martedì 23 giugno 2026

Rete Regionale Sistema della Conoscenza e dell'Innovazione in Agricoltura

 ADERISCI  ALLA RETE

Rete Regionale Sistema della Conoscenza

 

 La PAC 2024-2027 attribuisce un ruolo centrale al “sistema della conoscenza e dell’innovazione in agricoltura” (AKIS, ovvero Agriculture Knowledge and Innovation Systems) che definisce come “organizzazione di persone e istituzioni che utilizzano e producono conoscenza e innovazione per l’agricoltura e per i settori correlati”. L’AKIS è pensato con un approccio sistemico e con maggiore interconnessione tra i soggetti coinvolti e gli ambiti di attività (formazione, consulenza, ricerca e trasferimento tecnologico) rispetto a quanto previsto nella precedente programmazione europea. A livello di programmazione europea, l’AKIS è considerato quale elemento fondamentale e trasversale per il raggiungimento di tutti gli obiettivi della PAC e, pertanto, diventerà “il perno di un’azione finalizzata a rafforzare il modello interattivo di innovazione quale strumento efficace per promuovere la condivisione delle conoscenze, la digitalizzazione e l’innovazione” (Reg. 2115/2021). In Italia, ogni Regione dovrà organizzare il proprio AKIS, tenendo conto degli attori e delle esigenze del proprio territorio.  

 

Dopo una lunga gestazione, delicate trattative e inaspettate crisi, come la pandemia da Covid-19 e la guerra in Ucraina, all’inizio di quest’anno è stata varata la nuova Politica Agricola Comunitaria (PAC) che sarà il cardine del sostegno e dello sviluppo del settore primario europeo per il periodo 2024- 2027. È evidente la forte impronta ambientale della nuova PAC, necessariamente allineata al Green Deal europeo e alle strategie Farm to fork e Biodiversity che mirano, rispettivamente, alla riduzione dell’impatto ambientale della filiera agroalimentare ed alla tutela della biodiversità.

SERVIZI DI BACK-OFFICE PER L’AKIS 

Per questo, le misure di sostegno al reddito diventano sempre più selettive e orientate alla sostenibilità ambientale, prima ancora di quella economica per le aziende agricole. La PAC prevede strumenti che premiano i comportamenti virtuosi degli agricoltori dal punto di vista ambientale tramite gli ecoschemi, la condizionalità “rafforzata”, l’aumento delle risorse per l’agricoltura biologica. Un altro elemento caratterizzante della nuova Pac è il ruolo strategico e trasversale attribuito al sistema dell’innovazione e della conoscenza in agricoltura (Agriculture Knowledge and Innovation Systems o AKIS) per il raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità e sviluppo perseguiti. La ricerca applicata, il trasferimento dell’innovazione, la digitalizzazione, la divulgazione, la formazione e la consulenza alle imprese agro-alimentari e forestali sono gli assi strategici e interconnessi dell’AKIS. Tutte le norme che regoleranno le attività degli agricoltori italiani e la distribuzione dei fondi a livello nazionale sono compendiate nel corposo documento (di 3.654 pagine) del Piano Strategico PAC (PSP). Una novità è che nel PSP sono già previste le politiche di sviluppo delle regioni le quali, in quell’alveo, adottano il Complemento Regionale per lo Sviluppo Rurale (CSR). Quindi, per ogni tipologia di intervento previsto a livello nazionale, ogni singola regione decide quale impegno attivare. Anche la Sicilia è chiamata a cogliere le opportunità del PSP nel prossimo quinquennio e tradurle in azioni adatte ed adattabili al proprio territorio ed al contesto  del settore agricolo e degli attori a diverso titolo coinvolti. Indubbiamente gli imprenditori agricoli saranno i protagonisti primari della Pac ma la resilienza, la sostenibilità e la crescita dell’agricoltura e del mondo rurale potranno avvenire solo con l’azione coordinata e sinergica.








































 

 

Innovazione tecnologica e Intelligenza Artificiale

  il GAL Valle del Belìce porta il "futuro digitale" a Sambuca di Sicilia

 
SAMBUCA DI SICILIA (AG) – Prosegue con determinazione l’azione strategica del GAL Valle del Belìce volta a tracciare i confini della cittadinanza digitale e dello sviluppo smart nei territori rurali. Nell'ambito del fortunato progetto di facilitazione “Dritto al Punto” che da quasi un anno svolge attività itineranti, si terrà un nuovo e atteso appuntamento dal titolo “Innovazione Tecnologica e Intelligenza Artificiale: un incontro per capire il futuro digitale”. L'evento, patrocinato dal comune di Sambuca di Sicilia, è fissato per il prossimo 25 giugno alle ore 18:00, nella prestigiosa cornice storica di Palazzo Panitteri.
 
L'iniziativa si inserisce nel più ampio programma "Digitale in Movimento per Comunità di Confine", sostenuto dal Fondo per la Repubblica Digitale. 
 
L’obiettivo dell’incontro è offrire a cittadini, professionisti, giovani e imprese un’opportunità concreta per approfondire le applicazioni pratiche dell’Intelligenza Artificiale nella vita quotidiana, nel mondo del lavoro e nell’ottimizzazione dei servizi pubblici, analizzando gli strumenti d'avanguardia e i cambiamenti in atto.
 
Grazie alla consolidata autorevolezza istituzionale del GAL Valle del Belìce, guidato dal Presidente Salvatore Sutera e dal direttore Alessandro La Grassa, il progetto "Dritto al Punto" si distingue come modello d'eccellenza a livello regionale grazie a un approccio didattico innovativo, centrato sulla formazione di prossimità e su metodologie pratiche. L'ente dimostra ancora una volta la capacità di non limitarsi a una formazione digitale di base, ma di saper traghettare il territorio verso le sfide più complesse della modernità, promuovendo una consapevolezza digitale che arricchisce il tessuto sociale ed economico dei borghi con un’attenzione specifica alle esigenze dei comuni rurali e delle fasce di popolazione più esposte al rischio di isolamento tecnologico: over 16, giovani, famiglie immigrate, anziani e soggetti in condizioni di svantaggio.
 
Nell’evento del 25 giugno, i partecipanti avranno l'occasione di esplorare scenari futuri e soluzioni pratiche. Al termine del dibattito, Palazzo Panitteri ospiterà un momento conviviale con rinfresco, pensato per favorire il networking, il dialogo e lo scambio di idee tra la comunità e i relatori. L'incontro di Sambuca di Sicilia costituisce una delle tappe chiave che condurranno all'evento conclusivo del progetto, in programma il prossimo 30 giugno a Partanna. La partecipazione è aperta a tutti; per registrarsi è possibile utilizzare il sito ufficiale www.belicefacile.it o il QR code della locandina.
 
 
L’Ufficio Stampa
Rosy Abruzzo
 
 
 

Murgo inaugura Jazz in Vigna

 

 con la bottiglia più grande mai realizzata in Sicilia. La rassegna musicale al via il 28 giugno con Paolo Fresu

Murgo inaugura la VII edizione di Jazz in Vigna con un evento d’eccezione: la presentazione della Jeroboam di Barone Emanuele Pas Dosé, è la prima volta che un grande formato come questo viene prodotto in Sicilia attraverso la rifermentazione diretta in bottiglia. Attesissima la settimana edizione di Jazz in vigna a Tenuta San Michele che sarà aperta da Paolo Fresu.



 

Catania, giugno 2026 – Un debutto che unisce eccellenza enologica e grande musica jazz: sarà la presentazione della prima bottiglia di spumante Metodo Classico in formato Jeroboam realizzata in Sicilia da Murgo ad aprire, il prossimo 28 giugno, la VII edizione di Jazz in Vigna. Lo spumante Barone Emanuele Pas Dosé 2016, aprirà - simbolicamente - la rassegna estiva che ogni anno trasforma la Tenuta San Michele, alle pendici dell’Etna, in uno dei palcoscenici più suggestivi del panorama culturale e musicale siciliano. Si tratta del formato più grande mai prodotto in Sicilia attraverso la rifermentazione diretta in bottiglia e l’etichetta non poteva che essere quella dello spumante più “atteso” dell’azienda etnea: Metodo Classico da uve Nerello Mascalese, esprime l’identità più autentica del versante orientale dell’Etna, senza dosaggio zuccherino, per restituire nel calice la massima purezza territoriale, precisione aromatica e tensione minerale. La versione in Jeroboam millesimata 2016 rappresenta una sperimentazione senza precedenti per la spumantistica siciliana. La Jeroboam – equivalente a quattro bottiglie standard – è stata infatti ottenuta attraverso la rifermentazione diretta in bottiglia, e non tramite travaso, una tecnica complessa e raramente utilizzata che consente un’evoluzione qualitativa superiore del vino nel tempo: “I grandi formati rappresentano da sempre un’opportunità straordinaria per l’affinamento - racconta Michele Scammacca del Murgo, enologo e proprietario della cantina insieme alla famiglia - Il rapporto tra volume del vino e superficie del tappo riduce l’ingresso di ossigeno, favorendo una maturazione più lenta e armoniosa. Nel nostro caso si tratta di un Metodo Classico millesimato 2016, affinato sui lieviti per circa otto anni, prodotto in quantità estremamente limitata: appena una settantina di esemplari”. Un progetto sperimentale e artigianale, reso ancora più complesso dalle difficoltà tecniche legate al dégorgement dei grandi formati, ma destinato a segnare una nuova tappa nella storia dello spumante siciliano ed etneo.
A suggellare  - idealmente - questo momento sarà il concerto inaugurale di Paolo Fresu, tra i più autorevoli trombettisti della scena jazz internazionale, che salirà sul palco insieme a Dino Rubino, Marco Bardoscia e Stefano Bagnoli, in un omaggio raffinato all’universo musicale di Miles Davis. Giunta alla sua settima edizione, Jazz in Vigna - realizzata insieme al Monk Jazz Club - si conferma tra gli appuntamenti culturali più attesi dell’estate siciliana. Nelle precedenti edizioni ha registrato oltre 4.000 presenze complessive e numerosi sold out, ospitando artisti come Francesco Cafiso, Alfio Antico e lo stesso Paolo Fresu.
Prodotte in quantità estremamente limitata – appena poche decine di esemplari – le Jeroboam di Barone Emanuele Pas Dosé 2016 segnano una nuova tappa nel percorso di ricerca e innovazione che Murgo porta avanti da quasi quarant’anni nella valorizzazione del Metodo Classico etneo.

lunedì 22 giugno 2026

In AKIS c'è molto di EC

 NinoSutera

In Sicilia, l’Assessorato all’Agricoltura ha istituto con DDG n. 2639   del 17-7-2021 la Rete Regionale Sistema della Conoscenza e dell’Innovazione in Agricoltura,  coordinata dall'Osservatorio Neorurale  

La Rete è lo strumento finalizzato alla “concertazione tecnica”, il punto di incontro e di scambio fra le esigenze dell’intero sistema (tecnico, scientifico ed economico) di un determinato settore e gli attori della ricerca scientifica e dello sviluppo rurale con l’obiettivo di recepire le esigenze del settore, condividere, indirizzare e predisporre nuove attività di ricerca e innovazione, formazione e aggiornamento tecnico, nonché della divulgazione; elaborare strategie finalizzate al miglioramento della competitività e allo sviluppo rurale. Fondamentale è l’incontro con le imprese (focus, forum, tavolo specifico) al quale è essenziale che partecipino non solo le rappresentanze, ma anche i singoli imprenditori: dall’incontro devono emergere le priorità di intervento percepite dalla base produttiva in termini di ricerca, innovazione e sviluppo rurale. (tratto da Linee guida Innovazione e ricerca per l’agricoltura e lo sviluppo rurale L’ECONOMIA DELLA CONOSCENZA (EC) Competitività, Reddito e Occupazione- Dario Cartabellotta Luglio 2008)
  L’economia della conoscenza è un’espressione coniata da Peter Drucker, economista di fama mondiale, con la quale si intende l’utilizzo delle informazioni per generare valore, con particolare attenzione a natura, creazione, diffusione, trasformazione, trasferimento, e utilizzo della conoscenza in ogni sua forma. La conoscenza da un punto di vista aziendale è una risorsa scarsa che consente, a chi la possiede, di trarre un vantaggio competitivo. È considerata una risorsa, se applicata alla risoluzione di problemi, perché può essere una fonte di guadagno.L’economia della conoscenza evidenzia i legami tra i processi di apprendimento, l’innovazione e la competitività, sempre più basata sulla conoscenza e di conseguenza sulle risorse intangibili, sul know-how e sulle competenze distintive. Alla base della conoscenza vi sono i processi cognitivi e di apprendimento dell’uomo e l’economia è uno dei risultati delle scelte compiute su tali basi.

C’è da dire però, che non tutte le regioni ne sono consapevoli,  c'è chi   ritiene (sbagliando) che investire in termini di risorse immateriali -AKIS- rappresentano un opzional (basta vedere le risorse che hanno previsto )

Allora che fare?

Far finta che il problema non esiste? ...d'altronde nessuno si pone la domanda, ma come è possibile che regioni che hanno una PLV più corposa  destinano più risorse per AKIS, mentre regioni che hanno una PLV più bassa meno risorse ? dovrebbe essere l'inverso.

 Oppure intervenire, per esempio  il MISAF visto che non è più PSR ma PSP,  potrebbe farsi carico di strategie adeguate per così dire "di alfabetizzazione per AKIS",    (non solo curare le iniziative di chi si  occupa di predisporre i bandi, la rendicontazione e il monitoraggio finanziario, ect.)

Il MISAF potrebbe delegare  a  CREA- RETE Rurale,  progetti obiettivi anche interregionali, capaci di far germinare il seme del cambiamento, anche in prospettiva futura.


 

              In Europa da sempre la valutazione del PSR prima e del PSP ora, si fa in considerazione delle risorse allocate negli investimenti immateriali AKIS 

Il concetto di Sistema della Conoscenza e dell’Innovazione in Agricoltura, noto con l’acronimo inglese AKIS (Agricultural Knowledge and Innovation System), indica il sistema di riferimento per la crescita del capitale umano del settore e per la diffusione dell’innovazione in tutte le sue accezioni. La definizione dell’OCSE1 recita «Il Sistema della Conoscenza e dell’Innovazione in Agricoltura è un insieme di organizzazioni e/o persone, compresi i collegamenti e le interazioni fra loro, che operano nella generazione, trasformazione, trasmissione, archiviazione, recupero, integrazione, diffusione e utilizzo di conoscenze e informazioni, con l’obiettivo di lavorare in modo sinergico per supportare il processo decisionale, la risoluzione dei problemi e l’innovazione in agricoltura». 
Si tratta di una descrizione ancora molto attuale, utilizzata a livello internazionale e divenuta un elemento fondamentale anche nella programmazione della Politica Agricola Comune (PAC) europea, soprattutto negli ultimi decenni. Nel 2010 lo Standing Committee for Agricultural Research (SCAR), organo creato nel 1974 per fornire supporto e consulenza alla Commissione Europea (CE) in materia di ricerca in agricoltura, ha istituito un gruppo di lavoro strategico (Strategic Working Group – SWG) sull’AKIS, a testimonianza della rilevanza che il sistema della conoscenza e innovazione ha iniziato a rivestire nei primi due decenni di questo secolo in relazione alla programmazione della PAC. 
Questo rinnovato interesse per il concetto dell’AKIS e soprattutto la volontà di rafforzare il sistema ha portato all’applicazione dello strumento del Partenariato europeo dell’innovazione alla materia agricola, con il lancio, nel 2012, del Partenariato Europeo dell’Innovazione in materia di produttività e sostenibilità in agricoltura (PEI AGRI), che aveva e ha tuttora l’obiettivo di favorire la diffusione e adozioni delle innovazioni. 
Il PEI AGRI è finanziato dalla PAC, attraverso l’attuazione dei Gruppi Operativi (GO), e dalla politica della ricerca europea, attraverso l’attuazione dei progetti multi-attore e le reti tematiche previsti dai programmi quadro della ricerca (Horizon 2020, Horizon Europe). In parallelo, nell’ambito della PAC è aumentata l’attenzione verso gli interventi tradizionalmente considerati fondamentali per il rafforzamento dell’AKIS, ovvero quelli a supporto della consulenza, dei servizi di supporto all’innovazione e della formazione degli imprenditori e degli addetti, nonché dei tecnici e consulenti. La maggiore attenzione nei confronti del rafforzamento dell’AKIS attraverso la PAC e la politica per la ricerca è apparsa evidente già nei periodi di programmazione 2007-2013 e, soprattutto, 2014-2022 con la prima attuazione del PEI AGRI. Questa tendenza si è rafforzata nell’attuale periodo di programmazione (2023-2029), nel cui regolamento di riferimento (Reg. UE 2021/2115) il sostegno al sistema della conoscenza e l’innovazione è divenuto un obiettivo trasversale all’attuazione della PAC. 
Inoltre, il capitolo 8 del PSP dal titolo “Modernizzazione: AKIS e digitalizzazione” descrive le caratteristiche dell’AKIS in Italia e le azioni e interventi programmati al fine di rafforzarlo, incluse le azioni a supporto dell’integrazione dei consulenti, sia pubblici sia privati, nel sistema e dell’organizzazione dei servizi di supporto all’innovazione a favore di imprenditori agricoli e territori rurali. Il sistema della conoscenza e innovazione italiano presenta una pluralità di attori e livelli, dovuti principalmente all’organizzazione amministrativa su base regionale e per province autonome. Le competenze in materia di agricoltura, consulenza, istruzione e formazione professionale sono infatti assegnate alle regioni/province autonome, mentre quelle in materia di istruzione scolastica e universitaria sono assegnate allo Stato centrale. 
La ricerca è invece materia di competenza concorrente tra regioni/province autonome e Stato. Questa organizzazione amministrativa è alla base della presenza di 19 AKIS regionali, due provinciali (Province Autonome di Trento e Bolzano) e un AKIS nazionale, che sono i principali destinatari delle azioni di rafforzamento descritte nel PSP. Oltre a questi sistemi della conoscenza identificati su base amministrativa, vi sono una molteplicità di sistemi organizzati intorno a settori, filiere agro-alimentari e distretti. 
La presenza di numerosi AKIS, organizzati su base regionale/provinciale/nazionale e su base tematica, comporta una corrispondente molteplicità di attori e competenze, considerati come un importante punto di forza dei sistemi della conoscenza italiani. Partendo dagli elementi positivi, il Piano Strategico della PAC (di seguito PSP), attraverso le sue azioni e interventi, promuoverà lo sviluppo di soluzioni per le principali criticità del sistema, ovvero, la difficoltà di coordinamento tra i soggetti coinvolti e la scarsa diffusione delle innovazioni verso le imprese e i territori rurali. La difficoltà di rilevamento dei fabbisogni in materia di consulenza, formazione e innovazione delle imprese agricole è un’altra importante criticità da risolvere attraverso gli interventi del PSP. 
Il PSP prevede nove interventi  a diretto supporto dell’AKIS, tre relativi alla “Cooperazione” (art. 77, Reg UE 2021/2115) e sei allo “Scambio di conoscenze e informazioni (art. 78, Reg Ue 2021/2115). Tutti i nove interventi privilegiano un approccio sistemico e territoriale, con il coinvolgimento di tutti gli attori dell’AKIS riferibili al tema, o settore o territorio oggetto delle azioni.    

giovedì 18 giugno 2026

LA STRATEGIA EUROPEA “RIGHT TO STAY” Il diritto di rimanere nelle aree rurali italiane".

 
La Strategia europea “Right to Stay – Your Region, Your Future” si colloca tra le iniziative con cui la Commissione europea intende affrontare le crescenti disuguaglianze territoriali, demografiche e sociali che attraversano molte regioni dell’Unione.

 

Il suo punto di partenza è semplice, ma tutt’altro che scontato: restare in un luogo, oppure sceglierlo come spazio di vita, deve poter dipendere da una possibilità concreta e non dall’assenza di alternative. In questa prospettiva, il diritto di rimanere non riguarda soltanto la mobilità delle persone, ma la capacità dei territori di offrire condizioni di vita, lavoro e cittadinanza tali da rendere praticabile un progetto di futuro. La Commissione ha avviato il percorso preparatorio della Strategia il 6 maggio 2026, aprendo una fase di ascolto e raccolta di evidenze destinata a confluire nell’iniziativa prevista entro la fine dell’anno. Nel contesto italiano, il tema assume una particolare rilevanza per il peso che i divari territoriali continuano ad avere nelle aree rurali, interne, montane e periferiche, dove il declino demografico si intreccia spesso con la rarefazione dei servizi, la debolezza delle opportunità occupazionali e la difficoltà di costruire percorsi di vita stabili, soprattutto per i più giovani. In questo quadro, il CREA, attraverso “l’Osservatorio sullo sviluppo locale nelle zone rurali” della Rete Nazionale PAC, ha costruito un percorso di lavoro finalizzato a elaborare un contributo nazionale italiano alla consultazione europea. La consultazione promossa dalla Rete PAC si inserisce in una fase particolarmente delicata del dibattito europeo, segnata dal confronto sul Quadro finanziario pluriennale 2028-2034 e dalla ridefinizione degli strumenti per le politiche territoriali del prossimo ciclo. Per questa ragione, i contributi raccolti non hanno solo un valore testimoniale, ma concorrono a mettere a fuoco questioni che potranno contribuire all’impostazione delle future politiche rivolte alle aree rurali e ai territori fragili, quali: il ruolo dello sviluppo locale partecipativo, l’integrazione tra fondi e strumenti, la qualità dei servizi di prossimità, il sostegno all’occupazione e all’imprenditorialità, la valorizzazione delle risorse locali e delle forme di cooperazione territoriale già sperimentate nei contesti italiani. In questo dossier confluiscono le prime analisi sulle dinamiche socio-economiche delle zone rurali italiane  

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