NinoSutera
Il caso di grande attualità della famiglia nei boschi d’Abruzzo? Non vogliamo entrare nel merito della questione anche perchè non la conosciamo, ma la neoruralità è un'altra cosa.
Il termine “neorurali” indica un fenomeno sociale e culturale sempre più rilevante in Italia e in Europa, fin dall'inizio degli anni 2000, persone famiglie o gruppi che scelgono di trasferirsi dalle aree urbane ai territori rurali, non per necessità ma per progetto di vita, valori e nuova visione dello sviluppo.
Gustav Mahler affermava: "Tradizione non è culto delle ceneri ma custodia del fuoco".
Far memoria della tradizione non è "chinare il capo al passato", non è lasciare alle "ceneri del ricordo" il compito di portare fino a noi le immagini di un tempo ormai andato. Omaggiare la tradizione è ben altro: è mantenere vivo quel "fuoco" che brucia nei solchi lasciati dalle vite di chi ha abitato questa terra, alimentarlo con storie evocative ed emozioni travolgenti. Ciò che rende così affascinante il fuoco è la sua indomabilità, è impossibile imprigionarlo così come è impossibile impedirgli di bruciare. Ecco che nasce la necessità di costruire una custodia, dove non si opprime la sua fiamma ma la si plasma e si alimenta per consegnare un’eredità alle generazioni future.
1. Introduzione
Il fenomeno dei neorurali rappresenta una delle trasformazioni più significative degli ultimi decenni all’interno dei territori rurali italiani ed europei. Non si tratta semplicemente del ritorno alla vita di campagna, né di un revival romantico della tradizione agricola. È, piuttosto, un movimento complesso e plurale che riflette nuovi modelli economici, sociali e culturali. I neorurali incarnano una diversa concezione dell’abitare, del produrre e del vivere, in cui sostenibilità, comunità e innovazione si intrecciano con pratiche agricole rigenerative e forme emergenti di economia identitaria.
2. Definizione del fenomeno
Con “neorurali” ci si riferisce a individui o nuclei familiari che scelgono di trasferirsi dalle aree urbane ai contesti rurali per motivazioni che trascendono il mero bisogno economico. Essi inseguono un progetto esistenziale fondato su qualità della vita, lentezza, relazione con la natura e possibilità di costruire modelli di lavoro più autonomi e creativi. Questa scelta implica spesso una riconfigurazione delle competenze: al background urbano si affiancano nuove abilità agricole, artigianali o gestionali, sviluppate in un contesto di apprendimento continuo.
3. Motivazioni e nuovi modelli di vita
Il neoruralismo è sostenuto da alcune spinte culturali profonde:
-
la riscoperta della dimensione ecologica dell’abitare e il desiderio di ridurre l’impronta ambientale;
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il bisogno di comunità e di relazioni di prossimità, spesso assenti nei grandi centri urbani;
-
l’aspirazione a un equilibrio tra lavoro e vita personale favorito dallo smart working e dalla digitalizzazione;
-
la ricerca di un benessere integrale, fatto di ambiente, cibo, tempo e cura.
Il ritorno alla campagna diventa così un laboratorio di rinnovamento, un luogo dove sperimentare modelli di vita più sostenibili e resilienti.
4. Attività e pratiche emergenti
I neorurali propongono un modo nuovo di fare ruralità. Accanto alle attività agricole – spesso orientate alla produzione biologica, rigenerativa o di nicchia – compaiono settori innovativi:
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turismo esperienziale e ospitalità diffusa;
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laboratori artigiani e creative industries rurali;
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produzioni agroalimentari identitarie e filiere corte;
-
servizi sociali e culturali alle comunità;
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start-up verdi e imprese basate sulla digitalizzazione.
In questo quadro, la ruralità non è più vista come periferia arretrata, ma come spazio di sperimentazione contemporanea.
5. Impatto sui territori rurali
Il contributo dei neorurali è evidente su più livelli:
-
demografico, con il ripopolamento di borghi e contrade in via di abbandono;
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economico, grazie alla diversificazione delle attività, alla riattivazione delle filiere e alla creazione di nuove forme di microimprenditorialità;
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sociale, attraverso la costruzione di reti comunitarie, processi partecipativi e pratiche di cittadinanza attiva;
-
ambientale, con la diffusione di tecniche sostenibili e l’attenzione alla biodiversità.
Il loro arrivo contribuisce alla rigenerazione dei territori e alla valorizzazione del capitale identitario.
6. Neorurali e politiche locali del cibo
L’interesse verso la produzione agroalimentare di qualità e la cura del paesaggio alimentare rende i neorurali attori rilevanti nelle politiche locali del cibo. La loro azione si integra con:
-
la promozione della dieta mediterranea, come modello culturale e nutrizionale legato a sostenibilità, biodiversità e convivialità;
-
la valorizzazione dei prodotti identitari e delle pratiche tradizionali;
-
la diffusione di mercati contadini e forme di distribuzione alternativa;
-
il recupero di semi antichi, vigneti storici e colture marginali.
Questi processi rafforzano il legame tra comunità, paesaggio e filiere agroalimentari.
7. Neorurali e Borghi De.Co.
All’interno dei Borghi GeniusLoci De.Co., i neorurali trovano un contesto particolarmente favorevole. Qui l’identità territoriale – espressa attraverso produzioni agroalimentari, tradizioni artigiane, ritualità condivise – si combina con politiche di tutela e promozione della cultura materiale del cibo. I neorurali diventano catalizzatori di nuove economie identitarie, contribuendo alla:
-
rigenerazione dei luoghi;
-
trasmissione dei saperi locali;
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creazione di reti tra produttori, amministrazioni e comunità;
-
innovazione sociale e culturale.
La loro presenza favorisce la costruzione di modelli di sviluppo territoriale integrati, in cui memoria e innovazione si alimentano reciprocamente.
8. Conclusioni
I neorurali rappresentano una forma inedita di abitare e trasformare i territori rurali. Essi portano con sé un capitale culturale, professionale e relazionale che, se accolto e sostenuto, può diventare motore di rinascita per i borghi e per le campagne italiane. Il fenomeno non è privo di complessità – fragilità burocratiche, costi di riadattamento, tensioni con vecchie comunità –, ma apre scenari di grande potenzialità.
Nel loro gesto di “ritorno”, i neorurali indicano una direzione possibile per il futuro: un rapporto più profondo con la terra, una nuova economia del senso, un equilibrio tra tradizione e modernità. Una ruralità che non è passato, ma avanguardia.
🌿 Chi sono i neorurali
I neorurali sono generalmente:
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giovani o adulti provenienti da contesti urbani;
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professionisti, creativi, imprenditori, smart workers;
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famiglie che desiderano un ambiente più sano e sostenibile.
Non si tratta del ritorno alla terra tradizionale, ma di un rural lifestyle contemporaneo, che unisce saperi antichi e competenze moderne.
🚜 Cosa fanno
Le attività tipiche dei neorurali includono:
-
agricoltura rigenerativa o biologica;
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artigianato evoluto e produzioni identitarie;
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agriturismo, ospitalità diffusa, turismo esperienziale;
-
servizi culturali, sociali e di comunità;
-
progetti di innovazione sociale;
-
attività remote o digitali (smart working, professioni creative);
-
start-up rurali e green economy.
🧭 Perché scelgono la ruralità
Motivazioni più comuni:
-
ricerca di qualità della vita e benessere;
-
desiderio di equilibrio tra natura, lavoro e relazioni;
-
interesse per sostenibilità, lentezza e comunità;
-
rigenerazione personale e nuovi modelli di sviluppo;
-
valorizzazione del patrimonio culturale dei borghi.
🏡 Impatto sui territori
I neorurali contribuiscono a:
-
ripopolamento di borghi e campagne;
-
riattivazione di terreni, case rurali e antiche filiere;
-
innovazione in agricoltura e turismo;
-
nascita di reti comunitarie e progetti partecipativi;
-
nuove economie locali a base identitaria.
🌱 Neorurali e politiche locali del cibo
Sono spesso protagonisti di:
-
progetti di filiera corta e mercati contadini;
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recupero di biodiversità (semi, vigne, antiche varietà);
-
modelli di dieta mediterranea sostenibile;
-
pratiche legate ai Borghi GeniusLoci De.Co. e alle identità territoriali.
🧩 Un fenomeno culturale
Il neoruralismo non è nostalgia:
è una nuova frontiera dell’abitare, legata a:
-
digitalizzazione;
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sostenibilità;
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cura del territorio;
-
economia circolare;
-
comunità resilienti.

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