venerdì 9 ottobre 2026

Ripristino della natura, l'Italia è in ritardo

 

 Ecco cosa rischia l'agricoltura

Tommaso CinquemaniTommaso Cinquemani

Il Piano Nazionale di Ripristino doveva arrivare a Bruxelles entro il primo settembre scorso, ma il Governo lo sta ancora mettendo a punto. Al centro ci sono anche gli ecosistemi agricoli, che saranno oggetto di numerosi interventi

Che cos'è la Nature Restoration Law?
Le farfalle sono un indicatore preso in considerazione per il ripristino della natura (Foto di archivio) - Fonte foto: © coco - Adobe Stock

La scadenza era fissata per il primo settembre 2026, ma a quasi un mese di distanza l'Italia non risulta aver ancora consegnato alla Commissione Europea il proprio Piano Nazionale di Ripristino della Natura (Pnr), il documento con cui Roma deve spiegare come intende dare attuazione alla Nature Restoration Law.

 

Che qualcosa non fosse andato secondo i programmi era diventato evidente già il 9 settembre scorso. Rispondendo a un'interrogazione alla Camera, il ministro dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto Fratin aveva infatti dichiarato che l'Italia stava ancora "finalizzando il proprio Piano Nazionale di Ripristino", specificando che il documento era in fase di concertazione con gli altri ministeri.

 

Eppure la macchina era partita mesi prima. Il Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica (Mase) aveva pubblicato una prima bozza del Pnr il 23 aprile scorso, aprendola alla consultazione pubblica. Una versione aggiornata era arrivata il 15 maggio scorso e la raccolta delle osservazioni, inizialmente prevista fino al 9 giugno scorso, era stata prorogata al 24 giugno scorso. Secondo il cronoprogramma ufficiale, la consegna del Piano alla Commissione sarebbe dovuta avvenire entro il primo settembre scorso.

 

Un termine che l'Italia ha dunque mancato (insieme ad altri venti Paesi Ue) e che apre ora una fase di incertezza. Soprattutto perché il Pnr non riguarda solamente boschi, fiumi, zone umide o aree protette. Dentro ci sono anche i campi coltivati, i pascoli e, più in generale, il modo in cui nei prossimi decenni verranno gestiti gli ecosistemi agricoli. Ma facciamo un passo indietro.

Che cos'è la Nature Restoration Law?

Per capire perché il Piano sia importante per il settore agricolo bisogna fare un passo indietro. La Nature Restoration Law, diventata il Regolamento (Ue) 2024/1991, nasce da una proposta presentata dalla Commissione Europea nel giugno 2022 nell'ambito della Strategia Europea per la Biodiversità.

 

L'obiettivo generale è ambizioso: mettere in campo misure di ripristino che coprano, nel complesso dell'Unione Europea, almeno il 20% delle superfici terrestri e marine entro il 2030, per arrivare entro il 2050 a intervenire su tutti gli ecosistemi che necessitano di ripristino. Per gli habitat interessati dal Regolamento e che si trovano in cattive condizioni sono poi previste percentuali progressive di ripristino: almeno il 30% entro il 2030, il 60% entro il 2040 e il 90% entro il 2050.

 

Ripristinare, però, non significa necessariamente riportare un territorio ad una ipotetica condizione naturale precedente all'intervento dell'uomo. Significa invece migliorare la qualità degli ambienti dal punto di vista, ad esempio, della biodiversità, della qualità del suolo o delle acque. È proprio per stabilire dove e come intervenire che il Regolamento obbliga ogni Stato membro a predisporre un Piano Nazionale di Ripristino.

 

Agricoltura, tre indicatori da tenere d'occhio

Il settore primario entra direttamente nel Regolamento attraverso l'articolo dedicato agli ecosistemi agricoli. Gli Stati devono adottare misure affinché, a livello nazionale, si registri un andamento crescente per almeno due di tre indicatori: l'indice delle farfalle dei prati, lo stock di carbonio organico nei suoli minerali coltivati e la percentuale di superficie agricola caratterizzata da elementi paesaggistici ad alta diversità.

 

A questi si aggiunge il Farmland Bird Index, l'indicatore che misura l'andamento delle popolazioni di uccelli legati agli ambienti agricoli, per il quale il Regolamento stabilisce specifici obiettivi di miglioramento.

 

Nella bozza italiana messa in consultazione a maggio scorso la scelta era caduta su farfalle ed elementi paesaggistici ad alta diversità, lasciando invece fuori lo stock di carbonio organico dei suoli. Una scelta non secondaria, visto che proprio il carbonio potrebbe rappresentare per le aziende agricole non solamente un parametro ambientale, ma anche una possibile fonte di reddito attraverso lo sviluppo del carbon farming.

 

La questione degli elementi paesaggistici riguarda siepi, filari, fasce tampone, fossi, muretti a secco, alberi isolati e altri elementi non produttivi che possono contribuire ad aumentare la biodiversità nelle aree agricole. La loro diffusione, conservazione e gestione potrebbe quindi assumere un peso crescente nelle politiche dei prossimi anni.

 

Ma il Regolamento non stabilisce che ogni azienda debba automaticamente destinare una determinata percentuale della propria superficie a questi elementi. Durante il negoziato europeo è stata infatti eliminata la proposta che aveva fatto maggiormente discutere il mondo agricolo, relativa a un obiettivo del 10% di superficie agricola con elementi caratteristici del paesaggio ad alta diversità.

 

Dalla pianura alla montagna, problemi differenti

Anche perché parlare genericamente di "agricoltura" rischia di essere fuorviante. Nelle aree ad agricoltura intensiva il ripristino può tradursi nel recupero di elementi del paesaggio, nell'aumento della biodiversità, nella protezione del suolo e nella creazione di corridoi ecologici. In questo contesto pratiche come cover crop, agricoltura conservativa e rigenerativa o una migliore gestione degli input possono contribuire agli obiettivi ambientali, anche se non sono automaticamente obblighi imposti dalla Nature Restoration Law.

 

Completamente diverso è il problema nelle aree interne e montane, dove la principale minaccia può essere invece l'abbandono. Pascoli, prati e alcuni habitat seminaturali dipendono infatti dalla presenza dell'uomo e delle attività agrozootecniche. Senza allevatori e agricoltori il rischio è che scompaia quel mosaico di ambienti che la stessa normativa europea punta a tutelare.

 

A complicare ulteriormente il quadro ci sono poi i corsi d'acqua. Nella bozza italiana sono previste misure sulla connettività fluviale e sulla rinaturalizzazione, un tema che ha già sollevato preoccupazioni in comparti come la risicoltura e la pioppicoltura e, più in generale, nelle aziende che operano nelle aree perifluviali.

 

Chi paga il ripristino?

È probabilmente questa la domanda che interessa maggiormente gli agricoltori. La normativa europea permette di utilizzare diversi strumenti finanziari, compresa la Politica Agricola Comune, ma proprio il rapporto tra Pnr e Pac rappresenta uno dei punti più delicati. Se le misure di ripristino dovessero essere finanziate prevalentemente attraverso risorse già destinate all'agricoltura, il rischio percepito dal settore è quello di dover raggiungere nuovi obiettivi senza disporre di risorse realmente aggiuntive.

 

Nella bozza italiana è emerso inoltre il tema della revisione delle sovvenzioni pubbliche considerate potenzialmente dannose rispetto agli obiettivi del Regolamento. Nel dibattito sono così finite anche le agevolazioni fiscali sui carburanti agricoli e gli incentivi collegati all'impiego di fertilizzanti e prodotti fitosanitari.

 

Questo, però, non significa che Bruxelles abbia deciso di eliminare il gasolio agricolo agevolato o vietare fertilizzanti e agrofarmaci. Si tratta di questioni che dovranno essere definite nell'attuazione nazionale e che rendono ancora più importante conoscere il testo che il Governo sta mettendo a punto.

 

Le associazioni agricole: "Non scaricare i costi sulle imprese"

Le organizzazioni agricole guardano con preoccupazione soprattutto ai possibili costi per le aziende e alle modalità con cui gli obiettivi europei saranno tradotti nel Piano italiano.

 

Confagricoltura, intervenuta direttamente sulla bozza del Pnr, ha criticato i tempi e le modalità della consultazione e ha posto l'attenzione sulle misure per la connettività fluviale e la rinaturazione dei corsi d'acqua, considerate delicate soprattutto per risicoltura, pioppicoltura e aziende delle aree perifluviali. Ha inoltre chiesto un coinvolgimento del settore agricolo anche nelle successive fasi di attuazione del Piano.

 

Cia - Agricoltori Italiani, già durante l'iter europeo, aveva invece messo in guardia dal rischio di nuovi oneri e di una riduzione del potenziale produttivo, chiedendo risorse adeguate per il ripristino senza sottrarre fondi alla Pac.

 

Più critica Coldiretti, che aveva definito la Nature Restoration Law una legge "ideologica", pur riconoscendo che il testo definitivo è meno impattante sull'agricoltura rispetto alla proposta iniziale, grazie alla modifica o all'eliminazione di alcune delle misure più contestate, come l'obiettivo del 10% delle superfici agricole con elementi paesaggistici ad alta diversità.

 

Una legge europea, votata dagli europei

Nel dibattito sulla Nature Restoration Law ricorre spesso l'idea di una normativa "imposta da Bruxelles". Una definizione che rischia però di semplificare eccessivamente il funzionamento delle istituzioni comunitarie.

 

Il Regolamento è stato infatti approvato attraverso la procedura legislativa ordinaria dell'Unione Europea. La Commissione ha presentato la proposta nel giugno 2022, il testo è stato discusso e modificato dal Parlamento Europeo e dal Consiglio, le due istituzioni hanno raggiunto un accordo politico e il Parlamento lo ha infine approvato in prima lettura il 27 febbraio 2024. Il Consiglio, dove siedono i rappresentanti dei Governi degli Stati membri, ha dato il via libera definitivo il 17 giugno successivo.

 

Non è stata una votazione scontata. Al Parlamento Europeo il testo concordato con gli Stati membri è passato con trecentoventinove voti favorevoli, duecentosettantacinque contrari e ventiquattro astensioni. A sostenerlo furono soprattutto i Socialisti e Democratici (S&D), Gruppo di cui fa parte il Partito Democratico, i Verdi/Ale e The Left, mentre anche la maggioranza di Renew Europe votò a favore. Tra gli italiani sostennero il provvedimento anche gli eurodeputati del Movimento 5 Stelle, che all'epoca sedevano tra i non iscritti. Sul fronte opposto si schierarono invece in larga maggioranza il Partito Popolare Europeo (Ppe), di cui fa parte Forza Italia, i Conservatori e Riformisti Europei (Ecr), a cui aderisce Fratelli d'Italia, e Identità e Democrazia (Id), Gruppo di cui faceva parte la Lega.

 

È significativo proprio il caso del Ppe. La principale famiglia politica del centrodestra europeo si oppose alla legge, ma non in maniera compatta: venticinque popolari votarono comunque a favore. La Nature Restoration Law è quindi il risultato di una maggioranza parlamentare trasversale composta soprattutto da socialisti, verdi, liberali e sinistra, alla quale si aggiunsero alcuni popolari e parlamentari non iscritti.

giovedì 8 ottobre 2026

"Cibi Processati: il position paper del Cluster Agrifood"

 Venerdì Culturale 09/10/2026

Dalle ore 17:00 alle 19:00

"Cibi Processati: il position paper del Cluster Agrifood"

 

Relatori: Emanuele Marconi (Università Campus Bio-Medico di Roma ) e Daniela Martini (UNIMI)

 

Modera Andrea Sonnino (Presidente FIDAF)

 

Il seminario si svolgerà in modalità ibrida, sia in presenza nella sede FIDAF di via Livenza, 6 a Roma, che a distanza sulla piattaforma GoToWebinar®

Per partecipare da remoto è necessario iscriversi al seguente LINK:

https://attendee.gotowebinar.com/register/8935082745002045017

 

Al termine dell'iscrizione si riceverà una e-mail di conferma

con le informazioni su come partecipare al webinar.

Si raccomanda di seguire le istruzioni per la verifica dei requisiti di sistema.

 

Ai partecipanti iscritti agli Ordini dei Dottori Agronomi e Dottori Forestali verranno riconosciuti 0,25 CFP

---

Emanuele Marconi

Sintesi dell’intervento:

“Alimenti Ultraprocessati: il processo questo sconosciuto!”

Negli ultimi anni gli alimenti ultraprocessati sono diventati oggetto di crescente attenzione da parte della comunità scientifica, dei media e dei consumatori, spesso associati a effetti negativi sulla salute e a modelli alimentari poco sostenibili.

La relazione intende analizzare criticamente il concetto di ultraprocessato veicolato dall’attuale classificazione NOVA, ripristinando la dignità del processo che è volto ad assicurare la sicurezza d’uso, la qualità nutrizionale e sensoriale, la digeribilità e biodisponibilità di nutrienti e micronutrienti, la accessibilità e la disponibilità di cibo in un contesto di sostenibilità sociale, economica e ambientale.

 

Sintetico Curriculum Vitae:

Professore ordinario di Scienze e Tecnologie Alimentari (dal 27/12/2004) SSD AGR/15 Scienze e Tecnologie Alimentari presso l’Università Campus Bio-Medico di Roma

già Direttore del Centro di Ricerca Alimenti e Nutrizione del CREA (2022 -2025)

Past President dell’Associazione Italiana di Scienze e Tecnologie Alimentari (AISTEC)

Coordinatore del Comitato Tecnico Scientifico e Componente del Consiglio di Presidenza del Cluster Nazionale Agri-Food (C.L.A.N.)

Accademico Ordinario dell’Accademia dei Georgofili

Consigliere CUN (Consiglio Universitario Nazionale) (2019-2023)

 

---

Daniela Martini

Sintesi dell’intervento:

“Cibi processati: qualità nutrizionale, dieta e salute”

L’intervento analizzerà il ruolo dei cibi processati da una prospettiva nutrizionale, considerando non solo le caratteristiche del singolo alimento, ma anche il suo contributo alla qualità complessiva della dieta e le possibili implicazioni per la salute. Particolare attenzione sarà dedicata al dibattito sugli alimenti ultra-processati (UPF), alle modalità con cui vengono classificati e alle evidenze che ne associano il consumo agli esiti di salute. Saranno discussi i principali punti di forza e i limiti delle evidenze disponibili, evidenziando l’eterogeneità nutrizionale degli alimenti inclusi nella categoria UPF e la necessità di distinguere il grado di trasformazione dalla qualità nutrizionale. L’obiettivo è contribuire a una lettura più articolata del rapporto tra alimenti processati, dieta e salute, evitando che una classificazione teoricamente basata sul processo diventi, da sola, un indicatore della salubrità di un alimento.

 

Sintetico Curriculum Vitae:

Professoressa Associata di Nutrizione Umana presso l’Università degli Studi di Milano e membro del Comitato Scientifico della Società Italiana di Nutrizione Umana (SINU). La sua attività di ricerca riguarda lo studio della relazione tra alimenti, modelli alimentari e salute, con particolare attenzione alla qualità nutrizionale della dieta, agli alimenti ultra-processati e all’etichettatura alimentare. È autrice di oltre 120 pubblicazioni scientifiche e ha coordinato un progetto PRIN sugli effetti del consumo di alimenti ultra-processati su marcatori di salute.

 

  

Per consultare il programma dell’intero ciclo cliccare QUI 


Guida alla Legge 01/2026: come cambia la responsabilità per i dipendenti pubblici


Il 2026 segna un punto di svolta fondamentale per chi opera nella Pubblica Amministrazione. Con l'entrata in vigore della Legge 01/2026, LINK  il legislatore ha introdotto una riforma organica della responsabilità amministrativa e contabile, con l’obiettivo di trasformare un sistema spesso percepito come incerto in un quadro di regole chiare e, soprattutto, prevedibili. Un cambiamento radicale che accende inevitabilmente i riflettori anche sugli strumenti di tutela personale, a partire dall'assicurazione per dipendenti pubblici.

Per dirigenti e dipendenti pubblici, questa evoluzione non rappresenta solo un mutamento tecnico, ma l'introduzione di una maggiore serenità operativa. Tuttavia, sorge spontanea una domanda: siamo di fronte a un sistema di maggiori tutele o a nuovi rischi? Se da un lato il perimetro della colpa grave è più definito, dall'altro la certezza della norma rende anche più automatica la contestazione del danno nei casi previsti. Vediamo nel dettaglio quali sono i pilastri della nuova disciplina.

 

La nuova definizione di Colpa Grave: dai casi aperti alla tassatività

In passato, il perimetro della "colpa grave" non era tipizzato e lasciava ampio spazio alla discrezionalità interpretativa, rendendo difficile per il professionista pubblico valutare preventivamente l'esito dei propri atti. La Legge 01/2026 interviene su questo punto definendo quattro casi tassativi.

La condanna per colpa grave può scattare esclusivamente se si verifica una delle seguenti fattispecie:

  • - violazione manifesta delle norme: intesa come l'inosservanza grave di una norma che risulti chiara, precisa e inescusabile;
  • - travisamento palese dei fatti: quando la ricostruzione degli eventi risulta distorta rispetto a quanto emerge dagli atti ufficiali del procedimento;
  • - affermazione di un fatto escluso: ovvero l'asserzione di una circostanza che i documenti smentiscono in modo incontrovertibile;
  • - negazione di un fatto risultante: speculare al punto precedente, riguarda la negazione di fatti che emergono con chiarezza dagli atti disponibili.


A ulteriore tutela della professionalità, la legge chiarisce che non costituisce colpa grave l'errore derivante dall'aver seguito indirizzi giurisprudenziali prevalenti o pareri autorevoli delle autorità competenti. Se l'azione non rientra in questi casi specifici, la responsabilità amministrativa non è configurabile.

 

Il sistema del "doppio tetto": un limite alla responsabilità economica

Oltre alla chiarezza sulle cause, la riforma introduce una misura fondamentale per la protezione del patrimonio personale: il limite risarcitorio. Salvo le ipotesi di dolo o illecito arricchimento, l'obbligo risarcitorio è infatti calmierato da due soglie massime invalicabili:

  • - il limite del danno: l'importo richiesto non può eccedere il 30% del danno complessivo accertato;
  • - il limite della retribuzione: il risarcimento non può comunque superare il doppio della Retribuzione Annua Lorda (RAL) del dipendente.


L'aspetto fondamentale è che il risarcimento dovuto corrisponderà sempre alla cifra più bassa tra questi due massimali.

Esempio pratico: un dipendente con una RAL di €50.000 (tetto massimo €100.000) che causa un danno erariale accertato di €1.000.000, sarà chiamato a rispondere per un massimo di €100.000, poiché il doppio della sua RAL è inferiore al 30% del danno (che sarebbe €300.000).

Questo sistema garantisce che l'esposizione economica sia sempre proporzionata alle capacità reddituali del dipendente, pur restando cifre che possono incidere significativamente sul patrimonio familiare.

 

Obbligo assicurativo e rinvio Milleproroghe: facciamo chiarezza

C'è stata molta discussione sul rinvio dei termini introdotto dal decreto Milleproroghe. È essenziale distinguere tra la disciplina della responsabilità e l'obbligo della polizza:

  • - la responsabilità è già attuale: per tutto il 2026, la Corte dei Conti giudica già in base alla nuova disciplina della Legge 01/2026. Se un atto compiuto oggi genera un danno, il dipendente ne risponde subito secondo queste nuove regole;
  • - l'obbligo formale è slittato: solo l'obbligo di possedere una polizza assicurativa per chi ricopre incarichi che comportino la gestione di risorse pubbliche è stato posticipato al 1° gennaio 2027.


In sostanza, il rinvio burocratico non elimina il rischio economico reale del 2026: il dipendente continua a rispondere delle proprie azioni con i propri beni.

 

La gestione autonoma della tutela professionale

Un aspetto spesso dimenticato è che, ai sensi della Legge 244/2007, le Pubbliche Amministrazioni non possono farsi carico del premio assicurativo per la colpa grave dei propri dipendenti; i contratti stipulati in violazione di tale divieto sono nulli. La tutela è strettamente personale e deve essere attivata dal lavoratore in autonomia.

Scegliere una copertura specifica oggi significa operare con la consapevolezza che il proprio patrimonio è protetto da un partner esperto, in grado di partecipare direttamente al giudizio (litisconsorzio necessario) e coprire non solo i danni diretti all'Ente, ma anche le eventuali rivalse per danni causati a terzi.

 

La soluzione RCPolizza.it: protezione allineata alla nuova normativa

Per rispondere a questo scenario, la polizza "Colpa Grave Pubblica Amministrazione" di RCPolizza.it, aggiornata a febbraio 2026, è stata progettata per essere già perfettamente coerente con il nuovo quadro normativo e le esigenze del settore pubblico.

La nostra soluzione offre vantaggi esclusivi già nella tutela base:

  • - tutela multi-incarico: copertura valida per un massimo di 7 incarichi diversi, anche in società partecipate. Sono inclusi ruoli delicati come RUP, DEC e responsabile della sicurezza (D.Lgs 81/2008);
  • - premi competitivi: proposte economicamente sostenibili, studiate per offrire il miglior equilibrio tra qualità della copertura e risparmio;
  • - massimali personalizzati: un'ampia scelta di massimali per garantire una protezione su misura della reale esposizione professionale;
  • - continuità temporale: la polizza include 5 anni di retroattività e 10 anni di postuma in caso di cessazione dell'attività.

IL 23 E 24 OTTOBRE A CATANIA DI SCENA “SICILIA TERRA DEL GUSTO, EXPO DELLE ECCELLENZE AGROALIMENTARI”

Sicilia Terra del Gusto, Expo delle Eccellenze Agroalimentari è l’imperdibile due giorni organizzata da Ristoworld Italy, l’associazione internazionale di turismo, cucina, difesa e valorizzazione del Made in Italy. Una iniziativa finanziata dall’Assessorato Regionale dell’Agricoltura, dello Sviluppo Rurale e della Pesca Mediterranea – Dipartimento Regionale dell’Agricoltura, alla quale hanno aderito numerosi enti e soggetti privati, espositori e operatori economici.

 


Il prossimo 23 e 24 ottobre 2026, l'Istituto Incremento Ippico di Catania si trasformerà così nel cuore pulsante dei sapori e delle tradizioni della Sicilia, attraverso un viaggio straordinario tra gusto, cultura e tradizione.

Esperienze B2B, degustazioni dei migliori prodotti tipici, show cooking con chef d'eccezione, focus e tavole rotonde sugli scenari di mercato delle eccellenze agroalimentari, mostre dedicate al comparto e al territorio.

Interessante la sezione dedicata alla convegnistica e agli approfondimenti moderata da Marcello Proietto di Silvestro, past president e direttore responsabile di Ristoword Italy Notizie.

Venerdì 23 ottobre, dopo il taglio del nastro alle 10 e il saluto istituzionale delle autorità presenti con una visita presso le aziende espositrici, spazio all’approfondimento con il primo appuntamento previsto per le 11 tal tema: “L’importanza della promozione dell’agroalimentare siciliano nel mondo”. Interverranno Agata Matarazzo, docente ordinario di scienze merceologiche dell’Università di Catania, dipartimento di economia e impresa. Salvatore Romeo, export manager per Italian American Chamber of Commerce of Chicago, Francesco Cannizzo, manager e formatore accreditato presso ICE, Istituto per il Commercio Estero.

La sessione del pomeriggio prevede alle 15 e 30 “Grani antichi siciliani: valorizzare il passato per nutrire il futuro”. Interverranno Riccardo Lojacono, esperto nutrizionista e Paolo Caruso, agronomo e fondatore di Foodiverso.

Alle 16 e 30 spazio al vino con la conferenza: “Il futuro del vino etneo: tra cambiamento climatico e nuove competenze professionali”. Relatori saranno Danilo Trapanotto, maestro assaggiatore e Sommelier, presidente Onav Catania e Antonio Muratore, docente presso Ipsat R. Chinnici di Nicolosi e referente Albatros Messina.

Alla 17 e 30 “Biodiversità, cambiamenti climatici e qualità degli oli siciliani”. Interverranno Riccardo Randello, presidente regionale Agia Sicilia, agronomo, assaggiatore esperto di oli per Apo e Giosuè Catania, presidente Apo Catania, associazione cooperativa agricola produttori olivicoli.

Lo spazio dedicato allo show cooking, in programma nella giornata di sabato 24 ottobre, annovera chef di primissimo piano e in particolare vedrà la partecipazione alle 10 e 30 di Pietro Arezzi, presidente provinciale della Federazione Italiana Cuochi di Catania (Fic); alle 11 e 30 Gianluca Mignemi – Chef Ristoworld che fu protagonista durante la Cena del G7 a Palazzo degli Elefanti di Catania; alle 15.00 Rosario Leonardi, presidente provinciale Catania dell’Associazione Professionale Cuochi Italiani (Apci), alle 16 spazio a Peppe Leotta, presidente regionale di Sicilia della Confederazione Pasticceri Italiani (Conpait) e Angelo Cardella, docente della stessa Conpait; alle 17 Alessandro Russo, vicepresidente nazionale Ristoworld Italy e responsabile della sezione Emergency.

Alle 18 i ringraziamenti finali con la consegna degli attestati di ringraziamento agli espositori e ai media partners.

«L'ingresso è gratuito, ed è possibile fare richiesta tramite i canali ufficiali e social di Ristoworld Italy – commenta Andrea Finocchiaro, fondatore e direttore generale dell’associazione – per vivere insieme a noi un fine settimana davvero all’insegna della tutela e valorizzazione delle eccellenze del territorio in un clima di grande sinergia anche fra le diverse associazioni come è nel dna di Ristoworld Italy.  Assieme alla social media manager Federica Guglielmino e a tutto lo staff organizzativo e il consiglio direttivo, stiamo dando visibilità alle aziende che operano nel tessuto economico della Sicilia con una azione corale che mette in sinergia le forze sane della nostra regione».

 

Ufficio Stampa Ristoworld Italy

ODG Sicilia 75767

Mobile 351 7786012

 

mercoledì 7 ottobre 2026

Tra Zolle e consolle. La dimensione del lavoro dipendente in agricoltura

Roma, 20 ottobre 2026 dalle 16.00 alle 18.00  


 cover locandina evento

 

Tra zolle e consolle: il lavoro agricolo tra trasformazioni sociali e nuove sfide

Il 20 ottobre a Roma INSOR e CREA promuovono un nuovo incontro dedicato all’evoluzione del lavoro dipendente in agricoltura, dalla modernizzazione del secondo dopoguerra alle transizioni tecnologiche e sociali contemporanee.

Come è cambiato il lavoro agricolo in Italia e quale ruolo avrà nelle trasformazioni che attendono il settore?

È la domanda al centro di “Tra zolle e consolle. La dimensione del lavoro dipendente in agricoltura”, il seminario promosso da INSOR e CREA in programma lunedì 20 ottobre 2026, dalle ore 16.00 alle 18.00, presso la sede centrale del CREA in Via della Navicella 2, Roma.

Le trasformazioni che hanno attraversato le campagne italiane nel corso del Novecento non possono essere interpretate esclusivamente attraverso l’evoluzione delle tecniche produttive o i cambiamenti normativi. Come ricordava Corrado Barberis nelle sue analisi sulla società rurale italiana, esse sono il risultato di mutamenti più profondi che hanno coinvolto il lavoro, le relazioni sociali, le competenze e le aspettative delle persone.

Nel secondo dopoguerra l’agricoltura italiana ha vissuto un processo di modernizzazione che ha modificato radicalmente il modo di produrre e di vivere nelle aree rurali. Alla riduzione degli addetti e alla crescita della produttività si sono accompagnati la trasformazione delle professioni agricole, nuove forme di mobilità sociale e una progressiva integrazione tra produzione, trasformazione, distribuzione e servizi.

Oggi quella trasformazione prosegue in un contesto profondamente diverso.

Alcune delle questioni che interessano il lavoro agricolo sono diventate particolarmente urgenti: la disponibilità di manodopera, la qualità e la stabilità dell’occupazione, il ricambio generazionale, il ruolo dei lavoratori stranieri, la formazione e l’evoluzione delle competenze. A queste si aggiungono gli effetti della digitalizzazione, dell’automazione e delle transizioni ecologica e tecnologica.

Il seminario propone quindi una lettura del lavoro agricolo capace di mettere in relazione evoluzione storica e scenario contemporaneo, per comprendere non soltanto quanto il settore sia cambiato, ma anche quali condizioni saranno necessarie per coniugare innovazione, competitività, sostenibilità e dignità del lavoro.

Il programma

L’incontro sarà introdotto e moderato da Alessandra De Seneen, Segretario Generale INSOR.

Le relazioni introduttive saranno affidate a:

  • Roberto Reali, Consiglio Nazionale delle Ricerche e Vicepresidente INSOR, con l’intervento “La trasformazione del lavoro in agricoltura. Modernizzazione e identità di un cambiamento sociale”;
  • Maria Carmela Macrì, Centro Politiche e Bioeconomia CREA, con l’intervento “Tra carenza e precarietà, il paradosso del lavoro agricolo dipendente: essenziale ma poco tutelato”.

Parteciperanno alla discussione:

  • Maria Cristina Solfizi, Direttore Generale Copagri;
  • Valentina Ferri, Struttura Lavoro e Professioni dell’Istituto Nazionale per l’Analisi delle Politiche Pubbliche – INAPP;
  • Alessandra Corrado, Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali dell’Università della Calabria.

Seguirà il dibattito con i partecipanti. Le conclusioni saranno affidate ad Alessandro Monteleone, Consigliere CdA CREA.

Informazioni

Tra zolle e consolle. La dimensione del lavoro dipendente in agricoltura
📅 20 ottobre 2026
🕓 16.00 – 18.00
📍 CREA – Sede centrale
Via della Navicella 2, Roma

  

Per partecipare iscriviti compilando il

form online

 

martedì 6 ottobre 2026

“ItalyFEST London 2026”

 

L' Associazione Culturale POP UP MARKET CT lancia la prima edizione di “ItalyFEST London 2026” questo Ottobre a Londra

Questa iniziativa è finanziata dall’Assessorato Regionale dell'Agricoltura, dello Sviluppo Rurale e della Pesca Mediterranea - Dipartimento Regionale dell’Agricoltura.

LONDRA, REGNO UNITO — La squadra che ha reso SicilyFEST un appuntamento imperdibile della scena londinese amplia ufficialmente i propri orizzonti con il debutto di ItalyFEST London 2026. Questa prima edizione segna un’evoluzione naturale e ambiziosa: uno sguardo che abbraccia l’intera penisola per celebrare la straordinaria varietà di sapori, suoni, maestria artigianale e stile di vita autenticamente italiani.


 

Prodotto dall'Associazione Culturale POP UP MARKET CT in stretta collaborazione con i curatori musicali di Gotobeat, ItalyFEST 2026 coniuga radici tradizionali ed energia contemporanea in una quattro giorni all’insegna della cultura viva.


L'Associazione Culturale POP UP MARKET CT continua la sua ricca attività di promozione del territorio italiano e siciliano con ItalyFEST, un festival che vede protagoniste tutte le regioni d'Italia, con una particolare attenzione alla Sicilia, a cui verrà dedicata un'ampia area all'interno dell'evento, con prodotti tipici del territorio, degustazioni e show cooking.

 

La manifestazione si avvale dell’autorevole patrocinio di: Consolato Generale d'Italia a Londra, Istituto Italiano di Cultura di Londra, Assessorato all'Agricoltura della Regione Siciliana, Unioncamere Sicilia e UK Confederation.

 

Dettagli dell'evento

● Date: da giovedì 22 a domenica 25 ottobre 2026

● Location: Business Design Centre, 52 Upper St, London N1 0QH

● Orari di apertura:

○ Giovedì 22 ottobre: 16:30 – 22:00

○ Venerdì 23 ottobre: 11:00 – 22:00

○ Sabato 24 ottobre: 11:00 – 20:00

○ Domenica 25 ottobre: 10:00 – 19:00

 

Spazio alla Cultura: presentazione del libro di Salvo Filetti

A inaugurare la dimensione culturale della prima giornata, giovedì 22 ottobre, sarà un appuntamento dedicato al talento e all'estro italiano: la presentazione del libro “Chi vuol esser bella, sia” firmato da Salvo Filetti, celebre hair designer e fondatore del Gruppo Compagnia della Bellezza.

 

 

Serata d’apertura in chiave pop e quattro giorni di musica dal vivo

A fare da madrina e headliner nella serata inaugurale di giovedì 22 ottobre sarà una delle voci più iconiche del pop italiano, Anna Tatangelo.

Con oltre vent'anni di carriera, numerosi successi al Festival di Sanremo e hit rimaste in vetta alle classifiche, l’artista scalderà il palco londinese dando il via al weekend con un live set travolgente.

 

Curato insieme a Gotobeat e Spaghetti Disco, il cartellone musicale animerà costantemente gli spazi del festival dalla mattina alla sera:

 

● Giovedì 22 ottobre: l'atmosfera si accende con DJ Amnesia, che accompagnerà il pubblico prima e dopo l’attesissimo live di Anna Tatangelo.

● Venerdì 23 ottobre: sonorità eclettiche e ritmi coinvolgenti con le selezioni di Christian DJ, Roberta Cutolo e Cherry Clementine, fino all'esibizione dal vivo di Leo Pesci.

● Sabato 24 ottobre: il live di Sophiz all’ora di pranzo, seguito dai dj set ad alta energia di Christian DJ e DJ Amnesia.

● Domenica 25 ottobre: il gran finale di festival a ritmo di groove affidato a Roberta Cutolo e DJ Amnesia.

 

L’eccellenza del "Made in Italy" protagonista a Londra

Tra le novità di questa edizione spicca l’area allestita in sinergia con i media partner Fairness Magazine e London One Radio, che trasmetteranno in diretta dal cuore della fiera. Uno spazio vivace e aperto al dialogo, pensato per raccontare storie d'impresa, design, arte e attualità attraverso interviste, approfondimenti e incontri dedicati all’eccellenza italiana nel mondo.

 

Dai banchi degli artigiani del gusto alle migliori etichette vinicole, dagli show cooking ai ritmi che trasformano la venue in un dancefloor, ItalyFEST London 2026 si prepara a diventare la più grande celebrazione autunnale dell'italianità oltremanica.

 

Sito ufficiale: https://www.italyfest.co.uk/

 

venerdì 2 ottobre 2026

TRECASTAGNI SI PREPARA ALLA XXV EDIZIONE DELLA FESTA DEL CASTAGNO

 


 

Torna anche quest’anno uno degli eventi più attesi del panorama pedemontano. La “Festa del Castagno – Sapori d’Autunno” si prepara a tingere Trecastagni dei colori e delle fragranze della stagione e a deliziare turisti e visitatori delle specialità di un territorio tutto da scoprire.


La manifestazione, finanziata dall’Assessorato Regionale dell’Agricoltura, dello Sviluppo Rurale e della Pesca Mediterranea – Dipartimento Regionale dell’Agricoltura, giunge quest’anno alla XXV edizione. Una felice tradizione che conferma il proprio ruolo fondamentale nella valorizzazione dei prodotti tipici locali, su tutti la castagna dell’Etna, nella promozione dei frutti della filiera agro-alimentare etnea, la diffusione della cultura rurale e la sensibilizzazione sui temi della sostenibilità ambientale coniugata ad un’idea di turismo esperienziale, in grado di esaltare le bellezze e il patrimonio storico-naturalistico locale.


 

Un progetto che vede in campo il coinvolgimento della Pro Loco, delle scuole e numerose associazioni di volontariato attive sul territorio.

Trecastagni, che ricade nel Parco dell’Etna, si presenta come una delle maggiori mete di richiamo del panorama etneo: il centro abitato a misura d’uomo e le sue peculiarità artistiche e architettoniche incontrano la sconfinata bellezza dei boschi di castagni, querce e lecci. Ambiente naturale della castagna, qui la preparazione di numerose ricette e prelibatezze si sposa con la lavorazione del legno e i mille prodotti dell’ingegno dell’artigianato locale.

Tutti i fine settimana d’ottobre, il cuore pulsante della centralissima Piazza Marconi e le vie del centro storico si coloreranno di stand espositivi e prodotti tipici, un caleidoscopio in cui convivono mercatini dell’artigianato e le eccellenze della buona tavola, tutte da scoprire e degustare: la castagna e le specialità culinarie ad essa collegate, il vino, il miele, la frutta di stagione.

L’atmosfera di festa sarà allietata dalla presenza di gruppi folkloristici, esibizioni musicali e passeggiate in costume tradizionale sul tipico carretto siciliano, a salvaguardia di una delle tradizioni più caratteristiche dell’isola.

E ancora street food, musica dal vivo, spettacoli, estemporanee di pittura, laboratori artistici per grandi e piccini, giochi, animazioni e ovviamente escursioni a Monte Ilice e passeggiate immersive nelle bellezze paesaggistiche del territorio.

“Ventisei anni fa abbiamo dato vita ad un evento che non è solo una bella tradizione locale, ma un volano di sviluppo e di promozione delle eccellenze locali” dichiara il Sindaco Edmondo Pappalardo “essere arrivati alla venticinquesima edizione ci mostra quanta strada abbiamo percorso e quanta ancora possiamo e dobbiamo percorrere per valorizzare un territorio invidiabile e che non cessa di attirare gli sguardi e l’attenzione di centinaia di turisti e visitatori. La Festa del Castagno si sposa con la nostra visione di turismo lento e sostenibile, di una territorialità capace di valorizzare le risorse e le identità locali. Ringrazio la Regione Siciliana per il sostegno tramite l’Assessorato Regionale all’Agricoltura, i commercianti e gli artigiani locali per l’impegno profuso, la Pro Loco e le associazioni protagoniste dell’imponente macchina organizzativa, gli uffici, il corpo dei Vigili Urbani e l’Arma dei Carabinieri per il loro impegno nella buona riuscita della manifestazione”

 

Giuseppe Di Mauro,

Portavoce Sindaco Trecastagni

Tessera ODG Sicilia N. 188784

366/4019280

Post in evidenza

C’è la Sicilia nel Menù del film gastronomico

NinoSutera C’è la Sicilia nel Menù del film gastronomico                                               Regione Enogastronomica d’Europa 20...