A seguito dell’intesa sancita nella seduta del 18 dicembre in CSR, è stato emanato il nuovo PSIR che è stato adottato con decreto del Ministro n. 675376 del 23 dicembre 2024.
Pubblicato nel sito del Masaf, sezione ricerca,
https://www.politicheagricole.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/9065

La necessità di adeguare la strategia di innovazione e ricerca alla
vigente nuova programmazione PAC 2023-2027, in particolare
all’obiettivo trasversale “modernizzare l’agricoltura e le zone
rurali promuovendo e condividendo la conoscenza, l’innovazione e la
digitalizzazione in agricoltura e nelle zone rurali”, e alla
strategia del Partenariato europeo per l’innovazione (PEI –
AGRI), confermata nella programmazione corrente, ha portato all’avvio
di un percorso di revisione promosso dal Ministero dell’agricoltura,
della sovranità alimentare e delle foreste (MASAF) - Direzione
generale dello sviluppo rurale, Ufficio Ricerca e sperimentazione.
Il percorso, a partire dall’analisi di contesto definita per lo
sviluppo del PS PAC 2023-2027, ha previsto una preliminare revisione
del PSIR 2014-2020 grazie al confronto con le Regioni, attraverso la
Rete dei Referenti Regionali della Ricerca agraria, forestale,
acquacoltura e pesca, con la Rete Nazionale Pac e con esperti che
supportano il MASAF nelle attività dello Spazio Europeo della
Ricerca (ERA – European Research Area), fra cui lo SCAR - Comitato
Permanente per la Ricerca in Agricoltura. Il percorso di revisione ha
incluso anche esigenze di innovazione e ricerca non desumibili dal PS
PAC ed è stato condiviso anche con esperti della comunità
scientifica attraverso la forma della consultazione pubblica, a
seguito della quale si è definito il testo finale.
Il nuovo Piano si adegua, dunque, agli sviluppi delle nuove strategie
per la transizione ecologica, digitale, per sistemi alimentari
sostenibili (Green Deal, Farm to Fork, SDGs), alla programmazione per
la ricerca e l’innovazione Horizon Europe (2021-2027) e alla nuova
programmazione PAC 2023-2027, riferendosi in particolare
all’obiettivo trasversale “modernizzare l’agricoltura e le zone
rurali promuovendo e condividendo la conoscenza, l’innovazione e la
digitalizzazione in agricoltura e nelle zone rurali”.
Il Piano revisionato prevede 6 Aree Strategiche declinate in linee di
intervento per ricerca ed innovazione, in coerenza con la
programmazione PSP PAC e, più in generale, con altre fonti di
strategie (strategie europee, strategie dello Spazio Europeo della
ricerca declinate nelle Partnerships cofinanziate o in altri atti di
programmazione di Horizon Europe, studi di scenario e altri documenti
prodotti nell’ambito del citato Comitato SCAR).
La struttura
del documento
Analisi di contesto
A partire dal tema della transizione ecologica si è fondata
l’analisi del contesto di riferimento necessaria per declinare gli
obiettivi strategici del Piano.
Come indicato nel Piano Nazionale della Ricerca del MUR 2021-2027, la
transizione ecologica prevede che la conservazione del capitale
naturale, della biodiversità e dei processi che da essa dipendono,
diventi una condizione necessaria e trasversale al perseguimento
degli obiettivi di prosperità e benessere identificati dal Green
Deal europeo, il documento strategico lanciato dalla Commissione
europea a fine 2019 (COM2019 640final). Questo cambio di paradigma
considera l’ambiente come bene primario, la cui conservazione è
funzionale alla sfida di una crescita sostenibile. Perseguire questa
visione richiede linee di ricerca trasversali volte a valutare
l’impatto che gli interventi di innovazione, necessari per
raggiungere gli obiettivi del Green Deal europeo, potrebbero avere
sul funzionamento degli ecosistemi.
L’attualizzazione in ambito agricolo, alimentare e forestale del
Green Deal è contenuta in un altro documento strategico UE, la
Comunicazione “From farm to fork” (COM2020 381 final) che ne
dettaglia gli obiettivi in chiave di sostenibilità ambientale, ma
anche economica, di sicurezza alimentare lungo tutto il percorso
della filiera, di salubrità e di legalità. L’intero sistema della
conoscenza e dell’innovazione è considerato nodale per
accompagnare la transizione. Alla strategia “From farm to fork”
si affianca quella che promuove la biodiversità nei territori
europei “Biodiversità 2030” (COM2020 380 final) che ha un
importante impatto sul sistema agricolo in chiave di conservazione
della ricchezza dei sistemi naturali e di riduzione dei fattori
impattanti quali i pesticidi ed altri presidii. Sulla base dei
suddetti indirizzi strategici, il regolamento UE 2021/2115 e i
conseguenti Piani Strategici della PAC (PS PAC 2023 – 2027)
promuovono e finanziano interventi di sviluppo che mirano ad
accompagnare l'agricoltura nel percorso della transizione ecologica
secondo i tre obiettivi generali della sostenibilità economica,
ambientale e sociale per promuovere e sostenere 1) la competitività
del settore agricolo, 2) la tutela dell’ambiente, 3) il tessuto
socioeconomico delle zone rurali. Il conseguimento degli obiettivi
generali è perseguito mediante nove obiettivi specifici, che
dovrebbero tradurre gli obiettivi generali della PAC in priorità più
concrete.
Alla luce di queste considerazioni, l’analisi di contesto
dell’agricoltura italiana descritta nel nuovo PSIR ha consentito di
confermare sostanzialmente gli ambiti di approfondimento della
precedente edizione (PSIR 2014-2020) utilizzando tuttavia una
terminologia più coerente ai nuovi documenti e normative europee e
una maggiore attenzione ai temi legati alla sostenibilità ambientale
quali: la sostenibilità e competitività economica e la redditività
dei sistemi agricoli; la riduzione dell’impatto climatico del
sistema alimentare; un consumo alimentare sostenibile e la riduzione
di sprechi; la conservazione delle risorse naturali e della
biodiversità; la rivitalizzazione delle aree rurali.
La declinazione in Aree strategiche e linee di attività, di seguito
riportata, illustra la vera e propria parte strategica di indirizzo,
definisce il contesto di ciascuna Area e le linee di attività a cui
si possono riferire gli strumenti a disposizione per l‘attuazione
di ricerca ed innovazione.
Aree Strategiche per la
ricerca ed innovazione
Area 1 -
Miglioramento della sostenibilità delle produzioni e dell'uso delle
risorse negli ecosistemi agrari e forestali.
Linee di attività
Scelte
varietali, di
razza, di
destinazione
d’uso,
miglioramento
genetico
Diversificazione
spaziale,
temporale e
genetica dei
sistemi
produttivi a
differenti
scale: campo,
allevamento,
azienda, territorio
Uso sostenibile dei nutrienti, dei
prodotti fitosanitari e zooprofilattici, favorendo la riduzione
degli
impieghi e
dei rischi
connessi al
loro uso;
valutazione
dell'efficacia
di strategie
agronomiche e
rafforzamento dell'impiego di microrganismi, insetti utili e
molecole bioattive per la difesa delle
piante.
Ottimizzazione dei processi
produttivi: pratiche colturali, alimentazione e benessere animale,
pratiche di
prevenzione, uso
efficiente delle
risorse inclusi
scarti e
rifiuti e
reflui.
Digitalizzazione in agricoltura:
sviluppo di sistemi di supporto alle decisioni nel processo
produttivo ed Internet of Things (IoT),
telerilevamento, agricoltura e zootecnia di precisione,
meccanizzazione integrale, robotica e
altri sistemi automatici intelligenti, applicazione di principi
e strumenti
di intelligenza artificiale
Soluzioni
tecnologiche
per il
miglioramento
degli
impianti e
delle
strutture
aziendali
Utilizzo
efficiente
della risorsa
idrica,
compreso il
riuso delle
acque reflue
e
conservazione/ripristino
della qualità
delle acque,
anche in
considerazione dei
servizi
ecosistemici
offerti dalla
risorsa idrica
Conservazione, conservabilità e
condizionamento delle produzioni: riduzione degli sprechi,
conservanti
naturali ecc.
Approcci,
metodi e
strumenti per
la gestione
aziendale in
sistemi
produttivi
sostenibili,
dal punto
di vista
economico, sociale ed ambientale.
Area 2 -
Cambiamento climatico, biodiversità, funzionalità suoli e altri
servizi ecosistemici e sociali dell’agricoltura.
Linee di attività
Soluzioni
per la
mitigazione
del
cambiamento
climatico
verso la
neutralità
carbonica
(carbon
neutrality),
incluso il carbon farming.
Soluzioni
per
l'adattamento
al
cambiamento
climatico,
per una
minore
vulnerabilità
e una
maggiore
resilienza agli shock.
Uso e
valorizzazione
delle risorse
genetiche
locali
(varietà e
razze) ed
eterogenee
per il
miglioramento
della resilienza e
per il potenziamento dei servizi
ecosistemici.
Tutela della risorsa “suolo”:
conservazione, salute, qualità, fertilità e salvaguardia della
biodiversità.
Valorizzazione di alcuni servizi
ecosistemici forniti dal settore primario: manutenzione e
ripristini ambientali, verde urbano,
agricoltore/selvicoltore custode, bonifica dei terreni inquinati,
stoccaggio del carbonio (anche ai fini
della produzione di crediti di carbonio), accumulo delle
acque per
l’irrigazione.
Valorizzazione del ruolo sociale
dell’agricoltura: “agricoltura sociale”, relazioni urbano –
rurale,
relazioni di
genere e
tra
generazioni,
processi di
inclusione,
miglioramento
delle
condizioni di
lavoro e
promozione
del lavoro di qualità,
accettabilità sociale
dell’attività
agricola.
Area 3 -
Coordinamento e integrazione dei processi di filiera e
potenziamento del ruolo dell’agricoltura
Linee di attività
Nuovi approcci di governance per la
competitività delle filiere, dei distretti e dei territori e per
l'equa
distribuzione
del valore.
Soluzioni
tecnologiche
per il
miglioramento
dei processi
di filiera
(inclusa la
tecnologia
blockchain).
Sviluppo
di nuove
forme di
connessione con
i consumatori
e la
cittadinanza.
Area 4 -
Qualità, tipicità e sicurezza degli alimenti e stili di vita sani
Linee di attività
Produzione
di alimenti
di qualità
per tutti
e accesso
agli alimenti
appropriati.
Promozione e
valorizzazione delle
produzioni
locali, della
cultura e
delle tradizioni
alimentari
territoriali
per la salvaguardia della biodiversità.
Miglioramento,
tutela e
tracciabilità
della qualità
e della
distintività
e adeguamento
dei relativi
standard di
certificazione (incluse
le certificazioni
ambientali).
Tecniche
sostenibili
per la
trasformazione,
conservazione,
confezionamento
dei prodotti
agroalimentari
e
valorizzazione
degli scarti.
Valorizzazione
della
relazione tra
alimentazione
e salute
e della
valenza
nutraceutica
dei prodotti
agroalimentari.
Fonti
alternative
di proteine
e altri
nutrienti.
Area 5
Utilizzo sostenibile delle risorse biologiche e valorizzazione dei
residui/scarti e/o sottoprodotti a fini agricoli, artigianali,
energetici e industriali
Linee di attività
Sviluppo e
razionalizzazione
delle filiere
di biomasse
e di
biocarburanti
con adeguati
requisiti di
sostenibilità ambientale
ed economica.
Sviluppo di
bioraffinerie
per la
produzione di
materiali
industriali e
mezzi tecnici
a partire
da residui
e scarti
agricoli che
consenta
l’adeguata remunerazione
del settore
agricolo.
Valorizzazione
di residui
e scarti
e/o
sottoprodotti
ligno-cellusosici
forestali e
agro-forestali
a fini
agricoli, industriali e
artigianali.
Area 6 - Rafforzamento del sistema della conoscenza e
dell’innovazione per il settore agricolo, alimentare e forestale
(AKIS) nelle sue componenti territoriali e a livello nazionale
Linee di attività
Verifica degli attuali strumenti di
governance degli AKIS per individuare proposte correttive
e/o definire nuovi modelli: analisi dei
fabbisogni, pianificazione, coordinamento e collaborazione
fra attori,
monitoraggio e
valutazione.
Verifica
dell'impatto
dell'approccio
AKIS sulla
realtà
agricola,
forestale e
rurale.
Approcci e metodi per la co-ricerca e
la co-innovazione basati sulla interdisciplinarità e la
trans-disciplinarità: diffusione e
verifica delle esperienze e degli strumenti utilizzati (PEI AGRI,
Cluster
ecc.).
Analisi delle problematiche legate al
gap fra produzione dei risultati della ricerca, produzione
dell'innovazione
utilizzabile
e
individuazione di possibili soluzioni.
Le
applicazioni
del digitale
in agricoltura:
evoluzione,
potenzialità
e rischi.
Realizzazione
e governance
Il Piano non reca risorse proprie ma la strategia in esso delineata è
realizzabile con tutti gli strumenti disponibili a livello
comunitario, nazionale e regionale nel periodo di riferimento:
politiche del settore agricolo, anche attraverso le risorse previste
nell’ambito della Legge 499/1999 (interventi per il settore
agricolo), politiche di ricerca, fra cui il PNR 2021-2027, politiche
di coesione, politiche per l’ambiente e cambiamenti climatici,
politiche relative alla salute e al consumo consapevole,
all’istruzione e la formazione, la politica industriale e la
politica dell’informazione, per tutti gli ambiti connessi al
sistema agricolo, alimentare e forestale, politiche regionali, fondi
messi a disposizione con il programma Horizon Europe.
Il Piano in questione, è inteso come strumento dinamico:
aggiornamenti della strategia e dei contenuti tecnico-scientifici
delle 6 aree e delle 32 linee di attività possono intervenire nel
corso della sua durata e riguardare specifici aspetti dei settori
produttivi citati nel Piano o altri aspetti da integrare, ove
necessari.
La sua realizzazione si colloca in un’ottica di sistema e di rete e
presuppone un lavoro coordinato e interconnesso fra tutti i soggetti
della rete della conoscenza (ricerca, consulenza, formazione), della
produzione (imprese singole ed associate, associazioni di categoria)
e le istituzioni centrali e regionali.
I soggetti che possono, anche attraverso i loro propri strumenti di
finanziamento per innovazione e ricerca indicati, contribuire alla
realizzazione della strategia sono principalmente i Ministeri, le
Autorità di gestione regionali responsabili dell’attuazione degli
interventi del PS PAC, dei fondi di coesione, la Rete dei referenti
regionali della ricerca agraria, forestale, acquacoltura e pesca e
l’Associazione tra le agenzie ed enti regionali per lo sviluppo e
le innovazioni agronomiche e forestali (ANARSIA), gli Enti ed
istituzioni preposti ad attività di ricerca e le Università, le
imprese i partenariati nelle varie forme previste, fra cui i Gruppi
Operativi (Reg. UE 1305/2013, art. 35 e Reg. UE 2115/2021 art. 127);
la Rete PAC nazionale che, sul dettato dell’art.126 comma 3e e 4e
del regolamento per la PAC, ha la finalità di promuovere
l’innovazione nel settore dell’agricoltura e dello sviluppo
rurale; la Rete PAC europea che, con riferimento alla normativa
suddetta, svolge analoghe funzioni a livello europeo.
Data la numerosità di soggetti e strumenti che cooperano al
conseguimento degli obiettivi delle politiche per l’innovazione, il
sistema di governance utilizzerà gli esistenti strumenti di raccordo
e coordinamento: a livello europeo, i diversi soggetti competenti
dell’innovazione potranno interagire attraverso la Rete PAC,
mentre a livello nazionale con il Coordinamento nazionale del
Sistema della Conoscenza e dell’Innovazione per l’Agricoltura
(Coordinamento nazionale AKIS), istituito con DM n. 326370 del 19
luglio 2024 e successivamente modificato con decreto n. 0585248 del 6
novembre 2024, articolato in Coordinamenti Regionali/di Provincia
Autonoma AKIS (CR-AKIS).
La durata del Piano si allinea con quella della programmazione
europea dello sviluppo rurale (2023-2027) e della ricerca
(2021-2027), ma i contenuti strategici potranno restare validi oltre
tale durata, essendo lo stesso Piano inteso come un quadro dinamico
dell’innovazione e della ricerca, coniugate rispetto agli indirizzi
prioritari delle politiche di sviluppo e promozione del settore
agricolo, alimentare e forestale. Pertanto, esso può essere soggetto
ad integrazioni e ad aggiornamenti relativi ai temi della conoscenza
nonché agli indirizzi che le politiche europee e nazionali
indicheranno negli anni a venire.
Il coordinamento e il monitoraggio delle attività promosse
nell’ambito del Piano dai vari soggetti, ognuno per la propria
competenza, (Ministeri Regioni, enti di Ricerca, servizi di
consulenza ecc), è affidato ai Coordinamenti AKIS sopra citati.
Le attività realizzate nel quadro del presente Piano saranno oggetto
di periodici stati di avanzamento ed iniziative a carattere
informativo e di aggiornamento anche grazie al Portale Innovarurale,
la cui creazione è stata prevista nella precedente versione del
presente Piano, che continuerà a fornire anche un servizio
informativo e di supporto più ampio rispetto al PEI AGRI, riportando
il dibattito europeo sui temi dell’innovazione e della conoscenza
con particolare attenzione alle sedi ufficiali (Sub group innovation
della DG AGRI e gruppo SCAR AKIS della medesima DG), fornendo
informazioni sullo stato di attuazione di tutte le azioni relative
all’AKIS promosse dal PS PAC e mettendo a disposizione strumenti di
supporto alle decisioni sulla base delle esigenze che emergeranno dai
diversi stakeholder.