giovedì 6 agosto 2026

carbon farming

 

La Ue adotta le prime metodologie per certificare il carbon farming

La Commissione europea definisce le prime regole comuni per misurare e certificare i benefici climatici del carbon farming, valorizzando il ruolo del suolo nella transizione ecologica

di Emanuele Isonio

 

La transizione verso un’agricoltura sempre più protagonista nella lotta al cambiamento climatico compie un passo decisivo. La Commissione europea ha infatti adottato le prime metodologie ufficiali di certificazione per il carbon farming previste dal regolamento sul Carbon Removals and Carbon Farming (CRCF), il quadro normativo che introduce il primo sistema volontario comune dell’Unione europea per certificare le attività di rimozione del carbonio e di riduzione delle emissioni.

Non si tratta di un semplice adempimento tecnico. Con questo provvedimento l’Europa definisce le regole che consentiranno di misurare, monitorare e verificare, secondo criteri scientifici condivisi, il contributo delle pratiche agricole e forestali alla mitigazione del cambiamento climatico. Un passaggio fondamentale per riconoscere il ruolo che il suolo può svolgere non soltanto come base della produzione agricola, ma come infrastruttura naturale capace di assorbire carbonio, conservare biodiversità, regolare il ciclo dell’acqua e rafforzare la resilienza degli ecosistemi.

I punti principali del CRCF Regulation. FOTO: Elaborazione Re Soil Foundation su dati Commissione europea

I punti principali del CRCF Regulation. FOTO: Elaborazione Re Soil Foundation su dati Commissione europea

Dalle pratiche agricole alla certificazione

Le metodologie adottate riguardano tre grandi categorie di intervento:

  • il carbon farming sui suoli minerali e i sistemi agroforestali,
  • il ripristino e la reidratazione delle torbiere e degli altri suoli organici,
  • gli interventi di imboschimento e riforestazione.

Per ciascuna attività vengono definiti criteri dettagliati per quantificare il carbonio sequestrato o le emissioni evitate, le modalità di monitoraggio, i requisiti per la verifica indipendente e le condizioni necessarie affinché i risultati possano essere certificati. L’obiettivo è garantire che ogni beneficio dichiarato sia reale, misurabile e duraturo nel tempo, riducendo il rischio di valutazioni approssimative e assicurando un quadro comune valido in tutti gli Stati membri.

Il carbonio racconta la salute del suolo

L’importanza di questa decisione va ben oltre la contabilizzazione delle emissioni di gas serra. Il carbonio organico rappresenta infatti uno dei principali indicatori della salute del suolo. Aumentarne il contenuto significa migliorare la struttura del terreno, favorire l’attività biologica, incrementare la fertilità e la disponibilità di nutrienti, aumentare la capacità di trattenere l’acqua e rendere le colture più resistenti agli effetti di siccità e precipitazioni estreme.

È ormai ampiamente riconosciuto che le pratiche capaci di accumulare carbonio nel terreno – come l’agricoltura conservativa, le colture di copertura, l’agroforestazione, la diversificazione colturale e una gestione più attenta della sostanza organica – producono benefici che si estendono ben oltre la mitigazione climatica. Migliorano infatti la biodiversità del suolo, limitano l’erosione, favoriscono la regolazione del ciclo idrico e contribuiscono alla resilienza complessiva dei sistemi agricoli.

Per questo motivo le metodologie europee non si limitano a misurare il carbonio immagazzinato, ma prevedono anche criteri volti a garantire che le attività certificate non compromettano altri servizi ecosistemici e, al contrario, producano benefici ambientali aggiuntivi.

Una nuova fase per il carbon farming europeo

L’adozione delle metodologie rappresenta il passaggio dalla definizione del quadro normativo alla sua concreta applicazione. Agricoltori, proprietari forestali e gestori del territorio potranno ora fare riferimento a criteri comuni per documentare gli effetti delle proprie pratiche, mentre gli organismi di certificazione disporranno di procedure armonizzate per verificarne i risultati.

La sfida dei prossimi anni sarà accompagnare la diffusione di queste pratiche attraverso la ricerca, il trasferimento delle conoscenze e sistemi di monitoraggio sempre più efficaci. Perché il carbon farming possa esprimere tutto il suo potenziale sarà infatti necessario continuare a investire nella qualità della gestione del suolo, nella raccolta dei dati e nella formazione degli operatori.

La decisione della Commissione europea segna dunque un cambio di prospettiva: il suolo non viene più considerato soltanto un serbatoio di carbonio, ma un ecosistema complesso, la cui salute rappresenta una condizione essenziale per affrontare contemporaneamente cambiamento climatico, perdita di biodiversità, sicurezza alimentare e gestione sostenibile delle risorse naturali. Un riconoscimento che conferma come il futuro della transizione ecologica passi anche, e soprattutto, da ciò che accade sotto i nostri piedi.

Calici sotto le Stelle 2026

 


Esperienza enogastronomica sotto le stelle di Punta Secca

 

Il 10 agosto torna Calici sotto le Stelle, una serata di degustazione itinerante alla scoperta dei produttori, dei grandi vini del territorio e del fascino di Punta Secca. Sedici le cantine partecipanti, rappresentative della Sicilia del vino. Immancabile la buona musica che animerà tutta la serata.

 


SANTA CROCE CAMERINA 04.08.2026 — C'è una sera d'estate in cui il cielo si riempie di stelle e Punta Secca si racconta attraverso il vino. È la notte di San Lorenzo e nella borgata marinara di Santa Croce Camerina ritorna l’evento più atteso dell’estate. È “Calici sotto le Stelle”, la manifestazione giunta alla sua quinta edizione pronta a incantare il pubblico il 10 agosto prossimo. Evento creato, organizzato e curato dall’Associazione Glocal e Promosso dal Comune di Santa Croce Camerina, l’evento si propone come un’immersione multisensoriale tra i migliori vini del sud-est della Sicilia, sapori autentici e musica dal vivo, in una notte dove l’enogastronomia incontra il firmamento. Le vie del centro ospiteranno un percorso enologico che accompagnerà i partecipanti alla scoperta della bellezza del borgo attraversando vicoli, piazze e alcuni degli scorci più suggestivi: un itinerario che invita a scoprire le diverse espressioni dei vini siciliani direttamente dalla voce di chi li produce, valorizzando per l’appunto il dialogo tra cantine e pubblico.

«Calici sotto le Stelle rappresenta un evento diventato, in questi anni, un punto di riferimento del nostro cartellone estivo che, nella nostra splendida Punta Secca, mette in mostra le migliori cantine del territorio e le eccellenze produttive – dichiara il sindaco di Santa Croce Camerina, Peppe Dimartino-. Il vino è parte della nostra cultura, vuol dire convivialità, buon vivere e racconta le tradizioni del nostro territorio. Anche quest'anno avremo un nutrito numero di cantine, degustazioni, momenti musicali e un servizio navetta da Santa Croce a Punta Secca per vivere la serata in assoluta serenità. Siamo felici di promuovere il territorio attraverso questi momenti qualificanti».

Sedici cantine d’eccellenza offriranno una selezione dei migliori vini siciliani ed un racconto avvincente della Sicilia del vino grazie alla presenza di produttori e degli assaggiatori di vino della delegazione ONAV di Catania.

«Come ONAV siamo sempre più felici di partecipare a questa importante manifestazione che ci ha visto partecipi sin dall’inizio e che dà sempre più risalto alla qualità dei vini siciliani. Puntiamo ad accrescere la curiosità verso il mondo del vino e creare un legame nuovo con il nostro patrimonio vitivinicolo – afferma il delegato ONAV di Catania, Danilo Trapanotto-. E proprio nella magia della notte di San Lorenzo, il vino diventa il filo conduttore di un'esperienza che parla di identità, paesaggio e condivisione: elementi che rendono unica la nostra terra. Anche quest’anno, dunque, ci saremo e sarà per noi un piacere contribuire a raccontare le aziende presenti ai turisti che si troveranno in questi giorni in giro per Punta Secca».

Accanto al vino, in parallelo, ci saranno un’azienda di amari nata alle pendici dell’Etna e cinque realtà che operano nel food le quali proporranno un viaggio nel gusto tra dolce e salato, con prodotti come creme spalmabili, scacce tradizionali e al pesce, dolci. A rendere la serata ancora più speciale saranno le performance live della “Street Band Tinto Brass” e la musica folk del gruppo “I Tavernieri” che animeranno il borgo con ritmi coinvolgenti e allegria contagiosa. Un appuntamento imperdibile per scoprire le eccellenze siciliane, brindare sotto le stelle e vivere un’esperienza indimenticabile in uno dei luoghi simbolo della Sicilia barocca e del celebre Commissario Montalbano.


 

Cantine partecipanti

Vigna di Pettineo (RG), Terre di Giurfo (CT), Gurrieri vini (RG), Grottafumata (CT), Feudi del Pisciotto (CL), Calogero Maenza (TP), Az. Vini Rachele (CT), Giovanni Sallemi (CT), Cantina Cantoneri (CT), Akrille (RG), Cantine Russo (CT), Campisidrasi (AG), Plazà (RG), Giasira (SR), Palmeri (SR) e Casa Flora (RG).

 

Aziende partecipanti

Amara Celentano, A’ Musciara, Frangipane, Gusto Ellenico, Bar Piccola Oasi e Licitra Pasticceria Vittoria – Fiocchi di Neve.

 

Servizio navetta

Anche quest’anno due minibus “navetta” collegheranno Santa Croce Camerina con Punta Secca. Il servizio sarà gratuito ed è volto a migliorare la viabilità interna e la sicurezza a Punta Secca.

Nello specifico i minibus “navetta”, da 20 posti, saranno attivi con partenza della prima corsa dalle ore 19, a Santa Croce Camerina, in piazza della Solidarietà e con arrivo previsto a Punta Secca, nel parcheggio di Borgo Vigata. Il servizio, gratuito, sarà attivo dalle ore 19 sino alle ore 01 del giorno successivo.

 

Info e costi per la degustazione

L’apertura e la distribuzione calici avrà luogo negli infopoint di piazza Vigata e piazza Concordia a partire dalle ore 19.00 | Apertura dei banchi di assaggio ore 20.30 | Si potranno effettuare 5 degustazioni vini con un contributo di € 15,00 | Cauzione calice e portacalice € 5,00 |Chiusura distribuzione calici ore 23.30 | Chiusura manifestazione ore 00.30 (non saranno rimborsati ticket non consumati) | Ritiro calici entro e non oltre le 00.30 solo in piazza Concordia.

 

 

 

 

Ufficio stampa | Calici sotto le stelle

Gianna Bozzali (OdG tessera n.100958)

 

 

 

mercoledì 5 agosto 2026

Con “La Cucina del Gattopardo – Eccellenze agroalimentari” si conclude il Festival del Gattopardo 2026

  Elisa de Santis

Dalle Siringate De.Co. alla Tavola del Gattopardo: il percorso identitario che valorizza territorio, memoria e cucina. Ecco come un premio letterario diventa volano di sviluppo territoriale

Santa Margherita di Belìce conferma il proprio ruolo di laboratorio culturale e identitario. Nel contesto della XXI edizione del Festival del Gattopardo (31 luglio–2 agosto 2026) e del Premio Letterario Internazionale “Giuseppe Tomasi di Lampedusa”, la comunità ha celebrato non solo la grande letteratura, ma anche il valore strategico della tavola come patrimonio immateriale capace di raccontare e promuovere il territorio.

 

Le Terre del Gattopardo hanno incontrato Éric Vuillard, vincitore della XXI edizione del Premio Letterario Giuseppe Tomasi di Lampedusa. L’incontro si è svolto nella Tenuta di Donnafugata a Contessa Entellina, dove lo scrittore francese è stato accolto da José Rallo e dalla madre Gabriella, fondatrice dell’azienda insieme al marito Giacomo.

Accompagnato dalla giuria del Premio, Vuillard ha visitato i vigneti, il giardino e la cantina, già in vendemmia, degustando i vini dell’azienda e scoprendo un paesaggio che ancora oggi restituisce i colori, la luce e l’atmosfera che ispirarono Tomasi di Lampedusa.

La giornata si è conclusa a Santa Margherita di Belìce con la cerimonia ufficiale di consegna del Premio, assegnato quest’anno a Éric Vuillard per “L’ordine del giorno”  .


Negli ultimi anni, l’Amministrazione comunale guidata dal Sindaco Gaspare Viola su proposta condivisa dell'Assessore Deborah Ciaccio,  ha intrapreso un percorso strategico di valorizzazione che ha trasformato Santa Margherita di Belìce in un modello nazionale di tutela, salvaguardia e valorizzazione autentica dell’identità territoriale.

  “Il gusto come identità, il vento come spirito, la terra come memoria”. 

L’obiettivo  del percorso  punta sul fascino della fascia tricolore, attraverso  la DeCo (Denominazione Comunale) un atto politico nelle prerogative del Sindaco per valorizzare l’immenso patrimonio materiale  del giacimento ElaioEnoGastronomico  ed immateriale del  territorio amministrato 


 

Il Festival 2026 ha posto al centro del dibattito anche la cucina gattopardiana come elemento chiave dell’identità locale. L’incontro “La Cucina del Gattopardo – Eccellenze agroalimentari” (2 agosto, Piazza Matteotti) ha illustrato il percorso che ha portato il Comune, in collaborazione con la Rete Nazionale dei Borghi GeniusLoci DeCo, dalla tutela delle Siringate (prodotto a Denominazione Comunale – DeCo) fino alla candidatura e al conferimento del titolo di “Ambasciatrice dell’Identità Territoriale” alla Tavola del Gattopardo.

Il percorso istituzionale e culturale

  • Tutela delle radici: la valorizzazione delle Siringate DeCo ha rappresentato il primo passo concreto per riconoscere e proteggere una tradizione gastronomica locale.
  • Candidatura strategica: la candidatura della Tavola del Gattopardo alla Rete Nazionale Borghi GeniusLoci DeCo è stata costruita come progetto integrato, che unisce ricerca storica, tutela delle ricette, promozione delle filiere locali e coinvolgimento della comunità.
  • Riconoscimento nazionale: il conferimento del titolo di Ambasciatrice dell’Identità Territoriale sancisce la validità del modello adottato dal Comune di Santa Margherita di Belìce: la cucina come bene immateriale da tutelare, tramandare e utilizzare come leva di sviluppo culturale e turistico.

Legame con la Cucina Italiana Patrimonio UNESCO

Il riconoscimento della Tavola del Gattopardo (Agosto 2025)si inserisce nel più ampio contesto della Cucina Italiana come Patrimonio Immateriale dell’UNESCO (dicembre 2025) evidenziando come la tradizione locale — dai timballi ai dolci monumentali, dalle tecniche dei Monsù alle pratiche monastiche — rappresenti un tassello significativo della biodiversità agricola e della storia culinaria nazionale, con ricadute positive su tutela, formazione e promozione territoriale.

Il talk show del 2 agosto ha riunito istituzioni, esperti e maestri della cucina per un confronto multidisciplinare, alla presenza della Giunta Viola al completo e un'attenta e qualificata partecipazione di amanti del buon cibo, con Nino Sutera (Ideologo della Rete Nazionale Borghi GeniusLoci DeCo), Lillo De Fraia (pasticceria siciliana). Rosario Seidita (Unione Regionale Cuochi Siciliani), Paolo Austero (Euro-Toques Sicilia), Giovanni Chianetta (Ass. Provinciale Cuochi e Pasticceri Agrigento), Giovanni Montemaggiore (Disciples D’Auguste Escoffier), Massimo Picciotto (U.M.A.T.),  A seguire, uno show cooking con Chef Francesco Bonomo, Chef Francesco Mauceri (Euro-Toques) e Chef Calogero Abruzzo, e una degustazione aperta al pubblico per valorizzare materie prime e tecniche locali.



La strategia messa in campo dal Comune di Santa Margherita di Belìce, con il sostegno della Rete Nazionale Borghi GeniusLoci DeCo, punta a:

  • Consolidare la filiera agroalimentare locale attraverso pratiche di tutela e certificazione;
  • Salvaguardare e trasmettere ricette storiche mediante percorsi formativi e iniziative culturali;
  • Rafforzare l’offerta turistica con esperienze integrate di letteratura, enogastronomia e paesaggio;
  • Creare reti di collaborazione tra produttori, ristoratori, istituzioni culturali e associazioni di settore.

La consacrazione della Tavola del Gattopardo come Ambasciatrice dell’Identità Territoriale non è un punto d’arrivo, ma l’avvio di una fase operativa: promuovere la memoria culinaria come risorsa viva, capace di generare sviluppo sostenibile e rafforzare l’identità collettiva. Santa Margherita di Belìce conferma così la propria vocazione a trasformare la cultura in progetto di comunità. 



Il prossimo step di un percorso virtuoso sarà la presentazione della Banca del GeniusLoci DeCo. un atto di comunità, non   un progetto amministrativo. È un modo per dire che il passato non è un peso, ma una radice; che il presente non è un passaggio, ma un’occasione; che il futuro non è un’incognita, ma una promessa. È un invito a partecipare, a contribuire, a sentirsi parte di un racconto che appartiene a tutti.

La serata come da tradizione  si è conclusa con la degustazione di una mega cassata siciliana realizzata dal Prof Michele  Ciaccio


















martedì 4 agosto 2026

XXI edizione del Premio Letterario Giuseppe Tomasi di Lampedusa, come da tradizione

 


Le Terre del Gattopardo hanno incontrato Éric Vuillard, vincitore della XXI edizione del Premio Letterario Giuseppe Tomasi di Lampedusa. L’incontro si è svolto nella Tenuta di Donnafugata a Contessa Entellina, dove lo scrittore francese è stato accolto da José Rallo e dalla madre Gabriella, fondatrice dell’azienda insieme al marito Giacomo.

Accompagnato dalla giuria del Premio, Vuillard ha visitato i vigneti, il giardino e la cantina, già in vendemmia, degustando i vini dell’azienda e scoprendo un paesaggio che ancora oggi restituisce i colori, la luce e l’atmosfera che ispirarono Tomasi di Lampedusa.

La giornata si è conclusa a Santa Margherita di Belìce con la cerimonia ufficiale di consegna del Premio, assegnato quest’anno a Éric Vuillard per “L’ordine del giorno” (edizioni e/o).

L’opera racconta i fattori che resero possibile l’ascesa del nazismo, richiamando uno dei temi centrali del Gattopardo: il mutare degli equilibri politici e sociali nella Sicilia della nascente Unità d’Italia, quando l’aristocrazia si confronta con l’affermarsi di una nuova classe dirigente.

Due opere lontane nel tempo e nello spazio, ma sorprendentemente vicine nello sguardo con cui leggono i meccanismi del potere nella Storia.

Da anni Donnafugata accompagna il Premio Letterario Tomasi di Lampedusa. Un rapporto che affonda le sue radici nel Gattopardo: nelle terre che hanno ispirato il romanzo, dove sorge la Tenuta di Contessa Entellina, e nel nome Donnafugata, che a quell’opera si richiama.

«Ogni edizione del Premio è un’occasione per accogliere autori che, con le loro opere, interrogano il nostro tempo. Incontrarli nella nostra Tenuta significa creare uno spazio di ascolto e di dialogo, in cui letteratura, territorio ed esperienze si arricchiscono reciprocamente – ha dichiarato José Rallo -. È questo il senso più autentico del nostro legame con il Premio.»

La visita si è conclusa con una dedica che Éric Vuillard ha lasciato a Gabriella e José Rallo su una copia del suo libro, racchiudendo in poche parole il ricordo della giornata trascorsa nelle Terre del Gattopardo: «L’ordine del giorno, dove il sole è un astro freddo ben lontano dalla Sicilia»

La cucina come ambasciatrice dell’identità
Nel cuore del festival, il talk “La Cucina del Gattopardo – Eccellenze agroalimentari” ha raccontato questo cammino: dalla tutela delle ricette tradizionali alle pratiche di certificazione, fino al conferimento del titolo di Ambasciatrice dell’Identità Territoriale alla Tavola del Gattopardo. Il riconoscimento ha sancito un principio semplice e potente: la cucina è bene immateriale, portatrice di memoria e motore di sviluppo culturale e turistico. Non è un ornamento, ma una risorsa strategica da tutelare, tramandare e mettere in rete.

 




“FESTE MEDIEVALI 2026”

  

Motta Sant’Anastasia celebra le XXIX Feste Medievali tra storia ed eccellenze agroalimentari

Dal 7 al 12 agosto 2026, Motta Sant’Anastasia torna a vivere le atmosfere del Medioevo con la XXIX edizione delle Feste Medievali, una delle manifestazioni storiche più attese del territorio, quest’anno arricchita da un programma dedicato alla valorizzazione delle produzioni agricole e agroalimentari locali.

 


Le vie del borgo e l’area del Castello Normanno saranno protagoniste di un percorso che unirà tradizione, spettacolo, cultura e promozione territoriale. L’iniziativa è promossa dal Comune di Motta Sant’Anastasia, con la partecipazione dei Rioni Giovani Maestri, Casa Normanna e Panzera, ed è finanziata dall’Assessorato Regionale dell’Agricoltura, dello Sviluppo Rurale e della Pesca Mediterranea - Dipartimento Regionale dell’Agricoltura.

Nelle serate del 7, 8 e 9 agosto, cittadini e visitatori potranno immergersi in un suggestivo viaggio nel tempo attraverso rievocazioni storiche, spettacoli, tradizioni, percorsi enogastronomici e momenti di intrattenimento. I tre Rioni animeranno il centro storico con le proprie attività e proposte, contribuendo a ricreare l’identità e il fascino della Motta medievale.

 


L’edizione 2026 introduce inoltre un’importante sezione dedicata alle eccellenze agroalimentari, con particolare attenzione alla produzione locale dell’olio, elemento identitario del territorio e risorsa strategica per lo sviluppo economico. La manifestazione diventa così una vetrina per produttori e imprese, favorendo la conoscenza dei prodotti locali e il confronto sulle prospettive di crescita e commercializzazione.

Dal 10 al 12 agosto, alle ore 18:00, il Castello Normanno ospiterà talk, incontri e momenti di approfondimento sul tema “Dalle eccellenze locali ai mercati internazionali”. Al centro del confronto vi saranno le filiere agroalimentari, il dialogo con i buyer, l’internazionalizzazione delle imprese e le nuove opportunità commerciali. Gli appuntamenti coinvolgeranno rappresentanti istituzionali, produttori, operatori economici, esperti e stakeholder del settore.

«Ringraziamo la Regione Siciliana per aver sostenuto questa storica iniziativa – dichiara il sindaco Antonio Bellia – che quest’anno rinnova e amplia la propria missione, unendo la tradizione medievale alla valorizzazione della produzione locale dell’olio e delle nostre eccellenze agroalimentari. È un progetto che tutela la nostra identità e, allo stesso tempo, crea occasioni concrete di promozione e sviluppo per il territorio».

Per agevolare l’accesso al centro storico, nelle serate del 7, 8 e 9 agosto sarà attivo un servizio navetta gratuito dall’Area Mercatale a Piazza Umberto I, disponibile dalle ore 20:30 alle ore 24:00.

L’Amministrazione comunale invita cittadini, famiglie, turisti, produttori e operatori del settore a partecipare a una manifestazione capace di coniugare memoria storica, cultura, promozione economica e visione futura.

venerdì 31 luglio 2026

“Festival Internazionale delle Eccellenze Agroalimentari Lercaresi”

 

Dal 7 al 9 agosto a Lercara Friddi  


 

Dal 7 al 9 agosto 2026 Lercara Friddi ospiterà il Festival Internazionale delle Eccellenze Agroalimentari Lercaresi, tre giornate dedicate alla promozione dei prodotti tipici, alla cultura, alla memoria e all’identità del territorio.


 

L’iniziativa intende raccontare Lercara Friddi attraverso il legame tra agricoltura, tradizioni gastronomiche, cultura contadina, memoria mineraria, tutela del paesaggio e sviluppo sostenibile. Le produzioni locali saranno presentate non soltanto come eccellenze da degustare, ma come espressione della storia, del lavoro e dei saperi tramandati dalla comunità.

Il programma si aprirà venerdì 7 agosto, alle ore 18.00, a Palazzo Sartorio, con l’incontro con l’autrice Irene Di Liberto, che presenterà il romanzo La Zolfatara. A seguire si terrà “Sapori di terra e di miniera”, aperitivo con degustazione di prodotti tipici lercaresi, pensato come un percorso tra gastronomia, cultura contadina e memoria delle miniere.

Sabato 8 agosto, l’apertura ufficiale del Festival sarà accompagnata dalla banda musicale, che inaugurerà l’evento con un momento di festa e partecipazione, arricchito da giochi pirotecnici. Alle ore 18.00, in Piazza Indipendenza, si svolgerà il convegno “Coltivare il futuro”, dedicato all’agricoltura, ai prodotti tipici, alla sostenibilità e alla tutela del paesaggio. Alle ore 19.00 aprirà “La Via del Gusto”, con stand espositivi, incontri con i produttori e degustazioni delle eccellenze agroalimentari locali. La giornata si concluderà alle ore 22.00, presso l’Arena Frank Sinatra, con uno spettacolo musicale.

Domenica 9 agosto, alle ore 18.00, a Palazzo Sartorio, si terrà l’incontro con l’autore Rocco Gumina, che presenterà il volume Vangelo e politica. L’appuntamento offrirà un’occasione di confronto sui temi del bene comune, della responsabilità, della partecipazione, della tutela del territorio e dello sviluppo delle comunità locali.

Alle ore 19.30, in Piazza Indipendenza, torneranno gli stand e le degustazioni de “La Via del Gusto”. Alle ore 23.00, in Piazza Duomo, il Festival si concluderà con il 17° anniversario del Glamour Café, con la musica dal vivo.

Il Festival rappresenta un’occasione per valorizzare le imprese e le produzioni del territorio, attrarre visitatori e rafforzare l’immagine di Lercara Friddi come comunità capace di coniugare tradizione e innovazione. Un progetto che mette insieme sapori, storia, cultura e promozione turistica, trasformando il patrimonio materiale e immateriale locale in uno strumento concreto di crescita economica e sociale.

Questa iniziativa è finanziata dall’Assessorato Regionale dell’Agricoltura, dello Sviluppo Rurale e della Pesca Mediterranea – Dipartimento Regionale dell’Agricoltura.

                       

Ad Acate la “Sagra del Pesce: Anima Blu della Terra”

 

 


Dall’8 al 9 agosto prossimi, a Marina di Acate, un fine settimana per celebrare la bontà del pescato in un laboratorio aperto di sostenibilità mediterranea e di educazione al rispetto dell’ambiente.

 

 

ACATE - Fervono i preparativi a Marina di Acate per la Sagra del Pesce: Anima Blu della Terra. L’8 e 9 agosto prossimi, la borgata marinara dei Macconi si trasformerà in un grande palcoscenico per celebrare il mare e le sue risorse con il grande ritorno della Sagra del Pesce. Due serate che uniscono gusto, spettacolo e divertimento: dalle degustazioni di pesce curate dallo chef Luca Giannone di APCI alla musica dal vivo e DJ set con ospiti attesissimi nonché artisti di strada per l'intrattenimento di grandi e piccini. L’evento è promosso dal Comune di Acate e finanziato dall'Unione Europea e  dall'Assessorato dell'Agricoltura, dello Sviluppo Rurale e della Pesca Mediterranea della Regione Siciliana.

 


In occasione della manifestazione, sabato 8 agosto a partire dalle ore 19.30, si terrà il talk “Dirillo tra Terra e Mare - Simbiosi tra agricoltura sostenibile e tutela della biodiversità costiera”, un momento che punta ad analizzare la reciproca influenza tra l'agricoltura della fascia trasformata e la biodiversità marina dei Macconi. Un’occasione, dunque, per parlare di innovazione agricola, tutela dell’ecosistema dei Macconi, valorizzazione delle produzioni agroalimentari e ittiche sostenibili e promozione turistica delle eccellenze locali grazie agli ospiti che saranno presenti come Carmelo Maiorca giornalista e autore del libro “Pesci Pop”, Francesco Tiralongo del DSBGA dell’Università di Catania che presenterà il progetto AlienFish, un'iniziativa di citizen science per il monitoraggio di specie aliene e rare nei mari italiani, Emilia Arrabito direttrice di Svi.Med. (Centro Euromediterraneo per lo Sviluppo Sostenibile) che illustrerà alcune tecniche sia in fase di studio sia già in uso per ridurre l'impronta idrica delle serre e tutelare la qualità delle falde costiere, e Lina Lauria, referente Cibo&Salute - Slow Food Ragusa.

Tra terra e mare per raccontare Acate

L’iniziativa parte da un principio semplice e decisivo: terra e mare non sono comparti separati, ma parti dello stesso sistema ambientale e produttivo. Le pratiche adottate nella fascia agricola incidono sulla qualità delle acque e della costa; allo stesso tempo, la salute dell’ecosistema marino sostiene la biodiversità, la qualità ambientale, l’enogastronomia e l’attrattività di Marina di Acate. Il talk punta, pertanto, a promuovere il risparmio idrico, una gestione più efficiente dei reflui agricoli, la riduzione degli impatti ambientali e il monitoraggio condiviso del litorale.

«Dirillo tra Terra e Mare racconta l’identità più autentica di Acate – dichiara il sindaco di Acate, Gianfranco Fidone -, una comunità che vive del rapporto tra la campagna, il fiume, le dune dei Macconi e il Mediterraneo. Proteggere il mare significa intervenire anche sulla terra, perché ogni scelta compiuta nelle nostre aziende agricole può produrre effetti sull’ambiente costiero. Vogliamo accompagnare l’agricoltura locale verso modelli sempre più innovativi, basati sul risparmio idrico, sulla corretta gestione dei reflui e sulla tutela del suolo e delle acque. La sostenibilità non è un ostacolo allo sviluppo: è la condizione necessaria per rendere le nostre imprese più forti e consegnare alle nuove generazioni un territorio ancora produttivo e integro».

Una particolare attenzione sarà dedicata anche al fenomeno delle cosiddette “fumarole”, provocate dalla combustione incontrollata di residui nelle campagne che circondano il litorale. Fumi, cattivi odori e dispersioni di cenere possono compromettere la qualità dell’aria, il paesaggio e l’equilibrio dell’ambiente costiero. «Non possiamo ignorare il problema delle fumarole nelle campagne vicine alla costa – aggiunge Fidone-. La combustione incontrollata dei residui non è soltanto un elemento di degrado, ma può danneggiare l’aria, il paesaggio e l’ecosistema che vogliamo tutelare. Servono responsabilità, prevenzione e rispetto delle norme. Questi eventi devono aiutarci a costruire una maggiore coscienza ambientale, coinvolgendo aziende, cittadini e istituzioni in comportamenti più corretti».

L’iniziativa va oltre il semplice concetto di sagra puntando a costruire un’alleanza stabile tra Comune, mondo scientifico e comparti produttivi attraverso il “Protocollo Simbiosi” e un monitoraggio condiviso della qualità ambientale, con l’ambizione di fare di Acate un riferimento regionale per un modello integrato capace di unire agricoltura sostenibile, tutela della biodiversità costiera, innovazione e crescita economica.

Il programma prevede inoltre la mostra divulgativa “Tesori Sommersi” e un sistema di “tracciabilità narrata” che consentirà ai visitatori di conoscere la provenienza, le caratteristiche e la sostenibilità dei prodotti degustati attraverso un’esperienza di educazione ambientale, consumo consapevole e promozione territoriale. «Il turismo contemporaneo non cerca soltanto luoghi da visitare, ma territori da conoscere e comunità da incontrare- sottolinea l’assessora comunale al turismo, Martina Spitale-. Le dune dei Macconi, le coltivazioni della fascia trasformata, i prodotti ittici selezionati, il vino e le ricette della tradizione possono diventare un unico racconto, riconoscibile e credibile. Attraverso degustazioni guidate, laboratori e attività divulgative vogliamo mostrare che dietro ogni prodotto esistono un ambiente da proteggere, un lavoro da rispettare e una storia da tramandare. Valorizzare le specie ittiche meno note provenienti da filiere responsabili e abbinarle alle eccellenze agricole locali significa ridurre gli sprechi, promuovere un consumo più consapevole e creare nuove opportunità per le imprese. La promozione turistica passa anche dalla cura quotidiana dei luoghi – aggiunge l’assessora-. Contrastare le fumarole e ogni pratica che produce degrado nelle aree prossime al litorale significa difendere l’immagine di Marina di Acate e la qualità dell’esperienza offerta a residenti e visitatori. La manifestazione sarà perciò anche uno spazio di educazione ambientale, nel quale il rispetto del territorio diventa un valore condiviso e un impegno concreto, mentre la tracciabilità narrata permetterà al visitatore di conoscere la provenienza dei prodotti, le caratteristiche della filiera, i criteri di sostenibilità e la creatività degli chef. La simbiosi tra terra e mare diventa così il tratto distintivo di un turismo sostenibile ed esperienziale, capace di generare valore senza consumare il territorio».

 

Ufficio stampa Sagra del Pesce

Gianna Bozzali | OdG tessera n.100958

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