In un settore primario europeo che si trova di fronte a un bivio demografico, il report offre una fotografia a 360 gradi della nuova imprenditoria agricola, incrociando per la prima volta i dati del 7° Censimento Generale ISTAT, del Registro delle Imprese (InfoCamere) e della Rete di Informazione Contabile Agricola (RICA).
- INNOVATORI E FORMATI: c'è una vera e propria rivoluzione culturale in campo. Il 49,7% dei giovani possiede un diploma e oltre il 19% è laureato. Sono anche i più propensi all'innovazione: l'uso del digitale è più del doppio rispetto agli over 40 (34% contro 14%).
- A TRAZIONE FEMMINILE E RESILIENTI: le giovani donne guidano oltre un quarto delle imprese di settore (22.567 aziende), distinguendosi per una gestione economica prudente ma altamente redditizia. Più in generale, le imprese giovanili hanno dimostrato una capacità di tenuta superiore alla crisi pandemica rispetto a quelle degli over 40.
- UNA CONVIVENZA CHE PREMIA: il ricambio generazionale non cancella la tradizione, ma la riorganizza. I nuovi titolari (con un'età media di circa 33 anni) sono spesso supportati da coadiuvanti familiari over 45, garantendo un passaggio di consegne graduale che unisce la spinta innovativa all'esperienza.
Per sostenere questa transizione, la nuova PAC 2023-2027 mette in campo quasi 696 milioni di euro (fondi CSR) per l'insediamento di circa 15.000 nuovi giovani imprenditori in Italia.

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