martedì 4 marzo 2025

la cucina italiana candidata a Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità

 

 

    NinoSutera 

 

Mangiare è un atto agricolo, così  il  poeta-agricoltore americano Wendell Berry, parlava di cibo, che  è diventato ormai uno stile di vita, per cui la gente mangia come vorrebbe vivere e si identifica nelle proprie scelte alimentari quotidiane, o almeno prova a farlo, non sempre però i risultati sono soddisfacenti per tutti.

 



La candidatura nasce nel 2023 su impulso della Fondazione Casa Artusi, dell'Accademia Italiana di Cucina, del Collegio Culinario e della rivista La Cucina Italiana. 

Il dossier evidenzia come, in Italia, la pratica della cucina sia un elemento quotidiano, un modo di prendersi cura di sè e degli altri, ma anche di ricordare le proprie origini e mantenerle vive trasmettendole alle nuove generazioni. Il dossier, da questo momento, sarà sottoposto ad una lunga e complessa valutazione da parte di un organo di esperti mondiali che concluderà il proprio esame a dicembre 2025. 


Periodicamente  si organizzano eventi, manifestazioni, convegni ect. all'insegna della dieta mediterranea, del cibo sano,grande e giusto,  del K zero (un inno nazional popolare..dello zero appunto)    ...durano da sempre, quando la brina di primavera al spuntar  del sole.  Il proliferare di organizzazioni, associazioni  e congregazioni più o meno specializzati solo ad intercettare risorse pubbliche, a danno dei azionisti di maggioranza, "gli agricoltori " rappresenta ancora una volta una conferma.



 "In tanti parlano di cibo, pur non avendone titolo,    sconoscono completamente la materia, per non parlare di chi per promuovere la cucina italiana si ispira a chef francesi"

In un mondo in cui mangiare ha assunto molti altri significati rispetto a quello energetico, l’ identità, il conforto, la socialità, l’ etica, la politica e naturalmente  l’ agricoltura, rivestono un ruolo non secondario.

E’ innegabile che il cibo ha un stretto legame con l’agricoltura e la cucina,  definiva e raccontava  la nostra italianità   Una identità che riflette nel bene e nel male la nostra storia millenaria,  e rispecchia fedelmente la nostra geografia: un Paese che si estende per quasi 1300 km di lunghezza, con una ricchezza impressionante di territori, suoli e paesaggi (collina, montagna, pianura, mare, lago, vulcani) nonché di climi ed ecosistemi (da quello gelido alpino/appenninico a quello arido mediterraneo). Recentemente la cucina italiana è stata candidata  a Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità.

Una cultura alimentare, insomma, che si è sedimentata per secoli sullo scambio tra città e campagna, tra aree geografiche vicine e tra ricchi e poveri; sulla differenza tra Nord e Sud, tra regioni e addirittura tra campanili; sull’assimilazione di stimoli esterni (arabi, francesi, spagnoli, americani, austriaci), rielaborati e reinterpretati con l’italico genius loci. https://terra.regione.sicilia.it/borghi-geniusloci-de-co-legame-fra-uomo-ambiente-clima-e-cultura-produttiva/

Pur tuttavia, va anche detto che l’Italia nel settore alimentare non è più autosufficiente e deve importare grandi quantità di materie prime dall’estero. Una situazione ben conosciuta dagli addetti ai lavori, ma meno nota al grande pubblico, che vorrebbe sempre comprare cibo “made in Italy”  che  peerò non c’è.

Questa mancanza si traduce nella necessità di importare ingredienti da trasformare in prodotti finiti destinati sia al consumo interno sia all’esportazione.   Il nostro Paese non riesce a produrre tutte le risorse di cui ha bisogno sia a causa di politiche restrittive dell’Unione Europea, sia per la diminuzione dei terreni destinati all’agricoltura, che per l’abbandono delle attività agricole poco remunerative  da parte dei contadini.

L’esempio della pasta è indicativo: il grano duro italiano copre solo il 65 % del fabbisogno, occorre importare frumento da Paesi come Canada, Stati Uniti, Sudamerica. Anche per il grano tenero vale la stessa cosa poiché il prodotto interno copre solo il 38% di ciò che richiede il settore, con importazioni da Canada, Francia, ma anche Australia, Messico e Turchia. Non cambia la situazione per altre categorie merceologiche: le carni bovine italiane rappresentano il 76% dei consumi e per il latte si scende addirittura al 44%,  lo zucchero viene soprattutto dal Brasile, mentre il pesce da Paesi Bassi, Thailandia, Spagna, Grecia e Francia, oltre a Danimarca ed Ecuador.   Inoltre la maggior parte dei legumi non sono italiani, a causa di drastiche riduzioni delle coltivazioni. Adesso le importazioni provengono principalmente dal Medio Oriente, Cina, Stati Uniti, Canada,   

Siamo invece autosufficienti per quanto riguarda vino, frutta fresca, uova e pollo(attenti ai allevamenti super industriali)   Solo in questi casi abbiamo la quasi totale certezza di comprare un prodotto made in Italy al 100%.

Esiste quindi un tema centrale,  la sovranità alimentare

Secondo la FAO la sovranità alimentare è un modello di gestione delle risorse alimentari che ha come priorità e motore delle proprie politiche non la massimizzazione del profitto economico ma la soddisfazione delle esigenze alimentari delle persone; che promuove un tipo di produzione alimentare sostenibile e rispettosa del lavoro di chi produce il cibo; che punta a incoraggiare le economie alimentari locali, riducendo la distanza tra fornitori e consumatori, lo spreco e la dipendenza da società distanti dai luoghi in cui il cibo viene prodotto. In altre parole, la sovranità alimentare si propone di dare il controllo delle risorse alimentari soprattutto a chi le produce, le distribuisce e le consuma anziché a grandi aziende che le utilizzano come mezzo per arricchirsi.

Non tutti sanno, che la cucina italiana era una volta tradizione, nata dall’incontro di culture,  la più alta espressione del Made in Italy Agro-Alimentare  era  composta da materie prime rigorosamente autoctone, (la Sicilia era fino a qualche secolo addietro il granaio dell’Impero)  quando perde il legame fra uomo, ambiente, clima e cultura produttiva, diventa un mero prodotto commerciale.

lunedì 3 marzo 2025

Visione per l’agricoltura e il cibo nell’Ue per il 2040 e oltre

  La Commissione europea ha adottato l’attesa visione per l’agricoltura e il cibo - plasmare insieme un settore agricolo e alimentare attrattivo per le future generazioni.

La Comunicazione fa seguito al processo di dialogo sul futuro dell’agricoltura avviato oltre un anno fa e alla relativa relazione finale, del 4 settembre 2024, e rappresenta uno degli elementi strategici per l’attività della Commissione contenuto nelle linee guida politiche 2024-2029.

La Commissione evidenzia come il quadro della Visione sia parte integrante della più recente bussola per la competitività, guardando alle indicazioni dei rapporti Draghi sulla competitività, di Letta sul mercato unico e di Niinisto sulla preparazione alla risposta alle crisi, oltre alle conclusioni del semestre di presidenza belga al Consiglio dell’Ue sul futuro della Pac


 

Le premesse

La Commissione dichiara in premessa che la sicurezza e la qualità del cibo, la sovranità alimentare non sono negoziabili per l’Europa. A testimonianza di questo consenso viene richiamata la recente indagine dell’Eurobarometro da cui emerge che il 94% dei cittadini europei intervistati ritiene importante assicurare la stabilità e la sicurezza dell’approvvigionamento di cibo ad ogni condizione.  

La Commissione sottolinea che il settore agro-alimentare è parte essenziale della nostra capacità competitiva e della nostra autonomia strategica, è il fondamentale sostegno per le aree rurali che occupano il 75% del territorio e il 25% della popolazione dell’Ue e svolge un ruolo essenziale contro il fenomeno dello spopolamento delle campagne e del diritto a restare delle persone nei propri territori.

Nei principi è riconosciuto il ruolo degli agricoltori e dei pescatori come custodi della natura, parte vitale della soluzione nel proteggere la resilienza dei sistemi naturali, del suolo, dell’acqua, della biodiversità, degli oceani e del clima. Agli agricoltori, ai pescatori e alle imprese alimentari è inoltre riconosciuto il ruolo d’innovatori e imprenditori. Per l’approfondimento degli aspetti relativi alle risorse marine, la Commissione rinvia all’annunciata iniziativa Patto sugli oceani.

La Commissione sintetizza il quadro delle sfide evidenziando come il settore agroalimentare sia fortemente sotto pressione per le tensioni geopolitiche, per gli effetti dei cambiamenti climatici, per il persistere delle conseguenze delle più recenti crisi. Viene sottolineato come il settore soffra di un inadeguato ricambio generazionale (solo circa il 12% degli agricoltori ha meno di 40 anni) e di come sia il settore a reddito pro-capite significativamente più basso rispetto alla media dell’intera economia (per -60% su dati 2023), impattando sulla qualità della vita e sulla capacità di pianificare, investire e innovare per gli agricoltori. 

Le soluzioni 

Partendo da questi elementi di analisi, la comunicazione della Commissione intende definire la visione del sistema agro-alimentare europeo al 2040 e oltre presentando gli elementi di una tabella di marcia affinché tutte le politiche lavorino nella stessa direzione adattandosi alle nuove realtà, inquadrando il lavoro della Commissione per l’intero nuovo mandato in tutte le aree politiche che hanno un impatto sull’agricoltura e sull’alimentazione.

La Commissione intende mettere al centro della visione una nuova modalità di lavoro basata sulla costruzione di fiducia e dialogo, superando la polarizzazione che taluni argomenti sul sistema agro-alimentare creano, considerando che il consenso sociale è più probabile che avvenga attraverso il dialogo inclusivo. Il nuovo Consiglio europeo sull’agricoltura e il cibo dovrà supportare la Commissione nella costruzione di politiche inclusive, unitamente alla rete per la Pac e ai dialoghi annuali con i giovani. 

La visione al 2040 dichiarata è quella di un’agricoltura e di una produzione alimentare che prosperi attraverso il continente europeo nella sua diversità, che sia competitiva, resiliente, equa, che attragga le future generazioni e che sia a prova di futuro

La risposta strategica identifica quattro priorità fondamentali che impegneranno l’Ue e gli Stati membri a creare le condizioni di contesto per un settore agro-alimentare che:

  • sia attrattivo e prevedibile, assicurando un reddito che consenta la prosperità per gli agricoltori, che risponda alle aspettative della domanda in termini di costi e di qualità, ove la preservazione della qualità dei servizi ecosistemici sia adeguatamente ricompensata, con un’equa ripartizione dei costi di transizione lungo tutta la filiera di produzione;
  • sia competitivo e resiliente a fronte dell’aumento della competitività e degli shock globali. Ciò include la capacità dell’Ue di diversificare i suoi rapporti commerciali, creare nuove opportunità per l’esportazione e ridurre le dipendenze critiche. Nel contesto sono integrati gli sforzi per ridurre la burocrazia e creare le condizioni al fine di rispondere agli shock e rapidamente adattarsi e trasformare i processi, contribuendo anche alla sicurezza alimentare globale;
  • sia a prova di futuro funzionando nel rispetto dei limiti planetari, contribuendo agli obiettivi climatici, preservando la salute del suolo, l’acqua e l’aria pulita, proteggendo e ripristinando gli ecosistemi, operando nel rispetto dell’approccio One health;
  • valorizzi il cibo, persegua condizioni di lavoro e di vita eque e vibranti in ben connesse aree rurali e costiere, sostenendo il diritto a rimanere, dove i collegamenti tra cibo, territorio, tradizioni siano curate come parte integrante dello stile di vita europeo.

La Commissione precisa che il conseguimento di questa visione comporta la capacità d’investire e fare leva sul potere trasformativo che la ricerca, la conoscenza, le competenze e l’innovazione offrono.

Approfondendo l’argomento della debolezza degli agricoltori nella filiera di produzione nel determinare un equo reddito, la Commissione richiama il pacchetto d’iniziative già adottato a dicembre 2024, dichiarando che le pratiche ove gli agricoltori saranno obbligati forzosamente ad abbassare i prezzi al di sotto dei costi non saranno più tollerate.

Nuove misure vengono annunciate, quali la revisione della

 direttiva sulle pratiche commerciali sleali (Utp), promuovendo allo stesso tempo un rafforzamento della posizione degli agricoltori, attraverso cooperative e associazioni che possano ridurre costi, accrescere l’efficienza, migliorare i prezzi di mercato. Il nuovo osservatorio sulla filiera agroalimentare contribuirà alla trasparenza sui relativi costi e margini di guadagno.



https://agriculture.ec.europa.eu/vision-agriculture-food_en

Identità golose 7-9 marzo Milano



 

La Sicilia proclamata “Regione Europea della Gastronomia 2025”, è la prima in Italia

Un'isola premiata dal gusto. Un importante traguardo e prestigioso riconoscimento, che la consacra protagonista sulla scena internazionale non solo per la sua tradizione culinaria, ma anche per il valore economico e culturale dei suoi prodotti certificati DOP e IGP.
 

“Questo premio celebra la capacità della Regione di trasformare il proprio patrimonio gastronomico in un motore di sviluppo sostenibile e di promozione del territorio, confermando la Sicilia come eccellenza nel panorama mondiale”, ha dichiarato Salvatore Barbagallo, Assessore all'Agricoltura della Regione Siciliana.

L'European Region of Gastronomy viene assegnata ogni anno dall'Istituto internazionale di gastronomia, cultura, arti e turismo (IGCAT) a una o più città o regioni in Europa che si distinguono in attività volte a sensibilizzare sull'unicità culturale e alimentare, a stimolare la creatività e l'innovazione gastronomica, nonché a promuovere un'alimentazione più sana e a migliorare gli standard del turismo sostenibile.

Secondo la Presidente dell'IGCAT Diane Dodd, la nostra regione è riuscita a primeggiare sulle altre candidature grazie al pluralismo delle culture, alla bellezza della natura e alla qualità dei suoi prodotti. La giuria è rimasta colpita dall'approccio sostenibile all'agricoltura, orientata alla protezione delle specie e alla produzione alimentare tradizionale, con grande attenzione per la natura, la cultura, l'artigianato e il benessere dei cittadini locali; in particolare, ha riconosciuto numerosi esempi di buone pratiche che altre regioni potrebbero importare.

La Sicilia è la prima regione italiana ad aver ottenuto questa importante nomina: un grande onore, senz'altro, ma anche un'opportunità straordinaria per consolidare il proprio status di destinazione enogastronomica di prim'ordine attraverso una serie di attività:
Valorizzazione delle radici agroalimentari siciliane
Promozione delle produzioni certificate “Born in Sicily”
Sviluppo del turismo sostenibile e integrazione con le risorse gastronomiche
Creazione di nuove opportunità lavorative e di inclusione sociale
Collaborazione e promozione di una cultura dell'alimentazione
Valorizzazione delle produzioni locali e del patrimonio culinario

Rete Regionale Sisitema della Conoscenza e Innovazione in Agricoltura

     NinoSutera

I sistemi di conoscenza e innovazione agricola   in tutta Europa si stanno evolvendo, con progetti correlati che svolgono un ruolo chiave nel rafforzare i flussi di conoscenza e promuovere la collaborazione. Garantire che informazioni preziose raggiungano in modo efficiente agricoltori, silvicoltori e consulenti è essenziale per guidare l'innovazione e la resilienza.

 

In Sicilia, l’Assessorato all’Agricoltura ha istituto con DDG n 2639   del 17-7-2021 la Rete Regionale Sistema della Conoscenza e dell’Innovazione in Agricoltura, coordinata dall'Osservatorio Neorurale  

 


 



 




 




































Webinar sull' Accordo UE-Mercosur


Il tema centrale del forum, “Accordo UE-Mercosur: conviene un’area di libero scambio per le nostre imprese?”, metterà in luce le opportunità e le sfide di questo storico accordo commerciale tra l’Unione europea e il Mercosur, il blocco economico sudamericano che comprende Brasile, Argentina, Paraguay e Uruguay, con l’associazione di Venezuela.

 Giovedì 6 marzo 2025, Imprese Persona Agroalimentare organizza il ‘Forum Tutto l’Anno’, dedicato all’approfondimento dell’Accordo UE-Mercosur e alle sue implicazioni per le imprese agroalimentari italiane. L’incontro, che si terrà online tramite la piattaforma Zoom dalle 19 alle 20, sarà trasmesso in diretta streaming e richiede un’iscrizione obbligatoria.

L’evento sarà introdotto da Gianmaria Bettini, presidente di Imprese Persona Agroalimentare, che aprirà i lavori sottolineando l’importanza strategica dell’accordo per il settore agroalimentare. Seguiranno interventi di:

– Angelo Frascarelli, dell’Università di Perugia, che analizzerà il contesto e le dinamiche del Mercosur, offrendo una panoramica chiara e approfondita.

– Fabrizio De Filippis, dell’Università Roma Tre, che valuterà gli aspetti economici e commerciali dell’accordo UE-Mercosur, fornendo una valutazione tecnica e puntuale.

– Enrico Zavaglia, Trading Director di Gruppo Cereal Docks di Vicenza, che illustrerà le opportunità per la filiera dei cereali e della soia.

– Cesare Baldrighi, Presidente di Origine Italia e Fattorie Cremona, che approfondirà le prospettive per i prodotti lattiero-caseari DOP e IGP.

– Emilio Mottolini, Responsabile Commerciale di Salumificio Mottolini srl di Sondrio, che discuterà delle potenzialità per la filiera delle carni bovine.

L’Accordo UE-Mercosur, firmato nel 2019 e in fase di ratifica, promette di creare una delle più grandi aree di libero scambio al mondo, aprendo nuovi mercati per le esportazioni europee e favorendo l’ingresso di prodotti sudamericani in Europa. Tuttavia, il dibattito sulle sue ricadute, in particolare per l’agricoltura e l’agroalimentare italiano, rimane acceso. Questo forum rappresenta un’occasione per comprendere meglio i vantaggi, le criticità e le strategie da adottare per competere in un mercato globale sempre più interconnesso.


domenica 2 marzo 2025

Verona al via il SOL 2025

  

               La Sicilia, con il suo inconfondibile olio extravergine d’oliva, al centro della scena  in occasione di Sol 2025, l’evento internazionale dedicato all’olio di qualità. Protagonista indiscusso l’oro verde siciliano, simbolo di una cultura millenaria e di una tradizione agroalimentare d’eccellenza.

Grazie all’organizzazione dell’Istituto regionale del vino e dell’olio (Irvo),    offrirà al pubblico un’immersione tra cultura e innovazione, celebrando le peculiarità del brand Sicilia. Chef di fama e professionisti del settore guideranno i partecipanti in un viaggio sensoriale unico, attraverso ricette autentiche della tradizione che esaltano le straordinarie qualità aromatiche e organolettiche dell’olio Evo siciliano.

 

  L’obiettivo è valorizzare a livello nazionale e internazionale il ruolo dell’olio siciliano che, con il suo legame profondo con il territorio, le condizioni climatiche uniche e le varietà autoctone, si è guadagnato un posto tra i migliori oli extravergine al mondo», ha dichiarato Salvatore Barbagallo, assessore all’Agricoltura della Regione Siciliana.

Assieme a lui, Giuseppa Mistretta, commissario straordinario dell’Irvo, e Vito Bentivegna, Direttore Generale dell’Irvo, accompagneranno gli ospiti in questo viaggio gastronomico, esaltando il valore culturale e identitario dell’olio siciliano come simbolo d’eccellenza e tradizione. Lo show cooking si inserisce nel ricco programma di Sol 2025, che dal 2 al 4 marzo accoglie produttori, esperti e appassionati presso Veronafiere, confermandosi come evento di riferimento per il settore.

Oggi alle 11, presso lo stand Irvo (Padiglione 2 – Area C3/D3 Solexpo di Veronafiere), verrà annunciata la proclamazione della Sicilia come European Region of Gastronomy 2025 da parte dell’Istituto internazionale di gastronomia, cultura, arti e turismo (Igcat). La Sicilia è la prima regione italiana a ricevere questo prestigioso riconoscimento, che la consacra protagonista sulla scena internazionale non solo per la sua tradizione culinaria, ma anche per il valore economico e culturale dei suoi prodotti certificati Dop e Igp. «Questo premio celebra la capacità della Regione di trasformare il proprio patrimonio gastronomico in un motore di sviluppo sostenibile e di promozione del territorio, confermando la Sicilia come eccellenza nel panorama mondiale», ha concluso l’assessore Barbagallo. 

sabato 1 marzo 2025

Primo Webinar INNAKIS

 

Primo Webinar INNAKIS del ciclo "Quali servizi per la diffusione dell’innovazione in agricoltura" - "Strumenti di gestione aziendale per la consulenza e i policy maker: esperienze regionali a confronto"

 


l primo webinar del ciclo “Quali servizi per la diffusione dell’innovazione in agricoltura”, dal titolo "Strumenti di gestione aziendale per la consulenza e i policy maker: esperienze regionali a confronto" e organizzato nell'ambito della nuova Rete PAC, si terrà il 4 marzo 2025 dalle 15:30 alle 17:00. Durante l'evento, verranno presentate le principali novità riguardanti la Rete di Informazione Contabile Agricola (RICA). Inoltre, sarà mostrata un'applicazione semplificata per analizzare il bilancio aziendale con due esperienze pratiche di utilizzo dello strumento a beneficio della consulenza e dell’attuazione delle politiche di sviluppo rurale. 
Verranno assegnati CFP ai Dottori Agronomi e ai Dottori Forestali ai sensi del Regolamento per la formazione professionale continua - Delibera del Consiglio n. 162 del 27 aprile 2022.  
Inizia con questo primo appuntamento un percorso di approfondimento sui servizi che forniscono supporto informativo e conoscitivo a coloro che lavorano professionalmente nel campo della diffusione delle innovazioni nel settore agricolo (AKIS) e più in generale nel contesto rurale.
In un mondo sempre più complesso risulta difficile individuare servizi e applicazioni adeguate a raccogliere idee e definire scenari di riferimento per lo sviluppo di progetti innovativi.
L'azienda agricola rappresenta un ambito fondamentale per l'innovazione in agricoltura perché il coinvolgimento degli imprenditori agricoli e la loro scelta di adottare una innovazione sono condizioni basilari per la sua diffusione territoriale. Come ogni imprenditore, l'agricoltore è propenso ad innovare se il cambiamento indotto produrrà effetti positivi sulla sua azienda in termini economici, sociali ed ambientali. Per misurare gli effetti del cambiamento, uno degli strumenti è la valutazione dei risultati economici e finanziari della gestione aziendale, che sarà tema di questo incontro.
La Rete di Informazione Contabile Agricola (RICA) è il più articolato e capillare sistema informativo aziendale presente in Italia ed in Europa che si sta ulteriormente sviluppando per fornire un insieme ancora più ampio di dati aziendali. In questo appuntamento verranno presentate le principali novità di questa evoluzione. Inoltre, verrà mostrato l'utilizzo di un'applicazione semplificata per analizzare il bilancio aziendale con due esperienze pratiche di utilizzo dello strumento a beneficio della consulenza e dell'attuazione delle politiche di sviluppo rurale.


  iscrizione

La Dop Monti Iblei al SOL2Expo 2025

 

                          Gianna Bozzali

Il Consorzio Olio Dop Monti Iblei conferma la sua presenza al SOL2Expo 2025 – Full Olive Experience, l'evento di riferimento per l'intera filiera oleicola. Lunedì 3 marzo masterclass sugli oli Dop Monti Iblei a cura del capo panel, dott. Giuseppe Cicero.


  Dal 2 al 4 marzo 2025, presso il Padiglione 2 Sicilia, Stand C3-D3, il Consorzio Olio Dop Monti Iblei, che si appresta a celebrare i 25 anni dalla sua istituzione, avrà l'opportunità di incontrare operatori del settore e appassionati di extravergine di oliva al SOL2Expo 2025 – Full Olive Experience, l'evento di riferimento per l'intera filiera oleicola, che rappresenta l'evoluzione della storica fiera SOL. Durante l'evento, i visitatori potranno scoprire la qualità, la tradizione e l’eccellenza degli oli certificati.

«Anche quest’anno saremo presenti al SOL e non potevamo mancare, visto che ogni anno molti dei nostri consorziati ottengono importanti riconoscimenti», afferma Giuseppe Arezzo, presidente del Consorzio di Tutela. «Il nostro prodotto è ormai riconosciuto e apprezzato a livello internazionale, e non c'è da stupirsi. Nonostante le difficoltà legate alla siccità, alle piogge e al caldo, che mettono a dura prova il settore agricolo, i nostri imprenditori riescono, con enormi sacrifici, a produrre olio di qualità sempre migliore. L’attenzione è anche sulla quantità, ma il clima gioca un ruolo determinante, riducendo talvolta i quantitativi. Tuttavia, la qualità rimane sempre alta e ogni anno riusciamo a primeggiare. Questo è possibile grazie alle innovazioni tecnologiche nei frantoi, alla cura degli oliveti e al supporto della ricerca scientifica. Per noi, è fondamentale la collaborazione con le Università, l'Assessorato regionale all’Agricoltura e, da qualche anno, anche con l’IRVO. Un sentito grazie va anche al Libero Consorzio dei Comuni di Ragusa, che quest’anno ha supportato in modo particolare la nostra presenza a questo importante evento fieristico».

«Gli ambasciatori della Provincia di Ragusa sono i prodotti tutelati e la loro straordinaria qualità – commenta il direttore del Libero Consorzio dei Comuni, Nitto Rosso-. L’olio extravergine Monti Iblei rappresenta l’apice di questo sistema, è il biglietto da visita del nostro territorio. La migliore azione di marketing territoriale per la provincia è iblea è la valorizzazione e la promozione dei prodotti tutelati e tra questi dell’olio Dop Monti Iblei».

Importante appuntamento con gli oli del Consorzio di Tutela quello di lunedì 3 marzo. Sarà possibile partecipare, infatti, a una masterclass condotta dal capo panel dott. Giuseppe Cicero. Un’esperienza sensoriale di circa due ore che permetterà ai partecipanti di approfondire la conoscenza della Dop Monti Iblei e di apprezzarne le caratteristiche che la contraddistinguono. La degustazione guidata si terrà a partire dalle ore 15.30 presso la sala show cooking del Padiglione 2. Per partecipare è richiesta la prenotazione inviando una mail all’indirizzo segreteriamontiblei@gmail.com

 

 

Il Consorzio Dop Monti Iblei in cifre:

·         N. Soci: 319 suddivisi in olivicoltori, frantoiani, confezionatori, intermediari;

·         Olio certificato:

- campagna 2022-2023: 2.357,36 quintali

- campagna 2023-2024: 2.422,76 quintali

- campagna 2024-2025 (dato al 19 febbraio) 1.672,53 quintali (secondo le previsioni ci assesteremo sui 2.200,00 quintali);

·         Superficie olivicola circa 1.820 ha.

Il Consorzio di tutela dell’Olio Extra Vergine d’Oliva DOP Monti Iblei è stato istituito nel 2000. Si tratta di un importante strumento operativo a servizio dell’olivicoltura di qualità. Alla sua costituzione hanno contribuito diverse figure produttive: produttori, molitori ed imbottigliatori. Il Consorzio permette loro di tutelare e valorizzare la DOP Monti Iblei garantendo al consumatore la qualità e genuinità dell’olio con il marchio proprio del Consorzio.

 

 

SOL2EXPO 2025: INFORMAZIONI UTILI

Dove: Veronafiere, Viale del Lavoro, 8, Verona

Quando: 2-4 marzo 2025

Stand Consorzio Olio Dop Monti Iblei: Pad. 2, Stand B10

Biglietti: www.sol2expo.com

 

ORARI DI APERTURA:

Domenica 2 marzo 2025: 10:00 - 19:00

Lunedì 3 e martedì 4 marzo 2025: 9:30 - 18:00

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