mercoledì 27 maggio 2026

L'attività dell'Osservatorio Neorurale, considerata esempio di buona pratica per l'UE

 




 

La Direzione Generale dell’Agricoltura e dello Sviluppo Rurale della Commissione Europea, Unità B.2, ha recentemente pubblicato il documento “HE 28 CAP Strategic Plans Underway – Summary of implementation in 2023-2024, facts and figures”, una sintesi dello stato di avanzamento dei Piani Strategici della PAC nei diversi Stati membri. All’interno della relazione, l’Italia è rappresentata da due Regioni, tra cui la Sicilia, citata espressamente per le iniziative considerate esempi di buone pratiche.



In particolare, la pubblicazione  ha posto in evidenza il lavoro svolto dal Dipartimento Agricoltura della Regione Siciliana, e nello specifico dall’Unità di Staff – Osservatorio Neorurale,  Rete Regionale del Sistema della Conoscenza e dell’Innovazione in Agricoltura nel periodo 2021-2024 . L’attività portata avanti negli ultimi anni ha avuto come finalità la valorizzazione delle competenze, la diffusione di conoscenze e l’implementazione di processi innovativi a supporto delle imprese agricole e rurali.

Il riconoscimento europeo riguarda, in modo particolare, il ricco programma di iniziative realizzate nel periodo 2023-2024. Tra queste si segnalano i numerosi webinar tematici, organizzati in collaborazione con gruppi di lavoro specializzati, che hanno favorito un ampio coinvolgimento degli stakeholder regionali. La partecipazione attiva di enti, associazioni, imprese agricole, ricercatori e portatori di interesse ha confermato la centralità della rete nel creare un dialogo costante tra mondo della produzione e della ricerca.

L’inserimento della Sicilia nel report   non rappresenta soltanto un riconoscimento formale, ma anche la conferma della bontà di un percorso avviato con determinazione. Il Dipartimento Agricoltura, attraverso l’Osservatorio Neorurale,  Rete Regionale del Sistema della Conoscenza e dell'innovazione in Agricoltura , ha saputo interpretare le sfide della nuova Politica Agricola Comune, puntando sulla formazione, sull’innovazione e sulla costruzione di relazioni virtuose tra i diversi soggetti del sistema agricolo e rurale.

È bene sottolineare che non si tratta di un’iniziativa isolata, ma di un processo costante che intende accompagnare le imprese agricole verso un futuro più competitivo, sostenibile e inclusivo. Tuttavia, la menzione come “buona prassi” da parte delle istituzioni comunitarie non è un fatto scontato: non accade a tutti né tutti i giorni che un’attività regionale venga citata come esempio a livello europeo.

Questo risultato rafforza la convinzione che il percorso intrapreso (2021-2024) sia corretto e che la strada della collaborazione, della condivisione e della valorizzazione delle risorse intellettuali e professionali del territorio debba continuare a essere perseguita. Come ricordava Thomas Alva Edison, “il valore di un’idea sta nel metterla in pratica”: l’esperienza siciliana dimostra che, attraverso l’impegno comune e la capacità di fare rete, le idee possono trasformarsi in pratiche concrete e riconosciute anche a livello internazionale.

In conclusione, il riconoscimento rappresenta un incoraggiamento a proseguire su questa linea di azione, consolidando il ruolo della Sicilia come laboratorio di innovazione rurale e come modello di riferimento per l’intero sistema agricolo nazionale ed europeo. 
In fine ma non per ultimo, questa attività, ma sopra tutto questi risultati, sono  stati resi possibile grazie alla collaborazione di tanti, in particolare dell' Agr. Paolo  Salanitro,  Consulente Fitosanitario, Assistente Tecnico di Chimica presso il Liceo Lucio Piccolo di Capo d'Orlando 
 

































 

martedì 26 maggio 2026

A LETOJANNI SUCCESSO PER LA SECONDA EDIZIONE “ SAPERI E SAPORI”.

 LA CUCINA SICILIANA TORNA PROTAGONISTA, CON GRANDI APPREZZAMENTI DA PARTE DEL PUBBLICO ITALIANO E STRANIERO.

Una domenica all’insegna delle prelibatezze culinarie e dei colori, quella che si è svolta a

Letojanni in occasione della seconda edizione “ Saperi e sapori”, realizzata grazie all’Asses-

sorato Regionale dell’Agricoltura e della Pesca Mediterranea Dipartimento Agricoltura.

Quella che si è tenuta domenica 24 maggio all’interno del Palazzo Polifunzionale in Piazza

Corrado Cagli è stata una vera e propria festa all’insegna del buon cibo tipico della nostra

terra, esposto al pubblico per essere degustato in isole gastronomiche arricchite da detta-

gli oggettivi che raccontavano la Sicilia. Gli chef qualificati presenti hanno cucinato sul po-

sto due tipici primi piatti, semplici ma conosciuti in tutto il mondo: la pasta alla norma o al

pistacchio di Bronte con maccheroni preparati in casa. Tra i classici dello street food gli

arancini che spaziavano da quello al ragù a quello dai gusti più particolari, ma non sono

mancate anche le “siciliane”, pizza ripiena e fritta che trova i suoi natali nei paesi alle pen-

dici dell’Etna. A suscitare grande apprezzamento sono state le fragole di Maletto con glassa

di cioccolato, i cannoli ripieni di ricotta. La Sicilia non regala solo buon cibo, anche vino

( bianco, nero, rosè), particolarmente gradito durante le degustazioni, insieme alle spiega-

zioni dettagliate fornite da esperti enologi. Oltre al vino, gli ospiti hanno potuto anche ap-

profittare di un buon calice di Marsala o di zibibbo. Un perfetto connubio quello del cibo

con i colori, visto che l’iniziativa si inseriva all’interno della tre giorni del “ The Sicily Inter-

national Folk Festival”, il Festival dedicato ai gruppi folk provenienti da tutto il mondo. “

Anche per questa seconda edizione abbiamo centrato l’obiettivo - dichiara il presidente del-

l’associazione MediterraneArtè Giuseppe Vasta - in questa meravigliosa località del com-

prensorio di Taormina, grazie alla complicità delle alte temperature, abbiamo assistito a un

vero e proprio momento di spensieratezza, dove chiunque entrava all’interno del Palazzo

Polifunzionale si è lasciato trasportare in questo viaggio delle bontà culinarie e dalle musi-

che folkloristiche dei gruppi che hanno partecipato al Festival. Ancora una volta ringrazio

l’Assessorato Regionale dell’Agricoltura che ha creduto a questa iniziativa che sono sicuro

che continuerà a crescere nei prossimi anni.











Ufficio stampa

Lucia Seminara

LE STRATEGIE AKIS IN ITALIA Studio valutativo 01

 

Executive summary

 Lo studio valutativo analizza il contributo della Strategia AKIS del Piano Strategico della PAC 2023–2027 al rafforzamento dei Sistemi della Conoscenza e dell’Innovazione in Agricoltura (AKIS) in Italia, con particolare riferimento alle componenti strutturali, funzionali e alle capacità di sistema. L’analisi è collocata nella fase iniziale di attuazione della programmazione e si fonda su evidenze documentali, dati amministrativi, questionari rivolti agli attori istituzionali e approfondimenti qualitativi, con l’obiettivo di supportare il processo decisionale nazionale e regionale.

Il quadro di riferimento evidenzia un AKIS italiano complesso, plurale e multilivello, caratterizzato dalla numerosità degli organi istituzionali di governance e da una marcata eterogeneità territoriale. La presenza di 21 AKIS regionali, con modelli organizzativi e capacità operative differenziate, costituisce al contempo un punto di forza – in termini di diversità e adattamento ai contesti locali – e una criticità strutturale, per la difficoltà di garantire armonizzazione, continuità e capitalizzazione sistemica dei risultati. A livello strategico, l’Italia dispone di un impianto di indirizzo strategico solido, fortemente allineato alle priorità europee (Green Deal, Farm to Fork, digitalizzazione), sostenuto da un ampio portafoglio di strumenti nazionali, regionali ed europei (PAC, PNRR, fondi SIE, Horizon Europe).

L’analisi mostra che l’orientamento strategico della ricerca, dell’innovazione e della conoscenza risulta complessivamente coerente e ben strutturato. Le priorità sono chiaramente definite attraverso un insieme coordinato di strategie e piani (PSP, RIS3, strategie settoriali), con una buona coerenza verticale tra livello UE, nazionale e regionale. Tuttavia, tale solidità programmatoria non si traduce sempre in un’efficace integrazione attuativa, a causa di disomogeneità regionali, differenze nella capacità amministrativa e assenza di meccanismi operativi pienamente armonizzati.

Dal punto di vista strutturale, il sistema AKIS italiano presenta un’elevata pluralità di attori e una copertura potenziale di tutte le funzioni sistemiche. I Gruppi Operativi del PEI-AGRI (SRG01) emergono come uno snodo centrale del sistema, con un contributo particolarmente forte alle componenti strutturali (S1–S3) e funzionali direttamente collegate all’innovazione interattiva. I GO si caratterizzano per partenariati multi-attore ampi e diversificati, con una significativa presenza di imprese agricole e forestali, che rafforza l’aderenza ai fabbisogni reali. Essi contribuiscono inoltre alla stabilizzazione di reti collaborative, all’emersione di nuovi ruoli (innovation broker, facilitatori) e all’utilizzo di infrastrutture materiali e immateriali per l’innovazione (aziende pilota, piattaforme digitali, DSS).

Sul piano funzionale, il sistema mostra una buona tenuta nelle funzioni di sviluppo della conoscenza (F2), orientamento della ricerca (F4) e mobilitazione delle risorse (F6), sostenute da una forte presenza di enti di ricerca, amministrazioni pubbliche e strumenti finanziari rilevanti. Più eterogeneo risulta il presidio delle funzioni di diffusione della conoscenza e networking (F3) e di attività imprenditoriali (F1), che dipendono in larga misura dalla capacità dei servizi di consulenza, dei GO e dei partenariati territoriali di operare in modo continuativo e integrato. Persistono invece criticità strutturali nelle funzioni di creazione dei mercati per l’innovazione (F5) e di scaling e advocacy (F7), che risultano poco presidiate e fortemente dipendenti da condizioni esterne al perimetro degli interventi AKIS.

Un elemento di particolare rilievo riguarda il contributo dei piani settoriali del primo pilastro, che nella fase iniziale di attuazione del PSP si confermano come il principale driver quantitativo del raggiungimento degli indicatori dell’Obiettivo Trasversale AKIS, in particolare dell’indicatore R.1. I piani settoriali producono output pienamente comparabili a quelli degli interventi AKIS FEASR e svolgono una funzione di integrazione e stabilizzazione dei risultati in una fase in cui gli effetti di SRH e SRG01 sono ancora parzialmente osservabili. Tuttavia, tale complementarità risulta non formalizzata sul piano della governance, evidenziando un gap rilevante nell’integrazione operativa tra primo e secondo pilastro.

Sul versante della governance, l’istituzione del Coordinamento Nazionale AKIS e dei Coordinamenti Regionali AKIS rappresenta un passo significativo verso il rafforzamento del coordinamento multilivello degli AKIS. Le evidenze raccolte indicano un giudizio complessivamente positivo sulla loro utilità e potenzialità, pur a fronte di criticità legate alla limitata disponibilità di risorse dedicate, alla novità dello strumento e a una percezione di marginalità dell’AKIS ancora diffusa tra alcuni attori del sistema produttivo.

Nel complesso, la valutazione restituisce l’immagine di un AKIS strutturalmente completo e strategicamente solido, ma funzionalmente sbilanciato, forte nella produzione e nell’orientamento della conoscenza e più debole nella trasformazione dell’innovazione in cambiamenti scalabili e orientati al mercato. Il rafforzamento dell’AKIS nel periodo 2023–2027 richiede quindi un consolidamento dei circuiti funzionali, una maggiore integrazione operativa tra strumenti e politiche e un rafforzamento delle capacità di apprendimento, collaborazione e azione strategica del sistema nel suo insieme.







lunedì 25 maggio 2026

Al giornalista Italo Cucci il prestigioso riconoscimento di Ambasciatore dell’Identità Territoriale

 Francesca di Giovanni

Pantelleria – In uno scenario di straordinaria suggestione, sospeso tra mare, vento e pietra lavica, l’isola di Pantelleria ha ospitato una significativa cerimonia pubblica dedicata alla valorizzazione dell’identità territoriale. Nel corso dell’Audizione Pubblica è stato conferito al giornalista Italo Cucci il prestigioso riconoscimento di “Ambasciatore dell’Identità Territoriale”.

L’onorificenza, promossa nell’ambito delle iniziative della Rete Nazionale  dei Borghi Genius Loci DeCo, intende rendere omaggio a personalità che, attraverso il proprio impegno professionale e culturale, contribuiscono alla diffusione e alla tutela dei valori identitari dei territori italiani. La scelta di Cucci si inserisce in un percorso di riconoscimento rivolto a figure autorevoli capaci di raccontare l’Italia autentica, fatta di comunità, tradizioni e patrimoni immateriali.

Giornalista di lungo corso, già direttore di importanti testate e voce autorevole del panorama sportivo e culturale italiano, Italo Cucci ha saputo nel tempo interpretare il racconto giornalistico come strumento di memoria e identità, con uno stile attento alle radici e ai contesti sociali. Oggi, anche nella sua veste di Presidente del Parco Nazionale Isola di Pantelleria, incarna un punto di riferimento per la promozione sostenibile del territorio e per la tutela del paesaggio e delle tradizioni locali.

La cerimonia, partecipata da istituzioni, operatori culturali e cittadini, ha rappresentato un momento di grande valore simbolico: Pantelleria, già riconosciuta per la sua unicità paesaggistica e culturale – basti pensare alla pratica agricola della vite ad alberello, patrimonio UNESCO – si conferma così laboratorio di buone pratiche nella salvaguardia dell’identità territoriale.


«Questo riconoscimento – è stato sottolineato da NinoSutera nel corso dell’audizione pubblica – non rappresenta solo un tributo a una carriera prestigiosa, ma un impegno condiviso a custodire e trasmettere il Genius Loci dei nostri territori, affinché diventi leva di sviluppo culturale ed economico per le future generazioni».

Con il conferimento a Italo Cucci, la comunità di Pantelleria rinnova il proprio ruolo di presidio attivo dell’identità territoriale, rafforzando il legame tra memoria, cultura e sviluppo sostenibile.

Pantelleria, ancora una volta, si fa voce autentica dei territori italiani.



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Cerda ospita “EXPOLIVO” Il futuro dell’olivicoltura siciliana, tra tradizione e futuro sostenibile”.

 


 

Si svolgerà a Cerda, in provincia di Palermo, venerdì 29 e sabato 30 maggio 2026, “EXPOLIVO – Il futuro dell’olivicoltura siciliana, tra tradizione e futuro sostenibile”, due intense giornate dedicate al mondo dell’olivicoltura, all’innovazione tecnologica, alla valorizzazione dell’olio extravergine d’oliva e alle prospettive di sviluppo del comparto regionale.

L’iniziativa prenderà il via venerdì 29 maggio alle ore 9:30 con un incontro rivolto alle scuole del territorio. Gli studenti saranno coinvolti in un percorso didattico ed esperienziale dedicato all’educazione alimentare e alla conoscenza dell’olio EVO come alimento fondamentale della dieta mediterranea, simbolo di salute, cultura e identità del territorio.

 L’iniziativa è finanziata dall’Assessorato Regionale dell’Agricoltura, dello Sviluppo Rurale e della Pesca Mediterranea.

Nel pomeriggio, alle ore 18:00 presso la sala consiliare del Comune di Cerda, si terrà la presentazione del libro “OlioTurismo” di Mario Liberto, giornalista, scrittore e direttore di Sicilia Agricoltura. L’incontro sarà rivolto agli operatori del settore olivicolo, turistico e della ricettività territoriale. A dialogare con l’autore sarà Vincenzo Tudisco, in un confronto dedicato alle nuove opportunità legate al turismo esperienziale dell’olio e alla promozione delle aree rurali siciliane.

Sabato 30 maggio, alle ore 9:30, in un fondo agricolo nei pressi del centro cittadino, si svolgerà una dimostrazione pratica con la presentazione di nuove attrezzature e tecnologie per l’olivicoltura 5.0, con prove in campo dedicate all’innovazione, alla sostenibilità e alla meccanizzazione avanzata.

A seguire, alle ore 10:30, avrà luogo un convegno dedicato alle prospettive di sviluppo dell’olivicoltura siciliana. Per i saluti istituzionali interverranno: il Sindaco di Cerda On. Salvatore Geraci, il presidente nazionale del CAA Unsic, Dott. Salvatore Falzone e il presidente regionale dell’ESA Dott. Carlo Domenico Turriciano.

Previsti inoltre gli interventi tecnici: P.A. Francesco Bruscato: “Tecniche razionali della coltivazione dell’ulivo”; Prof. Santino Orlando del SAAF UNIPA: “Olivicoltura 4.0”; Dr. Leonardo Catagnano, dirigente della Regione Siciliana: “Varietà, profili sensoriali delle cultivar siciliane adattabili anche agli impianti a parete”; Dr. Giovanni Medica, Funzionario CAA Unsic: “Strumenti di promozione e marketing dell’olio evo”; Coordinerà i lavori il direttore del giornale “Sicilia Agricoltura”, Dr. Mario Liberto.

Per il sindaco Salvo Geraci: “la manifestazione rappresenta un’importante occasione per valorizzare l’olivicoltura delle Basse Madonie, un patrimonio storico e culturale favorito da un microclima unico tra mare e montagna. Tra le cultivar simbolo del territorio spiccano la Crastu, dal fruttato medio-leggero, e la Biancolilla, apprezzata per la sua delicatezza organolettica. L’iniziativa punta inoltre a sostenere il lavoro degli olivicoltori, la tutela del paesaggio rurale e una cultura agricola basata su qualità, sostenibilità e innovazione nel rispetto delle tradizioni mediterranee”.


 

giovedì 21 maggio 2026

II EDIZIONE “ SAPERI E SAPORI”:

 

 

 A LETOJANNI DOMENICA 24 TORNA LA PROMOZIONE DEI PRODOTTI TIPICI DELLA NOSTRA TERRA IN OCCASIONE DELLA GIORNATA DI CHIUSURA DEL “ THE SICILY INTERNATIONAL FOLK FESTIVAL”

 

Dopo il successo dello scorso anno, torna la seconda edizione di “ Saperi e sapori”, in programma domenica 24 maggio presso il Palazzo Polifunzionale sito in Piazza Corrado Cagli a Letojanni. L’iniziativa finanziata dall’Assessorato Regionale dell’Agricoltura e della Pesca Mediterranea Dipartimento Agricoltura, è organizzata dall’associazione MediterraneArtè con la collaborazione di EuroArt Production Italia con il patrocinio del comune di Letojanni. 



Per l’intera giornata di domenica, la piccola località marinara del comprensorio turistico di Taormina sarà la protagonista delle prelibatezze della cucina siciliana, dove all’interno del Palazzo Polifunzionale saranno esposti i prodotti tipici della nostra terra, per stimolare il visitatore attraverso il “gusto” a compiere un viaggio degustando qualche classico primo piatto, dalla pasta alla norma, a quella con le sarde, oppure puntare su quello che potrebbe essere definito il precursore dello street food e cioè gli arancini ( dal classico ragù a quelli più elaborati), le crespelle e le scacciate. Per finire il viaggio del gusto con un tipico dolce isolato: cannoli, paste di mandorla e accompagnare il tutto con un bicchiere di vino o liquore. Un arcobaleno di colori e di sapori che saranno esaltati dalle spiegazioni di qualificati cultori dell’arte culinaria che vanta influenze culturali diverse dovute alle dominazioni che hanno attraversato l’isola nel corso della storia. Nel viaggio delle degustazioni delle varie prelibatezze vi sarà anche spazio alla danza grazie ai 400 partecipanti alla serata di chiusura del Festival dedicato al folklore internazionale “ The Sicily International Folk Festival” giunto alla quarta edizione che si inserisce all’interno della manifestazione “ Saperi e Sapori”. I gruppi provenienti dalla Germania, Stati Uniti D’America, Svizzera, Serbia, Italia e naturalmente Sicilia, avranno la possibilità di esibirsi in piazza davanti al pubblico, creando una sinergia tra musica, danza, colori e degustazione. Obiettivo dunque la promozione e valorizzazione dei prodotti agricoli, alimentari ed enogastronomici siciliani, da millenni luogo di incontro fra diverse culture. Un appuntamento al quale non si può mancare per chi vuole trascorrere una domenica in una località marinara, facendosi travolgere mentre si passeggia dalla musica, danza, del buon cibo, con alle spalle il mare.

 

Ufficio Stampa

Lucia Seminara

Odg Sicilia n’178053

3479164560

 

lunedì 18 maggio 2026

Pantelleria celebra il suo “Genius Loci”

 

 Al via la prima edizione dell’evento dedicato all’Elaio-Enogastronomia identitaria

Il 23 Maggio 2026 l’Isola diventa il cuore pulsante della cultura gastronomica mediterranea, nel quadro della Cucina Italiana patrimonio dell’UNESCO.

L’evento è il risultato di una collaborazione tra diverse entità di rilievo: l’Assessorato all’Agricoltura della Regione Siciliana, che finanzia l’iniziativa, il Comune di Pantelleria, il Parco Nazionale Isola di Pantelleria, la locale ProLoco e IDIMED (Rete Nazionale di Borghi Genius Loci DeCo).

Il cibo non è solo nutrimento, ma un atto agricolo e culturale che definisce l’anima di un popolo. Con questo spirito nasce la prima edizione di “Genius Loci dell’Elaio-Enogastronomia di Pantelleria”, una manifestazione che mette al centro le eccellenze dell’Isola, trasformandole in un’esperienza sensoriale totale.



Il 23 maggio alle ore 17.00 presso Qalea Hotel (Suvaki) si terrà l’Audizione Pubblica per il riconoscimento della Denominazione Comunale. Tra cerimoniali e l’inaugurazione della Banca del Genius Loci, l’Isola si pone come modello nazionale nella tutela del patrimonio materiale e immateriale. L'evento segna l'avvio formale del percorso di riconoscimento di Pantelleria quale Borgo Genius Loci De.Co., nell'ambito della Rete Nazionale dei Borghi Genius Loci De.Co.



L'evento si svolgerà in due momenti della giornata:

-        dalle ore 11.30 alle 14.00 Apertura istituzionale, Percorso del Gusto, Show Cooking, Brunch del Territorio.

-        ore 17.30 Audizione pubblica e a seguire Cena "L'Anima del Gusto"

L’Amministrazione comunale guidata dal Sindaco Fabrizio D’Ancona darà ufficialmente il via all’istituzione del “Borgo Genius Loci De.Co.” attraverso un’Audizione Pubblica. L’evento, finalizzato al riconoscimento degli elementi identitari della comunità pantesca, vedrà la consegna formale del titolo di “Custode dell’identità Territoriale” e l’inaugurazione della Banca del Genius Loci. L’iniziativa mira a dotare il Comune di uno strumento di governance per tutelare saperi tradizionali, paesaggi storici e produzioni agroalimentari, proteggendo l’identità locale dalle logiche della riproducibilità commerciale.

Il format della Rete Nazionale dei Borghi GeniusLoci DeCo si fonda sulla distinzione tra ciò che è semplicemente tipico e ciò che è prettamente identitario. Mentre la tipicità risponde spesso a standard economici e disciplinari esterni (come DOP o IGP), l’identitario rappresenta il Genius Loci, ovvero il legame indissolubile e irripetibile tra l’uomo, l’ambiente e la storia di un luogo specifico. Questo concetto, definito metaforicamente come il “Sacro Graal del Territorio”, pone l’accento sulla fragilità e sull’autenticità di tradizioni che, se sradicate dal loro contesto originario, perderebbero il proprio valore ontologico.

L’Audizione Pubblica, rappresenta il momento centrale di questa democrazia culturale. Durante l’incontro, la memoria collettiva della comunità convaliderà gli elementi che comporranno la Banca del Genius Loci. Quest’ultima non sarà un semplice archivio statico, ma un documento vivo che impegna l’amministrazione a sostenere i custodi delle pratiche locali e a garantire la continuità dei percorsi di tutela. In questo contesto, anche il patrimonio agricolo e gastronomico verrà inserito in un Atlante Locale del Cibo, venendo trattato come un vero e proprio patrimonio immateriale e non come una mera merce di scambio.

La Denominazione Comunale (De.Co.), concepita originariamente da Luigi Veronelli, trova nel format della Rete Nazionale dei Borghi GeniusLoci DeCo l’attuazione più coerente affinché Pantelleria smetta di essere solo una destinazione turistica per tornare a essere protagonista della propria narrazione culturale. L’identità territoriale, a differenza dei prodotti, non può essere copiata; essa costituisce un vantaggio collettivo che, se protetto correttamente, funge da volano per uno sviluppo economico rispettoso delle radici storiche dell’Isola.

Questa iniziativa è finanziata dall’Assessorato Regionale dell’Agricoltura, dello Sviluppo Rurale e della Pesca Mediterrenea – Dipartimento Regionale dell’Agricoltura.

sabato 16 maggio 2026

Pantelleria, celebra il GeniusLoci DeCo

 

“Il gusto come identità, il vento come spirito, la terra come memoria”: il 23 maggio Pantelleria diventa il cuore pulsante della cultura gastronomica mediterranea, nel quadro della Cucina Italiana patrimonio dell’UNESCO.

Nasce infatti la prima edizione di “Genius Loci dell’Elaio-Enogastronomia di Pantelleria”, manifestazione che mette al centro le eccellenze dell’isola trasformandole in un’esperienza sensoriale totale.
Tra cerimoniali e l’inaugurazione della Banca del Genius Loci, l’isola si pone come modello nazionale nella tutela del patrimonio materiale e immateriale. L’evento segna l’avvio formale del percorso di riconoscimento di Pantelleria quale Borgo Genius Loci De.Co., nell’ambito della Rete Nazionale dei Borghi Genius Loci De.Co.

L’evento si svolgerà presso Qalea Hotel (Suvaki) in due momenti: dalle 11.30 alle 14 apertura istituzionale, Percorso del Gusto, Show Cooking, Brunch del Territorio; alle 17.30 Audizione pubblica, a seguire Cena “L’Anima del Gusto”.

L’iniziativa mira a dotare il Comune di uno strumento di governance per tutelare saperi tradizionali, paesaggi storici e produzioni agroalimentari, proteggendo l’identità locale dalle logiche della riproducibilità commerciale.

La Denominazione Comunale (De.Co.), concepita originariamente da Luigi Veronelli, trova nel format della Rete Nazionale dei Borghi GeniusLoci DeCo l’attuazione più coerente affinchè Pantelleria smette di essere solo una destinazione turistica per tornare a essere protagonista della propria narrazione culturale. L’identità territoriale, a differenza dei prodotti, non può essere copiata; essa costituisce un vantaggio collettivo che, se protetto correttamente, funge da volano per uno sviluppo economico rispettoso delle radici storiche dell’isola


L’evento è il risultato di una collaborazione tra  l’Assessorato all’Agricoltura della Regione Siciliana, che finanzia l’iniziativa, il Comune di Pantelleria, il Parco Nazionale Isola di Pantelleria, la locale ProLoco e IDIMED (Rete Nazionale di Borghi Genius Loci DeCo)

venerdì 15 maggio 2026

"II Spring Food Expo" San Teodoro Me 23 - 24 maggio 2026

 

Un intero fine settimana per vivere la primavera all’insegna del gusto, della natura e delle tradizioni siciliane. Sabato 23 e domenica 24 maggio, San Teodoro propone nuovamente lo Spring Food Expo, evento pensato per valorizzare le eccellenze enogastronomiche e paesaggistiche di questo angolo autentico della Sicilia, con l’Etna sullo sfondo e scenari mozzafiato grazie all’altitudine di 1150 m.s.l.m.

 Questa iniziativa è finanziata dall'Assessorato Regionale dell'Agricoltura dello Sviluppo rurale e della pesca mediterranea - Dipartimento Regionale dell'agricoltura; una manifestazione incentrata sulla promozione delle eccellenze dei Nebrodi: prodotti genuini delle aziende locali a km 0.

 


Il progetto nasce con l’intento di promuovere le tipicità locali, il turismo esperienziale e l'identità di un territorio ancora poco conosciuto ma ricchissimo di potenzialità. Due giorni intensi e articolati, tra stand, degustazioni, convegni, escursioni e spettacoli, con il coinvolgimento di scuole, produttori e realtà locali.

Lo Spring Food Expo sarà anche occasione per scoprire il territorio attraverso escursioni naturalistiche e avventurose: a piedi, a cavallo, in quad, in fuoristrada o, per i più audaci, in parapendio. Percorsi guidati immersi nel verde dei Nebrodi, tra sentieri panoramici e bellezze incontaminate.

Come già accennato, grande attenzione sarà rivolta all’offerta enogastronomica: tra gli stand si potranno degustare formaggi tipici, salumi artigianali, frascatuli (una sorta di polenta tradizionale), asparagi selvatici, cardi, piatti della tradizione rurale, accompagnati da birre artigianali locali. Previsti anche show cooking e momenti dimostrativi per scoprire i segreti della cucina tradizionale.

Con questo evento vogliamo offrire una vetrina al nostro territorio, alle sue bellezze, ai suoi sapori, alle sue tradizioni, in questa splendida cornice lo Spring Food Expo sarà una festa per tutti, ma soprattutto anche un’occasione di rilancio per la nostra economia locale, grazie alla sinergia tra istituzioni e produttori.

A tutti i visitatori, turisti e appassionati della Sicilia autentica rivolgiamo un invito speciale: venite a scoprire San Teodoro! Due giorni immersi nel cuore dei Nebrodi, tra paesaggi unici, sapori genuini e ospitalità sincera. Un’esperienza da vivere con tutti i sensi, perfetta per chi cerca emozioni vere e lontane dai circuiti turistici di massa.

giovedì 14 maggio 2026

Vino, Report Mediobanca 2026

 Il comparto vitivinicolo italiano attraversa una fase di transizione strutturale, ormai non più procrastinabile. È quanto emerge con chiarezza dall’indagine Mediobanca 2026, che restituisce l’immagine di un settore sottoposto a pressioni crescenti: contrazione dei consumi, margini in riduzione e un contesto internazionale sempre più instabile e competitivo.


In occasione della presentazione del report a Milano, il presidente di Unione Italiana Vini (Uiv), Lamberto Frescobaldi, ha evidenziato l’urgenza di un cambio di paradigma nella gestione delle imprese vitivinicole. Secondo Frescobaldi, il vino italiano continua a rappresentare un pilastro dell’economia nazionale, ma è chiamato oggi a confrontarsi con uno scenario radicalmente mutato, che richiede un approccio più manageriale, razionale e orientato alla sostenibilità economica.

Uno dei nodi centrali riguarda l’equilibrio tra domanda e offerta. Accanto a un necessario efficientamento dei processi aziendali, diventa prioritario intervenire sul fronte produttivo, attraverso una riduzione delle rese. L’obiettivo è evitare squilibri strutturali e fenomeni di sovrapproduzione che rischiano di alimentare una spirale negativa sui prezzi. I dati parlano chiaro: a fronte di un calo del fatturato del 2,8%, il risultato netto registra una flessione ben più marcata (-7,5%), segnalando una compressione significativa dei margini e una rigidità dei costi che il sistema fatica ad assorbire.

Il rischio, già in parte evidente, è quello di un progressivo deprezzamento anche delle produzioni di qualità, storicamente punto di forza del Made in Italy. Una dinamica che trova conferma nei mercati del vino sfuso, dove le principali denominazioni Dop e Igp monitorate dall’Osservatorio Uiv – pari al 60% del totale – hanno registrato ad aprile un prezzo medio di 1,30 euro al litro, in calo del 7% rispetto allo stesso periodo del 2025 e su livelli prossimi ai minimi degli ultimi due anni.

Il quadro delineato dall’indagine Mediobanca rafforza ulteriormente questa lettura: su un campione di 255 aziende con fatturato superiore ai 20 milioni di euro, le vendite 2025 risultano in diminuzione del 2,8%, con una contrazione più accentuata sui mercati esteri (-3,4%) rispetto a quello interno (-2,2%). In peggioramento anche tutti i principali indicatori di redditività: Ebitda (-4,2%), Ebit (-9,5%) e risultato netto (-7,5%).

In questo contesto, la crescita non può più essere considerata un dato acquisito. Il settore è chiamato a una revisione profonda delle proprie strategie, sia produttive sia commerciali. La competitività si giocherà sempre più sulla capacità di trovare un equilibrio sostenibile tra qualità, gestione dell’offerta e solidità economica, in un mercato globale dove volatilità e selettività sono diventate la nuova normalità.

14-15 Maggio San Giuseppe jato

 







sabato 9 maggio 2026

Biancavilla accoglie la terza edizione di “Colate Verdi

 un percorso tra cultura, tradizioni e olio extravergine d’oliva La cittadina del versante sud-occidentale dell’Etna ospita un evento dedicato all’olio extravergine d’oliva e alla cultura olivicola del territorio.

Questa iniziativa è finanziata dall’Assessorato Regionale dell'Agricoltura, dello Sviluppo Rurale e della Pesca Mediterranea - Dipartimento Regionale dell’Agricoltura-

 Dal 22 al 24 maggio, Villa delle Favare e il centro storico faranno da cornice a degustazioni, laboratori, show cooking e incontri con produttori ed esperti. La manifestazione, promossa dal Comune, punta a valorizzare le eccellenze locali e a raf orzare il legame tra comunità e olivicoltura, con particolare attenzione a sostenibilità, innovazione e prospettive future del settore. L’assessore Mignemi sottolinea: “l’olio d’oliva appartiene da sempre alla nostra tradizione gastronomica, bisogna valorizzarlo il più possibile”. Biancavilla (CT), – Dopo il successo delle prime due edizioni, torna a Biancavilla “Colate Verdi”, la manifestazione dedicata all’olio extravergine d’oliva e alla cultura dell’olivicoltura etnea. L’evento, giunto alla sua seconda edizione, si terrà a Villa delle Favare, nel cuore della città, trasformando piazze e vie in un percorso sensoriale alla scoperta dell’ “oro verde” del territorio. L’evento animerà il centro storico della città nelle giornate del weekend che segna l’inizio dell’autunno (da Venerdì 22 a Domenica 24 Maggio) trasformandolo in un vero e proprio palcoscenico dedicato all’olio. “Colate Verdi” nasce per valorizzare le eccellenze locali e per raccontare il legame profondo che unisce Biancavilla alla tradizione olivicola, simbolo di identità, qualità e convivialità: “la manifestazione nasce non solo per promuovere il nostro territorio ma per valorizzare sempre di più l’olio d’oliva – afferma l’Assessore all’Agricoltura del Comune di Biancavilla, Vincenzo Mignemi – Nella dieta mediterranea l'olio extravergine d'oliva è la principale fonte di grassi dell'alimentazione ma bisogna anche saper distinguere le diverse tipologie di olio prodotte non solo sull’Etna ma in tutta la Sicilia”. La manifestazione offrirà ai visitatori l’opportunità di vivere un’esperienza a tutto tondo, fatta di degustazioni guidate, momenti di approfondimento culturale, laboratori e attività rivolte a grandi e piccoli. Non mancheranno spazi dedicati all’incontro con i produttori, ai racconti degli esperti, agli show cooking curati da chef e maestri oleari, con l’obiettivo di trasmettere la ricchezza e la varietà del patrimonio enogastronomico locale: “L’olio extravergine d’oliva è uno dei prodotti agricoli più autentici del nostro territorio insieme al vino, i fichidindia e agli agrumi – sottolinea Mignemi – con questa manifestazione vogliamo ribadire che l’agricoltura non è soltanto produzione, ma anche identità e cultura e vuole essere un momento di confronto insieme a ristoratori e appassionati del mondo dell’olio”. Oltre a celebrare la tradizione, l’evento intende essere anche un’occasione di confronto sul futuro dell’olivicoltura, mettendo al centro temi come la sostenibilità, l’innovazione e le nuove sfide di mercato. Biancavilla, con il suo paesaggio suggestivo alle pendici dell’Etna, diventa così luogo di incontro, riflessione e festa, in cui la comunità si riconosce e si racconta attraverso uno dei suoi prodotti più preziosi. La terza edizione di “Colate Verdi” è promossa dal Comune di Biancavilla.

 



giovedì 7 maggio 2026

Cosa c’entrano le canne da zucchero con l’asfalto?

 

Arriva l’asfalto di zucchero, un’innovazione straordinaria che cambierà le strade in tutto il mondo. L'Assessorato all'Agricoltura ha istituito un gruppo di lavoro nel 2022 proprio per l'interesse ampio e condiviso attorno alla canna da zucchero 

 APPROFONDIMENTO 1

APPROFONDIMENTO 2

APPROFONDIMENTO 3


 

 

Cosa c’entrano le canne da zucchero con l’asfalto? Ecco perché questa combinazione può cambiare le strade di tutto il mondo e cosa è stato scoperto.

Si pensa spesso alle strade, ma raramente all’asfalto, la cui composizione è invece oggetto di continui studi e ricerche. Una recente pubblicazione su Scientific reports analizza una miscela ottenuta con la cenere di bagassa di canna da zucchero, usata per sostituire i metalli fini e migliorare le caratteristiche del manto stradale. Insomma, potrebbe arrivare l’asfalto di zuccheropiù resistente, flessibile ed economico.


 

Se i risultati di questo studio saranno confermati potrebbero proporre un modello straordinario per le nuove miscele d’asfalto, permettendo di ridurre i costi e ottenere allo stesso tempo delle strade migliori. Per il momento si tratta di un progetto in corso di approfondimento, gli esperimenti finora eseguiti non permettono di pronunciarsi con sicurezza sull’applicazione su intere rete stradali. Nonostante ciò, le evidenze finora raggiunte fanno ben sperare e si può ritenere che dedicando le giuste attenzioni al suo sviluppo questa innovazione straordinaria potrà cambiare le strade di tutto il mondo.

Arriva l’asfalto di zucchero

I ricercatori dell’università statale di Maringa, nello Stato brasiliano del Paraná, hanno condotto un esperimento per valutare i benefici e la fattibilità dell’uso della cenere di bagassa nella miscela per l’asfalto. La cenere di bagassa è un sottoprodotto ottenuto durante la lavorazione delle canne da zucchero, per l’appunto bruciando la bagassa. Quest’ultima si ottiene dopo l’estrazione del succo, pertanto è già un sottoprodotto di cui le fabbriche di zucchero dispongono ampiamente e senza alcun costo aggiuntivo.

Anziché essere smaltita, però, la bagassa viene a sua volta riutilizzata (negli zuccherifici e non solo), grazie alle sue molteplici proprietà e funzioni. Molto spesso viene bruciata per la produzione di energia termica che alimenta le stesse fabbriche, come combustibile che rende molti zuccherifici più che autosufficienti dal punto di vista energetico. La bagassa ha in realtà anche molti altri campi di applicazione, ma la quantità maggiore ottenuta dalla lavorazione delle canne da zucchero viene per l’appunto bruciata.

Così, si accumula una notevole quantità di cenere, un ulteriore sottoprodotto che può però continuare a essere sfruttato. I ricercatori brasiliani hanno pensato di utilizzarla per la composizione dell’asfalto, per sostituire almeno parzialmente il contenuto di metalli fini. Con l’aggiunta di cenere di bagassa si riuscirebbe a ricavare un asfalto qualitativamente superiore rispetto alle varie tipologie impiegate nelle strade.

Un’innovazione che può cambiare le strade

Lo studio e l’esperimento condotto dai ricercatori di Maringa hanno in particolare stimato un aumento del:

  • 40% della stabilità, secondo la prova Marshall;
  • 22% della resistenza alla trazione indiretta;
  • 18% del coefficiente di elasticità;
  • 73% della resistenza a deformazioni permanenti, in base al passaggio di veicoli secondo il metodo Aashto.

I ricercatori hanno inoltre constatato una riduzione del 28% della deformazione permanente dopo il passaggio di 10.000 veicoli medi, nonché una riduzione dell’11% dopo il passaggio di 20.000 veicoli in base al test della ruota di Hamburg, che stima durabilità e resistenza. Nel concreto, si tratterebbe di un asfalto più duraturo e resistente, che necessita di minore manutenzione e oltretutto ha anche un costo ridotto.

Si tratterebbe inoltre di un materiale decisamente economico, soprattutto per Stati come il Brasile e l’India che lavorano un numero elevato di canne da zucchero, oltre che più sostenibile a livello ambientale. L’implementazione della cenere di bagassa nel manto stradale consentirebbe infatti di evitare molte estrazioni dalle cave, nonché dell’immissione di particelle inquinanti. Al momento, però, il nuovo materiale è stato sperimentato soltanto su un tratto pilota della strada BR-158, tra le città di Campo Morão e Marenga.

Sono dunque necessari degli approfondimenti, ma resta un risultato straordinario, soprattutto considerando la grande attenzione all’utilizzo dei rifiuti agricoli per migliorare le produzioni e ridurre l’inquinamento ambientale.

 

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