Il Nord ha poco da lamentarsi
L’Italia – pur avendo oltre 840 prodotti
DOP/IGP/STG e vini DOCG/DOC/IGT – vede tutelate solo 57 IG nell’Accordo UE‑Mercosur,
lasciando fuori circa il 93% del totale.
Come scrive Coapi, coordinamento agricoltori e pescatori italiani,
𝐍𝐎𝐍 𝐂’𝐄̀ 𝐒𝐎𝐋𝐎 𝐈𝐋 𝐌𝐄𝐑𝐂𝐎𝐒𝐔𝐑 
L’agenda di 𝐁𝐫𝐮𝐱𝐞𝐥𝐥𝐞𝐬 è fitta di accordi commerciali che mettono a rischio l’agricoltura italiana ed europea. Ecco cosa sta arrivando:
𝟏️⃣ 𝐌𝐀𝐆𝐇𝐑𝐄𝐁 – 𝐌𝐚𝐫𝐨𝐜𝐜𝐨, 𝐓𝐮𝐧𝐢𝐬𝐢𝐚, 𝐄𝐠𝐢𝐭𝐭𝐨A ottobre 2025 è stato siglato un emendamento all’accordo agricolo UE che conferma 𝐭𝐚𝐫𝐢𝐟𝐟𝐞 𝐚𝐠𝐞𝐯𝐨𝐥𝐚𝐭𝐞 𝐚𝐧𝐜𝐡𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐢 𝐩𝐫𝐨𝐝𝐨𝐭𝐭𝐢 𝐝𝐞𝐥 𝐒𝐚𝐡𝐚𝐫𝐚 𝐎𝐜𝐜𝐢𝐝𝐞𝐧𝐭𝐚𝐥𝐞.
Risultato: 𝐢𝐧𝐯𝐚𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐢 𝐩𝐨𝐦𝐨𝐝𝐨𝐫𝐢, 𝐟𝐫𝐮𝐭𝐭𝐚 𝐞 𝐨𝐥𝐢𝐨 𝐚 𝐩𝐫𝐞𝐳𝐳𝐢 𝐬𝐭𝐫𝐚𝐜𝐜𝐢𝐚𝐭𝐢, prodotti con regole che da noi sarebbero vietate.
𝟐️⃣ 𝐌𝐄𝐒𝐒𝐈𝐂𝐎 – 𝐅𝐢𝐫𝐦𝐚 𝐩𝐫𝐞𝐯𝐢𝐬𝐭𝐚 𝐟𝐞𝐛𝐛𝐫𝐚𝐢𝐨 𝟐𝟎𝟐𝟔L’accordo è già pronto e verrà firmato a Città del Messico. Ancora una volta si usa lo “𝐬𝐩𝐥𝐢𝐭” per accelerare ed evitare veri controlli democratici.
Quasi tutti i dazi eliminati: 𝐜𝐚𝐫𝐧𝐞 𝐛𝐨𝐯𝐢𝐧𝐚, 𝐩𝐨𝐥𝐥𝐚𝐦𝐞 𝐞 𝐳𝐮𝐜𝐜𝐡𝐞𝐫𝐨 entreranno senza freni nel mercato europeo.
𝟑️⃣ 𝐈𝐍𝐃𝐈𝐀 – 𝐎𝐛𝐢𝐞𝐭𝐭𝐢𝐯𝐨 𝐟𝐢𝐧𝐞 𝐠𝐞𝐧𝐧𝐚𝐢𝐨 𝟐𝟎𝟐𝟔È la priorità della Commissione UE per contrastare la Cina. L’India è un colosso di 𝐫𝐢𝐬𝐨 𝐞 𝐜𝐞𝐫𝐞𝐚𝐥𝐢.
Punto critico: Nuova Delhi 𝐧𝐨𝐧 𝐫𝐢𝐜𝐨𝐧𝐨𝐬𝐜𝐞 𝐃𝐎𝐏 𝐞 𝐈𝐆𝐏, ma pretende libero accesso per il riso Basmati. L’agricoltura italiana rischia di essere il 𝐩𝐫𝐞𝐳𝐳𝐨 𝐝𝐚 𝐩𝐚𝐠𝐚𝐫𝐞 per un’alleanza geopolitica.
𝟒️⃣ 𝐀𝐔𝐒𝐓𝐑𝐀𝐋𝐈𝐀 – 𝐍𝐞𝐠𝐨𝐳𝐢𝐚𝐭𝐢 𝐢𝐧 𝐜𝐨𝐫𝐬𝐨Si tenta di chiudere dopo i blocchi degli anni scorsi. In gioco 𝐜𝐚𝐫𝐧𝐞 𝐞 𝐥𝐚𝐭𝐭𝐞, prodotti con costi bassissimi grazie a pascoli enormi e regole molto meno stringenti delle nostre.
𝐈𝐋 𝐌𝐄𝐂𝐂𝐀𝐍𝐈𝐒𝐌𝐎 𝐄̀ 𝐒𝐄𝐌𝐏𝐑𝐄 𝐋𝐎 𝐒𝐓𝐄𝐒𝐒𝐎
Si firma a livello europeo, 𝐬𝐚𝐥𝐭𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐢 𝐏𝐚𝐫𝐥𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐧𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐢.
Si concedono 𝐝𝐞𝐫𝐨𝐠𝐡𝐞 𝐭𝐞𝐦𝐩𝐨𝐫𝐚𝐧𝐞𝐞 per “abituarsi”.
UE Mercosur
L’Unione Europea ha approvato l’accordo di libero scambio con il Mercosur, il più grande blocco economico del Sud America., Ma che cos’è davvero il Mercosur?, E soprattutto: cosa cambia concretamente ..
Perché solo 57 IG italiane sono tutelate nell’accordo UE‑Mercosur?
1. La logica negoziale dell’UE: tutela solo delle IG “più
esposte” e “più imitabili”
Le fonti ufficiali indicano che l’accordo UE‑Mercosur
protegge più di 340 IG europee, di cui 57 italiane.
Questa selezione non è proporzionale al numero totale di IG di ciascun Paese,
ma risponde a criteri negoziali:
Criteri principali usati dall’UE per scegliere le IG da
tutelare
- Rischio
di imitazione nei Paesi Mercosur (es. “Parmesan”, “Grana”,
“Prosecco”).
- Valore
economico e export potenziale (Parmigiano Reggiano, Prosciutto di
Parma, Barolo, Franciacorta, Aceto Balsamico di Modena).
- Presenza
di conflitti commerciali preesistenti (es. uso improprio di nomi
italiani in Brasile e Argentina).
- Interesse
strategico dell’UE a chiudere il negoziato, che ha richiesto oltre 20
anni.
In altre parole: non si tutelano tutte le IG, ma solo
quelle che hanno un reale mercato o rischio di contraffazione nel Mercosur.
2. La controparte Mercosur ha posto limiti politici e
commerciali
I Paesi Mercosur (Brasile, Argentina, Uruguay, Paraguay)
hanno:
- forti
lobby agroalimentari interne, spesso ostili alla protezione delle IG
europee.
- produzioni
locali che usano nomi “italian sounding” da decenni, come “Parmesão”,
“Mortadela Bologna”, “Provolone”, “Grana”, “Chianti” (imitazioni diffuse
soprattutto in Brasile).
- resistenze
a riconoscere IG che potrebbero danneggiare produttori locali.
Per questo hanno accettato solo un numero limitato di IG
europee, e solo quelle considerate “non negoziabili” dall’UE.
3. L’Italia ha chiesto più tutele, ma ha ottenuto solo
garanzie parziali
Il governo italiano ha sostenuto l’accordo solo dopo aver
ottenuto clausole di salvaguardia rafforzate per alcune filiere
sensibili.
Tuttavia:
- non
ha ottenuto l’inclusione di tutte le IG, perché ciò avrebbe bloccato
il negoziato.
- L’UE
ha privilegiato settori industriali (automotive, macchinari,
chimica, farmaceutica) che beneficiano maggiormente dell’accordo.
- Le
IG sono state una moneta di scambio: poche, ma “di punta”.
4. Molte IG italiane hanno scarso interesse commerciale
nel Mercosur
Una parte significativa delle oltre 840 IG italiane:
- ha produzioni
molto piccole,
- è
destinata quasi interamente al mercato interno,
- non
ha presenza significativa in Sud America,
- non
è soggetta a imitazioni.
Per l’UE, includerle avrebbe comportato costi negoziali
senza benefici reali.
5. Il Mercosur non accetta la tutela di IG che considera
“nomi generici”
Esempi tipici:
- “Mozzarella”
- “Ricotta”
- “Provolone”
- “Mortadella”
- “Grana”
Molti di questi nomi sono usati da decenni come categorie
merceologiche in Brasile e Argentina.
Il Mercosur ha accettato solo le IG con forte specificità territoriale,
come:
- Parmigiano
Reggiano
- Prosciutto
di Parma
- Mozzarella
di Bufala Campana
- Aceto
Balsamico di Modena
- Barolo,
Chianti Classico, Franciacorta
6. L’UE ha privilegiato la “profondità” della tutela, non
la “quantità”
Le 57 IG italiane incluse godono di:
- divieto
assoluto di imitazione nei Paesi Mercosur
- protezione
contro evocazioni e traduzioni
- tutela
anche contro packaging e simboli ingannevoli
È una tutela molto forte, ma concessa solo a un numero
ristretto di prodotti.
7. Il peso politico dell’Italia nel negoziato è stato
limitato
Nonostante l’Italia sia il Paese con più IG al mondo:
- il
negoziato è stato guidato dalla Commissione Europea, non dai singoli
Stati.
- altri
Stati membri (Germania, Spagna, Paesi Bassi) avevano priorità diverse,
soprattutto industriali.
- l’Italia
è arrivata tardi a contestare l’accordo, quando la lista delle IG era già
definita.
Sintesi critica
L’Italia ha oltre 840 IG, ma solo 57 sono tutelate
nell’accordo UE‑Mercosur perché:
- L’UE
ha selezionato solo le IG più esposte a imitazioni e con maggiore valore
commerciale.
- Il
Mercosur ha accettato un numero limitato di IG per proteggere le proprie
industrie alimentari.
- Molte
IG italiane non hanno mercato o rischi reali in Sud America.
- L’Italia
non ha avuto la forza politica per imporre una lista più ampia.
- Le
IG sono state usate come moneta di scambio per ottenere vantaggi
industriali in altri settori.
Pianificando la risposta strutturata
L'utente vuole una risposta ben strutturata, quindi devo
organizzare le informazioni in sezioni ordinate. Prima, devo includere un
quadro numerico, poi spiegare la logica dell'UE, la posizione del Mercosur, la
selezione italiana, le criticità politiche e infine le prospettive. Potrei
anche aggiungere una tabella con i numeri, come richiesto. Devo fare attenzione
a mantenere tutto conciso ma chiaro, utilizzando le citazioni già disponibili
per supportare ogni sezione. Ok, ora mi metto al lavoro! Perfetto, andiamo per
gradi e con struttura rigorosa.
Quadro numerico essenziale
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Voce
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Dato
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|
IG europee tutelate in UE–Mercosur
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340–347 circa
|
|
IG italiane tutelate
|
57–58 (26 food, 31 vini, 1 spirito)
|
|
Totale IG italiane registrate (DOP/IGP/STG +
DOCG/DOC/IGT)
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Oltre 840
|
|
Quota IG italiane escluse
|
≈ 93%
|
Fonti: Il Sole 24 Ore
1. Come nasce il “numero 57”: la logica selettiva UE
Fatto chiave: l’accordo UE–Mercosur non nasce per
“coprire tutto il catalogo” delle IG, ma per blindare un nucleo di prodotti ad
alta esposizione commerciale e ad alto rischio di imitazione.
- Selezione
europea: l’accordo protegge circa 340–347 IG europee, di cui 57–58
italiane, con un nucleo di “campioni” come Parmigiano Reggiano, Grana
Padano, Prosciutto di Parma, Prosecco, Mozzarella di Bufala Campana, Aceto
Balsamico di Modena, Barolo, Chianti Classico, Franciacorta.
- Criterio
di fondo: priorità a prodotti:
- già
imitati o evocati (Parmesan, Provolone, Mortadela tipo Bologna, ecc.),
- con
valore export elevato e forte riconoscibilità,
- al
centro di contenziosi o usi impropri nei Paesi Mercosur.
In termini di politica commerciale, l’UE ha operato una selezione
strategica, non una tutela “universale”: si protegge ciò che è “in gioco” nel
mercato sudamericano, non ciò che esiste solo sulla carta o nel mercato
interno.
2. Il ruolo (decisivo) della controparte Mercosur
I Paesi Mercosur non sono semplici destinatari passivi
della lista UE: sono co‑negoziatori con interessi propri.
- Resistenze
interne: Brasile, Argentina e gli altri partner hanno filiere
agroalimentari che da decenni usano nomi di stile europeo come categorie
generiche (Parmesão, Provolone, Mortadela, ecc.).
- Linee
rosse politiche: riconoscere come IG troppe denominazioni europee avrebbe
significato:
- mettere
in crisi produttori locali,
- rinominare
prodotti consolidati,
- affrontare
costi politici interni elevati.
Risultato: il Mercosur accetta un numero limitato di IG,
e solo quelle che l’UE considera “non negoziabili”. Le altre vengono
sacrificate per non far saltare l’accordo complessivo.
3. La posizione italiana dentro il negoziato UE
L’Italia è il Paese con più IG al mondo, ma non negozia
direttamente: lo fa la Commissione europea.
- Peso
italiano: il via libera italiano all’accordo è arrivato dopo l’inserimento
di garanzie e clausole di salvaguardia per alcuni settori sensibili, come
ricordato dalla Farnesina e da Origin Italia.
- Gerarchia
delle priorità UE: nella trattativa complessiva, l’UE ha dato grande peso
a:
- accesso
ai mercati per industria, automotive, macchinari, chimica,
- apertura
degli appalti, servizi, standard.
Le IG sono state una moneta di scambio importante ma non esclusiva.
In pratica: l’Italia ha ottenuto la tutela dei “big”
della Dop economy, ma non ha avuto la forza (o lo spazio politico) per imporre
la copertura dell’intero patrimonio di oltre 840 denominazioni.
4. Perché il 93% delle IG italiane resta fuori
Qui entra la parte più critica.
4.1. Scarso interesse commerciale di molte IG nel
Mercosur
Una quota rilevante delle IG italiane:
- ha
produzioni limitate, spesso di nicchia territoriale;
- è
destinata quasi interamente al mercato interno o europeo;
- non
è oggetto di imitazioni o evocazioni in Sud America.
Dal punto di vista UE, includerle avrebbe significato spendere
capitale negoziale per prodotti che non generano né rischio né opportunità
rilevanti in quell’area.
4.2. La questione dei “nomi generici”
Per il Mercosur, molti termini di origine italiana sono
ormai nomi generici di categoria, non indicazioni geografiche:
- mozzarella,
ricotta, provolone, mortadella, grana, ecc.
L’accordo UE–Mercosur prevede anche eccezioni e diritti
acquisiti per alcuni utilizzatori preesistenti e per nomi considerati generici,
con meccanismi di phase‑out o uso limitato.
Questo restringe ulteriormente lo spazio per ampliare la lista delle IG
italiane tutelate.
5. Profondità della tutela vs ampiezza della lista
Un punto spesso sottovalutato: l’accordo non si limita a
“riconoscere il nome”, ma introduce una tutela molto intensa per le IG
inserite:
- divieto
di imitazione e di traduzione fuorviante,
- divieto
di evocazione tramite immagini, simboli, riferimenti geografici,
- limiti
all’uso di etichette che possano richiamare la IG protetta.
Questa profondità della protezione ha un costo politico e
giuridico per i Paesi Mercosur.
Per questo, la lista è corta: meglio poche IG, ma con tutela forte, che una
lista sterminata ma annacquata.
6. Lettura critica complessiva
Mettiamo insieme i pezzi:
- Asimmetria
tra patrimonio e tutela: l’Italia ha costruito nel tempo un patrimonio di
oltre 840 IG, ma il diritto internazionale commerciale non garantisce
automaticamente che ogni IG nazionale venga riconosciuta in ogni accordo.
- Centralità
della Commissione UE: la negoziazione è stata guidata da logiche di
equilibrio complessivo (industria, servizi, agricoltura), non da una
massimizzazione della tutela di tutte le IG italiane.
- Selezione
“elitista” delle IG: si è scelto di proteggere i “campioni” della Dop
economy (26 food, 31 vini, 1 spirito) che valgono miliardi di euro e sono
già presenti o imitati nel Mercosur.
- Resistenze
del Mercosur: i partner sudamericani hanno accettato solo un numero
limitato di IG, rifiutando di trasformare in IG nomi che per loro sono
generici.
- Uso
delle IG come leva negoziale: le IG sono state una delle tante poste del
negoziato; molte denominazioni minori sono state sacrificate per ottenere
concessioni in altri settori.
Fonti utilizzate
- Italia
a Tavola: tutela di 57 IG italiane nell’accordo UE‑Mercosur
- ANSA:
dichiarazioni della Farnesina e clausole di salvaguardia
- Il
Sole 24 Ore: lista delle 57 IG e logica negoziale
- Quotidiano.net:
quadro generale dell’accordo e delle IG tutelate
- Farnesina
– Ministero degli Esteri: comunicato ufficiale sull’accordo
- Agrapress:
elenco e principi di tutela delle IG italiane