mercoledì 14 ottobre 2026

In AKIS c'è molto di EC

 


 NinoSutera

In Sicilia, l’Assessorato all’Agricoltura ha istituto con DDG n. 2639   del 17-7-2021 la Rete Regionale Sistema della Conoscenza e dell’Innovazione in Agricoltura,  coordinata dall'Osservatorio Neorurale  

La Rete è lo strumento finalizzato alla “concertazione tecnica”, il punto di incontro e di scambio fra le esigenze dell’intero sistema (tecnico, scientifico ed economico) di un determinato settore e gli attori della ricerca scientifica e dello sviluppo rurale con l’obiettivo di recepire le esigenze del settore, condividere, indirizzare e predisporre nuove attività di ricerca e innovazione, formazione e aggiornamento tecnico, nonché della divulgazione; elaborare strategie finalizzate al miglioramento della competitività e allo sviluppo rurale. Fondamentale è l’incontro con le imprese (focus, forum, tavolo specifico) al quale è essenziale che partecipino non solo le rappresentanze, ma anche i singoli imprenditori: dall’incontro devono emergere le priorità di intervento percepite dalla base produttiva in termini di ricerca, innovazione e sviluppo rurale. (tratto da Linee guida Innovazione e ricerca per l’agricoltura e lo sviluppo rurale L’ECONOMIA DELLA CONOSCENZA (EC) Competitività, Reddito e Occupazione- Dario Cartabellotta Luglio 2008)
  L’economia della conoscenza è un’espressione coniata da Peter Drucker, economista di fama mondiale, con la quale si intende l’utilizzo delle informazioni per generare valore, con particolare attenzione a natura, creazione, diffusione, trasformazione, trasferimento, e utilizzo della conoscenza in ogni sua forma. La conoscenza da un punto di vista aziendale è una risorsa scarsa che consente, a chi la possiede, di trarre un vantaggio competitivo. È considerata una risorsa, se applicata alla risoluzione di problemi, perché può essere una fonte di guadagno.L’economia della conoscenza evidenzia i legami tra i processi di apprendimento, l’innovazione e la competitività, sempre più basata sulla conoscenza e di conseguenza sulle risorse intangibili, sul know-how e sulle competenze distintive. Alla base della conoscenza vi sono i processi cognitivi e di apprendimento dell’uomo e l’economia è uno dei risultati delle scelte compiute su tali basi.

C’è da dire però, che non tutte le regioni ne sono consapevoli,  c'è chi   ritiene (sbagliando) che investire in termini di risorse immateriali -AKIS- rappresentano un opzional (basta vedere le risorse che hanno previsto )

Allora che fare?

Far finta che il problema non esiste? ...d'altronde nessuno si pone la domanda, ma come è possibile che regioni che hanno una PLV più corposa  destinano più risorse per AKIS, mentre regioni che hanno una PLV più bassa meno risorse ? dovrebbe essere l'inverso.

 Oppure intervenire, per esempio  il MISAF visto che non è più PSR ma PSP,  potrebbe farsi carico di strategie adeguate per così dire "di alfabetizzazione per AKIS",    (non solo curare le iniziative di chi si  occupa di predisporre i bandi, la rendicontazione e il monitoraggio finanziario, ect.)

Il MISAF potrebbe delegare  a  CREA- RETE Rurale,  progetti obiettivi anche interregionali, capaci di far germinare il seme del cambiamento, anche in prospettiva futura.


 

              In Europa da sempre la valutazione del PSR prima e del PSP ora, si fa in considerazione delle risorse allocate negli investimenti immateriali AKIS 

Il concetto di Sistema della Conoscenza e dell’Innovazione in Agricoltura, noto con l’acronimo inglese AKIS (Agricultural Knowledge and Innovation System), indica il sistema di riferimento per la crescita del capitale umano del settore e per la diffusione dell’innovazione in tutte le sue accezioni. La definizione dell’OCSE1 recita «Il Sistema della Conoscenza e dell’Innovazione in Agricoltura è un insieme di organizzazioni e/o persone, compresi i collegamenti e le interazioni fra loro, che operano nella generazione, trasformazione, trasmissione, archiviazione, recupero, integrazione, diffusione e utilizzo di conoscenze e informazioni, con l’obiettivo di lavorare in modo sinergico per supportare il processo decisionale, la risoluzione dei problemi e l’innovazione in agricoltura». 
Si tratta di una descrizione ancora molto attuale, utilizzata a livello internazionale e divenuta un elemento fondamentale anche nella programmazione della Politica Agricola Comune (PAC) europea, soprattutto negli ultimi decenni. Nel 2010 lo Standing Committee for Agricultural Research (SCAR), organo creato nel 1974 per fornire supporto e consulenza alla Commissione Europea (CE) in materia di ricerca in agricoltura, ha istituito un gruppo di lavoro strategico (Strategic Working Group – SWG) sull’AKIS, a testimonianza della rilevanza che il sistema della conoscenza e innovazione ha iniziato a rivestire nei primi due decenni di questo secolo in relazione alla programmazione della PAC. 
Questo rinnovato interesse per il concetto dell’AKIS e soprattutto la volontà di rafforzare il sistema ha portato all’applicazione dello strumento del Partenariato europeo dell’innovazione alla materia agricola, con il lancio, nel 2012, del Partenariato Europeo dell’Innovazione in materia di produttività e sostenibilità in agricoltura (PEI AGRI), che aveva e ha tuttora l’obiettivo di favorire la diffusione e adozioni delle innovazioni. 
Il PEI AGRI è finanziato dalla PAC, attraverso l’attuazione dei Gruppi Operativi (GO), e dalla politica della ricerca europea, attraverso l’attuazione dei progetti multi-attore e le reti tematiche previsti dai programmi quadro della ricerca (Horizon 2020, Horizon Europe). In parallelo, nell’ambito della PAC è aumentata l’attenzione verso gli interventi tradizionalmente considerati fondamentali per il rafforzamento dell’AKIS, ovvero quelli a supporto della consulenza, dei servizi di supporto all’innovazione e della formazione degli imprenditori e degli addetti, nonché dei tecnici e consulenti. La maggiore attenzione nei confronti del rafforzamento dell’AKIS attraverso la PAC e la politica per la ricerca è apparsa evidente già nei periodi di programmazione 2007-2013 e, soprattutto, 2014-2022 con la prima attuazione del PEI AGRI. Questa tendenza si è rafforzata nell’attuale periodo di programmazione (2023-2029), nel cui regolamento di riferimento (Reg. UE 2021/2115) il sostegno al sistema della conoscenza e l’innovazione è divenuto un obiettivo trasversale all’attuazione della PAC. 
Inoltre, il capitolo 8 del PSP dal titolo “Modernizzazione: AKIS e digitalizzazione” descrive le caratteristiche dell’AKIS in Italia e le azioni e interventi programmati al fine di rafforzarlo, incluse le azioni a supporto dell’integrazione dei consulenti, sia pubblici sia privati, nel sistema e dell’organizzazione dei servizi di supporto all’innovazione a favore di imprenditori agricoli e territori rurali. Il sistema della conoscenza e innovazione italiano presenta una pluralità di attori e livelli, dovuti principalmente all’organizzazione amministrativa su base regionale e per province autonome. Le competenze in materia di agricoltura, consulenza, istruzione e formazione professionale sono infatti assegnate alle regioni/province autonome, mentre quelle in materia di istruzione scolastica e universitaria sono assegnate allo Stato centrale. 
La ricerca è invece materia di competenza concorrente tra regioni/province autonome e Stato. Questa organizzazione amministrativa è alla base della presenza di 19 AKIS regionali, due provinciali (Province Autonome di Trento e Bolzano) e un AKIS nazionale, che sono i principali destinatari delle azioni di rafforzamento descritte nel PSP. Oltre a questi sistemi della conoscenza identificati su base amministrativa, vi sono una molteplicità di sistemi organizzati intorno a settori, filiere agro-alimentari e distretti. 
La presenza di numerosi AKIS, organizzati su base regionale/provinciale/nazionale e su base tematica, comporta una corrispondente molteplicità di attori e competenze, considerati come un importante punto di forza dei sistemi della conoscenza italiani. Partendo dagli elementi positivi, il Piano Strategico della PAC (di seguito PSP), attraverso le sue azioni e interventi, promuoverà lo sviluppo di soluzioni per le principali criticità del sistema, ovvero, la difficoltà di coordinamento tra i soggetti coinvolti e la scarsa diffusione delle innovazioni verso le imprese e i territori rurali. La difficoltà di rilevamento dei fabbisogni in materia di consulenza, formazione e innovazione delle imprese agricole è un’altra importante criticità da risolvere attraverso gli interventi del PSP. 
Il PSP prevede nove interventi  a diretto supporto dell’AKIS, tre relativi alla “Cooperazione” (art. 77, Reg UE 2021/2115) e sei allo “Scambio di conoscenze e informazioni (art. 78, Reg Ue 2021/2115). Tutti i nove interventi privilegiano un approccio sistemico e territoriale, con il coinvolgimento di tutti gli attori dell’AKIS riferibili al tema, o settore o territorio oggetto delle azioni.    

LA CANNA DA ZUCCHERO SICILIANA TRA STORIA, INNOVAZIONE E SVILUPPO

 

Un passato di eccellenza agroindustriale che può ispirare il futuro economico della Sicilia. È questo il filo conduttore emerso nel recente convegno sulla canna da zucchero siciliana, che ha riunito ad Acquedolci storici, esperti, operatori del settore e amministratori locali.

Gli interventi  qualificati   hanno offerto una prospettiva inedita sulla storia dell'isola. Le loro ricerche, documentate in importanti pubblicazioni sullo zucchero e sul rum siciliano, svelano una Sicilia tra il 1300 e il 1500 ben lontana dall'immagine di arretratezza medievale. Al contrario, l'isola emerge come un polo di innovazione agroindustriale, capace di attrarre investimenti e di porsi all'avanguardia nel panorama economico del tempo.

Oggi, questa risorsa sta già rivitalizzando alcune aree della Sicilia, con la riattivazione di piantagioni di canna da zucchero e la produzione di rum. Ma il potenziale è ancora più ampio,  gli intervenuti infatti hanno sottolineato le possibilità innovative legate agli scarti di lavorazione e all'uso del succo, aprendo la strada a nuove applicazioni.

Al convegno hanno preso parte dopo i saluti istituzionali del Sindaco Alvaro Riolo,  Roberto Condipodaro Assessore alle Attività Produttive,   dal Vice Sindaco Salvatore Ricca, dal Presidente del Consiglio Giuseppe Salerno . Gli interventi del prof. Antonio Morreale, il prof. Francesco Maria Raimondo,   Giuseppe Ingrillì,   Natale Torre, l'imprenditore Riccardo Catania, la prof.ssa Arianna Oddo e  con contributi da remoto:   Corrado Bellia, Francesca Gringeri Pantano da Avola,  la Prof. Roberta Mentesana dell'Università di Barcelona (Spagna),   Anna Martano da Siracusa,   Marco Graziano da Bologna,   Pietro Proietto da Misilmeri.



                     A conclusione del convegno, è stata lanciata una proposta di grande respiro: la creazione della "Strada della canna da zucchero e del rum Born in Sicily". Presentata da Nino Sutera, Coordinatore della Rete Regionale Sistema di Conoscenza e innovazione in Agricoltura,  l'iniziativa mira a coinvolgere l'intera isola in un progetto che genererebbe importanti risvolti economici, turistici e culturali . Obiettivo non secondario è il recupero del genius loci (anima di un luogo) come l’intimo e imprescindibile legame fra uomo, ambiente, clima e cultura produttiva”, per la valorizzazione identitaria dei luoghi e del prodotto Born in Sicily, ha concluso Nino Sutera. 

La proposta, accolta con entusiasmo dai partecipanti, rappresenta una chiara visione di rilancio per l'economia siciliana. Gli organizzatori e i relatori invitano ora le istituzioni regionali e locali a sostenere e realizzare questo progetto, trasformando un'eredità storica in un motore di sviluppo per il futuro.

                     L’evento è stato curato da Paolo Salanitro e Benedetto Rotelli,     animatori del gruppo Tutti gli interventi (presenza e remoto)saranno resi disponibili quando prima












lunedì 12 ottobre 2026

"Innovazione, conoscenza e territori rurali: quale futuro" CICLO DI INCONTRI

 

22 ottobre 2026 ore 15:00 -17:00

Consolidare il sistema della conoscenza e dell'innovazione in Italia: le prossime sfide

Obiettivo dell'incontro è fornire un quadro aggiornato delle condizioni in cui operano le imprese agricole e i relativi territori in relazione a conoscenza, innovazione e digitale per avviare un confronto sulle esigenze e sulle future strategie.


Iscriviti all'evento

 



 

Dal 22 ottobre 2026 ad aprile 2027 la Rete Nazionale della PAC promuove il ciclo di eventi"Innovazione, conoscenza e territori rurali: quale futuro", un percorso di confronto e approfondimento dedicato al ruolo dell'AKIS (Agricultural Knowledge and Innovation System) nello sviluppo dei territori rurali.

L'iniziativa, realizzata nell'ambito del Programma Rete Nazionale della PAC 2025-2027, intende accompagnare la futura programmazione delle politiche europee, mettendo al centro i temi della conoscenza, dell'innovazione e della transizione digitale in agricoltura.

Il programma prevede quattro appuntamenti, in presenza e online, dedicati alle sfide future del sistema dell'innovazione, agli strumenti e alle tecnologie per gli operatori dell'AKIS, al ruolo delle imprese e degli attori dei territori rurali e ai fabbisogni emergenti di innovazione. Il primo incontro, in formato webinar, si terrà il 22 ottobre 2026 e sarà dedicato alle prospettive di consolidamento del sistema della conoscenza e dell'innovazione in Italia.

Maggiori informazioni sui singoli eventi saranno rese disponibili attraverso i canali della Rete Nazionale della PAC


sabato 10 ottobre 2026

Premio Nazionale Honos 2026 Impegno e territorio a NinoSutera

 


 

                Una Sala Gagliardi gremita in ogni ordine di posti, nel cuore di Noto in via Cavour, ha fatto da magnifica cornice a uno degli eventi più significativi della stagione culturale siciliana: la cerimonia di conferimento del Premio Nazionale Honos 2026 –   svoltasi sabato 10 ottobre 2026.



               Un’iniziativa  bel organizzata dalla Prof.ssa Laura Liistro & C.   e ben riuscita,  profondamente radicata nei valori della cittadinanza attiva e della tutela del patrimonio immateriale, che ha saputo riunire voci autorevoli, studiosi, servitori dello Stato e protagonisti della cultura civile del Paese.

 Promosso dalla Galleria EtnoAntropologica di Solarino, il premio nasce con una missione precisa: dare valore a persone, comunità e realtà che, attraverso il lavoro quotidiano e la passione civile, contribuiscono alla crescita culturale e sociale del territorio.

        Ideato dalla professoressa Giuseppa Gozzo — figura di spicco da anni impegnata nella tutela ambientale e nella cittadinanza attiva, già presidente del WWF e dell'Osservatorio Civico del Territorio —, il premio è dedicato alla memoria dello studioso di storia patria Paolo Liistro, marito della professoressa e compagno di un lungo cammino di impegno civile e culturale.

      Tra i momenti   della giornata vi è stato il conferimento del riconoscimento per la categoria Cittadinanza Attiva – Impegno & Territorio al dottor Nino Sutera, una delle voci più stimate nel panorama italiano dedicato alle politiche di sviluppo endogeno e alla salvaguardia delle identità locali.

 La motivazione del premio ha sottolineato la straordinaria sintesi tra impegno, territorio e cittadinanza attiva che caratterizza il percorso di Sutera:

«Ideologo della Rete Nazionale dei Borghi GeniusLoci DeCo., Sutera ha ridefinito il valore della Denominazione Comunale non come semplice marchio commerciale, ma come autentico dispositivo identitario e atto politico-culturale a tutela della storia e delle comunità. Attraverso modelli operativi innovativi, la valorizzazione del ruolo dei Sindaci come custodi dell'identità territoriale  pubblica e la trasformazione delle tradizioni in strumenti di sviluppo condiviso, il suo percorso rappresenta un punto di riferimento fondamentale per la salvaguardia del nostro patrimonio immateriale».

 Visibilmente emozionato nel ricevere il riconoscimento dalle mani della Prof.ssa Laura Liistro, Sutera ha voluto legare il premio a un principio operativo fondamentale:

«Ringrazio la commissione per questo riconoscimento, particolarmente legato al modus operandi e all'aforisma di Thomas Alva Edison: "il valore di un'idea sta nel metterla in pratica". Il tema di questa edizione, "Il Mediterraneo e le sue risorse", risuona con particolare vigore nella mia visione del mondo. Il nostro Mediterraneo non è mai stato soltanto uno spazio geografico, ma un vibrante crocevia di destini e una culla di civiltà. In questo contesto, il territorio smette di essere una mera estensione fisica per farsi memoria viva, identità e, soprattutto, progetto condiviso».


 Sutera ha poi aggiunto una riflessione sul senso profondo dell'impegno comunitario:

«Aver colto nel mio percorso questa tensione verso la valorizzazione delle nostre radici — interpretata non come sterile nostalgia, ma come propulsore etico e culturale per il futuro — mi onora profondamente. L'impegno verso la propria comunità è primariamente un atto di responsabilità civile: una tessitura paziente di relazioni, saperi e passioni che restituisce senso e dignità al nostro abitare il mondo».


 

Le eccellenze premiate nell'edizione 2026

La cerimonia di Noto si è configurata come un mosaico di esperienze, saperi e testimonianze, premiando personalità di spicco in differenti ambiti della vita civile e scientifica:

  • Premio Exemplum: Assegnato al noto giornalista e inviato di guerra Fausto Biloslavo, per il coraggio e la lucidità nell'informazione internazionale.
  • Categoria Libertas: Conferito a Giovanni Gianni, Pino Cucccia e Carlo Muratori. 
  • Riconoscimento Honor: Attribuito al Gen. Michele Oliva, per l'impegno profuso nel periodo successivo alla Convenzione di Ottawa del 1997, insieme a Gaetano Salafia e Giovanni Luca D’Amico. 
  • Categoria Humanitas: Assegnato a don Stefano Nastasi, Rettore del Seminario di Agrigento ed ex parroco di Lampedusa, in prima linea nell'accoglienza e nella testimonianza umana. 
  • Categoria Constantia: Un riconoscimento corale alla ricerca e all'alta tecnologia, conferito a Emilio Migneco (fondatore dei Laboratori Nazionali del Sud dell'INFN), Simon Conticello (Project Officer della Space Research Commissione UE di Bruxelles), Giulio Inglese, Elio Musacchia, Marco Giammona, Clara Oliva e all'intera Squadra del progetto KM3NeT dei Laboratori Nazionali del Sud.
  • Cittadinanza Attiva: Condiviso da Nino Sutera e Sergio Russo.
  • Premio Speciale alla Memoria: Toccante riconoscimento alla memoria del giornalista Nonuccio Anselmo, la cui voce e la cui integrità professionale restano un patrimonio indelebile della Sicilia.

La manifestazione di Noto si è così conclusa lasciando in tutti i partecipanti la consapevolezza che cultura, memoria, ricerca, legalità e partecipazione civile costituiscono l'asse portante per il futuro delle comunità mediterranee.



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