Il modello AKIS (Agricultural Knowledge and Innovation System) è il perno della dimensione conoscenza‑innovazione della nuova PAC: serve a integrare ricerca, consulenza, formazione, sperimentazione, imprese e amministrazioni in un sistema coerente, non più a “silos”.
Nel PSP italiano 2023‑2027, AKIS è descritto nel capitolo 8 e si articola in 9 interventi:
- 3 interventi di “Cooperazione” (art. 77);
- 6 interventi di “Scambio di conoscenze e informazioni” (art. 78).
La spesa pubblica complessiva prevista per AKIS è di circa 422,5 milioni di euro.
Gli interventi AKIS sono pensati per:
- rafforzare i servizi di consulenza aziendale e di sistema;
- sostenere i Gruppi Operativi PEI‑AGRI e altre forme di cooperazione per l’innovazione;
- potenziare formazione, informazione, dimostrazione, scambio di buone pratiche;
- migliorare il coordinamento tra attori (CREA, Rete Rurale, Regioni, organismi di consulenza, università, organizzazioni professionali).
Confronto analitico: AKIS nazionale vs declinazione siciliana
Profilo | Livello nazionale (PSP) | Regione Sicilia |
Impostazione strategica | AKIS come sistema integrato di 9 interventi (cooperazione + scambio di conoscenze), con 422,5 mln € complessivi. | Recepimento della strategia nazionale nell’ambito del PSP, con declinazione regionale degli interventi di sviluppo rurale e dei servizi di conoscenza/innovazione. |
Governance | Forte ruolo di MASAF, CREA, Rete Rurale, con coordinamento centrale e attuazione regionale; AKIS descritto nel cap. 8 PSP. | Autorità di gestione regionale per lo sviluppo rurale; necessità di coordinare strutture regionali, GAL, enti di ricerca, consulenza e organizzazioni professionali. |
Tipologia di interventi | Cooperazione (GO, progetti innovativi, partenariati) + formazione, consulenza, informazione, dimostrazione. | Stesse tipologie, ma con priorità e bandi regionali; possibilità di focalizzare su filiere e sistemi locali tipici siciliani. |
Stato di attuazione | Avvio differenziato tra Regioni; primo anno con focus su messa a punto strumenti e governance, più che su piena operatività di tutti gli interventi. | Avvio in linea con il nuovo PSP, ma con le tipiche criticità di capacità amministrativa, complessità procedurale e necessità di rafforzare i servizi di consulenza e animazione territoriale. |
Criticità | Frammentazione, lentezza di alcuni interventi, difficoltà di integrazione reale tra ricerca, consulenza e imprese. | Rischio di dispersione, difficoltà di fare sistema tra attori (enti locali, università, organizzazioni agricole, consulenti), disomogeneità territoriale. |
Opportunità | Creare un AKIS nazionale più coeso, con reti tematiche, GO, servizi di consulenza moderni e digitali. | Usare AKIS per valorizzare sistemi locali rafforzare consulenza di prossimità e innovazione sociale in agricoltura. |
Fonti di quadro: PSP Italia, documenti Rete Rurale e Pianeta PSR.
Lettura critica: dove si gioca davvero la partita in Sicilia
Se andiamo oltre la descrizione formale, la partita AKIS in Sicilia si gioca su alcuni nodi:
- Passare da “progetti” a “sistema”
Non basta finanziare singoli progetti innovativi: serve una regia che colleghi GO, consulenza, formazione, università, organizzazioni agricole, borghi rurali. Il rischio è un mosaico di iniziative non comunicanti. - Consulenza agricola come infrastruttura, non come servizio accessorio
AKIS funziona solo se la consulenza è capillare, competente e riconosciuta dagli agricoltori come utile. In Sicilia, questo significa lavorare su: - prossimità territoriale;
- capacità di tradurre innovazione in soluzioni pratiche per aziende spesso piccole, familiari, multifunzionali;
- integrazione tra consulenza tecnica, economica, ambientale e digitale.
- Adeguata formazione dei consulenti
- Capacità amministrativa e semplificazione
La complessità procedurale può frenare l’accesso agli interventi AKIS, specie per piccoli soggetti. Per usare bene AKIS, si deve lavorare su bandi chiari, accompagnamento, animazione territoriale adeguata
In sintesi operativa
- A livello nazionale, AKIS nel PSP 2023‑2027 è ben strutturato sulla carta, con 9 interventi e una dotazione significativa, ma l’attuazione è ancora in fase di consolidamento, con differenze regionali e criticità di integrazione reale tra gli attori.
- La Sicilia ha un potenziale enorme per usare AKIS come leva di sviluppo rurale ma deve:
- rafforzare la governance regionale del sistema conoscenza‑innovazione;
- mettere in rete attori che oggi lavorano spesso in parallelo;
- usare AKIS per sostenere filiere e territori concreti, non solo per “fare progetti”
1. Premessa metodologica
L’analisi si concentra su quattro dimensioni chiave dell’attuazione AKIS:
- Governance e capacità amministrativa
- Servizi di consulenza e animazione territoriale
- Cooperazione e Gruppi Operativi (GO)
- Integrazione tra ricerca, imprese e territorio
Per ciascuna dimensione evidenzio le criticità siciliane e il confronto con il Veneto.
2. Criticità Sicilia vs Veneto – Analisi comparata
2.1 Governance e capacità amministrativa
Sicilia – Criticità
- Ritmi di attuazione più lenti nella pubblicazione dei bandi e nella gestione delle procedure.
- Struttura amministrativa frammentata, con difficoltà di coordinamento tra Dipartimento Agricoltura, enti di ricerca, organizzazioni professionali.
- Assenza di un Tavolo AKIS formalizzato, che rallenta la definizione di priorità e la coerenza tra interventi.
- La rinuncia ad alcune azioni fondamentali di AKIS (formazione dei consulenti e attività dimostrativa)
- Turnover elevato del personale tecnico-amministrativo, con perdita di continuità e know‑how.
Veneto – Situazione
- Governance molto stabile, con un sistema di coordinamento consolidato tra Regione, AVEPA, università e centri di ricerca.
- Tavoli tematici permanenti e un forte ruolo dell’Agenzia regionale (AVEPA) nella gestione efficiente dei procedimenti.
- Capacità amministrativa tra le più alte d’Italia, con tempi di istruttoria e pagamento più rapidi.
Differenziale
Il Veneto opera con una governance “a rete” già matura; la Sicilia è ancora in fase di costruzione del sistema.
2.2 Servizi di consulenza e animazione territoriale
Sicilia – Criticità
- Copertura territoriale disomogenea: molte aree interne e borghi rurali non hanno servizi di consulenza strutturati.
- Debole integrazione tra consulenza tecnica, economica, ambientale e digitale.
- Scarsa percezione di utilità da parte delle aziende agricole, che spesso vedono la consulenza come un adempimento burocratico.
- Animazione territoriale insufficiente
Veneto – Situazione
- Rete di consulenza capillare e professionalizzata, con organismi accreditati e standard qualitativi elevati.
- Forte presenza di consulenza specialistica (vitivinicolo, zootecnia, irrigazione, digitale).
- Animazione territoriale continua, con sportelli, incontri tecnici, dimostrazioni in campo.
Differenziale
Il Veneto ha un sistema di consulenza percepito come utile e integrato; la Sicilia deve ancora trasformare la consulenza in un’infrastruttura stabile e riconosciuta.
2.3 Cooperazione e Gruppi Operativi (GO)
Sicilia – Criticità
- Numero di GO inferiore rispetto al potenziale regionale.
- Difficoltà nella costruzione dei partenariati, spesso troppo formali e poco orientati a problemi reali.
- Tempi lunghi di valutazione e avvio dei progetti.
- Scarsa continuità tra GO del periodo 2014‑2022 e quelli del PSP 2023‑2027.
Veneto – Situazione
- Tradizione consolidata di cooperazione e GO PEI‑AGRI, con progetti di alta qualità tecnica.
- Partenariati stabili e collaudati tra imprese, università, consorzi di tutela, enti locali.
- Temi dei GO molto aderenti ai fabbisogni reali (acqua, vitivinicolo, sostenibilità, digitale).
Differenziale
Il Veneto ha una cultura della cooperazione agricola molto radicata; la Sicilia deve ancora consolidare reti stabili e orientate all’innovazione.
2.4 Integrazione tra ricerca, imprese e territorio
Sicilia – Criticità
- Università e centri di ricerca poco integrati nei processi di innovazione agricola quotidiana.
- Scarso trasferimento tecnologico: molte innovazioni restano nei laboratori e non arrivano alle aziende.
- Debole connessione tra ricerca e sistemi locali
- Pochi poli dimostrativi e aziende pilota.
Veneto – Situazione
- Integrazione molto forte tra università, centri di ricerca, consorzi di tutela e imprese.
- Presenza di aziende dimostrative, campi prova, poli di innovazione.
- Ricerca applicata orientata a filiere strategiche (vino, latte, orticoltura, irrigazione).
Differenziale
Il Veneto ha un ecosistema dell’innovazione agricola già maturo; la Sicilia ha eccellenze scientifiche ma manca di un sistema di trasferimento efficace.
3. Sintesi comparativa
Dimensione | Sicilia – Criticità | Veneto – Punti di forza |
Governance | Frammentazione, lentezza, assenza Tavolo AKIS | Governance stabile, AVEPA efficiente, tavoli permanenti |
Consulenza | Copertura disomogenea, percezione debole, poca integrazione | Rete capillare, specialistica, molto utilizzata |
Cooperazione | GO pochi, partenariati fragili, tempi lunghi | GO numerosi, partenariati solidi, forte tradizione |
Ricerca-territorio | Scarso trasferimento, poca integrazione | Ecosistema ricerca‑impresa molto sviluppato |
4. Interpretazione strategica
La Sicilia non è “indietro” per mancanza di potenziale, ma per debolezza sistemica:
- governance non ancora strutturata;
- servizi di consulenza non percepiti come infrastruttura;
- cooperazione agricola non pienamente matura;
- ricerca poco connessa ai territori.
Il Veneto, al contrario, beneficia di:
- una tradizione cooperativa forte;
- un sistema di consulenza consolidato;
- una governance amministrativa molto efficiente;
- una cultura dell’innovazione agricola diffusa.
5. Dove può recuperare la Sicilia
Tre leve strategiche:
1. Costruire un AKIS regionale vero
Tavolo AKIS Sicilia, governance stabile, coordinamento multilivello.
2. Rafforzare la consulenza di prossimità
Sportelli territoriali, animazione nei borghi, consulenza multidisciplinare.

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