venerdì 21 agosto 2026

Castroreale, XXXVI Sagra del Biscotto Castriciano e degustazione di prodotti tipici

 

  “AgriCultura…dove la Terra racconta la Cucina celebra: azioni di promozione delle eccellenze agroalimentari tra sostenibilità e innovazione”.

Castroreale celebra i suoi sapori: il 22 agosto torna la XXXVI Sagra del Biscotto Castriciano e degustazione di prodotti tipici

Tradizione, prodotti del territorio, degustazioni e musica nel cuore del borgo.

È tutto pronto a Castroreale per la XXXVI edizione della tradizionale Sagra del Biscotto Castriciano, in programma sabato 22 agosto che quest’anno si inserisce nel più ampio progetto “AgriCultura… dove la Terra racconta la Cucina – Azioni di promozione delle eccellenze agroalimentari tra sostenibilità e innovazione”.

Un appuntamento che da decenni rappresenta uno dei momenti più attesi dell’estate castrense e che, attraverso il suo prodotto simbolo, racconta la storia, i sapori e le tradizioni di una comunità.

A partire dalle 21.30 saranno distribuiti i tradizionali biscotti castriciani, nella versione morbida e dura.

Quest’anno la Sagra si arricchisce inoltre di una degustazione di prodotti tipici del territorio, con l’obiettivo di ampliare il racconto delle eccellenze agroalimentari locali e dare spazio alle aziende che, attraverso il proprio lavoro, contribuiscono a custodire e valorizzare le produzioni del territorio.

Saranno proposti diversi tipi di biscotti, marmellate, miele, formaggio locale e salame, con la partecipazione delle aziende locali.

La serata sarà inoltre accompagnata dalla musica dell’Orchestra Atmosfera Blu, con la partecipazione di Massimo Spata, per un appuntamento che unirà gastronomia, tradizione, spettacolo e convivialità.

L’iniziativa nasce con l’obiettivo di promuovere il territorio, le aziende e i prodotti locali, valorizzare le tradizioni agricole ed enogastronomiche, favorire la conoscenza delle produzioni agroalimentari e rafforzare il legame tra agricoltura, cultura, turismo e innovazione.

La Sagra diventa così non soltanto un momento di festa, ma anche un’occasione per raccontare la ricchezza del patrimonio agroalimentare castrense: un territorio nel quale convivono produzioni diverse, dai biscotti ai prodotti da forno, dai formaggi ai salumi, dal miele alle marmellate, fino alle produzioni agricole che caratterizzano l’area rurale.

Il Biscotto Castriciano è molto più di un prodotto tipico: è memoria, tradizione e identità.

L’evento ci permette ogni anno di riportare al centro ciò che rende speciale il nostro territorio: il lavoro delle nostre aziende, i prodotti della nostra terra e la capacità della comunità di fare rete.

Quest’anno, grazie al progetto AgriCultura, vogliamo valorizzare ancora di più questo patrimonio, mettendo insieme tradizione e promozione delle nostre eccellenze».

L’iniziativa rappresenta infatti un momento di incontro tra produttori, imprese, cittadini e visitatori, contribuendo alla promozione del territorio e alla crescita di un turismo sempre più attento alle identità locali e alle esperienze autentiche.

Questa iniziativa è finanziata dall’Assessorato Regionale dell’Agricoltura, dello Sviluppo Rurale e della Pesca Mediterranea – Dipartimento Regionale dell’Agricoltura.

Sabato 22 agosto, dalle ore 21.30, Castroreale vi aspetta per una serata da gustare, ascoltare e vivere insieme.





giovedì 20 agosto 2026

Dalla ganzega al buon rendere: una prassi nazionale per la tutela delle comunità rurali.

  NinoSutera

 

Il riconoscimento formale di due pratiche storiche del mondo agricolo trentino, la “ganzega” e il lavoro solidale, è pienamente operativo,  che sottolinea il valore delle novità a sostegno degli operatori del settore in Trentino, frutto del percorso condotto con la Camera di Commercio di Trento.

“Dopo la norma sullo scambio di manodopera, considero il riconoscimento un grande risultato, fortemente auspicato dall’Assessorato e dalle rappresentanze del mondo agricolo   È un segnale di attenzione importante da parte dell’intero sistema trentino, soprattutto verso i piccoli produttori che devono fare fronte alle difficoltà della raccolta e della vendemmia e che possono ora giovare pienamente del riconoscimento di questa pratica di solidarietà e convivialità, peraltro già radicata nella nostra comunità”.

Una forma di collaborazione che ha trovato   riconoscimento e che aveva ricevuto in Alto Adige ulteriore forza anche da una sentenza del tribunale di Bolzano: i giudici avevano infatti annullato una sanzione a un'azienda agricola proprio per la consuetudine di questo tipo. La Ganzega (o regalia, ) in Trentino identifica l’aiuto spontaneo, occasionale e gratuito che familiari, amici e vicini si prestano in occasione di attività agricole, come la vendemmia e la raccolta, tradizionalmente accompagnato da un momento conviviale alla conclusione della stagione.



Il riconoscimento della ganzega — quell’aiuto spontaneo, occasionale e gratuito che familiari, amici e vicini offrono durante vendemmie, raccolti e picchi stagionali — da parte della Camera di Commercio di Trento ha il valore di una piccola rivoluzione culturale: non introduce una norma nuova, ma fissa e valorizza una pratica di comunità che da sempre sostiene le economie familiari e mantiene viva la trama sociale delle campagne. Quel gesto semplice — prestare una mano e chiudere la giornata insieme attorno a un pasto — racconta una visione del lavoro agricolo dove la produttività convive con la responsabilità sociale, la memoria collettiva e il senso di appartenenza.

Partire da Trento significa prendere sul serio la storia concreta: due anni di raccolta di testimonianze, fotografie, documentazione, coinvolgimento di associazioni e istituzioni locali. Ma significa anche guardare oltre: riconoscere la ganzega come prassi da tutelare a livello nazionale significa riconoscere che, nella pluralità dei territori italiani, esistono forme di mutualità che non sono deficit normative ma risorse per la tenuta del sistema agricolo. Da qui può nascere una narrazione pubblica che mette al centro la comunità rurale — non per isolare eccezioni, ma per costruire regole chiare che distinguano il volontario dall’abuso, l’occasione dal rapporto di lavoro continuativo.

È qui che si intreccia, in modo naturale, la mission dei Borghi GeniusLoci DeCo. Il progetto dei Borghi pone al centro la valorizzazione dell’identità locale — territorio, tradizioni, tipicità — insieme a principi pratici come tracciabilità, trasparenza e la tutela della storicità. La ganzega rientra perfettamente in questo orizzonte: è un’usanza che racconta i luoghi, lega persone e imprese, alimenta pratiche di protezione e cura del patrimonio gastronomico e culturale. Riconoscerla significa quindi non solo dare certezza operativa agli agricoltori, ma anche conservare un pezzo di Genius Loci: la relazione sociale che rende un luogo riconoscibile e vivo.

Immaginiamo allora la storia che vogliamo raccontare a livello nazionale. Non una carta che sostituisce le regole del lavoro, ma una cornice di tutela per la solidarietà rurale. Una cornice che dica chiaramente: l’aiuto occasionale e gratuito — debitamente documentato e nel rispetto delle norme di sicurezza — rientra tra le consuetudini che le comunità possono legittimamente praticare, mentre il lavoro continuativo richiede i contratti e le tutele previste dalla legge. Questo bilanciamento protegge le imprese familiari, valorizza il capitale sociale e assicura che il patrimonio immateriale non venga disperso dall’incertezza normativa.

Sull’onda trentina, la prassi nazionale si costruisce su alcuni snodi concreti: raccolta sistematica di testimonianze locali; linee guida condivise che definiscano i limiti dell’occasionalità; strumenti semplici di documentazione  e una strategia di comunicazione che spieghi ai cittadini e alle amministrazioni che si tratta di proteggere, non di eludere. La Rete dei Borghi può offrire qui un valore aggiunto essenziale: diffusione capillare, adattamento culturale dei messaggi e inserimento del tema nelle pratiche di tutela dell’identità locale — dal “timbro” di una DeCo alla banca del GeniusLoci che archivia storie e saperi.

Questa prospettiva mette in campo due risultati paralleli. Primo, dà alle piccole aziende familiari una certezza operativa: la possibilità di chiedere e ricevere aiuto nelle emergenze o nelle giornate di raccolta, senza il timore di sanzioni se la pratica è documentata e rispetta i confini dell’occasionalità. Secondo, tutela il tessuto sociale: la ganzega, ma il termine cambia da luogo a luogo,da borgo a borgo, rimane una modalità di reciprocità radicata, un bene immateriale che alimenta l’identità dei borghi e la qualità del prodotto locale — elementi fondamentali della vision dei Borghi GeniusLoci DeCo, che punta a trasformare l’identità territoriale in valore collettivo.

In termini pratici, il cammino nazionale che proponiamo è semplice e rispettoso: un atto di indirizzo che aiuti le Camere e le amministrazioni locali a riconoscere le consuetudini, un kit operativo per la raccolta delle istanze e per la documentazione, una campagna informativa per sindaci e operatori agricoli, e uno sforzo comune per offrire soluzioni assicurative semplificate per gli aiuti occasionali. La Rete Borghi, con la sua esperienza sul territorio e i suoi strumenti   può incarnare il ponte tra la tradizione e le istituzioni, trasformando il riconoscimento in pratica diffusa e rispettata.

La storia che parte da Trento può così diventare racconto nazionale: non un’eccezione normativa, ma un modello di politica locale che rispetta la legge e, al tempo stesso, valorizza l’intelligenza collettiva dei borghi. Così la ganzega non resta solo un ricordo della campagna, ma diventa parte attiva di una strategia più ampia — capace di proteggere le comunità, rafforzare le piccole imprese e lasciare alle future generazioni un patrimonio di pratiche, sapori e relazioni che sono l’anima dei nostri territori.

giovedì 6 agosto 2026

carbon farming

 

La Ue adotta le prime metodologie per certificare il carbon farming

La Commissione europea definisce le prime regole comuni per misurare e certificare i benefici climatici del carbon farming, valorizzando il ruolo del suolo nella transizione ecologica

di Emanuele Isonio

 

La transizione verso un’agricoltura sempre più protagonista nella lotta al cambiamento climatico compie un passo decisivo. La Commissione europea ha infatti adottato le prime metodologie ufficiali di certificazione per il carbon farming previste dal regolamento sul Carbon Removals and Carbon Farming (CRCF), il quadro normativo che introduce il primo sistema volontario comune dell’Unione europea per certificare le attività di rimozione del carbonio e di riduzione delle emissioni.

Non si tratta di un semplice adempimento tecnico. Con questo provvedimento l’Europa definisce le regole che consentiranno di misurare, monitorare e verificare, secondo criteri scientifici condivisi, il contributo delle pratiche agricole e forestali alla mitigazione del cambiamento climatico. Un passaggio fondamentale per riconoscere il ruolo che il suolo può svolgere non soltanto come base della produzione agricola, ma come infrastruttura naturale capace di assorbire carbonio, conservare biodiversità, regolare il ciclo dell’acqua e rafforzare la resilienza degli ecosistemi.

I punti principali del CRCF Regulation. FOTO: Elaborazione Re Soil Foundation su dati Commissione europea

I punti principali del CRCF Regulation. FOTO: Elaborazione Re Soil Foundation su dati Commissione europea

Dalle pratiche agricole alla certificazione

Le metodologie adottate riguardano tre grandi categorie di intervento:

  • il carbon farming sui suoli minerali e i sistemi agroforestali,
  • il ripristino e la reidratazione delle torbiere e degli altri suoli organici,
  • gli interventi di imboschimento e riforestazione.

Per ciascuna attività vengono definiti criteri dettagliati per quantificare il carbonio sequestrato o le emissioni evitate, le modalità di monitoraggio, i requisiti per la verifica indipendente e le condizioni necessarie affinché i risultati possano essere certificati. L’obiettivo è garantire che ogni beneficio dichiarato sia reale, misurabile e duraturo nel tempo, riducendo il rischio di valutazioni approssimative e assicurando un quadro comune valido in tutti gli Stati membri.

Il carbonio racconta la salute del suolo

L’importanza di questa decisione va ben oltre la contabilizzazione delle emissioni di gas serra. Il carbonio organico rappresenta infatti uno dei principali indicatori della salute del suolo. Aumentarne il contenuto significa migliorare la struttura del terreno, favorire l’attività biologica, incrementare la fertilità e la disponibilità di nutrienti, aumentare la capacità di trattenere l’acqua e rendere le colture più resistenti agli effetti di siccità e precipitazioni estreme.

È ormai ampiamente riconosciuto che le pratiche capaci di accumulare carbonio nel terreno – come l’agricoltura conservativa, le colture di copertura, l’agroforestazione, la diversificazione colturale e una gestione più attenta della sostanza organica – producono benefici che si estendono ben oltre la mitigazione climatica. Migliorano infatti la biodiversità del suolo, limitano l’erosione, favoriscono la regolazione del ciclo idrico e contribuiscono alla resilienza complessiva dei sistemi agricoli.

Per questo motivo le metodologie europee non si limitano a misurare il carbonio immagazzinato, ma prevedono anche criteri volti a garantire che le attività certificate non compromettano altri servizi ecosistemici e, al contrario, producano benefici ambientali aggiuntivi.

Una nuova fase per il carbon farming europeo

L’adozione delle metodologie rappresenta il passaggio dalla definizione del quadro normativo alla sua concreta applicazione. Agricoltori, proprietari forestali e gestori del territorio potranno ora fare riferimento a criteri comuni per documentare gli effetti delle proprie pratiche, mentre gli organismi di certificazione disporranno di procedure armonizzate per verificarne i risultati.

La sfida dei prossimi anni sarà accompagnare la diffusione di queste pratiche attraverso la ricerca, il trasferimento delle conoscenze e sistemi di monitoraggio sempre più efficaci. Perché il carbon farming possa esprimere tutto il suo potenziale sarà infatti necessario continuare a investire nella qualità della gestione del suolo, nella raccolta dei dati e nella formazione degli operatori.

La decisione della Commissione europea segna dunque un cambio di prospettiva: il suolo non viene più considerato soltanto un serbatoio di carbonio, ma un ecosistema complesso, la cui salute rappresenta una condizione essenziale per affrontare contemporaneamente cambiamento climatico, perdita di biodiversità, sicurezza alimentare e gestione sostenibile delle risorse naturali. Un riconoscimento che conferma come il futuro della transizione ecologica passi anche, e soprattutto, da ciò che accade sotto i nostri piedi.

Calici sotto le Stelle 2026

 


Esperienza enogastronomica sotto le stelle di Punta Secca

 

Il 10 agosto torna Calici sotto le Stelle, una serata di degustazione itinerante alla scoperta dei produttori, dei grandi vini del territorio e del fascino di Punta Secca. Sedici le cantine partecipanti, rappresentative della Sicilia del vino. Immancabile la buona musica che animerà tutta la serata.

 


SANTA CROCE CAMERINA 04.08.2026 — C'è una sera d'estate in cui il cielo si riempie di stelle e Punta Secca si racconta attraverso il vino. È la notte di San Lorenzo e nella borgata marinara di Santa Croce Camerina ritorna l’evento più atteso dell’estate. È “Calici sotto le Stelle”, la manifestazione giunta alla sua quinta edizione pronta a incantare il pubblico il 10 agosto prossimo. Evento creato, organizzato e curato dall’Associazione Glocal e Promosso dal Comune di Santa Croce Camerina, l’evento si propone come un’immersione multisensoriale tra i migliori vini del sud-est della Sicilia, sapori autentici e musica dal vivo, in una notte dove l’enogastronomia incontra il firmamento. Le vie del centro ospiteranno un percorso enologico che accompagnerà i partecipanti alla scoperta della bellezza del borgo attraversando vicoli, piazze e alcuni degli scorci più suggestivi: un itinerario che invita a scoprire le diverse espressioni dei vini siciliani direttamente dalla voce di chi li produce, valorizzando per l’appunto il dialogo tra cantine e pubblico.

«Calici sotto le Stelle rappresenta un evento diventato, in questi anni, un punto di riferimento del nostro cartellone estivo che, nella nostra splendida Punta Secca, mette in mostra le migliori cantine del territorio e le eccellenze produttive – dichiara il sindaco di Santa Croce Camerina, Peppe Dimartino-. Il vino è parte della nostra cultura, vuol dire convivialità, buon vivere e racconta le tradizioni del nostro territorio. Anche quest'anno avremo un nutrito numero di cantine, degustazioni, momenti musicali e un servizio navetta da Santa Croce a Punta Secca per vivere la serata in assoluta serenità. Siamo felici di promuovere il territorio attraverso questi momenti qualificanti».

Sedici cantine d’eccellenza offriranno una selezione dei migliori vini siciliani ed un racconto avvincente della Sicilia del vino grazie alla presenza di produttori e degli assaggiatori di vino della delegazione ONAV di Catania.

«Come ONAV siamo sempre più felici di partecipare a questa importante manifestazione che ci ha visto partecipi sin dall’inizio e che dà sempre più risalto alla qualità dei vini siciliani. Puntiamo ad accrescere la curiosità verso il mondo del vino e creare un legame nuovo con il nostro patrimonio vitivinicolo – afferma il delegato ONAV di Catania, Danilo Trapanotto-. E proprio nella magia della notte di San Lorenzo, il vino diventa il filo conduttore di un'esperienza che parla di identità, paesaggio e condivisione: elementi che rendono unica la nostra terra. Anche quest’anno, dunque, ci saremo e sarà per noi un piacere contribuire a raccontare le aziende presenti ai turisti che si troveranno in questi giorni in giro per Punta Secca».

Accanto al vino, in parallelo, ci saranno un’azienda di amari nata alle pendici dell’Etna e cinque realtà che operano nel food le quali proporranno un viaggio nel gusto tra dolce e salato, con prodotti come creme spalmabili, scacce tradizionali e al pesce, dolci. A rendere la serata ancora più speciale saranno le performance live della “Street Band Tinto Brass” e la musica folk del gruppo “I Tavernieri” che animeranno il borgo con ritmi coinvolgenti e allegria contagiosa. Un appuntamento imperdibile per scoprire le eccellenze siciliane, brindare sotto le stelle e vivere un’esperienza indimenticabile in uno dei luoghi simbolo della Sicilia barocca e del celebre Commissario Montalbano.


 

Cantine partecipanti

Vigna di Pettineo (RG), Terre di Giurfo (CT), Gurrieri vini (RG), Grottafumata (CT), Feudi del Pisciotto (CL), Calogero Maenza (TP), Az. Vini Rachele (CT), Giovanni Sallemi (CT), Cantina Cantoneri (CT), Akrille (RG), Cantine Russo (CT), Campisidrasi (AG), Plazà (RG), Giasira (SR), Palmeri (SR) e Casa Flora (RG).

 

Aziende partecipanti

Amara Celentano, A’ Musciara, Frangipane, Gusto Ellenico, Bar Piccola Oasi e Licitra Pasticceria Vittoria – Fiocchi di Neve.

 

Servizio navetta

Anche quest’anno due minibus “navetta” collegheranno Santa Croce Camerina con Punta Secca. Il servizio sarà gratuito ed è volto a migliorare la viabilità interna e la sicurezza a Punta Secca.

Nello specifico i minibus “navetta”, da 20 posti, saranno attivi con partenza della prima corsa dalle ore 19, a Santa Croce Camerina, in piazza della Solidarietà e con arrivo previsto a Punta Secca, nel parcheggio di Borgo Vigata. Il servizio, gratuito, sarà attivo dalle ore 19 sino alle ore 01 del giorno successivo.

 

Info e costi per la degustazione

L’apertura e la distribuzione calici avrà luogo negli infopoint di piazza Vigata e piazza Concordia a partire dalle ore 19.00 | Apertura dei banchi di assaggio ore 20.30 | Si potranno effettuare 5 degustazioni vini con un contributo di € 15,00 | Cauzione calice e portacalice € 5,00 |Chiusura distribuzione calici ore 23.30 | Chiusura manifestazione ore 00.30 (non saranno rimborsati ticket non consumati) | Ritiro calici entro e non oltre le 00.30 solo in piazza Concordia.

 

 

 

 

Ufficio stampa | Calici sotto le stelle

Gianna Bozzali (OdG tessera n.100958)

 

 

 

martedì 4 agosto 2026

“FESTE MEDIEVALI 2026”

  

Motta Sant’Anastasia celebra le XXIX Feste Medievali tra storia ed eccellenze agroalimentari

Dal 7 al 12 agosto 2026, Motta Sant’Anastasia torna a vivere le atmosfere del Medioevo con la XXIX edizione delle Feste Medievali, una delle manifestazioni storiche più attese del territorio, quest’anno arricchita da un programma dedicato alla valorizzazione delle produzioni agricole e agroalimentari locali.

 


Le vie del borgo e l’area del Castello Normanno saranno protagoniste di un percorso che unirà tradizione, spettacolo, cultura e promozione territoriale. L’iniziativa è promossa dal Comune di Motta Sant’Anastasia, con la partecipazione dei Rioni Giovani Maestri, Casa Normanna e Panzera, ed è finanziata dall’Assessorato Regionale dell’Agricoltura, dello Sviluppo Rurale e della Pesca Mediterranea - Dipartimento Regionale dell’Agricoltura.

Nelle serate del 7, 8 e 9 agosto, cittadini e visitatori potranno immergersi in un suggestivo viaggio nel tempo attraverso rievocazioni storiche, spettacoli, tradizioni, percorsi enogastronomici e momenti di intrattenimento. I tre Rioni animeranno il centro storico con le proprie attività e proposte, contribuendo a ricreare l’identità e il fascino della Motta medievale.

 


L’edizione 2026 introduce inoltre un’importante sezione dedicata alle eccellenze agroalimentari, con particolare attenzione alla produzione locale dell’olio, elemento identitario del territorio e risorsa strategica per lo sviluppo economico. La manifestazione diventa così una vetrina per produttori e imprese, favorendo la conoscenza dei prodotti locali e il confronto sulle prospettive di crescita e commercializzazione.

Dal 10 al 12 agosto, alle ore 18:00, il Castello Normanno ospiterà talk, incontri e momenti di approfondimento sul tema “Dalle eccellenze locali ai mercati internazionali”. Al centro del confronto vi saranno le filiere agroalimentari, il dialogo con i buyer, l’internazionalizzazione delle imprese e le nuove opportunità commerciali. Gli appuntamenti coinvolgeranno rappresentanti istituzionali, produttori, operatori economici, esperti e stakeholder del settore.

«Ringraziamo la Regione Siciliana per aver sostenuto questa storica iniziativa – dichiara il sindaco Antonio Bellia – che quest’anno rinnova e amplia la propria missione, unendo la tradizione medievale alla valorizzazione della produzione locale dell’olio e delle nostre eccellenze agroalimentari. È un progetto che tutela la nostra identità e, allo stesso tempo, crea occasioni concrete di promozione e sviluppo per il territorio».

Per agevolare l’accesso al centro storico, nelle serate del 7, 8 e 9 agosto sarà attivo un servizio navetta gratuito dall’Area Mercatale a Piazza Umberto I, disponibile dalle ore 20:30 alle ore 24:00.

L’Amministrazione comunale invita cittadini, famiglie, turisti, produttori e operatori del settore a partecipare a una manifestazione capace di coniugare memoria storica, cultura, promozione economica e visione futura.

venerdì 31 luglio 2026

“Festival Internazionale delle Eccellenze Agroalimentari Lercaresi”

 

Dal 7 al 9 agosto a Lercara Friddi  


 

Dal 7 al 9 agosto 2026 Lercara Friddi ospiterà il Festival Internazionale delle Eccellenze Agroalimentari Lercaresi, tre giornate dedicate alla promozione dei prodotti tipici, alla cultura, alla memoria e all’identità del territorio.


 

L’iniziativa intende raccontare Lercara Friddi attraverso il legame tra agricoltura, tradizioni gastronomiche, cultura contadina, memoria mineraria, tutela del paesaggio e sviluppo sostenibile. Le produzioni locali saranno presentate non soltanto come eccellenze da degustare, ma come espressione della storia, del lavoro e dei saperi tramandati dalla comunità.

Il programma si aprirà venerdì 7 agosto, alle ore 18.00, a Palazzo Sartorio, con l’incontro con l’autrice Irene Di Liberto, che presenterà il romanzo La Zolfatara. A seguire si terrà “Sapori di terra e di miniera”, aperitivo con degustazione di prodotti tipici lercaresi, pensato come un percorso tra gastronomia, cultura contadina e memoria delle miniere.

Sabato 8 agosto, l’apertura ufficiale del Festival sarà accompagnata dalla banda musicale, che inaugurerà l’evento con un momento di festa e partecipazione, arricchito da giochi pirotecnici. Alle ore 18.00, in Piazza Indipendenza, si svolgerà il convegno “Coltivare il futuro”, dedicato all’agricoltura, ai prodotti tipici, alla sostenibilità e alla tutela del paesaggio. Alle ore 19.00 aprirà “La Via del Gusto”, con stand espositivi, incontri con i produttori e degustazioni delle eccellenze agroalimentari locali. La giornata si concluderà alle ore 22.00, presso l’Arena Frank Sinatra, con uno spettacolo musicale.

Domenica 9 agosto, alle ore 18.00, a Palazzo Sartorio, si terrà l’incontro con l’autore Rocco Gumina, che presenterà il volume Vangelo e politica. L’appuntamento offrirà un’occasione di confronto sui temi del bene comune, della responsabilità, della partecipazione, della tutela del territorio e dello sviluppo delle comunità locali.

Alle ore 19.30, in Piazza Indipendenza, torneranno gli stand e le degustazioni de “La Via del Gusto”. Alle ore 23.00, in Piazza Duomo, il Festival si concluderà con il 17° anniversario del Glamour Café, con la musica dal vivo.

Il Festival rappresenta un’occasione per valorizzare le imprese e le produzioni del territorio, attrarre visitatori e rafforzare l’immagine di Lercara Friddi come comunità capace di coniugare tradizione e innovazione. Un progetto che mette insieme sapori, storia, cultura e promozione turistica, trasformando il patrimonio materiale e immateriale locale in uno strumento concreto di crescita economica e sociale.

Questa iniziativa è finanziata dall’Assessorato Regionale dell’Agricoltura, dello Sviluppo Rurale e della Pesca Mediterranea – Dipartimento Regionale dell’Agricoltura.

                       

Ad Acate la “Sagra del Pesce: Anima Blu della Terra”

 

 


Dall’8 al 9 agosto prossimi, a Marina di Acate, un fine settimana per celebrare la bontà del pescato in un laboratorio aperto di sostenibilità mediterranea e di educazione al rispetto dell’ambiente.

 

 

ACATE - Fervono i preparativi a Marina di Acate per la Sagra del Pesce: Anima Blu della Terra. L’8 e 9 agosto prossimi, la borgata marinara dei Macconi si trasformerà in un grande palcoscenico per celebrare il mare e le sue risorse con il grande ritorno della Sagra del Pesce. Due serate che uniscono gusto, spettacolo e divertimento: dalle degustazioni di pesce curate dallo chef Luca Giannone di APCI alla musica dal vivo e DJ set con ospiti attesissimi nonché artisti di strada per l'intrattenimento di grandi e piccini. L’evento è promosso dal Comune di Acate e finanziato dall'Unione Europea e  dall'Assessorato dell'Agricoltura, dello Sviluppo Rurale e della Pesca Mediterranea della Regione Siciliana.

 


In occasione della manifestazione, sabato 8 agosto a partire dalle ore 19.30, si terrà il talk “Dirillo tra Terra e Mare - Simbiosi tra agricoltura sostenibile e tutela della biodiversità costiera”, un momento che punta ad analizzare la reciproca influenza tra l'agricoltura della fascia trasformata e la biodiversità marina dei Macconi. Un’occasione, dunque, per parlare di innovazione agricola, tutela dell’ecosistema dei Macconi, valorizzazione delle produzioni agroalimentari e ittiche sostenibili e promozione turistica delle eccellenze locali grazie agli ospiti che saranno presenti come Carmelo Maiorca giornalista e autore del libro “Pesci Pop”, Francesco Tiralongo del DSBGA dell’Università di Catania che presenterà il progetto AlienFish, un'iniziativa di citizen science per il monitoraggio di specie aliene e rare nei mari italiani, Emilia Arrabito direttrice di Svi.Med. (Centro Euromediterraneo per lo Sviluppo Sostenibile) che illustrerà alcune tecniche sia in fase di studio sia già in uso per ridurre l'impronta idrica delle serre e tutelare la qualità delle falde costiere, e Lina Lauria, referente Cibo&Salute - Slow Food Ragusa.

Tra terra e mare per raccontare Acate

L’iniziativa parte da un principio semplice e decisivo: terra e mare non sono comparti separati, ma parti dello stesso sistema ambientale e produttivo. Le pratiche adottate nella fascia agricola incidono sulla qualità delle acque e della costa; allo stesso tempo, la salute dell’ecosistema marino sostiene la biodiversità, la qualità ambientale, l’enogastronomia e l’attrattività di Marina di Acate. Il talk punta, pertanto, a promuovere il risparmio idrico, una gestione più efficiente dei reflui agricoli, la riduzione degli impatti ambientali e il monitoraggio condiviso del litorale.

«Dirillo tra Terra e Mare racconta l’identità più autentica di Acate – dichiara il sindaco di Acate, Gianfranco Fidone -, una comunità che vive del rapporto tra la campagna, il fiume, le dune dei Macconi e il Mediterraneo. Proteggere il mare significa intervenire anche sulla terra, perché ogni scelta compiuta nelle nostre aziende agricole può produrre effetti sull’ambiente costiero. Vogliamo accompagnare l’agricoltura locale verso modelli sempre più innovativi, basati sul risparmio idrico, sulla corretta gestione dei reflui e sulla tutela del suolo e delle acque. La sostenibilità non è un ostacolo allo sviluppo: è la condizione necessaria per rendere le nostre imprese più forti e consegnare alle nuove generazioni un territorio ancora produttivo e integro».

Una particolare attenzione sarà dedicata anche al fenomeno delle cosiddette “fumarole”, provocate dalla combustione incontrollata di residui nelle campagne che circondano il litorale. Fumi, cattivi odori e dispersioni di cenere possono compromettere la qualità dell’aria, il paesaggio e l’equilibrio dell’ambiente costiero. «Non possiamo ignorare il problema delle fumarole nelle campagne vicine alla costa – aggiunge Fidone-. La combustione incontrollata dei residui non è soltanto un elemento di degrado, ma può danneggiare l’aria, il paesaggio e l’ecosistema che vogliamo tutelare. Servono responsabilità, prevenzione e rispetto delle norme. Questi eventi devono aiutarci a costruire una maggiore coscienza ambientale, coinvolgendo aziende, cittadini e istituzioni in comportamenti più corretti».

L’iniziativa va oltre il semplice concetto di sagra puntando a costruire un’alleanza stabile tra Comune, mondo scientifico e comparti produttivi attraverso il “Protocollo Simbiosi” e un monitoraggio condiviso della qualità ambientale, con l’ambizione di fare di Acate un riferimento regionale per un modello integrato capace di unire agricoltura sostenibile, tutela della biodiversità costiera, innovazione e crescita economica.

Il programma prevede inoltre la mostra divulgativa “Tesori Sommersi” e un sistema di “tracciabilità narrata” che consentirà ai visitatori di conoscere la provenienza, le caratteristiche e la sostenibilità dei prodotti degustati attraverso un’esperienza di educazione ambientale, consumo consapevole e promozione territoriale. «Il turismo contemporaneo non cerca soltanto luoghi da visitare, ma territori da conoscere e comunità da incontrare- sottolinea l’assessora comunale al turismo, Martina Spitale-. Le dune dei Macconi, le coltivazioni della fascia trasformata, i prodotti ittici selezionati, il vino e le ricette della tradizione possono diventare un unico racconto, riconoscibile e credibile. Attraverso degustazioni guidate, laboratori e attività divulgative vogliamo mostrare che dietro ogni prodotto esistono un ambiente da proteggere, un lavoro da rispettare e una storia da tramandare. Valorizzare le specie ittiche meno note provenienti da filiere responsabili e abbinarle alle eccellenze agricole locali significa ridurre gli sprechi, promuovere un consumo più consapevole e creare nuove opportunità per le imprese. La promozione turistica passa anche dalla cura quotidiana dei luoghi – aggiunge l’assessora-. Contrastare le fumarole e ogni pratica che produce degrado nelle aree prossime al litorale significa difendere l’immagine di Marina di Acate e la qualità dell’esperienza offerta a residenti e visitatori. La manifestazione sarà perciò anche uno spazio di educazione ambientale, nel quale il rispetto del territorio diventa un valore condiviso e un impegno concreto, mentre la tracciabilità narrata permetterà al visitatore di conoscere la provenienza dei prodotti, le caratteristiche della filiera, i criteri di sostenibilità e la creatività degli chef. La simbiosi tra terra e mare diventa così il tratto distintivo di un turismo sostenibile ed esperienziale, capace di generare valore senza consumare il territorio».

 

Ufficio stampa Sagra del Pesce

Gianna Bozzali | OdG tessera n.100958

giovedì 30 luglio 2026

A RANDAZZO DEBUTTA “JAV - JAZZ, ARTE E VINO”:


UN EVENTO SENSORIALE FRA NOTE, CULTURA & SAPORI DELL’ETNA

 

Sabato 1 e domenica 2 agosto 2026, la Pro Loco di Randazzo presenta la prima edizione di “JAV - Jazz, Arte e Vino”, una manifestazione diffusa pensata per far battere il cuore del centro storico al ritmo dell’eccellenza.

Un’esperienza sensoriale che trasformerà piazze e vicoli in un palcoscenico di sapori, creatività e musica, rendendo Randazzo – storico crocevia tra l’Etna l'Alcantara e i Nebrodi – la meta ideale per food & wine lovers e viaggiatori curiosi.

In programma concerti dal vivo, degustazioni enogastronomiche ed esposizioni di opere d’arte con particolare attenzione a pittura, scultura, fotografia e artigianato.

 


UN PERCORSO DIFFUSO TRA I QUATTRO SENSI

Quando le note calde del jazz incontrano il carattere deciso dei vini Etna DOC, l’alchimia è perfetta. Dalle 18:00 a mezzanotte, la città medievale diventerà l’epicentro del gusto e della cultura enogastronomica etnea. L’evento si articolerà in diverse aree tematiche:

        Esplosione di Colori e Creatività: Corso Umberto diventerà una galleria d’arte a cielo aperto. Saranno allestite mostre di artisti locali dedicate al tema “Etna, Alacatara e Nebrodi, terre di vino e agricoltura”.

Inoltre, in Piazza Municipio gli artigiani locali avranno la possibilità di mostrare e vendere le proprie creazioni.


        Fusione di Sapori e Profumi: Nelle tre piazze principali saranno allestiti punti di degustazione in modo da creare un legame diretto tra produttore e consumatore. Professionisti del settore accompagneranno i visitatori in un viaggio enogastronomico tra vini Etna DOC, oli extravergine DOP, formaggi, salumi, mieli, confetture, pane artigianale e altre produzioni agricole locali. Durante le degustazioni e le Masterclass saranno utilizzati calici in vetro, bicchieri e stoviglie compostabili.

        Esplosione di Suoni: Il centro risuonerà delle armonie del jazz dal vivo, culminando negli appuntamenti serali in Piazza Municipio: in programma l’esibizione di Pippo Barrile (Voce storica dei Kunsertu) & Etno Quartet (sabato 1) e il concerto-racconto di Giana Guaiana dedicato a “Rosa Balistreri, di lotte di canti, d’amore” (domenica 2).

 

GLI APPUNTAMENTI DA NON PERDERE

Sabato 1° agosto, apertura ufficiale ore 18:00 in Piazza della Basilica, alle 18:30 chiostro comunale La "Trasfigurazione" di Giovanni Lanfranco per i Cappuccini di Randazzo. Memoria e riscoperta di un capolavoro. A seguire degustazione di olio extravergine d’oliva della cultivar Brandofino (ore 19:00) e alla filatura della Provola a cura della Società Agricola Bionatura (ore 19:30).

Domenica 2 agosto, la cultura e il gusto si intrecciano. Alle 18:00 in Piazza San Martino si terrà un incontro sul libro “La Sicilia delle donne e del vino figlie di una DOC minore” di Valeria Lopis. Il dialogo, a cura di Giovanna Abrami, vedrà la partecipazione di Gina Russo (Presidente di Strada del Vino e dei sapori dell’Etna) e Maurizio Lunetta (Direttore Consorzio Etna DOC). A seguire, dalle 19:00 nel Chiostro del Palazzo Municipale, spazio a una Masterclass esclusiva di Vino ed Olio curata dalla Strada del Vino e dei sapori dell’Etna.


UN PROGETTO CHE VALORIZZA LE RADICI E IL FUTURO

Jazz Arte e Vino si propone come un evento innovativo e fortemente identitario, capace di unire le diverse anime del territorio randazzese: la storia, l’arte, la musica, l’enogastronomia e l’artigianato.” dichiara Massimo Ceraulo, Presidente della Pro Loco di Randazzo.

Ogni assaggio diventa così un’occasione per raccontare la tradizione e l’autenticità di una terra ricca di sapori, suggellando la prima edizione di un appuntamento destinato a diventare un punto di riferimento per l’intero territorio.

Questa iniziativa è finanziata dall’Assessorato Regionale dell’Agricoltura, dello Sviluppo Rurale e della Pesca Mediterranea - Dipartimento Regionale dell’Agricoltura.

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