altri borghi che intendono intraprendere un percorso analogo. L’Audizione Pubblica diventa così il primo passo di un cammino più ampio, che mira alla costruzione di una rete nazionale dei Borghi GeniusLoci De.Co., capace di mettere in relazione esperienze diverse ma unite da una visione comune.

In un’epoca segnata da profonde trasformazioni economiche e sociali, iniziative come questa rappresentano un segnale forte di resilienza e di rinnovamento. Esse dimostrano come sia possibile ripensare lo sviluppo partendo dai territori, valorizzando le risorse locali e coinvolgendo attivamente le comunità. La sfida è quella di trasformare il patrimonio identitario in leva di crescita, senza snaturarne l’autenticità.

  Un progetto ambizioso, ma necessario, per restituire centralità ai borghi italiani e costruire un nuovo paradigma di sviluppo fondato sull’identità, sulla partecipazione e sulla sostenibilità.

Molto dettagliata ed esaustiva la relazione a corredo della proposta deliberativa, come si addice alle realtà rurali molto vivaci, che puntano su una propria identità storica e culturale,  che ha già ottenuto l'iscrizione nell'Atlante del cibo locale, a cura della Rete Nazionale dei Borghi GeniusLoci DeCo

Il Pane di San Giuseppe rappresenta uno dei simboli più profondi e identitari della comunità di Villarosa.

Non si tratta soltanto di una tradizione legata a una ricorrenza religiosa, ma di un patrimonio culturale vivo, che affonda le sue radici nella storia del paese e continua a rinnovarsi quotidianamente, rendendo Villarosa un caso unico nel panorama delle tradizioni siciliane

La devozione a San Giuseppe

In questo contesto si sviluppa la profonda devozione a San Giuseppe, santo protettore delle famiglie, dei lavoratori e dei poveri.

La sua festa, celebrata il 19 marzo, è da secoli una delle ricorrenze religiose più sentite nelle comunità contadine siciliane.

A Villarosa, già tra la fine del XVIII secolo e tutto il XIX secolo, San Giuseppe viene invocato come custode della casa e del pane quotidiano. La preparazione del pane votivo nasce come gesto di ringraziamento o di richiesta di protezione, soprattutto in periodi difficili segnati da carestie, siccità e precarietà economica.

Il pane di San Giuseppe come rito quotidiano

Ciò che rende Villarosa unica rispetto ad altri centri siciliani è il fatto che il pane di San Giuseppe non viene preparato solo il 19 marzo, ma ogni giorno.

Questa consuetudine quotidiana testimonia come la devozione a San Giuseppe non sia legata esclusivamente alla festa, ma faccia parte della vita ordinaria della comunità. Il pane dedicato al Santo diventa così pane del quotidiano, simbolo di protezione costante, di fede vissuta giorno per giorno e di continuità con la tradizione contadina. Preparare ogni giorno il pane di San Giuseppe significa trasformare un gesto religioso in un’abitudine identitaria, tramandata di generazione in generazione. È un segno tangibile di come la fede, a Villarosa, sia intrecciata al lavoro, alla famiglia e alla condivisione.

Il valore simbolico e comunitario

Il pane di San Giuseppe, spesso modellato in forme simboliche, benedetto e condiviso, rappresenta:

û          la gratitudine per il lavoro e per il cibo;

û          la solidarietà verso la comunità;

û          la memoria storica della Villarosa contadina;

û          la protezione del Santo sulla vita quotidiana.

Il gesto della condivisione del pane rafforza i legami sociali e rinnova ogni giorno il senso di appartenenza alla comunità villarosana.

Tradizione viva e identità

Celebrare oggi il pane di San Giuseppe a Villarosa significa riconoscere un patrimonio che va oltre la semplice ricorrenza religiosa. Significa onorare una tradizione che nasce nel periodo 1761–seconda metà dell’Ottocento, si consolida nella vita agricola pre-industriale e arriva fino ai nostri giorni come pratica quotidiana. Il pane di San Giuseppe è memoria, fede, lavoro e identità.

È il simbolo di una comunità che non ha dimenticato le proprie radici e che continua a esprimere, attraverso il pane, i valori fondamentali della solidarietà, della devozione e della continuità storica.

Festa degli antichi sapori Aidonesi

 

Aidone,  nell'ambito delle iniziative  annuali legate ai prodotti identitari in collaborazione con la   Rete Nazionale dei Borghi GeniusLoci DeCo.    la cittadina ennese ospita tra le attività in programma, la presentazione della Banca del GeniusLoci DeCo, un evento che include la consegna di speciali riconoscimenti a chi protegge l’identità locale. Questo traguardo arriva esattamente un anno dopo l’audizione pubblica che ha riunito studiosi, amministratori e agricoltori per tracciare il futuro commerciale e identitario di questa coltura unica.

Un legume antico che attraversa i secoli

La presenza della cicerchia in queste colline vanta radici antichissime. Le prime tracce storiche risalgono al quarto secolo, proprio nell’area siculo-ellenica di Morgantina. I documenti d’archivio confermano la sua rilevanza economica già in una delibera municipale del 1853. Nelle cucine contadine siciliane questo legume ha assunto nel tempo nomi dialettali coloriti come ciciruòcculu, rumanedda o ianga ‘e vecchia, a causa della particolare forma del seme che ricorda un dente. Oggi la coltivazione resiste orgogliosamente nell’entroterra ennese, tra Aidone e Nicosia, offrendo ai consumatori un ritorno a quei sapori autentici messi da parte dall’agricoltura globale.

Le eccezionali proprietà nutrizionali scoperte dai ricercatori

Oltre al grande fascino storico, la cicerchia di Aidone rivela qualità alimentari straordinarie. I ricercatori del CREA-CI di Acireale hanno analizzato a fondo il profilo genetico e agronomico del prodotto, scoprendo un contenuto proteico altissimo che sfiora il 28 per cento. Il seme garantisce un ottimo apporto di fibre, vitamine e polifenoli, mantenendo i grassi e gli zuccheri a livelli minimi. Questa preziosa composizione lo rende un alimento funzionale perfetto per le esigenze nutrizionali moderne. Gli studiosi hanno persino sviluppato ricette innovative, come il gustoso pane arricchito con farina di cicerchia, dimostrando l’incredibile versatilità di questo ingrediente in cucina.

Una risorsa fondamentale per l’ambiente e l’economia locale

Coltivare la cicerchia significa fare del bene alla terra fertile della Sicilia. Questa pianta possiede una naturale capacità miglioratrice, poiché arricchisce il suolo di azoto e favorisce il benessere dell’intero ecosistema agricolo. Sul fronte economico rappresenta una nicchia di alta qualità capace di generare reddito per i piccoli produttori del territorio. Il progetto di rilancio unisce quindi la sostenibilità ambientale alla creazione di valore, dimostrando che la modernità agricola può viaggiare sullo stesso binario della salvaguardia del paesaggio rurale.

L’identità territoriale come motore di sviluppo

La sinergia tra la comunità locale e la visione dei Borghi GeniusLoci DeCo trasforma un semplice prodotto della terra in un formidabile simbolo di resilienza. La rinascita agricola diventa a tutti gli effetti un potente strumento di coesione sociale e di narrazione territoriale. Le parole del dottor Nino Sutera, ideologo del progetto nazionale, inquadrano perfettamente questo spirito. L’esperto ricorda infatti che «la vera ricchezza di un luogo non sta solo nei suoi prodotti, ma nella storia che essi sanno raccontare». La cicerchia di Aidone continua a raccontare la sua storia millenaria con la voce schietta e inconfondibile della terra.

domenica 14 giugno 2026

FESTA ANTICHI SAPORI AIDONESI

 

C’è un filo sottile, ma tenace, che lega la storia dei legumi siciliani al respiro antico della terra di Morgantina. Su quelle colline, tra le pietre che raccontano di una Sicilia greca e contadina, la cicerchia di Aidone torna oggi a essere simbolo di rinascita culturale e agricola. Un seme umile, ma portatore di una memoria che affonda nei secoli, custode silenzioso dell’identità rurale della Sicilia interna.

Proprio ad Aidone, lo scorso anno  si è svolta un’audizione pubblica dedicata alla valorizzazione della cicerchia, alla presenza di amministratori, studiosi, produttori, rappresentanti del mondo agricolo e del percorso dei Borghi GeniusLoci De.Co.. Un incontro che ha rappresentato non soltanto un momento di approfondimento tecnico e scientifico, ma soprattutto un atto di riconoscimento collettivo: la volontà di restituire dignità e futuro a una coltura che appartiene al DNA agricolo e culturale del territorio.

Quest'anno si celebrerà la presentazione della Banca del GeniusLoci DeCo e la consegna dei riconoscimenti a quanti si sono adoperati per preservare l'identità territoriale




La cicerchia di Aidone è una popolazione locale di leguminosa minore tuttora coltivata nella provincia di Enna, in particolare nei comuni di Aidone e Nicosia. La riscoperta di questa coltura risponde al bisogno crescente, da parte dei consumatori e delle comunità, di ritornare ai sapori autentici e alle produzioni tradizionali che il mercato globale aveva relegato ai margini, a causa della modernizzazione agricola e della perdita di biodiversità.


Un legume antico come la memoria di Morgantina

La presenza della cicerchia in Sicilia è documentata da secoli. Le testimonianze risalgono al IV secolo nella città siculo-ellenica di Morgantina, e una delibera municipale del 1853 ne attestava il valore economico attraverso la “meta dei circionoli” — con ogni probabilità un riferimento diretto alla cicerchia. Conosciuta in dialetto come Ciciruòcculu, Rumanedda o Ianga ’e vecchia (“molare di anziana”, per la forma dei semi), la cicerchia ha accompagnato la vita quotidiana delle famiglie siciliane per generazioni, entrando a pieno titolo nella cultura gastronomica popolare.

Le principali aree di coltivazione si trovano nell’altopiano ibleo, nel territorio di Licodia Eubea (CT), e nell’area interna dell’Ennese, con epicentro nei comuni di Aidone e Nicosia. In queste terre di colline e grano, la cicerchia ha trovato il suo habitat ideale, diventando parte di un paesaggio agricolo di memoria, dove la coltivazione non è solo attività economica, ma gesto identitario.



Un patrimonio genetico e nutrizionale da custodire

Le attività di caratterizzazione genetica e agronomica condotte dal CREA-CI di Acireale hanno confermato le straordinarie qualità di questa leguminosa: un elevato contenuto proteico (27-28%), un ottimo apporto di fibre solubili e insolubili (5-7%), ricchezza di minerali, vitamine e polifenoli, con un bassissimo contenuto di grassi e zuccheri. Queste caratteristiche rendono la cicerchia un alimento funzionale di grande valore nutrizionale, capace di soddisfare le esigenze del consumatore moderno attento alla salute e alla sostenibilità.

Il CREA ha inoltre sviluppato innovativi prodotti derivati, come il pane fortificato con farina di cicerchia (10%), ad alto contenuto di fibre, accanto a un repertorio gastronomico che spazia dalle crespelle alle frittelle, dalle crostate ai biscotti, fino ai budini e alle torte salate: una varietà di preparazioni che testimonia la versatilità di un ingrediente capace di coniugare tradizione e creatività contemporanea.

Un valore economico, ambientale e culturale

La rinascita della cicerchia di Aidone non è solo un fatto agricolo, ma una questione di identità e di visione territoriale. Dal punto di vista economico, il prodotto rappresenta una nicchia di qualità in grado di generare valore per i produttori locali. Dal punto di vista ambientale, la coltura della cicerchia è “miglioratrice”: arricchisce il terreno di azoto, favorisce la rotazione e la fertilità, contribuendo alla sostenibilità degli ecosistemi agricoli.

Ma il significato più profondo di questa rinascita va oltre i dati e gli indici produttivi. La cicerchia è oggi un simbolo di resilienza culturale, una delle “colture identitarie” che i Borghi GeniusLoci De.Co. intendono tutelare e promuovere come elementi costitutivi del patrimonio territoriale. Aidone, con il suo legume e con la partecipazione attiva della comunità, si inserisce pienamente nel percorso nazionale dei Borghi GeniusLoci De.Co., che riconosce nei prodotti, nelle pratiche e nei saperi locali le fondamenta di una nuova economia della memoria.

Un futuro radicato nella terra

L’audizione pubblica di Aidone ha dunque rappresentato un momento di svolta: non un semplice incontro tecnico, ma un laboratorio di comunità dove il sapere scientifico, l’esperienza contadina e la visione culturale dei Borghi De.Co. si sono incontrati per costruire un progetto condiviso di valorizzazione.

La cicerchia di Aidone diventa così emblema di un nuovo modo di intendere lo sviluppo locale, in cui agricoltura, cultura e identità si intrecciano. È il seme di un futuro che germoglia dalla tradizione, un esempio virtuoso di come il cibo possa tornare a essere strumento di coesione, consapevolezza e racconto del territorio.

Come ha sottolineato più volte il Dott. Nino Sutera, ideologo dei Borghi GeniusLoci De.Co., “la vera ricchezza di un luogo non sta solo nei suoi prodotti, ma nella storia che essi sanno raccontare”.
E la cicerchia di Aidone — legume antico e moderno, umile e prezioso — quella storia la racconta ancora oggi, con la voce autentica della terra.





mercoledì 10 giugno 2026

Futura PAC. La PAC post 2027 alla prova dei fatti.


Territori, Mediterraneo e sicurezza alimentare europea.
Il contributo delle Regioni del Mezzogiorno.


Giovedì 11 giugno 2026, dalle ore 9.30 alle ore 17.00

L’iniziativa, promossa nell’ambito della Rete PAC, coinvolgerà le Regioni del Mezzogiorno, la Commissione europea-DG AGRI, il MASAF e gli attori istituzionali interessati, in una giornata di confronto dedicata alla futura PAC post 2027.

L’evento rappresenterà un’importante occasione per condividere riflessioni, esperienze e prospettive sulla programmazione e sull’attuazione delle politiche agricole, anche in vista del nuovo quadro europeo.


 

 

martedì 9 giugno 2026

La Pesca di Leonforte IGP conquista New York

 

  il Consorzio alla Summer Fancy Food 2026

L'eccellenza siciliana sbarca sul mercato internazionale grazie al sostegno della Regione Siciliana

Il Consorzio di Tutela della Pesca di Leonforte IGP sarà presente alla Summer Fancy Food Show di New York dal 28 al 30 giugno 2026, una delle fiere agroalimentari più prestigiose e influenti a livello mondiale, dedicata ai prodotti specialty food e alle eccellenze gastronomiche internazionali.

Questa iniziativa è finanziata dall'Assessorato Regionale dell'Agricoltura, dello Sviluppo Rurale e della Pesca Mediterranea – Dipartimento Regionale dell'Agricoltura, a conferma dell'attenzione istituzionale verso la valorizzazione e la promozione delle denominazioni di origine siciliane sui mercati esteri.



La Summer Fancy Food rappresenta per il Consorzio un'opportunità di straordinario rilievo strategico. New York — cuore pulsante del mercato nordamericano e vetrina internazionale per eccellenza — offrirà la cornice ideale per presentare la Pesca di Leonforte IGP non soltanto nella sua veste di prodotto fresco, ma soprattutto nella sua declinazione trasformata: confetture e sciroppate che esaltano le caratteristiche organolettiche uniche di questa varietà autoctona dell'entroterra ennese.

È proprio sul comparto trasformato che il Consorzio intende investire con maggiore determinazione nei prossimi anni. Portare in fiera la gamma dei derivati significa aprire nuovi canali commerciali, intercettare la domanda di un pubblico internazionale sempre più attento all'autenticità e alla tracciabilità, e posizionare la Pesca di Leonforte IGP in un segmento di mercato capace di generare valore tutto l'anno, superando i limiti strutturali della stagionalità che inevitabilmente caratterizzano il prodotto fresco.

«Partecipare alla Summer Fancy Food è per noi molto più che una presenza fieristica» — commenta il Presidente del Consorzio Domenico Di Stefano — «è un atto di posizionamento consapevole. Vogliamo che il mercato internazionale conosca e apprezzi la Pesca di Leonforte IGP nella sua completezza: un prodotto straordinario che non finisce con la stagione estiva, ma continua a vivere e a raccontare il territorio siciliano attraverso le sue trasformazioni».

La fiera costituirà inoltre l'occasione per avviare contatti con buyer, distributori e operatori specializzati del settore specialty food nordamericano, con l'obiettivo di costruire relazioni commerciali durature e ampliare in modo strutturato la presenza della denominazione sui mercati internazionali.


Per maggiori informazioni:

Consorzio di Tutela 
della Pesca di Leonforte IGP
Via Catania 62 
94013 Leonforte (EN)
info@pescadileonforte.it

www.pescadileonforte.it

 

 

lunedì 8 giugno 2026

il nuovo DM rafforza il ruolo strategico dei Coonsorzi

 

  Cambia totalmente l’approccio generale, a danno degli  esperti della domenica, insomma un cambio epocale    Due su tutte: turismo enogastronomico e sostenibilità. I consorzi, da un lato,   potranno fare promotori di iniziative turistiche valorizzando il prodotto, la sua storia, il legame con l’ambiente e il valore aggiunto espresso dalle comunità locali. Dall’altro, potranno rivestire il ruolo di capofila e promuovere gli investimenti delle imprese in sostenibilità.



Il decreto Masaf dà attuazione al Regolamento UE 2024/1143 e riconosce ai Consorzi di tutela nuove funzioni su gestione, promozione, sostenibilità, turismo, vigilanza, marchi e regolazione dell’offerta

  il nuovo decreto ministeriale sui Consorzi di tutela dei prodotti agricoli e alimentari DOP e IGP, adottato dal Masaf in attuazione del Regolamento (UE) 2024/1143. Il provvedimento rappresenta un passaggio fondamentale per il sistema italiano delle Indicazioni Geografiche e costituisce uno dei principali pilastri nazionali di applicazione della nuova normativa europea.

I Consorzi di tutela italiani, hanno seguito in questi mesi il percorso di definizione del decreto con l’obiettivo di contribuire a una disciplina capace di rafforzare il ruolo dei Consorzi, aggiornare gli strumenti di governance e rendere più efficace la gestione delle DOP e IGP nel nuovo quadro europeo.

Il decreto assicura una capacità di rilancio strategico del sistema nazionale delle Indicazioni Geografiche, riconoscendo ai Consorzi di tutela una funzione sempre più ampia: non solo promozione e vigilanza, ma anche gestione complessiva della denominazione, tutela della reputazione, valorizzazione territoriale, sostenibilità, turismo e regolazione dell’offerta.

Tra gli elementi più importanti del lavoro svolto dal Masaf vi è l’adeguamento dei criteri di riconoscimento dei Consorzi, interpretati in chiave moderna e flessibile per rispondere alle diverse realtà produttive, territoriali e organizzative delle filiere DOP e IGP italiane. Si tratta di un punto essenziale per consentire anche alle denominazioni più piccole o articolate di dotarsi di strumenti di rappresentanza efficaci e coerenti con le esigenze del mercato.

Di particolare rilievo è anche l’apertura alla possibilità di costituire un unico Consorzio per più Indicazioni Geografiche, anche appartenenti a filiere produttive differenti. Questa previsione favorisce l’aggregazione dei produttori e degli operatori, permette di superare frammentazioni storiche e consente di costruire modelli consortili più forti, efficienti e stabili, salvaguardando al tempo stesso l’autonomia decisionale di ciascuna denominazione.

Il decreto aggiorna inoltre le norme statutarie di riferimento, chiarendo i criteri di rappresentanza delle diverse categorie produttive negli organi sociali e rafforzando i principi di trasparenza, equilibrio e partecipazione all’interno dei Consorzi. Una cornice indispensabile per assicurare una governance moderna, capace di rappresentare correttamente la complessità delle filiere e di sostenere decisioni strategiche condivise.

Il punto più qualificante del provvedimento è tuttavia il recepimento pieno delle nuove funzioni assegnate dal Regolamento UE 2024/1143 ai gruppi di produttori riconosciuti. I Consorzi di tutela vengono infatti confermati come soggetti centrali per la promozione, la valorizzazione, la vigilanza, la tutela giuridica e la gestione della denominazione, con competenze rafforzate anche in materia di proprietà intellettuale, contrasto agli usi illeciti, monitoraggio dei mercati e tutela online.

Il decreto attribuisce inoltre ai Consorzi un ruolo decisivo nella gestione dell’uso delle denominazioni nei prodotti composti, elaborati o trasformati, attraverso il rilascio delle autorizzazioni e la tenuta degli elenchi dei soggetti utilizzatori. È un passaggio rilevante per garantire un impiego corretto dei nomi protetti, evitare usi impropri e assicurare trasparenza al consumatore.

Accanto alla tutela e alla promozione, il provvedimento introduce in modo organico le nuove competenze in materia di sostenibilità e turismo delle Indicazioni Geografiche. I Consorzi potranno promuovere iniziative ambientali, sociali ed economiche coerenti con il disciplinare e con il territorio, nonché adottare linee di indirizzo per lo sviluppo del turismo gastronomico legato alla DOP o IGP, valorizzando il prodotto, la sua storia, il legame con l’ambiente e il valore aggiunto espresso dalle comunità locali.

Non meno importante è il riconoscimento del ruolo dei Consorzi nella regolazione dell’offerta. Il decreto disciplina infatti la possibilità di proporre misure temporanee per migliorare la programmazione produttiva, l’equilibrio di mercato, la valorizzazione del prodotto e la trasparenza del sistema di offerta, nel rispetto dei principi europei di proporzionalità, non discriminazione e libera concorrenza. Si tratta di uno strumento strategico per tutelare l’intera filiera, compresa la componente agricola, e per perseguire uno degli obiettivi fondamentali delle Indicazioni Geografiche: assicurare una più equa valorizzazione della produzione primaria e del legame tra prodotto, territorio e comunità produttiva.

  il decreto rappresenta quindi un risultato significativo per tutto il sistema nazionale delle DOP e IGP. Il nuovo quadro normativo consente ai Consorzi di tutela di affrontare con strumenti più adeguati le sfide dei mercati, della transizione sostenibile, della promozione internazionale, della tutela digitale e dello sviluppo territoriale.

Con questo decreto   si compie un passaggio decisivo nell’attuazione nazionale del Regolamento UE 2024/1143. Il sistema italiano delle Indicazioni Geografiche ha bisogno di Consorzi forti, riconosciuti, rappresentativi e dotati di funzioni moderne per garantire la qualità agroalimentare. 

 

SICILY CAMP PROTECHMED

  A RAGUSA UN CONFRONTO INTERNAZIONALE SULL’INNOVAZIONE TECNOLOGICA NELLA SERRICOLTURA MEDITERRANEA

Sei Paesi mediterranei a confronto nel progetto PROTECHMED sulla transizione digitale e tecnologica. Si è concluso con successo a Ragusa il Sicily Camp. Debuttano i visori intelligenti per la gestione delle serre (AGROVISION- smart glasses).

 

 

RAGUSA 07-06-2026 – Con il workshop dal titolo “Co-design of technological solutions for sustainable horticulture in the Mediterranean region”, coordinato da Svi.Med. in collaborazione con l’Università di Catania (Corso di Laurea in Management delle Imprese per l’Economia Sostenibile, DEI e Di3A), e svoltosi venerdì scorso nell’Aula Magna del Consorzio Universitario di Ragusa Ibla, si è conclusa il Sicily Camp, la tre giorni di confronti dedicato alla transizione ecologica e digitale del comparto orticolo del Mediterraneo. L’iniziativa si inserisce nell’ambito del progetto europeo PROTECHMED (Promoting innovative solutions for the Technological Transition of the Mediterranean horticultural sector). Ad introdurre i lavori del workshop è stato il prof. Pierluigi Catalfo, presidente del Corso di Laurea MIES dell’Università di Ragusa.

La tre giorni è stata un momento di confronto internazionale sulla gestione sostenibile ed intelligente delle colture protette grazie al coinvolgimento di partner istituzionali, centri di ricerca, imprese, stakeholder e organizzazioni provenienti da Italia, Grecia, Tunisia, Turchia e Libano tutti uniti dall’obiettivo di rendere l’orticoltura mediterranea più sostenibile e intelligente nel contesto delle recenti sfide globali.

 

Tra hi-tech e visite in campo, il debutto ufficiale di AGROVISION

Attraverso questo importante appuntamento, i partner del progetto hanno potuto condividere le migliori pratiche, le tecnologie e le metodologie attualmente implementate nel distretto agritech orticolo della Sicilia sud-orientale. I primi due giorni sono stati dedicati alle visite tecniche nelle aziende che stanno già riscrivendo il futuro dell'orticoltura. Si è iniziato nel pomeriggio del 3 giugno con la visita alla serra aeroponica (progetto INTESA) di Moncada OP (Ispica) e all’azienda Causarano (Donnalucata) per conoscere il loro innovativo approccio agricolo basato su Sensori e Internet of Things (IoT). In particolare, SVI.MED ha presentato e mostrato ai partecipanti gli smart glasses AGROVISION, speciali visori che consentono un monitoraggio avanzato di clima e colture. Nello specifico, si tratta di un sistema di assistenza tecnica a distanza grazie ad occhiali intelligenti (smart glasses) collegati alla piattaforma digitale del progetto. Sensori e centraline installati nella serra raccolgono i dati ambientali e agronomici (temperatura, umidità, irrigazione, ecc.) che vengono poi inviati a una piattaforma software che li elabora e li visualizza in una dashboard. L’operatore che lavora in serra, indossando gli smart glasses AGROVISION, può visualizzare le informazioni utili leggendo i dati delle centraline e dei relativi sensori in serra: interagisce con la piattaforma tramite smart glasses e allo stesso tempo può ricevere supporto da un tecnico collegato da remoto. Un salto nel futuro commentato con entusiasmo da Giovanni Iacono, presidente di SVI.MES. ETS, che ha definito il progetto unico nel suo genere e capace di rivoluzionare la gestione delle colture. «Questo sistema permette a un agronomo o a un tecnico fitosanitario di valutare lo stato delle piante in tempo reale e individuare eventuali patologie senza essere fisicamente sul posto – sottolinea il dott. Iacono –. Inoltre, la tecnologia consente di collegare più esperti alla stessa sessione (multicall) e, grazie alla traduzione automatica, abbatte le barriere linguistiche tra i partner internazionali. Infine, la generazione automatica di report digitali in PDF, completi di immagini e note, garantisce una tracciabilità precisa di tutto il lavoro svolto».

Le visite in campo sono proseguite il giorno dopo con tappa a Vittoria per visitare l'azienda agricola Isolagrande srl specializzata in coltivazioni idroponiche, poi nei pressi di Punta Braccetto per conoscere più da vicino l’innovazione delle serre agrivoltaiche di Serra Archimede di REGRAN ed infine con l’ultima tappa del tour presso l’azienda agricola Alba Bio specializzata in coltivazioni biologiche. I partner hanno potuto osservare in prima persona diverse metodologie di coltivazione, dal biologico alla coltivazione fuori suolo, passando per i sensori tecnologici, l’idroponica ed i sistemi agrivoltaici integrati creando uno scambio diretto di know-how e un'analisi delle migliori pratiche tecnologiche sviluppate nel territorio ragusano.

 

Workshop di co-progettazione

La giornata conclusiva si è svolta nell’Aula Magna del Consorzio Universitario di Ragusa Ibla con il workshop dal titolo “Co-design of technological solutions for sustainable horticulture in the Mediterranean region”. Nella prima parte della giornata le delegazioni provenienti da Italia, Grecia, Tunisia, Turchia, Libano e Malta hanno potuto approfondire le Buone Pratiche delle aziende agricole coinvolte e prendere parte ad incontri B2B per trasformare le osservazioni registrate in campo in piani operativi. Si è discusso pertanto di gestione dell'acqua e dei nutrienti, di efficienza energetica, di piattaforme IoT/DSS, di gestione integrata dei parassiti (IPM) e di economia circolare. Nella seconda parte della mattinata, attraverso la metodologia del Living Lab, i partecipanti sono stati suddivisi in cinque gruppi di lavoro paralleli per confrontarsi su cinque azioni pilota e definire così raccomandazioni e progetti concreti garantendo che le pratiche eco-innovative siano efficacemente adattate alle esigenze regionali. I focus a cui hanno lavorato sono stati la digitalizzazione e i sistemi fuori suolo con implementazione dell'assistenza remota tramite Smart Glasses (AR), sensori avanzati, modelli di coltivazione fuori suolo; innovazioni nella Vertical Farm; gestione intelligente dell'acqua attraverso sistemi di supporto alle decisioni (DSS) e piattaforme di irrigazione basate sull'IoT, il biologico e infine, un focus è stato dedicato alla gestione avanzata dei nutrienti.

Il Sicily Camp ha registrato un grande interesse tra i partecipanti, soprattutto grazie agli incontri bilaterali. Questi momenti hanno permesso di tradurre la teoria in soluzioni concrete, facilmente applicabili dalle aziende al proprio rientro. Attraverso domande specifiche e sessioni B2B, i partecipanti si sono focalizzati sulla risoluzione di problemi reali, facilitando il trasferimento delle competenze nei rispettivi paesi. L'iniziativa ha rappresentato un'importante opportunità anche per il territorio, permettendo alle aziende locali di creare sinergie per future collaborazioni. Al centro dei colloqui, i temi chiave del momento: l'ottimizzazione delle performance produttive e la riduzione degli sprechi, asset fondamentali per tutelare le risorse del pianeta e rispondere alle sfide dei cambiamenti climatici.

A dare il suo saluto in rappresentanza del comune di Ragusa è stata l’assessora comunale Catia Pasta. «PROTECHMED è un progetto di scambio di innovazione tecnologica che oggi sta dando la possibilità di un confronto effettivo tra i vari partner coinvolti – ha affermato-. Uno scambio di esperienze e di conoscenze virtuoso che dà valore aggiunto alla ricerca. È una grande opportunità per le aziende, non solo siciliane ma anche dei vari Paesi aderenti al progetto, che hanno così in mano strumenti utili per monitorare al meglio i propri ambienti produttivi».

Il prof. Pierluigi Catalfo ha sottolineato la valenza di questi momenti per il futuro del settore agricolo nel territorio. «Collaborazioni e contaminazioni tecnologiche diventano strade per costruire una pace più stabile tra Paesi – ha dichiarato il prof. Catalfo -. L’Unione Europea ha varato un nuovo documento che raggruppa le strategie tecnologiche legate all’intelligenza artificiale e si pone come terza via rispetto a quella cinese e statunitense. Questo progetto, che è orientato allo sviluppo di un’agricoltura innovativa è un campo di prova importantissimo per tutte le colture mediterranee protette. Colture e culture aggiungo. E quindi diventa un fatto importante non solo dal punto di vista tecnologico ma anche dal punto di vista manageriale e culturale».

A dare il suo saluto ai presenti il dott. Giuseppe Iacono, presidente dell’Ordine dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali di Ragusa che ha evidenziato come «la produzione in ambiente protetto rappresenti certamente uno dei settori produttivi più importanti del nostro territorio. Il ruolo del Dottore Agronomo e del Dottore Forestale è determinante per una visione rivolta alla riduzione della pressione ambientale e la tutela delle risorse naturali. Il monitoraggio dell’ambiente di coltivazione, attraverso sensori e modelli – ha aggiunto - permette una sensibile riduzione degli input, efficace ed ottimale, con particolare tutela della risorsa idrica. In questo contesto, il progetto PROTECHMED mira ad una condivisione coordinata dei migliori protocolli di gestione».

Grazie al Sicily Camp, le parti interessate della quadrupla elica - mondo accademico, industria, autorità pubbliche e società civile – hanno avuto un’opportunità per collaborare al fine di identificare le sfide, testare soluzioni e co-creare percorsi di innovazione scalabili per accelerare la transizione ecologica e digitale del settore orticolo.

Il progetto ha attivato un gruppo Telegram che continuerà ad alimentare una rete di attori interessati alle tematiche trattate dal progetto https://t.me/protechmed_livlab/1 

 

PARTNER

Capofila: Università della Tessaglia – Dipartimento di Agrotecnologia (Grecia)

PP01 SVIMED ETS – Centro Euromediterraneo per lo Sviluppo Sostenibile (Italia)

PP02 IAMB - Istituto Agronomico Mediterraneo di Bari (Italia)

PP03 Università di Akdeniz (Turchia)

PP04 LARI - Istituto Libanese di Ricerca Agronomica (Libano)

PP05 BIAT - Associazione per l'incubazione di imprese a Tripoli (Libano)

PP06 UTAP – Unione Tunisina dell’Agricoltura e della Pesca (Tunisia)

PP07 Ministero dell’Agricoltura, della Pesca e dei Diritti degli Animali (Malta)

PARTNER ASSOCIATI

AP01 Camera di Commercio, dell’Industria e dell’Agricoltura (Libano)

AP02 Camera dell’Agricoltura di Muratpaga (Turchia)

AP03 Centro di Biotecnologia di Borj-Cedria (Tunisia)

AP04 Camera di Commercio di Larissa (Grecia)

AP05 Regione Siciliana, Dipartimento dell’Agricoltura, Direzione Generale (Italia)

AP06 CIA Sicilia - Agricoltori Italiani (Italia)

AP07 MONCADA SOC. AGR. COOP. O.P (Italia)

AP08 Agenzia di Sviluppo del Mediterraneo Occidentale (Turchia)

 

Per ulteriori informazioni visitate il sito web https://www.svimed.eu/website/portfolio/protechmed/

 

PROECHMED è cofinanziato dal programma Interreg NEXT MED 2021/2027.

 

 

 



 


 

 

Ufficio stampa PROTECHMED

Gianna Bozzali |  

 

giovedì 28 maggio 2026

Sagra della Cassata siciliana tradizionale.

 Martedì 2 giugno 2026, a partire dalle ore 17,00, a Capaci, in Via Domenico

Sommariva, si svolgerà la Sagra della Cassata siciliana tradizionale.

La promozione dell’iniziativa è rivolta alla valorizzazione di uno dei prodotti dolciari

tipici della Sicilia e della comunità di Capaci in particolare, in cui spiccano per storia e

per tradizione ormai consolidata alcune realtà artigianali di assoluto rilievo.



È anche un modo simpatico ed accattivante per mostrare le nostre tradizioni migliori,

per stare insieme in compagnia ed in allegria, tra folclore ed intrattenimento.

La cassata siciliana da molti secoli rappresenta una caratterizzazione della nostra

identità e della nostra tradizione pasticciera.

Essa assume un valore che trascende il gusto ed il palato, ma costituisce un segno

evidente e tangibile di come le contaminazioni fra popoli e culture diverse possa dar

luogo a dei risultati eccellenti.

L’iniziativa del 2 giugno tende a far rilevare e ad esaltare tali caratteristiche, attraverso

la promozione e la valorizzazione di uno dei prodotti dolciari del nostro artigianato più

identificativi e caratterizzanti della nostra tradizione pasticcera.

Ingresso e degustazione gratuita.

Questa iniziativa è finanziata dall’Assessorato Regionale dell’Agricoltura, dello

Sviluppo Rurale e della Pesca Mediterranea -Dipartimento dell’Agricoltura




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