martedì 26 maggio 2026

LE STRATEGIE AKIS IN ITALIA Studio valutativo 01

 

Executive summary

 Lo studio valutativo analizza il contributo della Strategia AKIS del Piano Strategico della PAC 2023–2027 al rafforzamento dei Sistemi della Conoscenza e dell’Innovazione in Agricoltura (AKIS) in Italia, con particolare riferimento alle componenti strutturali, funzionali e alle capacità di sistema. L’analisi è collocata nella fase iniziale di attuazione della programmazione e si fonda su evidenze documentali, dati amministrativi, questionari rivolti agli attori istituzionali e approfondimenti qualitativi, con l’obiettivo di supportare il processo decisionale nazionale e regionale.

Il quadro di riferimento evidenzia un AKIS italiano complesso, plurale e multilivello, caratterizzato dalla numerosità degli organi istituzionali di governance e da una marcata eterogeneità territoriale. La presenza di 21 AKIS regionali, con modelli organizzativi e capacità operative differenziate, costituisce al contempo un punto di forza – in termini di diversità e adattamento ai contesti locali – e una criticità strutturale, per la difficoltà di garantire armonizzazione, continuità e capitalizzazione sistemica dei risultati. A livello strategico, l’Italia dispone di un impianto di indirizzo strategico solido, fortemente allineato alle priorità europee (Green Deal, Farm to Fork, digitalizzazione), sostenuto da un ampio portafoglio di strumenti nazionali, regionali ed europei (PAC, PNRR, fondi SIE, Horizon Europe).

L’analisi mostra che l’orientamento strategico della ricerca, dell’innovazione e della conoscenza risulta complessivamente coerente e ben strutturato. Le priorità sono chiaramente definite attraverso un insieme coordinato di strategie e piani (PSP, RIS3, strategie settoriali), con una buona coerenza verticale tra livello UE, nazionale e regionale. Tuttavia, tale solidità programmatoria non si traduce sempre in un’efficace integrazione attuativa, a causa di disomogeneità regionali, differenze nella capacità amministrativa e assenza di meccanismi operativi pienamente armonizzati.

Dal punto di vista strutturale, il sistema AKIS italiano presenta un’elevata pluralità di attori e una copertura potenziale di tutte le funzioni sistemiche. I Gruppi Operativi del PEI-AGRI (SRG01) emergono come uno snodo centrale del sistema, con un contributo particolarmente forte alle componenti strutturali (S1–S3) e funzionali direttamente collegate all’innovazione interattiva. I GO si caratterizzano per partenariati multi-attore ampi e diversificati, con una significativa presenza di imprese agricole e forestali, che rafforza l’aderenza ai fabbisogni reali. Essi contribuiscono inoltre alla stabilizzazione di reti collaborative, all’emersione di nuovi ruoli (innovation broker, facilitatori) e all’utilizzo di infrastrutture materiali e immateriali per l’innovazione (aziende pilota, piattaforme digitali, DSS).

Sul piano funzionale, il sistema mostra una buona tenuta nelle funzioni di sviluppo della conoscenza (F2), orientamento della ricerca (F4) e mobilitazione delle risorse (F6), sostenute da una forte presenza di enti di ricerca, amministrazioni pubbliche e strumenti finanziari rilevanti. Più eterogeneo risulta il presidio delle funzioni di diffusione della conoscenza e networking (F3) e di attività imprenditoriali (F1), che dipendono in larga misura dalla capacità dei servizi di consulenza, dei GO e dei partenariati territoriali di operare in modo continuativo e integrato. Persistono invece criticità strutturali nelle funzioni di creazione dei mercati per l’innovazione (F5) e di scaling e advocacy (F7), che risultano poco presidiate e fortemente dipendenti da condizioni esterne al perimetro degli interventi AKIS.

Un elemento di particolare rilievo riguarda il contributo dei piani settoriali del primo pilastro, che nella fase iniziale di attuazione del PSP si confermano come il principale driver quantitativo del raggiungimento degli indicatori dell’Obiettivo Trasversale AKIS, in particolare dell’indicatore R.1. I piani settoriali producono output pienamente comparabili a quelli degli interventi AKIS FEASR e svolgono una funzione di integrazione e stabilizzazione dei risultati in una fase in cui gli effetti di SRH e SRG01 sono ancora parzialmente osservabili. Tuttavia, tale complementarità risulta non formalizzata sul piano della governance, evidenziando un gap rilevante nell’integrazione operativa tra primo e secondo pilastro.

Sul versante della governance, l’istituzione del Coordinamento Nazionale AKIS e dei Coordinamenti Regionali AKIS rappresenta un passo significativo verso il rafforzamento del coordinamento multilivello degli AKIS. Le evidenze raccolte indicano un giudizio complessivamente positivo sulla loro utilità e potenzialità, pur a fronte di criticità legate alla limitata disponibilità di risorse dedicate, alla novità dello strumento e a una percezione di marginalità dell’AKIS ancora diffusa tra alcuni attori del sistema produttivo.

Nel complesso, la valutazione restituisce l’immagine di un AKIS strutturalmente completo e strategicamente solido, ma funzionalmente sbilanciato, forte nella produzione e nell’orientamento della conoscenza e più debole nella trasformazione dell’innovazione in cambiamenti scalabili e orientati al mercato. Il rafforzamento dell’AKIS nel periodo 2023–2027 richiede quindi un consolidamento dei circuiti funzionali, una maggiore integrazione operativa tra strumenti e politiche e un rafforzamento delle capacità di apprendimento, collaborazione e azione strategica del sistema nel suo insieme.







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