giovedì 16 aprile 2026

Cinisisara CHEESE

  

Domenica 26 aprile a Cinisi 

tra degustazioni, esperienze immersive e attività per tutte le età

Una giornata interamente dedicata alla scoperta della vacca cinisara e dei formaggi tradizionali derivati dal suo latte, autentica espressione del territorio di Cinisi: è questo lo spirito di “Cinisara Cheese”.

Questa iniziativa e’ finanziata dall’Assessorato Regionale dell'Agricoltura, dello Sviluppo Rurale e della Pesca Mediterranea - Dipartimento Regionale dell’Agricoltura, promossa dalla Pro Loco Cinisi 2.Zero, con il patrocinio del Comune di Cinisi e la collaborazione di associazioni e imprese del territorio.

Degustazioni guidate, attività immersive, esperienze per grandi e piccoli e talk tematici animeranno l’intera giornata, offrendo al pubblico un percorso che intreccia cultura, gusto e sostenibilità, con momenti di incontro diretto tra produttori e visitatori.

 


«L’obiettivo – spiega Francesca Impastato, presidente della Pro Loco Cinisi 2.Zero – è valorizzare una filiera agroalimentare identitaria, promuovendo la conoscenza delle tecniche di allevamento e trasformazione e rafforzando il legame tra comunità, produttori e tradizioni locali. Attraverso esperienze immersive e momenti di racconto diretto, accompagneremo il pubblico in un percorso autentico e condiviso».

La vacca cinisara rappresenta una delle più rare e significative razze bovine autoctone della Sicilia occidentale. Profondamente legata al territorio di Cinisi e ai suoi sistemi di allevamento tradizionali, è oggi riconosciuta come Presidio Slow Food, a conferma del valore del suo latte e dei prodotti derivati – tra cui caciocavallo, caciotte e ricotta – simboli di una filiera agroalimentare di qualità.

“Cinisara Cheese” nasce con l’obiettivo di restituire centralità culturale e sociale a questa razza, favorendone la conoscenza e stimolando una riflessione sul valore della zootecnia sostenibile e identitaria. Una giornata all’insegna dei sapori autentici, della tradizione e della comunità.

PROGRAMMA DELLA GIORNATA

Ore 10:00 – Pedalata e visita in azienda “La Vecchia Mannara”
Pedalata aperta a grandi e piccoli, in collaborazione con l’associazione Margi Bikers, verso l’azienda “La Vecchia Mannara”, aderente al Consorzio degli Allevatori per la tutela della Razza Bovina Cinisara, per degustazioni e laboratori per bambini.

Dalle ore 11:00 alle ore 20:00 – Area del Gusto
Apertura dell’area dedicata alle degustazioni di prodotti locali, con la partecipazione del Comitato delle Attività Commerciali

Ore 13:00 – “Tutti a Tavola!” – Piazza Vittorio Emanuele Orlando
Una grande tavolata accoglierà cittadini e visitatori per condividere cibo e tradizione. Degustazione di prodotti locali con protagonisti i formaggi da latte di vacca cinisara, accompagnata dai racconti dei produttori.
(Posti disponibili fino a esaurimento)

A seguire: musica e danze folk, con esibizioni di contraddanza cinisara a cura di un gruppo locale.
Angolo fotografico dedicato alla vacca cinisara con hashtag ufficiale #CinisaraCheese.

Ore 17:00 – Presentazione del libro “I Segreti del Chiostro” di Maria Oliveri
Presso atrio comunale, talk tematico dedicato ai dolci di Sicilia dell’autrice Maria Oliveri in dialogo con l’Assessore Roy Cardile ed il mastro pasticcere Santi Palazzolo

Ore 17:30 – Laboratorio per bambini “La magia del latte”
Attività esperienziale per scoprire il viaggio del latte e il mondo della vacca cinisara. Al termine, consegna del “Diploma di Mago del Latte”.

Ore 18:00 – Talk “Alla scoperta della cinisara”
Con la partecipazione del veterinario Giuseppe Monsù, dello scrittore Alessio Palazzolo, e di produttori locali, per approfondire caratteristiche e qualità dei prodotti derivati dalla vacca cinisara.
(Posti disponibili fino a esaurimento)

Cinisi, 15 aprile 2026

Etichetta Comunicare la qualità dell’olio di oliva

 

L’olio di oliva è un alimento pilastro della nostra dieta quotidiana e, più in generale, della nostra cultura. Nonostante l’olio ci appartenga e contribuisca attivamente al nostro benessere, non sempre il consumatore lo acquista in modo consapevole.

Fondamentale guida di un acquisto consapevole è l’etichetta dell’olio di oliva, saperla leggere è un diritto e al contempo un dovere di ogni consumatore, vista l’enorme quantità di prodotti alimentari , anche simili, offerti dalla grande distribuzione e, soprattutto, vista  l’importanza che gli acquisti alimentari rivestono sulla salute e sul benessere della persona.

 


Consapevole dell’importanza dell’etichetta alimentare, l’Unione Europea ha emanato una serie di regolamenti, l’ultimo dei quali è il Reg. UE n.1169/2011 relativo alla fornitura di informazioni sugli alimenti ai consumatori a cui hanno fatto seguito circolari e ulteriori regolamenti specifici in ordine all’origine del prodotto. Il regolamento UE 1169/2011 ha rivoluzionato l’approccio nei confronti delle etichette e della informazione, armonizzando norme già presenti e ponendo al centro dell’attenzione la tutela del consumatore, della sua salute e del suo benessere.

Già in una delle premesse che precedono l’articolato si nota un grande elemento di novità ovvero la possibilità di rendere le informazioni accessibili ai portatori di menomazioni visive, conferendo quindi all’etichetta non solo un ruolo informativo e di tutela ma anche etico e inclusivo.

In un’ottica di inclusione, il CREA in collaborazione con l’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti sezione di Cosenza, con Sisspre srl, ha elaborato una etichetta “accessibile” con la quale, grazie al linguaggio braille e alle moderne tecnologie, sarà possibile consentire a chi è affetto da disabilità visiva, il libero accesso ed un’agevole fruizione delle informazioni sulla composizione e sulle proprietà dell’olio d’oliva, alimento principe della dieta mediterranea. 

A che serve l’etichetta alimentare?

L’etichetta costituisce la carta d’identità di un prodotto alimentare. Coinvolge tutti gli alimenti preimballati destinati al consumatore finale compresi quelli forniti per la ristorazione  collettiva e serve a garantire un elevato livello di protezione ai consumatori.

Proprio come una carta d’identità, fornisce innanzitutto una corretta informazione sulle caratteristiche del prodotto, preservando il consumatore da eventuali indicazioni fuorvianti e consentendo di valutare correttamente il rapporto tra la qualità del prodotto e il prezzo di vendita. L’etichetta alimentare garantisce inoltre la correttezza delle operazioni commerciali nonché la libera circolazione dei prodotti alimentari sui mercati comunitari e internazionali.

Per poter svolgere tutte queste funzioni, l’etichetta alimentare deve essere chiara, quindi comprensibile in tutte le informazioni che contiene, leggibile, per cui devono essere utilizzati caratteri di dimensioni tali da poter essere letti senza troppa difficoltà e indelebile per tutta la vita commerciale del prodotto.

Le informazioni dell’etichetta alimentare

Le informazioni contenute in un’etichetta si distinguono in obbligatorie e facoltative o volontarie. Senza le prime l’alimento non può essere commercializzato, mentre le informazioni facoltative, previste sempre dalle norme vigenti, possono essere apposte, per scelta del produttore/commercializzatore che ne risponderà direttamente in merito alla veridicità.

Le informazioni obbligatorie sono situate tra il fronte e il retro delle etichette e sono determinanti per la vendita di un alimento. Denominazione di vendita, quantità netta o volume ed eventuale grado alcolico devono essere apposti nel campo visivo principale.

Altre indicazioni importanti da valutare in etichetta sono le modalità di conservazione e di uso dell’alimento acquistato e la data di scadenza o il tempo di preferibile consumo. La data di scadenza è un termine perentorio che viene inserito in etichetta per indicare alimenti facilmente deperibili che non devono essere consumati dopo il limite temporale indicato. Il tempo di preferibile consumo, indicato dal produttore, segnala che il prodotto oltre quella data potrebbe perdere le sue caratteristiche organolettiche tipiche, senza essere nocivo per la salute.

Saper apprezzare la differenza esistente tra queste due tipologie di indicazioni oltre a una corretta conservazione degli alimenti potrebbe ridurre lo spreco alimentare. Tra le informazioni obbligatorie è importante segnalare la lista degli ingredienti dove, in ordine decrescente, sono indicate tutte le sostanze e i prodotti utilizzati per la produzione dell’alimento e dove figurano, attraverso un carattere chiaramente distinto dagli altri, gli ingredienti che potrebbero provocare allergia.

Fondamentale è il ruolo  dell’etichetta nutrizionale, che rappresenta un valido strumento per permettere al consumatore di apprendere informazioni utili per le corrette abitudini alimentari, sul valore energetico e sul contenuto in nutrienti quali proteine, grassi, carboidrati, sale, fibre, vitamine e sali minerali rapportati a 100 g o a 100 ml di prodotto presenti nel prodotto confezionato.

Altra importante informazione da cercare in etichetta è l’origine e a tal proposito dalla Commissione Europea sono state emanate altre norme a cui il Governo italiano ha aggiunto dei decreti interministeriali proprio per l’enorme attenzione che il cittadino rivolge a questi temi. Conoscere l’origine di un alimento vuol dire avere consapevolezza delle materie prime utilizzate, delle modalità di coltivazione o di allevamento, dell’uso dei mangimi e dei concimi, ovvero della sostenibilità dell’agricoltura di provenienza del prodotto alimentare che si acquista e si consuma

L’Italia con la sua enorme biodiversità alimentare è uno scrigno di tesori del gusto e del sapore e pertanto è giusto che il consumatore sia messo nella condizione di potere operare una scelta attenta e oculata

martedì 14 aprile 2026

SICILIA, CARTA DEGLI OLI

Il CREA, grazie al progetto OLEARIO, ha realizzato la carta degli oli D.O.P. e I.G.P., per poter fornire agli operatori della ristorazione e a tutti gli attori del settore uno strumento comunicativo e divulgativo capace di diffondere la conoscenza sulle caratteristiche organolettiche dell’olio extravergine d’oliva, la sua qualità e le peculiarità dei nostri territori.



         L’adozione da parte dei ristoratori della carta degli oli potrà offrire un panorama variegato dei migliori oli extravergini d’oliva italiani proponendo ai consumatori finali un pezzo di territorio, scrigno di sapori e di saperi, ricco di tradizioni e di storia. La carta degli oli racconta, regione per regione, la grande biodiversità olivicola ed esprime fragranze che il consumatore attento riuscirà a percepire e apprezzare fin da subito. I termini “fruttato”, “amaro”, “piccante” spesso non sono ben compresi dal consumatore in quanto non supportati da alcuna esperienza sensoriale, ma grazie alla carta degli oli il consumatore guidato dal ristoratore attento potrà scegliere quale olio utilizzare per i suoi piatti preferiti, esaltandone il gusto e la loro intrinseca essenza. Le varietà presenti in questa carta degli oli sono quelle utilizzate per produrre oli monovarietali o blend a Denominazione d’origine protetta (D.O.P.) e Indicazione geografica protetta (I.G.P.) distinti per caratteristiche organolettiche e sensoriali tipiche delle diverse cultivar. I regimi di qualità dei prodotti agricoli e alimentari, rappresentano un punto di forza e un vantaggio competitivo importante per i produttori dell’Unione e costituiscono una parte importante del patrimonio culturale e gastronomico europeo. Le indicazioni principali prevedono che la denominazione di origine e l’indicazione geografica siano riferite ai prodotti per i quali esiste un legame intrinseco fra le caratteristiche del prodotto o dell’alimento e la sua origine geografica.

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domenica 12 aprile 2026

Progetto europeo i2Connect


                           Il progetto i2Connect è un’Azione di Coordinamento e Supporto (Coordination and Support Action - CSA) finanziata dal Programma Horizon 2020.

i2Connect è finalizzato a sostenere una cultura di supporto all'innovazione interattiva e a garantire, di conseguenza, una più ampia attuazione del PEI-AGRI a livello europeo.

Il progetto, coordinato dall'Assemblee Permanente Des Chambres D'agriculture (APCA), coinvolge  organizzazioni (tra beneficiari e terze parti), tra cui il CREA PB, in rappresentanza di 21 paesi europei.



                             Un  percorso interattivo è stato organizzato dal CREA PB e condotto da Simona Cristiano, Patrizia Proietti, Alberto Sturla e Valentina Carta a Roma.  

                         Al percorso  hanno partecipato  20 rappresentanti  provenienti da diverse regioni italiane, in diversi ambiti. Tre giorni pieni di entusiasmo, discussioni, interazioni ed energia creativa.

Gli strumenti:  cerchio della coerenza, spirale dell’innovazione, triangolo della co-creazione, analisi del network, processi caldi e freddi,  hanno innescato maggior interesse e curiosità nel gruppo.

Il Dipartimento Agricoltura ha realizzato  un database dei stakeholder della Rete regionale Sistema della conoscenza e dell’innovazione in agricoltura, che chiaramente non può che interloquire con le iniziative di CREA PB

L'obiettivo generale del progetto i2Connect è quello di accrescere le competenze dei consulenti che supporteranno i processi di innovazione interattiva nel settore agricolo e forestale. In particolare, gli obiettivi specifici del progetto  sono:

-           1. Rafforzare le capacità e le competenze dei consulenti nel supportare l'innovazione interattiva, attraverso l'identificazione e l'analisi delle migliori pratiche di consulenza in tutta Europa, lo sviluppo di strumenti e metodi efficaci e di un programma di formazione mirato per i consulenti, l'organizzazione di networking tra pari e visite incrociate all'estero;

-           2. Rafforzare e delineare il ruolo dei consulenti nei processi di innovazione interattiva a diversi livelli, attraverso una migliore comprensione dei sistemi nazionali di conoscenza e innovazione nel settore agricolo e forestale (AKIS), l'identificazione dei molteplici fornitori di servizi di consulenza in tutta Europa e l'individuazione di strumenti, anche di natura politica, che contribuiscano a creare un ambiente favorevole e inclusivo per i servizi di consulenza;

-           3. Creare una rete professionale di consulenti finalizzata al coaching reciproco e alla condivisione di esperienze per lo sviluppo di una "nuova cultura" di supporto all'innovazione guidata dal basso.

Il progetto ha obiettivi ambiziosi. In particolare, si propone di sviluppare e implementare strategie didattiche idonee per lo sviluppo di competenze chiave (conoscenze, abilità, atteggiamenti) dei consulenti e delle organizzazioni di consulenti, tali da favorire il cambiamento culturale nell'approccio all'innovazione nei diversi contesti operativi. Al contempo saranno create e rafforzate le reti di professionisti con la finalità di sostenere l'apprendimento continuo e il miglioramento delle competenze e dei metodi, nonché lo sviluppo di condizioni favorevoli per i processi di innovazione interattiva.

Il team del progetto i2connect sta lavorando per alimentare le competenze dei consulenti e delle loro organizzazioni per coinvolgere e supportare agricoltori  nei processi di innovazione interattiva. L'innovazione è un fattore chiave per il continuo adattamento alle varie e talvolta contraddittorie sfide e per cogliere nuove opportunità.    Una rete di supporto e una cultura del networking tra consulenti che facilitano i processi di innovazione nell'agricoltura e nella silvicoltura europee

L'innovazione interattiva enfatizza la cooperazione tra i vari attori, la condivisione della conoscenza e l'intermediazione efficace tra gli attori lungo le catene del valore e ai diversi livelli territoriali. La chiave per l'innovazione interattiva è quella esistente (a volte tacito) la conoscenza è inclusa per cui gli utenti finali e i professionisti non sono coinvolti solo come oggetti di studio, ma le loro capacità imprenditoriali e le conoscenze pratiche vengono utilizzate per sviluppare la soluzione o l'opportunità, creando così la comproprietà.

Un prerequisito per l'innovazione interattiva è un approccio multi-attore che coinvolga tutti gli attori rilevanti lungo l'intero progetto; dalla partecipazione alla pianificazione del lavoro e degli esperimenti, la loro esecuzione, fino alla diffusione dei risultati e all'eventuale fase dimostrativa. Gli attori rilevanti sono quelli che condividono un problema complesso, che richiede nuove conoscenze e pratiche e include attori di diversi settori sociali come i ricercatori, imprenditori, educatori, lavoratori del governo, Rappresentanti di ONG e agricoltori / gruppi di agricoltori, consulenti, imprese, eccetera.




 

 

giovedì 9 aprile 2026

Ruralità e territori: Trasformazioni e nuove geografie dello sviluppo rurale

 

Il primo incontro si terrà presso la sala Biblioteca “Nigro”, della sede centrale del CREA, a Roma, in via della Navicella n. 2, mercoledì 15 aprile p.v..


 

Coloro interessati a partecipare, potranno farlo iscrivendosi tramite il QR code presente nella locandina o anche attraverso il link:

https://docs.google.com/forms/d/1OLZjexCze956dOCUY4jV36KyOuq4sqK41OREU3J7g6U/preview

 

L’iscrizione è necessaria per ricevere, eventualmente, il collegamento alla diretta Teams.


LOCANDINA

 

mercoledì 8 aprile 2026

Giarre, Avocado d’Argento – Doni di Natura”

 

 

L’evento  finanziato  dell’Assessorato regionale dell’Agricoltura, gode del patrocinio del Comune di Giarre,   dell’Università di Catania e degli istituti scolastici del territorio: il liceo Scientifico “Leonardo”, l’Alberghiero “G. Falcone” e l’Agrario “Mazzei”

Giarre celebra la sua storia d’amore lunga cinquant’anni con i frutti tropicali istituendo il premio “Avocado d’Argento – Doni di Natura”. L’iniziativa, promossa dall’associazione culturale La Fenice, mira ad accendere i riflettori su una filiera che ha saputo trasformare il paesaggio pedemontano dell’Etna in un polo d’eccellenza riconosciuto in tutto il mondo.

L’iniziativa non è solo una celebrazione del prodotto, ma una vera dichiarazione d’intenti: Giarre vuole confermarsi come hub strategico per l’agricoltura innovativa, capace di coniugare le tradizioni del territorio vulcanico con le richieste di un mercato globale sempre più attento alla qualità e alla sostenibilità del “Made in Sicily”.








 

Dal Born in Sicily all'artigianale come titolo legale

 NinoSutera


 La Fine delle "Suggestioni"  

Dal 7 aprile 2026, il termine "artigianale" cessa di essere un aggettivo descrittivo ad uso e consumo del marketing per diventare un titolo protetto. La Legge 34/2026 (Legge annuale PMI) impone una linea di demarcazione netta: l'uso del richiamo all'artigianalità è un diritto esclusivo di chi possiede i requisiti soggettivi e oggettivi previsti dalla legge.



1. I Requisiti: Il "Doppio Binario" Obbligatorio

Per fregiarsi della qualifica di "artigiano" in insegne, marchi, domini web o packaging, non basta più la "maestria". Devono coesistere due pilastri:

  • Iscrizione all’Albo delle Imprese Artigiane (A.I.A.): Il requisito formale e soggettivo.

  • Produzione Diretta: Il requisito sostanziale e oggettivo. L'impresa deve realizzare direttamente i beni o servizi che vende.

Il divieto colpisce duramente anche consorzi e società consortili che non risultino iscritti nella sezione separata dell’albo, eliminando zone grigie per le aggregazioni d'impresa.


 


Il Legame con il "Born in Sicily"

In Sicilia, questa stretta nazionale si intreccia con la Legge Regionale 21/2012, che disciplina il marchio collettivo "Born in Sicily" per la valorizzazione dei prodotti agricoli e agroalimentari siciliani.

  • Sinergia tra Marchi:   Il marchio "Born in Sicily" punta  sulla narrazione della tradizione e dell'artigianalità. Da oggi, la tracciabilità siciliana (garantita dalla L.R. 21/2012) deve obbligatoriamente poggiare sulla regolarità dell'iscrizione all'Albo per poter utilizzare il termine "artigianale" nella promozione.

  • Rischio di Pubblicità Ingannevole: Un prodotto certificato "Born in Sicily" ma venduto come "artigianale" da un'impresa non iscritta all'albo espone il produttore a un doppio rischio: la sanzione pecuniaria nazionale e la revoca dell'autorizzazione all'uso del marchio regionale per violazione delle norme sulla trasparenza.


Sanzioni: Un Reprimenda da 25mila Euro

La normativa non prevede richiami o diffide: l'approccio è puramente sanzionatorio.

  • L'entità: Multa pari all’1% del fatturato.

  • Il minimo edittale: 25.000 euro per ogni singola violazione.

  • Ambiti coinvolti: Non solo la pubblicità, ma l'intera identità aziendale: cataloghi, schede prodotto e-commerce, insegne fisiche e packaging promozionale.

Canale di ComunicazioneAzione Richiesta entro il 7 Aprile
Insegne e DitteRimozione di "Artigiano/Artigianale" se non iscritti all'Albo.
E-commerceRevisione delle descrizioni prodotto e dei metadati SEO.
PackagingSmaltimento o correzione delle etichette con claim non conformi.
Social MediaBonifica dei post promozionali che evocano l'artigianalità senza titolo.

La Prospettiva: Verso la Riforma Organica

L’articolo 15 della Legge PMI apre una finestra di nove mesi per una delega al Governo finalizzata a riscrivere la legge quadro sull’artigianato del 1985.

L'obiettivo è ambizioso:

  1. Evoluzione Digitale: Riconoscere l'apporto creativo e tecnologico oltre quello manuale.

  2. Sostenibilità: Integrare i criteri di economia circolare nella definizione di impresa artigiana.

  3. Aggregazione: Facilitare i contratti di rete per permettere alle piccole eccellenze siciliane di accedere a finanziamenti complessi.

 

Per le imprese che  operano sotto l'ombrello del Born in Sicily, è fondamentale un audit immediato. La tradizione siciliana è un valore immenso, ma dal 7 aprile deve essere supportata   L'artigianalità non è più solo un'emozione, ma anche un titolo

 


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