NinoSutera
domenica 27 novembre 2022
Neorurali; una sfida avvincente
sabato 12 novembre 2022
Biancavilla Etna Wine Forum
Centrati gli obiettivi di partecipazione e informazione sui valori vitivinicoli del territorio e sull’economia agricola e turistica dell’Etna. Biancavilla intende affermare una sua funzione di coesione e sviluppo, centrato sul vino e le produzioni tipiche di questo versante della ‘Grande Muntagna’. Il Sindaco Antonio Bonanno: “Il Sud-Ovest del vulcano riafferma il suo ruolo nella valorizzazione enologica del territorio. Indispensabile una revisione del perimetro dei nostri territori, includendo vigne e terreni storicamente presenti in questo areale e, ancora oggi, restate escluse”.
Catania, 18
Ottobre 2022 - Oltre 2.000 winelover e operatori della ristorazione
presenti, 35 aziende partecipanti e contenuti di alto profilo per un grande
racconto enologico su Biancavilla e il territorio sud-ovest della DOC Etna. Da sabato 15 a domenica 16, con una
appendice lunedì 17 ottobre dedicata
alla ristorazione locale, Biancavilla è diventata una piccola capitale del vino
di qualità, offrendo una serie di iniziative – tra cui percorsi di visita e
degustazioni - che, in questo specifico territorio, non trova precedenti,
consegnando ad una comunità di imprenditori agricoli e non solo, quel laboratorio di idee e di esperienze che
il Forum di Biancavilla intende essere: un appuntamento stabile condiviso da
tutti gli attori che possono concorrervi (dalle Università al Consorzio di
Tutela dell’Etna DOC, alla Camera di Commercio di Catania, ma anche l’I.R.V.O.
della Regione Siciliana e l’Assessorato all’Agricoltura) sull’Economia del
Vulcano.
Un progetto
che sposa in pieno l’intenzione di creare un vero e proprio Osservatorio, in
grado di raccogliere dati ed analizzarli scientificamente, come previsto nel
Programma della DOC Etna. Biancavilla si candida ad esserne la sede, con
spirito di servizio e coesione insieme a tutto il territorio dell’Etna e a
tutte le sue principali produzioni agricole di tradizione: le arance rosse
dell’Etna, il Ficodindia, la frutta tipica come la Mela Cola e la Pera Coscia,
ma anche i Pistacchi di Bronte e quanto altro ancora connoti e valorizzi
l’agricoltura sulla ‘Grande Muntagna’. Prodotti che varcano stabilmente i
confini italiani per raggiungere mercati lontani e che costituiscono la
struttura, insieme al turismo, dell’intera economia dell’Etna.
Un areale,
quello della DOC Etna, di gran pregio, con vigneti e palmenti che raccontano
una storia secolare fondata sull’iniziativa di famiglie che, di generazione in
generazione, hanno saputo affermare con qualità e rigore produttivo, l’identità
enologica del versante sud/sud-ovest del Vulcano: “Siamo la terza porta dell’Etna e punto di riferimento per la
viticoltura alle pendici dell’Etna – sottolinea il sindaco di Biancavilla, Antonio Bonanno - La prima edizione del Biancavilla Etna Wine Forum ha voluto affermare
l’identità di questo straordinario territorio, dando valore ai tanti produttori
che hanno deciso di insistere su questo versante”.
Importante,
inoltre, l’aspetto di proiezione sul marketing e sull’internazionalizzazione
grazie al coinvolgimento di Italian
Taste Summit con un workshop dal titolo “Export
dei vini dell’Etna Doc, declinazioni dei caratteri territoriali e la loro
promozione specifica” che ha visto l’intervento di Joanna Miro, CEO di Wine
Global Aspect e diversi produttori che hanno partecipato attivamente alla
prima edizione di Biancavilla Etna Wine Forum. Sempre nella giornata di Sabato Matteo Gallello ha guidato una storica
degustazione verticale di Etna Bianco di Masseria Setteporte e la Master of
Wine Susan Hulme ha raccontato le
peculiarità di Biancavilla in una apprezzatissima degustazione con dodici
etichette rappresentative del territorio. Giornata clou Domenica 16 Ottobre con
la presenza di oltre trenta cantine partecipanti, le associazioni del mondo
della sommellerie e poi le enoteche, i ristoranti ed i giornalisti della
critica enologica nazionale ed internazionale ed un pubblico selezionato di
oltre 2.000 persone nella suggestiva cornice di Villa delle Favare con i banchi di assaggio. Nella giornata
conclusiva, una mattinata
di formazione per i ristoratori locali che hanno potuto incontrare i produttori
di Biancavilla nell’ottica di una maggiore sinergia e crescita del territorio
nel segmento eno-gastronomico ed eno-turistico.
Hanno preso parte alla prima edizione di Biancavilla Etna
Wine Forum, l’Associazione Italiana Sommelier, l’Associazione Nazionale
Assaggiatori di Vino, le
cantine di Biancavilla e dell’Etna (Agata Santangelo, Barone di Villagrande, Cantine di Nessuno, CVA
Canicattì, Duca di Salaparuta, Eudes, Feudo Cavaliere, Firriato, Foti
Randazzese, Generazione Alessandro, Giovinco, Grottafumata, Le due Tenute, Masseria
Setteporte, Murgo, Nicosia, Papale, Pietrardita, Planeta, Podere dell’Etna
Segreta, Quinto Arco, Re Ruggero, Serafica Terra di Olio e Vino, Tenuta
Boccarossa, Tenuta del Vallone Rosso, Tenuta di Fessina, Tenute Mannino di
Plachi, Tenute Orestiadi - La Gelsomina, Terra di Montalto, Terrafusa,
Travaglianti), l’associazione DegustEtna e poi l’Enoteca dell’Etna, Racina
e l’Istituto Alberghiero IPSSAT Rocco
Chinnici.
venerdì 11 novembre 2022
la Sicilia sul podio del Merano Wine Festival
Vino e territorio protagonisti in un cortometraggio, la Sicilia sul podio del Merano Wine Festival
Alessia Maranzano
Raccontare il vino siciliano in modo inusuale e inedito: attraverso l’arte, la bellezza della natura e l’energia del territorio. É quello che ha fatto, nel corso della 31esima edizione del Merano Wine Festival, l’azienda agricola siciliana Di Giovanna, tra le prime a specializzarsi nella produzione di vini biologici. E così è stato presentato dall’azienda siciliana, in occasione della manifestazione altoatesina dello scorso 4 novembre, il cortometraggio “Wine is sunlight” del regista Carlo Guttadauro di Anam Cara. Un modo insuale e inedito per raccontare il prodotto siciliano. Tre i vini premiati da The WineHunter Award: l’Helios Grillo 830 mt DOC Sicilia 2020, il Vurrìa Nerello Mascalese Rosato e Helios Nero d’Avola DOC Sicilia 2019, tra i più importanti vini rossi prodotti dall’azienda.
La cantina siciliana produttrice di vini autoctoni e internazionali tra Sambuca di Sicilia (Agrigento) e Contessa Entellina (Palermo). “Sciascia diceva che la Sicilia intera è una dimensione fantastica – afferma Gunther Di Giovanna, che gestisce l’azienda di famiglia, insieme al fratello Klaus -. Come fai a viverci senza immaginazione? E in effetti quello che è capitato a mia moglie, americana di Philadelphia, e a mia mamma tedesca di Heidelberg, la Sicilia conquista. Quando abbiamo girato questo cortometraggio il regista non sapeva quale angolo, del piccolo territorio dove noi ci troviamo, filmare, fotografare, dove realizzare le sue scene. C’era un vero imbarazzo di scelta. La Sicilia è la terra dell’amore, è quell’amore che muove il sole e le altre stelle. Ed è quello che vogliamo mettere nel nostro vino ogni anno quando lo produciamo”.
Gli imprenditori si dicono onorati per aver partecipato al festival del vino “più elegante e prestigioso d’Italia, speriamo sia la prima di tante altre a Merano”. “Non avremmo potuto immaginare un contesto migliore per festeggiare i nostri 25 anni bio”.
Vinificata in purezza nel 1988 e affinata sotto il sole di Palermo, ha come filosofia di vita “Il bicchiere è sempre mezzo pieno”. La comunicazione e il marketing sono il suo lavoro, il vino la sua passione più grande. Dopo essersi laureata in Comunicazione d’impresa, ha conseguito il Master di II livello in ‘Manager delle aziende del settore vitivinicolo’ presso UniPa e un Master specialistico in ‘Hospitality & wine experience’. E’ anche sommelier presso l’Associazione Italiana Sommelier e ha ottenuto la certificazione WSET Level 2 Award in Wines. Infine, è socio dell’Associazione Giovani Imprenditori Vinicoli di Unione Italiana Vini.
(Alessia Maranzano)
Consorzio di tutela del Cerasuolo di Vittoria
grappa e cioccolato per tutti i gusti
Gianna Bozzali
Una degustazione pensata per gli appassionati di grappa che ricercano nuove prospettive e abbinamenti di gusto. Un percorso dedicato alla provincia iblea che vedrà protagonista il cioccolato fondente e una selezione di grappe di cantine aderenti al Consorzio di Tutela del Cerasuolo di Vittoria, distillate artigianalmente. L’appuntamento è per domani 12 novembre alle 18 nella tensostruttura presente all’interno di Nuova Emaia Città e si inserisce nel programma della 55esima Campionaria d’autunno. Ad organizzarla è l’Anag, l’Associazione nazionale assaggiatori di grappa.

Le aziende Avide Vigneti e Cantine di Comiso, MaggioVini di Vittoria, Tenuta Valle delle Ferle di Caltagirone abbineranno i loro distillati con il cioccolato fondente dell’azienda Ciokarrua di Modica. Inoltre, per questo speciale evento, l’azienda Ciokarrua presenterà la sua grappa alla carruba e l’esclusiva novità Grezzopuro: l’inedito cioccolato di Modica IGP-biologico prodotto dalle fave di cacao Colombia, importate e lavorate da Ciokarrua presso il proprio laboratorio di produzione.
Sempre a firma dell’Anag le altre due degustazioni in programma sempre per la giornata di domani 12 novembre: alle 11.30 protagoniste saranno Cantine Paolini, l’azienda Al-Cantàra e le Distillerie Peroni Maddalena. Invece alle 20 si terrà una Masterclass di Grappe della cantina Donnafugata in abbinamento i prodotti della Pasticceria Stracquadaneo di Vittoria. Domenica 13 novembre, infine, si chiuderà alle 18 con la degustazione delle grappe di Cantine Bianchi.
Gianna Bozzali
Originaria di Vittoria (Ragusa). Una laurea in Scienze e Tecnologie Alimentari e tante esperienze maturate nel mondo della comunicazione enogastronomica, sia in tv, sia grazie alla collaborazione con testate giornalistiche di settore. Giornalista e critico gastronomico, esperto assaggiatore Onav, è da anni PR ed ufficio stampa del Consorzio di Tutela del Cerasuolo di Vittoria DOCG. Spesso veste anche il ruolo di Docente di comunicazione gastronomica in diversi corsi di settore. Ama narrare le storie più semplici come quelle dei casari, dei contadini e dei vignaioli perché anche il più sconosciuto dei produttori merita di essere “ascoltato”.
giovedì 10 novembre 2022
Dal Manifesto della Neoruralità alla sovranità alimentare
Uno dei primi lavori del ERP European Rural Parliament https://terra.psrsicilia.it/parlamento-rurale-europeo-litalia-parla-siciliano-ai-lavori-di-kielce/ è stato l’avvio dell’elaborazione del Manifesto della Neoruralità, che non rappresenta il vangelo, ma un quaderno in work in progres.
A distanza di dieci anni, ritorna di gran moda o se volete di grande attualità, (…sovranità alimentare). L’ Italy Rural Parliament ha preferito trattare prima i contenuti, piuttosto che il contenitore, comunque la sostanza in estrema sintesi non cambia, c’è tanta voglia di riposizionare ogni cosa al posto giusto, e di riscrivere una politica agricola, rispettosa dei contadini, dei consumatori e del prossimo.
Nel corso degli anni il concetto di «sovranità
alimentare» è stato ripreso e diffuso da diverse organizzazioni, non esiste
una definizione unanime o trasversalmente condivisa di questo concetto, ma per
capire cosa significa può essere utile riferirsi Organizzazione delle Nazioni Unite per
l’alimentazione e l’agricoltura
Secondo la FAO la sovranità alimentare è un modello di gestione delle risorse alimentari che ha come priorità e motore delle proprie politiche non la massimizzazione del profitto economico ma la soddisfazione delle esigenze alimentari delle persone; che promuove un tipo di produzione alimentare sostenibile e rispettosa del lavoro di chi produce il cibo; che punta a incoraggiare le economie alimentari locali, riducendo la distanza tra fornitori e consumatori, lo spreco e la dipendenza da società distanti dai luoghi in cui il cibo viene prodotto. In altre parole, la sovranità alimentare si propone di dare il controllo delle risorse alimentari soprattutto a chi le produce, le distribuisce e le consuma anziché a grandi aziende che le utilizzano come mezzo per arricchirsi.
La sovranità alimentare punta a valorizzare le conoscenze tradizionali
sulla produzione delle risorse alimentari e la loro trasmissione di generazione
in generazione, e promuove l’utilizzo di metodi e mezzi di gestione delle
risorse alimentari che siano sostenibili dal punto di vista ambientale.
Di sovranità alimentare già nel lontano 1956 Luigi (Gino) Veronelli scriveva “L’agricoltura e il turismo sono le armi migliori per lo sviluppo e l’affermazione della nostra Italia”. Un’idea decisamente controcorrente considerando il pieno boom economico, cioè quel veloce sviluppo industriale che trasformò l’Italia, il suo modo di vivere, le abitudini, anche alimentari, della popolazione e modificò per sempre l’aspetto delle città, del paesaggio, delle campagne. Anni dopo, Veronelli è tornato sull’argomento precisando che “L’agricoltura di qualità e il turismo di qualità sono le armi per lo sviluppo della nostra patria”. Veronelli in questo come in tanti altri temi, è stato un antesignano, un intellettuale a tutto campo, ricco di intuizioni, uno straordinario personaggio ricco di umanità, e di contraddizioni, capace di vedere lontano. I suoi pensieri sul turismo e sull’agricoltura, infatti, hanno del pionieristico se collocati nel contesto storico in cui sono stati enunciati. Ma d’altra parte il suo grande fascino era dovuto al fatto che nella sua vita, non hai mai smesso di essere curioso e attento a cogliere le novità, nel rispetto dell’identità territoriali.
Veronelli, enologo, gastronomo e scrittore lombardo, ideò le
De.Co., ha rappresentato e rappresenta il rinascimento dell’ ElaioEnoGastronomia italiana in tutte le sue espressioni, ha
aperto una strada, inventato un genere, vissuto e tracciato la via per
l’affermazione dei territori, e dei prodotti identitari, una lezione di dedizione, onestà intellettuale, e sana partigianeria
che rappresenta l’antesignano alla sovranità alimentare
Ha
lottato contro i poteri forti a difesa dei piccoli produttori, a garanzia dei
consumatori consapevoli.
E’ in
questo scenario che 20 anni addietro è stato ideato il
percorso Borghi GeniusLoci De.Co., https://terra.psrsicilia.it/borghi-geniusloci-de-co-legame-fra-uomo-ambiente-clima-e-cultura-produttiva/
un percorso culturale, che mira a
salvaguardare e valorizzare il “locale”, rispetto al fenomeno della
globalizzazione, che tende ad omogeneizzare prodotti e sapori. Il Genius Loci
rappresenta l'essenza, l'identità di un territorio; ad esso appartengono le
immagini, i colori, i sapori ed i profumi dei paesaggi.
Illuminante, al riguardo, la
definizione che Luigi Veronelli ha dato del “genius loci”: esso è
da intendere come “l’intimo ed imprescindibile legame fra uomo, ambiente, clima
e cultura produttiva.
Le De.Co. (Denominazioni
Comunali) nascono da un’idea semplice e geniale del grande Luigi Veronelli, che
così le spiegava: “Attraverso la De.Co.
il "prodotto" del Territorio acquista una sua identità.” Rappresenta
un’importante opportunità per il
recupero e la valorizzazione delle identità e le unicità locali. La De.Co. è
“un prodotto del territorio” (un piatto, un dolce, un sapere, un evento, un
lavoro artigianale, etc) con il quale una comunità si identifica per elementi
di unicità e caratteristiche identitarie, deve essere considerata come una vera
e propria attrazione turistica capace di muovere un target di viaggiatori che
la letteratura internazionale definisce “foodies” viaggiatori sensibili al
patrimonio culinario locale e non solo.
giovedì 3 novembre 2022
venerdì 28 ottobre 2022
55^ edizione della Fiera Campionaria d’autunno
Torna a Vittoria l’atteso evento fieristico
d’autunno, in programma dal 5 al 13 novembre.
Giovedì 3 la conferenza stampa di presentazione
Gianna
Bozzali
Sarà
presentata in conferenza stampa giovedì 3 novembre, alle ore 10.00,
la 55^ edizione della Fiera Campionaria d’autunno, in programma al Polo
Fieristico di Vittoria dal 5 al 13 novembre 2022.
Nella
sala riunione di Nuova Emaia Città saranno illustrati tutti i dettagli
dell’evento volto a promuovere tante e variegate produzioni proposte dagli
oltre 100 espositori di questa edizione. Idee a portata di mano recita il
claim di quest’anno a sottolineare le tante soluzioni per la casa, per il
giardinaggio, per l’abbigliamento, il tempo libero e non solo che la
Campionaria, come da tradizione, si propone di offrire ai visitatori. Fondata
nel 1966, la “Novembrina” di Nuova Emaia Città vuole incontrare un vasto
pubblico proponendo anche iniziative collaterali, alcune delle quali si possono
ritenere degli appuntamenti storici. Ne è un esempio la Fiera del Bestiame,
a cura di ACEV Vittoria, che si terrà domenica 6 novembre a partire
dalle ore 7.30: un intreccio di folclore e divertimento specie per il pubblico
più piccino dove protagonista sarà il mondo dell’ippica. Una giornata all’insegna della tradizione, che da sempre
racconta la storia della civiltà contadina locale e allo stesso tempo incanta con
le tante razze di cavallo che sfileranno, dai cavalli provenienti dalla Frisia
ai cavalli andalusi, equini che instaurano un buon rapporto con l’uomo, fino ai
percheron del nord della Francia. Tra gli eventi immancabile la Fiera di San
Martino, in calendario il 12 e 13 novembre, che da 300 anni è una delle
iniziative più attese in città, simbolo della festa popolare, con le numerose
bancarelle ricche di vivacità. Tra gli eventi collaterali le degustazioni di
grappa a cura di ANAG Sicilia, momenti di fitness con le associazioni sportive
di Vittoria, spettacoli di danza e musica.
Tutti i dettagli, comunque, saranno resi noti in conferenza stampa, giovedì 3 novembre alle ore 10.00.
Originaria di Vittoria (Ragusa). Una laurea in Scienze e Tecnologie Alimentari e tante esperienze maturate nel mondo della comunicazione enogastronomica, sia in tv, sia grazie alla collaborazione con testate giornalistiche di settore. Giornalista e critico gastronomico, esperto assaggiatore Onav, è da anni PR ed ufficio stampa del Consorzio di Tutela del Cerasuolo di Vittoria DOCG. Spesso veste anche il ruolo di Docente di comunicazione gastronomica in diversi corsi di settore. Ama narrare le storie più semplici come quelle dei casari, dei contadini e dei vignaioli perché anche il più sconosciuto dei produttori merita di essere “ascoltato”.
martedì 25 ottobre 2022
strumenti innovativi per la comunicazione
Misura
16, strumenti innovativi per la comunicazione e la formazione digitale dei
Gruppi Operativi
Alessia Maranzano
Favorire il trasferimento di innovazione e conoscenza scientifica tramite la formazione digitale. Due sono i progetti che, in accordo con le finalità della Misura 16 e del ruolo dei Gruppi operativi, hanno scelto di utilizzare una piattaforma elearning per trasferire e divulgare le conoscenze di base al personale delle aziende coinvolte per la corretta attuazione del progetto. Una modalità di fruizione, questa, disponibile non solo per i dipendenti coinvolti, ma anche per tutti gli stakeholder al fine di coinvolgere un pubblico sempre più ampio.
Adottata
come strumento digitale all’interno di alcuni Gruppi Operativi finanziati dalla
Misura 16 del PSR in Sicilia, la piattaforma, sviluppata dalla startup
siciliana GemmaLab – agenzia di comunicazione agroalimentare, costituisce un
valido supporto alle attività di divulgazione e comunicazione. La piattaforma,
infatti, permette di caricare e gestire contenuti formativi mirati, divulgando attività di tipo edutainament,
coinvolgendo i dipendenti e i portatori di interesse in una nuova esperienza
che li avvicina al progetto promosso dal Gruppo Operativo. In questo
modo, il processo di formazione e divulgazione si pone in linea con le finalità
della Sottomisura 16.1.
Ne è un esempio il progetto Fisipro “La Filiera dei frumenti antichi Siciliani: dalla Produzione alla realizzazione di prodotti nutraceutici” promosso dal Gruppo Operativo Sicilian Quality Food. La piattaforma consente di promuovere l’attività svolta dal Gruppo operativo nell’ambito del progetto finanziato e di adottare uno strumento efficace sia per la gestione delle attività di formazione previste dal progetto sia per rendere fruibile e dare ampia diffusione alle conoscenze scientifiche e innovazioni prodotte in seno allo stesso. In questo modo, è possibile trasferire le conoscenze di base al personale delle aziende coinvolte per la corretta attuazione del progetto, partendo dalla consapevolezza che per la buona riuscita delle singole attività, il capitale umano rappresenta l'elemento principale per il trasferimento dell'innovazione. Nel caso specifico del progetto Fisipro, tra gli argomenti trattati nella piattaforma elearning, focus su biodiversità e aspetti agronomici del grano duro antico siciliano, sul processo di molitura, la produzione di pasta e i prodotti trasformati. Inoltre, sono affrontati argomenti quali l’eco-compatibilità del prodotto, la valorizzazione degli stessi nel mercato, i principi dei sistemi di tracciabilità "dal campo alla tavola" ed i sistemi di qualità certificata.
Anche il progetto FI.SI.CA. “Creazione in Sicilia di filiere corte per la
produzione di oli e farine di canapa” promosso dal Gruppo Operativo Kibbò Hemp
Community ha arricchito la propria piattaforma di numerosi contenuti e moduli
formativi, inclusi i materiali prodotti in occasione dei convegni divulgativi,
grazie anche al contributo apportato dai partner scientifici FIRAB - Fondazione
Italiana per la Ricerca in Agricoltura Biologica e Biodinamica di Roma, CREA -
Centro di Ricerca Cerealicoltura e Colture Industriali, Sede di Acireale e
Istituto per la BioEconomia di Catania - Consiglio Nazionale delle
Ricerche.
Le Piattaforme possono essere fruite attraverso una registrazione gratuita e molti contenuti sono disponibili per un pubblico più vasto oltre che a tutti i partner e stakeholder coinvolti nei progetti. In questo modo, tramite l’approccio dell’apprendimento digitale cambia il processo di formazione e divulgazione che diventa più smart ed inclusivo, adeguandosi ai nuovi strumenti digitali interattivi, disponibili on demand e su mobile.
Vinificata
in purezza nel 1988 e affinata sotto il sole di Palermo, ha come filosofia di
vita “Il bicchiere è sempre mezzo pieno”. La comunicazione e il marketing sono
il suo lavoro, il vino la sua passione più grande. Dopo essersi laureata in
Comunicazione d’impresa, ha conseguito il Master di II livello in ‘Manager
delle aziende del settore vitivinicolo’ presso UniPa e un Master specialistico
in ‘Hospitality & wine experience’. E’ anche sommelier presso
l’Associazione Italiana Sommelier e ha ottenuto la certificazione WSET Level 2
Award in Wines. Infine, è socio dell’Associazione Giovani Imprenditori Vinicoli
di Unione Italiana Vini.
martedì 18 ottobre 2022
Agave e la sua naturalizzazione in Europa
Agave e la sua naturalizzazione in Europa
Si è svolto il webinar internazionale e multidisciplinare sull’Agave
L'evento organizzato dall’Assessorato Agricoltura della regione Siciliana all' interno della Rete Regionale Sistema della Conoscenza e dell' Innovazione in Agricoltura, attraverso il Gruppo Tematico "AGAVE”, , istituito su proposta di un gruppo di stakeholder dell’area nebrodea, in particolare Paolo Salanitro e Vincenzo Russitto, instancabili animatori del Gruppo, con competenza e professionalità, dalla Fondazione Mancuso, dalla Rangers International, hanno collaborato con Héctor Alcántara Palacios addetto culturale dell’Ambasciata del Messico in Italia, con Claudia Huerta della segreteria diplomatica messicana presso le Nazioni Unite, con Maria Martinez Diaz e la Presidente Malena Viveros dell'Associazione Cultura Messicana in Italia, con Francesca Martino Responsabile Affari Generali e Patrimonio del comune di Frosinone, Fabio Carollo Presidente del Rotaract di S.Agata di Militello, con Ciro Artale Presidente Pro Loco di Acquedolci, con Domenica Lucchesi Associazione degli Insegnanti di Scienze Naturali (ANISN) di Messina, con il patrocinio dell'Ente Parco dei Nebrodi, di Aboca S.p.A ed Irritec S.p.A. è stato organizzato in sinergia con le segreterie diplomatiche dell'Ambasciata del Messico in Italia e della segreteria diplomatica del Messico presso l'ONU e con l'Associazione Cultura Messicana in Italia.
L'evento si integra anche ad altre importanti
attività tra Italia e Messico, ricordiamo infatti l'anniversario dei 100 anni
dell'Ambasciata del Messico in Italia, festeggiato il 2 luglio alla presenza di
S.E. l'Ambasciatore Eugenio Garcia de Alba Zepeda, importante segnalare che per
quella occasione è stata realizzata una scultura dal titolo “Agave Resplandeciente Grande”,
creata e donata dall'artista messicana Chelita Zuckermann e posizionata nel
"Giardino del Centenario" dell'Ambasciata a Roma.
Un evento multidisciplinare e internazionale con il contributo dei Relatori, dei Sindaci del Comune di Frosinone , del comune di Acquedolci e del comune di Sant’Agata di Militello, del Presidente Roberto Tomaselli dell'Associazione Aurora Tomaselli, S.E. l'Ambasciatore d'Italia in Indonesia Benedetto Latteri, S.E. l'Ambasciatore del Messico in Italia Carlos Eugenio García de Alba Zepeda.
I lavori sono stati moderati da Simona Orlando della Mirus, con la preziosa
collaborazione per la traduzione in
Spagnolo della dott.ssa Maria Martinez Diaz, dell'Associazione Cultura
Messicana in Italia.
Dopo i saluti istituzionali del Direttore Generale dell'Assessorato Agricoltura dott. Dario Cartabellotta e del Presidente dell'Ente Parco dei Nebrodi, l’intervento S.E. Ambasciatore Miguel Jorge García Winder, Rappresentante permanente del Messico presso l'Organizzazione delle Nazioni Unite a Roma
A seguire gli interventi del prof. Mauro Mariotti, Direttore Giardini Botanici Hanbury dell’Università di Genova, i giardini
visitati ogni anno da migliaia di appassionati e ricercatori si trovano a
Ventimiglia in provincia di Imperia, attualmente accolgono una delle più
importanti collezioni di specie di Agave in Italia ed in Europa.
Il prof.re Rosario Schicchi Direttore del più grande Orto botanico
d'Europa, quello di Palermo, all'Orto botanico
nella
seconda metà del 1800 venne portata una particolare specie di Agave chiamata
"sisalana" e dopo un periodo di acclimatamento, venne coltivata
sull'Isola di Mozia e presso Acquedolci per produrre fibra tessile.
Il tema dell'Agroecologia una scienza i cui
principi ecologici possono essere applicati alla produzione di alimenti,
carburante, fibre e farmaci nonché alla gestione di agrosistemi, è importante
ricordare che l'Agave può sopravvivere in condizioni estreme, ha un metabolismo
fotosintetico che gli scienziati chiamano CAM, può vivere sia a livello del
mare, in terreni poveri e salmastri fino ad auna altitudine di oltre duemila
metri, in alcuni ambienti risulta moderatamente invasiva, ma non distruttiva
per gli habitat autoctoni, è stato illustrato dal prof. Guido Bissanti
Dopo aver affrontato la botanica, la
storia, le tradizioni, è venuto il momento di affrontare il tema della ricerca
in campo farmacologico che tecnologico, infatti non è molto noto, ma in questi
ultimi 12 anni, per delle particolari casualità non piacevoli, si è data avvio
da parte dell'Associazione Aurora Tommaselli, ad una ricerca sulle potenzialità
dell'Agave ed in particolare la sisalana, sul contrastare un tumore aggressivo
che colpisce in particolare gli adolescenti, ovvero l'osteosarcoma, desideriamo
ringraziare il Presidente dell'Associazione Aurora Roberto Tomaselli, che ha
ricercato i fondi poi utilizzati dall'Aboca spa, il Regina Elena di Roma e dal
Rizzoli di Bologna.
Il dott. Massimo Serra, della
Struttura Complessa di Osteoncologia dell’Istituto Ortopedico Rizzoli di
Bologna, ci relazionerà sullo stato della ricerca finanziata come detto
dall'Associazione Aurora Tomaselli, in merito all'efficacia contro
l'Osteosarcoma (tumore delle ossa) da parte delle biomolecole estratte dal
fitocomplesso proveniente dal succo dell'Agave sisalana, attività di ricerca
condotta da oltre dieci anni unitamente ad Aboca S.p.A., alla dott.ssa Sabrina
Strano e al prof.re Giovanni Blandino, Responsabile del laboratorio di oncogenomica
ed epigenetica dell’Istituto Nazionale Tumori Regina Elena di Roma.
Della ricerca condotta sempre
sull'Agave sisalana, utilizzata come una fibra tessile, chiamata Sisal che si ricava dalle foglie, ci piace
ricordare che con la fibra di sisal è
stata impressa l'immagine sacra e venerata da milioni di fedeli della Madonna
di Guadalupe, ricordiamo ancora che le cime della Amerigo Vespucci sono in
fibra di Agave, la dott.ssa Antonella
Petrocelli, del CNR dell'Istituto di
Ricerca sulle Acque di Taranto, ha relazionato sull'attività di ricerca
condotta unitamente ad Ester Cecere, e Giuseppe Portacci, ricerca condotta
sull'uso della fibra estratta dall'Agave sisalana (sisal), come alternativa
ecosostenibile, in sostituzione delle reti in polipropilene utilizzate in
mitilicoltura
venerdì 14 ottobre 2022
Italy Rural Parliament
Dopo il formale riconoscimento da parte del Parlamento Rurale Europeo (ERP) si lavora a diffonderlo in tutta la penisola
Il Parlamento rurale europeo è modellato sull'idea originale stabilita dalla Svezia e replicata in altri paesi a livello nazionale.I parlamenti rurali nazionali sono tutti diretti da movimenti rurali nazionali, tutti partner nazionali dell'ERP e membri dell'ERCA e/o PREPARE. C'è quindi un legame molto forte tra i parlamenti rurali nazionali ed europei, e sono una parte importante della campagna ERP complessiva, con lo scambio di informazioni e idee tra di loro.
Il concetto di Parlamento rurale è stato originato dal movimento rurale svedese Hela Sverige ska leva HSSL. Il primo vero Parlamento rurale si è tenuto nel 1989. Da allora l'idea si è diffusa e, oltre al Parlamento rurale europeo, ci sono ora 13 parlamenti rurali tenuti in 12 paesi: Svezia, Estonia, Paesi Bassi, Slovacchia, Scozia, Bosnia e Erzegovina, Croazia, Lettonia, Lituania, Slovenia. Finlandia, Finlandia, Albania di lingua svedese. Nel 2019 sono attualmente previsti nuovi parlamenti rurali in Macedonia e Montenegro.
Un "parlamento rurale" non è una parte formale del governo, né è un parlamento nel senso di un organo legislativo o decisionale, ed è apolitico.È un processo "dal basso" di coinvolgimento e dibattito tra la popolazione rurale ei responsabili politici per consentire una migliore comprensione, politiche e azioni migliori per affrontare le questioni rurali. Si concentra sul raggiungimento di risultati pratici e basati su politiche pertinenti alle sfide e alle opportunità che le popolazioni rurali devono affrontare. Questi risultati sono monitorati e ulteriormente sviluppati nel periodo tra i parlamenti rurali.
lunedì 3 ottobre 2022
webinar internazionale "l'Agave (Maguey) e la sua naturalizzazione in Europa"
L'evento in programma mercoledì
12 ottobre 2022 alle ore 9,45 dal titolo "l'Agave (Maguey) e la sua
naturalizzazione in Europa" si svolgera in forma live su piattaforma
dedicata.
Per registrarsi
https://us02web.zoom.us/webinar/register/WN_RIs2oVpwSrOFA_4A3hDNrQ
Dopo i saluti istituzionali di Dario Cartabellotta Direttore Generale dell'Assessorato regionale dell' agricoltura, Domenico Barbuzza Presidente dell'Ente Parco dei Nebrodi, interverranno: S.E. l'Ambasciatore Miguel J. García Winder, Rappresentante permanente del Messico presso l'Organizzazione delle Nazioni Unite a Roma, Mauro Mariotti Direttore dei Giardini Botanici Hanbury dell’Università di Genova, Rosario Schicchi Direttore dell'Orto Botanico di Palermo , Danilo Magliocchetti Assessore Centro Storico ed Artigianato Locale del comune di Frosinone, Guido Bissanti Agronomo, esperto in Agro-Ecologia, Massimo Serra, della Struttura Complessa di Osteoncologia dell’Istituto Ortopedico Rizzoli IRCCS, Bologna, Antonella Petrocelli, del CNR Istituto di Ricerca sulle Acque (IRSA) di Taranto.
Le conclusioni saranno affidate a Nino Sutera responsabile dell’ Osservatorio politiche neorurali dell'Assessorato Agricoltura della Regione Siciliana.
L'obbiettivo del webinar è quello
di comprendere se l'Agave naturalizzata sul nostro territorio può essere un
valore aggiunto alla biodiversità, ovvero causare squilibri a danno della
vegetazione cosiddetta autoctona.
Nel webinar si affronterà l'importante tema dell'Agro-Ecologia, si traccerà il percorso storico con l'arrivo delle prime Agavi in Europa ed In Italia, si darà spazio ad un evento unico nel suo genere nel comune di Frosinone, si affronterà il tema della ricerca scientifica relazionando sulla futura attività farmacologica delle biomolecole che presenti nell'Agave sisalana potrebbero dare una speranza contro l'osteosarcoma (tumore alle ossa), in fine si parlerà delle ricerche e sulle applicazione della fibra contenuta nella pianta attualmente sotto studi applicativi nella mitilicoltura dal CNR.
La regia sarà garantita da Simona
Orlando del Mirus Consulenti della Comunicazione, sotto il patrocinio
dell'Assessorato regionale dell' agricoltura, dello sviluppo rurale e della
pesca, Ente Parco dei Nebrodi, IRRITEC SPA, ABOCA S.p.A. Soc. Agricola ;
L’assessorato regionale all’Agricoltura, considerato il crescente interesse verso l’Agave e più in generale verso le fibre vegetali per favorire lo scambio di esperienze e conoscenze, ha avviato i lavori del Gruppo Tematico “AGAVE” all’interno della Rete Regionale Sistema della Conoscenza e dell’Innovazione in Agricoltura.
La Rete è lo strumento
finalizzato alla “concertazione tecnica”, il punto di incontro e di scambio fra
le esigenze dell’intero sistema (tecnico, scientifico ed economico) di un
determinato settore e gli attori della ricerca scientifica e dello sviluppo
rurale con l’obiettivo di recepire le esigenze del settore, condividere,
indirizzare e predisporre nuove attività di ricerca e innovazione, formazione e
aggiornamento tecnico, nonché della divulgazione; elaborare strategie
finalizzate al miglioramento della competitività e allo sviluppo rurale. https://terra.psrsicilia.it/rete-regionale-sistema-della-conoscenza-e-dellinnovazione-il-dipartimento-aggiorna-database-inserisci-i-tuoi-dati/
Evento organizzato dal Gruppo Tematico "AGAVE” istituito su proposta di un gruppo di stakeholder dell’area nebrodea, capitanata da Paolo Salanitro e Vincenzo Rossitto, dalla Fondazione Mancuso, dalla Rangers International OdV, con la preziosa collaborazione di Héctor Alcántara Palacios addetto culturale dell’Ambasciata del Messico in Italia, Claudia Huerta della segreteria diplomatica messicana presso le Nazioni Unite, Maria Martinez Diaz e la Presidente Malena Viveros dell'Associazione Cultura Messicana in Italia, Francesca Martino Responsabile Affari Generali e Patrimonio del comune di Frosinone, Fabio Carollo Presidente del Rotaract di S.Agata di Militello, Pro Loco aps di Acquedolci, l'Associazione degli Insegnanti di Scienze Naturali (ANISN).
Si ringraziano S.E. l'Ambasciatore del Messico in Italia, Carlos García de Alba e S.E. l'Ambasciatore Miguel J. García Winder, Rappresentante permanente del Messico presso l'Organizzazione delle Nazioni Unite a Roma. Un grazie anche al Sindaco di Frosinone Riccardo Mastrangeli, al Sindaco di S.Agata di Militello Bruno Mancuso, al Sindaco di Acquedolci Alvaro Riolo, al Presidente dell'Associazione Aurora Tomaselli, Roberto Tomaselli e quanti hanno contribuito all'organizzazione dell'evento
L’evento in programma il 12 Ottobre segue l’evento organizzato lo scorso mese di maggio https://terra.psrsicilia.it/agroindustria-e-farmaceutico-lagave-sisalana-apre-nuove-frontiere-allo-sviluppo/
Le Agavi sono piante in
prevalenza monocarpiche, sono originarie delle zone tropicali e subtropicali
del continente americano, con particolare riguardo al Messico, Indie
occidentali, America meridionale, sono delle xerofite o piante xerofile ovvero
vegetali adattati a vivere in ambienti caratterizzati da lunghi periodi di
siccità o da clima arido o desertico, definiti genericamente ambienti xerici.
Le condizioni ambientali in cui
si insediano le xerofite sono caratterizzate da terreni generalmente asciutti o
permeati da acque salse e da un'atmosfera secca. Tali condizioni sono
sfavorevoli alla vita delle piante normali in quanto l'aria secca intensifica
la traspirazione senza la compensazione da un adeguato assorbimento idrico da
parte delle radici: in assenza di adattamenti morfologici o fisiologici di tipo
xerofitico, le piante vanno incontro all'appassimento temporaneo e, infine,
all'avvizzimento.
Gli adattamenti xerofitici,
sviluppati dall'Agave sotto l'aspetto morfologico o fisiologico, hanno lo scopo
di limitare l'impatto del deficit di umidità, rallentando la traspirazione e le
perdite d'acqua per evaporazione dai tessuti, oppure di attivare meccanismi
fisiologici che permettono la sopravvivenza in condizioni critiche per tempi
anche molto lunghi.
Di particolare importanza
strategica è la fotosintesi CAM (acronimo di Crassulacean Acid Metabolism),
attuata nelle Crassulaceae, nelle Cactaceae e in alcune specie di altre
famiglie come quella dell'Agave, questo è un adattamento xerofitico vero e
proprio perché consente lo svolgimento della fotosintesi anche con gli stomi
chiusi. Nelle vie metaboliche ordinarie delle piante C3 e delle piante C4,
infatti, la fotosintesi necessita dell'apertura degli stomi affinché si
svolgano gli scambi gassosi (ingresso della CO2 e uscita dell'O2. In caso di
chiusura degli stomi, pertanto, le piante non svolgono la fotosintesi.
Invece nelle piante a metabolismo
CAM si svolge una via metabolica alternativa che rappresenta un'evoluzione
adattativa del ciclo di Calvin, proprio delle piante C3. La fase luminosa e la
fase buia sono infatti separate nel tempo: durante la notte la pianta apre gli
stomi, permettendo l'ingresso della CO2 che sarà fissata da un acido a tre
atomi di carbonio (C3), prevalentemente l'acido malico, accumulato nei vacuoli.
Durante il giorno, a stomi chiusi, gli acidi C4 accumulati nel corso della
notte saranno metabolizzati nel ciclo di Calvin. La via metabolica CAM ha
un'efficienza fotosintetica molto bassa, tuttavia permette lo svolgimento della
fotosintesi in condizioni ambientali che impedirebbero le altre vie.
Un aspetto interessante del
metabolismo CAM consiste nel fatto che pur avendo una base genetica, il meccanismo
è innescato dalle condizioni ambientali: la fotosintesi CAM si svolge infatti
in condizioni di clima arido, ma in occasione di giornate umide, ad esempio
dopo un temporale, le piante CAM svolgono il ciclo di Calvin secondo il
meccanismo delle piante C3. La fotosintesi CAM, pertanto, va intesa come una
risorsa metabolica integrativa che consente il proseguimento dell'attività
vegetativa anche in condizioni proibitive.
Utilizzi antropici in Italia
delle Agavi
Le specie di grandi dimensioni,
come A. americana, si impiegano nei giardini del Sud e in Liguria come punti
focali o per creare barriere difensive, mentre nel Nord si pongono in grandi
vasi decorativi a sottolineare un ingresso o un vialetto, o appoggiati in cima
ai pilastri del cancello, dove non temono né il freddo, se non proprio lungo e
intenso, né la mancanza d’acqua. Gli esemplari più piccoli, da coltivare in
vaso, sono ottimi in balcone e cortile o in casa.
In passato la Sicilia e parte
della Calabria è stata interessata alla coltivazione poi interrotta dell'Agave
sisalana, particolare Agave dalla quale si sfrutta in miglior modo le fibre
tessili, dopo decorticazione della foglia, i maggiori impianti sono stati
realizzati sull'isola di Mozia ed Acquedolci.
Attualmente si sta rivalutando la
possibilità di reimpiantarla a scopo agro-industriale, di questo se ne sta
occupando il Gruppo Tematico attivato dall'Assessorato.
Di contro ci sono attualmente
aziende che hanno messo in commercio distillati di Agave sisalana anche in
abbinamento ad altre essenze mediterranee.
In molti studi si rileva che
l'Agave può in alcune condizioni naturalizzarsi sul territorio, creando anche
sconfinamenti verso la vegetazione autoctona mediterranea.
L'Agave ed in particolare la
specie sisalana rientrava tra le principali coltivazioni da rivendita nella
cosiddetta " economia di piantaggione" unitamente al cotone, alla gomma, canna da zucchero, tabacco, i fichi, il riso,
il kapok, ed alcune specie del genere Indigofera, utilizzate per la produzione
dell'indaco.
Un' economia di piantagione è
un'economia basata sulla produzione di massa di prodotti agricoli, solitamente
di granaglie. L'economia di piantagione si basava sull'esportazione e sui cash
crops come fonte di sostentamento.
Più lungo era il periodo di crescita
e coltivazione di un prodotto e più efficiente doveva divenire una piantagione.
Le economie di scala avevano una certa rilevanza quando il mercato era
distante. Le coltivazioni di una piantagione solitamente dovevano essere
lavorate immediatamente dopo la raccolta. Lo zucchero di canna, il tè, l'agave
e l'olio di palma erano le più comuni, mentre la palma da cocco, la gomma e il
cotone si prestavano ad una lavorazione più lenta
Post in evidenza
C’è la Sicilia nel Menù del film gastronomico
NinoSutera C’è la Sicilia nel Menù del film gastronomico Regione Enogastronomica d’Europa 20...
-
NinoSutera Nella PAC 2024-2027 la Sicilia ha a disposizione 1.474.613.117 euro rappresentando la prima regione italiana per...
-
Itinerario della biodiversità viaggio senza tempo di Kristen e Pierangelo Faranno tappa a Bagheria il prossimo 28 gennaio, Kristen e Pie...










