lunedì 21 luglio 2025

L'UE e le nuove tecniche genomiche: cosa rischiano i piccoli agricoltori (e tutti noi)


Perché le cosiddette Nuove Teniche Genomiche (NGT) di cui sta discutendo l'UE sarebbero un regalo alle multinazionali delle OGM, oltre che un colpo fatale per i piccoli agricoltori e la conservazione della biodiversità


di Angela Fais per l'AntiDiplomatico


Dopo un primo appuntamento tenutosi il 6 maggio scorso a Strasburgo, il 30 giugno si sarebbe dovuto riunire nuovamente il Trilogo europeo per trovare un punto di accordo sulle Nuove Teniche Genomiche (NGT) ma il negoziato è stato rimandato a data da destinarsi. I colossi del settore agroalimentare spingono per una deregolamentazione rispetto alle normative attuali sugli OGM previste dalla 2001/18/CE e recepite dall’Italia con una serie di Decreti Legislativi successivi che stabiliscono procedure chiare e trasparenti introducendo la possibilità di vietare gli OGM sulla scorta di preoccupazioni legate alla salute pubblica, alla tutela dell’ambiente e alla salvaguardia della biodiversità. Ispirandosi fermamente al principio di precauzione tali normative hanno garantito così ai consumatori di fare scelte consapevoli grazie all’obbligo di etichettatura e tracciabilità, consentendo una valutazione del rischio. 



Francesco Paniè, responsabile della campagna OGM di Crocevia, associazione che dal 1958 si batte per i diritti, l'agroecologia e la Sovranità Alimentare in tutto il mondo, ci spiega che le multinazionali da tempo perseguono il progetto di smantellamento di questo impianto legislativo che de iure e de facto attualmente sta tutelando consumatori e cittadini. Purtroppo tra i Paesi membri dell’Unione l’Italia è uno di quelli che oggi spinge di più per la deregolamentazione dei nuovi OGM. Le NTG ossia gli organismi dalle modificazioni genomiche più all’avanguardia che in Italia per confondere e ammaliare maggiormente i consumatori sono state ribattezzate TEA, acronimo di Tecniche di Evoluzione Assistita, rappresentano l’ultima frontiera degli OGM. Mentre nei vecchi OGM infatti si inseriva un gene esogeno sulla pianta ospite, nelle TEA si introducono delle sequenze genomiche provenienti da individui della stessa specie; sempre più spesso queste sequenze sono lavorate dalla intelligenza artificiale. Ma anche i TEA, prosegue Francesco Paniè, sono delle forme di manipolazione genetica. La vulgata corrente spaccia le TEA come le colture ideali per fronteggiare il cambiamento climatico in quanto esse sarebbero più resistenti agli stress ambientali. Si dice che queste tecniche consentano di ottenere piante più produttive e “resilienti” peccato però che sino a oggi questo obiettivo gli OGM l’abbiano fallito clamorosamente. Va infatti detto che alle sequenze di genoma modificato manca il fattore decisivo, quella conditio che ha sempre permesso la prosecuzione della vita sulla terra ossia la capacità di adattarsi all’ambiente. Soprattutto se queste sequenze sono create con l’intelligenza artificiale esse risultano prive di una base biologica sperimentata e quindi senza alcuna garanzia di riuscita, per cui dopo massimo un paio di anni di produttività si rivelano inefficaci ed improduttive, rendendo necessario l’acquisto di brevetti aggiornati facendo così moltiplicare le spese per l’agricoltore. Queste sementi OGM, NGT o TEA che dir si voglia, inoltre richiedono l’uso di pesticidi e diserbanti ad hoc che è la stessa multinazionale a fornire all’interno del costoso pacchetto. Si pensi che il costo dei prodotti che ruotano attorno alle sementi OGM costituisce il 40-48% delle spese stagionali cui un agricoltore deve far fronte.

Ricordiamo a tal proposito la spirale di morte che in India nell’arco di una ventina d’ anni ha portato al suicidio ben 400mila agricoltori strozzati dai debiti, dai costi crescenti derivanti dalla agricoltura OGM e dai suoi colossali insuccessi. Oggi il sistema dei brevetti recide quel profondo e viscerale legame che porta gli agricoltori sin dal Neolitico a scambiarsi sia le sementi che le conoscenze e che ha sempre costruito il rapporto dell’uomo con la terra. Si trasforma tutto in lucro e ci si avvia a ricalcare in tutto e per tutto il modello degli Stati Uniti dove la varietà delle colture è ridotta, standardizzata ed omologata e dove, ricordiamolo, il costo delle sementi OGM negli ultimi 20 anni ha subito degli aumenti del 450% contro il 160% dei semi tradizionali. Se si introdurrà il regime del brevetto le multinazionali acquisiranno l’editing genomico sulle piante per ottenere la proprietà esclusiva di varietà vegetali ogm che saranno rivendute agli agricoltori di anno in anno. Questa deregolamentazione tanto agognata dalle multinazionali tratteggia un inquietante futuro in cui il DNA degli organismi viventi può essere trasformato in proprietà privata.

Sullo sfondo il rischio enorme e concreto che tutte le coltivazioni possano essere potenzialmente ibridate dagli OGM di nuova e vecchia generazione. In grave pericolo anche le colture distintive e di pregio del nostro Paese dal momento che non si sarà più in grado di garantire una filiera pulita e senza ibridazioni. A tal proposito l’Ass. Crocevia invita i Comuni e le Regioni preoccupati che gli OGM/TEA possano essere introdotti nel proprio territorio  entrando nelle filiere e nelle mense scolastiche, negli ospedali e nelle case,  a contrastare le sperimentazioni in campo aperto tramite la delibera presente sul sito e scaricabile gratuitamente.
Si palesa dunque l’abnorme danno economico per l’agricoltura che potrebbe assistere al tracollo dell’intero comparto del biologico, ma anche quale atroce minaccia costituiscano gli OGM per la conservazione della biodiversità, messa a repentaglio da queste sperimentazioni che non consentirebbero più di preservarla. Se pensiamo che solo in Sicilia all’inizio del ‘900 esistevano 250 tipi di grani antichi oggi ridotti ad appena 52, ci rendiamo conto che con gli OGM questa tendenza subirà un enorme incremento. 

Relativamente al problema della contaminazione delle colture c’è anche un risvolto legale particolarmente drammatico per i piccoli agricoltori. Col vento infatti il polline migrerà, rischiando di trasferire sequenze genetiche brevettate che potranno esprimersi nei campi adiacenti di proprietà di agricoltori che non hanno acquistato i brevetti ma che rischiano di vedersi citati in giudizio per l’ appropriazione indebita delle varietà brevettate. E’ già successo centinaia e centinaia di volte negli USA dove questi dibattimenti molto spesso si sono conclusi con degli accordi extragiudiziali in cui gli agricoltori accettano di dover acquistare e coltivare le sementi brevettate per gli anni a venire; trovandosi così costretti a pagare delle royalties alle multinazionali detentrici dei brevetti delle sequenze. Sulla scorta di quanto detto emergono chiaramente i vantaggi commerciali per le multinazionali. A oggi queste controllano oltre il 60% del mercato globale delle sementi e il 51% dei pesticidi ma grazie ai brevetti sulle NGT questa quota vedrebbe un ulteriore, cospicuo accrescimento. Quindi se la richiesta di deregolamentazione è motivata ufficialmente dalla necessità di aggiornare le norme per rendere l’agricoltura più sostenibile e resiliente, in realtà sorge più di un dubbio se il vero obiettivo non sia invece privare gli Stati della sovranità ambientale e alimentare per trarre profitti infiniti, puntando a un regime basato sui brevetti industriali ai quali poter accedere solo dietro l’esborso di denaro. All’ oligopolio però va contrapposta una idea di sovranità alimentare che esuli dai  brevetti e si fondi sulla resistenza e sulla lotta per non farsi portar via le chiavi dei propri territori, per custodirli, per conservare e mantenere i veri “codici”: i semi, le talee, le varietà autoctone e quelle che, a differenza degli ogm, sono state in grado di adattarsi nel corso del tempo nel territorio legandosi indissolubilmente alla storia del popolo che lo abita e che grazie alla ricchezza della biodiversità ha avuto e potrà avere sempre qualcosa da mangiare.

 

venerdì 18 luglio 2025

Il Progetto SIC.A.RI.B.: un nuovo paradigma per un’agricoltura sostenibile e di valore

 


Il progetto SIC.A.RI.B., acronimo di Sicilia Agroecologica Rigenerativa Biologica, rappresenta e vuole stimolare una significativa innovazione nel panorama agricolo siciliano. Finanziato nell'ambito del PSR Sicilia 2014/2022 e volto al termine a giungo, il progetto si proponeva di introdurre e adattare nel contesto siciliano, modelli agroecologici di pratiche agricole biologiche rigenerative, già sperimentati con successo in altri ambiti nazionali.

Nel contesto agricolo siciliano oltre il 60% dei terreni agricoli manifesta segni di perdita di fertilità organica, con una diminuzione annua di carbonio organico stimata a 0,5 t/ha. Questo fenomeno, causato da pratiche agricole intensive e cambiamenti climatici, minaccia seriamente la sostenibilità produttiva dell’isola. Parallelamente, si osserva una riduzione allarmante della biodiversità, sia a livello del suolo che del complessivo agroecosistema, dove si assiste alla scomparsa di specie spontanee funzionali compromettendone la resilienza. Un contesto come questo richiede approcci profondamente innovativi, ispirati alla rigenerazione dei suoli e del sistema agrario, come quelli proposti da SIC.A.RI.B. Si tratta, infatti, di uno dei numerosi approcci che si sono confrontati lo scorso giugno ad Agrigento, in occasione del primo Congresso di Agroecologia del Mediterraneo.

Il partenariato vede coinvolte la Damiano Società Agricola (Capofila), la Dara Guccione Biofarm, I Locandieri Soc. Coop., Balsi Azienda Agricola Bio e Azienda Agricola Cusenza. Tali aziende sono rappresentative delle produzioni regionali, sia cerealicole che frutticole (mandorleti), ed adottano metodi di coltivazione biologica. A queste si aggiungono partner scientifici come l’ente di ricerca FIRAB e due società di consulenza: l’innovation broker, Società Cooperativa Speha Fresia, e la Società Benefit Arca Srl. Tale rete multidisciplinare è stata messa a punto al fine di garantire un approccio integrato e utile allo sviluppo e applicazione delle innovazioni proposte.

L’obiettivo generale perseguito dal progetto SIC.A.RI.B. è ambizioso e raggiungibile: promuovere pratiche agricole agroecologiche, biologiche e rigenerative, capaci di aumentare la biodiversità e migliorare la qualità del suolo, garantendo la performance produttiva.

Le azioni del progetto hanno riguardato l’introduzione di tecniche innovative come l’intercropping nei seminativi e le cover crops nei mandorleti, confrontate con pratiche tradizionali per valutarne l’efficacia.

I risultati ottenuti nelle due annate progettuali hanno evidenziato una maggiore resilienza nei sistemi produttivi monitorati. In particolare le pratiche agroecologiche introdotte hanno consentito nei sistemi a seminativo un efficace controllo della flora spontanea e un incremento della produzione nella coltura consociata rispetto alla coltura pura di cece, mentre nelle colture arboree hanno consentito di diminuire la compattazione e l’erosione superficiale del suolo, incrementando la biomassa e i nutrienti disponibili.

Un’ampia gamma di materiale divulgativo è stata prodotta dal partenariato, tra cui: pubblicazione finale, pubblicazioni tecnico-scientifiche, layman report, post sui social media, newsletter di aggiornamento, roll-up di progetto, video riepilogativo di progetto con le testimonianze degli imprenditori e di tutti i partner, pubbliredazionale su “Il Sole 24 Ore georeferenziato”, articoli all’interno del blog di Arca Srl Benefit e un sito web dedicato[1]. Inoltre, sono stati organizzati eventi divulgativi, come open days e convegni, che hanno facilitato la condivisione delle conoscenze e dei risultati. Tali eventi hanno promosso il confronto tra operatori e portatori di interesse in modalità che richiamano i living lab, e, non ultimo, hanno permesso di valutare l’efficacia degli ecoschemi della PAC, applicati in modo pratico nelle aziende pilota.

SIC.A.RI.B. si distingue come un esempio virtuoso di come innovazione e sostenibilità possano confluire in un approccio agricolo moderno e responsabile. Grazie al supporto del PSR Sicilia e alla collaborazione tra i partner, il progetto non solo affronta le sfide climatiche e produttive attuali, ma pone anche solide basi per un’agricoltura di valore, capace di guardare al futuro con fiducia e determinazione.

Consociazione cece e frumento tenero in fase di sviluppo ad inizio primavera e in prossimità della raccolta

 nei campi dimostrativi ad Alia (PA), presso la Dara Guccione Biofarm.

 

Momento d’incontro e partecipazione in occasione dell’evento in campo del 4 luglio 2024, presso I Locandieri -

 Soc. Coop. Soc. a Castelvetrano (TP).

 

Evento in campo del 7 maggio 2025 presso Dara Guccione Biofarm ad Alia (PA), partner di progetto.

Incontro di animazione e costituzione del Living Lab del 6 maggio 2025 presso I Locandieri 

- Soc. Coop. Soc. a Castelvetrano (TP), partner di progetto.

A firma di:

  • dr. Luca Colombo
  • dr.ssa Francesca De Donatis
  • dr.ssa Federica Consentino

 



[1] Link al sito web dedicato:

https://www.sicarib.it/

 

giovedì 17 luglio 2025

L’Italia (insieme a Ungheria & Co.) chiede di poter usare i pesticidi vietati

  

Periodicamente si assistono ad attacchi più o meno strumentali all’UE verde, da   parte degli agroindustriali e   i neofiti, che hanno   interessi convergenti,     economici e   ignoranza in primis

 L'esempio più recente?

reintrodurre la procedura per “usi essenziali” dei pesticidi vietati.   

  


 

L’Italia si è accodata a Repubblica ceca, Ungheria, Lituania, Polonia, Portogallo e Romania, nel chiedere alla Commissione europea di reintrodurre la procedura per “usi essenziali” dei pesticidi, che permette ai Paesi dove non esistono alternative, di commercializzare e utilizzare per un periodo transitorio le sostanze messe al bando.
I ministri dell’agricoltura di questi paesi, riuniti nei giorni scorsi in Consiglio europeo, sottolineano come, negli ultimi anni, molte sostanze chimiche tradizionali, che hanno dimostrato un’elevata efficacia, siano state eliminate (in particolare insetticidi, acaricidi e disseccanti). Per “il bene dell’agricoltura” i ministri chiedono un periodo di transizione più lungo rispetto alle scadenze, previste dal regolamento Ue n. 1107/2009, per il ritiro dei prodotti fitosanitari contenenti tali sostanze.
“Considerata l’attuale situazione difficile nel settore agricolo e la necessità di garantire livelli adeguati di produzione, gli Stati membri firmatari invitano la Commissione europea a prendere in considerazione nuove evidenze scientifiche e misure di mitigazione del rischio, al fine di evitare la cessazione dell’uso di alcune sostanze attive insostituibili — ad esempio, limitandone l’approvazione a un uso rigoroso e controllato” scrivono i ministri in una nota congiunta.
Si esorta la Commissione a promuovere un’applicazione più ampia dell’articolo 4 del regolamento n. 1107/2009, che consente l’approvazione temporanea di una sostanza in assenza di alternative disponibili nell’UE.

Passo indietro della nostra agricoltura, Francia e Germania non hanno firmato

“Ci troviamo decisamente di fronte ad un passo indietro della nostra agricoltura, che pone l’Italia alla periferia dell’Europa – commenta al Salvagente Roberto Pinton, esperto di diritto alimentare e di agricoltura biologica – Ci siamo aggregati a paesi di destra, caratterizzati da un’agricoltura arretrata, nemici da sempre delle politiche ambientali, dove esistono relazioni clientelari tra l’agricoltura e la politica. Non a caso, paesi come Francia, Spagna e Germania, dove l’agricoltura è molto forte, non hanno firmato questo documento. Addirittura si è vergognata di firmarlo la Francia, dove il forte sindacato di agricoltori Fnsea impone la propria linea al governo, tant’è che la settimana scorsa ha fatto approvare la legge presentata dal deputato di estrema destra Laurent Duplomb che autorizza nuovamente l’uso di pesticidi vietati dal 2018, come l’acetamiprid, un insetticida neonicotinoide dannoso per le api. E non lo ha firmato la Germania: se da un lato è il paese della bayer, dall’altro presenta una forte sensibilità ambientale diffusa tra i cittadini. L’Italia, invece, si è fatta guidare dalle Federazioni agricole, che sostengono di difendere i nostri agricoltori, ma in realtà fanno gli interessi dei grandi produttori di pesticidi. Purtroppo – aggiunge Pinton – oggi l’agricoltore è sempre meno il custode della terra e dell’ambiente e sempre più il terminale dell’industria agrochimica. Percepisce ogni normativa che cerchi di ridurre l’impatto ambientale della produzione agricola come un attacco diretto alla sua sopravvivenza, come dimostra la mobilitazione per smantellare il Green Deal che voleva ridurre del 50% i pesticidi più pericolosi e gli antibiotici negli allevamenti”.

Che possibilità ci sono che passi la linea proposta da questo documento?

“Quando ci sono solo 5-6 paesi che firmano un documento si tratta sostanzialmente di un segnale politico, da mostrare ai propri elettori – spiega Pinton – Se si vuole conseguire davvero un obiettivo si avvia un’iniziativa diplomatica per coagulare il consenso dei paesi maggiori. Di conseguenza la proposta non dovrebbe passare ma rappresenta, in ogni caso, un segnale preoccupante della disattenzione di alcuni paesi verso gli interessi dei cittadini. Credo che anche la Spagna e i paesi scandinavi saranno contrari a questa linea. Vedremo come va a finire, ma ricordiamo che scegliere per la propria agricoltura un futuro non sostenibile dal punto di vista ambientale rischia di essere un boomerang che si ritorce contro”

mercoledì 16 luglio 2025

GRAN GALA’ DEL GELATO - edizione 2025

 



Torna a Brolo il Gran Galà del Gelato –26 e 27 luglio la 22^ edizione con il concerto di Mario Incudine

Il Gran Galà del Gelato di Brolo giunge quest’anno alla sua 22esima edizione, confermandosi come uno degli appuntamenti più attesi e apprezzati nel panorama degli eventi regionali.


L’evento si svolgerà il 26 e 27 luglio lungo il Corso Vittorio Emanuele, che si trasformerà in una grande vetrina del gusto e delle eccellenze artigianali.

Protagonisti saranno sei maestri pasticcieri di Brolo, pronti a stupire i visitatori con creazioni uniche e decine di gusti di gelato, dai classici intramontabili alle nuove proposte frutto di ricerca, tecnica e passione.

Quest’anno il Galà sarà arricchito dal concerto di Mario Incudine, cantante, attore teatrale e polistrumentista, esponente di rilievo della musica popolare siciliana che con il suo spettacolo regalerà emozioni alla serata nel segno della tradizione.

L’iniziativa è patrocinata e finanziata dall’Assessorato Regionale all’Agricoltura con proprio decreto, a conferma dell’importanza che la manifestazione riveste nella valorizzazione delle produzioni artigianali e nella promozione del territorio.

Il Sindaco Giuseppe Laccoto sottolinea l’importanza di un evento che «da oltre vent’anni contribuisce a promuovere Brolo e il suo prodotto di eccellenza, il gelato artigianale, grazie alla maestria dei nostri pasticcieri e al lavoro di squadra di tutta la comunità». Anche quest’anno un ruolo decisivo i tanti volontari e collaboratori coinvolti nell’organizzazione che garantiranno un prezioso supporto logistico.

Il Vicesindaco Carmelo Ziino evidenzia come «il gelato sia un elemento identitario di Brolo e rappresenti un volano per la crescita economica, turistica e culturale del nostro paese».

Il Gran Galà del Gelato vi aspetta il 26 e 27 luglio a Brolo per due serate di gusto, musica ed emozioni da condividere.

martedì 15 luglio 2025

Buka Buskers Fest

 

Al via la prima edizione del Buka Buskers Fest - la festa del pane e delle arti di strada: il 2 e il 3 agosto lo storico quartiere Rrokat di Piana degli Albanesi ospiterà artisti e artiste di strada da tutto il mondo. 

Si terrà il 2 e il 3 agosto la prima edizione del Buka Buskers Fest a Piana degli Albanesi, il più grande stanziamento arbëresh di Sicilia. 

 


Una grande festa che riporterà in vita il quartiere storico Rrokat, che per l’occasione ospiterà artiste e artisti di strada provenienti da tutto il mondo, con spettacoli di circo, danza, musica, tanto pane e molto altro, con la presenza delle eccellenze dell'agroalimentare delle imprese artigiane e dei produttori locali.

Una grande attrazione per amanti dell’arte, curiosi, visitatori e famiglie, ma anche un viaggio gastronomico per scoprire la tradizione e i sapori autentici, un’esperienza comune di cura e bellezza per non abbandonare i luoghi storici, per incontrarsi tra le case basse e colorate, le piazze, le scalinate e gli ingressi rialzati che costellano le vie come piccoli palchi, per conoscersi e ballare insieme. 

Protagonista materiale e simbolico del Buka Buskers Fest sarà “BUKA”: il pane. Rrokat infatti, uno tra i primi nuclei di Piana degli Albanesi costruiti più di cinquecento anni fa dagli esuli Albanesi in fuga dall’Albania in seguito all’invasione Ottomana, è stato rifugio in terra straniera per le famiglie arbëreshe dedite alla coltivazione e alla raccolta  del grano, le quali portarono con loro la tradizione di un tipico pane nero: Buka, il pane. Cosí Buka e Horës, il pane di Piana impastato con una varietà di grani locali diventa lo specchio di ogni abitante del Mediterraneo e lo spirito del Buka Buskers Fest è quello di creare un mélange, una fusione che nella festa crea nuova vita, nuova pace.  

Oltre agli spettacoli e concerti, l’evento sarà ricco di iniziative e laboratori con performance finali all’interno del programma del festival, curati da artiste ed artisti di spicco della scena siciliana: Batería Siciliana- Piero Tutone e Giovanni Parrinello (Teatro Ditirammu) laboratorio di danze e percussioni folk; Italia Carroccio (Formatrice, costumista, attrice storica della compagnia Sud Costa Occidentale)con il laboratorio di improvvisazione teatrale “Biografie Urbane”; laboratorio di canto “Il corpo della voce” a cura di Miriam Palma; laboratorio di circo per bambini e ragazzi 3-18 anni in collaborazione con Spazio Euphoria; “Fare il pane” (Buka e Hores)- laboratorio di panificazione tradizionale del Pane di Piana nel quartiere Rrokat, in collaborazione coi forni locali e con la riapertura straordinaria di un'antico forno chiuso da più di 40 anni, solo per questa occasione.

Tra le iniziative all’interno del programma: un cortile poetico con microfono aperto a tutte persone che scrivono, amano e praticano la poesia; uno spazio interamente dedicato alla musica con una jam session in cui interverranno artisti locali e stranieri e una milonga argentina per tutti gli appassionati della danza.

Questa iniziativa  e’  finanziata dall’Assessorato Regionale dell'Agricoltura, dello Sviluppo Rurale e della Pesca Mediterranea - Dipartimento  Regionale  dell’Agricoltura.

La manifestazione “Buka Buskers Fest” è organizzata dalla Proloco di Piana degli Albanesi con il sostegno del Comune di Piana degli Albanesi; la direzione artistica è affidata alle professioniste Federica Cuccia in collaborazione con Giusi Maria Puglia, che sono anche le ideatrici della formula proposta.

L’iniziativa è realizzata anche con la sponsorizzazione della Banca di Credito Cooperativo di Altofonte e Caccamo, la collaborazione della società QMEDIA, della Cooperativa Controvento-SKLIZZA e della cantina Baglio di Pianetto.

lunedì 14 luglio 2025

Ambiente - Biotecnologie per un’agricoltura che cura

                                               NinoSutera  

Biologi siciliani puntano su nutraceutica e sostenibilità

Nuove frontiere della ricerca scientifica, soluzioni concrete alle sfide ambientali, prospettive di sviluppo per l’agricoltura siciliana e una promessa di salute e benessere per tutti. Questi i temi al centro della II Edizione dell’evento formativo di eccellenza (8 crediti ECM) "Valorizzazione delle biotecnologie vegetali per un futuro sostenibile della produzione agroalimentare siciliana", organizzato dall’Ordine dei Biologi della Sicilia, ancora una volta con il sostegno dell’Assessorato Regionale dell’Agricoltura, dello Sviluppo Rurale e della Pesca Mediterranea.
Un’intera giornata di lavori per approfondire, con l’aiuto di esperti di fama nazionale e internazionale, le più innovative applicazioni delle biotecnologie vegetali, dalle microalghe ai funghi, passando per le piante, al servizio della salute e dell’ambiente. L’evento è rivolto a biologi, nutrizionisti, ambientalisti, agronomi, studenti, imprenditori del settore agroalimentare e a tutti coloro che guardano con interesse alla scienza applicata alla sostenibilità.
Dai microrganismi come risorsa per l’economia circolare alle biotecnologie algal-based per contrastare i cambiamenti climatici e prevenire le patologie croniche, il programma si snoda lungo un percorso in cui biotecnologia, salute e sostenibilità si intrecciano in un racconto di innovazione e futuro.
A completare il quadro, un approfondimento su nutraceutica e salute: un settore in rapida espansione che esplora come determinati alimenti, arricchiti di principi attivi naturali, possano contribuire concretamente alla prevenzione di molte malattie e al miglioramento della qualità della vita. Un ambito in cui scienza e alimentazione si incontrano per costruire un nuovo modello di benessere, più naturale, mirato e personalizzato.
Per tutta la giornata sarà attivo uno spazio espositivo dedicato alle eccellenze agroalimentari siciliane: le aziende del territorio presenteranno i propri prodotti e offriranno degustazioni, in un viaggio tra sapori autentici e innovazione sostenibile.
L’appuntamento è per giovedì 17 Luglio a Palermo presso l'Hotel Giardino Inglese - Sala Kanaris, Via Libertà 63






lunedì 7 luglio 2025

"Formazione dei consulenti"


Giovedì 10 luglio 2025 – Ore 10.00

 

LINK ISCRIZIONE: https://forms.gle/8CQLduYcNcVz3qSPA

  

Il Sistema di consulenza aziendale in agricoltura continuerà  a costituire nel periodo pre2027 uno degli strumenti principali attraverso cui perseguire le priorità dell'Unione europea in materia di sviluppo rurale. Inoltre i nuovi testi regolamentari ampliano la portata e la centralità del Farm Advisory System non limitandone l'azione al solo ambito dello sviluppo rurale ma conferendogli piena autonomia, oltre a prevedere una serie di materie aggiuntive, rispetto al passato, che potranno essere oggetto di consulenza (greening, cambiamenti climatici, aspetti sanitari zootecnici, ecc...).

       Tale sistema di consulenza contempla molteplici attori pubblici e privati, istituzionali e partners economico-sociali  




Formazione dei Consulenti

Obiettivo

Formare i tecnici consulenti che operano nell'ambito dello sviluppo rurale  attraverso percorsi didattici che consentano l'elevazione della conoscenza specifica dei partecipanti sulle tematiche oggetto della consulenza, in coerenza con gli obiettivi specifici    
    
L’Accademia dei Georgofili, in collaborazione con la Regione Toscana, promuove un incontro informativo sull’intervento ‘Formazione dei Consulenti’. L’intervento è finalizzato al miglioramento dei servizi di consulenza aziendale attraverso la crescita e la condivisione delle conoscenze e delle competenze professionali e al miglioramento delle relazioni tra attori dell’AKIS, anche quelli che operano all’interno della Pubblica Amministrazione. 
                    Le Tecniche di Evoluzione Assistita (TEA), in particolare quelle basate sull’editing del genoma, rappresentano una svolta nel miglioramento genetico delle piante. Consentono interventi mirati e rapidi, aprendo nuove prospettive per lo sviluppo di varietà più resilienti, sostenibili e adatte alle esigenze dell’agricoltura contemporanea. Grazie a queste tecnologie, è oggi possibile introdurre modifiche genetiche simili a quelle che potrebbero avvenire spontaneamente in natura o attraverso incroci tradizionali, ma con maggiore precisione ed efficienza. Nel 2024 l’Unione Europea ha proposto un nuovo regolamento per disciplinare l’utilizzo delle nuove tecniche genomiche, distinguendo tra piante NGT1 e NGT2. Le prime – oggetto di questo contributo – sono definite come prive di DNA estraneo al breeding gene pool e caratterizzate da modifiche di tipo inserzionale entro un numero limitato di nucleotidi. In Italia, se tali condizioni sono verificate, queste piante possono essere sperimentate in campo previa autorizzazione del Ministero dell’Ambiente, in deroga alle regole previste per gli OGM tradizionali. Per garantire la coerenza tra innovazione scientifica e responsabilità normativa, è fondamentale che il mondo della ricerca – pubblica e privata – adotti criteri rigorosi, trasparenti e condivisi per la verifica delle modifiche introdotte. In questa prospettiva, si propongono alcune “raccomandazioni scientifiche minime” per accompagnare la fase che precede la messa in campo delle varietà NGT1. Il principio guida è il confronto diretto tra il materiale genetico della pianta prima e dopo l’intervento di editing, al fine di verificare l’assenza di modifiche non intenzionali o di sequenze esogene residue. Tali verifiche risultano essenziali anche nei casi in cui, dopo l’editing, si ricorra a incroci e selezioni per eliminare elementi genetici non voluti. Solo un approccio scientificamente solido, tracciabile e documentabile potrà garantire che la pianta rientri a pieno titolo nella categoria NGT1 e sia conforme alla normativa europea vigente. Queste raccomandazioni mirano a sostenere un’innovazione agricola trasparente e affidabile, fondata su evidenze scientifiche e coerente con il quadro regolatorio, rafforzando la fiducia degli operatori, delle istituzioni e dei cittadini verso le nuove tecnologie applicate all’agricoltura.

 

venerdì 4 luglio 2025

Palazzo Adriano, lunedì terza tappa di Itinerarium Rosaliae

 


Partirà da Prizzi e si concluderà a Palazzo Adriano, paese del Palermitano in cui è stato girato il film Nuovo Cinema Paradiso, la terza tappa di "Itinerarium Rosaliae", iniziativa finanziata dall’assessorato regionale dell’Agricoltura, dello Sviluppo rurale e della Pesca mediterranea – dipartimento regionale dell’Agricoltura, per la promozione di prodotti agricoli, agroalimentari ed enogastronomici identitari della Sicilia.


Lunedì 7 luglio proseguirà il racconto per immagini alla scoperta dei principali luoghi d'interesse storico e ambientale del Cammino di Santa Rosalia. Un viaggio in bici attraverso i Monti Sicani con la guida cicloturistica Mario Orlando, che avrà come destinazione finale il villaggio enogastronomico, per l'occasione allestito a piazza Umberto I. Nota per essere stata scelta dal regista Giuseppe Tornatore come set principale del film premio Oscar Nuovo Cinema Paradiso, piazza Umberto I è il cuore di Palazzo Adriano e rappresenta un importante punto di riferimento per la comunità locale. Oltre alla fontana ottagonale ospita infatti due importanti chiese - quella di rito greco-bizantino dedicata a Maria Santissima Assunta e quella di rito latino dedicata a Santa Maria del Lume - nonché Palazzo Dara, sede del municipio.

Sarà questo il punto d'incontro fra cicloturisti, aziende locali dell'agroalimentare e amministrazione comunale di Palazzo Adriano per la degustazione dei prodotti tipici del territorio.

Le pedalate amatoriali lungo il percorso che collega l'eremo di Santo Stefano Quisquina al santuario di Monte Pellegrino - organizzate anche con il contributo delle associazioni Sport Web Sicilia, Kòrai e Itinerarium Rosaliae (composta dai 15 comuni del Cammino) - termineranno l'11 luglio a Palermo, una manciata di giorni prima del tradizionale Festino.

L'impresa culturale e creativa Kòrai – Territorio, Sviluppo e Cultura, Officina Territoriale dell'Itinerarium Rosaliae del Progetto Policoro dell’Arcidiocesi di Palermo, dal 2018 è impegnata nella valorizzazione del cammino naturalistico, culturale e religioso dedicato a Santa Rosalia. Nel 2021 ha promosso la costituzione dell’Associazione Itinerarium Rosaliae, oggi sostenuta dai 15 Comuni coinvolti nel percorso. A partire dal 2023, Kòrai ha assunto ufficialmente il ruolo di soggetto gestore della governance dell’Itinerarium, contribuendo con competenza e visione allo sviluppo partecipato e sostenibile dell’intero percorso.

"Promuovere il territorio tramite le ed eccellenze gastronomiche e gli itinerari turistici rimane la migliore scelta strategica per lo sviluppo territoriale" - Nicola Granà, Sindaco di Palazzo Adriano

Come di consueto le fasi salienti della terza tappa di "Itinerarium Rosaliae" saranno trasmessi durante la trasmissione televisiva "Due ruote a Sud", condotta dal giornalista Fabio Bologna, in onda tutte le settimane su Bike Channel (canale 222 di Sky, 259 DTT e 60 DTT tasto rosso Sportitalia), ma anche sulle pagine di sportwebsicilia.it: testata giornalistica online che dal 2020 si occupa di informazione, promozione e diffusione della cultura sportiva nel territorio siciliano.


Questa iniziativa è finanziata dall’assessorato regionale dell’Agricoltura, dello Sviluppo rurale e della Pesca mediterranea – dipartimento regionale dell’Agricoltura

Agroindustria contro l'agricoltura mediterranea

  


L'agricoltura o le agricolture? 

La diatriba di questi giorni, può essere tranquillamente ridotta a un conflitto, tra agroindustria super intensiva (nord e europa) con interessi inconfessabili, e l'agricoltura mediterranea,  rappresentata  da piccole e medie aziende a conduzione familiare, che non ha niente da dividere con la prima.


Dedichiamo questo scritto a una prima riflessione sull’agricoltura contadina, non prima di ribadire dei concetti base:

 -      L'80% delle risorse europee va a una piccola lobby (20%)di aziende capitaliste. 

  -   L’81% dei Azionisti di     maggioranza,(cittadini, contribuenti, consumatori) si dicono preoccupati per l’impatto ambientale dei pesticidi e per il 75% hanno timori rispetto all’impatto dei pesticidi sulla salute umana, come riporta un recente sondaggio della società di analisi di mercato Ipsos. 

  -   Le strategie del Green Deal, come la Strategia Farm to Fork e la Strategia Biodiversità 2030, sono politiche lungimiranti 

Seppure oggetto di dibattito internazionale da quasi un secolo, è stata generalmente considerata marginale, ritenendo erroneamente che fosse destinata a scomparire sotto i colpi del processo di modernizzazione. Tuttavia, alcuni elementi qualificanti di questa agricoltura – assunta come inefficiente, improduttiva ed arretrata – costituiscono quella che emerge essere la forma più diffusa, in Italia e nel mondo, di coltivazione: l’agricoltura familiare, ritornata al centro di un intenso dibattito  

Molteplici sono stati gli studi specificatamente incentrati sulla persistenza e trasformazione del modo di produrre contadino (Cavazzani 2009; Corrado 2013a, 2013b; Giunta 2014; Pérez-Vittoria 2007; Pieroni, 2008; Van der Ploeg 2006, 2009; Vitale 2013; Sivini 2013a; 2013b). Alla luce di questi studi, ma soprattutto delle dinamiche di mobilitazione e rivendicazione tradotte in proposte politiche, con questa raccolta di contributi si è focalizzata l’attenzione sulle proposte di legge in discussione per comprendere quale sia lo spazio per l’agricoltura contadina in Italia.

L’intervento di Antonio Onorati fa il punto sulle condizioni e le prospettive delle “agricolture” italiane. Da una parte vi è l’industria agroalimentare orientata all’esportazione, sempre meno italiana nonostante l’intenso intervento pubblico, considerata strategica nel rispondere attivamente alla crisi dell’agricoltura ed alla caduta dei consumi, rilanciando il Made in Italy.
Onorati dimostra come all’esiguità del numero di imprese di grandi dimensione capaci di proiettarsi sui mercati globali, superando gli alti costi d’ingresso, corrisponde un dominio sul comparto tanto forte da determinare le politiche pubbliche e esercitare una competizione, a tratti sleale, nei confronti dell’intera agricoltura italiana. Ciò avviene soprattutto a scapito di quelle piccole e medie aziende dell’agroalimentare che, grazie ad un carattere fortemente territoriale, dovrebbero essere, scrive Onorati, “il riferimento assoluto del ‘Made in Italy’”perché capaci di realizzare prodotti alimentari “eccellenti” ed “inimitabili”. É proprio su queste piccole e medie aziende che si esercita la pressione verso l’abbassamento dei prezzi pagati alla produzione agricola. Dall’altra parte vi è l’agricoltura contadina, articolata su una miriade di piccole e piccolissime imprese agroalimentari. Fondata su una razionalità economica centrata sull’acquisizione di reddito (esclusivo o aggiuntivo) attraverso il lavoro, fortemente radicata nei territori e prevalentemente orientata al mercato locale, ha sviluppato una gestione dell’attività produttiva finalizzata all’autonomia, almeno relativa, dal mercato. Essa rimane, dice Onorati, la struttura su cui continua a poggiare il sistema agroalimentare italiano, nonostante la competizione iniqua con il modello agricolo industriale dominante.

Questo modo di produrre, dunque, lungi dall’essere un problema, rappresenta non solo una risorsa per la sostenibilità dello sviluppo economico italiano ma, più in generale, per la salvaguardia e la valorizzazione delle dimensioni sociali ed ecologiche del sistema agro-alimentare. Queste, ci sembrano, le considerazioni più importanti che hanno portato alle proposte di legge che il parlamento non è stato capace di approvare, per interessi ostili.

 L’articolo di Isabella Giunta ne sintetizza i tratti salienti, mostrando come tali proposte, inserendosi nelle pieghe della “svolta verde” della Comunità Europea e dell’attenzione verso l’agricoltura familiare della Fao, siano innanzitutto il risultato di un intenso ed effervescente dibattito sociale, stimolato a livello internazionale dai movimenti contadini, e nei territori da diverse iniziative innovatrici   Un dato che ci sembra emergere da questo dibattito, in parte riflesso nelle proposte di legge, riguarda una serie di elementi che specificano l’agricoltura contadina rispetto alla categoria di agricoltura familiare, la quale, come è noto, nella formulazione della Fao si riferisce al controllo ed alla gestione familiare dei più importanti fattori produttivi (terra e lavoro), con esplicito riferimento alle funzioni economiche, ambientali, sociali e culturali (Fao 2014). Ci sembra che l’innovazione apportata dalla riflessione sull’agricoltura contadina sia la qualificazione di queste dimensioni e delle interconnessioni interne che permettono di prospettare un sistema locale di produzione. Così, nella difesa della “dignità del lavoro” e nella richiesta di rendere ad esempio accessibili le terre demaniali, terra e lavoro cessano di essere concepiti come meri fattori produttivi, acquisendo una natura sociale legata, rispettivamente, all’attività lavorativa come spazio di esistenza e fonte di reddito ed alla terra come bene comune o comunque collettivo; da qui, si comprende come l’elemento soggettivo della produzione (il lavoro) possa avere con la terra non esclusivamente un rapporto di proprietà (privata), ma una miriade di relazioni “altre”, che le analisi sulle società non capitalistiche hanno spesso classificato sotto le nozioni di uso e possesso. Nella medesima logica, il rimando all’agroecologia, alla biodiversità e all’economia solidale prospettano la necessità di tener in conto gli effetti sociali ed ecologici sull’ambiente circostante.

Quest’ultimo nesso, e le sfide aperte dal riconoscimento istituzionale del modo di produrre contadino, viene affrontato nell’articolo di Adanella Rossi e Davide Biolghini, con riferimento all’economia solidale quale “particolare cornice di senso” entro cui l’agricoltura contadina multifunzionale interagisce con i contesti socio-ambientali in cui opera. L’enfasi qui è sulla “gestione etica dell’attività” e delle risorse locali, tema intorno al quale si sono sviluppate una molteplicità di pratiche sociali innovative quali, per esempio, i civic food networks.

Evidentemente, una delle sfide cruciali insite nel riconoscimento istituzionale riguarda l’insieme delle condizioni capaci di garantire la riproduzione, secondo la sua specifica razionalità, del modo di produrre contadino. L’articolo di Yvonne Piersante affronta una delle condizioni interne essenziali del processo di riproduzione, ossia il controllo sulle sementi quale diritto collettivo, percorso già intrapreso, anche se molto timidamente, dalla Fao, ma centrale nella proposta Zaccagnini. L’autrice mostra come da questo diritto dipenda il recupero, la conservazione e l’ulteriore sviluppo della biodiversità e, più in generale, della cura del territorio.



L’intervento di Giuseppe Gaudio e Palmerino Trunzo, infine, affronta una questione fondamentale non solo per l’agricoltura contadina, ma in generale per l’agricoltura italiana: il ricambio generazionale, che è trasmissione di conoscenza e saperi produttivi. Non si tratta soltanto di favorire l’accesso alla terra in un momento in cui il “ritorno in agricoltura”, emerso come nuovo fenomeno sociale, è sempre più caratterizzato dall’attenzione all’ambiente, al paesaggio, all’inclusione sociale, alla qualità della vita: “una sfida etica e culturale prima che tecnica”, scrivono i due autori. Si tratta anche di predisporre politiche pubbliche capaci di accompagnare questo processo, prospettando un approccio globale ed integrato. Dal momento che sono proprio le ‘generazioni future’ ad essere continuamente chiamate in causa nei documenti istituzionali sulla sostenibilità, in realtà, esse non possono essere pensate solo come destinatarie: i giovani devono infatti essere parte costitutiva del processo che li riguarda.

L’approvazione di una legge per l’agricoltura contadina, a tutela della sua specificità e che ne valorizzi l’eterogeneità, può essere un importante strumento per costruire spazi di manovra e di agibilità politica, necessari non solo alla resistenza e alla riproduzione delle piccole e medie aziende contadine, ma anche per costruire percorsi di innovazione economica e sociale, per la gestione dei beni comuni, per rispondere ai bisogni sociali, per creare reddito e impiego, per dare riconoscimento e fare emergere pratiche e circuiti economici, oggi in parte informali, finalizzati all’autoconsumo o ai consumi locali. Tale strumento potrebbe essere particolarmente importante per le aree interne o montane (di cui si occupa anche questo numero), in cui l’agricoltura e l’allevamento soffrono spesso ulteriori vincoli, fisico-spaziali, ambientali, socio-demografici ed infrastrutturali. Ma, in generale, si produrrebbe un utile quadro, adatto all’eterogeneità dei soggetti produttivi presenti nelle campagne italiane, entro cui imprimere una nuova dinamicità ai processi di sviluppo rurale, per sperimentare nuove politiche e pratiche per la sovranità alimentare e l’economia solidale, a livello locale e regionale. Certamente, l’approvazione di questa legge sarebbe un importante passo nel cammino verso l’istituzionalizzazione della proposta della sovranità alimentare, promossa dai movimenti sociali a livello internazionale, a cui altri paesi membri e le istituzioni europee potrebbero guardare con interesse, come già sta facendo la Fao. Ciò comporta ripensare la questione agraria come “questione del cibo”, ponendo particolare enfasi sulla necessità di promuovere la riterritorializzazione dei sistemi alimentari, in modo da favorire forme di produzione e consumo ecologicamente e culturalmente appropriate. In questo senso, riconoscere giuridicamente l’esistenza del soggetto produttivo contadino, con le proprie specificità e il connesso diritto a vederle rispettate grazie a misure e strumenti appropriati, significa anche promuoverne il ruolo cruciale svolto nella garanzia dell’accesso al cibo per tutti. Vale la pena, infatti, sottolineare che, secondo stime della Fao (2014), queste agricolture assicurano alla popolazione mondiale attuale, sempre più concentrata nelle aree urbane o metropolitane, più dell’80% degli alimenti consumati su scala globale. Il ricco dibattito a livello internazionale, ospitato in particolare dalla rivista Journal of Peasant Studies, evidenzia alcune criticità: i processi di proletarizzazione, la crescita della popolazione urbanizzata e il conseguente aumento della domanda di cibo nelle città, le differenti possibilità di accesso ad un “cibo di qualità” in funzione dell’appartenenza di classe, le condizioni del lavoro all’interno del sistema agroalimentare, l’organizzazione dei mercati e dei circuiti di distribuzione (si veda in particolare il dibattito tra Henry Bernstein e Philip McMichael). Evidentemente, si tratta di questioni aperte, su cui i movimenti sociali e contadini, insieme alla ricerca, devono continuare ad interrogarsi, sollecitando soluzioni politiche

giovedì 3 luglio 2025

5 luglio, alle ore 9.00, presso la sala Kanaris dell’Hotel Giardino Inglese

 

Economia- Biotecnologie vegetali per un futuro sostenibile: microalghe e funghi al centro di un innovativo progetto dei Biologi siciliani per l’economia circolare

Promuovere una nuova economia basata sulla bioinnovazione, capace di coniugare tutela ambientale, ricerca scientifica e sviluppo economico: è questo l’obiettivo del progetto dedicato alla produzione e valorizzazione di soluzioni biotecnologiche vegetali, incentrato sullo studio e sull’applicazione di microalghe e funghi come risorse chiave per un modello di economia circolare e sostenibile.

Se ne parlerà a Palermo nel corso di "Valorizzazione delle biotecnologie vegetali per un futuro sostenibile della produzione agroalimentare siciliana", evento formativo (9 Crediti ECM) organizzato dall’Ordine dei Biologi della Sicilia, con il contributo ed il sostegno dell'Assessorato Regionale dell'Agricoltura, dello Sviluppo Rurale e della Pesca Mediterranea.  Questa Iniziativa è finanziata dall’Assessorato Regionale dell’Agricoltura, dello Sviluppo Rurale e della Pesca Mediterranea – Dipartimento Regionale dell’Agricoltura.

Dopo i saluti istituzionali sarà la volta di una sessione introduttiva e di un articolato programma di interventi sui temi delle biotecnologie vegetali, microalghe, nutraceutica, biocarburanti ed economica circolare.

A seguire, in un ideale ponte tra il futuro sostenibile delineato dalla scienza e la realtà delle eccellenze tradizionali del patrimonio agroalimentare, un ampio spazio sarà dedicato alla valorizzazione del territorio attraverso una selezione dei migliori prodotti siciliani.

L’appuntamento è per il prossimo 5 luglio, alle ore 9.00, presso la sala Kanaris dell’Hotel Giardino Inglese, Viale della Libertà 63.

Successo di pubblico per la XIX edizione del DiVino Festival

 

Gianna Bozzali


 

Quattro giorni di assaggi, concerti e volti noti della cultura italiana per celebrare il gusto, la bellezza del sapere e del territorio in una formula ormai consolidata. Successo per il DiVino Festival di Castelbuono che ha salutato l’inizio degli eventi estivi con un grande successo di pubblico.


 

 Si è conclusa con un’ottima partecipazione di pubblico la XIX edizione del DiVino Festival, l’evento organizzato dall’Associazione Baz’art Sicilia e volto alla promozione della cultura e del vino. Quest’anno il Festival si è prolungato di un giorno, dedicando proprio al lunedì il Salone del DiVino con oltre 600 etichette in degustazione e masterclass dedicate ad etichette che vantano una storia dalle radici profonde, tra aziende strutturate e piccole realtà dove la produzione di vino è una questione di passione.

«Iniziative come il DiVino Festival rappresentano una chiara testimonianza dell’impegno della nostra comunità nella promozione del territorio» - ha dichiarato il sindaco di Castelbuono, Mario Cicero-. «Da anni investiamo in eventi culturali di grande rilievo e capaci di coinvolgere un vasto pubblico. Attualmente, il nostro calendario conta circa 20 rassegne che attraggono turisti e visitatori, tra cui spicca proprio il DiVino Festival. Questo evento non solo promuove la cultura enogastronomica, ma valorizza anche i diversi territori vitivinicoli della Sicilia e non solo. Un aspetto particolarmente apprezzato di quest’anno è stata la giornata di lunedì, dedicata all’incontro tra le aziende vinicole, gli operatori del settore e i ristoratori, offrendo una preziosa opportunità di crescita e networking. Inoltre, molte realtà italiane ed estere hanno risposto con entusiasmo all’invito, venendo a incontrare gli appassionati di vino. Infine, non possiamo dimenticare i grandi nomi che anche quest’anno hanno arricchito la serata di sabato, ricevendo il riconoscimento di Ambasciatori del Gusto e della Cultura, un premio che sottolinea l’eccellenza e la qualità dell’evento».

Sabato scorso, Castelbuono ha regalato una serata magica confermandosi ancora una volta palcoscenico d’eccellenza per la cultura, il gusto e le meraviglie del territorio. Piazza Castello ha ospitato figure di spicco del mondo del vino e della cultura italiana, vere eccellenze a cui è stato conferito il prestigioso riconoscimento di Ambasciatori del Gusto e della Cultura. Tra i premiati, l’eclettico artista Morgan; Michele Serra, penna sagace e osservatore acuto della società italiana; Marino Bartoletti, voce autorevole del giornalismo sportivo e fine conoscitore della cultura popolare; Andrea Amadei gastronomo, sommelier e voce esperta del programma “Decanter” su Rai Radio 2; infine, anche la neo-associazione di Assovini Sicilia che porta il nome ben azzeccato di “Generazione Next”, simbolo del futuro del settore vinicolo italiano.  Il DiVino Festival è stato reso possibile grazie al finanziamento dell’Assessorato Regionale dell’Agricoltura, dello Sviluppo Rurale e della Pesca Mediterranea (Dipartimento Regionale dell’Agricoltura)dell’Assessorato Regionale dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana e del Comune di Castelbuono. Un grazie agli sponsor RCR Cristalleria Italiana, Tomarchio Giaconia supermercati. Appuntamento al prossimo anno per continuare a celebrare insieme il gusto, la cultura e la bellezza del territorio madonita.


 

 

mercoledì 2 luglio 2025

Summer School " Conversazione sulla Bellezza"

 La Fondazione E-novation è iperattiva durante tutto l'anno in Italia e tante volte all'estero, specie negli Stati Uniti nell'organizzare eventi e incontri di Valore, tesi a sviluppare Networking e Netreputation. Non poteva certo fermarsi durante la pausa estiva... ed ha pensato a una summer school itinerante che parte dalla Sicilia e dalla Calabria. "Riteniamo che il tempo delle vacanze che imitano quelle dei ricchi sia esaurito. Crediamo che ricchi e poveri, giovani e adulti abbiano il diritto a riposare davvero e a cogliere nel periodo estivo qualche opportunità di crescita personale. Questo è il tentativo che anche personalmente vorrei conseguire con questa iniziativa. Personalmente non mi è mai piaciuto "staccare la spina" e devo anche dire che le temperature già terribili a giugno invitano davvero a ripensare il nostro modello di vita, lavoro e vita sociale. Adoro la villeggiatura che consente di lavorare tutto il tempo che si vuole anche in modo digitale ma senza spostamenti e formalismi, favorendo l'incontro e il dialogo generazionale tra famiglie e all'interno dello stesso nucleo" spiega Massimo Lucidi, presidente della Fondazione E-novation.



 

Gli fa eco Sabrina Gianforte che oltre a essere nel direttivo della Fondazione presiede la Proloco Bagheria Genius Loci, "la Fondazione E-novation che, ricordiamo, promuove da anni il Premio Eccellenza Italiana a Washington DC e gli Stati Generali della Sostenibilità in Vaticano tra i tanti eventi, ha le carte in regola per raccontare d'estate quel dialogo tra generazioni e territori diversi che realizza tutto l'anno. E l'interesse per il Sud è prioritario perché qui si vive il futuro possibile del Paese. Bisogna ringraziare in primis una nuova generazione di imprenditori che alla fedeltà al territorio e al rispetto delle tradizioni aggiungono capacità manageriali e visione internazionale.

Parte dalla Sicilia e si inizia venerdì 4 Luglio alle ore 16,30 presso le cantine Duca di Salaparuta s.s. 113 a Casteldaccia. L' evento ha ricevuto il patrocinio del Comune di Bagheria, l' apertura sarà  nella  sede della Cantina Duca di Salaparuta, gli ospiti saranno accolti dalle istituzioni dal relatori e dal Direttore Roberto Magnisi, in occasione dei festeggiamenti dei 200 anni hanno proposto un docu-film sulla " Teoria del Contrasti", cantina che con i suoi marchi storici ricordiamo Corvo e Florio, ospitano alcuni incontri" conclude Gianforte. In realtà il programma è ricco e prevede due notti a Trabia presso Torre Artale Resort rilevata dalla catena di gestione alberghiere Allegroitalia fondata da Piergiorgio Mangialardi e poi escursioni a Bagheria la città delle Ville , in provincia di Palermo e 3 a Bova Marina con quartier generale all'agriturismo Petruntoni, una fattoria impreziosita da colture e allevamenti punto di riferimento dell'area grecanica non solo per la ristorazione di qualità, ma come modello economico sostenibile di promozione territoriale. Toto Autelitano, infaticabile titolare che mantiene alto, col figlio Pietro, l'onore di padre in figlio - "da Pietro ad Antonio" garantisce il marchio - apre la fattoria a giornalisti e ai social manager per produrre contenuti di qualità. E così, con questo spirito parte la summer school con una conversazione sulla Bellezza (che è sintesi tra Eccellenza e Sostenibilità) nella splendida cornice di Palazzo Butera, Villa Cattolica e la Dimora Cirrincione-Mineo a Bagheria; e una serie di riflessioni per temi a Bova. Itinerari, tradizioni, eredità per lo sviluppo integrale, l'innovazione e il futuro. Saranno presenti Arrigo Musti, Tiberio Mantia, Rosanna Balistreri, Lisa Sciortino per dare contributi di pensiero sulla Bellezza.

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