Executive summary
Lo studio valutativo analizza il contributo della
Strategia AKIS del Piano Strategico della PAC 2023–2027 al rafforzamento dei
Sistemi della Conoscenza e dell’Innovazione in Agricoltura (AKIS) in Italia,
con particolare riferimento alle componenti strutturali, funzionali e alle
capacità di sistema. L’analisi è collocata nella fase iniziale di attuazione
della programmazione e si fonda su evidenze documentali, dati amministrativi,
questionari rivolti agli attori istituzionali e approfondimenti qualitativi,
con l’obiettivo di supportare il processo decisionale nazionale e regionale.
Il quadro di riferimento evidenzia un AKIS italiano
complesso, plurale e multilivello, caratterizzato dalla numerosità degli organi
istituzionali di governance e da una marcata eterogeneità territoriale. La
presenza di 21 AKIS regionali, con modelli organizzativi e capacità operative
differenziate, costituisce al contempo un punto di forza – in termini di
diversità e adattamento ai contesti locali – e una criticità strutturale, per
la difficoltà di garantire armonizzazione, continuità e capitalizzazione sistemica
dei risultati. A livello strategico, l’Italia dispone di un impianto di
indirizzo strategico solido, fortemente allineato alle priorità europee (Green
Deal, Farm to Fork, digitalizzazione), sostenuto da un ampio portafoglio di
strumenti nazionali, regionali ed europei (PAC, PNRR, fondi SIE, Horizon
Europe).
L’analisi mostra che l’orientamento strategico della
ricerca, dell’innovazione e della conoscenza risulta complessivamente coerente
e ben strutturato. Le priorità sono chiaramente definite attraverso un insieme
coordinato di strategie e piani (PSP, RIS3, strategie settoriali), con una
buona coerenza verticale tra livello UE, nazionale e regionale. Tuttavia, tale
solidità programmatoria non si traduce sempre in un’efficace integrazione
attuativa, a causa di disomogeneità regionali, differenze nella capacità amministrativa
e assenza di meccanismi operativi pienamente armonizzati.
Dal punto di vista strutturale, il sistema AKIS italiano
presenta un’elevata pluralità di attori e una copertura potenziale di tutte le
funzioni sistemiche. I Gruppi Operativi del PEI-AGRI (SRG01) emergono come uno
snodo centrale del sistema, con un contributo particolarmente forte alle
componenti strutturali (S1–S3) e funzionali direttamente collegate
all’innovazione interattiva. I GO si caratterizzano per partenariati
multi-attore ampi e diversificati, con una significativa presenza di imprese
agricole e forestali, che rafforza l’aderenza ai fabbisogni reali. Essi
contribuiscono inoltre alla stabilizzazione di reti collaborative,
all’emersione di nuovi ruoli (innovation broker, facilitatori) e all’utilizzo
di infrastrutture materiali e immateriali per l’innovazione (aziende pilota,
piattaforme digitali, DSS).
Sul piano funzionale, il sistema mostra una buona tenuta
nelle funzioni di sviluppo della conoscenza (F2), orientamento della ricerca
(F4) e mobilitazione delle risorse (F6), sostenute da una forte presenza di
enti di ricerca, amministrazioni pubbliche e strumenti finanziari rilevanti.
Più eterogeneo risulta il presidio delle funzioni di diffusione della
conoscenza e networking (F3) e di attività imprenditoriali (F1), che dipendono
in larga misura dalla capacità dei servizi di consulenza, dei GO e dei partenariati
territoriali di operare in modo continuativo e integrato. Persistono invece
criticità strutturali nelle funzioni di creazione dei mercati per l’innovazione
(F5) e di scaling e advocacy (F7), che risultano poco presidiate e fortemente
dipendenti da condizioni esterne al perimetro degli interventi AKIS.
Un elemento di particolare rilievo riguarda il contributo
dei piani settoriali del primo pilastro, che nella fase iniziale di attuazione
del PSP si confermano come il principale driver quantitativo del raggiungimento
degli indicatori dell’Obiettivo Trasversale AKIS, in particolare
dell’indicatore R.1. I piani settoriali producono output pienamente comparabili
a quelli degli interventi AKIS FEASR e svolgono una funzione di integrazione e
stabilizzazione dei risultati in una fase in cui gli effetti di SRH e SRG01
sono ancora parzialmente osservabili. Tuttavia, tale complementarità risulta
non formalizzata sul piano della governance, evidenziando un gap rilevante
nell’integrazione operativa tra primo e secondo pilastro.
Sul versante della governance, l’istituzione del
Coordinamento Nazionale AKIS e dei Coordinamenti Regionali AKIS rappresenta un
passo significativo verso il rafforzamento del coordinamento multilivello degli
AKIS. Le evidenze raccolte indicano un giudizio complessivamente positivo sulla
loro utilità e potenzialità, pur a fronte di criticità legate alla limitata
disponibilità di risorse dedicate, alla novità dello strumento e a una
percezione di marginalità dell’AKIS ancora diffusa tra alcuni attori del sistema
produttivo.
Nel complesso, la valutazione restituisce l’immagine di un
AKIS strutturalmente completo e strategicamente solido, ma funzionalmente
sbilanciato, forte nella produzione e nell’orientamento della conoscenza e più
debole nella trasformazione dell’innovazione in cambiamenti scalabili e
orientati al mercato. Il rafforzamento dell’AKIS nel periodo 2023–2027 richiede
quindi un consolidamento dei circuiti funzionali, una maggiore integrazione
operativa tra strumenti e politiche e un rafforzamento delle capacità di
apprendimento, collaborazione e azione strategica del sistema nel suo insieme.


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