Premessa
Nel processo di cambiamento che sta
interessando il mondo agricolo e rurale, la conoscenza e l’innovazione rivestono
un ruolo preponderante quale strategia trasversale nei percorsi di sviluppo
futuro. In particolare, la digitalizzazione viene indicata come lo strumento
che meglio potrà sviluppare la resilienza e la sostenibilità di tutto il
settore agricolo e rurale (Veronique et al., 2022). Inoltre, la necessità di
dare risposta ai Grand Challenges richiede che l’’innovazione sia non solo di
carattere tecnologico ma anche sociale ed istituzionale (Kok and Klerks, 2023,
Herrero et al., 2020), insomma una transizione di regime sociotecnico (Arcuri
et al., 2023). Tale multidimensionalità può essere perseguita solo attraverso
una visione sistemica, che analizzi i complessi meccanismi di trasferimento e
di ancoraggio territoriale di conoscenza “pertinente” (Crevoisier, 2011)
In tale ottica, l’approccio sistemico
è maggiormente adeguato all’analisi e alla creazione di networks ai quali
dovrebbero appartenere esponenti del mondo produttivo, della consulenza, della
ricerca, delle Istituzioni e della società civile al fine di co-produrre
ricerca, innovazione e politiche di intervento ritagliate su fabbisogni sempre
più complessi (Annosi et al., 2022; Klerkx et al., 2012; Pigford et al., 2018).
Tale ruolo di primo piano è presente anche nella visione e nell’implementazione
dell’intervento pubblico europeo dove l’AKIS (Agricultural Knowledge and
Innovation System) è diventato il modello operativo e teorico per la
strutturazione delle politiche relative proprio a conoscenza e innovazione.
Nel dibattito scientifico recente,
la prospettiva sistemica è stata superata da quella ecosistemica, dove
l’innovazione è vista come un processo co-evolutivo (Pigford et al., 2018)
anche in relazione all’evidenza che, in scenari caratterizzati da elevata
incertezza e dinamicità, le politiche debbano avere un’alta capacità adattativa
(Folke et al., 2011). Gli approcci ecosistemici si riferiscono ad una rete
complessa o ad un sistema interconnesso di attori (Wolfert et al., 2023). In
sintesi, i sistemi di innovazione analizzano l'interazione e i meccanismi di
governance tra gli attori coinvolti nell'estrazione del valore
dall'innovazione, mentre la prospettiva dell'ecosistema sottolinea la
co-evoluzione dell'innovazione e la co-creazione di valore (Lioutas et al.,
2021; Autio, Thomas 2014). L’aver introdotto la dinamicità nel framework
teorico, rende l’ecosistema uno strumento utile per analizzare la transizione
ecologica e digitale, e in generale l’innovazione nel mondo agricolo e rurale e
per approfondire i caratteri di sinergia o di contrapposizione che
l’interazione fra i processi potrebbe mostrare (Bellon-Maurel and Huyghe, 2017;
Wittman et al., 2020; Schnebelin et al., 2021; Fraser, 2021; Ditzler and
Driessen, 2022). Fra le definizioni che meglio rappresentano quanto descritto e
che evidenziano forti potenzialità anche nei possibili risvolti empirici di
analisi e quella proposta da Granstrand e Holgersson (2020): “Un ecosistema
dell'innovazione è l'insieme in evoluzione di attori, attività e artefatti e
delle istituzioni e delle relazioni, comprese le relazioni complementari e
sostitutive, che sono importanti per la performance innovativa di un attore o
di una popolazione di attori”.
Nello scenario descritto, gli
economisti agrari possono e devono assumere un ruolo di riferimento sia per
indirizzare e sviluppare nuove linee di ricerca sia per supportare la creazione
di un sistema della conoscenza adeguato e vitale. A tal fine, il gruppo di
lavoro, oltre a favorire la sinergia fra i diversi interessi di ricerca dei
partecipanti, si interroga sull’efficacia degli strumenti di conoscenza
disponibili e sulla eventuale necessità di adeguare la “cassetta degli
attrezzi”. Pertanto, il gruppo avrà un duplice obiettivo. Il primo riguarderà l’individuazione
e l’approfondimento dei gap di conoscenza relativi agli aspetti teorici degli
ecosistemi della conoscenza. Il secondo, invece, sarà dedicato alla creazione
di relazioni con i diversi attori che compongono l’AKIS nazionale al fine di
fornire un contributo nei processi di implementazione del network e dei flussi
di conoscenza.
Fabbisogni
di Ricerca
Per quanto detto, di seguito vengono
elencati possibili argomenti di ricerca da approfondire che saranno integrati o
modificati in base agli interessi dei partecipanti.
- Stakeholder ed ecosistemi – approfondire la conoscenza delle
tipologie di stakeholder e dei sistemi a cui danno vita, analizzare la
cooperazione e i conflitti che si sviluppano nonché la distribuzione del
potere
- Governance – caratteristiche della governance e efficacia delle
politiche; come le politiche possono migliorare la governance degli
ecosistemi
- Modelli di sviluppo – esogeno, neo-endogeno o vi è un modello alternativo
che sta emergendo?
- Identificazione delle fonti di conoscenza delle imprese agricole,
il cosiddetto micro-AKIS, in particolare, se e come esso si modifica nelle
dinamiche di adozione delle innovazioni
- Trasferimento delle innovazioni tecnologiche,
organizzative e sociali
- Adozione delle
innovazioni
- Modelli per
advisory and extension services che tengano conto della natura pubblica/privata
degli attori
Linee operative del gruppo di lavoro
Il gruppo organizzerà seminari di
approfondimento di diverse tipologie. La messa a comune delle linee di ricerca
e dei possibili progetti strategici dei partecipanti rappresenterà la prima
tipologia di incontri. Altri momenti di confronto saranno realizzati con
colleghi italiani o stranieri utili per approfondire specifici argomenti o
ampliare le domande di ricerca. Infine, saranno organizzati confronti con altri
gruppi di lavoro SIDEA affini (es. Gruppo Politiche e Gruppo
Internazionalizzazione).
Science-Policy
Interface
Nello scenario descritto, il gruppo di lavoro lavorerà per la
creazione di connessioni più forti fra ricerca, politiche e società. Il dialogo
tra scienza e politica è divenuto recentemente più complesso e le categorie di
attori coinvolti non sempre chiare; soprattutto: “scientists and policy
makers have different rules and rhythms, and different kinds of accountability
to society” (Hainzelin et al., 2023, p.878). Pertanto, la transazione
ecologica, digitale e, soprattutto, sociale richiede necessariamente una nuova
science-policy-society interface. Nella letteratura grande spazio è stato dato
alla Science-policy interface capace di supportare i policy makers
nell’implementazione di politiche nuove e complesse. Tuttavia, per quanto complesso, il legame science-policy non è
sufficiente: il
ruolo fondamentale che la società riveste e la sua capacità di spostare
l’epicentro delle innovazioni va riconosciuto all’interno di una visione
ecosistemica, fortemente collegata con il mondo della ricerca, delle
istituzioni e della produzione. La Science-policy-society interface, al fine di
poter affrontare le sfide connesse al disegno e all’implementazioni di
politiche complesse deve favorire un dialogo tra scienziati, policymakers e
altri stakeholders a supporto di una azione politica coerente sostenuta
dall’evidenza scientifica, frutto di un meccanismo di azione collettiva (FAO,
2024).
Deve, infine, permettere l’integrazione
fra i fabbisogni di diversi attori posti a diversi livelli decisionali con
indipendenza e rigore, mantenendo l’attenzione permanente alla misurazione dei
risultati.
L’importanza di un’interfaccia costruttiva fra scienza, politica,
istituzioni e società a livello nazionale, regionale, locale riveste un valore
strategico per migliorare la performance del mondo della ricerca nella
co-creazione di conoscenza maggiormente ritagliata sui fabbisogni sociali e
nella comunicazione dei risultati e delle relative possibile strategie. Co-produrre
conoscenza con tutti gli attori dell’ecosistema agricolo e rurale, attraverso
un approccio multidisciplinare, è, oggi, una scelta richiesta nei nuovi piani
di intervento, quali ad esempio la Politica Agricola Europea, le Politiche
destinate al comparto energetico o di sviluppo di aree rurali. Questa sfida
viene colta interamente dal modello che la Commissione Europea ha disegnato in
contrapposizione al modello lineare di diffusione della conoscenza, denominato
“Science for Policy 2.0” (Joint Research Centre, 2020). In tale visione, la
scienza deve fornire risposte utili per l’implementazione di politiche di
intervento, uscendo dalle “comfortable, well-defined, scientific boxes”.
Linee operative del gruppo di lavoro
Il gruppo di lavoro si inserisce in questo processo di cambiamento
volendo costruire non solo connessioni con gli altri attori ma rappresentare
anche un possibile modello per quei giovani ricercatori che volessero
interpretare in maniera maggiormente sistemica la loro figura professionale.
A tal fine, saranno favorite attività che coinvolgeranno tutti gli
attori del sistema della conoscenza in agricoltura, del costituendo
Coordinamento Nazionale dell’AKIS presso il MASAF, dei Coordinamenti AKIS di
altri Paesi europei, della Rete Interregionale per la ricerca agraria,
forestale, acquacoltura e pesca, del PEI-Agri e di altre reti europee.
Il gruppo, inoltre, cercherà di sviluppare quanto detto per
l’agricoltura e il mondo rurale anche per il settore pesca e acquacoltura che,
sempre più, sembra interessato a seguire la formazione di un sistema della
conoscenza. Tale necessità è fortemente espressa dagli attori e dai policy
maker del settore che, al momento vede attiva, quasi unicamente, la direzione
centrale del MASAF.
Seguendo la necessità di un approccio ampio e sistemico alla
conoscenza e alle politiche di intervento, il gruppo svilupperà sinergie anche
con eventuali altri gruppi SIDEA che possano dar vita a percorsi sinergici sia
in ambito di ricerca che di supporto al sistema AKIS.

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