domenica 25 settembre 2022

In Italia il Parlamento Rurale Europeo

 

                              Anche in Italia il  movimento per la partecipazione  al Parlamento Rurale Europeo. Una struttura non istituzionale, non partitica, ma sicuramente politica che è già presente in quasi tutti i Paesi europei.


                                               Proprio in questi giorni,  il formale riconoscimento da parte del Parlamento Rurale Europeo (ERP) al Comitato Promotore del Parlamento Rurale Europeo in Italia   fondato da Nino Sutera, Responsabile dell'Osservatorio Politiche Neorurali e  Animatore della Libera Università Rurale dei Saperi & dei Sapori Onlus,   nel 2012

e che oggi conta 15 GAL; 12 tra associazioni e agenzie di sviluppo rurale; la Rete Rurale Siciliana – RRS; l'AIDCG - Associazione Italiana Direttori e Coordinatori dei GAL, che conta attualmente 52 GAL provenienti da 10 regioni italiane; la Consulta Nazionale dei Distretti del Cibo, che conta 38 distretti di 15 regioni italiane, nonché i singoli distretti produttivi rurali e agroalimentari, tra cui il DPOQS - Distretto Produttivo Ortofrutticolo di Qualità della Sicilia, e oltre 50 stakeholders delle aree rurali di tutta Italia, grazie al supporto  del direttore del GAL Eloro, Sergio Campanella, nonchè  segretario   Rural Parliament-Italy,


Aderisci al comitato promotore

European Rural Parliament Italy (google.com)

Cos’è il Parlamento Rurale Europeo?

Una struttura politica, ma non partitica. ‘Parlamento rurale’ non è una parte formale del governo, né è un parlamento nel senso di un organo legislativo o decisionale. Si tratta di un processo ‘bottom-up’ di coinvolgimento e dibattito tra il popolo rurale e politici, per consentire una migliore comprensione, politica più efficace e di azione per affrontare le questioni rurali. Un Parlamento rurale è un processo che fornisce opportunità per le persone con un interesse per le comunità rurali per condividere idee, prendere in considerazione i problemi e le soluzioni. Parlamento rurale permettono alle persone e decisori a lavorare insieme su questioni prioritarie per sviluppare soluzioni nuove e creative. Essi rafforzano la voce delle comunità rurali e li aiutano a influenzare le decisioni che li riguardano. Il loro successo in Europa negli ultimi 20 anni ha ispirato ad avviare un Parlamento rurale in ogni stato.

Obiettivi

 Il Parlamento europeo rurale è stato concepito per:
• Rafforzare la voce delle comunità rurali d’Europa, e per assicurare che gli interessi e il benessere di queste comunità   riflettono nelle politiche nazionali ed europee.
• Promuovere auto-aiuto, comprensione comune, la solidarietà, lo scambio di buone prassi e la cooperazione tra le comunità rurali in tutta Europa.

Perché è necessario?

150 milioni di persone, quasi un terzo della popolazione europea, vive in aree rurali. Essi contribuiscono notevolmente alle economie locali, nazionali ed europee. La loro funzione sociale e il benessere economico è di fondamentale importanza. Affrontano grandi sfide, tra cui la perdita dei giovani e dei servizi rurali in molte regioni. Il loro futuro dipende da un’azione energica da parte delle comunità rurali stesse, e le politiche  ben concepiti e l’azione da parte dei governi a tutti i livelli. Lo spirito dell’ERP è alimentato dalla convinzione che gli interessi delle comunità rurali (ossia tutte le persone che vivono o lavorano in regioni rurali) sono sottorappresentate nei dibattiti nazionali ed europei e nella definizione di politiche e programmi.

Chi vi può partecipare?

Abbiamo avviato questa iniziativa (la prima in Italia) con l’apporto di tanti che hanno a cuore le aree rurali. Intendiamo condividere un percorso per addivenire al “Manifesto della neoruralità” da presentare in occasione dell’evento pubblico nazionale, rigorosamente in Sicilia, aperto ai contributi e alla sensibilità di chi vuole contribuire a dare voce alle aree rurali.

Chi sono i  Rural  Parliamentary?

Sono i   stakeholders, chi opera nelle difficili realtà rurali e ha il diritto-dovere di rappresentare le istanze delle comunità rurali nel contesto europeo, senza i condizionamenti partitici. L’ambizioso obiettivo dei stakeholders è quello di far dialogare i portatori di interesse. Oggi, come è noto, in tanti forse in tantissimi si occupano di politiche per il territorio, ma spesso non dialogano tra di loro.

italyeuropeanruralparliament@gmail.com

giovedì 28 luglio 2022

Borghi GeniusLoci De.Co.

 

Borghi GeniusLoci De.Co.

 Percorso culturale  nelle prerogative dei  Sindaci per la

salvaguardia e la promozione  dell'identità territoriale

 

 Esaltare la nozione di identità nei prodotti del territorio, siano essi pietanze, dolci, saperi, eventi o lavori artigianali.

Illuminante, al riguardo, la definizione che   Luigi Veronelli  ideologo delle Denominazione Comunali,   ha dato del “genius loci”:   esso è da intendere come “l’intimo ed imprescindibile legame fra uomo, ambiente, clima e cultura produttiva.



Il Borgo GeniusLoci De.Co. è un percorso culturale, un equilibrio di forze ed energie caratteristico di un luogo definito e pertanto irripetibile. Il percorso Borghi GeniusLoci De.Co., in altre parole, prevede un modello dove gli elementi essenziali di relazionalità sono territoriotradizionitipicità– (intesa come specificità)-tracciabilità e trasparenza, che rappresentano la vera componente innovativa, da condividere con il territorio e per il territorio. In estrema sintesi, un percorso culturale per la salvaguardia e la promozione dell’identità territoriale, esaltando la nozione di identità nei prodotti del territorio, siano essi pietanze, dolci, saperi, eventi o lavori artigianali. Illuminante, al riguardo, la definizione che Luigi Veronelli  ideologo delle Denominazione Comunali (De.Co.), ha dato del genius loci:  “E’ da intendere come l’intimo e imprescindibile legame fra uomo, ambiente, clima e cultura produttiva”.

In pratica, la De.Co. Borghi Genius Loci è un atto politico nelle prerogative del sindaco, che presuppone una conoscenza del passato, un’analisi del presente e una progettualità riferita al futuro. In una simile ottica, acquistano particolare rilievo l’artigianato e il turismo enogastronomico. Se ben congegnato e gestito, quest’ultimo costituisce una vera e grande opportunità per lo sviluppo dell’economia locale. In particolare, per le piccole comunità rurali, che nei prodotti alimentari e nei piatti tipici hanno un formidabile punto di forza attrattiva nei confronti del visitatore. Le De.Co. nascono da un’idea semplice e geniale del grande Luigi Veronelli, che così le spiegava: “Attraverso la De.Co. il prodotto del territorio acquista una sua identità.” Rappresenta un concreto strumento di marketing territoriale, ma soprattutto un’importante opportunità per il recupero e la valorizzazione delle identità e le unicità locali.

La De.Co. è “un prodotto del territorio” (un piatto, un dolce, un sapere, un evento, un lavoro artigianale, etc) con il quale una comunità si identifica per elementi di unicità e caratteristiche identitarie, deve essere considerata come una vera e propria attrazione turistica capace di muovere un target di viaggiatori che la letteratura internazionale definisce “foodies” viaggiatori sensibili al patrimonio culinario locale e non solo. Si tratta, essenzialmente, di un percorso culturale intimamente legato alla dimensione locale. Ecco perché, al francese “terroir”, si preferisce il latino “genius loci”. Espressione che sintetizza un equilibrio di forze ed energie caratteristico di un luogo definito e pertanto irripetibile, dove territorio, tradizioni, tipicità, tracciabilità e trasparenza: ecco le 5 t” protagoniste del percorso “Borghi Genius Loci De.Co.”. Un modello in cui gli elementi essenziali di relazionalità rappresentano la vera componente innovativa, da condividere con e per il territorio.

Ecco uno degli obiettivi del Genius Loci che, nelle arti e non solo, rappresenta concettualmente uno spirito percepibile, quasi tangibile, che rende unici certi luoghi e irripetibili certi momenti. Non solo: esso è presente anche nelle immagini, nei colori, nei sapori, nei profumi e negli elementi paesaggistici. Non è azzardato affermare che le persone respirano l’essenza di un luogo e di un ambiente quando ne hanno piena coscienza. In ciascuno affiora sempre l’attaccamento ai luoghi d’infanzia, ai ricordi, agli affetti, ai dolci e ai piatti della tradizione familiare. Ecco che l’obiettivo è dunque recuperare l’identità di un luogo, proprio attraverso le prelibatezze storiche e le espressioni tipiche del territorio. Senza dimenticare la valorizzazione delle produzioni di eccellenza e delle tradizioni storiche e culturali, per ottimizzarne la competitività.

Per garantire la sostenibilità del percorso, occorrono dei principi inderogabili e non barattabili. In primis, la storicità e l’unicità l’interesse collettivo, condiviso e diffuso e un tasso di burocrazia pari allo zero. Aspetti importanti che collocano l’idea del Borgo Genius Loci De.Co. all’interno di un percorso culturale e di pensiero innovativo, volto alla difesa delle singolarità territoriali. In questo processo culturale, i disciplinari, le commissioni e i regolamenti mutuati dai marchi di tutela di tipo europeo quali DOP, IGP, DOC, sono perfettamente inutili e controproducenti. Occorre specificare che non è un percorso per tutti: non sempre, infatti, i Comuni hanno i requisiti necessari per essere inseriti tra i Borghi Genius Loci De.Co.

 terraglocal@gmail.com

domenica 24 luglio 2022

2017-2021 Bilancio di una sfida

 

GiusyDe Santis

Nino  Sutera,   Diploma di Laurea in Scienze e Tecnologie Agrarie, Funzionario Direttivo della Regione Siciliana, Divulgatore Agricolo,  “Formatore Consulente” del Formez,  Componente del Gruppo di lavoro  del MIPAF, Referente della rete interregionale sulla ricerca e servizi allo sviluppo, Iscritto all’Albo regionale dei Formatori interni presso il Dipartimento della Funzione Pubblica della Regione Sicilia ,  Ideologo dei Borghi GeniusLoci De.Co.  e del Percorso informativo di sviluppo locale “Un Villaggio di idee” Coordinatore  del  G.I.T (Gruppi d’interesse territoriale del MIUR)   Ideologo della Libera Università Rurale, autore di diverse pubblicazioni e relatore a tantissimi eventi divulgativi e blogger,  

Da febbraio 2017 a Novembre 2020 è stato Funzionario della Direzione Generale dell’ESA   responsabile dell’Azienda Sperimentale Campo Carboj di Castelvetrano, l’abbiamo incontrato per una breve intervista.


 

Allora,  facciamo un bilancio sui quasi quattro anni  all’ESA. Quale delle iniziative avviate Le hanno  dato maggiori soddisfazioni?

Ma, guardi non è che si può fare una classifica.

Si,  ma c’è ne sarà una che è stata migliore delle altre?

No,  guardi non funziona proprio così,non è una gara  tra migliori e peggiori.   Prendo spunto nelle   attività e iniziative dall’aforisma di Thomas  Alva Edison  “il valore di un idea sta nel metterla in pratica” Ho dato il mio contributo alla mission che il CdA e il Direttore Generale ha codificato nel piano industriale dell’ESA. Mission che ha prodotto progettualità, idee, buone prassi,  già finanziati per diversi milioni di euro.  

Scusi, ma allora perché viene dipinto come l’ultimo carrozzone della prima repubblica?

Io sono un tecnico,  non entro nel merito dei giudizi politici.  Penso che ognuno deve fare la sua parte. Sono stato nel team di progettazione, inoltre da componente del tavolo tecnico nazionale sulle Misure 1 e 2,   ho avviato la manifestazione d’interesse per la costituzione di una long list con oltre 200 consulenti, propedeutica alla partecipazione del bando della Misura 2.1.1. Ho curato l’accreditamento come ente di formazione all’Assessorato al Lavoro, procedura non semplice per diversi ordini di motivi. Inoltre  in occasione del 60° anniversario della costituzione dell’Azienda Campo Carboj, nel 2018  è stata realizzata la prima bottiglia di olio prodotto in Azienda,   stilato un protocollo d’intesa con la LILT per la raccolta fondi a favore della ricerca oncologica, chiaramente iniziativa condivisa dal CdA e dal Direttore Generale, nel 2019 abbiamo ripetuto l’esperimento. Oppure abbiamo messo a coltura oltre 6 Ha di terreno prima incolto e abbandonato  e grazie agli sponsor e nel 2019 abbiamo  realizzato la prima semola di grano, e la prima  pasta con grano di tuminia prodotta in Azienda,  inoltre abbiamo realizzato le prime olive da mensa  in salamoia, solo per citare qualche esempio.

 Chiaramente, ho prodotto le idee e coordinato iniziative, il CdA e il Direttore Generale o il commissario ad Acta, le hanno condivise,  gli Operai e i Collaboratori dell’Ente, le hanno reso possibili, è stato un lavoro di squadra, ben riuscito.

                                                 Anzi, colgo l’occasione per ringraziare in primis gli Operai, alcuni di loro percorrono 150 Km al giorno per raggiungere l’Azienda,  i Collaboratori dell’Ente per l’insuperabile collaborazione, e chiaramente Amministratori e Direttori Generali 

 Poi ci sono le attività divulgative e informative?

Si,  abbiamo curato anche l’aspetto divulgativo e di comunicazione delle attività di competenza,   consideri che il blog   aveva una frequenza di 2000 contatti al mese, personalmente ho partecipato a oltre 120 tra convegni, tavole, rotonde  e seminari, nella qualità di Funzionario della Direzione Generale. Una delle iniziative di successo è stato il format  “Mangiare è un atto agricolo, Alimentarsi bene per vivere meglio” Un percorso plurale  che visto  l'Ente    protagonista insieme  alla LILT realizzando una iniziativa itinerante inedita, a favore della prevenzione oncologica.  Tantissimi  eventi in tutta la Sicilia, dedicati alla sensibilizzazione sui corretti stili di vita da adottare quotidianamente per ridurre il rischio di ammalarsi non solo di tumore ma anche di altre malattie. Almeno un terzo dei tumori sono prevenibili. Ecco perché è così importante diffondere le informazioni che possono salvare la vita e ridurre anche l'impatto sulla spesa sanitaria. 

Se vuole le fornisco  una sintesi delle iniziative. Sembra superfluo ma ebbene ricordare che tanto gli eventi pubblici, (convegni, tavole rotonde, seminari) che la gestione del blog  sono stati a costo ZERO

Ottimo,  lo aggiungo in coda all’intervista.

Blogger,   con oltre 2000 contatti al mese,  un risultato straordinario.  E’ sorpreso?

Non lo so se è un risultato straordinario, so che c’era un grande vuoto da colmare, e sinceramente non penso che  il blog da solo può colmare un deficit  di investimenti immateriali.

Veda, è  ormai certo che le aree d'Europa  che investono in risorse immateriali, sconoscono lo stato di crisi del settore agroalimentare. Di contro, le regioni che non credono che lo sviluppo dipenda dagli elementi dell'economia della conoscenza, ogni stagione è buona per chiedere lo stato di crisi. Non è un caso, ma la realtà dei fatti.   La frequenza di visitatori del blog forse indica, che c’è una grande richiesta di informazioni tematiche.

Qual è stato il momento più gratificante?

L’Azienda era spesso visitata da componenti del CdA, dal Direttore Generale o dal Commissario ad Acta, ma anche da Deputati  regionali, ricevere lusinghieri apprezzamenti pubblici, fa sempre piacere. 

 Poi aver ideato e realizzato la prima bottiglia di olio,  la prima pasta di grano tuminia, le prime olive da mensa in salamoia, solo per citare qualche esempio, se non è gratificante,  che cos'è?  Ho tracciato un modello di gestione del campo, ampiamente riconosciuto come buona prassi.

Ma Lei lo descrive come la storia del mulino bianco, ma qualcosa da aggiustare ci sarà?

No, io ho esplicitato una sintesi  della mia esperienza da eterno ottimista, punto. Qualcosa da aggiustare? si tante. Sa da dove inizierei?

Da dove?

Dal nome,  Campo Carboj  è ormai disueto. Perfino I ragazzini delle scuole  che visitavano il campo  spesso super informati, per via dei telefonini,  per esempio, mi chiedevono, ma se l’Azienda si trova a pochi chilometri dal fiume Belice,  perché si chiama Carboj, che è il nome di un altro fiume che dista oltre 20 Km dal Campo?

Una ragazzina molto sveglia mi ha detto, è incomprensibile e come uno che và a Milano e trova scritto benvenuti  a Palermo…..  Sono rimasto senza parole, giustissima osservazione.

Comunque i contadini del luogo molto sapientemente da oltre 60 anni lo hanno ribattezzato semplicemente come campo sperimentale, solo sulla carta si chiama ancora Campo Carboj.

Non è chiaramente  una questione di nome, ma  è necessaria una   rivisitazione complessiva è necessario rideterminare  la mission e la vision nei tempi in cui viviamo, con le nuove esigenze del mondo agricolo, che nel frattempo e diventato mondo rurale  multifunzionale  

Un ultima domanda, è stato realizzato un rapporto  sugli enti strumentali della regione, Lei che ne pensa?

La domanda è molto stimolante.  Ma veda il report è stato redatto da chi compete giudizi politici, io mentre faccio un altro mestiere.

Ma Lei non si sente un Funzionario pubblico un po’ atipico, partecipa alle riunioni del MIPAF e assicurava anche l’irrigazione alle piante?

Dipende dai Funzionari che Lei conosce.

In che senso?

Nel senso che nelle professioni come nella vita,  c’è chi sa essere  e sa fare, chi guarda, chi in qualche misura fa quello che può, si rende utile,  e chi non sa ne fare, ne essere utile,  …di questi proprio non se ne avverte la necessità!

 Un ultimissima domanda,  posso?

Prego,  verrà fuori un libro, più che un intervista

La sfida l’ha vinta?

Secondo Lei?

Stravinta

 Se vuole le fornisco l’album fotografico, che a differenza delle parole  contestualizzano inconfutabilmente  meglio di ogni cosa .

 


 REPORT SINTESI DELLE ATTIVITA’

EnteSviluppoAgricolo, le  iniziative a favore della ricerca oncologica,  con l’olio EVO prodotto nell’ Azienda Sperimentale campo Carboj 1958-2018

https://unirurale.blogspot.com/search?q=campo+carboj

 

X° CONCORSO INTERNO DI CUCINA all’IPSEOA Virgilio Titone  di Castelvetrano

 Il tema adottato durante il concorso è  “I GRANI ANTICHI INCONTRANO IL PESCE AZZURRO E LE VERDURE DELL’ORTO” attraverso  TERR@  (Territorio Enogastronomia  Risorse Rurali e @mbientali) format ideato

dell’Osservatorio di Neoruralità  dell’ EnteSviluppoAgricolo

https://unirurale.blogspot.com/2017/04/i-grani-antichi-incontrano-il-pesce.html

 

L'Ente di Sviluppo Agricolo della Regione Siciliana e la Lega Italiana per la lotta ai tumori, insieme per la prevenzione.

https://unirurale.blogspot.com/2019/02/lolio-evo-naturalmente-nutraceutico.html

 

https://unirurale.blogspot.com/2020/01/ottava-edizione-del-concorso-regionale.html

DALLA SINERGIA TRA ESA  E LIBERO CONSORZIO COMUNALE DI ENNA  NASCE IL COSTITUENDO            

CAMPO DI   RACCOLTA E CONSERVAZIONE DELLA  BIODIVERSITA' OLIVICOLA INTERNAZIONALE IN SICILIA

 

ESA, l’olio exstravergine di oliva alla diocesi di Agrigento

https://unirurale.blogspot.com/2018/05/esa-lolio-extravergine-di-oliva-alla.html

 

L’Azienda sperimentale Campo Carboj alla II° Giornata della Biodiversità Siciliana

https://unirurale.blogspot.com/2018/02/lazienda-sperimentale-campo-carboj-alla.html

 

 

  Il CdA dell'ESA    ha evaso positivamente la proposta del Direttore Generale Fabio Marino, per l'avvio di un'azione pilota  di Agricoltura Sociale

https://unirurale.blogspot.com/2017/09/a-menfi-la-banca-di-collezione-del.html

 

A Sambuca il talk show “Mangiare è un atto agricolo, Alimentarsi bene per vivere meglio”

https://unirurale.blogspot.com/2019/04/a-sambuca-il-talk-show-mangiare-e-un.html

Talk Show:Identità culturale e valore salutistico dell'olio EVO

Talk Show:Identità culturale e valore salutistico dell'olio EVO

 

 II edizione della Giornata Mondiale della Salute Organizzata dalla FIMSI

https://unirurale.blogspot.com/2019/03/esa-lilt-alla-ii-edizione-della.html

 

Al Festival del giornalismo enogastronomico presentato durante la degustazione guidata dell'olio EVO, “naturalmente nutraceutico” prodotto presso l'Azienda Sperimentale campo Carboj dell'Ente di Sviluppo Agricolo.

https://unirurale.blogspot.com/2019/12/olio-evo-naturalmente-nutraceutico.html

 

Protocollo d’intesa Ministero Giustizia-Assessorato Agricoltura-esa su agricoltura sociale per reinserimento detenuti siciliani "Il valore di un'idea sta nel metterla in pratica". Thomas Alva Edison

https://unirurale.blogspot.com/2017/04/europeanruralparliamentitaly.html

 

Il talk show  di Sciacca presso l’Istituto C.Amato Vetrano,  inaugura la seconda edizione del percorso avviato dell’ESA a favore della corretta alimentazione.

https://unirurale.blogspot.com/2020/01/al-via-la-seconda-edizione-del-percorso.html

 

 

Tour della salute in Sicilia che toccherà Palermo, Menfi, Sambuca di Sicilia, Sciacca, Castelvetrano, Catania e Aidone.

https://unirurale.blogspot.com/2019/03/iniziative-di-promozione-alla-corretta.html

 

Nella splendida location di Baglio Ingoglia a Montevago    si è svolta la presentazione in anteprima nazionale di CarbojCarbonCup

https://unirurale.blogspot.com/2017/07/terr-carbojcarboncup.html

 

Mangiare è un atto agricolo

 

https://unirurale.blogspot.com/2020/06/dott.html

 

Durante l’evento itinerante” Mangiare è un atto agricolo: Alimentarsi bene per vivere meglio” organizzato dall’ESA e la LILT, con il patrocinio del Comune di Menfi e della coop la Goccia d’Oro, è stato consegnato il  prestigioso riconoscimento di "Custode dell'Identità Territoriale" a Vito Falco scrittore di Menfi

https://unirurale.blogspot.com/2019/03/a-vito-falco-il-riconoscimento-di.html

 

Si presenta  a Sciacca il libro di Anna Martano, “Il diamante nel piatto – Storia golosa della Sicilia in 100 ricette e cunti”

https://unirurale.blogspot.com/2020/07/il-diamante-nel-piatto-storia-golosa.html

 

Veri Sapori, dai Sicani alle Madonie

https://unirurale.blogspot.com/2020/02/veri-sapori-dai-sicani-alle-madonie.html

 

Mangiare sano è salute

https://unirurale.blogspot.com/2019/01/esa-lilt.html

 

Ragusa, conferenza su: Antichi saperi contadini per la progettazione di nuovi sistemi agroalimentari

https://unirurale.blogspot.com/2018/03/ragusa-conferenza-su-antichi-saperi.html

 

Progetto Proditerr@

https://unirurale.blogspot.com/2017/11/progetto-proditerr.html

 

L’Azienda Sperimentale compie 60 anni dalla suacostituzione, abbiamo incontrato Nino Sutera

https://liberauniversitrurale.blogspot.com/2018/11/azienda-sperimentale-campo-carboj.html

 

 

Olio Folk Fest

https://liberauniversitrurale.blogspot.com/2017/09/olio-folk-fest.html

 

1° Edizione, Sicilia Cibo Benessere

https://liberauniversitrurale.blogspot.com/2017/04/1-edizione-sicilia-cibo-benessere.html

 

Aidone, tappa del tour della salute

https://unirurale.blogspot.com/2019/05/aidone-tappa-del-tour-della-salute.html

 

Solidarietà, carciofi in beneficenza

https://unirurale.blogspot.com/2021/03/solidarieta-carciofi-in-beneficenza.html




venerdì 24 giugno 2022

In.Mi.Qu.Oil. Innovazione olivicola

 

In.Mi.Qu.Oil. 

Il miglioramento della qualità della filiera olivicola passa dall’innovazione

Gianna Bozzali 

 

Migliorare la qualità degli oli d’oliva grazie ad un modello produttivo innovativo, tecnologicamente avanzato e sostenibile. Nel cuore dell’areale della Dop Monti Iblei prende il via il progetto In.Mi.Qu.Oil.

 

 

CHIARAMONTE GULFI - Presentato nel corso di un seminario a Chiaramonte Gulfi il progetto “In.Mi.Qu.Oil”, un innovativo sistema finalizzato al miglioramento della qualità della filiera olivicola nell’ambito del PSR Sicilia 2014-2020 (Sottomisura 16.2 “Sostegno a progetti pilota e allo sviluppo di nuovi prodotti, pratiche, processi e tecnologie”). Obiettivo del progetto è quello di dare risposte e soluzioni al comparto olivicolo regionale attraverso un modello produttivo tecnologicamente avanzato e sostenibile, una metodologia scientifica standardizzata per lo svolgimento di tutte le attività volte al miglioramento della qualità del prodotto, sia in campo che in frantoio.



Ad illustrare il progetto è stato il dott. Giuseppe Spina, quale referente del progetto stesso. «Le azioni che saranno messe a punto sono due – ha dichiarato il dott. Spina -. Da un lato si punterà sulla messa a punto di tecniche innovative per il recupero e la gestione degli impianti tradizionali, con un particolare riguardo alla gestione della chioma e all’attitudine alla meccanizzazione, per poter sfruttare le potenzialità produttive e ridurre i costi di produzione, dall’altro lato si punterà su un processo di innovazione per l’estrazione dell’olio d’oliva in frantoio così da migliorare sia la resa sia la qualità. La finalità principale – ha aggiunto il referente del progetto - sarà quella di trovare il punto ottimale di raccolta e di poter utilizzare tecniche di estrazione innovative (ad esempio il protoreattore o le tecnologie ad ultrasuoni per la frangitura) che consentano l’ottenimento di un olio di qualità, sia dal punto di vista chimico che organolettico».



Ciò sarà possibile grazie al supporto scientifico dell’ente di ricerca CREA e alle aziende coinvolte attraverso un partenariato ossia Frantoi Cutrera srl (capofila di progetto), Società agricola Cutrera Giovanni di Salvatore Cutrera & C.S.S., Azienda agricola Cinque Colli di Giaquinta Sebastiano, Tenuta Iemolo Az. Agricola di Iemolo Thierry, La Via Giovanni, Stella Anna, Società Cooperativa agricola Produttori Olivicoli e Tenuta Cavasecca Società Semplice Agricola. Si tratta di aziende operanti nell’area della Dop Monti Iblei, dove vengono maggiormente coltivate varietà quali la Moresca, la Tonda Iblea e la Nocellara etnea e dove la raccolta delle olive avviene a seconda dell’altitudine, da settembre a gennaio.

 


“Un progetto legato al territorio”, così lo ha definito all’inizio del suo intervento la dott.ssa Flora V. Romeo, responsabile del partner scientifico. «Il progetto in realtà è già iniziato qualche tempo fa – ha ricordato la referente del CREA -, abbiamo iniziato a fare delle attività con il minifrantoio per capire, cultivar per cultivar, come si possa raggiungere un’ottima qualità senza rinunciare alla resa. È vero che in Italia abbiamo assistito ad un calo della produzione però non è mai diminuita la qualità come testimonia la costante crescita delle superfici olivicole legate a coltivazioni biologiche o ricadenti nell’ambito delle Dop. Oggi dobbiamo cercare di recuperare innanzitutto ciò che abbiamo e lavorare alla messa a punto di un modello produttivo innovativo che ci consenta di migliorare la qualità della produzione lavorando sia in campo, con l’utilizzo di tecniche razionali di gestione della chioma e l’attuazione di una difesa fitosanitaria sostenibile, sia in frantoio puntando ad un rinnovamento tecnologico del comparto olivicolo per dare ai prodotti la massima impronta di qualità e tracciabilità, cioè di legame con il territorio».



E sulla difesa fitosanitaria è intervenuta anche la dott.ssa Veronica Vizzarri del CREA, la quale ha sottolineato che qualità non può prescindere dall’adozione delle giuste tecniche di difesa fitosanitaria. «Sarà importante in questo progetto avere un quadro generale della situazione evidenziando eventuali criticità legate ai fitofagi, in primis la Mosca dell’olivo (Bactrocera oleae) - ha dichiarato la ricercatrice -. Dobbiamo comprendere il ciclo biologico degli insetti dannosi, a seguito dei cambiamenti climatici, e definire la soglia di tolleranza e le strategie da adottare: dalla lotta biologica e microbiologica a quella biotecnica o chimica. Il monitoraggio costante dei fitofagi già noti e di quelli emergenti, supportato da un’adeguata formazione professionale, rende strategica l’applicazione di tecniche agronomico-colturali nell’agro-ecosistema oliveto».



A supportare le aziende coinvolte nel progetto che, lo ricordiamo, avrà la durata di due anni, sarà lo studio di consulenza Sata che si occuperà della gestione dei dati raccolti su una piattaforma condivisa e dell’applicazione e monitoraggio delle tecnologie di agricoltura di precisione, con l’installazione di capannine meteo, di sensori di umidità e temperatura del suolo e la creazione di capannine meteo virtuali in ogni appezzamento oggetto del progetto.

 

lunedì 20 giugno 2022

Fiore di Agave, non tutti sanno che

                                                                            Fiore di Agave,  non tutti sanno che….

Il fiore stupendo e profumato che sboccia una volta sola, dopo oltre un decennio e condanna a morte la pianta madre.

La pianta di Agave, della famiglia delle Asparagaceae è piuttosto longeva e può arrivare a vivere mediamente fino ai trent’anni

           Ha origini tropicali e viene usata per produrre la tequila e il mezcal, liquore molto più alcolico a cui è spesso associata una larva di coleottero che renderebbe la bevanda più saporita.



Super resistente e dalle foglie carnose, secondo la leggenda l’agave fiorirebbe ogni 100 anni. Per fortuna, in realtà seppure ci vuole molto tempo perché questo vegetale fiorisca, nella realtà i tempi di fioritura non sono così dilatati.

Possono essere necessari dai dieci ai trent’anni perché l’agave possa offrire al mondo lo spettacolo della sua fioritura. 

E da un lato questa è una fortuna dato che dopo che il fiore compierà il suo ciclo vitale l’intera pianta sarà condannata a morte. Da qui il nome “Fiore della morte”.

Le foglie di agave crescono come a formare a loro volta una sorta di fiore. Mentre l’effettiva fioritura sbalordisce con la sua incredibile altezza. Supera infatti i 5 metri e può arrivare fino ad 8. L’infiorescenza dura molti mesi al termine del quale la pianta inizierà ad appassire fino ad un inesorabile declino.

I fiori di agave sono di colore giallo ed hanno un odore simile a quello del melone. Presentano delle diramazioni di numerosi rami fioriti che troneggiano sulla pianta dall’alto, quasi come se fossero a sé stanti. Tendono ad attirare molti insetti col loro profumo fruttato.

Simbolicamente il fiore di agave è associato a quegli amori così intensi da diventare ossessivi,  trasformarsi in distruttivi e pericolosi per chi li sperimenta. 

In Italia la pianta è molto diffusa in particolar modo nelle zone meridionali perché più calde. 

In particolare la Sicilia l’ha scelta come pianta simbolo sia dell’isola che della fortuna. Secondo le credenze dei contadini siciliani, la pianta si mantiene vergine per anni per poi scaturire il prezioso fiore una volta “maritata”. 

 

La pianta sarebbe, sempre secondo le credenze degli agricoltori siciliani, necessaria per creare antidoti contro il malocchio, ecco spiegato perchè si riscontra nell'arredo delle case rurali e non solo

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