mercoledì 27 febbraio 2019

L’OLIO EXTRAVERGINE DI OLIVA (EVO) IN PRIMA LINEA CONTRO I TUMORI



Oggi i tumori sono malattie curabili ed è importante seguire uno stile di vita corretto e un’alimentazione equilibrata e sana non solo per la prevenzione ma anche dopo la guarigione. La dieta mediterranea contribuisce a preservare dalle recidive del tumore, specie in relazione all’utilizzo dell’olio extravergine di oliva per le sue qualità antitumorali e benefiche offerte all’organismo umano dalla sua miniera ineguagliabile di antiossidanti. 





Le virtù dell’olio ALCOLI 20-35% TRIGLICERIDI Acidi grassi monoinsaturi oleico 55,4-83% Frazione saponificabile 98-99% Acidi grassi polinsaturi linoleico 3,5-20%, linolenico 0,1-0,85% Acidi grassi saturi palmitico 5,7-8%, stearico 0,5-4%, altri TOCOFEROLI 2-3% POLIFENOLI 18-37% STEROLI E COMP.COLORATI 2-3% IDROCARBURI 50-60% Frazione insaponificabile 1-2% 24 25 extravergine di oliva, assunto nel contesto di una dieta equilibrata, sono state dimostrate da numerosi studi epidemiologici eseguiti soprattutto su donne che erano guarite dal tumore al seno. I risultati sono stati tutti a favore del consumo di olio extravergine di oliva come alimento fondamentale per la prevenzione dalle recidive.
 Numerosi studi epidemiologici hanno mostrato che il consumo regolare di olio extravergine di oliva, come avviene nei Paesi del sud Europa, è inversamente correlato a vari tipi di tumore (del tratto digerente, della mammella, dell’ovaio, dell’endometrio ecc.) anche se, nella maggior parte dei casi, non sono ancora chiari i meccanismi della sua azione preventiva. Dai dati di letteratura, appare che i componenti più attivi nel proteggere e prevenire le patologie tumorali siano l’acido oleico e la luteina, ma un’azione protettiva antitumorale sia anche esercitata dai polifenoli (tirosolo e idrossitirosolo, secoiridoidi e lignani), dallo squalene e dal -sitosterolo, da tocoferolo e carotenoidi. • Uno studio condotto dal Karolinska Institutet di Stoccolma nell’arco di 4 anni (1987/1990) su circa 62.000 soggetti di età fra 40 e 76 anni, ha dimostrato che l’assunzione di 10 grammi al giorno di olio extravergine di oliva può ridurre il rischio di tumore al seno del 45%. 
Secondo gli Autori i grassi monoinsaturi (acido oleico) potrebbero essere protettivi contro il tumore della mammella.
 • Quattro studi prospettici, in Spagna, in Grecia e in Italia, hanno confermato che il consumo di olio extravergine è associato a un minore rischio di tumore al seno. È stato dimostrato che se sostituissimo con grassi insaturi, di cui è ricco l’olio extravergine di oliva, appena il 5% delle calorie totali introdotte sotto forma di grassi saturi, potremmo registrare una riduzione del rischio di carcinoma mammario del 33%, di carcinoma colorettale del 22%, nonché di altri tumori del tratto aerodigestivo superiore (orofaringe, laringe, esofago). 
Una serie di esperimenti in laboratorio (Università di Granada e di Chicago, 2008) condotti su linee cellulari di tumore mammario che esprimevano il gene Her-2/neu (iperespresso nel 20-25% dei tumori mammari umani e associato a prognosi più severa) se venivano trattate con acido oleico, mostravano un netto rallentamento dell’accrescimento cellulare. In un altro studio del 2009 condotto presso l’Università di Barcellona, è stato dimostrato su modelli sperimentali di cellule di carcinoma mammario che l’olio extravergine di oliva inibisce l’attività dell’oncogene p21Ras (che stimola la proliferazione incontrollata delle cellule e facilita la crescita dei tumori), favorisce la apoptosi, cioè la morte programmata delle cellule incluse quelle tumorali e sarebbe responsabile della protezione del Dna cellulare (le cellule di animali nutriti con una dieta ricca di olio extravergine di oliva hanno fatto registrare lesioni al DNA significativamente inferiori al gruppo di controllo).
 Al contrario dell’olio d’oliva, quello di mais, ricco di acidi grassi omega 6, favorirebbe l’aggressività tumorale. L’olio extravergine di oliva nella dieta inoltre è stato dimostrato svolgere un’azione protettiva contro lo sviluppo del cancro colo-rettale attraverso differenti meccanismi: 1. la sua stabilità nella cottura dei cibi anche alle alte temperature riduce la formazione di prodotti di degradazione dannosi, non solo per l’intestino ma anche per altri organi, 2. influisce sulla struttura degli acidi biliari secondari presenti nel colon, che influenzando il metabolismo delle poliammine nelle cellule del colon, riducono la probabilità di trasformazione della mucosa normale in tumori benigni (adenomi) e carcinomi, 3. i polifenoli con la loro azione antiossidante neutralizzerebbero i radicali liberi presenti nelle feci impedendone l’azione dannosa e potenzialmente cancerogena sulla mucosa intestinale. Da studi recenti, ancora in fase di verifica, sembrerebbe che l’acido oleico possa avere anche un’azione antiproliferativa sulle cellule tumorali. 
Nel 2017, un gruppo di ricercatori dell’Università di Edimburgo ha inoltre dimostrato che l’olio extravergine di oliva, grazie all’acido oleico, sarebbe in grado di ridurre il rischio di sviluppare tumori cerebrali. Lo studio, condotto su modelli cellulari, ha evidenziato che l’acido oleico è in grado di stimolare la produzione di una molecola (miR-7) che impedirebbe la formazione di proteine favorenti la cancerogenesi. Ma gli effetti benefici dell’EVO si esplicano in tutti gli apparati del nostro organismo: • Protegge dalle malattie cardiovascolari, i polifenoli in esso contenuti contrastano l’aterosclerosi, l’ipertensione e l’ipercolesterolemia che sono le principali cause delle malattie cardiocircolatorie. In particolare, favoriscono una maggior produzione di nitrossido, potente vasodilatatore, e prevengono dall’ossidazione delle lipoproteine LDL. Le LDL ossidate, infatti, sono le principali responsabili della formazione della placca aterosclerotica con conseguente restringimento delle arterie e insorgenza di malattie cardiovascolari. • Un’indagine epidemiologica prospettica, condotta negli USA per la durata di 13 anni su 41.000 soggetti di età compresa fra 29 e 65 anni, ha dimostrato che l’olio EVO è in grado di ridurre significativamente il rischio di mortalità per malattie cardiovascolari. Fra i soggetti che assumevano quotidianamente 30 g circa di EVO (dose giornaliera consigliata dai nutrizionisti) è stata apprezzata una riduzione del 26% di rischio di morte per malattie cardiovascolari. 
La percentuale di riduzione di rischio saliva al 44% nei soggetti che, al momento dell’inserimento nello studio, erano già affetti da malattie cardio-circolatorie. 
La FDA (Food and Drug Administration), l’ente statunitense responsabile della sicurezza alimentare e dei farmaci, ha autorizzato ufficialmente i produttori di olio a indicare in etichetta che “mangiare due cucchiai di olio d’oliva al giorno può ridurre il rischio di danni coronarici”. 
• L’EVO volge un’azione benefica nello sviluppo del sistema nervoso: la sua composizione lipidica è simile a quella del latte materno, rendendolo un alimento essenziale nella dieta del bambino. In età adulta, invece, ci preserva dalle malattie legate al rallentamento e al deterioramento delle funzioni cerebrali, come per esempio nella malattia Alzheimer. Ciò grazie soprattutto all’azione antiossidante dell’acido oleico, dei polifenoli e del tocoferolo (vitamina E). Tali malattie vengono in parte determinate da un eccesso di radicali liberi che, legandosi con componenti essenziali della cellula nervosa, ne alterano la struttura e ne favoriscono la degenerazione. Un recente studio condotto dall’Università di Chicago ha dimostrato come l’oleocantale, sostanza responsabile del sapore pungente dell’alimento, interferisce con l’azione di proteine neurotossiche coinvolte nel morbo di Alzheimer. 
• È il più digeribile e il più sano tra i grassi ed ha un effetto benefico su tutto il sistema gastrointestinale, proteggendone le mucose. L’acido oleico, infatti, riduce la produzione di acido cloridico e quindi previene gastriti e ulcere. Accelera, inoltre, il transito nel tratto intestinale, favorendone la regolarità. Favorisce l’attivazione del flusso biliare e lo svuotamento della cistifellea, ostacolando l’insorgenza di calcolosi biliare. Ricercatori inglesi hanno recentemente riportato che l’acido oleico sarebbe in grado di bloccare le sostanze chimiche che, nell’ intestino, possono aggravare l’infiammazione legata alla colite ulcerosa e a prevenirne l’insorgenza nel 90% dei casi. • Nel 2005, dai ricercatori dell’Università di Filadelfia, è stato identificato nell’EVO un polifenolo, denominato oleocantale, che ha effetti simili a quelli dell’ibuprofene, un antinfiammatorio non steroideo. Certo non potremo usare l’extravergine per curare il mal di testa, poiché in 50 grammi di olio EVO è contenuta una quantità di oleocantale pari al 10% della dose di ibuprofene, raccomandata come antidolorifico per gli adulti, ma va sottolineata la possibilità dell’EVO di contrastare l’attività dannosa che l’infiammazione cronica di basso grado ha nelle malattie come l’ictus, l’infarto, il cancro mammario e il cancro polmonare. • È noto che i cibi ben conditi e aromatizzati riducono il senso della fame ed è stato dimostrato che l’olio extravergine di oliva ha un’azione antifame più di ogni altro condimento grasso poiché conferisce agli alimenti un aroma particolarmente stuzzicante e delicato. Una ricerca multicentrica (2012) ha scoperto peraltro che alcune molecole aromatiche dell’olio EVO, in particolare l’ESENALE, sarebbero in grado di stimolare il senso di sazietà con una azione antifame che non si limiterebbe al solo olfatto ma che è, con ogni probabilità, correlata all’aumento, dei livelli ematici di serotonina (un neurotrasmettitore che interviene nel dare senso di sazietà). Inoltre l’acido oleico, di cui è particolarmente ricco l’olio EVO, giunto nell’intestino si trasforma in una sostanza, l’oleoiletanolamide (OEA) che dà il senso di sazietà. Somministrato come farmaco, l’Oea riduce l’appetito, abbassa i livelli di colesterolo nel sangue e provoca la perdita di peso. • L’olio extravergine di oliva rappresenta un elemento cardine della dieta del paziente affetto da diabete mellito, in quanto riduce i livelli di zuccheri nel sangue e la resistenza all’insulina tipica di questa condizione. È stato dimostrato che la cottura in olio riduce il carico glicemico degli alimenti, cioè la capacità di rilasciare zucchero nel sangue, e che fra i suoi polifenoli è l’acido elenolico che sembra possedere la proprietà di ridurre l’insulino - resistenza. Secondo una recente ricerca sperimentale, infine, una dieta sana ricca di EVO può prevenire le patologie di un nascituro di madre diabetica (anomalie congenite, macrosomia, debolezza metabolica, insufficienza respiratoria, autismo…). • L’EVO consente una ottimale mineralizzazione del nostro apparato osteoarticolare: l’olio extravergine di oliva facilita l’assorbimento della vitamina D e del calcio, che svolgono un ruolo importante nel mantenimento del benessere del nostro scheletro. È stato inoltre sperimentalmente dimostrato che un polifenolo, l’oleuropeina, svolge una specifica azione stimolante sulla formazione delle cellule osteoblastiche. 
Grazie all’azione antinfiammatoria dell’acido salicilico e dell’oleocantale, l’olio di oliva può anche essere considerato un efficace alleato terapeutico nell’artrosi. 
• L’EVO protegge da diverse patologie infiammatorie cutanee, quali la psoriasi, l’acne, la dermatite atopica e altri tipi di eczema. La ricerca scientifica ha dimostrato come lo squalene, in particolare presente nell’olio di oliva possieda proprietà antiossidanti nei confronti delle radiazioni solari, diminuendo la produzione di radicali liberi a livello della pelle fotoesposta. • L’olio extravergine di oliva è particolarmente indicato durante la gravidanza grazie al suo rapporto ottimale tra acidi grassi polinsaturi, saturi e monoinsaturi (acido linoleico, linolenico e oleico) e ha la capacità di assicurare un buon rapporto di vitamine liposolubili (A,D,E,K), di stimolare la mineralizzazione delle ossa e di prevenire rischi emorragici del nascituro. Proteggendo la mucosa gastrica, evita le esofagiti da reflusso, particolarmente frequenti nell’ultimo trimestre. Può, inoltre, contribuire a prevenire alterazioni metaboliche abbastanza frequenti quali il diabete gestazionale e la stipsi. • Un’alimentazione sana e corretta è fondamentale per favorire la fertilità, specie nel caso di procreazione assistita e della successiva gravidanza. L’uso abituale di olio extravergine di oliva sarebbe un elemento chiave per aumentare le possibilità di successo, stando ai dati preliminari (2015) di uno studio dell’Università di Southampton che ha confrontato gli indici di fertilità di 100 coppie sottoposte a fecondazione in vitro e che seguivano un’alimentazione in cui differiva il tipo di olio. I dati devono ancora essere confermati, ma secondo i ricercatori l’aggiunta di olio extravergine d’oliva potrebbe aumentare le chances di avere un bambino fino al 40%.




martedì 29 gennaio 2019

L'olio EVO è ufficialmente una medicina




La Food and Drug Administration ha rivisto la definizione di questo alimento. Fa talmente bene nella prevenzione e nel contrasto ad una serie di malattie che deve essere considerato alla stregua di un farmaco. Ma deve essere assunto e conservato seguendo regole precise.
È  su tutti i giornali, che la statunitense Food and Drug Administration (FDA), il severo ente governativo che vigila sulla regolamentazione dei prodotti alimentari e farmaceutici, che saranno distribuiti sul suolo americano, ha rivisitato la definizione di olio extravergine d’oliva da alimento salutare a medicinale. Gli americani non hanno chiuso gli occhi davanti alle sempre più numerose e solide evidenze scientifiche di efficacia clinica dell’oro giallo o Mr. EVOO (come simpaticamente lo siglano gli anglosassoni) nella prevenzione di letali malattie cardiovascolari e deficit cognitivi tipici dell’anziano, oltre che nel ridurre il rischio del silenzioso diabete mellito di tipo II.
E forse non tutti sanno che l’assunzione quotidiana di olio extravergine d’oliva è utile a ridurre il rischio di cancro alla mammella grazie alle sue grandi proprietà anti-infiammatorie e nutrigenomiche. Gli yankee non hanno avuto bisogno di altre prove per procedere e, come spesso accade, hanno bruciato sul tempo i legislatori del vecchio continente mediterraneo, dove il millenario oleum oliva è nato, diffondendosi dalla Siria, sede delle prime colture di alberi d’olivo (Olea europaea), fino a diventare firma autorevole della cucina “made in Italy”, e non solo. Di recente, infatti, l’olio extravergine d’oliva è stato riscoperto come unguento lenitivo per la protezione della pelle, grazie al suo contenuto in squalene, da cui origina il più stabile squalano (un idrocarburo saturo di natura terpenica) utilizzato ampiamente dalla cosmesi moderna, ma questa è un’altra storia.



Come assumere l'olio extravergine

Il claim FDA stabilisce che è sufficiente ingerire ogni giorno, ed entro massimo 12/18 mesi dall’estrazione (secondo la legge italiana (Legge n.9/2013, art.7), dalla data d’imbottigliamento del prodotto), 2 cucchiai (23 grammi) di olio extravergine d’oliva (avente notoriamente un contenuto di acido oleico tra il 70 e l’80%), crudo e lavorato a freddo, per garantire al nostro organismo l’assunzione di almeno 17.5 grammi di acido oleico, un importante acido grasso monoinsaturo della famiglia degli omega 9, 4.5 milligrammi di vitamina E, un noto antiossidante liposolubile, 10 milligrammi di efficaci polifenoli (tra tutti l’oleocantale, il tirosolo, l’idrossitirosolo e l’oleaceina), potenti modulatori dell’espressione di geni protettivi in modo epigenetico (senza modificare la sequenza del DNA), che abbondano (>600mg/kg di olio) in specifiche varietà di olivo, come le pugliesi Coratina e Ogliarola, le toscane Maurino e Moraiolo, la spagnola Cornicabra e la californiana Mission.

L'olio extravergine di oliva è ufficialmente una medicina
 Foodcollection GesmbH / foodcollection

Olio per frittura (AFP)
Sebbene il coraggio nell’innovare parla americano, le evidenze scientifiche a supporto dell’innovazione parlano anche italiano. Nel 2016 è stato dimostrato da un gruppo di ricercatori dell’Università Aldo Moro di Bari che la singola assunzione da parte di soggetti sani, al mattino e a digiuno, di 50 millilitri (44 grammi) di olio extravergine di oliva Coratina promuove l’espressione di microRNA (miR; i più piccoli RNA in natura che bloccano l’espressione di specifici geni) ad azione anti-infiammatoria (miR-23b-3p) e anti-tumorale (miR-519b-3p), mentre inibisce l’espressione di microRNA che favoriscono l’insorgenza della resistenza all’insulina (miR-107) ().

Al momento, il riconoscimento statunitense a Mr. EVOO si basa sul suo elevato contenuto di acido oleico e, anzitempo, ne potrebbero giovare anche altri olii vegetali, come il più economico olio di semi di girasole alto oleico (acido oleico:85-86%) ottenuto per estrazione e raffinazione chimica (che prevede l’uso di solventi), sebbene privo dei preziosi polifenoli dell’olio extravergine d’oliva, ma più stabile e resistente di Mr. EVOO ad alte temperature (come durante la frittura).

A chi fosse interessato, è bene ricordare che 23 grammi di olio extravergine d’oliva garantiscono l’apporto di poco più di 200 calorie. Pertanto, Mr. EVOO dovrebbe essere il condimento esclusivo di una dieta bilanciata e povera di grassi, come quella Mediterranea oppure quella DASH (Dietary Approaches to Stop Hypertension), per evitare un eccessivo introito di calorie da grassi. Gli studi a supporto della decisione della FDA erano sotto gli occhi di tutti da anni e dimostrano che la sostituzione nella dieta di alcuni acidi grassi saturi, come quelli a lunga catena (ad esempio, l’acido palmitico e l’acido miristico), con giuste dosi di  acido oleico e/o acidi grassi polinsaturi (ad esempio, gli omega 3) riduce fortemente i livelli sierici di colesterolo totale e colesterolo LDL, tra le principali cause di aterosclerosi. Gli effetti sul colesterolo HDL , invece, sono ancora tutti da verificare.

La corretta conservazione
Ma quali precauzioni usare per non danneggiare Mr. EVOO? Al fine di non alterare il suo potenziale nutraceutico, andrebbe ricordato che Mr. EVOO è molto esigente e preferisce:

- essere conservato a una temperatura tra i 14 e i 18 gradi; mentre, non ama temperature elevate oppure vicine o inferiori allo zero;
- essere custodito in piccoli (massimo 500 millilitri) contenitori ben chiusi, sempre puliti, di vetro (opaco o scuro), di porcellana o di acciaio inox, in luoghi freschi e lontani da contaminazioni aromatiche. Sebbene la latta sia un buon compromesso per brevi periodi, la plastica per alimenti non dovrebbe essere mai utilizzata. - - Ricordando, però, che nella ristorazione la legge italiana legge 161 del 30 ottobre 2014 (articolo 18, comma 1 c) prescrive l’uso di contenitori chiusi, etichettati e non rabboccabili, mentre vieta l’uso di gradevoli e artistiche ampolle o oliere “domestiche”.
non essere a contatto con l’ossigeno e per questo non farlo residuare a lungo in contenitori mezzi vuoti, anche se ermeticamente chiusi.


dir@agi.it.

martedì 25 dicembre 2018

A Giuseppina Morelli Presidente della LAPS il riconoscimento di custode dell'Identità territoriale






Fucecchio–Menfi, incontro culturale 

  La  Laps  e la Lurss.Onlus, hanno  sottoscritto una lettera di intenti, finalizzata a future collaborazioni



Si è tenuta alcuni giorni addietro a Menfi,    una manifestazione culturale dal titolo “Il grande animo delle donne”, promossa dalla Consulta delle Donne di Menfi e dalla Libera Associazione Poeti e Scrittori di Fucecchio, con il patrocinio dei rispettivi comuni. 


L'incontro culturale ha visto protagonisti gli scrittori menfitani e i soci LAPS provenienti da Fucecchio e da varie regioni italiane. 
Le responsabili LAPS hanno presentato l'area naturalistica del Padule di Fucecchio e le attività storiche quali il Palio delle Contrade e l'Infiorata ed è stato fatto dono alla Biblioteca Civica di Menfi dei volumi inerenti tali manifestazioni, di una monografia su Fucecchio e di un libro su Arturo Checchi. A loro volta i rappresentanti del Comune di Menfi hanno donato alcuni volumi riguardanti la storia della città e della Regione Sicilia che la LAPS in occasione dell'incontro ufficiale nella sala consiliare del Comune di Fucecchio ha consegnato all’assessore Antonella Gorgerino. 

Al termine della manifestazione  a il dott. Nino Sutera,Direttore  della Libera Università Rurale Saper&Sapor, ha conferito alla prof.ssa Giuseppina Morelli presidente LAPS l'onorificenza di Custode dell'Identità Territoriale in considerazione dell'impegno per diffondere la conoscenza delle eccellenze della propria cittadina Fucecchio.  


Al  Laps  e la Lurss.Onlus, hanno  sottoscritto una lettera di intenti, finalizzata a future collaborazioni












venerdì 14 dicembre 2018

Motta Camastra, tra i Borghi GeniusLoci De.Co.


nucciatornatore
Motta Camastra tra i Borghi GeniusLoci De.Co.
Un percorso culturale per la salvaguardia, la valorizzazione e la promozione dell’identità dei luoghi, con le prelibatezze e le unicità dei territori. Abbiamo incontrato Nino Sutera, Direttore della Libera Università rurale dei Saperi & dei Sapori e ideologo del percorso.

Il comune di Motta guidato dal Sindaco Carmelo Blancato, ha avviato l’iter con il supporto del dott. Filippo Zullo.

Direttore Sutera, ci spieghi cos'è la DeCo?
Le DeCo (Denominazioni comunali) nascono da un’idea semplice e geniale del grande Luigi Veronelli, che così le spiegava:  “Attraverso la De.Co. il "prodotto" del Territorio acquista una sua identità.” Rappresenta un concreto strumento di marketing territoriale, ma soprattutto un’importante opportunità per il recupero e la valorizzazione delle identità e le unicità locali. La De.Co. è “un prodotto del territorio” (un piatto, un dolce, un sapere, un evento, un lavoro artigianale, etc) con il quale una comunità si identifica per elementi di unicità e caratteristiche identitarie, deve essere considerata come una vera e propria attrazione turistica capace di muovere un target di viaggiatori che la letteratura internazionale definisce “foodies” viaggiatori sensibili al patrimonio culinario locale e non solo. Il valore di una De.Co.(Denominazione comunale) è quello di fissare, in un dato momento storico, ciò che identifica quel Comune, a memoria futura oppure come occasione del presente, per cogliere un’opportunità di marketing. I prodotti agro-alimentari e artigianali racchiudono al loro interno tradizione, cultura, valori, conoscenza locale e, forse la cosa più importante, l’autenticità del loro territorio di origine.
Che cos’è  GeniusLoci De.Co?
È un percorso culturale, al francese  “terroir”, preferiamo il latino “genius loci”, un equilibrio di forze ed energie caratteristico di un luogo definito e pertanto irripetibile. Il percorso di GeniusLoci DeCo, ideato dalla Libera Università Rurale Saper&Sapor onlus, prevede un modello dove gli elementi essenziali di relazionalità sono Territorio-Tradizioni-Tipicità-(intesa come specificità)-Tracciabilità e Trasparenza,  che rappresentano la vera componente innovativa, da condividere con il territorio e per il territorio. Si tratta di un percorso che vuole salvaguardare e valorizzare il “locale”, rispetto al fenomeno della globalizzazione, la quale tende ad omogeneizzare prodotti e sapori. Nelle arti e non solo, il “GeniusLoci” rappresenta concettualmente quello “spirito” percepibile, quasi tangibile, che rende unici certi luoghi ed irripetibili certi momenti, uno spazio, un edificio o un monumento. Non solo: il Genius Loci è anche nelle immagini, nei colori, nei sapori e nei profumi dei paesaggi intorno a noi, che tanto spesso, anche all’improvviso, ci stupiscono ed emozionano. Le persone “respirano” il genius loci di un luogo, di un ambiente quando ne hanno piena coscienza. Ognuno di noi è attaccato ad un luogo d’infanzia, ad un ricordo, ad un affetto, a un dolce, ad un piatto. Ecco, l’obiettivo è recuperare l’identità di un luogo, attraverso le prelibatezze storiche e culturali del territorio.
Il percorso Borghi GeniusLoci DeCo, mira a salvaguardare e valorizzare il “locale”, rispetto al fenomeno della globalizzazione, che tende ad omogeneizzare prodotti e sapori. Il Genius Loci rappresenta l'essenza, l'identità di un territorio; ad esso appartengono le immagini, i colori, i sapori ed i profumi dei paesaggi. Obiettivo del  Percorso  GeniusLoci DeCo è recuperare l’identità di un luogo, attraverso anche le valorizzazione delle produzioni di eccellenza e delle tradizioni storiche e culturali dello stesso, al fine di ottimizzarne la competitività.
Un percorso innovativo?
 Un percorso “Borghi Genius Loci DeCo”, attraverso il quale si intende incrementare il turismo enogastronomico puntando sulla spiccata tipicità delle pietanze ereditate dalle antiche tradizioni locali, in grado di esprimere l’essenza più autentica e di “raccontare” la storia di un territorio finalizzato a rafforzare l’identità del  territorio   attraverso l’esaltazione delle rispettive peculiarità gastronomiche, sulla base dell’assunto che una pietanza non serve solo a soddisfare l’appetito ed a fornire all’organismo apporti calorici e nutrizionali, ma riesce anche a “raccontare” la cultura, i valori e le tradizioni dell’ambiente in cui la si cucina e, prima di tutto, la si “pensa”.
«La denominazione comunale (De.Co.) “Borghi Genius Loci” è un atto politico, nelle prerogative del Sindaco, che presuppone una conoscenza del passato, un’analisi del presente ed una progettualità riferita al futuro. Il tutto nell’ottica del turismo enogastronomico, che se ben congegnato e gestito, costituisce una vera e grande opportunità per lo sviluppo dell’economia locale, specie per le piccole comunità rurali, che nei rispettivi prodotti alimentari e piatti tipici hanno un formidabile punto di forza attrattiva nei confronti del visitatore.
E’ proprio a tavola che si esprime quel “genius loci” che dà il nome all’iniziativa, e che preferiamo al corrispondente termine francese “terroir”: il menù non è solo una sequenza di ghiottonerie atte ad appagare i piaceri del palato, ma va anche e soprattutto inteso come narrazione di un “frammento di civiltà”. Un piatto tipico locale, quindi, è assimilabile ad un’opera d’arte, perché è un unico ed (altrove) irripetibile equilibrio di forze ed energie scaturenti da un determinato e ben definito luogo.
Illuminante, al riguardo, la definizione che il compianto Luigi Veronelli ha dato del “genius loci”: per il grande enologo, gastronomo e scrittore lombardo, esso è da intendere come «l’intimo ed imprescindibile legame fra uomo, ambiente, clima e cultura produttiva. Pertanto il Genius Loci si visita nel territorio e si assapora nel piatto».
La bellezza e l'unicità del paesaggio, gli insediamenti storici, la rigogliosa natura ha regalato diversi elementi attrattivi ereditati dalla tradizione ed in grado di affascinare i cosiddetti “viaggiatori del gusto”, ossia quei tanti turisti intelligenti e colti alla ricerca della buona tavola, non solo per apprezzarne le qualità gastronomiche, ma anche per l’intimo e profondo legame tra essa ed il territorio.
Il valore di una DeCo è quello di fissare, in un dato momento storico, ciò che identifica quel Comune. A memoria futura, oppure come occasione del presente per cogliere un’opportunità di marketing. I prodotti agro-alimentari e artigianali racchiudono al loro interno tradizione, cultura, valori, conoscenza locale, e, forse la cosa più importante, l’autenticità del loro territorio di origine. La Denominazione comunale non è un marchio di qualità, ma il biglietto da visita di una comunità, sulla quale possono operare i sindaci per salvaguardare e valorizzare l'identità di un territorio.
L’istituzione del Borgo GeniusLoci DeCo, consente l'avvio di una fase di sviluppo endogeno del territorio, dove la propria storia e la propria tradizione diventa la "risorsa" su cui investire il proprio futuro.
Quasi sono, Direttore, le raccomandazioni per l’attuazione del percorso?
Per garantire la sostenibilità del percorso occorrono quattro principi, la storicità e l'unicità, l’interesse collettivo, condiviso e diffuso e a burocrazia zero Il mito che circonda la maggior parte dei territori rurali di successo, assomiglia a una favola vera fatta di personaggi e di eccezionalità, e di unicità. Aspetti importanti che collocano l’idea dei Borghi geniusLoci DeCo all’interno di un percorso culturale e di pensiero innovativo volto alla difesa delle peculiarità territoriali. Non potendo legare l'azione di forza alla qualità normata dai Reg. comunitari, sta nell'unicità dell'identità l'azione vincente. In questo processo culturale, i disciplinari, le commissioni, e i regolamenti, mutuati dai marchi di tutela di tipo europeo (Dop, Igp, Doc, ect) sono strumenti impropri e inopportuni. L’auspicio, la vera sfida, è riuscire a realizzare una rete di Borghi GeniusLoci DeCo per valorizzare quei prodotti di nicchia, che inducono gli appassionati viaggiatori ad andare ad acquistare e degustare e/o apprezzare i prodotti nelle loro zone di produzione, per promuovere l’offerta integrata “del” e “nel” territorio. Obiettivo non secondario è costruire spirito di squadra per la tutela dell’identità dei luoghi e il recupero dell’unicità territoriale come opportunità.
per saperne di più, visitate i siti web:
http://decogeniusloci.blogspot.it/
oppure scrivete a:
lurss.onlus@gmail.com

domenica 9 dicembre 2018

Giuseppina Morelli, Custode dell'Identità Territoriale

                               
Fucecchio–Menfi, incontro culturale 

  La  Laps  e la Lurss.Onlus, hanno  sottoscritto una lettera di intenti, finalizzata a future collaborazioni



 Giuseppina Morelli, Nino Sutera e Piero Mangiaracina,

durante la consegna del riconoscimento

                   Si è svolta  a Menfi una manifestazione culturale     promossa dalla Consulta delle Donne di Menfi e dalla Libera Associazione Poeti e Scrittori di Fucecchio, con il patrocinio dei rispettivi comuni. 

L'incontro culturale ha visto protagonisti gli scrittori menfitani e i soci LAPS provenienti da Fucecchio e da varie regioni italiane. 
Le responsabili LAPS hanno presentato l'area naturalistica del Padule di Fucecchio e le attività storiche quali il Palio delle Contrade e l'Infiorata ed è stato fatto dono alla Biblioteca Civica di Menfi dei volumi inerenti tali manifestazioni, di una monografia su Fucecchio e di un libro su Arturo Checchi. A loro volta i rappresentanti del Comune di Menfi hanno donato alcuni volumi riguardanti la storia della città.


Al termine della manifestazione    Nino Sutera, Direttore  della Libera Università Rurale Saper&Sapor, ha conferito alla prof.ssa Giuseppina Morelli presidente LAPS il riconoscimento di Custode dell'Identità Territoriale in considerazione dell'impegno per diffondere la conoscenza delle eccellenze della propria cittadina Fucecchio.  



Al  Laps  e la Lurss.Onlus, hanno  sottoscritto una lettera di intenti, finalizzata a future collaborazioni








mercoledì 28 novembre 2018

EnteSviluppoAgricolo, le iniziative a favore della ricerca oncologica

ninosutera

EnteSviluppoAgricolo,
 le  iniziative a favore della ricerca oncologica, 
con l’olio EVO prodotto
nell’ Azienda Sperimentale campo Carboj
1958-2018
Attore principe della dieta mediterranea è l'olio extravergine di oliva 100% italiano,  eccellenza della tradizione enogastronomica.
 L’Olio EVO  nutraceutico  è il simbolo da sempre 
dell’identità dei popoli del  Mediterrano

Lolio monovarietale di Coratina contenuto nella  bottiglia che l’Ente mette a disposizione per una raccolta fondi per la ricerca  è coltivato lungo i viali dell’Azienda,   rappresenta il primo impianto effettuato negli anni 60.
 Dal colore giallo-verde,  si presenta con un fruttato medio, molto amaro e piccante, caratteristiche date dall’elevato contenuto polifenoli (687)presenti.

L’Azienda Sperimentale campo Carboj dell’Ente di Sviluppo Agricolo è sita in contrada Belice di Mare  nel territorio di Castelvetrano. Oggi è un Centro pubblico di raccolta della Biodiversità.
Un museo a cielo aperto dove vengono custodite oltre 150 tra cultivar, popolazioni e accessioni del germoplasma olivicolo siciliano  




Abbiamo incontrato Nino Sutera Responsabile  

dell'Azienda Sperimentale

Che cos'è l'Azienda sperimentale  Campo Carboj?

 La Cassa per il Mezzogiorno attivò, sino dai primi anni '50, il Programma Sperimentale Irriguo a supporto del suo vasto programma di intervento che si sviluppa presso un'apposita rete di Campi Sperimentali originando da un nucleo iniziale di prove attivate nel 1952 dall'Ente per l'Irrigazione in Puglia e Lucania in apposite aziende agricole forzate a svolgere un doppio ruolo sperimentale-dimostrativo.Tali iniziative si inquadrano in una generale tendenza dei grandi enti pubblici italiani, impegnati in massicci e pressanti programmi territoriali di attrezzamento irriguo, a provvedere in proprio alla attivazione delle ricerche sui parametri tecnico-agronomici da tenere a base delle progettazioni nel frattempo avviate. A questa scelta tali organismi operativi erano portati per vari ordini di motivi, ma in particolare per l'urgenza di ovviare in qualche modo al ritardo dell'azione dell'ambiente scientifico italiano, segnatamente quello della ricerca applicata alla irrigazione, nei confronti dell'avanzamento degli studi registrato nei precedenti decenni in altri paesi occidentali.   
Con atto del 1° agosto 1958 redatto dal Notaio Vito Rao, rep. N° 6693, la Cassa per le Opere Straordinarie di pubblico interesse nell’Italia Meridionale (meglio nota come Cassa per il Mezzogiorno) acquistò dal Principe Avvocato Nicolò Pignatelli Aragona Cortes, …. un lotto della estensione di ettari sedici, are quarantadue e centiare diciotto, sito in contrada Belice di Mare Comune di Castelvetrano…. In detto lotto la Cassa per il Mezzogiorno istituì … un’azienda agricola denominata “Carboj”.

 Con quali obiettivi?

L’obiettivo era  di organizzare programmi di attività dimostrative, gestendo dei corsi di istruzione professionale per maestranze irrigue volti alla formazione e qualificazione di tecnici, coltivatori diretti, lavoratori agricoli e, comunque, operatori di settore che, nel territorio, iniziavano ad utilizzare la pratica dell’irrigazione, che negli anni si è resa indispensabile per lo sviluppo dell’agricoltura del mezzogiorno. 

L’azienda rappresentava parte integrante dell’azione dell’Ente volta alla bonifica di tutto il comprensorio che, in quel momento, supportava l’opera primaria di costruzione della diga “Arancio”, che permise, con l’introduzione dell’irrigazione, lo sviluppo socio-economico del settore agricolo in quell’area.

L’Ente, al fine di ottimizzare le attività delle proprie Sezioni Operative e di quelle dell’Assessorato, dislocate su tutto il territorio siciliano, intravide la necessità di supportare la divulgazione agricola con la sperimentazione, la costituzione di campi dimostrativi e l’attività di ricerca applicata, individuando l’azienda Campo Carboj come unica struttura, di sua proprietà, idonea a tale scopo.

Dove si trova?

L’azienda, ubicata in territorio di Castelvetrano (TP) contrada Belice di mare, è estesa complessivamente Ha 16.36.50 riuniti in un unico corpo fondiario, ed è individuata catastalmente al foglio di mappa n° 168,  Dista dal mare circa 1.500 metri ed è situata ad un’altitudine di circa 50 m.s.l.m.; è raggiungibile tramite la SP n. 48. Il confine sud-est aziendale dista solo 150 metri dalla Riserva naturale Orientata Fiume Belice e dune limirofe. 
L’Azienda Sperimentale campo Carboj custodisce    la banca  di collezione del  germoplasma dell’olivo autoctono siciliano.  

                        La collezione ex-situ costituita da un intenso e proficuo  rapporto di collaborazione tra il Dipartimento Scienze Forestali e Agrarie dell’Università di Palermo e il  Campo Carboj dell’Ente di Sviluppo Agricolo della  Regione Siciliana,  può essere considerata l'unica fonte di materiale di propagazione di genotipi siciliani, standard varietali di riferimento.
                                             A metà degli anni ‘80, terminata la fase di indagine territoriale, le accessioni individuate furono reinnestate su piante adulte presenti presso l’azienda ‘Campo Carboj’     La scelta di porre le piante in un unico sito derivava dall’esigenza di svincolare la variabilità dell’espressione fenotipica da fattori legati all’ambiente. Negli anni successivi, dopo che le piante iniziarono a fruttificare, si procedette alla verifica true to type delle accessioni reinnestate, accertando la rispondenza dei genotipi raccolti alle cultivar descritte da Bottari e Spina (1952) mediante osservazioni dei tratti morfologici dei frutti, foglie e noccioli.
 Una volta validate le accessioni raccolte nell’isola, e dopo aver eliminato tutti i casi evidenti di omonimia e sinonimia e tutte quelle accessioni di origine alloctona, fu costituita, sempre all’interno dell’Azienda Campo Carboj, la prima collezione ex situ del germoplasma di olivo autoctono siciliano, caratterizzata a livello bio-metrico e molecolare.
    Questo straordinario lavoro, perché è unico,   frutto dalla partecipazione attiva  di eccellenze professionali, come, docenti universitari, ricercatori, funzionari dell’Ente, vivaisti, innestatori, titolari di frantoi, commercianti di olio ed esperti olivicoltori delle varie aree di provenienza delle cultivar di olivo,
Inoltre, è stato realizzato un progetto  “Sostegno alla conservazione delle risorse genetiche in agricoltura”

 Centri pubblici di conservazione” il cui obiettivo specifico è la promozione di iniziative volte al recupero, alla conservazione e alla diffusione delle risorse genetiche vegetali di specie a rischio di erosione genetica, attraverso la promozione di iniziative, a carattere pubblico, finalizzate alla conservazione, in situ ed ex situ, caratterizzazione, raccolta e utilizzazione delle risorse genetiche vegetali regionali ed al mantenimento della biodiversità.




domenica 11 novembre 2018

L'economia della conoscenza


nucciatornatore

 Animare un territorio,  non è solo una questione di trasmissione di conoscenze e  informazioni, ma è soprattutto lo sviluppo di metodologie innovative, la riorganizzazione sociale ed economica del territorio  stesso, tali da rimuovere i vincoli allo sviluppo ed affrontare in termini nuovi ed adeguati le opportunità . 

Abbiamo incontrato Nino Sutera   componente del tavolo nazionale della rete rurale


Nino  Sutera,   Diploma di Laurea in Scienze e Tecnologie Agrarie, Funzionario Direttivo della Regione Siciliana, Divulgatore Agricolo,  “Formatore Consulente” del Formez,    Componente del Gruppo di Lavoro PAN sottogruppo formazione, Informazione e sensibilizzazione,  Iscritto all’Albo regionale dei Formatori interni presso il Dipartimento della Funzione Pubblica della Regione Sicilia ,  Ideologo dei Borghi GeniusLoci De.Co.  e del Percorso informativo di sviluppo locale “Un Villaggio di idee” Coordinatore  del  G.I.T (Gruppi d’interesse territoriale del MIUR)   Ideologo della Libera Università Rurale, autore di diverse pubblicazioni e relatore a tantissimi eventi divulgativi e blogger, ect.ect.
Un bel curriculum?
Così dicono gli addetti ai lavori.

A oggi, ed è un’ipotesi generalmente condivisa, per crescere e competere in un’economia globale è sempre più necessario investire in conoscenza, nella elaborazione di idee innovative e nella valorizzazione dei beni immateriali. Per esempio  la tutela  dell’ambiente, dei consumatori,  costituisce una delle tipologie di risorse immateriali fortemente caratterizzanti l’attività agricola.

Ecco la domanda,    in tutta Europa il trasferimento delle conoscenze e delle buone prassi  in agricoltura,  viene considerato un caposaldo per lo sviluppo, mentre  in Sicilia?
I Servizi per l’agricoltura sono uno strumento utile per l’attuazione degli obiettivi di politica agricola e rurale legittimate dall’U.E.  C’è da dire però, che l’impegno finanziario nella programmazione PSR 2014/2020, per esempio  non è stato uniforme, in Italia    ci sono Regioni come il Piemonte, il Veneto, la Lombardia, che hanno  impegnano dal  6% al 14% della spesa complessiva del PSR nelle attività di promozione dell’innovazione, alla divulgazione, alla consulenza alle aziende agricole; dall’altra, Regioni che  hanno previsto  meno, appena il 2%,  come la Sicilia,  forse perché si riteneva (sbagliando) che investire in termini di risorse immateriali rappresenta un'opzional. Chiaramente non è una responsabilità di questo governo.
   In Sicilia la l.r. 1 agosto 1977, n. 73 “Provvedimenti in materia di assistenza tecnica e di attività promozionali in agricoltura autorizza l’Ente di Sviluppo Agricolo  ad attuare e coordinare le iniziative e gli interventi per l'assistenza tecnica e le attività promozionali giovandosi delle proprie strutture periferiche - Sezioni Operative per l'assistenza tecnica e le attività promozionali, e di divulgazione - che operano su larghe basi territoriali.
Ecco, se pur sono trascorsi 40 anni,   le finalità sono  coerenti agli indirizzi  dell’U.E e del Ministero  di questi ultimi anni.
Chiaramente per svolgere le attività e le funzioni, ci vogliono risorse adeguate.

Qual è la prospettiva strategica    per i prossimi anni ?
il punto di partenza e di riferimento in Sicilia è la  legge,   L.r. n. 73/77,   
Dobbiamo essere capaci di fare tesoro dell’esperienza maturata, delle necessità del mondo rurale,  ma anche di adeguare gli obiettivi rispetto  alle indicazioni del MIPAF su gli   ambiti del sistema di consulenza:
a)        gli obblighi a livello di azienda risultanti dai criteri di gestione obbligatori e dalle norme per il mantenimento del terreno in buone condizioni agronomiche e ambientali, ai sensi del titolo VI, capo I, del regolamento (UE) n. 1306/2013;
b)        le pratiche agricole benefiche per il clima e l'ambiente stabilite nel titolo III, capo 3, del regolamento (UE) n. 1307/2013 e il mantenimento della superficie agricola di cui all'articolo 4, paragrafo 1, lettera c), del medesimo regolamento (UE) n. 1307/2013;
c)        misure a livello di azienda previste dai programmi di sviluppo rurale volte all'ammodernamento aziendale, al perseguimento della competitività, all'integrazione di filiera, compreso lo sviluppo di filiere corte,  all'innovazione e all'orientamento al mercato nonché alla promozione dell'imprenditorialità;
d)       i requisiti a livello di beneficiari adottati dagli Stati membri per attuare l'articolo 11, paragrafo 3, della direttiva 2000/60/CE;
e)        i requisiti a livello di beneficiari adottati dagli Stati membri per attuare l'articolo 55 del regolamento (CE) n. 1107/2009, in particolare l'obbligo di cui all'articolo 14 della direttiva 2009/128/CE;
f)         le norme di sicurezza sul lavoro e le norme di sicurezza connesse all’azienda agricola;
g)        consulenza specifica per agricoltori che si insediano per la prima volta;
h)        la promozione delle conversioni aziendali e la diversificazione della loro attività economica;
i)          la gestione del rischio e l'introduzione di idonee misure preventive contro i disastri naturali, gli eventi catastrofici e le malattie degli animali e delle piante;
j)          i requisiti minimi previsti dalla normativa nazionale, indicati all'articolo 28, paragrafo 3, e all'articolo 29, paragrafo 2, del regolamento (UE) n. 1305/2013;
k)        le informazioni relative alla mitigazione dei cambiamenti climatici e all'adattamento ai medesimi, alla biodiversità e alla protezione delle acque di cui all' allegato I del regolamento (UE) n. 1306/2013;
l)          misure rivolte al benessere e alla biodiversità animale;
m)      profili sanitari delle pratiche zootecniche;
n)        l'innovazione tecnologica ed informatica, l'agricoltura  di precisione e il trasferimento di conoscenza dal campo della ricerca al settore primario.

Anche il PAN prevede l’utilizzo di consulenti per supportare le aziende nella difesa fitosanitaria?
 Si il piano di azione nazionale per l'uso sostenibile dei prodotti fitosanitari (Pan), adottato con decreto 22 gennaio 2014, ai sensi dell'articolo 6 del decreto legislativo 14 agosto 2012, n. 150, reca l'attuazione della direttiva 2009/128/CE, e  istituisce un quadro per l'azione comunitaria ai fini dell'utilizzo sostenibile dei pesticidi, attribuisce alle Regioni l’onere di attuare  le azioni per l’applicazione della difesa integrata in agricoltura.
Stiamo lavorando a un progetto pilota sulla prescrizione  dei prodotti fitosanitari (il primo in Italia)

Di cosa si tratta?
I Prodotti fitosanitari   sono tutti quei prodotti, di sintesi o naturali, che vengono utilizzati per combattere le principali avversità delle piante come, malattie infettive, fisiopatie, parassiti e fitofagi animali ect..
Il Pan si propone di ridurre i rischi associati all'uso dei prodotti fitosanitari, promuovendo un processo di cambiamento delle tecniche di utilizzo dei prodotti verso forme più compatibili e sostenibili in termini ambientali  e sanitari.
Di conseguenza riguarda tutti, agricoltori, consumatori, cittadini  e  beni pubblici. La prescrizione è un cambio di passo nell’utilizzo dei prodotti fitosanitari,a tutela di tutti chiaramente.
Così come il medico prescrive nella ricetta un medicinale per una determinata patologia, piuttosto che un altro,    così il  consulente  del PAN    potrà prescrivere un fitofarmaco  in funzione delle esigenze della coltura,   della tutela dell’ambiente e dei consumatori
Il consulente del PAN attraverso la   sua competenze  è  in grado di rispondere alle esigenze attuali provenienti dalla società civile in tema di sicurezza alimentare, tutela dell’ambiente e responsabilità etica.   L’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari   richiede un salto di qualità in termini di formazione e miglioramento delle capacità degli operatori professionali nelle scelte da compiere.
Per l’attuazione del progetto pilota, l’ipotesi su cui stiamo ragionando e   coinvolgere le strutture periferiche dell’Ente e all’occorrenza  professionisti esterni in regime di convenzione,  utilizzando le risorse delle Misure   del PSR 2014/2020

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