martedì 24 marzo 2026

SISTEMI DELLA CONOSCENZA E POLITICHE IN AMBITO AKIS

  

Premessa

Nel processo di cambiamento che sta interessando il mondo agricolo e rurale, la conoscenza e l’innovazione rivestono un ruolo preponderante quale strategia trasversale nei percorsi di sviluppo futuro. In particolare, la digitalizzazione viene indicata come lo strumento che meglio potrà sviluppare la resilienza e la sostenibilità di tutto il settore agricolo e rurale (Veronique et al., 2022). Inoltre, la necessità di dare risposta ai Grand Challenges richiede che l’’innovazione sia non solo di carattere tecnologico ma anche sociale ed istituzionale (Kok and Klerks, 2023, Herrero et al., 2020), insomma una transizione di regime sociotecnico (Arcuri et al., 2023). Tale multidimensionalità può essere perseguita solo attraverso una visione sistemica, che analizzi i complessi meccanismi di trasferimento e di ancoraggio territoriale di conoscenza “pertinente” (Crevoisier, 2011)

In tale ottica, l’approccio sistemico è maggiormente adeguato all’analisi e alla creazione di networks ai quali dovrebbero appartenere esponenti del mondo produttivo, della consulenza, della ricerca, delle Istituzioni e della società civile al fine di co-produrre ricerca, innovazione e politiche di intervento ritagliate su fabbisogni sempre più complessi (Annosi et al., 2022; Klerkx et al., 2012; Pigford et al., 2018). Tale ruolo di primo piano è presente anche nella visione e nell’implementazione dell’intervento pubblico europeo dove l’AKIS (Agricultural Knowledge and Innovation System) è diventato il modello operativo e teorico per la strutturazione delle politiche relative proprio a conoscenza e innovazione.

Nel dibattito scientifico recente, la prospettiva sistemica è stata superata da quella ecosistemica, dove l’innovazione è vista come un processo co-evolutivo (Pigford et al., 2018) anche in relazione all’evidenza che, in scenari caratterizzati da elevata incertezza e dinamicità, le politiche debbano avere un’alta capacità adattativa (Folke et al., 2011). Gli approcci ecosistemici si riferiscono ad una rete complessa o ad un sistema interconnesso di attori (Wolfert et al., 2023). In sintesi, i sistemi di innovazione analizzano l'interazione e i meccanismi di governance tra gli attori coinvolti nell'estrazione del valore dall'innovazione, mentre la prospettiva dell'ecosistema sottolinea la co-evoluzione dell'innovazione e la co-creazione di valore (Lioutas et al., 2021; Autio, Thomas 2014). L’aver introdotto la dinamicità nel framework teorico, rende l’ecosistema uno strumento utile per analizzare la transizione ecologica e digitale, e in generale l’innovazione nel mondo agricolo e rurale e per approfondire i caratteri di sinergia o di contrapposizione che l’interazione fra i processi potrebbe mostrare (Bellon-Maurel and Huyghe, 2017; Wittman et al., 2020; Schnebelin et al., 2021; Fraser, 2021; Ditzler and Driessen, 2022). Fra le definizioni che meglio rappresentano quanto descritto e che evidenziano forti potenzialità anche nei possibili risvolti empirici di analisi e quella proposta da Granstrand e Holgersson (2020): “Un ecosistema dell'innovazione è l'insieme in evoluzione di attori, attività e artefatti e delle istituzioni e delle relazioni, comprese le relazioni complementari e sostitutive, che sono importanti per la performance innovativa di un attore o di una popolazione di attori”.

Nello scenario descritto, gli economisti agrari possono e devono assumere un ruolo di riferimento sia per indirizzare e sviluppare nuove linee di ricerca sia per supportare la creazione di un sistema della conoscenza adeguato e vitale. A tal fine, il gruppo di lavoro, oltre a favorire la sinergia fra i diversi interessi di ricerca dei partecipanti, si interroga sull’efficacia degli strumenti di conoscenza disponibili e sulla eventuale necessità di adeguare la “cassetta degli attrezzi”. Pertanto, il gruppo avrà un duplice obiettivo. Il primo riguarderà l’individuazione e l’approfondimento dei gap di conoscenza relativi agli aspetti teorici degli ecosistemi della conoscenza. Il secondo, invece, sarà dedicato alla creazione di relazioni con i diversi attori che compongono l’AKIS nazionale al fine di fornire un contributo nei processi di implementazione del network e dei flussi di conoscenza.

 

Fabbisogni di Ricerca

Per quanto detto, di seguito vengono elencati possibili argomenti di ricerca da approfondire che saranno integrati o modificati in base agli interessi dei partecipanti.

  1. Stakeholder ed ecosistemi – approfondire la conoscenza delle tipologie di stakeholder e dei sistemi a cui danno vita, analizzare la cooperazione e i conflitti che si sviluppano nonché la distribuzione del potere
  2. Governance – caratteristiche della governance e efficacia delle politiche; come le politiche possono migliorare la governance degli ecosistemi
  3. Modelli di sviluppo – esogeno, neo-endogeno o vi è un modello alternativo che sta emergendo?
  4. Identificazione delle fonti di conoscenza delle imprese agricole, il cosiddetto micro-AKIS, in particolare, se e come esso si modifica nelle dinamiche di adozione delle innovazioni
  5. Trasferimento delle innovazioni tecnologiche, organizzative e sociali
  6. Adozione delle innovazioni
  7. Modelli per advisory and extension services che tengano conto della natura pubblica/privata degli attori

 


Linee operative del gruppo di lavoro

 

Il gruppo organizzerà seminari di approfondimento di diverse tipologie. La messa a comune delle linee di ricerca e dei possibili progetti strategici dei partecipanti rappresenterà la prima tipologia di incontri. Altri momenti di confronto saranno realizzati con colleghi italiani o stranieri utili per approfondire specifici argomenti o ampliare le domande di ricerca. Infine, saranno organizzati confronti con altri gruppi di lavoro SIDEA affini (es. Gruppo Politiche e Gruppo Internazionalizzazione).

 

Science-Policy Interface

Nello scenario descritto, il gruppo di lavoro lavorerà per la creazione di connessioni più forti fra ricerca, politiche e società. Il dialogo tra scienza e politica è divenuto recentemente più complesso e le categorie di attori coinvolti non sempre chiare; soprattutto: “scientists and policy makers have different rules and rhythms, and different kinds of accountability to society” (Hainzelin et al., 2023, p.878). Pertanto, la transazione ecologica, digitale e, soprattutto, sociale richiede necessariamente una nuova science-policy-society interface. Nella letteratura grande spazio è stato dato alla Science-policy interface capace di supportare i policy makers nell’implementazione di politiche nuove e complesse. Tuttavia, per quanto complesso, il legame science-policy non è sufficiente: il ruolo fondamentale che la società riveste e la sua capacità di spostare l’epicentro delle innovazioni va riconosciuto all’interno di una visione ecosistemica, fortemente collegata con il mondo della ricerca, delle istituzioni e della produzione. La Science-policy-society interface, al fine di poter affrontare le sfide connesse al disegno e all’implementazioni di politiche complesse deve favorire un dialogo tra scienziati, policymakers e altri stakeholders a supporto di una azione politica coerente sostenuta dall’evidenza scientifica, frutto di un meccanismo di azione collettiva (FAO, 2024).

Deve, infine, permettere l’integrazione fra i fabbisogni di diversi attori posti a diversi livelli decisionali con indipendenza e rigore, mantenendo l’attenzione permanente alla misurazione dei risultati.

L’importanza di un’interfaccia costruttiva fra scienza, politica, istituzioni e società a livello nazionale, regionale, locale riveste un valore strategico per migliorare la performance del mondo della ricerca nella co-creazione di conoscenza maggiormente ritagliata sui fabbisogni sociali e nella comunicazione dei risultati e delle relative possibile strategie. Co-produrre conoscenza con tutti gli attori dell’ecosistema agricolo e rurale, attraverso un approccio multidisciplinare, è, oggi, una scelta richiesta nei nuovi piani di intervento, quali ad esempio la Politica Agricola Europea, le Politiche destinate al comparto energetico o di sviluppo di aree rurali. Questa sfida viene colta interamente dal modello che la Commissione Europea ha disegnato in contrapposizione al modello lineare di diffusione della conoscenza, denominato “Science for Policy 2.0” (Joint Research Centre, 2020). In tale visione, la scienza deve fornire risposte utili per l’implementazione di politiche di intervento, uscendo dalle “comfortable, well-defined, scientific boxes”.

 

Linee operative del gruppo di lavoro

Il gruppo di lavoro si inserisce in questo processo di cambiamento volendo costruire non solo connessioni con gli altri attori ma rappresentare anche un possibile modello per quei giovani ricercatori che volessero interpretare in maniera maggiormente sistemica la loro figura professionale.

A tal fine, saranno favorite attività che coinvolgeranno tutti gli attori del sistema della conoscenza in agricoltura, del costituendo Coordinamento Nazionale dell’AKIS presso il MASAF, dei Coordinamenti AKIS di altri Paesi europei, della Rete Interregionale per la ricerca agraria, forestale, acquacoltura e pesca, del PEI-Agri e di altre reti europee.

Il gruppo, inoltre, cercherà di sviluppare quanto detto per l’agricoltura e il mondo rurale anche per il settore pesca e acquacoltura che, sempre più, sembra interessato a seguire la formazione di un sistema della conoscenza. Tale necessità è fortemente espressa dagli attori e dai policy maker del settore che, al momento vede attiva, quasi unicamente, la direzione centrale del MASAF.

Seguendo la necessità di un approccio ampio e sistemico alla conoscenza e alle politiche di intervento, il gruppo svilupperà sinergie anche con eventuali altri gruppi SIDEA che possano dar vita a percorsi sinergici sia in ambito di ricerca che di supporto al sistema AKIS.

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