giovedì 16 maggio 2024

Schiuma 2024, terza edizione del primo Craft Beer Festival in Spiaggia

                                        Gianna Bozzali

Ritorna il festival dedicato alla birra artigianale fronte mare e piedi sulla sabbia. Sabato 18 maggio, alle ore 10.00, la conferenza stampa di presentazione della tre giorni dedicata alla scoperta dei migliori produttori in Italia.

               Sarà presentato in conferenza stampa il prossimo sabato 18 maggio, alle ore 10.00, al comune di Modica, la terza edizione di Schiuma, il primo Craft Beer Festival fronte mare e piedi sulla sabbia. La manifestazione si terrà dal 31 maggio al 2 giugno a Marina di Modica e darà il via ufficialmente al ricco programma estivo che animerà il territorio modicano.

Ben sette le regioni protagoniste di questa edizione di Schiuma. Vi saranno 11 birrifici ospiti che andranno a coronare, ancora una volta, quel sogno nato tre anni fa di promuovere la cultura della birra artigianale, del buon bere e del buon mangiare con un linguaggio semplice e tanti colori.

 

L’evento, che ha registrato la presenza nelle due passate edizioni di circa 4mila persone e più di 10mila litri di ottima birra spillata sul posto, riaccende i riflettori non solo sul prodotto birra ma anche sul valore della convivialità e della libertà di idee. E a proposito di idee, ricordiamo che quella di Schiuma nasce dall’incontro tra la Beerchef e beerspecialist Eleni Pisano, impegnata da anni su vari fronti del mondo brassicolo, e Zero comunicazione integrata, agenzia con ampia esperienza nell’organizzazione e nella promozione di eventi.


Schiuma in pochi anni è cresciuto notevolmente confermandosi quale primo ed unico festival di birra artigianale, cibo di qualità musica e degustazioni di settore. Quest’anno vanta il patrocinio dell’Assessorato Regionale del Turismo, Sport e Spettacolo, del Libero Consorzio Comunale di Ragusa e del Comune di Modica.

Tra le iniziative in programma vi è Convivio e Creo Vivo, una cucina con fermento che vede la collaborazione tra due realtà importanti e di grande innovazione tar tradizione e creatività ossia Convivio e Creo Vivo con cui sarà gestita tutta l’offerta food a Schiuma.  Prevista la partecipazione di Saro Petriglieri, un maestro dell’arte della filatura del formaggio e della narrazione del formaggio, cibo che da sempre è in stretta connessione con il mondo della birra. Vi sarà poi la possibilità di partecipare ad un cooking-demo a 4 mani con gli chef Carmelo Ferreri Executive Chef del Ristorante Corallo Marina di Modica Peppe Cannistrà Executive Chef e Patron di Ristorante Rude Ragusa nonché a quello condotto dallo chef Francesco Mineo Executive Chef della Locanda del Colonello Modica. E poi, degustazione interattive e sensoriali con Matteo Selvi e Stefano Moraschini (Unionbirrai Beer Tasters), giudici internazionali di concorsi brassicoli, e con la presenza dei birrai. Tutte le degustazioni saranno a numero chiuso e previa prenotazione sul sito ufficiale della manifestazione www.schiumabeervillage.it

Infine, è prevista una competizione sportiva di alto livello in mare grazie alla collaborazione con Sicilia Open Waters ed il Premio Schiuma 2024 per la miglior Schiuma e spillatura.

«In questa edizione facciamo un salto importante e si cresce ma vogliamo mantenere forte la forza dei contenuti, del dialogo, del poter entrare in contatto direttamente con i produttori brassicoli e con tutti i soggetti che lavorano ed investono sul territorio e che abbracciano la filosofia di Schiuma – dichiara Eleni Pisano, direttrice del festival -. Parola d’ordine è coerenza tra quello che si racconta e il prodotto che si offre. Impresa non facile ma ci proviamo con scelte attente ogni giorno. Non ci interessa apparire ma socializzare, condividere idee, confrontare punti di vista, accogliere e regalare leggerezza che nulla a che vedere con la superficialità. Schiuma – prosegue Eleni Pisano - è un sistema che crea rete e crede nelle diversità con il coinvolgimento di persone che hanno professionalità e maestranze diverse, ognuna fondamentale per creare il sistema Schiuma. Non facciamo finta che non stia accadendo nulla nel mondo, anzi non a caso in questa edizione il nostro slogan è il mare non ha confini: la spiaggia è il luogo da cui spesso si parte e in cui si arriva, racconta storie di viaggiatori, incontri, migrazioni e diversità. Le onde del mare e il loro andare e venire supporta questo punto di vista. In questa edizione, Schiuma diventato marchio registrato e un format di eventi, presenterà i nuovi format creati dall’associazione brassicoltori italiani, che ha tra gli scopi principali quelli di parlare di sviluppo, territorio, sostenibilità, turismo ed inclusione a partire dal punto di vista della filiera brassogastronomica. Un grazie all’agenzia Zero Comunicazione che con tutto il suo staff lavora da mesi all’organizzazione della tre giorni, all’Assessorato al Turismo, Sport e Spettacolo della Regione Sicilia, all’on. Ignazio Abbate, deputato all’ARS e Presidente I commissione Affari Istituzionali, al Libero Consorzio Comunale di Ragusa e al sindaco di Modica, Maria Monisteri, per aver accolto l’invito ad ospitare l’evento. Un grazie, infine, a tutte le aziende che saranno presenti».

 

 

 

mercoledì 15 maggio 2024

“Go Carrubo – In syde car”

 


LE ENORMI POTENZIALITA’ DEL CARRUBO AL CENTRO DEL CONVEGNO PROMOSSO NELL’AMBITO DEL PROGETTO “GO CARRUBO” TENUTOSI   A RAGUSA NELLA SEDE DELL’ORDINE DEI DOTTORI AGRONOMI E DOTTORI FORESTALI


Il carrubo possiede potenzialità enormi. E’ l’emblema di un territorio. Che può
aspirare a un epilogo diverso da quello economico, con una serie di azioni mirate.
L’inserimento della sua filiera in un progetto con finalità specifiche può favorire lo
sviluppo di sistemi innovativi. Sono i temi cardine emersi durante il convegno
promosso nell’ambito del progetto “Go Carrubo – In syde car” tenutosi  nella
sede dell’Ordine dei dottori agronomi e dottori forestali di Ragusa.
 Il progetto, finanziato  dall'Assessorato Agricoltura  nell' ambito del PSR Sicilia 2014/2022 ai sensi della Sottomisura 16.1 denominata“Sostegno per la costituzione e la gestione dei gruppi operativi del Pei in materia di produttività e sostenibilità dell'agricoltura”, 
 ha voluto centrare l’attenzione sulla messa a punto di adeguati piani di coltivazione per migliorare le rese e la produttività, sul miglioramento delle tecniche di trasformazione dei frutti ottenendo una farina rispondente alle richieste dell’industria alimentare e sull’individuazione di adeguate forme di utilizzo della farina nella preparazione di alimenti.


Dopo i saluti del sindaco di Ragusa Giuseppe Cassì; del dirigente dell’ispettorato
dell’Agricoltura di Ragusa, Giorgio Carpenzano; e di Giuseppe Iacono,
vicepresidente dell’Ordine dei dottori agronomi e dottori forestali di Ragusa, in
rappresentanza del presidente Giuseppe Dipietro, i relatori sono scesi nel dettaglio
delle fasi progettuali svolte. Il dottore agronomo libero professionista Giuseppe
Cicero ha evidenziato che le caratteristiche di rusticità e la facilità di gestione
agronomica rendono questa pianta adattabile a tutte le condizioni pedoclimatiche del
territorio nazionale, evidenziando che l’appartenenza alla grande famiglia delle
leguminose, così come le sue caratteristiche biologiche, le conferiscono il grande
pregiosi di essere utile al miglioramento dei suoli. Il dottore agronomo Gaetano
Alessandro Guarino, consulente ProSea Srl, partner del gruppo operativo Go
Carrubo, ha affrontato i punti salienti del progetto, chiarendo che i partner sono state
aziende agricole tipiche del territorio ragusano e modicano nelle quali la coltivazione
di carrubi non rappresenta l’attività prevalente e che l’identificazione delle piante è
stata fatta con cartelli e codici identificativi.
Il dottore agronomo e imprenditore agricolo Giovanni Maltese, partner del gruppo
operativo Go Carrubo, ha parlato delle “Prove di campo” chiarendo che “il carrubo è una pianta che rappresenta il territorio e che nell’ambito di questo progetto è stata
inserita una specifica finalità in risposta non solo alle esigenze del territorio, ma
anche e soprattutto a quelle degli agricoltori”. Il dottore agronomo Leandro Nigro,
consulente Sata Srl, ha concentrato la propria attenzione sulla “Adozione delle
procedure di controllo e certificazione”, illustrando i passaggi per la redazione e
l’adozione del disciplinare di produzione, con la valutazione delle analisi nutrizionali
condotte in fase progettuale e l’ottenimento della certificazione di prodotto. Il primo
ricercatore dottore agronomo Antonio Giovino, responsabile scientifico Crea sede di
Palermo, è intervenuto sulla “Caratterizzazione genetica e morfologica delle
accessioni di carrubo siciliano (Ceratonia siliqua L.)” precisando che in questo lavoro
sono state analizzate morfologicamente e geneticamente 19 accessioni e che
complessivamente sono stati considerati 13 caratteri quantitativi relativi a foglia,
legume e seme. “Per indagare la diversità genetica – ha detto – sono stati utilizzati 9
primer Ssr marcati con fluorescenza, indicati come polimorfici in letteratura”.
Infine, il tecnologo alimentare Luigi Gurrieri, consulente Pro.Se.A. Srl, partner del
gruppo operativo Go Carrubo, è intervenuto chiarendo quali le “Prove di
trasformazioni e assaggi” effettuati, soffermandosi, ad esempio, sugli impieghi dello
sciroppo di carrubo che troviamo come dolcificante, come base (gelati, granite,
gelatine, etc.) e con altri ingredienti (creme spalmabili, dolci, marmellate e altro
ancora). Capofila del progetto è Sicilian carob flour srl competente sulle prove di
trasformazione, coadiuvato da altri 13 partner rappresentanti la filiera del progetto.
Che si pone tra gli obiettivi la trasformazione della produzione in farina, l’attività di
controllo e certificazione del processo, la redazione di un disciplinare di produzione e
la messa a punto di tecniche per migliorare l’utilizzo delle farine di carrube.

Ufficio stampa
Giorgio Liuzzo

lunedì 13 maggio 2024

Coome e quando innovare: strumenti a supporto delle scelte

Secondo webinar del ciclo "Come e quando innovare: strumenti a supporto delle scelte" dal titolo "EvaInnova: uno strumento per la valutazione di investimenti innovativi in agricoltura" si terrà il 14 maggio 2024 dalle 16:00 alle 17:00 e illustrerà una Web App realizzata dal CREA-PB in collaborazione con il CONAF per la valutazione della sostenibilità economica, finanziaria, ambientale e sociale di investimenti innovativi in agricoltura al servizio di tecnici, consulenti e imprenditori. 

 

Il webinar si svolgerà sulla piattaforma Microsoft Teams e il link per la partecipazione sarà inviato per email il giorno prima dell'evento.

venerdì 10 maggio 2024

L'Europa rurale che verrà

Di PAC e di agricoltura, ormai in questi mesi  hanno scritto tutti o quasi, perfino chi non sa nemmeno che cosa sia. Ed ecco che titoli tanto roboanti, quanto fuori luogo si sono moltiplicati, così come pure gli articoli, dal contenuto palesemente a difesa degli interessi dell’agroindustria e delle lobby della chimica del Nord Europa

Bisogna saper comprendere le differenze per capire il conflitto.

Le proteste dei trattori in europa hanno perso la foga iniziale, stante anche il fatto che i picconatori dell’Europa rurale, hanno ampiamente raggiunto l’obiettivo di costringere la Presidente della Commissione EU a ritirare il regolamento sulla riduzione dei pesticidi sulle coltivazioni e sugli allevamenti

Oggi gruppi finanziari e di multinazionali controlla gran parte della produzione alimentare industriale: i semi, i fertilizzanti, i pesticidi, la genetica delle razze animali, la trasformazione delle materie prime, la distribuzione. Il nostro sistema alimentare non protegge le sue fondamenta (la terra e chi la lavora), ma annienta proprio gli agricoltori più virtuosi, rispettosi dell’ambiente e del prossimo.

Così il disagio è esploso, indirizzato (ad arte) al bersaglio sbagliato.

Riepiloghiamo:

- Gennaio 2023 "Nonostante le evidenze scientifiche, le buone intenzioni della Commissione Europea vengono minate dall’azione delle lobby dell’agrochimica e dell’agricoltura e allevamenti intensivi, che vorrebbero fermare l’iter di approvazione del Regolamento e affossarne gli obiettivi di riduzione”

- Gennaio 2024 Solo per mera “coincidenza” un anno dopo la Presidente della Commissione Europea, è stata costretta a ritirare il regolamento sulla riduzione dei pesticidi in agricoltura e negli allevamenti,(frutto di 4 anni di lavoro minuzioso e ricerche scientifiche approfondite) che taluni sempliciotti sbandierano come la prima grande vittoria della protesta degli agricoltori. Tutti sanno, che era già scritto, le lobby della chimica e dell’agroindustria avevano bisogno degli utili-idioti di turno, attraverso la “protesta” per mettere a segno il colpo "mortale"

Noi l’avevamo già scritto all’inizio del conflitto, la diatriba di questi giorni, può essere tranquillamente ridotta a una guerra, tra agroindustria super intensiva e allevamenti super inquinanti, (nord ed europa) con interessi inconfessabili, e l'agricoltura mediterranea, rappresentata da piccole e medie aziende a conduzione familiare, che non ha niente da dividere con la prima.

La Strategia Farm to Fork e il Green Deal non non sono slogan per i pubblicitari, rappresentano al contrario un percorso culturale che talune regioni hanno saputo avviare con successo. In Sicilia per esempio, fin dall’attuazione dei regolamenti agroambientali dell’inizio degli anni 90.

La risposta non è nelle soluzioni elaborate dalle lobby antieuropeiste, funzionali alle prossime elezioni più che al futuro dell’agricoltura Il tema è complesso, ma un dato è certo: l’abolizione delle limitazioni sull’uso dei pesticidi e dell’obbligo di lasciare una piccola parte dei terreni a riposo non sono la strada giusta. Serve una strategia complessiva, che prenda in considerazione tutti gli aspetti relativi alla produzione di cibo: la situazione economica e sociale della maggioranza dei contadini (di piccole e medie dimensioni), la fertilità del suolo, la salubrità dell’acqua e dell’aria, la salute dei consumatori e la crisi climatica. Il nemico non è il Green Deal, ma una politica miope che finanzia un modello intensivo che compromette il suolo e non sopravvive senza sovvenzioni pubbliche 

A conferma di ciò, riportiamo (non ne parla nessuno) gli obiettivi messi a segno nella riunione dello Scopaff (Standing Committee on Plants, Animals, Food and Feed) sezione "Legislation", tenutosi a marzo 2024, che in appena 45 minuti hanno cestinato quattro anni di analisi, ricerche e studi approfonditi.

Nulla di più scontato: un rinvio "pesante", TANTISSIME proroghe, sono stati approvati da 26 stati su 27 per via dell'assenza della Romania, che non si è fatta rappresentare.

In sintesi più pesticidi per tutti, per tutti i gusti...

               Occorre una ampia riflessione, affinchè si pongano le condizioni per una nuova stagione di Riforma Agraria in Europa. Qualcuno dirà che è utopia, vedremo, voglio ricordare ai più scettici che gli azionisti di maggioranza sono i consumatori, contribuenti, cittadini europei, non sono il 20% dell' agroindustria che si appropria dell'80% delle risorse europee

mercoledì 8 maggio 2024

Il distretto del cibo “Bio Slow Pane e olio” è il primo biodistretto siciliano riconosciuto dal Ministero


 

Il provvedimento  pubblicato in Gazzetta ufficiale 

 

                   Alan David Scifo

Il Distretto del cibo Bio slow Pane e olio è il primo biodistretto siciliano riconosciuto dalla Regione Siciliana e dal ministero dell’Agricoltura e della sovranità alimentare. La decisione è arrivata dopo la richiesta presentata dall’assessorato siciliano dell’Agricoltura, dello sviluppo rurale e della pesca mediterranea, riconoscendo al distretto “Bio Slow” l’impegno in un percorso che parte da lontano.

Il distretto biologico, con sede a Favara, raccoglie imprenditori agricoltori, associazioni di produttori, enti di ricerca pubblici e privati e più di 20 enti locali che hanno in comune la gestione sostenibile delle risorse ambientali grazie a produzioni biologiche e al rispetto del territorio. «Siamo soddisfatti del risultato raggiunto – commenta il presidente del biodistretto Salvatore Ciulla – da anni lavoriamo per l’agricoltura biologica e un modello di crescita sostenibile che metta al centro il territorio, le risorse e le peculiarità della nostra terra. Questo riconoscimento ci rende orgogliosi e premia il nostro impegno e quello delle comunità coinvolte in questo progetto che continua ad espandersi e che vuole crescere ancora. 

Voglio ringraziare l’assessorato all’Agricoltura e l’assessore regionale per la sensibilità sulle tematiche legate all’Agricoltura biologica e l’impegno messo per raggiungere questo obiettivo oltre al dirigente generale Dario Cartabellotta per il lavoro che ha portato a questo riconoscimento».

Con la nascita del Bio-Distretto sono messe in rete le risorse naturali, culturali e produttive di un territorio con l’obiettivo di valorizzare quelle politiche locali che sono orientate alla salvaguardia dell’ambiente, alla valorizzazione delle tradizioni e dei saperi locali e a uno sviluppo che abbia al centro la salute dei cittadini e la coesione sociale. La spinta propulsiva alla costituzione del Bio-Distretto proviene in primo luogo dagli agricoltori biologici che ricercano mercati locali in grado di apprezzare le loro produzioni, dai cittadini, sempre più interessati alla qualità dei prodotti agricoli e un’ambiente non inquinato, e da tutti quegli operatori economici che possono trarre opportunità e vantaggi da una valorizzazione delle risorse naturali, storiche e culturali del territorio.

lunedì 6 maggio 2024

cloud seeding o inseminazione delle nuvole

 La semina delle nuvole viene utilizzata in tutto il mondo come metodo per migliorare  la fornitura idrica naturale disponibile per le comunità dell'area circostante.

Per correttezza va anche detto che a Dubai  l’alluvione di Aprile, è stato attribuito   alla semina delle nuvole,   evento atmosferico estremo che si è presentato negli Emirati Arabi, se pur uno studio lo esclude  ALLUVIONE A DUBAI LE CAUSE

In Sicilia cloud seeding non fa parte delle ipotesi da valutare per contrastare il deficit idrico. Perchè?   


Tutti conosciamo la capacità dell’uomo di modificare l’ambiente per migliorare le sue condizioni di vita. Dalla creazione dei primi villaggi all’urbanizzazione, abbiamo trasformato la Terra in un ambiente quasi del tutto antropizzato, a nostra immagine e somiglianza. Da diverso tempo l’uomo può fare qualcosa di simile anche per quanto riguarda il cielo, mediante una tecnica chiamata cloud seeding o inseminazione delle nuvole. Si tratta di una tecnica che modifica le condizioni meteorologiche per favorire la formazione di pioggia. Ma come funziona esattamente? E quali sono i pro e contro? Scopriamolo insieme!

Per capire cos’è il cloud seeding, letteralmente inseminazione delle nuvole, e come funziona dobbiamo prima partire da come si forma la pioggia. Tutti sappiamo che la pioggia è dovuta alla condensazione del vapore acqueo all’interno delle nuvole e alla sua successiva precipitazione.

Nello specifico, però, le goccioline di pioggia necessitano di nuclei di condensazione: si tratta di piccolissime particelle, polvere o inquinanti, attorno alle quali si condensa il vapore acqueo che diventerà pioggia. Ma cosa c’entra il cloud seeding?

Presto detto. Siamo alla fine degli anni 40 e Vincent Joseph Schaefer, chimico e meteorologo americano, discute con il collega Irving Langmuir sul modo migliore per creare delle nubi.

Il ghiaccio secco, sostiene Schaefer, potrebbe rappresentare un ottimo nucleo di condensazione. Nello stesso periodo, il climatologo Bernard Vonnegut compie degli esperimenti in cui utilizza lo ioduro di argento come nucleo di condensazione.

Si tratta di un materiale impiegato ancora oggi nella moderna inseminazione delle nuvole, eseguita mediante cannoni che sparano particelle verso il cielo o aerei che spargono le particelle sopra le nubi.

Com’è intuitivo supporre, ci sono evidenti vantaggi nell’uso del cloud seeding, soprattutto nelle aree colpite da siccità frequenti o improvvise. Avere a disposizione una maggiore quantità d’acqua piovana può migliorare la produzione agricola e portare benefici economici alle comunità.

Detto questo, il cloud seeding non rappresenta la panacea di tutti i mali: non crea le nubi ma può stimolare la pioggia in nubi già esistenti. Soprattutto in zone dove la siccità è stagionale, è importante accumulare l’acqua durante i periodi normali.

Per quanto sia una tecnica innovativa e dalle grandi potenzialità, il cloud seeding ha comunque diversi svantaggi dei quali bisogna tenere conto.

Il primo riguarda l’introduzione dello ioduro di argento nell’atmosfera e nella pioggia. Legandosi all’acqua, infatti, lo ioduro d’argento finisce nelle risorse idriche e quindi nell’acqua presente nell’ecosistema e nel nostro sistema idrico. Al momento, non ci sono certezze in relazione agli eventuali effetti sulla salute delle persone.

Il secondo svantaggio riguarda l’efficacia stessa della tecnica: in linea teorica, è possibile far piovere inseminando le nuvole con sostanze che fungono da nucleo di condensazione. Nella pratica, non è facile capire se la pioggia sia causata dal cloud seeding o avvenga in modo naturale.

Fra i Paesi che utilizzano maggiormente l’inseminazione delle nuvole ci sono la Cina, gli Emirati Arabi e gli Stati Uniti, tutti Stati con ampie zone desertiche e siccità stagionali. In particolare, si è parlato tanto di cloud seeding quando il governo cinese lo utilizzò prima delle Olimpiadi di Pechino del 2008 per purificare l’aria dall’inquinamento.

Come si vede, le potenzialità della tecnologia sono enormi ma richiedono ulteriori ricerche su sicurezza ed efficacia. Con il tempo potremo sapere se sia davvero possibile stimolare la pioggia in modo sicuro e stabile, senza bisogno di una danza apposita.



VIDEO RAI SICCITA': VIAGGIO NELLA CRISI IDRICA

Schiuma 2024, terza edizione del premio Craft Beer Festival in Spiaggia

                         Gianna Bozzali

31 maggio - 1 e 2 giugno 2024

Ritorna il festival dedicato alla birra artigianale fronte mare e piedi sulla sabbia. Tre giorni dedicati alla scoperta dei migliori produttori in Italia, con degustazioni, talk sulla dieta mediterranea, abbinamenti e musica dal vivo.

 Ritorna in Sicilia il festival dedicato alla birra artigianale fronte mare e piedi sulla sabbia. È la terza edizione del “Schiuma, Craft Beer Festival in Spiaggia”, la tre giorni dedicata alla scoperta dei migliori produttori di birra italiani, con un ricco programma di degustazioni, talk sulla dieta mediterranea, abbinamenti e tanta buona musica dal vivo. Tutto questo a Marina di Modica dal 31 maggio al 2 giugno prossimi. Ben sette le regioni protagoniste, con 11 birrifici ospiti che andranno a coronare, ancora una volta, quel sogno nato tre anni fa di promuovere la cultura della birra artigianale, del buon bere e del buon mangiare con un linguaggio semplice e tanti colori.

L’evento, che ha registrato la presenza nelle due passate edizioni di circa 4mila persone e più di 10mila litri di ottima birra spillata sul posto, riaccende i riflettori non solo sul prodotto birra ma anche sul valore della convivialità e della libertà di idee. E a proposito di idee, ricordiamo che quella di Schiuma nasce dall’incontro tra la Beerchef e beerspecialist Eleni Pisano, impegnata da anni su vari fronti del mondo brassicolo, e Zero comunicazione integrata, agenzia con ampia esperienza nell’organizzazione e nella promozione di eventi.

Schiuma in pochi anni è cresciuto notevolmente confermandosi quale primo ed unico festival di birra artigianale, cibo di qualità musica e degustazioni di settore. Quest’anno vanta il patrocinio dell’Assessorato Regionale del Turismo, Sport e Spettacolo, del Libero Consorzio Comunale di Ragusa e del Comune di Modica.

«In questa edizione facciamo un salto importante e si cresce ma vogliamo mantenere forte la forza dei contenuti, del dialogo, del poter entrare in contatto direttamente con i produttori brassicoli e con tutti i soggetti che lavorano ed investono sul territorio e che abbracciano la filosofia di Schiuma – dichiara Eleni Pisano, direttrice del festival -. Parola d’ordine è coerenza tra quello che si racconta e il prodotto che si offre. Impresa non facile ma ci proviamo con scelte attente ogni giorno. Non ci interessa apparire ma socializzare, condividere idee, confrontare punti di vista, accogliere e regalare leggerezza che nulla a che vedere con la superficialità. Schiuma – prosegue Eleni Pisano - è un sistema che crea rete e crede nelle diversità con il coinvolgimento di persone che hanno professionalità e maestranze diverse, ognuna fondamentale per creare il sistema Schiuma. Non facciamo finta che non stia accadendo nulla nel mondo, anzi non a caso in questa edizione il nostro slogan è il mare non ha confini: la spiaggia è il luogo da cui spesso si parte e in cui si arriva, racconta storie di viaggiatori, incontri, migrazioni e diversità. Le onde del mare e il loro andare e venire supporta questo punto di vista. In questa edizione, Schiuma diventato marchio registrato e un format di eventi, presenterà i nuovi format creati dall’associazione brassicoltori italiani, che ha tra gli scopi principali quelli di parlare di sviluppo, territorio, sostenibilità, turismo ed inclusione a partire dal punto di vista della filiera brassogastronomica. Un grazie all’agenzia Zero Comunicazione che con tutto il suo staff lavora da mesi all’organizzazione della tre giorni, all’Assessorato al Turismo, Sport e Spettacolo della Regione Sicilia, all’on. Ignazio Abbate, deputato all’ARS e Presidente I commissione Affari Istituzionali, al Libero Consorzio Comunale di Ragusa e al sindaco di Modica, Maria Monisteri, per aver accolto l’invito ad ospitare l’evento. Un grazie, infine, a tutte le aziende che saranno presenti».

Tra le iniziative in programma vi è Convivio e Creo Vivo, una cucina con fermento che vede la collaborazione tra due realtà importanti e di grande innovazione tar tradizione e creatività ossia Convivio e Creo Vivo con cui sarà gestita tutta l’offerta food a Schiuma.  Prevista la partecipazione di Saro Petriglieri, un maestro dell’arte della filatura del formaggio e della narrazione del formaggio, cibo che da sempre è in stretta connessione con il mondo della birra. Vi sarà poi la possibilità di partecipare ad un cooking-demo a 4 mani con gli chef Carmelo Ferreri Executive Chef del Ristorante Corallo Marina di Modica e Peppe Cannistrà Executive Chef e Patron di Ristorante Rude Ragusa nonché a quello condotto dallo chef Francesco Mineo Executive Chef della Locanda del Colonello Modica. E poi, degustazione interattive e sensoriali con Matteo Selvi e Stefano Moraschini (Unionbirrai Beer Tasters), giudici internazionali di concorsi brassicoli, e con la presenza dei birrai. Tutte le degustazioni saranno a numero chiuso e previa prenotazione sul sito ufficiale della manifestazione www.schiumabeervillage.it

Infine, è prevista una competizione sportiva di alto livello in mare grazie alla collaborazione con Sicilia Open Waters ed il Premio Schiuma 2024 per la miglior Schiuma e spillatura.

 Maggiori dettagli saranno resi noti nel corso della conferenza stampa di presentazione della manifestazione che si terrà sabato 18 maggio, alle ore 10.00, al comune di Modica.

 



Ufficio Stampa |ZeroComunicazione

Gianna Bozzali |334.3421136

 

domenica 5 maggio 2024

La crisi vista dalle fattorie sociali della Sicilia

 Rete Fattorie Sociali Sicilia    

                                                 Salvatore Cacciola                                                                               Presidente

 


 In questo preciso momento in cui il mondo agricolo e allevatoriale unito, ha alzato la voce, sceso per strada e urlato la propria disperazione, tutti abbiamo il dovere di ascoltare e capire cos'è necessario fare per il bene dell'intera collettività.

Questo perché l'agricoltura e l'allevamento sono territorio, ambiente, salute ed economia e da essI dipende la sopravvivenza stessa.

Tante sono state le rivendicazioni, i malumori e le richieste fatte.

Noi della Rete delle Fattorie Sociali abbiamo deciso di stilare questo documento dove in modo molto sintetico vogliamo esprimere la nostra opinione.

Per meglio comprendere le nostre riflessioni bisogna partire da delle premesse fondamentali. Queste sono:

1. l'agricoltura e l'allevamento nel territorio nazionale ed europeo non può essere uniformata ad un solo modello ma bensì, bisogna considerare determinate caratteristiche che ne cambiano totalmente  le esigenze e gli impatti;

2. il comparto agricolo e allevatoriale negli ultimi anni, per motivi diversi ha subito una drastica perdita di redditività ingenerata dalla pandemia, dagli eventi metereologici, dagli aumenti considerevoli delle materie prime e dell'energia a causa degli eventi bellici, dalla concorrenza sleale di paesi extraeuropei e dal peso degli oneri finanziari;

3. il futuro di tali attività di certo passa, sia a livello europeo che mondiale da modelli sostenibili e quindi da politiche green ben elaborate;

4. è necessario mettere in atto opportune misure per ridare dignità sociale ed economica a tutti coloro che operano in tali settori.

Fatto ciò e partendo da queste considerazioni occorre intervenire sui seguenti punti:

1. rivedere la politica agricola comune tenendo conto delle realtà agricole e allevatoriali presenti in funzione delle dimensioni, vi sono piccole, medie e grandi realtà; delle attività svolte, se chiudono o meno la filiera produttiva; delle zone altimetriche e morfologiche, ecc. ecc..

Non è possibile legiferare e imporre delle direttive uguali per tipologie cosi diverse.

2. rivedere i rapporti bancari adottando per i diversi servizi un canale preferenziale e alcuni offrirli gratuitamente, mentre per i mutui agrari fissare un tasso massimo equo e sostenibile;

In agricoltura i risultati non dipendono solo dalla capacità imprenditoriale svolta, ma bensì da numerose variabili indipendenti da questa.

3. ridurre e fissare un tetto massimo al costo del carburante agricolo in modo da non rendere la situazione insostenibile ed stendere l'utilizzo del gasolio agevolato anche ai mezzi aziendali quali mezzi refrigerati.

4. rivedere gli accordi tra l'INPS e Agea nella gestione dei prelievi fatti a titolo di compensazione  dei premi PAC per i crediti che vanta, poichè questi non vengono notificati da nessuna delle parti con chiarezza e tempestiva. Infatti spesso ci si ritrova a pagare due volte uno stesso importo, togliendo liquidità ad un'azienda che aveva già compensato l'importo dovuto.

5. rivedere le norme che regolano l'attività svolta dagli Enti di certificazione BIO che devono operare sui controlli ed intervenire pesantemente sulle aziende in caso di frodi, in presenza diresidui chimici, nei casi di inadempienze gravi legate ad una errata gestione delle produzioni e NON PER SOLI MOTIVI AMMINISTRATIVI. Un errato pagamento o un mancato pagamento della certificazione non può essere motivo di esclusione o di grosse penalizzazioni quali il blocco delle vendite o l'impossibilità a cambiare Ente di Certificazione, compromettendo il lavoro fino ad allora svolto.

6. aumentare i premi percepiti dalle aziende in Biologico in quanto i costi sostenuti dalle stesse sono notevolmente superiori alle aziende in convenzionale;

7. affrontare con determinazione e celerità il problema della fauna alloctona.

In diverse zone del territorio nazionale ed europeo questo problema sta causando, ormai da anni, grossi problemi alle economie locali, senza considerare l'enorme danno ambientale in atto in diverse aree protette.

É necessario a livello regionale incrementare e coordinare meglio gli interventi previsti nei piani di gestione dei Daini e quello dei Cinghiali/Suidi, finalmente avviati. Bisogna impegnare un numero consistente di controllori già formati, e farli agire contemporaneamente in diverse aree di intervento.

Poichè tale annosa questione non risulta essere di semplice e rapida risoluzione è necessario che le aziende di quei territori, siano supportate al fine di poter continuare a svolgere le proprie attività ed è pertanto necessario far richiesta:

1 – di una indennità temporanea (5/10 anni) per i danni subiti e per le mancate produzioni ormai riconosciuti e attestati da tutti gli organi competenti regionali e non.

2 – della stesura di una Sottomisura di una Misura del PSR che tratti di tutela del territorio. Questa dovrà consentire l'adeguamento delle recinzioni perimetrali di confine dei fondi aziendali gia presenti, al salto dei daini e al sollevamento da terra da parte dei cinghiali, con un contributo al 100% . Tutto ciò per poter contrastare questi animali, la cui presenza è stata imposta in passato da iniziative scellerate, prive di nessun progetto e non richieste da nessuno.

8. ridurre l'aliquota IVA su prodotti per l'agricoltura quali ricambi, attrezzi, trattori ecc.ecc..

9. cancellare in modo permanente IRPEF ed IMU;

10. ridurre i costi per l'assunzione di lavoratori under 45 piuttosto che 36;

11. attuare delle misure urgenti di sostegno da parte della protezione civile sotto forma di rimborsi o sovvenzioni per il rifornimento di foraggi alle aziende zootecniche e per la perdita di produzione sulle coltivazioni arboree ed erbacee.

12. vietare l'ingresso dei prodotti esteri di qualità inferiore agli standard europei con maggiori ed efficaci controlli alle frontiere.

Si mette in evidenza che il comparto zootecnico rappresentato dalle specie Equidi (Asini e Cavalli) è stato escluso da entrambi i Livelli facenti parte dell’Ecoschema 1; ed inoltre, sono esclusi dai pagamenti accoppiati. L’orientamento intrapreso dalla nuova Politica Agricola Comune 2023-2027, se non viene rivisto metterà a rischio gli allevamenti rappresentati da asini e cavalli con il serio pericolo gli allevamenti scompariranno dai vari territori, vanificando il lavoro fatto negli anni da molte aziende dove detti allevamenti sono presenti. Il rischio maggiore riguarderà le aziende che in allevamento hanno la presenza di soli equidi (asini e cavalli)  e conducono terreni a pascoli¸ in queste aziende l’unico aiuto sarà rappresentato dal sostegno al reddito base.

     Concludendo vogliamo solo che un settore come quello agricolo/zootecnico abbia una maggiore e giusta considerazione al fine di ridargli redditività e dignità per il duro lavoro svolto.

 

 

 

L'innovazione e supporto alle scelte

 

Il primo webinar del ciclo “Come e quando innovare: strumenti a supporto delle scelte” 

dal titolo "
Territori, settori e tecnologie: strumenti per la diffusione delle innovazioni nelle aziende agricole" ha presentato le caratteristiche generali dei sistemi di supporto alle decisioni (Decision Support System - DSS) nell'ambito dell'AKIS (Agricultural Knowledge and Innovation System). Durante il webinar, sono state svolte brevi sessioni pratiche per mostrare due strumenti di immediato utilizzo sviluppati dal CREA-PB: GestInnova AP Decisio. Con il primo si è dimostrato come, a partire dai dati RICA, è possibile identificare i contesti aziendali e settoriali favorevoli alla diffusione delle innovazioni. Con il secondo, invece, sono stati svolti alcuni esercizi di simulazione per fornire una prima valutazione della convenienza economica associata ad investimenti in agricoltura di precisione. 

VIDEO DEL WEBINAR 


RETE REGIONALE SISTEMA DELLA CONOSCENZA E DELL'INNOVAZIONE

 

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