La Strategia europea “Right to Stay – Your Region, Your Future” si colloca tra le iniziative con cui la Commissione europea intende affrontare le crescenti disuguaglianze territoriali, demografiche e sociali che attraversano molte regioni dell’Unione.
Il suo punto di partenza è semplice, ma tutt’altro che scontato: restare in un luogo, oppure sceglierlo come spazio di vita, deve poter dipendere da una possibilità concreta e non dall’assenza di alternative. In questa prospettiva, il diritto di rimanere non riguarda soltanto la mobilità delle persone, ma la capacità dei territori di offrire condizioni di vita, lavoro e cittadinanza tali da rendere praticabile un progetto di futuro. La Commissione ha avviato il percorso preparatorio della Strategia il 6 maggio 2026, aprendo una fase di ascolto e raccolta di evidenze destinata a confluire nell’iniziativa prevista entro la fine dell’anno. Nel contesto italiano, il tema assume una particolare rilevanza per il peso che i divari territoriali continuano ad avere nelle aree rurali, interne, montane e periferiche, dove il declino demografico si intreccia spesso con la rarefazione dei servizi, la debolezza delle opportunità occupazionali e la difficoltà di costruire percorsi di vita stabili, soprattutto per i più giovani. In questo quadro, il CREA, attraverso “l’Osservatorio sullo sviluppo locale nelle zone rurali” della Rete Nazionale PAC, ha costruito un percorso di lavoro finalizzato a elaborare un contributo nazionale italiano alla consultazione europea. La consultazione promossa dalla Rete PAC si inserisce in una fase particolarmente delicata del dibattito europeo, segnata dal confronto sul Quadro finanziario pluriennale 2028-2034 e dalla ridefinizione degli strumenti per le politiche territoriali del prossimo ciclo. Per questa ragione, i contributi raccolti non hanno solo un valore testimoniale, ma concorrono a mettere a fuoco questioni che potranno contribuire all’impostazione delle future politiche rivolte alle aree rurali e ai territori fragili, quali: il ruolo dello sviluppo locale partecipativo, l’integrazione tra fondi e strumenti, la qualità dei servizi di prossimità, il sostegno all’occupazione e all’imprenditorialità, la valorizzazione delle risorse locali e delle forme di cooperazione territoriale già sperimentate nei contesti italiani. In questo dossier confluiscono le prime analisi sulle dinamiche socio-economiche delle zone rurali italiane

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