martedì 14 aprile 2026

SICILIA, CARTA DEGLI OLI

Il CREA, grazie al progetto OLEARIO, ha realizzato la carta degli oli D.O.P. e I.G.P., per poter fornire agli operatori della ristorazione e a tutti gli attori del settore uno strumento comunicativo e divulgativo capace di diffondere la conoscenza sulle caratteristiche organolettiche dell’olio extravergine d’oliva, la sua qualità e le peculiarità dei nostri territori.



         L’adozione da parte dei ristoratori della carta degli oli potrà offrire un panorama variegato dei migliori oli extravergini d’oliva italiani proponendo ai consumatori finali un pezzo di territorio, scrigno di sapori e di saperi, ricco di tradizioni e di storia. La carta degli oli racconta, regione per regione, la grande biodiversità olivicola ed esprime fragranze che il consumatore attento riuscirà a percepire e apprezzare fin da subito. I termini “fruttato”, “amaro”, “piccante” spesso non sono ben compresi dal consumatore in quanto non supportati da alcuna esperienza sensoriale, ma grazie alla carta degli oli il consumatore guidato dal ristoratore attento potrà scegliere quale olio utilizzare per i suoi piatti preferiti, esaltandone il gusto e la loro intrinseca essenza. Le varietà presenti in questa carta degli oli sono quelle utilizzate per produrre oli monovarietali o blend a Denominazione d’origine protetta (D.O.P.) e Indicazione geografica protetta (I.G.P.) distinti per caratteristiche organolettiche e sensoriali tipiche delle diverse cultivar. I regimi di qualità dei prodotti agricoli e alimentari, rappresentano un punto di forza e un vantaggio competitivo importante per i produttori dell’Unione e costituiscono una parte importante del patrimonio culturale e gastronomico europeo. Le indicazioni principali prevedono che la denominazione di origine e l’indicazione geografica siano riferite ai prodotti per i quali esiste un legame intrinseco fra le caratteristiche del prodotto o dell’alimento e la sua origine geografica.

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domenica 12 aprile 2026

Progetto europeo i2Connect


                           Il progetto i2Connect è un’Azione di Coordinamento e Supporto (Coordination and Support Action - CSA) finanziata dal Programma Horizon 2020.

i2Connect è finalizzato a sostenere una cultura di supporto all'innovazione interattiva e a garantire, di conseguenza, una più ampia attuazione del PEI-AGRI a livello europeo.

Il progetto, coordinato dall'Assemblee Permanente Des Chambres D'agriculture (APCA), coinvolge  organizzazioni (tra beneficiari e terze parti), tra cui il CREA PB, in rappresentanza di 21 paesi europei.



                             Un  percorso interattivo è stato organizzato dal CREA PB e condotto da Simona Cristiano, Patrizia Proietti, Alberto Sturla e Valentina Carta a Roma.  

                         Al percorso  hanno partecipato  20 rappresentanti  provenienti da diverse regioni italiane, in diversi ambiti. Tre giorni pieni di entusiasmo, discussioni, interazioni ed energia creativa.

Gli strumenti:  cerchio della coerenza, spirale dell’innovazione, triangolo della co-creazione, analisi del network, processi caldi e freddi,  hanno innescato maggior interesse e curiosità nel gruppo.

Il Dipartimento Agricoltura ha realizzato  un database dei stakeholder della Rete regionale Sistema della conoscenza e dell’innovazione in agricoltura, che chiaramente non può che interloquire con le iniziative di CREA PB

L'obiettivo generale del progetto i2Connect è quello di accrescere le competenze dei consulenti che supporteranno i processi di innovazione interattiva nel settore agricolo e forestale. In particolare, gli obiettivi specifici del progetto  sono:

-           1. Rafforzare le capacità e le competenze dei consulenti nel supportare l'innovazione interattiva, attraverso l'identificazione e l'analisi delle migliori pratiche di consulenza in tutta Europa, lo sviluppo di strumenti e metodi efficaci e di un programma di formazione mirato per i consulenti, l'organizzazione di networking tra pari e visite incrociate all'estero;

-           2. Rafforzare e delineare il ruolo dei consulenti nei processi di innovazione interattiva a diversi livelli, attraverso una migliore comprensione dei sistemi nazionali di conoscenza e innovazione nel settore agricolo e forestale (AKIS), l'identificazione dei molteplici fornitori di servizi di consulenza in tutta Europa e l'individuazione di strumenti, anche di natura politica, che contribuiscano a creare un ambiente favorevole e inclusivo per i servizi di consulenza;

-           3. Creare una rete professionale di consulenti finalizzata al coaching reciproco e alla condivisione di esperienze per lo sviluppo di una "nuova cultura" di supporto all'innovazione guidata dal basso.

Il progetto ha obiettivi ambiziosi. In particolare, si propone di sviluppare e implementare strategie didattiche idonee per lo sviluppo di competenze chiave (conoscenze, abilità, atteggiamenti) dei consulenti e delle organizzazioni di consulenti, tali da favorire il cambiamento culturale nell'approccio all'innovazione nei diversi contesti operativi. Al contempo saranno create e rafforzate le reti di professionisti con la finalità di sostenere l'apprendimento continuo e il miglioramento delle competenze e dei metodi, nonché lo sviluppo di condizioni favorevoli per i processi di innovazione interattiva.

Il team del progetto i2connect sta lavorando per alimentare le competenze dei consulenti e delle loro organizzazioni per coinvolgere e supportare agricoltori  nei processi di innovazione interattiva. L'innovazione è un fattore chiave per il continuo adattamento alle varie e talvolta contraddittorie sfide e per cogliere nuove opportunità.    Una rete di supporto e una cultura del networking tra consulenti che facilitano i processi di innovazione nell'agricoltura e nella silvicoltura europee

L'innovazione interattiva enfatizza la cooperazione tra i vari attori, la condivisione della conoscenza e l'intermediazione efficace tra gli attori lungo le catene del valore e ai diversi livelli territoriali. La chiave per l'innovazione interattiva è quella esistente (a volte tacito) la conoscenza è inclusa per cui gli utenti finali e i professionisti non sono coinvolti solo come oggetti di studio, ma le loro capacità imprenditoriali e le conoscenze pratiche vengono utilizzate per sviluppare la soluzione o l'opportunità, creando così la comproprietà.

Un prerequisito per l'innovazione interattiva è un approccio multi-attore che coinvolga tutti gli attori rilevanti lungo l'intero progetto; dalla partecipazione alla pianificazione del lavoro e degli esperimenti, la loro esecuzione, fino alla diffusione dei risultati e all'eventuale fase dimostrativa. Gli attori rilevanti sono quelli che condividono un problema complesso, che richiede nuove conoscenze e pratiche e include attori di diversi settori sociali come i ricercatori, imprenditori, educatori, lavoratori del governo, Rappresentanti di ONG e agricoltori / gruppi di agricoltori, consulenti, imprese, eccetera.




 

 

giovedì 9 aprile 2026

Ruralità e territori: Trasformazioni e nuove geografie dello sviluppo rurale

 

Il primo incontro si terrà presso la sala Biblioteca “Nigro”, della sede centrale del CREA, a Roma, in via della Navicella n. 2, mercoledì 15 aprile p.v..


 

Coloro interessati a partecipare, potranno farlo iscrivendosi tramite il QR code presente nella locandina o anche attraverso il link:

https://docs.google.com/forms/d/1OLZjexCze956dOCUY4jV36KyOuq4sqK41OREU3J7g6U/preview

 

L’iscrizione è necessaria per ricevere, eventualmente, il collegamento alla diretta Teams.


LOCANDINA

 

mercoledì 8 aprile 2026

Giarre, Avocado d’Argento – Doni di Natura”

 

 

L’evento  finanziato  dell’Assessorato regionale dell’Agricoltura, gode del patrocinio del Comune di Giarre,   dell’Università di Catania e degli istituti scolastici del territorio: il liceo Scientifico “Leonardo”, l’Alberghiero “G. Falcone” e l’Agrario “Mazzei”

Giarre celebra la sua storia d’amore lunga cinquant’anni con i frutti tropicali istituendo il premio “Avocado d’Argento – Doni di Natura”. L’iniziativa, promossa dall’associazione culturale La Fenice, mira ad accendere i riflettori su una filiera che ha saputo trasformare il paesaggio pedemontano dell’Etna in un polo d’eccellenza riconosciuto in tutto il mondo.

L’iniziativa non è solo una celebrazione del prodotto, ma una vera dichiarazione d’intenti: Giarre vuole confermarsi come hub strategico per l’agricoltura innovativa, capace di coniugare le tradizioni del territorio vulcanico con le richieste di un mercato globale sempre più attento alla qualità e alla sostenibilità del “Made in Sicily”.








 

Dal Born in Sicily all'artigianale come titolo legale

 NinoSutera


 La Fine delle "Suggestioni"  

Dal 7 aprile 2026, il termine "artigianale" cessa di essere un aggettivo descrittivo ad uso e consumo del marketing per diventare un titolo protetto. La Legge 34/2026 (Legge annuale PMI) impone una linea di demarcazione netta: l'uso del richiamo all'artigianalità è un diritto esclusivo di chi possiede i requisiti soggettivi e oggettivi previsti dalla legge.



1. I Requisiti: Il "Doppio Binario" Obbligatorio

Per fregiarsi della qualifica di "artigiano" in insegne, marchi, domini web o packaging, non basta più la "maestria". Devono coesistere due pilastri:

  • Iscrizione all’Albo delle Imprese Artigiane (A.I.A.): Il requisito formale e soggettivo.

  • Produzione Diretta: Il requisito sostanziale e oggettivo. L'impresa deve realizzare direttamente i beni o servizi che vende.

Il divieto colpisce duramente anche consorzi e società consortili che non risultino iscritti nella sezione separata dell’albo, eliminando zone grigie per le aggregazioni d'impresa.


 


Il Legame con il "Born in Sicily"

In Sicilia, questa stretta nazionale si intreccia con la Legge Regionale 21/2012, che disciplina il marchio collettivo "Born in Sicily" per la valorizzazione dei prodotti agricoli e agroalimentari siciliani.

  • Sinergia tra Marchi:   Il marchio "Born in Sicily" punta  sulla narrazione della tradizione e dell'artigianalità. Da oggi, la tracciabilità siciliana (garantita dalla L.R. 21/2012) deve obbligatoriamente poggiare sulla regolarità dell'iscrizione all'Albo per poter utilizzare il termine "artigianale" nella promozione.

  • Rischio di Pubblicità Ingannevole: Un prodotto certificato "Born in Sicily" ma venduto come "artigianale" da un'impresa non iscritta all'albo espone il produttore a un doppio rischio: la sanzione pecuniaria nazionale e la revoca dell'autorizzazione all'uso del marchio regionale per violazione delle norme sulla trasparenza.


Sanzioni: Un Reprimenda da 25mila Euro

La normativa non prevede richiami o diffide: l'approccio è puramente sanzionatorio.

  • L'entità: Multa pari all’1% del fatturato.

  • Il minimo edittale: 25.000 euro per ogni singola violazione.

  • Ambiti coinvolti: Non solo la pubblicità, ma l'intera identità aziendale: cataloghi, schede prodotto e-commerce, insegne fisiche e packaging promozionale.

Canale di ComunicazioneAzione Richiesta entro il 7 Aprile
Insegne e DitteRimozione di "Artigiano/Artigianale" se non iscritti all'Albo.
E-commerceRevisione delle descrizioni prodotto e dei metadati SEO.
PackagingSmaltimento o correzione delle etichette con claim non conformi.
Social MediaBonifica dei post promozionali che evocano l'artigianalità senza titolo.

La Prospettiva: Verso la Riforma Organica

L’articolo 15 della Legge PMI apre una finestra di nove mesi per una delega al Governo finalizzata a riscrivere la legge quadro sull’artigianato del 1985.

L'obiettivo è ambizioso:

  1. Evoluzione Digitale: Riconoscere l'apporto creativo e tecnologico oltre quello manuale.

  2. Sostenibilità: Integrare i criteri di economia circolare nella definizione di impresa artigiana.

  3. Aggregazione: Facilitare i contratti di rete per permettere alle piccole eccellenze siciliane di accedere a finanziamenti complessi.

 

Per le imprese che  operano sotto l'ombrello del Born in Sicily, è fondamentale un audit immediato. La tradizione siciliana è un valore immenso, ma dal 7 aprile deve essere supportata   L'artigianalità non è più solo un'emozione, ma anche un titolo

 


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