Fabiola De Santis
Intervista a Nino Sutera, Responsabile dell’Osservatorio Neorurale
Introduzione Il decreto Masaf che recepisce il Regolamento UE 2024/1143 segna, secondo Nino Sutera, un cambio epocale per le Indicazioni Geografiche italiane. In questa intervista Sutera spiega perché il nuovo quadro attribuisce ai Consorzi di tutela funzioni decisive e più incisive a favore dell'agroalimentare nel su insieme. In Italia sono a oggi riconosciuti dal MIPAF 328 Consorzi (2025) — il XXIII Rapporto ISMEA‑Qualivita (2025) Consorzi attivi che potranno occuparsi anche di promozione territoriale nel suo insieme, con risorse UE
Domanda — Il decreto Masaf viene presentato come un passaggio fondamentale. Perché lo definisce un cambio epocale?
Nino Sutera — Questo decreto non è un semplice aggiornamento normativo: è la trasformazione del ruolo dei Consorzi da guardiani passivi a protagonisti attivi dello sviluppo territoriale. Fino a ieri molti commentatori improvvisati si limitavano a slogan e facili critiche. Oggi i Consorzi hanno strumenti concreti per governare la denominazione, promuovere la sostenibilità, regolare l’offerta e costruire turismo enogastronomico di qualità. È un salto di responsabilità e di capacità operativa che cambia le regole del gioco.
Domanda — Quali sono le nuove funzioni che più la convincono?
Nino Sutera — Due priorità emergono chiaramente: turismo enogastronomico e sostenibilità. Ma non è tutto: il decreto rafforza la tutela giuridica, la vigilanza, la gestione dei marchi, il contrasto agli usi illeciti e la regolazione dell’offerta. In pratica i Consorzi possono diventare promotori di iniziative turistiche che raccontano il prodotto, la sua storia e il legame con il territorio, e allo stesso tempo agire da agenzie di promozione territoriale per guidare investimenti aziendali in pratiche sostenibili.
Domanda — Si parla anche di aggregazione tra denominazioni. Che impatto avrà?
Nino Sutera — La possibilità di costituire un unico Consorzio per più Indicazioni Geografiche è una svolta pragmatica. Supera frammentazioni storiche, permette economie di scala e rafforza la capacità negoziale delle filiere, senza cancellare l’autonomia delle singole denominazioni. Per le realtà più piccole significa accesso a strumenti di rappresentanza e promozione che prima erano fuori portata.
Domanda — Come cambiano governance e trasparenza all’interno dei Consorzi?
Nino Sutera — Il decreto aggiorna gli statuti e chiarisce i criteri di rappresentanza: più equilibrio, più partecipazione, più trasparenza. Questo è essenziale perché decisioni strategiche — dalla programmazione produttiva alle misure temporanee di regolazione dell’offerta — richiedono legittimità e condivisione. Non è più tempo di leadership opache o di scelte calate dall’alto.
Domanda — Cosa significa, in pratica, la “regolazione dell’offerta”?
Nino Sutera — Significa che i Consorzi possono proporre misure temporanee per migliorare la programmazione produttiva e l’equilibrio di mercato, sempre nel rispetto della concorrenza. È uno strumento strategico per evitare sovraofferta, valorizzare la produzione primaria e garantire che il valore arrivi anche agli agricoltori. Non è controllo autoritario: è gestione responsabile per la sostenibilità economica della filiera.
Domanda — Il decreto affronta anche la tutela digitale e l’uso dei nomi nelle produzioni composte. Quanto è importante?
Nino Sutera — Cruciale. Oggi la reputazione si costruisce e si difende anche online. Il decreto rafforza competenze su proprietà intellettuale, monitoraggio dei mercati e tutela digitale, e introduce regole per l’uso delle denominazioni nei prodotti trasformati. Questo tutela il consumatore e impedisce usi impropri che svuotano di valore le Indicazioni Geografiche.
Domanda — Lei ha parlato di “esperti della domenica”. Che ruolo hanno avuto e perché è ora di cambiare registro?
Nino Sutera — Gli “esperti della domenica” sono quei commentatori che giudicano senza conoscere le filiere, che confondono comunicazione con strategia e che riducono tutto a slogan. Il nuovo quadro richiede competenza, visione e capacità di mettere in campo progetti concreti: promozione integrata, investimenti in sostenibilità, progettualità turistica. Non servono opinioni estemporanee, servono piani e responsabilità collettiva.
Domanda — Qual è il ruolo concreto che i Consorzi dovranno svolgere per il turismo enogastronomico?
Nino Sutera — Diventeranno promotori di esperienze: percorsi che uniscono prodotto, storia, paesaggio e comunità. Dovranno costruire offerte turistiche coerenti con i disciplinari, formare operatori, coordinare eventi e creare reti tra produttori, ristoratori e strutture ricettive. Il turismo non è un fine, è uno strumento per valorizzare il territorio e distribuire valore alle comunità locali.
Domanda — E per la sostenibilità? Come si traduce nelle scelte delle imprese?
Nino Sutera — I Consorzi possono guidare investimenti in pratiche agricole sostenibili, certificazioni ambientali, riduzione degli impatti e progetti di economia circolare. Possono anche definire linee guida condivise che rendano la sostenibilità un elemento distintivo della denominazione, non un costo da scaricare sul produttore.
Domanda — Cosa si aspetta ora dall’azione dei Consorzi e dalle istituzioni locali?
Nino Sutera — Mi aspetto concretezza: piani di promozione integrata, investimenti in formazione, progetti turistici radicati, e strumenti per monitorare e tutelare il mercato. Le istituzioni locali devono sostenere queste iniziative con infrastrutture, politiche di sviluppo e sinergie tra territori. Serve una governance multilivello che metta insieme imprese, comunità e pubblica amministrazione.
Domanda — Un messaggio finale per produttori, amministratori e cittadini?
Nino Sutera — Non è il tempo delle chiacchiere. È il tempo di organizzarsi, aggregarsi e investire in qualità e sostenibilità. I Consorzi hanno ora gli strumenti per guidare questo cambiamento: tocca a produttori e comunità usarli con responsabilità. E agli “esperti della domenica” dico: lasciate spazio a chi lavora sul campo e costruisce progetti reali.
Il decreto Masaf apre una stagione nuova per le DOP e IGP italiane: più responsabilità per i Consorzi, più strumenti per il territorio, e la possibilità concreta di trasformare turismo e sostenibilità in leve di sviluppo.



