mercoledì 22 luglio 2026

XIII EDIZIONE DI GIOIOSA GUSTOSA

 

GIOIOSA MAREA SI PREPARA AD ACCENDERE L’ESTATE CON LA XIII EDIZIONE DI GIOIOSA GUSTOSA: DAL 24 AL 26 LUGLIO 2026 TORNA LA GRANDE MAPPA DEL GUSTO, DELLA CULTURA E DELLE ECCELLENZE SICILIANE

Dal 24 al 26 luglio 2026 torna Gioiosa Gustosa, la straordinaria manifestazione enogastronomica che da ben tredici edizioni racconta l’identità profonda del territorio attraverso il cibo, le produzioni locali e il piacere autentico dello stare insieme.

L'evento, ormai diventato molto più di una semplice vetrina gastronomica, trasforma il centro cittadino di Gioiosa Marea in una grande mappa del gusto, dove l'itinerario di sapori si snoda tra le piazze e le vie storiche del borgo, tramutandole in luoghi vivi di incontro, scoperta e racconto per visitatori, famiglie e turisti.

Lungo il tradizionale percorso, caratterizzato dalle casette in legno, i veri protagonisti saranno i prodotti che custodiscono l’identità agricola e gastronomica dell’isola: Presìdi Slow Food, vini e oli del territorio, le rinomate specialità dei Nebrodi, birre artigianali, pane tradizionale, miele, conserve, dolci tipici siciliani e produzioni a chilometro zero e Bio.



Ad organizzare tutto è l’associazione Gioiosa Gustosa, guidata dal presidente Gennaro Alessandro, che quest’anno promuove con orgoglio nella veste grafica dell'evento sia il sito archeologico di Gioiosa Guardia che l'iconico tramonto gioiosano, simboli universali della bellezza locale.

L'evento è realizzato con il patrocinio e la stretta collaborazione del Comune di Gioiosa Marea, il sindaco Tindara La Galia l’assessore al turismo Teodoro Lamonica, che sostiene con vigore questo strumento di sviluppo sostenibile e di forte richiamo turistico. Questa iniziativa e’ finanziata dall’Assessorato Regionale dell’Agricoltura, dello Sviluppo Rurale e della Pesca Mediterranea - Dipartimento Regionale dell’Agricoltura, sponsor istituzionale principale che certifica l'impegno profuso nella tutela delle tradizioni agroalimentari. L'ampia rete di partner istituzionali comprende inoltre la Regione Siciliana, il Parco Archeologico del Tindari, il Parco Archeologico di Himera, Solunto e Iato, il GAC Golfo di Patti, la CNA Artigiani Imprenditori d'Italia - Agroalimentare Sicilia, Slow Food e la Condotta Nebrodi.


Il Programma Ufficiale della Manifestazione

Venerdì 24 Luglio

Ore 19:00 – Inaugurazione della XIII^ edizione di Gioiosa Gustosa con contestuale apertura degli stand eno-gastronomici.

Dalle ore 19:30 – Sonorità siciliane e del territorio per le vie e tra gli stand con le esibizioni musicali degli Elimi Folk e de i Siciliani Doc.

Ore 20:00 – Convegno tematico dal titolo "Gioiosa Marea Borgo Genisu Loci Deco".

Sabato 25 Luglio

Ore 19:00 – Apertura degli stand eno-gastronomici per la seconda serata del circuito del gusto.

Nel corso della serata – Intrattenimento itinerante con le storiche tradizioni de i Cabbunari di Saponara e i Giganti di Bellantone.

Dalle ore 23:00 – Grande animazione musicale in piazza con Radio 105 insieme a Dj Comollo.

Domenica 26 Luglio

Ore 19:00 – Apertura degli stand eno-gastronomici per la giornata conclusiva.

Nel corso della serata – Spazio alla tradizione con l'esposizione dei caratteristici Carretti Siciliani e intrattenimento musicale per divertirsi in piazza con la Black & White Band.

Tutte i giorni. Ore 20:00 – Spazi laboratoriali e approfondimenti culinari dedicati a "FOOT FOOD: percorsi del gusto tra Gioiosa e Gioiosa Guardia".

Si segnala inoltre la presenza di stand con prodotti dedicati e senza glutine.

Informazioni Utili, Logistica e Contatti

Per agevolare il grande afflusso di visitatori previsto e garantire al contempo la massima sicurezza e una corretta viabilità stradale, il Comune di Gioiosa Marea e l'organizzazione hanno predisposto un efficiente servizio logistico gratuito.

Orari Bus Navetta: Tutte le sere sarà disponibile un bus navetta che collegherà i principali villaggi turistici del litorale con Gioiosa Gustosa. Il servizio sarà attivo dalle ore 19:00 alle ore 24:00, coprendo le partenze da Capo Calavà, Villa Ridente e Baia Calavà.


Informazioni per il pubblico: Per qualsiasi necessità o dettaglio è possibile rivolgersi all'Ufficio Turistico Comunale al numero 0941 363301, richiedere info al numero 0941 363323, oppure contattare il Centralino Comune - Interno 17.

Maggiori dettagli sono consultabili sul sito ufficiale gioiosagustosa.it e sui canali social dell'evento.

L’addetto stampa

Massimo Scaffidi

 

martedì 21 luglio 2026

A Ragusa Ibla torna "WE-CHEESE"

 

 quattro giorni per celebrare il Ragusano Dop e l'arte casearia iblea

Dal 23 al 26 luglio la seconda edizione dell'evento, arricchita dal recente riconoscimento di Ragusa come "Città del Formaggio 2026". In programma dimostrazioni dal vivo, degustazioni, talk, laboratori per bambini e la diretta regionale della "Bianca Notte".

 

 


RAGUSA – Ragusa Ibla si prepara a diventare la capitale del gusto ibleo. Dal 23 al 26 luglio, si accenderanno i riflettori sulla seconda edizione di "WE-CHEESE – Il Ragusano Dop e i formaggi iblei". L'evento è promosso e organizzato dal Centro Commerciale Naturale "Antica Ibla" in stretta collaborazione con il Comune di Ragusa, il Libero Consorzio Comunale di Ragusa, la Camera di Commercio del Sud-Est, il Consorzio di Tutela del Ragusano Dop, il CoRFiLaC, il Diprosilac e ONAF. Quattro giornate interamente dedicate ai sapori più autentici della tradizione casearia ragusana, da poco coronata dal prestigioso riconoscimento di Ragusa come "Città del Formaggio 2026" da parte dell'ONAF (Organizzazione Nazionale Assaggiatori di Formaggio).



Non una semplice rassegna gastronomica, ma un percorso sensoriale ed esperienziale diffuso tra le vie del borgo barocco. Caciocavallo, provola, ricotta, mozzarella e altre eccellenze locali saranno i protagonisti di un ricco palinsesto che prevede degustazioni guidate in duplice lingua, talk e approfondimenti con esperti del settore come il presidente di AFIDOP Antonio Auricchio, il prof. Vincenzo Russo della IULM di Milano e Maria Cristina Crucitti nota divulgatrice del mondo caseario, presentazione di libri con ospiti Francesco Lauricella, Daniela Tralongo ed Anna Martano, demo-cooking con gli chef ed i pasticceri dell’APCI, menu interessanti nei ristoranti aderenti alla kermesse, laboratori e giochi per bambini a cura delle aziende della rete “Fattorie educative iblee”. Un ricco appuntamento pensato per appassionati, turisti e famiglie che desiderano scoprire l'identità del territorio ibleo e che potranno assistere ogni giorno alla preparazione in diretta dei formaggi grazie al Caseificio Live “Dal latte alla tavola” grazie al giovane gruppo di casari di Passione Latte e all'antico rituale della marchiatura a fuoco che certifica l'autenticità delle Dop siciliane. Sarà poi interessante scoprire e dialogare con i produttori lungo il Viale dei Giardini e ammirare la mostra del carretto in Via Orfanotrofio.

Il programma completo della manifestazione è stato presentato ieri in conferenza stampa presso la Sala Giunta del Comune di Ragusa. Presente il sindaco Peppe Cassì che ha espresso grande soddisfazione per «un’iniziativa che celebra il riconoscimento di Ragusa come Città del formaggio, vedendo il pieno coinvolgimento di tutti i rappresentanti della filiera lattiero-casearia: dai produttori agricoli al CoRFiLaC, fino al Consorzio di Tutela e a grandi chef. In questi quattro giorni, grazie alla partecipazione di numerosi operatori commerciali, ci aspettiamo che Ragusa Ibla – uno dei luoghi più affascinanti dell'intera Sicilia – si riempia di visitatori e appassionati. Si tratta di un evento di grande richiamo, capace di unire la nostra tradizione gastronomica d'eccellenza, legata al latte e al formaggio, con le bellezze architettoniche di uno scenario unico e straordinariamente valorizzato per l'occasione». Per l’assessora comunale allo sviluppo economico Catia Pasta «obiettivo primario è stato quello di fondere la cultura casearia con quella del territorio. In questo progetto i ristoratori sono diventati parte attiva, proponendo menu a tema dedicati. Crediamo sia fondamentale creare conoscenza e consapevolezza sui nostri prodotti d'eccellenza; non a caso, abbiamo coinvolto chef di altissimo livello. La scelta di luglio nasce dalla volontà di offrire un'opportunità in più al territorio e un'ulteriore attrattiva per i turisti, grazie a un ampio programma che lega le nostre specialità gastronomiche alla cultura, come le visite guidate nei palazzi storici. We Cheese non è una sagra, ma un evento culturale capace di connettere turismo, storia, produzioni tipiche e, di conseguenza, la nostra stessa identità».

Presenti tra gli altri anche il funzionario direttivo della Camera del Commercio del sud est Antonio Galanti, il presidente del Consorzio di tutela del Ragusano Dop Giuseppe Occhipinti, il presidente di Diprosilac Enzo Cavallo, il vicepresidente del CoRFiLaC Giuseppe Licitra, il rappresentante di ONAF Guglielmo Portelli, Giovanni Cascone in rappresentanza del gruppo Passione Latte e il presidente del Centro Commerciale Naturale "Antica Ibla", Daniele La Rosa. Quest’ultimo ha sottolineato che si vuole «unire turismo e gastronomia valorizzando il concetto di lentezza, mutuato dal lavoro del casaro che in masseria crea prodotti d'eccellenza rispettando i tempi della tradizione. È questo il messaggio che stiamo rivolgendo in particolare ai turisti, puntando su dettagli ricchi di significato. Il Ragusano Dop, principe della nostra tavola, merita una vetrina prestigiosa e l'intero palinsesto ruota attorno a questa eccellenza. Il pubblico troverà talk con relatori di rilievo, presentazioni di libri, colazioni tematiche, degustazioni e il suggestivo momento della marchiatura in piazza Duomo, oltre a vari spettacoli. La vera novità, pensata per lasciare un segno duraturo, sarà la creazione di un percorso emozionale e sensoriale all'interno dell'info point turistico in Corso XXV Aprile, che resterà fruibile anche dopo la conclusione della manifestazione».

Appuntamento, dunque, con la seconda edizione di We Cheese per giovedì prossimo con il taglio del nastro alle ore 19.00 in P.zza G. B. Odierna. La prima serata ospiterà uno dei momenti più attesi: "La Bianca Notte" a cura dell'ONAF. Per l'occasione, dalla piazza principale di We-Cheese, verrà trasmessa una diretta televisiva regionale su TVA (Canale 79) per collegarsi live con le altre "Città del Formaggio" siciliane: Maniace, Poggioreale, Capizzi, Santo Stefano Quisquina, San Mauro Castelverde, Godrano, Contessa Entellina e Palermo.

Qui il programma completo https://linktr.ee/wecheese

 

Con il sostegno di: Comune di Ragusa, EnjoyBarocco, Libero Consorzio Comunale di Ragusa, Camera di Commercio del sudest, Baps, Ragusa Città del formaggio, Ragusa Welcome.

Official Sponsor: Despar Sicilia e Area System

Partner: ONAF, Trinacria D’Oro, CoRFiLaC, Consorzio del Ragusano Dop, APCI, Diprosilac, AfiDop

Sponsor: Radici, Spatium, Meli assicurazione, Lime, Gruppo Novaquadri, Blunova

Sponsor tecnici: Istituto vigilanza La Torre, Zonzo, Letzgocard, Iblea antincendio srl

 

 

Ufficio Stampa We Cheese

Gianna Bozzali | OdG tessera n° 100958

334.3421136

 

lunedì 13 luglio 2026

Sicily Beer Fest: dal 17 al 19 luglio a Terrasini tre giorni dedicati alla birra artigianale e allo street food siciliano.

 


 

 Da venerdì 17 a domenica 19 luglio 2026  Terrasini ospita, presso Villa a Mare, il Sicily Beer Fest, tre  serate – a partire dalle ore 18.00 – dedicate alla birra artigianale, allo street food e alle eccellenze enogastronomiche siciliane. L'iniziativa, organizzata dall'Associazione Baz'Art Sicilia con il patrocinio del Comune di Terrasini e con il  contributo dell'Assessorato Regionale dell'Agricoltura, dello Sviluppo Rurale e della Pesca Mediterranea, nasce  con l'obiettivo di valorizzare le piccole realtà imprenditoriali siciliane del settore enogastronomico, offrendo loro una vetrina d'eccezione nel cuore dell'estate.

 


 

Protagoniste dei tre giorni saranno sei realtà brassicole siciliane – 'Nabirrah, Porta Carbone, Bruno Ribadi, T21,  Rooswelt86 e Birra dei Mari – tra birrifici e beer firm, ovvero quei produttori che creano le proprie ricette affidandone la produzione agli impianti di birrifici partner: una formula che consente a tanti giovani mastri birrai di dare vita a birre  originali e di qualità. Oltre 20 gli stili di birra in degustazione, insieme alle bibite artigianali Tomarchio per un'alternativa analcolica tutta siciliana.  Ad accompagnare le degustazioni, il meglio dello street food dell'Isola: panino con la milza, panelle e cazzilli, pulled pork, panino con salsiccia, smash burger, polpette equine, e per il dolce granita siciliana artigianale, gelato artigianale,  cassatelle, sfince e cannoli.


Grande attenzione, poi, alle intolleranze e alla celiachia. Accanto alle birre gluten free del progetto solidale di T21,  saranno disponibili senza glutine anche le birre in bottiglia di Birra dei Mari e la blanche di Bruno Ribadi; sul fronte del cibo si potranno gustare gluten free il pulled pork, lo smash burger e le polpette equine in piattino, oltre a panelle e  crocchette, mentre le granite di Messer Granita e il gelato di CLI-ICE sono senza glutine né lattosio.

Il programma. Si parte venerdì 17 luglio, alle ore 18.00, con l'apertura del villaggio enogastronomico e dei banchi  degustazione; alle 18.30 il taglio del nastro, con organizzazione, ospiti e autorità che racconteranno il festival, alle 19.00 il truccabimbi (con prenotazione obbligatoria) e alle 21.30 il concerto live degli Sugar, pronto a coinvolgere il pubblico di tutte le età; a seguire, da mezzanotte, musica in filodiffusione fino alla chiusura. Sabato 18 luglio la giornata si apre  alle  ore 17.00 con la visita guidata allo stabilimento Bruno Ribadi (su prenotazione obbligatoria); alle 18.00 l'apertura del villaggio e, alle 18.30 e alle 19.00, i due appuntamenti con lo show cooking – in inglese e in italiano – in cui Francesca  svelerà i segreti del cannolo siciliano, prima di una serata all'insegna della musica in filodiffusione. Gran finale domenica 19 luglio: alle 17.00 nuova visita guidata al birrificio Bruno Ribadi, alle 18.00 l'apertura del villaggio, alle  18.30 il truccabimbi e alle 19.00 «Le birre del Festival», la cerimonia di riconoscimento alle migliori birre della manifestazione; alle 21.30 il concerto live dei Groovy Kind e, dalle 23.30, lo «svuotafusti»  per brindare alla chiusura del festival.

 

Il Sicily Beer Fest si propone così come un appuntamento pensato per tutta la famiglia, dove il gusto incontra la musica e il divertimento, e dove i produttori siciliani diventano protagonisti di un racconto fatto di qualità, territorio e tradizione.

Sicily Beer Fest – Villa a Mare, Terrasini (PA)

17–19 luglio 2026, dalle ore 18.00 – Ingresso libero, consumazioni facoltative.

Info e prenotazioni: www.sicilybeerfest.it – +39 347 7017847 (solo messaggi WhatsApp) – #SicilyBeerFest

Questa iniziativa è finanziata dall'Assessorato Regionale dell'Agricoltura, dello Sviluppo Rurale e della Pesca Mediterranea – Dipartimento Regionale dell'Agricoltura

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Il Piano Mattei, le NGT e il mercato italiano

 Il Piano Mattei per l’Africa si presenta come un progetto di portata strategica che intreccia investimenti pubblici, cooperazione scientifica e flussi commerciali. L’analisi indipendente qui proposta ricostruisce i possibili scenari economici e giuridici che emergono dall’incontro tra la pianificazione degli approvvigionamenti agroindustriali e l’introduzione delle Nuove Tecniche Genomiche (NGT) nella cooperazione internazionale, con un’attenzione particolare agli effetti sul sistema agricolo italiano.


 

Un progetto pubblico che cambia le regole del gioco

Il carattere pubblico degli strumenti finanziari coinvolti — Fondo Italiano per il Clima, Cassa Depositi e Prestiti e SIMEST — trasforma operazioni agricole in leve di politica economica. Quando lo Stato finanzia e struttura canali di approvvigionamento esterni, non si tratta più di semplice commercio: si ridefiniscono rapporti di forza tra produttori, trasformatori e mercati. Nel documento si sottolinea che “il progetto pilota previsto in Algeria contempla che una quota del 30% della produzione agroindustriale sia destinata all'esportazione verso il mercato italiano.” — CentroDoc PerlaTerra, Analisi NGT e Piano Mattei, 13 luglio 2026. Questo vincolo commerciale, se attuato, introduce volumi programmati che possono incidere direttamente sui prezzi e sulle dinamiche competitive interne.

NGT: dalla ricerca alla pianificazione industriale

L’inclusione delle NGT nelle linee di cooperazione segna uno spostamento culturale e operativo: tecnologie nate in ambito di ricerca vengono integrate in progetti di sviluppo agricolo su larga scala. Come recita il testo, le NGT entrano nella programmazione delle politiche di cooperazione internazionale. — CentroDoc PerlaTerra, Analisi NGT e Piano Mattei, 13 luglio 2026. Questo passaggio apre questioni non solo scientifiche ma soprattutto normative e contrattuali: chi detiene i diritti sul materiale genetico, con quali licenze e a quali condizioni il germoplasma viene trasferito e riutilizzato.

Effetti attesi sulle filiere italiane

L’immissione regolare di materie prime a costi di produzione potenzialmente inferiori può generare una pressione al ribasso sui prezzi all’origine, con possibili fenomeni assimilabili al dumping. Le industrie di trasformazione, avendo accesso a canali stabili e finanziati, potrebbero rafforzare la loro capacità negoziale rispetto ai produttori locali, comprimendo margini e autonomia degli agricoltori. Inoltre, se le varietà impiegate nei progetti fossero soggette a brevetti o contratti restrittivi, il diritto di riutilizzo del seme potrebbe essere limitato, trasferendo valore economico verso i detentori delle privative.

Il nodo della proprietà intellettuale e della governance

Il nuovo regolamento europeo sulle NGT distingue categorie normative ma non risolve del tutto la questione delle privative industriali. La convivenza tra trasparenza normativa e titoli brevettuali preesistenti crea un terreno di incertezza: servono clausole chiare sui diritti di riuso, meccanismi di benefit sharing e garanzie di accesso al germoplasma locale. Senza questi elementi, la cooperazione rischia di tradursi in dipendenza tecnologica e in una redistribuzione dei profitti a favore di attori esterni alla produzione primaria.

Scenari di policy e raccomandazioni operative

Per mitigare rischi e valorizzare opportunità è necessario un approccio multilivello:

  • Trasparenza contrattuale: pubblicazione e controllo dei contratti operativi che regolano joint venture e concessioni.

  • Clausole di tutela per i coltivatori: inserire garanzie sul diritto di riutilizzo del seme e limiti alle licenze esclusive.

  • Meccanismi di ripartizione dei benefici: definire accordi di benefit sharing che riconoscano valore economico e conoscitivo al territorio.

  • Monitoraggio dei flussi commerciali: misurare l’impatto reale della quota di importazione programmata sulle borse merci e sui prezzi all’origine.

  • Allineamento agli standard europei: verificare criteri di reciprocità su aspetti sociali, ambientali, sanitari e fiscali.

Conclusione  

Il Piano Mattei può diventare un laboratorio di innovazione e cooperazione, ma la sua efficacia dipenderà dalla qualità delle regole che accompagneranno l’adozione delle NGT e la gestione dei flussi commerciali. Se la politica pubblica saprà coniugare investimenti, trasparenza contrattuale e tutele per i produttori locali, l’iniziativa potrà generare valore condiviso. In assenza di garanzie, invece, rischia di spostare ricchezza e controllo verso chi detiene tecnologie e canali di mercato, lasciando i coltivatori italiani a sopportare i costi di una transizione regolata più dai contratti che dall’interesse pubblico.

 

Il PSP: dall'esperienza della Legge R n 73/77 ad AKIS

 ninosutera

Non si può parlare e scrivere di strategie del PSP se non si conosce la storia.

Negli anni '60 la Comunità Economica Europea (CEE) ha gettato le basi della PAC (Politica Agricola Comune), nata ufficialmente nel 1962. In quel decennio il focus principale era di natura strettamente economica e produttiva: garantire la sicurezza alimentare dell'Europa post-bellica, stabilizzare i mercati e proteggere i redditi degli agricoltori attraverso prezzi garantiti e dazi doganali.

Tuttavia, verso la fine degli anni '60, questo meccanismo basato unicamente sul sostegno dei prezzi mostrò i primi gravi limiti strutturali: sovrapproduzione costante (le famose "montagne di burro") ed enorme disparità di reddito tra le piccole aziende frammentate e quelle grandi.

È proprio in questo contesto che nascono le prime direttive socio-economiche strutturali. Il punto di svolta culturale è il Memorandum sulla riforma dell'agricoltura nella CEE, presentato a fine 1968 dal vicepresidente della Commissione europea, Sicco Mansholt (il cosiddetto "Piano Mansholt").

Sebbene le trattative si siano protratte a lungo, le linee guida socio-economiche teorizzate alla fine degli anni '60 si sono formalizzate all'inizio del decennio successivo attraverso tre storiche Direttive del Consiglio del 17 aprile 1972.

Ecco i tre pilastri socio-economici fondamentali nati da quella programmazione:

1. Ammodernamento delle aziende agricole (Direttiva 72/159/CEE)

  • Obiettivo socio-economico: Selezionare e finanziare solo le aziende capaci di raggiungere un livello di reddito paragonabile a quello dei settori non agricoli (il cosiddetto "reddito di riferimento").

  • Meccanismo: Venivano concessi aiuti agli investimenti (mutui a tasso agevolato, contributi in conto capitale) subordinati alla presentazione di un piano di sviluppo aziendale a sei anni. Le aziende troppo piccole o non in grado di raggiungere la redditività minima venivano tagliate fuori dai finanziamenti strutturali.

2. Incentivazione al prepensionamento e alla cessazione dell'attività (Direttiva 72/160/CEE)

  • Obiettivo socio-economico: Favorire l'esodo rurale per ridurre il numero di lavoratori e ridistribuire le terre in modo da creare unità produttive più grandi ed efficienti.

  • Meccanismo: Veniva offerta un'indennità di cessazione (una sorta di prepensionamento) agli agricoltori anziani (tra i 55 e i 65 anni) che decidevano di abbandonare definitivamente la coltivazione. La condizione era che le loro terre venissero affittate o vendute a imprese agricole in fase di ammodernamento (legata alla direttiva precedente) o destinate a scopi pubblici (come il rimboschimento).

3. Informazione socio-economica e qualificazione professionale (Direttiva 72/161/CEE)

  • Obiettivo socio-economico: Fornire ai lavoratori agricoli gli strumenti culturali e formativi per scegliere consapevolmente se restare nel settore modernizzandosi o se lasciarlo per riqualificarsi in altre industrie.

  • Meccanismo: Finanziamento per la creazione di servizi di consulenza socio-economica e corsi di formazione e aggiornamento professionale per gli addetti del settore agricolo.

La sintesi politica: Il passaggio socio-economico chiave pianificato alla fine degli anni '60 è stato  rendere vivaci le aree rurali, anche con interventi di sostegno compensative per tutti, consentendo la permanenza dei contadini e dei lavoratori nelle aree rurali.

Il ruolo centrale dell'Economia della Conoscenza. 

   

1. Quadro di Riferimento e Identità Storica della Divulgazione in Sicilia

L'economia della conoscenza non è un concetto teorico, ma l'unico scudo efficace contro lo stato di crisi permanente che ciclicamente colpisce il comparto agroalimentare. L'analisi dei dati relativi alla programmazione dello sviluppo rurale evidenzia un divario netto: le regioni che considerano la divulgazione e il trasferimento tecnologico come un investimento strutturale (destinando ad essi quote comprese tra il 6% e il 14% del bilancio complessivo) dimostrano una stabilità economica e commerciale nettamente superiore rispetto alle realtà ferme alla soglia dell'1,5%.


Per la Sicilia, investire nelle risorse immateriali significa riappropriarsi di una vocazione storica ben precisa. Con la Legge Regionale 1 agosto 1977, n. 73 ("Provvedimenti in materia di assistenza tecnica e di attività promozionale in agricoltura"), l'isola è stata una delle prime regioni d'Europa a intuire l'importanza strategica dell'animazione rurale e della capillarità dei servizi di assistenza tecnica sul territorio.

Oggi, all'interno del nuovo macro-quadro europeo dell'AKIS (Agricultural Knowledge and Innovation System), quella storica esperienza deve essere attualizzata. Non si tratta più di applicare un vecchio schema top-down (in cui la conoscenza scientifica viene calata dall'alto sui produttori), ma di attivare una rete in cui i consulenti agiscano da veri e propri facilitatori e animatori territoriali, capaci di stimolare l'innovazione dal basso verso l'alto (bottom-up) e valorizzare i saperi locali.

2. Piano di Azione Operativo per il Rilancio dell'AKIS Siciliano

Per tradurre questi principi in strumenti concreti a supporto della biodiversità, dell'agricoltura biologica e della valorizzazione delle filiere d'identità territoriale, si propone l'adozione della seguente strategia d'intervento in quattro fasi consecutive:

1.Mappatura e Riconoscimento dei Facilitatori Territoriali: Fase 1 - Istituzionale.

Istituire un registro regionale dei Consulenti AKIS specializzati in animazione e facilitazione di rete. Questa figura, evoluzione naturale del divulgatore previsto dalla L.R. 73/1977, deve possedere competenze specifiche in dinamiche di gruppo, metodologie partecipative e progettazione territoriale integrata, oltre alla classica preparazione agronomica.

2.Attivazione dei Laboratori di Co-progettazione di Distretto:Fase 2 - Metodologica.

Creare tavoli permanenti di ricerca applicata e innovazione all'interno dei distretti rurali e agroalimentari siciliani. Il ruolo del facilitatore in questa fase è far emergere i bisogni reali direttamente dalle aziende e connetterli con le università e i centri di ricerca (come il CREA), validando il sapere empirico degli agricoltori e co-progettando soluzioni adatte ai microclimi e contesti locali.

3.Integrazione della Piattaforma Digitale di Trasferimento delle Conoscenze:Fase 3 - Infrastrutturale.

Sviluppare un'infrastruttura digitale regionale open-source per l'AKIS, gestita e alimentata dai facilitatori. La piattaforma deve raccogliere casi di studio di successo, dati di monitoraggio agroecologico e linee guida per la tutela della biodiversità, abbattendo l'isolamento geografico delle aree interne e velocizzando la circolazione delle informazioni.

4.Adeguamento dei Fondi e Vincoli di Bilancio nel PSP Sicilia:Fase 4 - Economica.

Prevedere una riserva finanziaria dedicata esclusivamente agli interventi AKIS all'interno del Complemento di Sviluppo Rurale della Regione Siciliana. L'obiettivo economico minimo deve essere il superamento netto della soglia dell'1,5%, allineando gli stanziamenti per la formazione e la consulenza ai parametri delle aree europee più competitive e resilienti.

L'Impatto Strategico: Questo modello sposta l'asse dell'intervento pubblico in agricoltura dalla logica assistenziale del "ristoro dei danni" a quella preventiva e generativa dell'investimento in competenze. Recuperare lo spirito pionieristico della legge del 1977, declinandolo con i moderni strumenti di animazione di rete, rappresenta la chiave per trasformare la diversità biologica e culturale della Sicilia in un fattore di competitività globale.


 

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