mercoledì 7 ottobre 2026

Tra Zolle e consolle. La dimensione del lavoro dipendente in agricoltura

Roma, 20 ottobre 2026 dalle 16.00 alle 18.00  


 cover locandina evento

 

La fine del potere fondiario precede, non segue le leggi di riforma, scriveva Corrado Barberis nel saggio La riforma fondiaria: trent'anni dopo (INSOR, Franco Angeli, Milano, 1979). Le sue parole ci ricordano che le grandi trasformazioni delle campagne non nascono esclusivamente dalle leggi o dalle innovazioni tecniche, ma da cambiamenti più profondi che investono la società, il lavoro, le aspettative delle persone e le forme con cui una comunità immagina il proprio futuro. L'agricoltura italiana del secondo dopoguerra rappresenta uno dei più significativi esempi di questa dinamica: un processo di modernizzazione che ha modificato radicalmente il modo di produrre, di lavorare e di vivere nelle aree rurali.
Questa evoluzione non può essere letta soltanto attraverso la riduzione del numero degli addetti o l'aumento della produttività. Essa riguarda soprattutto la natura del lavoro agricolo, le competenze richieste agli operatori, il ruolo delle organizzazioni professionali e sindacali, i processi di mobilità sociale che hanno interessato milioni di persone e il progressivo passaggio da un'economia agricola a un sistema agroalimentare integrato, nel quale produzione, trasformazione, distribuzione e servizi risultano sempre più strettamente connessi. Allo stesso tempo la dimensione internazionale diventa sempre più influente, manifestandosi nei flussi migratori e nelle pressioni derivanti dalla competizione sui mercati
Come lo stesso Barberis ha più volte sottolineato nelle sue analisi, i cambiamenti più profondi non si misurano soltanto in ettari, produzioni o investimenti, ma nella capacità di trasformare il lavoro, i saperi, le opportunità e le aspirazioni delle persone. In questa prospettiva, la storia del lavoro agricolo diventa una chiave privilegiata per comprendere la più ampia evoluzione economica e sociale del Paese, le sue tensioni, i suoi squilibri territoriali, ma anche le straordinarie capacità di adattamento e innovazione che hanno caratterizzato il mondo rurale italiano.
Il seminario intende quindi proporre una riflessione sul rapporto tra modernizzazione e lavoro agricolo, mettendo in dialogo una lettura storico-interpretativa delle trasformazioni intervenute nel settore con un'analisi quanti-qualitativa dell'evoluzione della forza lavoro agricola. L'obiettivo non è soltanto ricostruire il passato, ma utilizzare quella esperienza come strumento per interpretare le sfide del presente: la qualità dell'occupazione, la presenza multietnica e il ricambio generazionale, la formazione professionale, la digitalizzazione, l'automazione e il ruolo che il lavoro svolgerà nelle future transizioni ecologiche e tecnologiche.
Ripercorrere la vicenda del lavoro agricolo significa, in definitiva, interrogarsi su una questione che conserva ancora oggi tutta la sua attualità: come coniugare innovazione, competitività, sostenibilità e dignità del lavoro in un settore che continua a rappresentare una componente essenziale dell'economia, della società e dell'identità dei territori rurali italiani


Per partecipare iscriviti compilando il

form online

 

Nessun commento:

Posta un commento

Post in evidenza

C’è la Sicilia nel Menù del film gastronomico

NinoSutera C’è la Sicilia nel Menù del film gastronomico                                               Regione Enogastronomica d’Europa 20...