In un iniziativa in programma a fine mese a Licata, Tony Rocchetta sarà insignito del prestigioso riconoscimento di "Custode dell'Identità Territoriale" da parte della Rete Nazionale dei Borghi GeniusLoci DeCo
Viaggiatori della Vita: alla scoperta del nostro territorio con Tony Rocchetta.
In un tempo in cui tutto sembra correre veloce, ci siamo concessi il lusso di rallentare. Di fermarci. Di ascoltare. E con occhi pieni di stupore e cuori colmi di curiosità, i bambini della classe I C dell’Istituto Leopardi si sono messi in cammino: un piccolo grande viaggio nel cuore della propria terra.
Guidati da Tony Rocchetta, custode della varietà autoctona di grano Chiattulidda, abbiamo attraversato i sentieri del Food Camp, un laboratorio a cielo aperto, un campo sperimentale dove si coltivano semi antichi siciliani senza chimica, ma con amore, pazienza e ricerca. Un luogo dove ogni spiga è un racconto, ogni semina un gesto di cura verso la biodiversità e le generazioni future.
La visita al Pozzo Gradiglia, ingegnosa eredità della cultura araba, ci ha insegnato quanto l’acqua – come l’aria, la terra e il fuoco – sia elemento sacro e indispensabile, fondamento di ogni forma di vita. Attraverso i racconti e le dimostrazioni, i bambini hanno potuto comprendere la saggezza dei nostri antenati, il rispetto per le risorse, la centralità dell’equilibrio con la natura.
Nel cuore dell’AgriTeatro Didattico, il primo teatro agricolo, la scena si è animata di storie, gesti, canzoni e sapori. Abbiamo percorso insieme il ciclo del grano: dalla pisatura alla molitura, fino alla farina viva, simbolo del legame diretto tra terra, mani e tavola. Un vero atto d’amore verso la tradizione contadina.
Con le mani in pasta e il cuore nella storia, abbiamo preparato un piatto della cucina povera licatese: le sarde a beccafico. Un’antica ricetta nata dall’ingegno del popolo, capace di trasformare l’umiltà degli ingredienti in un trionfo di gusto e identità. Due impiattamenti diversi hanno raccontato la stessa verità: la cucina è cultura, è narrazione, è appartenenza.
Tra un canto di Rosa Balistreri, una filastrocca dei nonni, e un laboratorio sensoriale-culinario, i bambini hanno toccato con mano il valore della diversità culturale, il significato dell’inclusione, il potere della memoria. Hanno scoperto che il patrimonio culturale non è fatto di muri e monete, ma di parole, gesti, suoni, sapori, emozioni.
Abbiamo parlato in siciliano, onorando la lingua che custodisce il cuore della nostra gente. Abbiamo camminato nella bellezza della corresponsabilità educativa, dove scuola, famiglia e territorio si intrecciano per seminare consapevolezza.
Perché conoscere il proprio territorio non è un gesto isolato. È un atto di coraggio, un’azione politica, un modo per costruire identità e futuro. È un invito ad abitare il mondo con rispetto, gratitudine e meraviglia.
To be continued…













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