mercoledì 22 aprile 2020

Verso una rete di consulenti


Una rete di consulenti per promuovere l'innovazione interattiva in agricoltura e silvicoltura.
L'ESA presente su tutto il territorio regionale con le proprie strutture periferiche SOPAT si è   dotata di una Long List di consulenti, per affrontare le nuove sfide della prossima programmazione 
Il progetto mira ad accrescere le competenze dei consulenti che supporteranno i processi di innovazione interattiva nel settore agricolo e forestale
Rafforzare i servizi di consulenza a supporto dell'innovazione e diffondere buone pratiche è di estrema importanza, non solo in considerazione di una migliore attuazione dell'attuale periodo di programmazione, ma anche in virtù del ruolo che i consulenti saranno chiamati a ricoprire nel settennio 2021-2027 all'interno del Sistema di conoscenza e innovazione nel settore agricolo e forestale (AFKIS).

Nell'ambito del quadro che va profilandosi a livello comunitario, di particolare rilievo sono le iniziative volte a sostenere una cultura di supporto all'innovazione interattiva e a garantire, di conseguenza, una più ampia attuazione del PEI-AGRI a livello europeo.

IL PROGETTO I2CONNECT
Una di queste è il progetto i2connect, un'Azione di Coordinamento e Supporto (Coordination and Support Action - CSA), finanziata dal Programma Horizon 2020.

Il progetto, di durata quinquennale, ha preso ufficialmente avvio con il kick off meeting, svoltosi a Roma, il 25 e 26 novembre scorsi, presso la sede CREA.

Il progetto, coordinato dall'Assemblee Permanente Des Chambres D'agriculture (APCA), coinvolge 32 organizzazioni (tra beneficiari e terze parti), tra cui il CREA, in rappresentanza di 21 paesi europei.

L'obiettivo principale è accrescere le competenze dei consulenti che supporteranno e faciliteranno i processi di innovazione interattiva nel settore agricolo e forestale europeo.


In particolare, gli obiettivi specifici del progetto i2connect sono:
1.    Rafforzare le capacità e le competenze dei consulenti nel supportare l'innovazione interattiva, attraverso l'identificazione e l'analisi delle migliori pratiche di consulenza in tutta Europa, lo sviluppo di strumenti e metodi efficaci e di un programma di formazione mirato per i consulenti, l'organizzazione di networking tra pari e visite incrociate all'estero;
2.    Rafforzare e delineare il ruolo dei consulenti nei processi di innovazione interattiva a diversi livelli, attraverso una migliore comprensione dei Sistemi nazionali di conoscenza e innovazione nel settore agricolo e forestale (AFKIS), l'identificazione dei molteplici fornitori di servizi di consulenza in tutta Europa e l'individuazione di strumenti, anche di natura politica, che contribuiscano a creare un ambiente favorevole e inclusivo per i servizi di consulenza;
3.    Creare una rete professionale di consulenti finalizzata al coaching reciproco e alla condivisione di esperienze per lo sviluppo di una "nuova cultura" di supporto all'innovazione guidata dal basso.
Il progetto ha obiettivi ambiziosi. In particolare, si propone di sviluppare e implementare strategie didattiche idonee per lo sviluppo di competenze chiave (conoscenze, abilità, atteggiamenti) dei consulenti e delle organizzazioni di consulenti, tali da favorire il cambiamento culturale nell'approccio all'innovazione nei diversi contesti operativi. Al contempo saranno create e rafforzate le reti di professionisti con la finalità di sostenere l'apprendimento continuo e il miglioramento delle competenze e dei metodi, nonché lo sviluppo di condizioni favorevoli per i processi di innovazione interattiva.

L'offerta formativa sarà disponibile già nel primo anno e si focalizzerà sulla preparazione di 80 formatori che possano poi implementare corsi di formazione nella propria area, con un effetto moltiplicatore. L'obiettivo è quello di raggiungere la massima copertura delle aree linguistiche nell'Unione Europea e nei paesi associati.

Parallelamente, il progetto prevede l'organizzazione di 3 scuole estive per studenti e insegnanti finalizzate al rinnovamento dei curricula universitari.

A supporto delle attività formative e di networking, verrà creato un tool box dedicato a consulenti, manager, insegnanti e decision maker, e in particolare a coloro che gestiscono le misure previste dall'EIP-AGRI, per facilitare la riflessione sui "piani strategici della PAC" a livello regionale e soprattutto sulle componenti AFKIS di questi piani e sul ruolo dei consulenti. Questo aiuterà a migliorare l'attuazione pratica della PAC a stimolare maggiormente l'innovazione nel settore agricolo e forestale.
I2CONNECT E NUOVA PROGRAMMAZIONE
Il progetto risulta, quindi, di grande rilevanza per la prossima programmazione e per la stesura dei nuovi Programmi strategici. Fin dai primi anni infatti, i2connect consentirà di avere una mappatura dei fornitori dei servizi di consulenza in tutta Europa; fornirà esempi pratici di integrazione della consulenza nell'AFKIS, dettagliando le modalità con cui i consulenti stanno stimolando i processi di innovazione interattiva e, infine, metterà a disposizione degli Stati membri programmi di formazione per il rafforzamento delle competenze.

Il ruolo dell'ESA negli AKIS 2.0


 Dall’Assistenza Tecnica ai Sistemi di conoscenza e innovazione.
Prepararsi agli AKIS 2.0: gli indirizzi strategici dello SCAR SWG AKIS

L’ESA attraverso un’azione lungimirante ha anticipato i tempi, infatti  oltre 230 professionisti hanno aderito alla manifestazione d’interesse per i servizi di consulenza aziendale,   Agronomi e dottori forestali, medici veterinari, agrotecnici, architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori, biologi, chimici, psicologi, dottori commercialisti ed esperti contabili, geologi, geometri e ingegneri, tecnologi alimentari, periti agrari, consulenti del lavoro, assistenti sociali, dietisti, educatori professionali e altro ancora.
L’Ente   è tra gli organismi pubblici accreditati,  presso il Ministero Agricoltura,    per i compiti istituzionali svolti, attraverso le  Sopat, le Sezioni Operative periferiche di Assistenza tecnica, dislocate su tutto il territorio regionale;
Infatti  ha svolto nel corso degli anni attività e iniziative a favore del mondo agricolo e rurale, ma sopratutto non si è mai occupata di controlli, requisito indispensabile per chi intende  svolgere consulenza alle aziende. (rispetto del principio di separatezza).
La misura sui servizi di consulenza, promossa nell’ambito del ruolo istituzionale dell’Ente riveste un ruolo strategico nelle politiche di sviluppo rurale.
Essa, infatti, promuove il trasferimento delle conoscenze e delle competenze nelle zone rurali, fattore ritenuto critico per il conseguimento degli obiettivi comunitari; la misura può pertanto contribuire in modo rilevante al raggiungimento delle priorità dello sviluppo rurale.

Nel periodo di programmazione 2021-2027, i sistemi della conoscenza e dell'innovazione (AKIS, secondo la definizione in inglese) saranno definiti dagli Stati membri nell'ambito di vere e proprie strategie di sviluppo che, parti integranti dei piani nazionali strategici della PAC, concorreranno alla modernizzazione, all'innovazione e alla digitalizzazione dei sistemi agricoli e forestali europei, favorendo gli scambi delle conoscenze e il rafforzamento delle capacità innovative degli attori nelle aree rurali (obiettivo trasversale della PAC).
Come cambieranno i sistemi della conoscenza e dell'innovazione nella nuova programmazione. Saranno definiti dagli Stati membri nell'ambito di vere e proprie strategie di sviluppo come parti integranti dei Piani strategici PAC.

L'AKIS acquista, dunque, dignità politica e la sua strategia deve essere costruita attorno a specifiche analisi strutturali e funzionali, di contesto, di prospettiva e di impatto (COM(2018) 392 final, art. 102; Council of the European Union, 2018). 

Nel recente Rapporto "Preparing the AKIS for the future" (EU SCAR AKIS, 2019), l'AKIS è definito come il sistema degli attori, quali imprese agricole e forestali, ricercatori, educatori, servizi di supporto, industria e altro, e delle infrastrutture la cui interazione favorisce i flussi della conoscenza e i processi d'innovazione nel settore agroalimentare.



La strategia dell'AKIS implica l'introduzione dell'approccio sistemico nella programmazione delle diverse tipologie d'intervento tipicamente tese al rafforzamento del capitale umano e sociale in agricoltura (formazione, consulenza, cooperazione per l'innovazione), generalmente gestite in maniera frammentata (figura 1).
Figura 1: Approccio integrato della programmazione AKIS nei Piani strategici della PAC 2021-2027


Fonte: SCAR SWG AKIS, 2019
Pochi stati membri (Danimarca e, in qualche misura, Irlanda e Finlandia) hanno dato un assetto organizzativo di tipo sistemico all'AKIS, anche se, il quadro d'insieme che emerge dal recente Rapporto dello SCAR SWG AKIS appare, certamente, più evoluto di quello delineato dai risultati della ricerca europea PROAKIS(2014). Le indagini realizzate più di recente per le finalità del Rapporto, infatti, evidenziano che l'attuazione della politica europea per la Ricerca e l'innovazione, soprattutto attraverso le misure 124 e 16 delle ultime due programmazioni per lo sviluppo rurale e i programmini europei di ricerca (FP7 e H2020), ha dato un impulso importante in termini sia di interazioni tra attori che, da parte politica, a forme di riorganizzazione funzionale, più o meno organica, degli AKIS. È il caso, anche, dell'Italia, per cui si rileva come i ruoli di una rilevante pluralità di enti di emanazione pubblica, di ricerca (tra gli altri, CREAIRPET3A - Parco Tecnologico dell'Umbria) e di servizi di sviluppo agricolo (es. ARSIALVeneto agricolturaASSAM) siano stati ben ridefiniti all'interno degli AKIS, ai diversi livelli di competenza.
AKIS STRATEGIA TRASVERSALE NELLA NUOVA PAC
Ma, perché l'AKIS diventa una strategia trasversale e funzionale al conseguimento dell'obiettivo generale della PAC relativo alla modernizzazione dei sistemi agricoli e forestali? 
La risposta sta nella necessità di ravvivare le dinamiche evolutive dei sistemi agricoli (innovatività e innovazione), favorendo l'adozione di un modello interattivo d'innovazione, orientato alla definizione di problemi, risoluzione e offerta di opportunità di sviluppo dei loro attori, e fondato sulla diversa mobilitazione e condivisione della conoscenza esistente, fino alla creazione di una nuova conoscenza e innovazione. 
Nel merito, lo SCAR SWG AKIS rileva l'importanza di organizzare i futuri AKIS 2.0 come degli ecosistemi per l'innovazione inclusivi, che integrino, senza vincoli, tutti coloro che generano, condividono e usano conoscenza e innovazione per lo sviluppo dei sistemi agricoli (le filiere, l'ambiente, la società, i consumatori).

LE AZIONI FONDAMENTALI
Oltre alle indicazioni sulla configurazione degli AKIS, nel Rapporto sono definite, anche, quattro azioni cruciali attorno a cui le strategie degli AKIS dovrebbero essere articolate: (1) migliorare i flussi di conoscenza, rafforzando, soprattutto, i legami tra ricerca e pratica; (2) rafforzare il ruolo dei servizi agricoli e la loro integrazione all'interno degli AKIS; (3) migliorare i processi di innovazione di tipo interattivo; supportare la transizione digitale in agricoltura; (4) supportare la transizione dei sistemi ad una agricoltura digitale (figura 2).
Figure 2: Azioni e fattori abilitanti di una possibile strategia AKIS 2021-2027




Fonte: elaborazione dell'autrice su SCAR SWG AKIS 2019
La prima azione riguarda il favorire la contaminazione delle competenze scientifiche-pratiche tra gli attori dell'AKIS e, dunque, l'innovatività dei sistemi agricoli, attraverso l'aumento dei flussi e della condivisione "open-source" della conoscenza. A questo proposito, si evidenzia la crucialità del ruolo delle reti nazionali della PAC e di meccanismi di incentivazione della ricerca ad essere più orientata agli impatti, ossia all'utilità e all'effettivo utilizzo dei suoi risultati. 

Il rafforzamento del ruolo dei servizi agricoli principalmente quelli imparziali, non legati alle aziende commerciali e/o produttrici di input e la loro maggiore integrazione nell'AKIS, è quasi un monito (art.13) che fa seguito al processo di privatizzazione e commercializzazione dei servizi di consulenza agricola dell'ultimo ventennio, comune a diversi stati membri, e alla loro progressiva perdita di rilevanza nell'agenda politica, di centralità nel rapporto con le aziende, di aderenza ai sistemi agricoli e ai loro percorsi di sviluppo. 

A questo proposito, s'indicano due direttrici principali: il rafforzamento delle loro posizioni all'interno degli AKIS, inclusa la promozione dell'uso dei servizi; il rafforzamento delle competenze sui temi di sviluppo agricolo (es. connessione tra gli aspetti tecnici, redditività e vendite; digitalizzazione agricola), l'ampliamento delle fonti di informazione (es. attraverso l'uso di strumenti ICT), l'ampliamento dei metodi di erogazione della consulenza (es. di gruppo, coaching, peer-to-peer), la maggiore connessione con il mondo della ricerca (es. riconoscimento di compensi per il lavoro svolto con enti di ricerca, costituzione di consorzi ricercatori-consulenti) e con reti internazionali di consulenti. 

La terza azione dell'AKIS è il rafforzamento dell'uso del modello interattivo per l'innovazione, attraverso lo scambio di pratiche su metodi e strumenti di confronto transdisciplinare e multi-attore, l'intervento allargato e trasversale dei gruppi operativi sui nove obiettivi strategici della PAC, la realizzazione di gruppi operativi interregionali/trans-nazionali, lo sviluppo di servizi di supporto all'innovazione e la maggiore connessione con i progetti europei di ricerca Horizon. 

Infine, la strategia dell'AKIS dovrà concorrere ad accelerare la transizione digitale in agricoltura, favorendo, con le sue dinamiche trans-disciplinari e multi-attore, forme di accompagnamento e collaborazione delle imprese nei processi di digitalizzazione (es. dall'agricoltura di precisione all'utilizzo della IoT, all'accesso ai big data).

QUALI FATTORI ABILITANO IL BUON FUNZIONAMENTO DEGLI AKIS
Nel Rapporto si fornisce, inoltre, un'interessante analisi, basata su diversi studi europei, dei fattori che abilitano/catalizzano il buon funzionamento degli AKIS e che, quindi, occorre ben definire sin dalla fase di pianificazione: (1) le sinergie tra i fondi a disposizione per il supporto degli attori dell'AKIS e dei processi di innovazione; (2) la comunicazione dei risultati delle innovazioni, che deve essere meglio pianificata nei progetti multi-attore e allineata alle priorità delle strategie degli AKIS; (3) le infrastrutture che generano e che favoriscono la circolazione di conoscenze; (4) il monitoraggio e la valutazione degli AKIS; (5) i servizi di supporto all'innovazione, che svolgono diverse funzioni consulenza specialistica; (6) la gestione digitale della conoscenza, attraverso l'implementazione di infrastrutture e degli strumenti digitalidi tipo open-source, che facilitano la gestione e i flussi della conoscenza (es. digital knowledge reservoirs). 

In particolare, riguardo alle sinergie tra politiche e fondi (europei, nazionali), si evidenziano cinque fattori chiave che ne hanno garantito il successo nel corso dell'attuale periodo di programmazione (figura 3). Essi attengono, per la maggiore parte, alle sfere di competenze della politica e delle amministrazioni e, anche, alla cultura e ai rapporti fiduciari degli attori delle filiere. Fondamentale è il ruolo dei catalizzatori (enablers), perché sono coloro che, ai diversi livelli di attuazione dei fondi, hanno una visione d'insieme delle politiche e dei rispettivi strumenti e sono connessi con attori afferenti ai diversi ambiti di intervento. Questo fa di loro soggetti capaci di gestire la complessità dei sistemi di innovazione e aggregarne gli attori attorno a interventi coordinati e fra loro sinergici.

Figura 3: Fattori chiave per sviluppare sinergie


Fonte: elaborazione dell'autrice su SCAR SWG AKIS, 2019
In base ad uno studio europeo, negli ultimi anni, si è registrata una rilevante crescita degli investimenti privati e pubblici per l'istituzione d'infrastrutturedi ricerca e innovazione che sono caratterizzate dal forte impiego di tecnologie dell'informazione, da un elevato grado di interconnessione transnazionale e dalla molteplicità delle configurazioni. Questo ha portato ad una numerosità di infrastrutture che operano nei diversi Stati membri secondo diversi modelli (circolazione, trasferimento, co-creazione) per la generazione, identificazione, preservazione e diffusione della conoscenza. 

Infine, per quanto riguarda il monitoraggio e la valutazionedelle strategie degli AKIS, essi possono svolgere una funzione chiave, di supporto alla pianificazione strategica degli AKIS, all'apprendimento continuo e ai processi di cambiamento e adeguamento degli attori e dei sistemi. A questo proposito, in linea, anche, con le previsioni regolamentari, la strategia valutativa dell'AKIS dovrebbe includere tre principali ambiti di analisi:

·         analisi strutturale, tesa a identificare la molteplicità degli attori e delle infrastrutture che operano nell'AKIS e le relative connessioni. Quest'analisi è sicuramente utile in fase di pianificazione strategica dell'AKIS, per definirne lo stato della multi-attorialità, e anche in seguito, per valutare la capacità della strategia di integrare una maggiore molteplicità di attori. 
·         analisi della funzionalità della molteplicità di attori e infrastrutture, tesa a valutare la capacità di avviare processi trasformativi e, quindi di innovazione, ossia il funzionamento complessivo dell'AKIS, attraverso l'analisi delle funzioni svolte dai diversi attori. 
·         analisi per lo sviluppo sistemico, tesa a valutare e supportare l'effettivo sviluppo delle capacità di adattamento, collaborazione e innovazione interne ai sistemi e, nel lungo periodo, i processi trasformativi innescati a livello individuale, organizzativo, inter-organizzativo e di sistema.
In conclusione, la pubblicazione del rapporto dello SCAR SWG AKIS è molto tempestiva rispetto all'attuale fase di concertazione per la definizione delle strategie nazionali del piano strategico nazionale e può senz'altro rappresentare una guida alla configurazione ideale della strategia degli AKIS nei vari stati membri.


LETTURE CONSIGLIATE
·         European Commission (2018). Proposal for a regulation of the European parliament and of the Council establishing rules on support for strategic plans to be drawn up by Member States under the Common agricultural policy (CAP Strategic Plans). COM(2018)392 final. 
·         EU SCAR AKIS. (2019). Preparing for Future AKIS in Europe. Brussels: European Commission.
·         EU SCAR (2012), Agricultural knowledge and innovation systems in transition - A reflection paper, Brussels: European Commission  
·         General Secretariat of the Council of the European Union, (2018) Working Party on Horizontal Agricultural Questions (CAP Reform) 11284/2018 ADD 1. 
·         Klerkx, L., & Leeuwis, C. (2009). Shaping Collective Functions in Privatized Agricultural Knowledge and Information Systems: The Positioning and Embedding of a Network Broker in the Dutch Dairy Sector. The Journal of Agricultural Education and Extension, 15(1), 81 - 105.
·         Röling, N. (1990) The Agricultural Research-technology Transfer Interface: A Knowledge Systems Perspective. In: Kaimowitz, D. (Ed.), Making the Link: Agricultural Research and Technology Transfer in Developing Countries. Boulder: Westview Press, pp. 142.


Simona Cristiano
CREA

domenica 22 marzo 2020

La riforma della PAC 2021-2027 il ruolo dell' AKIS


  
 Il sistema della conoscenza e dell'innovazione in agricoltura (in inglese, AKIS - Agricultural Knowledge and Innovation System) è un "insieme di organizzazioni e soggetti che operano in agricoltura, e di legami e interazioni fra loro, impegnati nella produzione, trasformazione, trasmissione, conservazione, recupero, integrazione, diffusione e utilizzo della conoscenza e dell'informazione, con lo scopo di lavorare sinergicamente per supportare il processo decisionale e di risoluzione di problemi e l'innovazione in agricoltura"





La riforma della PAC 2021-2027: il percorso di programmazione strategica in Italia

Gli 11 Policy brief e le 10 SWOT sono strutturati per individuare fatti oggettivi che caratterizzano il sistema agricolo, alimentare e forestale e le aree rurali e analizzare i punti di forza, di debolezza, le opportunità e i rischi in relazione ai 9 obiettivi specifici e all'obiettivo trasversale sul sistema della conoscenza (Agricultural Knowledge and Innovation Systems – AKIS)

Con la pubblicazione della proposta di regolamento sulla futura PAC, a giugno 2018, la Commissione europea ha introdotto un nuovo modello di attuazione, che prevede l'elaborazione, da parte di ciascuno Stato membro, di un piano strategico nazionale le cui azioni dovranno concorrere al raggiungimento di 9 obiettivi specifici e un obiettivo trasversale, attraverso la programmazione e l'attuazione degli interventi previsti in entrambe i pilastri della PAC (finanziati dal FEAGA e dal FEASR).
Il percorso di riforma dei regolamenti non è ancora concluso, a causa del prolungarsi dei negoziati a livello comunitario, nel cui ambito uno degli elementi più discussi è proprio la strategia nazionale e le sue relazioni con il livello regionale, che per molti Stati membri - inclusa l'Italia - rappresenta sia un fattore di rilevanza istituzionale, che un valore aggiunto per garantire una maggiore coerenza tra fabbisogni territoriali e interventi finanziati. Oltre alla discussione sul regolamento, la tempistica è anche condizionata dal negoziato sul Quadro Finanziario Pluriennale 2021-2027 che tocca gli aspetti di bilancio e il cui sviluppo - includendo le dotazioni per la PAC post 2020 - è in grado di influenzare le ambizioni contenute nel regolamento settoriale.
Nelle intenzioni iniziali della proposta di regolamento, il piano strategico nazionale doveva essere sottomesso formalmente alla Commissione entro il 31 dicembre 2019 per avviare la consultazione (circa un anno) e giungere alla approvazione dello stesso entro il 1 gennaio 2021.


IL PERCORSO ITALIANO
In un quadro normativo non ancora definito e consolidato, il Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali (Mipaaf), in collaborazione con le Regioni e Province autonome - e con il supporto della Rete Rurale Nazionale - ha avviato le attività di approfondimento e di confronto indispensabili per costruire la cornice nel cui ambito definire le strategie di intervento, indipendentemente dalle caratteristiche nazionali o regionali che queste assumeranno.
L'approccio adottato vede, pertanto, il costante coordinamento con le strutture istituzionali nazionali, regionali e provinciali, attraverso l'organizzazione di un tavolo tecnico volto a: definire una base comune informativa (di dati e analisi) funzionale al lavoro; definire l'analisi di contesto e la SWOT; avviare la riflessione su strategia di intervento e risultati da raggiungere; strutturare un percorso di sistematizzazione delle esigenze settoriali e territoriali rispetto agli obiettivi della PAC.
Ai lavori del tavolo, oltre alle Regioni e Province autonome, partecipano amministrazioni centrali competenti su tematiche interessate, direttamente o indirettamente, dalla riforma della politica agricola (Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare - MATTM, Ministero dello Sviluppo Economico - MISE, Ministero della Salute, Presidenza del Consiglio dei Ministri con il Dipartimento della Protezione civile e il Dipartimento per le Politiche di Coesione), enti statistici e di ricerca (ISTAT, ISPRA, ENEA).

LA PRIMA FASE
Una prima fase di sviluppo, condotta nell'ambito dei lavori del tavolo tecnico, si è svolta tra maggio e dicembre 2019, ha portato alla stesura e condivisione di 11 Policy Brief e 10 SWOT. Questi lavori hanno consentito di strutturare l'analisi dello stato attuale dell'agricoltura italiana e delle aree rurali attorno al contenuto informativo degli indicatori di contesto (si veda il Performance Monitoring and Evaluation Framework della PAC), opportunamente arricchiti con altri indicatori ed analisi al fine di descrivere in modo più puntuale aspetti salienti e caratterizzanti a livello nazionale, regionale e territoriale.
Questa metodologia - pur richiedendo uno sforzo maggiore in termini di coordinamento sin dalle fasi iniziali dei lavori - ha consentito di definire gli elementi essenziali per l'elaborazione della strategia, sulla base di un approccio coerente e di un linguaggio comune e condiviso. I documenti prodotti rappresentano, quindi, un'ottima base di lavoro per le Regioni e Province autonome, che hanno avviato le successive fasi di confronto e approfondimento a livello territoriale e settoriale, per far emergere ulteriori elementi caratterizzanti il sistema agricolo, alimentare e forestale del nostro Paese.
Gli 11 Policy brief e le 10 SWOT sono strutturati per individuare fatti oggettivi che caratterizzano il sistema agricolo, alimentare e forestale e le aree rurali e analizzare i punti di forza, di debolezza, le opportunità e i rischi in relazione ai 9 obiettivi specifici e all'obiettivo trasversale sul sistema della conoscenza (Agricultural Knowledge and Innovation Systems - AKIS)


domenica 1 marzo 2020

LA NUOVA MISSION DELL'ESA, PROTAGONISTA NELL'ATTUAZIONE DELLE MISURE 1 E 2 DEL PSR 2014-2020

Il ruolo pubblico della conoscenza in agricoltura

LA NUOVA MISSION DELL'ESA, PROTAGONISTA NELL'ATTUAZIONE DELLE MISURE 1 E 2 DEL PSR 2014-2020


ninosutera


Aperte le pre iscrizioni Esa-Coreras ai corsi gratuiti dalla Misura 1.1 del PSR Sicilia per giovani addetti in agricoltura. I posti disponibili sono circa 600. Si tratta di percorsi formativi brevi che riguardano nuove tecniche di produzione, trasformazione e marketing. Saranno ammessi anche coadiuvanti familiari, lavoratori stagionali e giornalieri che abbiano lavorato nel settore agricolo. I corsi saranno attivati tra Marzo e Giugno 2020 e le sedi di svolgimento saranno in tutte le province . La durata dei corsi non sarà superiore a 100 ore e ogni allievo pertanto potrà partecipare a più corsi. Tra i corsi più richiesti: Esperto in Fattorie Sociali, Esperto in e-commerce, Esperto produzione grappa, Esperto produzione conserve alimentari, Esperto in agricoltura di precisione ecc.

http://www.entesviluppoagricolo.it/news/in-primo-piano/2020/02/20/corsi-gratuiti-di-riqualificazione-professionale-595/

Contemporanemente è stato pubblicato l'Invito ad una manifestazione di interesse per Istituzione di una Long List di figure professionali  per l’attuazione degli obiettivi contemplati dal   Decreto ministeriale del 3 febbraio 2016  e dal PSR 2014/2020 Sicilia Misura 2 Sottomisura 2.1.
La manifestazione d’interesse e  gli allegati, dovranno pervenire esclusivamente per posta raccomandata con ricevuta di ritorno o similari, entro le ore 12,00 del 03/04/2020 al seguente indirizzo:  Ente Sviluppo Agricolo, Via Libertà 203 – 90143 PALERMO
.
http://www.entesviluppoagricolo.it/bandi/bandi-di-gara-e-contratti/2020/01/29/manifestazione-d-interesse-per-l-istituzione-di-una-long-list--47/

La programmazione post 2020, rimarca sulla necessità  del ruolo pubblico degli elementi della conoscenza in agricoltura con finanziamenti appropriati.

Il sistema della conoscenza e dell'innovazione in agricoltura (in inglese, AKIS - Agricultural Knowledge and Innovation System) è un "insieme di organizzazioni e soggetti che operano in agricoltura, e di legami e interazioni fra loro, impegnati nella produzione, trasformazione, trasmissione, conservazione, recupero, integrazione, diffusione e utilizzo della conoscenza e dell'informazione, con lo scopo di lavorare sinergicamente per supportare il processo decisionale e di risoluzione di problemi e l'innovazione in agricoltura" (Röling e Engel, IT from a knowledge system perspective: concepts and issues, 1991). 
In Sicilia la migliore stagione è datata dalla L.R 73/77 che istituiva le SOAT e SOPAT supportata dal Reg 270/79 che prevedeva il ruolo strategico dei Divulgatori Agricolo Polivalenti e/o Specializzati, coordinati dall'Assessorato Regionale all'Agricoltura e dell'ESA.
Altri esempi, non hanno mai inciso sulle necessità del mondo agricolo, comprese strade diverse dal  ruolo pubblico e fuori del tempo in cui viviamo- 
            L’olandese Roeling negli anni ’80 sottolineava come la conoscenza agricola non fosse un patrimonio dell’accademia o dei centri di ricerca, ma sia il combinato di una miriade di detentori di conoscenze che interagiscono, il cosiddetto Sistema di Conoscenze e Innovazione Agricola. Le crisi dell’agricoltura convenzionale, gli effetti collaterali della rivoluzione verde, l’inquinamento, etc. hanno spinto a teorizzare e praticare forme partecipative di ricerca applicata (ovviamente non di base), in cui le conoscenze degli agricoltori sono valorizzate. La necessità di percorrere vie nuove e diverse (il recupero della biodiversità, l’agricoltura biologica, l’agricoltura sociale, la vendita diretta, lo sviluppo rurale multisettoriale, ecc.), unitamente alla constatazione che l’agricoltura produce anche beni pubblici (protezione del suolo, paesaggio, assorbimento CO2, habitat naturali) spinge a cercare anche nuovi modelli di divulgazione e di consulenza, che almeno in un primo momento dovrebbero essere a carico del pubblico. Ecco quindi che negli ultimi tempi, nella stampa internazionale e anche negli ambienti più market oriented (USA, Olanda, Banca Mondiale, ecc.) vi è una riscoperta del ruolo pubblico nella divulgazione e consulenza, Si parla sempre di più di tecnici che siano animatori o facilitatori, che favoriscano la formazione di gruppi e di reti, collegando ricerca, pratica e istituzioni, stimolando così una crescita “dal basso verso l’alto” e la messa a punto di innovazioni appropriate (tecniche, organizzative, individuali e di gruppo, etc.).

giovedì 6 febbraio 2020

Veri Sapori, dai Sicani alle Madonie








Si svolgerà domenica 9 febbraio, dalle ore 10,00 alle ore 20,00, presso l’agriturismo Villa Dafne di Alia, l’evento promozionale “Veri sapori – Dai Sicani alle Madonie”. La kermesse è organizzata dalla cooperativa “Gamma” di Valledolmo ed ha come obiettivo la valorizzazione del patrimonio enogastronomico e non solo del territorio tra i Sicani e le Madonie.
Saranno presenti diverse aziende del territorio: Azienda agricola Chiavetta Salvatore, Azienda agricola Ippolito Calogero, Cantina Castelluci Miano, Azienda agricola Dispensa Leonardo, Feudo Masinazzu di Castrense Battaglia, Il frantoio Madonna del Carmine, Kassaro bontà e tradizione di La Placa Anonino, Molinoro di Tommaso Maria, Nettare di Sicilia di Cirrito Mario & C., Cooperativa Rinascita, Panificio Siracusa, Siciliana Profili S.a.s. di La Rosa Francesco, Trimenia di Muscarella Giuseppe, Vallolmo Madonita srl, Azienda Agrituristica Villa Dafne, Comunità Slow Food di Alia, Azienda “Officinalia” di Gaetano Siragusa.
Programma della manifestazione:
Ore 10,00 – Inaugurazione della manifestazione
Ore 10,15 – Apertura stand
Ore 10,30 – Convegno: “Come gestire il boom dei grani antichi”
Saluti: Giuseppe Modica
• Dino Messina, Dirigente Ricercatore Consorzio Ballatore
• Giovanni Dara Guccione, Ricercatore CREA PB
• Tommaso Miceli, responsabile “Vallolmo Madonita s.r.l.”
• Vincenzo Battaglia, responsabile “Azienda Fuedo Masinazzu”
• Gaetano Siragusa, azienda “Officinalia”
• Salvatore Lo Forte, Nutrizionista
• Vito Sinatra, Dirigente Servizio Fitosanitario
• Peppuccio Bonomo, Direttore del Parco delle Madonie
• Salvatore Caltagirone, Commissario Parco delle Madonie
Modera: Mario Liberto (Sicilia Agricoltura)
Ore 13.00 – Degustazione guidata dei prodotti del territorio
Ore 15.30 – Simone Sangiorgio: A tutta birra!
Ore 16,30 – Comunicazione: Maurizio Pucceri (Direttore C.A.S.A.) “Come ridurre il costo delle imprese”
Ore 17.30 – Talk show: “Olio Evo, dagli scaffali dei supermercati a quelle delle farmacie”
• Francesco Caruso, studioso dell’olio evo
• Pasquale Marino, fiduciario della Condotta Slow Food “Monti Sicani”
• Francesco Bruscato, Tecnico Regione Sicilia – U.I.A. di Lercara Friddi
• Mario Terrasi, Direttore Olioliva
• Giuseppe Ippolito, Tecnico Olioliva
• Nino Sutera, Direttore dell’Azienda Sperimentale Campo Carboj dell’Ente di Sviluppo Agricolo
Ore 18,30 – Come degustare un olio evo
Ore 19,30 – Presentazione degli operatori e consegna attestati di partecipazione
Ore 20,00 – Degustazione guidata del re dello Street Food siciliano: U sfinciuni
Saranno presenti gli Organizzatori dello “Sfincione Fest di Bagheria”






mercoledì 29 gennaio 2020

ESA, PROROGA manifestazione d'interesse per una Long List di consulenti


                                                      P R O R O G A

MANIFESTAZIONE D’INTERESSE
per Istituzione di una Long List di figure professionali  per l’attuazione dei obiettivi contemplati dal   Decreto ministeriale del 3 febbraio 2016 
e dal PSR 2014/2020 Sicilia Misura 2 Sottomisura 2.1.




                       Considerato, che Assessorato regionale dell'agricoltura, dello sviluppo rurale e della pesca mediterranea, Dipartimento dell’Agricoltura  in data 06/02/2020 http://www.psrsicilia.it/2014-2020/ ha pubblicato  l’aggiornamento della modulistica. PSR 2014/2020 Misura 2 Sottomisura 2.1.
Si ritiene opportuno prorogare   la manifestazione d’interesse.
La richiesta e  gli allegati, (in duplice copia)  dovrà pervenire esclusivamente per posta raccomandata o similari, con ricevuta di ritorno, 
entro le ore 12,00 del 3/4/2020
al seguente indirizzo  Ente Sviluppo Agricolo, Via Libertà 203    – 90143 PALERMO.
Sempre entro la data di scadenza dovrà pervenire solo l’Allegato B per email a: osservatorio.neorurale@entesviluppoagricolo.it

Si esplicita inoltre, che l’allegato 2 va prodotto ai sensi e per gli effetti  dell’ art 4 del  DM_03-02-2016, (GU n.38 del 16-2-2016) se ne ricorrono le condizioni.
 I candidati dovranno prendere visione  dei documenti pubblicati nello spazio riservato alla Manifestazione d’Interesse Istituzione di una Long List di figure professionali  per  l’attuazione dei obiettivi contemplati dal Decreto ministeriale del 3 febbraio 2016  e dal PSR 2014/2020 Sicilia Misura 2 Sottomisura 2.1



 http://www.entesviluppoagricolo.it/bandi/bandi-di-gara-e-contratti/2020/01/29/manifestazione-d-interesse-per-l-istituzione-di-una-long-list-di-figure-professionali--47/






giovedì 23 gennaio 2020

AL VIA LA SECONDA EDIZIONE DEL PERCORSO IDEATO DALL’ESA

ntornatore

Il talk show  di Sciacca presso l’Istituto C.Amato Vetrano,  inaugura la seconda edizione del percorso avviato dell’ESA a favore della corretta alimentazione.
Due le direttrici del percorso:

 "mangiare è un atto agricolo"
 e
"mangiare bene per vivere meglio"

Questo è un percorso plurale, che ha già avuto la

 condivisione  del territorio regionale, condiviso

  dalla governace dell'ESA, 

 e coordinato 

dal Direttore dell'Azienda Sperimentale campo Carboj



    L'incontro  organizzato dall'Ente di Sviluppo Agricolo e dalla Libera Università Rurale dei Saperi e dei Sapori, in collaborazione con l'Istituto "C. Amato Vetrano" di Sciacca.
Dopo il saluto di benvenuto istituzionale della Dirigente 
Scolastica Caterina Mulé e quello del Vicesindaco di 
Sciacca, Gisella Mondino, a titolo dell'Amministrazione 
cittadina, i lavori e gli interventi  moderati
da Nino Sutera, funzionario responsabile dell'Azienda 
Sperimentale Carboj  dell’ESA      
 Molto interessanti gli interventi prodotti dagli esperti ospiti del talk show: Lillo Sardo, consigliere dell'E.S.A., il Cardiologo Vincenzo Indelicato, Giacomo Glaviano, presidente della FIJET, lo Chef Giovanni Montemaggiore, il nutrizionista Salvo Lo Forte.                        
 «Siamo ancora consapevoli che non possiamo essere  liberi se qualcuno controlla la nostra mente e la nostra voce… ma abbiamo dimenticato che non possiamo neppure essere liberi se qualcuno controlla il nostro cibo e le sue fonti». Dunque, «mangiare in modo responsabile significa anche essere liberi». E’ in queste poche parole che si può concentrare il senso di quarant’anni di scritti del romanziere, critico, pacifista ecologista ed agricoltore Wendell Berry

  L’Azienda Sperimentale Campo Carboj dell’Ente di Sviluppo Agricolo custodisce, tra gli altri, oltre 150 cultivar, accessioni del germoplasma olivicolo siciliano.

L’iniziativa si inserisce nel quadro delle attività già intraprese dall’Amministrazione regionale nel campo della prevenzione finalizzata ad evitare l’insorgenza di malattie o di contenerne gli effetti e, nel contempo, diventa utile strumento per la promozione e valorizzazione dei prodotti agricoli di qualità del territorio siciliano attraverso una corretta informazione e conoscenza dei consumatori

Spinta motrice di questa iniziativa è la recente dichiarazione della Food and Drug Administration, l’ente governativo che vigila sulla regolamentazione dei prodotti alimentari e farmaceutici da distribuire sul suolo americano. Essa ha, infatti, rivisitato la definizione di Olio Extravergine di Oliva da alimento salutare a medicinale. L’olio EVO fa talmente bene e deve essere considerato alla stregua di un farmaco.
Secondo l’FDA è sufficiente assumere ogni giorno 2 cucchiai di olio EVO pari a circa 23 grammi (con un apporto di poco più di 200 calorie), crudo e lavorato a freddo (con un contenuto di acido oleico tra il 70 e l’80%), per garantire al nostro organismo l’assunzione di almeno 17.5 grammi di acido oleico, un buon apporto di vitamina E e di polifenoli (tra tutti l’oleocantale, il tirosolo, l’idrossitirosolo e l’oleaceina).