sabato 12 aprile 2025

Ricchezza varietale della vite coltivata.

 

 

Giuliana Cattarossi, Giovanni Colugnati

Colugnati&Cattarossi, Partner Progetto PER.RI.CON.E.

 

 

I diversi tipi di ambiente riferibili agli areali di distribuzione del genere Vitis e il processo evolutivo di domesticazione di Vitis vinifera, gli spostamenti antropici e l’interesse commerciale suscitato da questa specie comportarono lo scambio di materiale vegetale tra zone geograficamente lontane ed isolate. Questo ha determinato lo scambio di geni che hanno arricchito ulteriormente la piattaforma varietale viticola in via di costruzione, creando il complesso panorama che oggi osserviamo.


Un ulteriore motivo che ha determinato un aumento delle diversità varietale è certamente il metodo di propagazione utilizzato. Inizialmente la riproduzione sessuale e il reimpianto dei semi ottenuti hanno avuto un ruolo primario nell’espansione della viticoltura e nella generazione di nuovi fenotipi, spesso corrispondenti a genotipi completamente diversi.

La propagazione per seme ha permesso di ottenere la grande variabilità genetica della vite, permettendo la “creazione” delle diverse cultivar, in alcuni casi ancora oggi diffuse. In seguito, l’adozione della propagazione vegetativa (per talea) ha permesso la selezione e diffusione di un elevato numero di piante con caratteristiche identiche per soddisfare i bisogni agronomici dei viticoltori. La propagazione agamica non ha comunque bloccato l’evoluzione di questa specie, tutt’ora in atto, e che viene salvaguardata dall’attività di selezione clonale operata dai viticoltori.

Anche le mutazioni spontanee, se portano ad un miglioramento nel patrimonio genetico della varietà, vengono selezionate come nuovi cloni nell’ambito della varietà, e tale processo, noto appunto come selezione clonale, porta ad un ulteriore incremento della variabilità genetica intravarietale.

La sistematica del genere Vitis è stata oggetto di controversie per più di un secolo. Numerosi botanici hanno classificato e fornito nomi per le differenti viti, e in letteratura si ritrova un numero di nomi superiore all’effettivo numero di specie. La determinazione del numero reale di specie di vite, ha assunto un’importanza significativa per il miglioramento della pianta e il lavoro si è concentrato su un numero relativamente piccolo di specie, quelle che da un punto di vista pratico destavano maggiore interesse; di conseguenza, non si conosce con esattezza la collocazione nel genere Vitis di tutte quelle specie di scarso interesse pratico-economico.

Spesso le difficoltà che si incontrano nel risalire all’origine delle varietà sono anche dovute al cambiamento che il nome del vitigno subisce passando da Paese a Paese, subendo nel contempo una sorta di vernacolizzazione che lo fa diventare locale attraverso l’uso di espressioni dialettali. Le varietà locali assumono spesso nomi che derivano da caratteri specifici della loro morfologia o produttività (nome vernacolare) quale il colore della bacca, il portamento della vegetazione, la forma del grappolo, la caratteristica aromatica del frutto o del vino che ne deriva, l’epoca di maturazione, oppure possono derivare dal luogo d’origine (toponimo), o ancora da un sinonimo religioso o dal metodo di propagazione.

Questo perché la selezione di questi vitigni, siano essi di origine locale o introdotti, era fortemente integrata con il sistema agrario tradizionale (cultura ben tradizioni locali) e fatta oggetto di pratiche colturali particolari e locali, determinando così molti errori di sinonimie ed omonimie nell’identificazione del vitigno.

Il patrimonio di diversità genetica della vite è stimato intorno alle 5000 varietà. Tuttavia i grandi cambiamenti di natura sociale e tecnologica intervenuti nel secondo dopoguerra, hanno coinvolto profondamente anche la viticoltura, e soprattutto, dagli anni Settanta in poi, si è proceduto in direzione dell’abbandono e della successiva irreparabile perdita di vitigni considerati minori, davanti alla diffusione di pochi vitigni internazionali.

venerdì 11 aprile 2025

FOOD VILLAGE IL 25 APRILE 2025 A SANT’AGATA DI MILITELLO “SCHITICCHIO”

 

IL 25 APRILE 2025 RITORNA A SANT’AGATA DI MILITELLO “SCHITICCHIO” CHE SI ARRICCHISCE CON UN VERO E PROPRIO FOOD VILLAGE

 

Il 25 aprile 2025, il comune di Sant'Agata di Militello, situato sulla splendida costa settentrionale della Sicilia, ospiterà la quarta edizione di “Schiticchio” che si trasforma in FOOD VILLAGE. L’evento, che inizia alle ore 12:00, rappresenta una vibrante celebrazione della cultura enogastronomica locale, intrecciando sapori tradizionali, musica e intrattenimento in una formula di street food capace di catturare e deliziare tutti i sensi.                       Questa iniziativa è finanziata   dell’Assessorato Regionale dell’Agricoltura dello Sviluppo Rurale e della Pesca Mediterranea - Dipartimento Regionale dell’Agricoltura.


"Schiticchio" è molto più di una semplice manifestazione gastronomica: è un’occasione per celebrare l’identità e la cultura di Sant'Agata di Militello, riscoprendo e valorizzando le tradizioni attraverso il cibo, la musica e la convivialità.

Uno degli aspetti più significativi di "Schiticchio" è il forte coinvolgimento della comunità locale. L’evento, infatti, vede la partecipazione attiva di produttori e ristoratori del territorio, che avranno l’opportunità di presentare i propri prodotti, contribuendo così alla promozione e allo sviluppo economico della zona.


Origini e Intenti della Manifestazione

La manifestazione nasce con un obiettivo chiaro e ambizioso: valorizzare il territorio di Sant'Agata di Militello e delle aree circostanti attraverso un viaggio gastronomico che esalta le eccellenze culinarie siciliane.

Il nome stesso dell'evento richiama un termine dialettale che evoca convivialità e condivisione, riflettendo la natura sociale e festosa dell'iniziativa. In un contesto storico e naturale di straordinaria bellezza, "Schiticchio" vuole essere un punto di incontro tra tradizione e innovazione, offrendo ai visitatori un’esperienza autentica e indimenticabile. Una festa dei sensi e dello spirito, dove ogni visitatore potrà sentirsi parte di una comunità accogliente e vibrante.

Percorsi Enogastronomici

Il cuore pulsante di "Schiticchio" è rappresentato dai percorsi enogastronomici, pensati per offrire un’ampia varietà di specialità locali in una formula street food che permette di gustare i piatti tipici mentre si passeggia sul lungomare. Quest’anno si aggiunge uno spazio dedicato allo show cooking, facendo degustare gratuitamente le pietanze preparate.

Intrattenimento Musicale

"Schiticchio" ha saputo conquistare, fin dalla sua prima edizione, il cuore di migliaia di persone, attirando una folla crescente di visitatori ogni anno. Sul palco allestito per l'occasione, si alterneranno gruppi musicali e DJ che suoneranno dal vivo, creando un’atmosfera festosa e coinvolgente. La selezione musicale spazierà tra diversi generi, dal folk siciliano alla musica pop e rock, fino ad arrivare a ritmi più contemporanei e dance.

Accessibilità e Informazioni Utili

L’accesso a "Schiticchio" è gratuito e l’evento è stato progettato per essere accessibile a tutti, anche per le persone con disabilità. Per facilitare l’afflusso dei visitatori, sono state predisposte anche delle navette dai principali comuni limitrofi. Inoltre, lungo il percorso della manifestazione saranno presenti punti informativi dove sarà possibile ricevere dettagli sugli stand gastronomici, il programma degli spettacoli e le attività collaterali.

 

Antifungino-resistenza in agricoltura: un allarme globale

 


L’uso improprio di antibiotici, i cambiamenti climatici e la globalizzazione possono favorire l’insorgenza di micosi secondarie, contribuire al fenomeno delle resistenze e rendere le infezioni fungine difficilmente controllabili.

 


Tuttavia, si ritiene che l’acquisizione della resistenza ad antifungini abbia anche un’origine ambientale conseguente all’uso massivo in agricoltura di fungicidi omologhi a quelli utilizzati in ambito clinico. Pertanto, la problematica dell’antifungino-resistenza può coinvolgere anche il settore occupazionale e, in particolare, gli ambiti agricolo e zootecnico. Il documento intende promuovere una maggiore consapevolezza circa questa tipologia di rischio e fornire un supporto per lo sviluppo di piani di sorveglianza.


https://www.inail.it/portale/it/inail-comunica/pubblicazioni/catalogo-generale/catalogo-generale-dettaglio.2025.03.antifungino-resistenza-in-agricoltura-un-allarme-globale.html

 

giovedì 10 aprile 2025

XI SAGRA DELL’ARANCIA ROSSA DI SICILIA IGP A CENTURIPE

                         ...UN EVENTO DA NON PERDERE  

 

 Un appuntamento imperdibile per tutti gli amanti della tradizione, della cultura e del buon cibo: torna a Centuripe la Sagra dell’Arancia Rossa di Sicilia IGP, giunta alla sua undicesima edizione, che si terrà da venerdì 25 a domenica 27 aprile 2025. Tre giorni di festa, scoperta e valorizzazione di un prodotto che è simbolo del territorio e della qualità siciliana, l’Arancia Rossa di Sicilia IGP, conosciuta e apprezzata in tutto il mondo per la sua unicità e il suo sapore inconfondibile.

 

L’iniziativa, che unisce cultura, gastronomia e tradizione, è organizzata dal Comune di Centuripe con la partecipazione di numerosi partner locali e regionali e si svolgerà nel centro storico del paese, un incantevole borgo situato in provincia di Enna, che ogni anno accoglie migliaia di visitatori provenienti da ogni parte d’Italia e dall’estero. Durante la manifestazione, i visitatori potranno assaporare le delizie culinarie preparate con l’Arancia Rossa di Sicilia IGP, partecipare a eventi culturali, visitare mostre e stand espositivi, e scoprire i segreti della produzione di questo pregiato agrume, che cresce nei fertili terreni della zona etnea, dove il clima unico e la vulcanicità del suolo creano un habitat ideale per la sua coltivazione. Il programma della Sagra include un ricco calendario di eventi, tra cui degustazioni show cooking con chef stellati, degustazioni di prodotti a base di arancia rossa, visite guidate alla scoperta delle bellezze naturali e storiche di Centuripe. Non mancheranno momenti di intrattenimento con gruppi folcloristici, carretti siciliani, sbandieratori, gruppi di contraddanza, attività di animazione per famiglie e spettacoli serali ai piedi del Duomo che arricchiranno l’atmosfera e l’offerta della manifestazione. Saranno giornate intense che restituiranno ai visitatori un vero e proprio viaggio nel cuore della Sicilia. La Sagra dell’Arancia Rossa di Sicilia IGP è l’occasione perfetta per riscoprire la cultura siciliana attraverso il suo prodotto più iconico, un frutto che da sempre rappresenta l’eccellenza agricola della nostra isola. L’evento è anche un’opportunità per valorizzare il territorio di Centuripe e incentivare il turismo, contribuendo così alla crescita economica e allo sviluppo locale. Questa iniziativa è finanziata dall’Assessorato Regionale Dell’Agricoltura Dello Sviluppo Rurale e della Pesca Mediterranea - Dipartimento Regionale Dell’Agricoltura, un contributo fondamentale per la realizzazione di questo evento che promuove la Sicilia nel mondo e sostiene la filiera agricola regionale. “La Sagra dell’Arancia Rossa è uno degli eventi più importanti della nostra tradizione e rappresenta una vetrina di eccellenza per la nostra terra – afferma il Vice Sindaco di Centuripe, Salvatore Longo – Siamo felici di poter offrire a residenti e turisti un’occasione unica per vivere il nostro territorio, gustare i nostri prodotti tipici e conoscere le nostre tradizioni. Questo evento non è solo una festa, ma un’opportunità di crescita per la nostra economia locale e per tutti i produttori dell’Arancia Rossa di Sicilia IGP.”

Essenza Mediterranea


Dal 14 al 15 Aprile 2025 – Prizzi e Bisacquino (PA)
Tre eventi per celebrare la Dieta Mediterranea attraverso gusto, cultura e formazione

QUESTA INIZIATIVA È FINANZIATA DALL’ASSESSORATO REGIONALE DELL'AGRICOLTURA DELLO SVILUPPO RURALE E DELLA PESCA MEDITERRANEA - DIPARTIMENTO REGIONALE DELL’AGRICOLTURA.

Nel cuore della Sicilia rurale, la Dieta Mediterranea si fa esperienza viva e condivisa. “Essenza Mediterranea” è un progetto promosso dalla Fondazione Myra in collaborazione con enti locali, scuole agrarie e associazioni del territorio, che mette in rete cultura, tradizione e sostenibilità. Tre appuntamenti – tra Prizzi e Bisacquino – coinvolgeranno studenti, cittadini e turisti in un viaggio multisensoriale alla scoperta delle eccellenze agricole e gastronomiche siciliane.


📍 Primo Evento

🗓️ 14 Aprile 2025 – ore 9:00
🏫 IISS Lercara Friddi – Sede di Prizzi (PA)
🎓 Formazione e Showcooking per studenti

Durante il seminario del mattino, rivolto agli studenti dell’Istituto Agrario, saranno presenti esperti di enogastronomia, turismo e valorizzazione del territorio che offriranno una visione concreta e stimolante su come tradizione e innovazione possano incontrarsi.

  • Dott.ssa Elisa Gatto, esperta in enogastronomia e storia siciliana, guiderà un dialogo interattivo con gli studenti per esplorare le loro passioni, parlando di storia gastronomica e possibilità di valorizzazione dei prodotti locali secondo le nuove esigenze del turismo esperienziale.
  • Dott.ssa Sabrina Lauricella, professionista del settore turistico, illustrerà le opportunità emergenti nel turismo rurale e agroalimentare, con particolare attenzione al ruolo degli agriturismi, alle nuove forme di ospitalità, e agli aspetti normativi legati all’integrazione tra agricoltura e turismo.
  • Dott. Manfredi Mercadante, proporrà una riflessione su come costruire un futuro sostenibile e innovativo attraverso la promozione di imprese agroalimentari basate sui prodotti cardine della dieta mediterranea.


📍 Secondo Evento

🗓️ 14 Aprile 2025 – ore 17:00
📍 Pro Loco Hippana – Prizzi (PA)
🎶 Seminario, Showcooking e spettacolo aperti al pubblico “Essenza Mediterranea”

Nel pomeriggio, il borgo di Prizzi si anima con una manifestazione pubblica all’insegna del gusto e della tradizione. Dopo un’introduzione sulla cultura alimentare mediterranea, spazio a degustazioni, showcooking en plein air e momenti musicali con artisti locali. Un’occasione unica per vivere la convivialità e la ricchezza della dieta mediterranea nei suoi elementi essenziali: gusto, stagionalità, territorio e comunità.

Nell’ambito dell’evento pomeridiano, accessibile a tutta la cittadinanza, i relatori approfondiranno le prospettive economiche e culturali che scaturiscono dall’unione tra turismo, enogastronomia e produzione locale.

  • Dott.ssa Elisa Gatto introdurrà la ricchezza della tradizione culinaria siciliana, analizzando come essa possa diventare volano di sviluppo economico per le giovani generazioni, grazie alla creazione di esperienze autentiche e progetti innovativi.
  • Dott.ssa Sabrina Lauricella offrirà spunti pratici su come costruire attività economiche legate al turismo rurale, analizzando la domanda turistica e i nuovi modelli di accoglienza che coinvolgano il mondo agricolo.
  • Dott. Manfredi Mercadante spiegherà come la Dieta Mediterranea non sia solo uno stile alimentare, ma un sistema culturale e imprenditoriale che può diventare la base di nuove imprese giovanili nel comparto agroalimentare.


📍 Terzo Evento

🗓️ 15 Aprile 2025 – ore 9:00
🏫 IISS Don Calogero Di Vincenti – Bisacquino (PA)
🎓 Seminario e Showcooking per studenti

L’evento finale del progetto si svolge nella scuola superiore di Bisacquino. Una mattinata dedicata alla formazione sull’identità e i benefici della Dieta Mediterranea, con l’intervento di esperti, nutrizionisti e rappresentanti del mondo agricolo. Il seminario culmina in uno showcooking con gli studenti dell’ultimo anno, che cucineranno piatti basati su prodotti locali, guidati da chef e produttori del territorio.

Evento scolastico – Tema: L’agricoltura come motore d’innovazione culturale e imprenditoriale

Nella sede dell’Istituto, il seminario formativo sarà occasione per riflettere sul futuro della Sicilia rurale e sull’importanza dell’integrazione tra educazione, territorio e lavoro.

  • La Dott.ssa Elisa Gatto accompagnerà gli studenti in un percorso di conoscenza storico-gastronomica, aiutandoli a immaginare progetti imprenditoriali che mettano al centro la cultura e i prodotti del territorio.
  • Con la Dott.ssa Lauricella, gli studenti esploreranno come modelli turistici alternativi, come l’agriturismo e il turismo esperienziale, possano diventare sbocchi professionali concreti, con uno sguardo anche a strumenti normativi e incentivi disponibili.
  • Il Dott. Manfredi Mercadante si concentrerà su cosa significa oggi "azienda agroalimentare" e come la Dieta Mediterranea possa offrire idee di business sostenibili e innovativi, partendo dalle eccellenze produttive locali e dalla valorizzazione del territorio.



 

📧 COMUNICATO STAMPA
📍 Fondazione Myra – Ufficio Progetti e Comunicazione







martedì 8 aprile 2025

Il diritto al cibo

 Roma ospita un vivace sistema alimentare locale, con 70 mercati territoriali, oltre 55 gruppi di acquisto solidali e numerosi mercati agricoli. Poiché le aree urbane e periurbane svolgono un ruolo sempre più importante nel garantire cibo adeguato per tutti, la città offre una prospettiva unica per esplorare come la politica e la pratica possano promuovere congiuntamente il diritto al cibo.




Questo evento, co-organizzato dalla FAO e dall'Osservatorio sull'insicurezza alimentare e la povertà di Roma (CURSA) , riunirà esperti, decisori politici, società civile e mondo accademico per esaminare quadri giuridici, strutture di governance e meccanismi partecipativi che modellano il panorama alimentare urbano.

I partecipanti si impegneranno in un dialogo su come il sistema alimentare in evoluzione di Roma possa fungere da modello per promuovere un accesso equo e sostenibile al cibo, contribuendo al contempo a una conversazione più ampia sulla realizzazione del diritto al cibo nelle città.

 Link di registrazione: https://fao.zoom.us/webinar/register/WN_kT5KJqDGTomr8DbxMKsdiQ#/registration

Link alla pagina web dell'evento: https://www.fao.org/right-to-food/news-and-events/events/event-detail/the-right-to-food-in-rome/en

Sarà fornita l'interpretazione in inglese e in italiano. 

Moderatrice: Lavinia Ferrari, Public Affairs Advisor, Futuritaly
Punto all'ordine del giorno e relatore 
Intervento di apertura di Maurizio Martina , Vice Direttore Generale, Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Alimentazione e l'Agricoltura (FAO)
Aspetti chiave sul diritto al cibo e sulla governance alimentare urbana e periurbana di Juan Echanove , Responsabile del team per il diritto al cibo, Divisione per la trasformazione rurale e l'uguaglianza di genere, FAO 
I dati essenziali sul diritto al cibo a Roma di Francesca Felici , Ricercatrice, Osservatorio sulla Povertà e l'Insicurezza Alimentare di Roma, CURSA

Tavola rotonda: 

  • Antonella Melito , Consigliere del Comune di Roma 
  • Tiziana Biolghini , Consigliera Metropolitana della Città Metropolitana di Roma 
  • Davide Marino , Direttore Scientifico, Osservatorio sulla Insicurezza Alimentare e la Povertà di Roma
  • Fabio Ciconte , Presidente, Consiglio Alimentare di Roma 
  • Mario Marino , Funzionario tecnico, Segreteria del Trattato internazionale sulle risorse fitogenetiche per l'alimentazione e l'agricoltura (ITPGRFA), FAO 
Voci da altre città d'Europa e Q&A  
Conclusioni di Sabrina Alfonsi , Assessore all'Agricoltura, Ambiente e Ciclo dei Rifiuti del Comune di Roma  

“Red Orange Fest 2025 una spremuta di sicilianità”

  Scordia presenta il “Red Orange Fest 2025 una spremuta di sicilianità” 3 ^ Edizione Tra cultura, folklore e messaggi di pace È stata presentata questa mattina, a Scordia, la nuova edizione del Red Orange Fest 2025, in programma dall’11 al 13 aprile.

 

Un evento che torna a celebrare l’arancia rossa, simbolo d’eccellenza del territorio etneo, attraverso un ricco programma che intreccia tradizione, cultura, enogastronomia, spettacoli e riflessioni sui temi dell’attualità. Il cuore pulsante della manifestazione sarà, ancora una volta, l’arancia rossa di Sicilia, protagonista di degustazioni, show cooking, esposizioni di prodotti tipici, momenti artistici e laboratori per grandi e piccoli. Ma quest’anno il Red Orange Fest si carica anche di un forte valore simbolico e sociale. Il tema scelto è infatti ispirato a ciò che sta accadendo nel mondo: guerre, conflitti e tensioni internazionali che non possono lasciarci indifferenti. «Abbiamo ritenuto doveroso – spiegano gli organizzatori – lanciare un messaggio di pace e di convivenza tra i popoli. Per questo, la giornata di domenica sarà interamente dedicata all’inclusione e alla multiculturalità, con la creazione di un vero e proprio Music Village all’interno del centro storico di Scordia.» Il villaggio musicale ospiterà artisti provenienti da diversi Paesi e culture, che si alterneranno sul palco per raccontare, attraverso la musica, le radici e le speranze dei propri popoli. Tra le presenze più attese spicca quella di Faisal Taher, voce storica del gruppo Kunsertu, che rappresenterà simbolicamente la Palestina. Accanto a lui, artisti provenienti da Africa, India, Brasile e altre realtà etniche daranno vita a una grande festa interculturale, dove la musica diventa linguaggio universale di fratellanza. Il Red Orange Fest si conferma così non solo un momento di promozione del territorio e delle sue eccellenze, ma anche un’occasione di riflessione e apertura verso il mondo, in un clima di gioia, colori e contaminazioni positive. QUESTA INIZIATIVA È FINANZIATA DALL’ASSESSORATO REGIONALE DELL'AGRICOLTURA DELLO SVILUPPO RURALE E DELLA PESCA MEDITERRANEA - DIPARTIMENTO REGIONALE DELL’AGRICOLTURA. Per ulteriori informazioni e per ricevere il programma completo dell’evento è possibile contattare l’organizzazione tramite i canali ufficiali.

 

lunedì 7 aprile 2025

Incontro online "Cibo e Paesaggi Rari"

  

10 aprile 2025 alle 14.15
Incontro online "Cibo e Paesaggi Rari"
A cura della Prof.ssa Paola Nella Branduini, Dip. ABC, Politecnico di Milano
Dove? Webex Room di Paola Branduini



"Cibo e Paesaggi Rari" è un diario di viaggio alla scoperta dell’agricoltura contadina, un percorso personale di riconnessione fra agricoltura, paesaggi e cibo.
Un viaggio in solitaria, attraverso territori non sempre gradevoli, ma al centro di trasformazioni ambientali, economiche e culturali che rischiano di rendere i paesaggi sempre più banali e omogenei. E con loro, il cibo che mangiamo.
Nel corso dell'incontro si racconterà il viaggio in bicicletta, durante il quale Giampiero Mazzocchi, per oltre un mese, ha esplorato realtà agricole uniche, con l’intento di valorizzare pratiche agricole sostenibili e rarità che caratterizzano il territorio italiano. L’obiettivo è restituire uno sguardo intimo e profondo su come la connessione tra cibo e territorio possa raccontare storie di resilienza, cultura e innovazione.

Si può seguire online qui      LINK


Fondazione SOStain Sicilia al Vinitaly

 La Fondazione SOStain Sicilia torna sul prestigioso palcoscenico di Vinitaly per illustrare i risultati conseguiti sia in termini di certificazioni, e quindi di aziende che volontariamente hanno deciso di rispettare il protocollo di sostenibilità “SOStain”, sia in tema di credibilità internazionale con l’ottimo rating riconosciutogli da uno studio comparativo sugli standard di sostenibilità di tutto il mondo promosso dai monopoli scandinavi. Martedì 8 aprile, dalle 15,15 alle 16,00, nell’area istituzionale della Regione presente nel Padiglione Sicilia della fiera veronese, durante un convegno dal titolo “Sostenibilita’: l’isola che c’è”, insieme ai partner della Fondazione, saranno presentate le nuove iniziative in cantiere per migliorare le proprie performance di sostenibilità ambientale, sociale ed economica. Dall’avvio della fase 2 del progetto “Bottiglia 100% Sicilia” che vedrà un ulteriore alleggerimento della bottiglia prodotta da O-I per SOStain, al progetto, in collaborazione con la Federazione Apicoltori Italiani, di “Ripopolamento dell’Ape Nera sicula” nelle tenute delle cantine certificate e pertanto ritenuti ambienti ideali per la salvaguardia di una specie fondamentale l’ecosistema. Dalla partnership con Amorim Cork Italia per il riciclo dei tappi alle attività di sensibilizzazione ambientale per combattere l’inquinamento da plastica messe in campo con Plasticfree ODV. A moderare i lavori sarà la giornalista di Cook-Corriere della Sera, Alessandra Dal Monte. Questa iniziativa è finanziata dall’ Assessorato Regionale dell'Agricoltura dello Sviluppo Rurale e della Pesca mediterranea - Dipartimento Regionale dell’Agricoltura FONDAZIONE SOSTAIN: SOStain è il programma di sostenibilità per la vitivinicoltura in Sicilia promosso, attraverso la creazione dell’omonima Fondazione, dal Consorzio di Tutela Vini Doc Sicilia e da Assovini Sicilia. Sono 44 le aziende associate alla Fondazione, di cui 34 già certificate per un totale di circa 6.300 ettari e 23.500.000 bottiglie, che, nel corso del loro processo produttivo, condividono e applicano buone pratiche finalizzate alla tutela e alla valorizzazione della biodiversità e delle comunità in cui operano. A cominciare dalla scelta di una gestione sostenibile e di materiali ecocompatibili nel vigneto, di efficienza energetica in cantina, di bottiglie più leggere. Aziende che, grazie all’obbligo previsto dal disciplinare SOStain di rispettare anche il protocollo VIVA del Ministero dell’Ambiente, misurano e monitorano la loro impronta carbonica e idrica, nonché i residui di fitofarmaci nei propri vini, sottoponendosi poi al controllo da parte di enti di verifica accreditati per ottenere la certificazione



 

venerdì 4 aprile 2025

L’erosione genetica da marketing.

 


Giuliana Cattarossi, Giovanni Colugnati

Colugnati&Cattarossi, Partner Progetto PER.RI.CON.E.

 

L’internazionalizzazione del mercato del vino propone modelli commerciali che hanno affermato in poco tempo la loro immagine di grande livello qualitativo, valorizzando alcune varietà riconosciute per questo come "internazionali", a scapito però della ricchezza varietale italiana fatta di tanti vitigni minori spesso sottovalutati se non dimenticati o negletti, causando una pericolosa erosione genetica e culturale.  


I vitigni quali Cabernet Sauvignon, Merlot, Syrah, Pinot nero, Chardonnay, Sauvignon, ecc., provenienti dalle zone viticole più famose del vecchio continente, hanno avuto una notevole espansione sia per la loro capacità di adattamento ai diversi ambienti, sia per la facilità di gestione agronomica ed i buoni risultati enologici. Questo ha portato tutte le nazioni emergenti ad adottare velocemente tali modelli colturali/commerciali con un conseguente notevole influsso sullo sviluppo viticolo di quei Paesi.

La previsione, se la cosa fosse realizzata con l’accettazione totale di questi modelli, è di assistere in tempi non molto lontani ad una oligarchizzazione varietale, nella quale, poche varietà impiantate in tutto il mondo competeranno in un mercato sempre più esigente dal punto di vista qualitativo (ed economico, rivisto al ribasso), ma con una consistente possibilità di giungere ad una banalizzazione della "cultura enologica" e ad un appiattimento della variabilità sensoriale dei vini.

Questa situazione metterebbe in crisi soprattutto molte delle viticolture europee ed in particolare quelle ricche di patrimoni genetici peculiari come quello italiano, con una conseguente forte perdita di variabilità nell’offerta di prodotti con caratteristiche di tipicità e di unicità.

Le nostre viticolture regionali non potrebbero inoltre contare, nella competizione commerciale, su alcuni fattori storico-culturali che caratterizzano molte zone viticole italiane. Il pericolo, in una situazione di questo tipo, non è solo nella perdita di materiale di importanza "storica", ma è soprattutto nel rischio di restringere sempre più la variabilità dei genotipi in coltivazione. Il rischio diventa ancora maggiore se alla diminuzione del numero dei vitigni coltivati si unisce la barriera selettiva dei cloni, introdotta all’interno delle popolazioni varietali.

D’altra parte la diminuzione della variabilità genetica definita "erosione genica", nasce con la viticoltura specializzata; da sempre il viticoltore, per avere maggiori risultati qualitativi, propaga il genotipo migliore selezionando, più o meno coscientemente, alcuni vitigni o biotipi piuttosto che altri destinati all’estinzione. Attraverso il miglioramento genetico, per ottenere precisi risultati si è sfruttata costantemente la variabilità, diminuendola e orientandola verso quegli individui più interessanti.

Quindi, contrastare la perdita di variabilità è importante poiché questa è alla base del processo evolutivo ed è garante della sopravvivenza di una specie in condizioni non artificiali. Inoltre, la presenza di un’ampia base genetica è fondamentale per attuare un miglioramento genetico mirato attuando selezioni indirizzate verso il raggiungimento di un preciso obbiettivo enologico. Il problema che si presenta, dunque, è conservare il patrimonio genetico delle varietà, in quanto fonte di variabilità, ma anche continuare il lavoro di selezione per avere prodotti qualitativamente sempre migliori.

Va sottolineato, inoltre, che i vitigni minori, provenendo da selezioni operate su un determinato e ben specifico territorio, durate centinaia di anni, sono meglio acclimatati all’ambiente dove, una volta recuperati, saranno chiamati a produrre con migliori caratteristiche agronomiche di adattabilità, produttività, resistenza ad attacchi patogeni o di insetti. ( Scienza e Valenti 1999).

 

giovedì 3 aprile 2025

Alcol, tra economia e salute

 “Se la conoscenza può creare dei problemi, non è tramite l'ignoranza che possiamo risolverli.”

Isaac Asimov



                           L'alcool e le bevande alcoliche sono parte della cultura da millenni, ma oggi la scienza conferma il legame diretto tra il consumo di alcool e l'insorgenza di diverse patologie tumorali. Le normative sulla sicurezza stradale e le nuove tendenze di consumo tra i giovani spingono a una riflessione sulle abitudini legate all'alcool. In Europa cresce l'interesse per le alternative dealcolate, recentemente autorizzate anche in Italia tra dibattiti e polemiche. Duilio Giammaria ne discute con Michele A. Fino, docente di Fondamenti del Diritto Europeo all'Università di Pollenzo, Debora Rasio, oncologa e nutrizionista, Cristiana Lauro, esperta di enologia, e Flavio Caroli, storico dell'arte, che analizzerà la rappresentazione del vino nella pittura. Inoltre, un'intervista a Luca Argentero, investitore nel settore delle bevande analcoliche per giovani, una visita alla tenuta pugliese di Albano Carrisi, un'inchiesta di Paco Sannino sul consumo di vino in Italia e un reportage di Elisabetta Castana sulla crescita dei vini dealcolati in Germania.

petrolio


liberamente tratto da fondazione veronesi


Perché non bere è la scelta migliore per la salute se si parla di prevenzione dei tumori

Alcol e tumori: quel cancro che non ti aspetti




                "Salute"! Un augurio che più passa il tempo e più si svuota di quel significato basato su miti sfatati, su disinformazione, su false evidenze costruite persino da ricercatori che spesso hanno dovuto sconfessare le proprie pubblicazioni internazionali ammettendo di averle "falsificate", altri in sospetto di conflitto d'interessi per finanziamenti ricevuti da parte del settore della produzione e di “esperti” che ancora oggi scorrazzano sui social, persino in pandemia, persino in Italia e che hanno addirittura richiesto l’intervento del Ministero della salute e dell’Istituto Superiore di Sanità attraverso campagne di contrasto alle fake news diffuse ad hoc.

Eppure, nel corso degli ultimi venti anni l'evidenza scientifica prodotta a livello mondiale si è via via uniformata ed è stato raggiungo un consenso internazionale, più volte confermato attraverso le più prestigiose riviste scientifiche, che le bevande alcoliche sono cancerogene per l'uomo, l'alcol contenuto in qualunque bevanda alcolica, vino, birra, amari, superalcolici cocktail e via dicendo, è cancerogeno per l'uomo e che non esistono quantità consumate, pur moderate , che non siano a rischio, per oltre 200 patologie tra le quali almeno 12 tipi di cancro.

Ed è sul rischio cancro, derivante dal consumo anche moderato di bevande alcoliche, che si è soffermato il rapporto finale e sono stati prodotti i dati interattivi online della IARC, l'Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro dell'OMS, con dati che confermano le evidenze già pubblicate su The Lancet attraverso valutazioni condotte da gruppi che hanno coinvolto centinaia d’istituzioni di tutela della salute e autorità competenti da tutto il mondo, e confermate per l’Europa dall'Ufficio Regionale Europeo dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.

L’alcol aumenta il rischio di cancro, anche 1 bicchiere al giorno rappresenta un rischio in tal senso, che cresce in funzione dell’incremento delle quantità consumate. Si stimano in 740.000 l’anno i casi di cancro evitabili causati anche dal bere moderato, il 4% di tutti i nuovi casi.

L’associazione tra alcol e il rischio sostanzialmente più elevato è stato dimostrato per diverse forme di cancro, sicuramente quelli del canale digerente come quello del colon e del cavo orale, ma anche quello che non ti aspetti: il cancro della mammella nella donna. Già da tempo si cerca di sensibilizzare alla diffusione di un’informazione capillare sull’evidenza che ogni singolo drink aumenta del 6% nella donna il rischio di cancro della mammella che già con il secondo bicchiere vede aumentare del 27% tale rischio anche in funzione della presenza/assenza di recettori per gli estrogeni nel tessuto mammario.

Un’informazione che non passa sui media, non passa nei piani di prevenzione universale, tanto meno nelle strategie di prevenzione oncologica; non passa neppure nelle manifestazioni della società civile e degli utenti che “corrono” per la prevenzione al rosa e, grottescamente, non fa breccia neppure nei contenuti dei messaggi di prevenzione delle associazioni, delle “leghe” che si occupano di prevenzione dei tumori al seno recuperano fondi attraverso la vendita del calice di vino o della bottiglia lì dove, come succede in Italia, non si esprimano esplicitamente a favore del bicchiere moderato, del vino in particolare.

DONNE E ALCOL

E se bere è diventato uno status symbol per molte donne di tutte le età, l'effetto dello sviluppo sociale ed economico ha determinato un sostanziale aumento del consumo di alcol nelle donne secondo un modello di emancipazione che è stato già negativamente sperimentato con il fumo ricalcando il modello di rischio e di consumo maschili, improponibili fisiologicamente per la donna, biologicamente più vulnerabile agli effetti dell’alcol.

Ed è proprio in Paesi come l’Italia e in Europa che si registra un preoccupante, evitabile carico di tumori attribuibili all'aumentato consumo di alcol nelle donne e si verificano i rapporti maschi-femmine più simili dei tassi di cancro attribuibili all'alcol; in numerose realtà, secondo gli ultimi dati, il cancro al seno ha rappresentato negli anni più recenti il principale motore degli alti tassi di incidenza del cancro attribuibili all'alcol tra le donne.

L'aumento del rischio si riscontra comunque, per entrambi i sessi, anche tra i consumatori leggeri a moderati, con consumo fino a due drink al giorno; 1 caso su 7 di tutti i nuovi tumori nel 2020, oltre 100.000 casi in tutto il mondo sono stati causati da consumi ricompresi nei due drink al giorno (ogni drink ha in media 10-12 grammi di alcol, un bicchiere di vino da 125 ml, 330 ml di birra, 40 ml di superalcolico).

GLI EFFETTI NEGATIVI DELL'ALCOL

Sono 10.000 i nuovi casi di cancro causati dall’alcol in Italia tra le Nazioni a maggior diffusione a livello mondiale. A dire il vero, dei 10.000 nuovi casi di cancro causati dall’alcol, almeno 2.000 sono da consumo moderato secondo la IARC e siamo sempre tra le prime Nazioni al mondo per percentuale di nuovi casi di cancro da alcol per diverse malattie non solo del fegato. Se la finalità è voler fare prevenzione del cancro il messaggio è: non esistono quantità di alcol sicure per la salute e non bere è la scelta migliore (OMS, Codice Europeo contro il Cancro). L’alcol danneggia l'organismo e direttamente il DNA delle cellule, anche delle staminali, compromettendo ed impedendo la riparazione del DNA, un danno assolutamente evitabile se si sceglie di limitare il consumo in maniera drastica.

NESSUN CONSUMO DI ALCOL FA BENE

I vantaggi nel non bere sono innumerevoli; il consumo cronico di alcol, anche consumo moderato, ha effetti negativi su tutti gli organi e apparati e si contano oltre 220 malattie totalmente o parzialmente attribuibili all’alcol. La narrazione basata sulle fake news del vino come toccasana per la salute è causa di ostacolo alla corretta prevenzione ed è la stessa OMS che ribadisce che l’industria dell’alcol sta ostacolando il raggiungimento degli obiettivi di salute sostenibili delle Nazioni Unite e contribuisce ad abusare della credulità popolare che genera nel mondo, ogni anno, oltre 3 milioni di morti a causa dell’uso di alcol.

Ed è bene sottolineare "uso" non "eccesso" di alcol perché è oramai acclarato che non esistano quantità “sicure” di consumo di alcol.

POLITICHE CARENTI

Le politiche e gli interventi efficaci per aumentare la consapevolezza pubblica del legame alcol - cancro e ridurre il consumo complessivo di alcol per prevenire il carico dei tumori attribuibili all'alcol sono ancora ben lontane dal rappresentare la norma. Specie in Italia dove settori della produzione si impegnano in proposte di legge che chiedono 13 milioni di euro l’anno per l‘introduzione dell’insegnamento della storia del consumo di vino nelle scuole di ogni ordine e grado, incuranti della Legge 125/2001, del divieto di promozione delle bevande alcoliche ai minori, almeno sino ai 18 anni; incuranti della necessità di prevenzione da assicurare in una fascia di età che si estende sino ai 25 anni, quando il cervello diventa meno vulnerabile agli effetti dell'etanolo.

AGIRE ANCHE SU PREZZI E PROMOZIONE

Con l'aumento del consumo di alcol previsto almeno fino al 2030 in diverse regioni del mondo, è necessario agire per ridurre l'onere evitabile del cancro attribuibile all'alcol. Politiche fiscali collaudate hanno portato a una diminuzione del consumo di alcol da parte della popolazione nell'Europa centrale e orientale e potrebbero essere implementate in altre nazioni che non dispongono ancora di politiche efficaci sull'alcol efficaci basate sui “best buys” dell'OMS che forniscono la base per ridurre la disponibilità fisica ed economica delle bevande alcoliche, per attuare serie politiche dei prezzi e di tassazione, per incrementare il rigore dei controlli sulla pubblicità pervasiva ed aggressiva nei confronti dei giovani: tutte pratiche convenienti ed efficaci per ridurre il consumo di alcol tra la popolazione generale e contribuire ad evitare l'onere grottesco del cancro attribuibile al consumo di alcol. Tutti i risultati del report “Cancers Attributable to Alcohol” sono disponibili sul sito web https://gco.iarc.fr/causes/alcohol, parte del Cancer Causes subsite del IARC Global Cancer Observatory e integrano i dati sui modelli di consumo di alcol in tutto il mondo dal Sistema Informativo Globale su Alcol e Salute

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